NIBALI ATTACCA MA IL GUIZZO VINCENTE E’ DI TABORRE

ottobre 1, 2011
Categoria: News

Il siciliano è protagonista di una lunghissima fuga ma ad imporsi nel Memorial Pantani è il 26enne abruzzese che sul traguardo di Cesena sfreccia davanti a Rebellin e Daniel Martin e conquista il suo secondo successo stagionale dopo il Gp di Camaiore.

Foto copertina: la premiazione di Taborre (foto De Socio)

Archiviato un Mondiale di Copenhagen avaro di soddisfazioni per i colori azzurri il calendario italiano è ripreso con l’8a edizione del Memorial Pantani, primo di una serie di appuntamenti che culmineranno il prossimo 15 ottobre con il Giro di Lombardia, ultimo grande appuntamento stagionale. La corsa dedicata al campione romagnolo tragicamente scomparso nel 2004 si è disputata in una giornata molto calda lungo un percorso di 183,7 km da Cesena a Cesenatico, rispettivamente luogo di nascita e di adozione del Pirata, caratterizzato nella parte centrale dalla tripla ascesa verso Montevecchio, 4 km con una pendenza media intorno all’8%, e dal breve strappo di Longiano prima degli ultimi 40 km completamente pianeggianti. Al via un campo partenti di alto livello con il vincitore della Vuelta Cobo (Geox), Scarponi, Petacchi e Bole (Lampre), Le Mevel e Daniel Martin (Garmin), Visconti e Gatto (Farnese), Pozzovivo, Belletti e Modolo (Csf), Sella e Serpa (Androni), Betancourt e Taborre (Acqua & Sapone), Rebellin e Schumacher (Miche), Basso, Ponzi e Nibali (Liquigas).
Inaspettatamente proprio il messinese si è infilato al km 20 nella fuga che ha caratterizzato la corsa in compagnia di Ricci Bitti (Farnese), Contoli (Csf) e Torosantucci (D’Angelo & Antenucci) e insieme agli altri tre ha guadagnato fino a 3′20” di vantaggio sul gruppo mentre Rudashov (Itera) dopo aver tentato invano di agganciare il gruppetto di testa si è lasciato riassorbire. Le prime due ascese verso Montevecchio sono state affrontate a ritmo regolare sia dai fuggitivi che dal plotone, che ha comunque ridotto il distacco a 1′30”, mentre sul terzo e ultimo passaggio la corsa si è accesa con Nibali che è rimasto solo al comando e Visconti e Sella che hanno dato il via alla battaglia tra gli inseguitori. In vetta il siciliano è transitato con 16” su Schumacher e Rebellin e 35” su Betancourt, Pozzovivo, Martin, Cobo, Visconti, Sella, Niemiec (Lampre), Basso e Damiano Caruso (Liquigas) ma al termine della discesa si è ricompattato in testa un gruppo di 28 corridori con il rientro tra gli altri di Taborre, Le Mevel, Felline (Geox) e uno Scarponi ancora non al massimo della condizione dopo il ritiro dalla Vuelta, mentre hanno fallito di poco l’aggancio Petacchi, Modolo e Gatto che sarebbero stati i favoriti in caso di arrivo a ranghi compatti.
Lungo i 4 giri del circuito finale di Cesenatico gli uomini dell’Acqua & Sapone sono stati i più attivi con dapprima Betancourt insieme a Rebellin, poi Donati e per due volte Proni che hanno tentato di andarsene ma Basso, apparso sulla strada giusta per dare il meglio al Giro dell’Emilia e poi al Giro di Lombardia, ha sempre riportato sotto il gruppo in funzione di una possibile volata di Caruso e anche il tentativo di Marzano (Lampre) non ha avuto esito: si è dunque arrivati allo sprint con Cobo in testa per lanciare il compagno Felline ma ad avere nettamente la meglio è stato Taborre davanti a Rebellin e Martin mentre Visconti, ancora a secco di successi dopo il campionato italiano, ha dovuto accontentarsi del 4° posto davanti al sorprendente moldavo Berdos (De Rosa). Si è dunque rivelata vincente la tattica dell’Acqua & Sapone di sfiancare le altre squadre per poi lanciare in volata Taborre che dopo il Gp di Camaiore ha conquistato il secondo successo di una stagione che lo ha comunque visto spessissimo nelle prime posizioni delle corse di un calendario italiano che proseguirà nella prossima settimana con la Coppa Sabatini a Peccioli, il Giro dell’Emilia e il Gp Beghelli a Monteveglio.

Marco Salonna

Lo spunto vincente di Taborre su Rebellin sul traguardo di Cesenatico (foto De Socio)

Lo spunto vincente di Taborre su Rebellin sul traguardo di Cesenatico (foto De Socio)

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