25-12-2022

dicembre 26, 2022 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il panamense Franklin Archibold (Panamá es Cultura y Valores) si è imposto nella decima ed ultima tappa, circuito di San Josè, percorrendo 99 Km in 2h38′40″, alla media di 37.437 Km/h. Ha preceduto di 5″ i costaricensi Sebastian Moya (Team Colono Const.-Bikestation-Clips) e Sergio Arias (Team Colono Const.-Bikestation-Clips). Nessun italiano in gara. Il colombiano Marco Tulio Suesca (Movistar-Best PC) si impone in classifica con 2′37 sul connazionale Carlos Alberto Gutiérrez (Team Banco Guayaquil Ecuador) e 12′01″ sul costaricense Daniel Bonilla (Team Colono Const.-Bikestation-Clips)

24-12-2022

dicembre 25, 2022 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il colombiano Marco Tulio Suesca (Movistar-Best PC) si è imposto nella nona tappa, cronoscalata Cot de Oreamuno – San Juan de Chicuá, percorrendo 12.3 Km in 37′50″, alla media di 19.507 Km/h. Ha preceduto di 17″ il costaricense Kevin Rivera (nazionale costaricense) e di 27″ il connazionale Carlos Alberto Gutiérrez (Team Banco Guayaquil Ecuador). Nessun italiano in gara. Suesca è ancora leader della classifica con 2′46 su Gutiérrez e 9′41″ sul costaricense Daniel Bonilla (Team Colono Const.-Bikestation-Clips)

23-12-2022

dicembre 24, 2022 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il colombiano Carlos Alberto Gutiérrez (Team Banco Guayaquil Ecuador) si è imposto nell’ottava tappa, circuito di Paraiso, percorrendo 94.1 Km in 3h42′52″, alla media di 33.65 Km/h. Ha preceduto di 2″ il connazionale Marco Tulio Suesca (Movistar-Best PC) e di 3″ l’ecuadoriano Wilson Steven Haro Haro (Team Banco Guayaquil Ecuador). Nessun italiano in gara. Suesca è ancora leader della classifica con 2′19″ su Gutiérrez e 9′41″ sul costaricense Sergio Arias ( Team Colono Const.-Bikestation-Clips)

22-12-2022

dicembre 23, 2022 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

L’ecuadoriano Alexis Benjamin Quinteros (Team Banco Guayaquil Ecuador) si è imposto nella settima tappa, Pérez Zeledón – La Unión, percorrendo 125 Km in 3h42′52″, alla media di 33.65 Km/h. Ha preceduto di 25″ i colombiani Robinson Chalapud (Team Banco Guayaquil Ecuador) e Marco Tulio Suesca (Movistar-Best PC). Nessun italiano in gara. Suesca è ancora leader della classifica con 2′21″ sul connazionale Carlos Alberto Gutiérrez (Team Banco Guayaquil Ecuador) e 9′03″ sul costaricense Gabriel Francisco Rojas (nazionale costaricense)

21-12-2022

dicembre 22, 2022 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il costaricense Sebastian Moya (Team Colono Const.-Bikestation-Clips) si è imposto nella sesta tappa, La Unión – Pérez Zeledón, percorrendo 120 Km in 3h16′57″, alla media di 36.56 Km/h. Ha preceduto allo sprint il colombiano Robinson Chalapud (Team Banco Guayaquil Ecuador) e di 3′39″ l’ecuadoriano Wilson Steven Haro Haro (Team Banco Guayaquil Ecuador). Nessun italiano in gara. Il colombiano Marco Tulio Suesca (Movistar-Best PC) è il nuovo leader della classifica con 2′21″ sul connazionale Carlos Alberto Gutiérrez (Team Banco Guayaquil Ecuador) e 3′28″ sul costaricense Gabriel Francisco Rojas (nazionale costaricense)

20-12-2022

dicembre 21, 2022 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il costaricense Daniel Bonilla (Team Colono Const.-Bikestation-Clips) si è imposto nella quinta tappa, San Ramón – Cerro Gallo Berlín, percorrendo 94 Km in 2h25′04″, alla media di 32.778 Km/h. Ha preceduto allo sprint il colombiano Marco Tulio Suesca (Movistar-Best PC) e di 32″ il connazionale Kevin Rivera (nazionale costaricense). Nessun italiano in gara. Bonilla è tornato leader della classifica con lo stesso tempo di Suesca e 1′36″ sul connazionale Gabriel Francisco Rojas (nazionale costaricense)

VALVERDE STORY – CAPITOLO 25: QUI FINISCE IL GRAN “CAMIÑO”

dicembre 21, 2022 by Redazione  
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Al Giro di Lombardia del 2022 termina la grande avventura da corridori di Nibali e Valverde. Se per il primo l’ultima stagione tra i professionisti non avrà in bilancio nessuna vittoria, anche sei riuscirà a concludere il Giro d’Italia in quarta posizione a nove minuti dall’australiano Jai Hindley, un paio di soddisfazione riuscirà a togliersele lo spagnolo a inizio stagione. A fine gennaio riesce a far suo il Trofeo Pollença – Port d’Andratx della Challenge Ciclista a Mallorca, il mese successivo tiene a battesimo la prima edizione di O Gran Camiño, breve corsa a tappe disegnata in Galizia. Sulle strade del Cammino di Santiago Valverde è autore di una vera e propria excalation che lo porta dal terzo posto nella frazione d’apertura al secondo della seconda tappa e alla vittoria nella terza, sul traguardo di Luintra. Per 10 secondi non riesce a togliere la maglia di leader della spalle del canadese Michael Woods e per farlo dovrà attendere altre 24 ore, dopo la cronometro dell’ultimo giorno vinta dall’ucraino Mark Padun.

GRAZIE DI TUTTO DON ALEJANDRO!!!!!!

26 febbraio 2022 – 3a tappa: Maceda – Luintra

GRAN CAMIÑO, VITTORIA DI ALEJANDRO VALVERDE A LUINTRA

Alejandro Valverde (Movistar Team) ha vinto la terza tappa del Gran Camiño battendo in uno sprint ristretto Michael Woods (Israel – Premier Tech) e il compagno di squadra Ivan Ramiro Sosa. Woods ha mantenuto un esiguo margine di 10” prima della cronometro finale. Filippo Zana (Bardiani-CSF-Faizanè) ha chiuso 8° come migliore degli italiani.

La terza tappa del Gran Camiño 2022 prevedeva un impegnativo finale in grado di permettere ribaltoni in una classifica già ben delineata dopo la vittoria di Michael Woods (Israel – Premier Tech) con 16” su Alejandro Valverde (Movistar Team), al momento l’unico abbastanza vicino per poter recuperare nella cronometro conclusiva di domani. Sarà quindi il giorno in cui gli inseguitori dovranno provare a recuperare sul leader della classifica che ha dalla sua la possibilità di sfruttare Jakob Fuglsang (Israel – Premier Tech) che è al momento in 5° posizione in classifica generale. La Cofidis e la Movistar potrebbero essere le squadre più dotate per provare degli attacchi, mentre la EF Education-EasyPost dopo la crisi del suo capitano Hugh Carthy potrebbe puntare su Mark Padun che si trova al momento a 1’01” da Woods. La prima salita di giornata arrivava a circa 50 chilometri dall’arrivo con l’Alto de Nogueira, 6.9 Km al 7.1%. A seguire senza soluzioni di continuità seguivano l’Alto de Seragude, 7.4 Km al 6.7% con i primi 3 chilometri all’11%, e per finire l’Alto de Moura, 7.9 Km al 7.5%, con lo scollinamento a solo 2 chilometri dall’arrivo.
La fase iniziale di corsa era fin da subito scoppiettante con vari tentativi di attacchi, dopo 20 chilometri un tentativo prendeva il largo comprendente Simon Geschke e Josè Herrada (Cofidis), Carlos Canal (Euskaltel – Euskadi), Jetse Bol e Angel Fuentes (Burgos-BH) e Stephen Bassett (Human Powered Health). Diego Andrés Camargo (EF Education-EasyPost) e Davide Bais (EOLO-Kometa) si mettevano al loro inseguimento riuscendo a completare il ricompattamento dopo una ventina di chilometri.
L’azione della Cofidis era sicuramente importante perché poteva creare un importante supporto per i diversi uomini in classifica ancora a disposizione della formazione francese, mettendo sicuramente pressione alla Israel – Premier Tech e Movistar per inseguire cercando di mantenerli a una distanza di tre minuti, ma iniziando subito a rosicchiare terreno portandosi a solo un minuto di ritardo all’inizio della prima salita di giornata di Alto de Nogueira. Sulla salita il gruppo inizialmente recuperava terreno su una fuga che andava a disintegrarsi lasciando Geschke al comando, mentre al suo inseguimento restava solo Camargo. Una volta ripreso Jose Herrada, era il fratello Jesus a muoversi, andando a riprendere Geschke che lo aspettava in cima alla salita, il gruppo però era distanziato di appena 10” dopo aver ripreso Camargo e riusciva a rientrare sulla coppia Cofidis ai piedi dell’Alto de Seragude dove la Movistar imponeva un forte ritmo che mandava immediatamente in crisi Hugh Carthy. Non un ritmo sufficiente però per Jefferson Alveiro Cepeda (Caja Rural – Seguros RGA) che provava ad attaccare, poco dopo era però Sosa che accelerava pesantemente in gruppo mandando in crisi Fuglsang; Woods si portava alla sua ruota con Valverde, Mark Padun (EF Education-EasyPost), Jefferson Alexander Cepeda (Drone Hopper) e Ruben Fernandez (Cofidis). Una volta che questi atleti riuscivano a rientrare su Jefferson Alveiro Cepeda, Padun provava ad accelerare non provocando però particolari danni, era quindi Valverde che attaccava con Woods incollato alla sua ruota e Sosa che provava a resistere. A questo punto, non essendo però riuscito a liberarsi del leader della generale, il ritmo calava permettendo i recuperi da dietro. Jefferson Alexander Cepeda attaccava ai -29 mentre alcuni atleti riuscivano a rientrare sul gruppo inseguitore, tra questi José Neves (W52 / FC Porto), Urko Berrade e Igor Arrieta (Equipo Kern Pharma), Ion izagirre, Jesus Herrada e Davide Villella (Cofidis), Tiago Antunes (Efapel Cycling), Derek Gee (Israel – Premier Tech) e Gorka Izagirre (Movistar Team), mentre Sosa e poi lo stesso Gorka dirigevano l’inseguimento chiudendo su Cepeda dopo 2km di attacco. 22 atleti scollinavano al comando inclusi Jakob Fuglsang (Israel – Premier Tech), Fernando Barcelò (Caja Rural – Seguros RGA), Filippo Zana (Bardiani-CSF-Faizanè) e Neilson Oliveira (Movistar Team). La movistar, forte di 4 atleti, conduceva la corsa, seconda solo alla Cofidis come numero di atleti (5).
A fine discesa Valverde sfruttava i compagni di squadra per passare al comando nel traguardo volante, guadagnando 3” d’abbuono su Woods, nel tratto precedente alla salita finale dell’Alto de Moura che presentava pendenze micidiali nella prima parte. I corridori ritornavano a staccarsi uno dopo l’altro sotto il ritmo della Movistar, il quale non era sufficiente per la Israel – Premier Tech che metteva a tirare Fuglsang per lanciare l’azione di Woods ai -7 al quale si agganciavano Sosa e Valverde, i due corridori della formazione iberica sembravano non intenzionati a collaborare, finché Sosa non riceveva comunicazione dall’ammiraglia, mettendosi così a tenere un buon ritmo, mentre dietro Arrieta, Padun e Ion Izaggire erano all’inseguimento.
Woods poco dopo tentava nuovamente un attacco, senza però riuscire a fare la differenza, mentre Sosa tornava a guidare il gruppo, nel frattempo alle loro spalle era Padun ad accelerare per tentare l’inseguimento in solitaria, seguito da Arrieta in compagnia di Izagirre e Fernandez.
Sosa continuava a scavare margine tra il terzetto e tutti gli inseguitori andando a scollinare con circa 45” su Padun. Nel finale in discesa Valverde si garantiva delle ottime linee che lo portavano a lanciare lo sprint affiancato a Sosa e con Woods costretto a inseguire lo spagnolo per il secondo posto, ottimo gioco di squadra della Movistar che conquistava così il successo di tappa, mentre Sosa chiudeva terzo. Nel gruppo inseguitore Arrieta anticipava Padun e il duo Cofidis con un ritardo di 51”. Il migliore degli italiani era Zana che chiudeva 8° perdendo la maglia di miglior giovane ai danni di Arrieta.
La classifica generale prima della cronometro conclusiva vede quindi Michael Woods con un vantaggio di solo 10” da difendere su Valverde, mentre Sosa distante 50” dovrà provare a difendersi dagli inseguitori Ruben Fernandez a 1’39”, Arrieta a 2’07”, Padun a 2’09”, Ion Izagirre a 2’21, mentre Zana è al momento 8° a 2’33”, a 26” dal leader della maglia dei giovani.
La cronometro conclusiva di 15.5 chilometri si disputerà nella cittadina di Sarria con un percorso vallonato comprendente 4 brevi strappi in salita. Una prova quindi che permette ai meno specialisti di difendersi, va però considerato come quando Woods e Valverde hanno gareggiato contro in una cronometro l’iberico si è sempre piazzato meglio, va quindi considerato come favorito dovendo recuperare meno di un secondo al chilometro al canadese.

Carlo Toniatti

27 febbraio 2022 – 4a tappa: circuito a cronometro di Sarria

GRAN CAMIÑO, L’UCRAINO MARK PADUN CONQUISTA LA CRONOMETRO FINALE, A VALVERDE LA CLASSIFICA GENERALE

Mark Padun (EF Education-EasyPost) ha conquistato il successo nella cronometro di Sarria battendo Jesus Herrada (Cofidis) e Alejandro Valverde (Movistar Team).
L’embatido murciano ha vinto la classifica generale battendo di 18” Michael Woods (Israel – Premier Tech) nella giornata odierna scavalcandolo così di 8” in classifica. Per Mark Padun invece la terza piazza nella generale che ha celebrato esibendo tre dita alzate, simbolo di indipendenza per l’Ucraina che sta passando in questo periodo dei giorni terribili dopo l’invasione russa.

La tappa conclusiva del Gran Camiño vedeva andare in scena una cronometro di 15.8 chilometri a Sarria con un percorso vallonato con quattro brevi strappi che vedevano lo scontro decisivo tra la maglia di leader Michael Woods (Israel – Premier Tech) e Alejandro Valverde (Movistar Team) staccato di soltanto dieci secondi. Un primo intermedio era posto al termine del primo strappo, lasciando quindi la maggior parte del dislivello nella seconda parte della prova.
Matthias Brandle (Israel – Premier Tech) era il primo tempo interessante al traguardo in 21 minuti, questo tempo veniva abbassato a metà della prova dal compagno di squadra Mads Wurtz Schmidt di 5”. Era poi lo spagnolo Carlos Canal (Euskaltel – Euskadi) a riuscire ad abbassarlo a 20’45” con il portoghese Nelson Oliveira (Movistar Team) che riusciva a scendere a 20’36”.
Derek Gee (Israel – Premier Tech) nonostante pagasse 6” da Oliveira all’intertempo era riuscito ad abbassare il tempo finale a 20’30”. A quel punto iniziavano a partire gli uomini di classifica con Jesus Herrada (Cofidis) che passava in prima posizione all’intertempo, 10” meglio di Gee, gli atleti in grado di far segnare buoni tempi erano poi Urko Berrade ( Equipo Kern Pharma) a 6”, Ion Izagirre (Cofidis) a 4”, Mark Padun (EF Education-EasyPost) a 1”, Rubén Fernandez (Cofidis) a 9”, mentre Ivan Ramiro Sosa (Movistar Team) pagava già 31”. Erano poi i due corridori a giocarsi la vittoria finale a transitare all’intermedio con Valverde brillante a solo un secondo da Herrada, mentre Woods transitava a 9”, virtualmente ancora leader, ma con un vantaggio risicato a quel momento ad appena 2”.
Nel frattempo all’arrivo arrivava Jesus Herrada che faceva segnare il miglior tempo in 20’24”, mentre Berrade concludeva in 20’41”, era Ion Izagirre però uno dei più temibili nel finale che però si andava a posizionare al secondo posto momentaneo in 20’29”. Con un grande finale era però Padun che riusciva a passare al comando in 20’19”, mentre Sosa perdeva vertiginosamente concludendo la sua prova a 1’28”, lo stesso Fernandez faticava nel finale arrivando a 37”, significando quindi che Padun scavalcasse entrambi andando sul podio conclusivo, mentre attendeva di capire se potesse sognare anche per la vittoria di tappa. La risposta non si faceva attendere con l’arrivo di Valverde, unico a poterlo insidiare che però chiudendo in 20’29” a 10” garantiva la vittoria a Padun. A quel punto l’ucraino capiva che per lui era fatta, mentre Valverde attendeva l’arrivo di Woods segnalato a 15” di ritardo da Valverde, virtualmente 5” dietro in classifica generale prima dello strappo finale. Sul muro finale, nonostante un grande sforzo, il canadese cedeva ancora terminando la sua prova a 28” da Padun e quindi 18” da Valverde.
La classifica finale di tappa ha visto quindi Padun conquistare un successo molto importante, in un periodo molto buio per la storia del suo paese, Jesus Herrada chiudeva 2° e Valverde 3°, il quale conquistava così la generale per 8” su Woods, mentre Padun riusciva a chiudere la classifica al terzo posto davanti a Fernandez di 6” e a Sosa di 8”. Filippo Zana (Bardiani-CSF-Faizanè) è scivolato all’undicesimo posto finale, come migliore degli italiani, mentre oggi Alessandro De Marchi (Israel – Premier Tech) chiudendo 20° è stato il migliore degli italiani.
Per le altre classifiche accessorie i successi andavano ad Arrieta nella classifica riservata ai giovani, a Sosa quella del miglior scalatore e a Valverde quella a punti, infine la Movistar conquistava la classifica a squadra.

Carlo Toniatti

Il successo di Alejandro Valverde a Luintra (Fonte: PhotoGomezSport)

Il successo di Alejandro Valverde a Luintra (Fonte: PhotoGomezSport)

19-12-2022

dicembre 20, 2022 by Redazione  
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VUELTA CICLISTA INTERNACIONAL A COSTA RICA

Il costaricense Kevin Rivera (nazionale costaricense) si è imposto nella quarta tappa, Puntarenas – Grecia, percorrendo 79.4 Km in 2h16′22″, alla media di 34.94 Km/h. Ha preceduto di 7″ il neozelandese Franklin Archibold (Panamá es Cultura y Valores) e il connazionale Daniel Bonilla (Team Colono Const.-Bikestation-Clips). Nessun italiano in gara. Archibold è il nuovo leader della classifica con lo stesso tempo del colombiano Carlos Alberto Gutiérrez (Team Banco Guayaquil Ecuador) e del costaricense Joseph Chavarría ( 7C-Economy Lacoinex)

VALVERDE STORY – CAPITOLO 24: DUE VECCHIETTI ALLA CONQUISTA DELLA SICILIA

dicembre 20, 2022 by Redazione  
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Il 2020 stato un anno difficile per tutti a causa della pandemia, anche per i corridori che si sono visti la stagione scardinata. Lo spostamento delle gare tra agosto e novembre finisce per favorire i più giovani e ciò si nota soprattutto nelle classifiche generali dei due dei tre grandi giri, che terminano infatti con i successi del 23enne Tadej Pogačar al Tour e del 25enne Tao Geoghegan Hart al Giro. “Vecchietti” come Valverde (40 anni) e Nibali (38) fanno più fatica e infatti la loro stagione termina con “zero tituli”, anche se lo Squalo alla Corsa Rosa traslocata in autunno riuscirà comunque a riscuotere un dignitoso settimo posto finale. Bisognerà aspettare il 2021 per vedere i due beniamini del pubblico tornare ad alzare le braccia al cielo e per Nibali sarà l’ultima volta, quando conquisterà la tappa conclusiva e la classifica del Giro di Sicilia. Più fortuna avrà lo spagnolo, che andrà a segno per tre volte, la prima al Gran Premio Miguel Indurain, la seconda in una tappa del Delfinato e l’ultima sulle stesse strade del Giro di Sicilia che vedranno imporsi Nibali. Si arriva a Caronia quel giorno, unico arrivo in salita previsto dalla corsa sicula….

GIRO DI SICILIA, IL GIORNO DI DON ALEJANDRO

Alejandro Valverde fa sua tappa e maglia nella terza frazione del Giro di Sicilia. Battuti Covi e Restrepo

Terza tappa del Giro di Sicilia 2021, 181 Km da Termini Imerese a Caronia con diversi metri di dislivello ed una salita finale di 4 km al 6 %. Pronti via ed è subito serrata la bagarre per entrare nella fuga giusta: il primo gruppetto che riesce a prendere un discreto margine è composto da David Gonzalez (Caja Rural-Seguros RGA), Samuele Rivi (Eolo-Kometa), Ben King (Rally Cycling), Davide Orrico (Vini Zabù) e Damiano Cima (Gazprom-Rusvelo). Dietro però non lasciano fare, così che se ne vanno dal gruppo principale anche Alex Tolio (Zalf Desirée Fior) e Paul Double (MG.K Vis VPM), mentre sul primo tratto di salita odierno davanti perde leggermente contatto Cima che però non demorde e rientra insieme ad un altro attaccante appena evaso dal plotone, Francesco Zandri (Work Service Marchiol Dynatek).
Terminate queste difficoltà altimetriche il gruppo finalmente si rialza e lascia crescere il margine dei battistrada che raggiunge un massimo di 6 minuti. A questo punto a prendersi le responsabilità dell’inseguimento sono tre compagini, Trek – Segrafredo, Israel – Startup Nation e Movistar, grazie alle quali il distacco si dimezza intorno ai 3 minuti dopo non molti chilometri. Sulla salita di Pollina si susseguono attacchi nel gruppetto di testa ma senza nessuno che riesca veramente a fare la differenza e a resistere al prepotente rientro del gruppo, ridotto a poco più di una trentina di unità dal ritmo forsennato imposto dagli uomini di Alejandro Valverde.
Giunti allo strappetto finale ci provano in successione Antonio Nibali (Trek – Segafredo) ai -2 e Brandon McNulty (UAE Team Emirates) poco dopo, ma senza riuscire a distanziare gli uomini Movistar con un Davide Villella straordinario a pilotare il suo capitano e rientrare sulle primissime posizioni. Parte così la volata finale a ranghi ridotti ed ancora una volta Alejandro Valverde (Movistar) è il più veloce di tutti, battendo un ottimo Alessandro Covi (UAE Team Emirates) e Jhonatan Restrepo (Androni-Sidermec). Successo doppio per il murciano che indossa anche la maglia di leader della classifica generale sul podio e che subito dopo il traguardo è incappato in una caduta senza grosse conseguenze.

Lorenzo Alessandri

Alejandro Valverde conquista tappa e maglia. Photo Credit: Bettini Photo

Alejandro Valverde conquista tappa e maglia. Photo Credit: Bettini Photo

SULLA SCIA DEL DIRETTISSIMO

Tornano al lavoro i cronometristi per la seconda prova contro il tempo del Giro 2023, come la precedente di Ortona disegnata su di un tracciato che si annuncia velocissimo. Stavolta non s’incontrerà nemmeno il becco di una salita e gli scalatori dovranno stringere i denti per tutti e trentatre i chilometri della Savignano sul Rubicone – Cesena. Sarà anche l’occasione per ricordare il mitico Ercole Baldini, scomparso il primo dicembre scorso: sarebbe andato a nozze su di un percorso del genere il “direttissimo di Forlì”, uno dei cronoman più forti della storia del ciclismo italiano, vincitore del Giro del 1958 e due volte recordman dell’ora.

Lo scorso primo dicembre ci ha lasciati un mito del ciclismo italiano, un mito che portava il nome di un semidio, Ercole Baldini. E come il mitologico personaggio Baldini ci è salito per davvero nell’olimpo del ciclismo, dalla vittoria alle Olimpiadi di Melbourne nel 1956 fino all’iscrizione nel 2016 nella “Hall of Fame” del Giro d’Italia, corsa che aveva vinto nel 1958 dopo il terzo posto sul podio finale conquistato l’anno prima. Il suo punto di forza erano le sue doti di passista, grazie alle quali aveva polverizzato per ben due volte il record dell’ora (ed entrambe da dilettante) e mietuto vittorie soprattutto a cronometro. Oltre alla citata edizione della Corsa Rosa e ai campionati del mondo del 1958 nel suo albo d’oro spiccano, infatti, le quattro vittorie nel Trofeo Baracchi (storica cronometro a coppie che tornerà in calendario quest’anno dopo 31 anni d’assenza), quella nel Grand Prix des Nations del 1960 e tre tappe contro il tempo vinte proprio al Giro. Il destino ha voluto che il “Direttissimo di Forlì”, questo uno dei numerosi soprannomi coniati dai suoi tifosi, arrivasse alla sua ultima fermata poco tempo dopo la presentazione del tracciato del Giro 2023, che sulle sue strade proporrà proprio una delle tappe che piacevano tanto a Baldini, una prova contro il tempo di quasi 34 Km da disputare su di un tracciato scorrevolissimo sotto tutti gli aspetti, completamente pianeggiante e “magro” di curve, poco meno di sessanta. Per gli scalatori si annuncia un’altra giornata durissima da digerire e qualcuno di loro potrebbe trovarsi a perdere un minuto e mezzo, se non due e più, dai corridori più dotati in quest’esercizio. Tornando ad Ercole Baldini, non si toccherà la sua Villanova ma si avrà la maniera di ricordarlo fin dalla partenza da Savignano sul Rubicone, dove certamente risuoneranno le note de “Il treno di Forlì”, la canzone che gli fu dedicata da Secondo Casadei, il compositore che fu autore del celebre “Romagna Mia” e del quale a Savignano è possibile visitare la casa-museo. Sulle note del liscio prenderà, dunque, le mosse una tappa che nel liscio della pianura ha la sua caratteristica peculiare e che lascerà Savignano seguendo l’asse della Via Emilia in direzione di Rimini. Percorsi poco meno di 4 Km, giunti alle porte di Santarcangelo di Romagna – è il centro nel cui castello si consumarono le gesta di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, i peccaminosi cognati che ispirarono a Dante Alighieri il quinto canto dell’Inferno – i “girini” abbandoneranno la Via Emilia per svoltare in direzione della riviera romagnola, andato a scavalcare con un viadotto il tracciato dell’Autostrada Adriatica ad oriente di San Mauro Pascoli, il paese natale di Giovanni Pascoli. I corridori non attraverseranno questa cittadina, limitandosi a percorrerne le strade della zona industriale, alla quale arriveranno dopo aver sfiorato Villa Torlonia, antica tenuta agricola inserita nel comprensorio del “Parco Poesia Pascoli” e presso la quale sono stati rinvenuti i resti di una fornace d’epoca romana. Giunti alle porte della località Cagnona, non distante dal “Parco del Sole” di Bellaria (impianto fotovoltaico che permette di produrre 1.130.000 kwh all’anno senza inquinare l’atmosfera), la corsa cambierà ancora direzione e attraverserà la fascia di campagne che precedono il passaggio da Sala, una delle principali frazioni di Cesenatico, presso la quale si trova la chiesa di Santa Maria del Rosario, nella quale riposano le spoglie di Angelina Pirini, educatrice dell’Azione Cattolica della quale è in corso il processo che porterà alla beatificazione.
Da queste parti abbonderanno a bordo strada i striscioni che ci ricorderanno l’indimenticato Pantani, che abitava non distanza da Sala e che queste strade soleva percorrerle durante le sessioni d’allenamento in previsione dei grandi appuntamenti del calendario, nelle quali – da solo o in compagnia – si spingeva verso le colline dell’appennino romagnolo, dove andava ad affrontare dure e celebri salite come il Barbotto e il Monte Carpegna. Una di queste strade era la provinciale che i “girini” imboccheranno uscendo da Sala, dopo l’ennesimo cambio di direzione del percorso, che ora punterà verso Cesena, alle cui porte si giungerà nel volgere di una decina di chilometri, dopo aver ancora incrociato le rotte dell’Autostrada Adriatica. I corridori rimarranno ai margini del centro storico, senza infilarsi sulle strade lastricate che conducono verso la centralissima Piazza della Libertà, dove all’ombra della cattedrale romano-gotica di San Giovanni Battista si sono concluse le ultime due tappe giunte a Cesena, conquistate dal vicentino Emanuele Sella nel 2004 e dal trentino Alessandro Bertolini nel 2008. Si rimarrà, invece, saldamente con le ruote sull’asfalto e con un ultimo cambio di rotta si uscirà velocemente dalla città percorrendo la Via Cervese, direttrice del traffico verso il casello di Cesena dell’autostrada e la nota località balneare di Cervia. È a questo punto che si andrà ad affrontare uno dei tratti più snelli e veloci del tracciato, un rettilineo di quasi 3 Km interrotto solo da una rotatoria che condurrà sino alle soglie del Technogym Village, sede principale della nota azienda operante nel settore del fitness e del wellness, in passato sponsor – dal 1992 al 1997 – di una delle formazioni più vincenti del ciclismo mondiale, nella quale hanno militato corridori del calibro di Paolo Bettini e Michele Bartoli. Una vera e propria cittadella dello sport nella quale il pomeriggio del 14 maggio 2023 aleggerà il ricordo di Ercole Baldini.

Mauro Facoltosi

Ercole Baldini e l’altimetria della nona tappa del Giro 2023

Ercole Baldini e l’altimetria della nona tappa del Giro 2023

CIAK SI GIRO

Continuiamo a parlare di Roberto Benigni e di un altro dei suoi film più conosciuti, “Johnny Stecchino”. Uscito in Italia il 24 ottobre del 1991, le pellicola narra le vicende di Dante Ceccarini, autista di scuolabus per disabili che scopre di essere sosia di un boss mafioso siciliano. Se le scene ambientate nell’isola furono effettivamente girate in Sicilia, quando la storia si svolge in “continente” a venir mostrati non sono scorci della Toscana, come si tenderebbe a pensare ingannati dai “natali” di Benigni. Il regista decise, infatti, di rendere omaggio all’amata moglie Nicoletta Braschi – nel film interpreta la compagna del mafioso che noterà la somiglianza tra i due e proporrà al marito di effettuare uno scambio di personalità – e di andare a girarle nella città dove era nata e dove risiedevano i suoi genitori. E così la prima parte del film fu filmata a Cesena, della quale vengono mostrati sia scorsi del centro storico, sia del quartiere periferico Oltre Savio, dove stavano di casa i genitori della Braschi e dove la produzione individuò una delle palazzine di Via della Valle da presentare nella pellicola come il condominio dove abitava Benigni.

In collaborazione con www.davinotti.com

Roberto Benigni in azione su una delle rampe d’accesso della palazzina di Via della Valle a Cesena, l’abitazione del protagonista di “Johnny Stecchino” (www.davinotti.com)

Roberto Benigni in azione su una delle rampe d’accesso della palazzina di Via della Valle a Cesena, l’abitazione del protagonista di “Johnny Stecchino” (www.davinotti.com)

Scena di passaggio di “Johnny Stecchino” girata nel centro di Cesena (ma subito dopo l’azione si sposterà in quel di Ravenna) (www.davinotti.com)

Scena di passaggio di “Johnny Stecchino” girata nel centro di Cesena (ma subito dopo l’azione si sposterà in quel di Ravenna) (www.davinotti.com)

Le altre location del film

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/johnny-stecchino/50002987

FOTOGALLERY

Savignano sul Rubicone, la centralissima Piazza Bartolomeo Borghesi

Savignano sul Rubicone, la sede della casa museo dedicata a Secondo Casadei

San Mauro Pascoli, casa natale di Giovanni Pascoli

San Mauro Pascoli, Villa Torlonia

Bellaria-Igea Marina, Parco del Sole

Sala di Cesenatico, chiesa di Santa Maria del Rosario

Cesena, Piazza della Libertà e l’abside della cattedrale

Cesena, Technogym Village

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