MONDIALI 2021: LE PAGELLE

settembre 27, 2021 by Redazione  
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A poche ore dalla conclusione dei campionati del mondo ecco le pagelle dei mondiali 2021

JULIAN ALAPHILIPPE: Il francese si conferma Campione del Mondo in una gara fantastica, stupenda, condotta in maniera impeccabile con un’azione in solitaria di ben diciassette chilometri. Il corridore della Deceuninck-QuickStep, incarnando in pieno lo spirito combattivo del CT Thomas Voeckler, ha iniziato a dar battaglia sul Bekestraat ai meno 58 chilometri, ripetendosi su ogni muro fino a quando sul penultimo, quello di Sint-Antoniusberg ai -17.5, ha lanciato l’attacco decisivo lasciando tutti dietro. Una cavalcata in solitaria degna dei campioni più grandi della storia del ciclismo. Una vittoria che premia il talento cristallino e soprattutto il coraggio di questo straordinario atleta che corona nel migliore dei modi una stagione non particolarmente prolifica di successi personali. VOTO: 10 e LODE

DYLAN VAN BAARLE: Un olandese sul podio c’è, non è quello più atteso ma c’è. Van Baarle si mette al servizio della propria nazionale attaccando nelle fasi iniziali della corsa. Ad un certo punto il gruppetto dei fuggitivi viene raggiunto da quello di Alaphilippe e il corridore della Ineos Grenadiers, vedendo tagliato fuori Van der Poel, si mette a fare corsa per sè riuscendo a cogliere un risultato eccezionale nonostante le fatiche degli attacchi precedenti. Fatiche che sono state messe da parte grazie ad un grande attacco negli ultimi 17 chilometri, quando tra gli inseguitori si è aperta una sfida nella sfida per i piazzamenti d’onore. Una medaglia d’argento che ha un sapore dolcissimo. VOTO. 8,5

VALENTIN MADOUAS: Il transalpino conduce una gara di enorme sacrificio. Presente nei vari attacchi di giornata, rientra con Nizzolo e altri corridori nel gruppetto Alaphilippe ai meno 26 chilometri. Una volta insieme al capitano Alaphilippe, il giovane Madouas si mette a lavorare per lui preparandogli il terreno per l’attacco decisivo. VOTO: 7,5

BENOIT COSNEFROY: Un guerriero degno del miglior Voeckler. Pronti e via e lo si vede con Cort Nielsen ed Evenepoel all’attacco. Lo vediamo nuovamente attaccare sullo Smeysberg e poi chiudere ai meno 42 chilometri sul tentativo di attacco di Politt. Corridore generoso e sempre disponibile che non si è risparmiato minimamente per il bene della squadra. VOTO: 7

MICHAEL VALGREN: Terzo posto e medaglia di bronzo per il danese della EF Education – Nippo. La nazionale danese dà battaglia sin dall’inizio e trova in Valgren l’ultimo baluardo pronto ad inseguire l’indiavolato Alaphilippe. Viene beffato da Van Baarle nello sprint per il secondo posto e si deve così ”accontentare” della medaglia di bronzo. VOTO: 7

REMCO EVENEPOEL: Viene stuzzicato persino da Merckx alla vigilia, accusato di non essere un uomo squadra. Il talentino belga non ci sta e risponde con i fatti sacrificandosi già dai primi chilometri per il capitano designato Wout Van Aert. Attacca e riattacca per far lavorare le altre nazionali e una volta ripreso si mette a tirare dando fondo alle sue enormi energie. VOTO: 7

ANDREA BAGIOLI: Il giovane italiano della Deceuninck-QuickStep è una pedina importante per la nazionale azzurra. Quando c’è da entrare nelle fughe pericolose non si tira indietro. Prezioso per Colbrelli nell’ultima parte della corsa. VOTO: 6,5

NEILSON POWLESS: Lo statunitense termina a sorpresa al quinto posto una corsa che poteva regalargli anche qualche gioia in più. Nella volata per la medaglia d’argento paga le fatiche degli ultimi 7 chilometri, quando deve recuperare più volte sugli altri inseguitori. VOTO: 6,5

THOMAS PIDCOCK: Il talentuoso britannico termina la corsa al sesto posto a 49” dal campione del mondo Alaphilippe. Corre con attenzione fino all’attacco vincente del francese, poi si fa prendere dalla frenesia e cerca di rimediare da solo raccogliendo unicamente fuori giri che pagherà nel finale. VOTO: 6,5

JASPER STUYVEN: L’impostazione sbagliata della volata per il secondo posto racchiude perfettamente la giornata altamente negativa per la nazionale belga. Il corridore della Trek-Segafredo dopo la debacle di Van Aert e con Evenepoel ormai fuori gioco, si ritrova addosso tutte le speranza di una nazionale che partiva come la più accreditata per la vittoria. Le speranze sono naufragate negli ultimissimi metri con una volata lanciata male che gli permetteva di raccogliere solo un deludente quarto posto. VOTO: 6

SONNY COLBRELLI: Decimo posto per il campione europeo in carica. Il Cobra e la nazionale italiana si fanno sorprendere solo dal primo attacco di giornata di Remco Evenepoel; rientrato il pericolo e rimesso in carreggiata corre in modo attento, cercando di non far scappare Alaphilippe quando inizia ad aprire il gas. Negli ultimi 50 chilometri la corsa si innervosisce, risponde ad Alaphilippe in maniera eccellente sullo Smeysbergin e litiga con Evenepoel nella seguente discesa. Una volta partito il francese, Colbrelli da il tutto per tutto sul Keizersberg, non riuscendo a raccogliere i frutti desiderati e si rialza perdendo le energie per rispondere agli attacchi successivi degli altri inseguitori. VOTO: 6

MATTEO TRENTIN: Si sacrifica nella prima fase della corsa quando gli azzurri si fanno trovare impreparati dall’attacco di Remco Evenepoel. Grazie alle sue trenate riescono a scampare il primo pericolo di giornata ma esce di scena troppo presto. VOTO: 6

TIM DECLERCQ: Si aprono le danze e il trattore belga si mette subito in testa al plotone a dettare il ritmo per il capitano di giornata Van Aert. VOTO: 6

MAGNUS CORT NIELSEN: Dopo una Vuelta di Spagna corsa da assoluto protagonista, lo aspettavamo al coperto, pronto a uscire nelle fasi cruciali della corsa per giocarsi le proprie chances, invece tutto questo non avviene. Il corridore della EF Education- Nippo lo troviamo, infatti, nel primo vero attacco di giornata quando prende il largo insieme a Remco Evenepoel e Benoit Cosnefroy. VOTO: 6

ALEXANDER KRISTOFF: Quando ci sono gare di questo tipo il norvegese è sempre da tenere d’occhio. Questa volta però non riesce ad entrare mai nel vivo della corsa. VOTO: 5

PETER SAGAN: Il tre volte Campione del Mondo veniva da una stagione ciclistica poco entusiasmante. Una vittoria oggi lo avrebbe fatto salire ancor di più sull’Olimpo del ciclismo, dove già può vantare un posto. Si vede nella parte centrale della corsa, quando lo si nota nei primi posti del gruppo, poi sparire mestamente di scena. VOTO: 5

MARC HIRSCHI: Il gioiellino svizzero bronzo a Imola abbandona troppo presto la contesa e con lui svaniscono tutte le speranze elvetiche. VOTO: 5

MATHIEU VAN DER POEL: Prima dei 60 chilometri dall’arrivo, lo si vede sempre al coperto, nascosto e ben protetto, anche troppo. Quando sul Bekestraat Alaphilippe apre le danze, Van der Poel si fa trovare impreparato e riuscirà a rientrare solo in un secondo momento, sprecando energie importanti. Nei chilometri successivi si nota la sua condizione non ottimale, quando risponde con fatica e con poca lucidità ai tentativi di Alaphilippe prima e degli altri inseguitori poi. VOTO: 5

MATEJ MOHORIC: Il percorso sulla carta era adatto alle caratteristiche dello sloveno. Aveva al suo fianco una nazionale composta da grandi campioni, ma come all’europeo delude e arriva lontanissimo dai migliori. VOTO: 4,5

WOUT VAN AERT: Il belga è il grande sconfitto di giornata. La sua nazionale aveva tutti i pronostici dalla propria parte, con addirittura Evenepoel pronto a farsi in quattro per la causa del capitano. Van Aert ha fatto entrare in scena i propri compagni di squadra sin dalle prime battute per poi sciogliersi come neve al sole sotto le accelerazioni dell’indemoniato Alaphilippe. Nel successivo inseguimento viene fuori anche una condizione fisica non ottimale, tanto che Stuyven avrà carta bianca per giocarsi le proprie carte per un possibile podio. VOTO: 4

Luigi Giglio

IL PRODE JULIAN CAVALCA ANCORA L’ARCOBALENO, I PADRONI DI CASA A BOCCA ASCIUTTA

settembre 26, 2021 by Redazione  
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Si conclude senza ori per i padroni di casa e con l’Italia in testa al medagliere, la rassegna iridata di ciclismo su strada 2021. La prova più attesa va alla Francia, con Alaphilippe che conferma la vittoria dello scorso anno ad Imola anche sulle strade del Brabante fiammingo. Molto dura e combattuta sin dall’inizio la corsa, con il francese che ha sfruttato la sua esplosività per levarsi dalla ruota corridori molto più forti di lui allo sprint.

La prova iridata di oggi, da Anversa a Lovanio, con tre circuiti, ha innanzitutto costituito la riprova di quanto siano errate le teorie ultramoderne di coloro che sostengono che per avere una corsa emozionante e spettacolare si debbano disegnare percorsi con chilometraggio ridotto.
La corsa andata in scena nelle strade fiamminghe misurava 270 km, eppure è stata combattuta e spettacolare sin dall’inizio, con una prima fase in cui si sono gettate le basi per una seconda addirittura scoppiettante.
La verità è che sono le televisioni che premono perché i percorsi si adattino alle esigenze delle trasmissioni che mal si conciliano con le durate in termini di ore di corse con elevato chilometraggio.
Per fortuna, corse belle ed emozionanti come quelle di oggi fanno un po’ da contraltare alle mire di coloro che, per scopi meramente economici, sono disposti a snaturare uno sport magnifico.
La seconda considerazione da fare riguarda il Belgio, una nazione che non solo fa de ciclismo lo sport più amato, seguito e praticato, ma ha anche dei grandi campioni in grado di giocarsi la vittoria un po’ su tutti i terreni, non ha vinto alcuna medaglia proprio nell’edizione di casa sulle strade delle Fiandre.
La punta, Van Aert, dopo aver mancato l’oro per pochi secondi nella cronometro vinta dal nostro Ganna, oggi non è sembrato brillante, nel momento chiave sembrava non averne proprio e, anche quando Colbrelli ha tentato di rilanciare l’azione all’ultimo giro, lui non ha nemmeno provato a dare continuità ad un tentativo che era in effetti un po’ tardivo, ma sembrava anche interessante perlomeno in chiave podio.
L’Italia ha provato a giocarsi le sue carte, purtroppo anche la sfortuna ci ha messo lo zampino, con Trentin e Ballerini coinvolti in una caduta. I due hanno poi deciso di contribuire alla causa, incaricandosi dell’inseguimento per chiudere su un pericoloso tentativo formatosi nel secondo circuito con uomini importanti.
Quando è invece andato via il tentativo definitivo, su impulso di Alahilippe, Colbrelli prima e Nizzolo poi sono stati molto bravi a reagire ed a riportarsi sui battistrada tra i quali si era inserito Bagioli. Colbrelli sembrava anche molto brillante perché, in occasione dell’ennesima accelerata del campione del mondo, era stato l’unico a saltare subito sulla sua ruota. Sorprende perciò che sulla stilettata obbiettivamente violenta del transalpino sullo strappo di Sant’Antonio del penultimo giro non abbia neppure provato a reagire e neppure si sia accodato al gruppetto dei contrattaccanti di Stuyven, che poteva essere una buona occasione per non perdere troppo contatto e provare a riportarsi sotto.
Va anche detto però che, in una corsa di 270 km, le energie possono venire a mancare improvvisamente.
Peccato perché il momento di forma eccellente che sta vivendo Sonny Colbrelli poteva essere coronato con la tripla corona di campione italiano, europeo e mondiale.
La fuga della prima ora si è formata già nei primi chilometri ed ha visto protagonisti Joel Burbano (Ecuador), Florian Gamper (Austria), Jose Tito Hernandez Jaramillo (Colombia), Pavel Kochetkov (Russia), Kim Magnusson (Svezia), Oskar Nisu (Estonia), Jambaljamts Sainbayar (Mongolia) e Rory Townsend (Irlanda).
Questi uomini riescono a raggiungere un vantaggio massimo di 6 primi ma, a fasi alterne, Danimarca Belgio e Slovenia vanno a diminuire il distacco.
Nel secondo circuito iniziano gli attacchi seri.
Sul Smeysberg, parte Cosnefroy al quale si affilano Evenepoel e Magnus Cort Nielsen.
Sul Moskesstraat, il tentativo si struttura ancor di più, perché ai tre si aggiungono anche Kasper Asgreen (Danimarca), Stefan Bissegger (Svizzera), Tim Declercq (Belgio), Arnaud Demare (Francia), Imanol Erviti (Spagna), Nathan Haas (Australia), Markus Hoelgaard (Novegia), Brandon McNulty (Stati Uniti), Ben Swift (Gran Bretagna), Pascal Eenkhoorn (Paesi Bassi), Primoz Roglic e Jan Tratnik (Slovenia).
A questo punto, la situazione si fa pericolosa con l’Italia rimasta fuori dai giochi, sono quindi Trentin e Ballerini che si incaricano di condurre l’inseguimento. Trentin sarebbe stato certamente un uomo da non sacrificare in un lavoro de genere, ma la caduta nella quale era rimasto coinvolto in precedenza aveva probabilmente compromesso le sua probabilità di vittoria finale.
Al termine del secondo circuito, quindi, i battistrada hanno un minuto e mezzo sui contrattaccanti e due sul gruppo.
Rientrati sul circuito di Lovanio, poco dopo il secondo passaggio da traguardo, il lavoro di Trentin e Ballerini va a buon fine con i contrattaccanti che vengono ripresi e, poco dopo, anche i fuggitivi del mattino concludono la loro avventura.
La situazione è a questo punto di gruppo compatto, gruppo che però si è ridotto notevolmente anche per i ritiri di molti atleti tra cui anche Trentin e Ballerini.
A questo punto, il Belgio si mette davanti completo ed impone una andatura elevata per evitare gli attacchi continui e potenzialmente snervanti.
L’intuizione si rivelerà esatta, poiché, non appena il Belgio molla la testa, parte un attacco vero e proprio con Nils Politt (Germania) Andrea Bagioli (Italia), Remco Evenepoel (Belgio), Ivan Garcia Cortina (Spagna), Valentin Madouas (Francia), Neilson Powless (Stati Uniti), Mads Wurtz Schmidt (animarca), Robert Stannard (Australia), Rasmus Tiller (Norvegia), Jan Tratnik (Slovenia) e Dylan Van Baarle (Paesi Bassi).
Il vantaggio di questi uomini oscilla a lungo tra i 20 e i 30 secondi, a seconda della reazione del gruppo dietro. A circa 60 chilometri dalla conclusione, su uno strappo secco, il drappello si sfalda, Davanti rimangono Bagioli, Madouas, Evenepoel, Powless e Van Baarle, ma dietro la Francia muove le sue pedine, con una accelerata di Laporte che fa da preludio alla rasoiata di Alaphilippe che apre il gas e va a riportarsi sui fuggitivi, portandosi dietro Wout Van Aert, Jasper Stuyven, Zdenek Stybar, Matej Mohoric e Sonny Colbrelli.
Anche Tom Pidcock, Mathieu Van Der Poel e Giacomo Nizzolo, rimasti vittime in un primo tempo della rasoiata di Alaphilippe, riescono ad accodarsi alla testa della corsa per merito soprattutto del britannico.
Da dietro, è solo Michael Valgren che rientra, dopo aver constatato l’impossibilità di condurre un inseguimento organizzato.
A giocarsi il mondiale rimangono quindi Julian Alaphilippe (FRA), Andrea Bagioli (ITA), Sonny Colbrelli (ITA), Remco Evenepoel (BEL), Markus Hoelgaard (NOR), Valentin Madouas (FRA), Matej Mohoric (SLO), Giacomo Nizzolo (ITA), Thomas Pidcock (GBR), Neilson Powless (USA), Florian Senechal (FRA), Jasper Stuyven (BEL), Zdenek Stybar (CZE), Wout Van Aert (BEL), Dylan Van Baarle (NED) e Mathieu Van Der Poel (NED), Michael Valgren (DEN).
Nei chilometri successivi, la verve di Alaphilippe non si placa, ma gli attacchi vengono vanificati anche grazie a Sonny Colbrelli che riesce a resistere molto bene su un allungo secco che aveva sorpreso anche Van Aert, oggi apparso non a meglio della condizione, forse anche a causa dello sforzo della cronometro.
Il francese decide di rifiatare e, a questo punto, è Evenepoel a condurre il gruppo di testa ad andatura elevata. La mancanza di radioline impedisce per diversi chilometri ai battistrada di sapere che dietro avevano tirato i remi in barca.
Terminato il lavoro di Evenepoel, riprendono gli scatti di Alaphilippe. Quello buono è sul penultimo passaggio dal muro di Sant’Antonio, con pendenze dell’11%. Il francese parte da dietro in perfetto stile, con una rasoiata davvero violenta. Gli italiani, che conducevano il drappello dei battistrada, non reagiscono, mentre Van Baarle, Valgren, Powless e Stuyven provano a riportarsi sul francese. Sotto il traguardo, Alaphippe sente la campana dell’ultimo giro 12 secondi prima degli inseguitori, mentre il gruppetto con Van Aert e gli italiani è già a 25 secondi. L’ultimo giro non modifica le cose, nella prima parte il vantaggio rimane stabile, anzi una accelerazione di Sonny Colbrelli sembrava poter mantenere viva una possibilità almeno di riportarsi sul quartetto per giocarsi le medaglie, ma nessuno intende dar seguito alla sollecitazione del campione italiano ed europeo.
A questo punto, a giochi fatti, il vantaggio del transalpino aumenta fino a divenire incolmabile.
Pidckock prova a questo punto da solo a riportarsi sui primi inseguitori, ma si muove con un attimo di ritardo ed arriva sul traguardo a pochi secondi dai contrattaccanti che si giocano le medaglie in volata. Van Baarle conquista l’argento e Valgren il bronzo con il Belgio fuori dal podio; solo quarto il vincitore dell’ultima Milano Sanremo, Stuyven.
Alaphilippe ha corso molto bene.
E’ stata la sua iniziativa a portare via il tentativo decisivo a 57 chilometri dalla conclusione. Trovatosi in un gruppetto con fior di uomini veloci, ha fatto il diavolo a quattro per andar via da solo ed alla fine, partendo dalle retrovie, ha dato la rasoiata decisiva e si è sciroppato tutto l’ultimo giro da solo, continuando a spingere a tutta.
Una vittoria di forza, non ha tanto badato alla tattica dato che, con certi compagni di avventura, non c’era altro da fare se non dare tutto per staccarli.
I quattro inseguitori hanno cercato di reagire e mantenere un distacco limitato ma, a quel punto, anche le energie erano limitate dopo 270 Km corsi ad un ritmo impressionante: meno di 6 ore.
Archiviato anche il mondiale, non resa che aspettare una inedita Roubaix autunnale e naturalmente la classica delle foglie morte su un percorso diverso da quello degli ultimi anni ma non meno emozionante.

Benedetto Ciccarone

Anche nel 2022 sarà Julian Alaphilippe a vestire la maglia iridata (Getty Images Sport)

Anche nel 2022 sarà Julian Alaphilippe a vestire la maglia iridata (Getty Images Sport)

26-09-2021

settembre 26, 2021 by Redazione  
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CAMPIONATI DEL MONDO

Il francese Julian Alaphilippe si è imposto nella gara su strada elite, Anversa – Lovanio, percorrendo 268.3 Km in 5h56′34″, alla media di 45.147 Km/h. Ha preceduto di 32″ l’olandese Dylan van Baarle e il danese Michael Valgren Hundahl. Miglior italiano Sonny Colbrelli, 10° a 1′18″

PARIS-CHAUNY

Il belga Jasper Philipsen (Alpecin-Fenix) si è imposto nella corsa francese, Margny-lès-Compiègne – Chauny, percorrendo 205.3 Km in 4h30′38″, alla media di 45.515 Km/h. Ha preceduto allo sprint gli italiani Alberto Dainese (Team DSM) e Andrea Pasqualon (Intermarché-Wanty-Gobert)

DORPENOMLOOP RUCPHEN

Il belga Elias Van Breussegem (Tarteletto – Isorex) si è imposto nella corsa olandese, circuito di Rucphen, percorrendo 193.3 Km in 4h08′21″, alla media di 46.7 Km/h. Ha preceduto allo sprint gli olandesi Coen Vermeltfoort (VolkerWessels Cycling Team) e Martijn Budding (BEAT Cycling). Nessun italiano in gara

LE TOUR DE BRETAGNE CYCLISTE

Il danese Tobias Lund Andresen (Development Team DSM) si è imposto nella settima ed ultima tappa, Guitté – Dinan, percorrendo 155.3 Km in 3h36′09″, alla media di 43.109 Km/h. Ha preceduto allo sprint il francese Bastien Tronchon (AG2R Citroën U23 Team) e di 3″ il connazionale Jesper Hansen (Riwal Cycling Team). Miglior italiano Filippo Tagliani (Androni Giocattoli-Sidermec), 11° a 25″. Il francese Jean-Louis Le Ny (WB-Fybolia Locminé) si impone in classifica con 2″ sul connazionale Anthony Delaplace (Arkéa-Samsic) e 6″ sul connazionale Valentin Retailleau (AG2R Citroën U23 Team). Miglior italiano Kevin Bonaldo (Team Qhubeka), 35° a 9′48″

BALSAMO ORO CHE COLA A LOVANIO, ELISA RIPORTA IL MONDIALE IN ITALIA DOPO 10 ANNI

settembre 25, 2021 by Redazione  
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Tripudio italiano tra le donne Elite che conquistano un oro strepitoso grazie ad un impeccabile lavoro di squadra che tira alla perfezione la volata ad Elisa Balsamo. La ciclista piemontese vola verso l’oro davanti a Marianne Vos argento e Katarzyna Niewiadoma bronzo. E domani gran finale con gli uomini elite

La prova in linea donne elite dei Mondiali 2021 di ciclismo su strada segue la prova donne juniores che ha visto prevalere in mattinata la britannica Zoe Backstedt davanti alla statunitense Kaia Schmid ed alla tedesca Linda Riedmann. Sarà un pomeriggio tutto da seguire nei quasi 160 km da Anversa a Lovanio. Ebbene, la domanda alla partenza è una sola: chi sarà in grado di contrastare lo squadrone olandese che punta alla quinta medaglia d’oro consecutiva. Presenti le ultime quattro iridate: Anna Van Der Breggen, Annemiek Van Vleuten e Chantal Van Den Broek – Blaak, a cui si aggiungono altre atlete del calibro di Lucinda Brand, Amy Pieters, Ellen Van Dijk, Demi Vollering e Marianne Vos. L’Italia, alla quale manca l’oro da 10 anni, si presenta con una squadra solida che punta al podio. Elisa Longo Borghini, bronzo mondiale 2021, sarà coadiuvata da Elisa Balsamo, Marta Bastianelli, Marta Cavalli, Elena Cecchini, Maria Giulia Confalonieri e Vittoria Guazzini. Dopo la partenza da Anversa il primo attacco era portato dalla coppia Luciana Roland (Argentina) e Urska Bravec (Slovenia). Ma il gruppo reagiva e annullava l’azione delle due attaccanti. Il primo passaggio sul circuito di Lovanio vedeva il gruppo molto allungato; alcune formazioni anglofone, in particolare Gran Bretagna, Usa e Nuova Zelanda, erano molto attive in testa al gruppo Nella parte centrale del percorso, sui primi muri fiamminghi, attaccava la neozelandese Michaela Drummond. A 75 km dall’arrivo il gruppo inseguiva a 35 secondi di ritardo. Ma anche la Drummond veniva ripresa, quando mancavano circa 70 km all’arrivo. Ai meno 55 era proprio l’Olanda, la squadra di riferimento dei Mondiali, a smuovere le acque con un’accelerazione da parte di Annemiek Van Vleuten, appoggiata dalla compagna di squadra Lucinda Brand. Il gruppo si allungava ulteriormente. A due giri dal termine, entrati nel circuito finale di Lovanio, il gruppo di tests era formato da una quarantina di unità, con una lenta ma progressiva selezione da dietro. Ci provava la francese Aude Biannic a 30 km dall’arrivo. Al suo inseguimento si portava la svizzera Marlen Reusser. La coppia di testa veniva ripresa a meno di 26 km dall’arrivo. Nelle prime posizioni erano presenti atlete belghe, olandesi e italiane. Mavi Garcia Canellas (Spagna) ripartiva e prendeva un vantaggio di una trentina di secondi. Una nuova accelerazione del gruppo, formato da una trentina di cicliste e comprendente tra le altre anche Marta Bastianelli, Elisa Longo Borghini ed Elisa Balsamo, si metteva all’inseguimento della spagnola che veniva ripresa sul Keizersberg a poco meno di 11 km dall’arrivo. Le azzurre erano tra le atlete più numerose insieme alle olandesi e si sacrificavano a turno per ricucire sugli scatti di svizzere e polacche. All’ultimo km si presentavano in una trentina circa a contendersi la medaglia d’oro. L’Italia apriva il gas e metteva in fila il gruppo. Bastianelli, Longo Borghini e Confalonieri preparavano alla perfezione la volata per Elisa Balsamo che sfruttava la leggera pendenza degli ultimi 100 metri al 2.5% e vinceva davanti a Marianne Vos (Olanda) e Katarzyna Niewiadoma (Polonia). Chiudevano la top five l’ungherese Blanka Kata Vas in quarta posizione e la cubana Arlenis Sierra in quinta posizione. L’Italia al femminile si riprende l’oro mondiale dopo 10 anni esatti dall’ultima affermazione iridata di Giorgia Bronzini e guarda con fiducia a domani con un medagliere che recita primo posto assoluto. E domani con la prova in linea uomini elite. Il Belgio attende i suoi profeti Remco Evenepoel e Wout Van Aert, ma le altre nazioni non staranno certo a guardare. A cominciare da Francia e Olanda che con il campione del mondo uscente Julian Alaphilippe e l’altro talento orange Mathieu Van Der Poel saranno in prima linea per la corsa all’oro.

Giuseppe Scarfone

Elisa Balsamo trionfa a Lovanio e conquista unoro mondiale che ci mancava dal 2011 (foto Bettini)

Elisa Balsamo trionfa a Lovanio e conquista un'oro mondiale che ci mancava dal 2011 (foto Bettini)

25-09-2021

settembre 25, 2021 by Redazione  
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CAMPIONATI DEL MONDO

L’italiana Elisa Balsamo si è imposta nella gara su strada donne, Anversa – Lovanio, percorrendo 157.7 Km in 3h52′27″, alla media di 40.706 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’olandese Marianne Vos e di 1″ la polacca Katarzyna Niewiadoma.

La britannica Zoe Backstedt si è imposta nella gara su strada donne junior, circuito di Lovanio, percorrendo 75 Km in 1h55′33″, alla media di 38.944 Km/h. Ha preceduto allo sprint la statunitense Kaia Schmid e di 57″ la tedesca Linda Riedmann. Miglior italiana Eleonora Ciabocco, 9° a 57″.

LE TOUR DE BRETAGNE CYCLISTE

Il tedesco Justin Wolf (Bike Aid) si è imposto nella sesta tappa, Quédillac – Fougères, percorrendo 166 Km in 3h52′48″, alla media di 42.784 Km/h. Ha preceduto di 55″ il danese Tobias Lund Andresen (Development Team DSM) e 58″ il francese Ewen Costiou (Côtes d’Armor-Marie Morin). Miglior italiano Kevin Bonaldo (Team Qhubeka), 22° a 1′09″. Il francese Thibault Ferasse (B&B Hotels p/b KTM) è ancora leader della classifica con 2″ sul connazionale Valentin Retailleau (AG2R Citroën U23 Team) e 4″ sull’olandese Nick van der Lijke (Riwal Cycling Team). Miglior italiano Mattia Guasco (Team Qhubeka), 36° a 7′43″

24-09-2021

settembre 24, 2021 by Redazione  
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CAMPIONATI DEL MONDO

L’italiano Filippo Baroncini si è imposto nella gara su strada uomini U23, Anversa – Lovanio, percorrendo 161.1 Km in 3h37′36″, alla media di 44.421 Km/h. Ha preceduto di 2″ l’eritreo Biniam Ghirmay Hailu e l’olandese Olav Kooij.

Il norvegese Per Strand Hagenes si è imposto nella gara su strada uomini junior, circuito di Lovanio, percorrendo 121.4 Km in 2h43′48″, alla media di 44.469 Km/h. Ha preceduto di 19″ il francese Romain Grégoire e di 24″ l’estone Madis Mihkels. Miglior italiano Manuel Oioli, 7° a 24″

LE TOUR DE BRETAGNE CYCLISTE

L’italiano Leonardo Marchiori (Androni Giocattoli-Sidermec) si è imposto nella quinta tappa, Châteaubriant – Boisgervilly, percorrendo 217 Km in 4h50′08″, alla media di 44.876 Km/h. Ha preceduto allo sprint il neozelandese Aaron Gate (Black Spoke Pro Cycling) e il belga Milan Fretin (Lotto Soudal U23). Il francese Thibault Ferasse (B&B Hotels p/b KTM) è ancora leader della classifica con 2″ sul connazionale Valentin Retailleau (AG2R Citroën U23 Team) e 4″ sull’olandese Nick van der Lijke (Riwal Cycling Team). Miglior italiano Mattia Guasco (Team Qhubeka), 39° a 7′16″

BARONCINI ORO MONDIALE. L’AZZURRO ATTACCA NEL FINALE E VINCE A LOVANIO

settembre 24, 2021 by Redazione  
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Al termine di una corsa appassionante con attacchi e contrattacchi, Filippo Baroncini trova i tempi giusti attaccando a cinque km dalla conclusione e non viene più ripreso dal gruppo. L’italiano trionfa sul traguardo di Lovanio davanti a Biniam Ghirmay (Eritrea) ed Olav Kooij (Olanda).

I Mondiali di Ciclismo su strada 2021 entrano nel vivo con le prove in linea maschili e femminili. Dopo la prova juniores uomini che stamani ha visto la vittoria del norvegese Per Strand Hagenes davanti al francese Romain Gregoire ed all’estone Madis Mihkels, oggi pomeriggio è in programma la corsa maschile U23 che si snoda attraverso 161 km da Anversa a Lovanio. Per grandi linee i ciclisti affronteranno lo stesso percorso che attende domenica gli uomini elite e potremo avere già alcuni interessanti riferimenti su cui poter discutere, considerando anche la priva femminile di domani. La parte centrale sarà molto interessante con i muri di Overijse, Tervuren, Huldenberg ma sarà il circuito finale di Lovanio con i quattro muri di Sint-Antoniusberg, Keizersberg, Decouxlaan e Wijnpers, da affrontare due volte e mezzo negli ultimi 40 km, che ci dirà chi succederà a Samuele Battistella, ultimo campione mondiale under23. E proprio l’Italia arriva in Belgio con concrete possibilità di medaglia; la nazionale azzurra ruota attorno a Filippo Zana e Filippo Baroncini, con quest’ultimo che già si è messo in evidenza nella prova a cronometro ed alla recente Coppa Sabatini e viene da un argento europeo conquistato a Trento due settimane fa. Tra i grandi favoriti ci sono comunque i padroni di casa del Belgio che con Thibau Nys sognano la doppietta Europei-Mondiali. Da tenere in considerazione anche, Germania, Francia, Olanda, Colombia e Norvegia, uniche nazionali insieme a Belgio ed Italia a partire con sei ciclisti. Partono invece con cinque ciclisti ma sono comunque temibili altre nazionali come Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Slovacchia, Stati Uniti, Russia e Svizzera. Tra gli outsider proviamo a nominare l’Eritrea con Biniam Ghirmay e Natnael Tesfatsion che, avendo già corso tra i pro ed essendo particolarmente adatti al percorso, potrebbero dire la loro. Dopo la partenza da Anversa, il primo attacco dopo 7 km era portato da Gleb Karpenko (Estonia), Nicolas Vinokourov (Kazakistan), Logan Currie (Nuova Zelanda) e Adam Ward (Irlanda). Dopo una trentina di km la fuga perdeva Vinokourov che veniva ripreso dal gruppo tirato da Italia e Olanda. Dopo 37 km il terzetto di testa aveva 3 minuti e 30 secondi di vantaggio sul gruppo inseguitore. All’inizio del primo passaggio nel circuito di Lovanio, prima di affrontare la vallonata parte centrale, la fuga aveva aumentato il vantaggio a quasi 5 minuti. Anche la Colombia e la Spagna erano presenti nelle prime posizioni del gruppo. Dopo 90 km il vantaggio della fuga era sceso a meno di 2 minuti. Anche l’Eritrea dava man forte nelle prime posizioni ed il gruppo si allungava riducendo sempre di più il ritardo dal terzetto in testa. Baroncini era vittima di una caduta ma fortunatamente era lesto a rimettersi in sella e ripartire. Con un attacco deciso il francese Hugo Page si riportava su Currie, ultimo fuggitivo a resistere al ritorno del gruppo. A 45 dal termine il gruppo era composto da una ottantantina di unità con diverse accelerazioni da parte di ciclisti isolati. Si avvantaggiava un gruppo di nove ciclisti tra cui l’italiano Luca Colnaghi. Gli altri otto erano l’olandese Daan Hoole, il ceco Thomas Kopecki, l’australiano Jarrad Drizners, lo svizzero Mauro Schmid, lo statunitense Kevin Vermaerke, il neozelandese Finn Fisher-Black, il portoghese Fabio Manuel Costa ed il norvegese Anders Johannessen. A 27 km dall’arrivo rientravano sul gruppo di testa il francese Kevin Vauquelin ed il kazako Yevgeniy Fedorov. Il gruppo inseguiva ad una quarantina di secondi di ritardo con Belgio e Danimarca che tiravano per rientrare sulla testa della corsa. Schmid provava l’azione solitaria a meno di 17 km dall’arrivo, affidandosi alle suo ottime dote di cronoman. Lo svizzero iniziava l’ultimo giro del circuito di Lovanio con 7 secondi di vantaggio sugli immediati inseguitori. Grazie alla decisa accelerazione della nazionale olandese, il gruppo riprendeva il drappello all’inseguimento di Schmid e così anche lo svizzero vedeva diminuirsi il suo vantaggio in testa. Schmid veniva raggiunto a 6 km dall’arrivo dal lussemburghese Arthue Kluckers. Ma a sua volta Filippo Baroncini anticipava il gruppo inseguitore attaccando e riprendendo in prima persona i due ciclisti che lo precedevano. Anzi l’italiano aumentava a sua volta l’andatura e guadagnava una decina di secondi sul gruppo. Sfruttando le sue doti da passista Baroncini manteneva un vantaggio costante di una decina di secondi sul gruppo e andava a vincere in solitaria sul traguardo di Lovanio. A 2 secondi dall’italiano il gruppo inseguitore sprintava per le altre due medaglie. Ghirmay (Eritrea) era secondo e conquistava l’argento mentre Olav Kooij (Olanda) era terzo e si aggiudicava il bronzo. Chiudevano la top five Michele Gazzoli (Italia) in quarta posizione e Lewis Askey (Gran Bretagna) in quinta posizione. A dimostrazione della grande prova dell’Italia Luca Colnaghi terminava in settima posizione mentre l’attesissimo belga Nis era soltanto sesto. L’Italia è ora prima nel medagliere con due ori ed un bronzo e le possibilità di medaglia sono ancora alla portata nelle ultime tre prove in linea in programma. Domani infatti sarà la volta di donne juniores e donne elite. Per queste ultime, il percorso, lungo poco meno di 160 km, ricalcherà per sommi capi quello degli uomini under 23, con partenza da Anversa ed arrivo a Lovanio. Un antipasto coi fiocchi prima dell’attesissima gara degli uomini elite di domenica.

Giuseppe Scarfone

Filippo Baroncini è oro mondiale a Lovanio (foto: Bettini Photo)

Filippo Baroncini è oro mondiale a Lovanio (foto: Bettini Photo)

23-09-2021

settembre 23, 2021 by Redazione  
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OMLOOP VAN HET HOUTLAND

L’olandese Taco van der Hoorn (Intermarché-Wanty-Gobert) si è imposto nella corsa belga, Middelkerke – Lichtervelde, percorrendo 190 Km in 3h57′19″, alla media di 48.037 Km/h. Ha preceduto di 4″ il connazionale Danny van Poppel (Intermarché-Wanty-Gobert) e il belga Gerben Thijssen (Lotto Soudal). Unico italiano in gara Alberto Dainese (Team DSM), 5° a 4″.

LE TOUR DE BRETAGNE CYCLISTE

L’olandese Elmar Reinders (Riwal Cycling Team) si è imposto nella quarta tappa, Ploeren – Louisfert, percorrendo 167.6 Km in 3h49′56″, alla media di 43.734 Km/h. Ha preceduto allo sprint il francese Alan Riou (Arkéa-Samsic) e di 4″ il francese Loris Trastour (AG2R Citroën U23 Team). Miglior italiano Leonardo Marchiori (Androni Giocattoli-Sidermec), 8° a 28″. Il francese Thibault Ferasse (B&B Hotels p/b KTM) è ancora leader della classifica con lo stesso tempo del connazionale Valentin Retailleau (AG2R Citroën U23 Team) e 3″ sull’olandese Nick van der Lijke (Riwal Cycling Team). Miglior italiano Nicola Venchiarutti (Androni Giocattoli-Sidermec), 23° a 2′15″

GERMANIA UBER ALLES. AI TEDESCHI L’ORO IRIDATO NELLA STAFFETTA MISTA

settembre 22, 2021 by Redazione  
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La Germania, con una prova equilibrata e di squadra, vince con autorità la staffetta mista da Knokke-Heist a Bruges. Menzione d’onore per Tony Martin che conclude la carriera nel migliore dei modi con un altro oro iridato. Al secondo posto l’Olanda che vincono un argento grazie all’apporto della coppia Van Dijk-Van der Breggen. L’Italia, dopo il miglior tempo ‘maschile’ nella prima metà, cala con le ragazze nella seconda parte e si deve accontentare del bronzo.

Il percorso mondiale su cui si snoda la Staffetta Mista a Cronometro è lungo 44 km e mezzo. Si parte da Knokke-Heist e si arriva a Bruges. I sestetti delle Nazionali impegnate si dividuno in due gruppi di tre uomini e tre donne. Partono per prima gli uomini che a metà percorso, sul primo passaggio da Bruges, cederanno il testimone alle donne. L’Europa sulla carta non sembra avere rivali, con Olanda, Germania e Italia a contendersi il podio. Outsider possono essere Gran Bretagna, Svizzera e i padroni di casa del Belgio. L’Italia, con un terzetto di tutto rispetto formato da Edoardo Affini, Matteo Sobrero ed il due volte campione iridato Filippo Ganna fa segnare il miglio intertempo al rimo passaggio da Bruges ma le ragazze purtroppo sperperano i quasi quaranta secondi che avevano in dote rispetto a Germania e Olanda. Elisa Longo Borghini, Marta Cavalli ed Elena Cecchini fanno peggio dei terzetti omologhi e concludono al terzo posto con il tempo di 51 minuti e 27 secondi. E’ medaglia di bronzo thrilling per la nazionale italiana visto che la Svizzera fa segnare lo stesso tempo dell’Italia ma per soli cinque centesimi di secondo la nazionale azzurra conquista il gradino più basso del podio. Dopo una prima parte piuttosto equilibrata tra Germania e Olanda, le tedesche nella seconda parte aumentano l’andatura e resistono agli attacchi del terzetto olandese che schierava contemporaneamente Ellen Van Dijk ed Annemiek Van Vleuten prima e terza nella cronometro individuale. La Germania termina in 20 minuti e 49 secondi, unica a scendere sotto i 51 minuti. L’olanda è seconda con il tempo di 51 minuti e 2 secondi, a 13 secondi di ritardo dalla Germania. E’ giusto citare il sestetto tedesco campione del mondo: Lisa Klein, Lisa Brennauer, Mieke Kroger, Nikias Arndt, Max Walscheid e Tony Martin. Proprio quest’ultimo, uno dei cronoman più forti dell’ultimo decennio, chiude la carriera con un meritato oro. Chiudono la top five, come già detto, la Svizzera con lo stesso tempo dell’Italia e la Gran Bretagna, poco più dietro, mentre deludono i padroni di casa del Belgio che non fanno meglio del settimo posto, superati anche dalla Danimarca. Terminate le prove a cronometro, adesso spazio alle prove su strada. Si inizia venerdì con le prove uomini juniores e under 23. Sabato sarà la volta delle donne con juniores ed elite ed infine domenica si conclude con l’attesissima prova su strada degli uomini elite.

Antonio Scarfone

La Germania è oro iridiato nella staffetta mista (foto: Bettini Photo)

La Germania è oro iridiato nella staffetta mista (foto: Bettini Photo)

22-09-2021

settembre 22, 2021 by Redazione  
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CAMPIONATI DEL MONDO

La nazionale tedesca si è imposto nella cronometro a squadre mista, Knokke-Heist – Bruges, percorrendo 44.5 Km in 50′49″, alla media di 52.542 Km/h. Ha preceduto di 12″ la nazionale olandese e di 37″ la nazionale italiana.

LE TOUR DE BRETAGNE CYCLISTE

Lo spagnolo Óscar Pelegrí Ferrandis (Electro Híper Europa) si è imposto nella terza tappa, Rosporden – Brandivy, percorrendo 170.5 Km in 4h17′48″, alla media di 39.682 Km/h. Ha preceduto allo sprint i francesi Tom Mainguenaud (Sojasun espoir-ACNC) e Thibault Ferasse (B&B Hotels p/b KTM). Miglior italiano Nicola Venchiarutti (Androni Giocattoli-Sidermec), 6°. Ferasse è il nuovo leader della classifica con lo stesso tempo del connazionale Valentin Retailleau (AG2R Citroën U23 Team) e 3″ sull’olandese Nick van der Lijke (Riwal Cycling Team). Miglior italiano Venchiarutti, 19° a 2′15″

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