MOSCON CI PRENDE GUSTO. VINCE A IMST FACENDO IL BIS AL TOUR OF THE ALPS. SIMON YATES RESTA IN MAGLIA VERDE.

aprile 21, 2021 by Redazione  
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Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers) ottiene la vittoria nella terza tappa del Tour of the Alps 2021 da Imst a Naturns, andando in fuga insieme ad una decina di ciclisti. Il trentino anticipa la volata e batte nettamente Felix Grossschartner (Team Bora Hansgrohe). Simon Yates (Team Bikeexchange) resta in maglia verde.

La terza tappa del Tour of the Alps 2021 offre un percorso che strizza l’occhio agli attaccanti, visto che dopo la partenza da Imst si sale subito verso il Piller Sottler, già grande protagonista nella tappa di ieri e pur non essendo valido come GPM dovrebbe consentire alla fuga di avvantaggiarsi sul gruppo maglia verde. Fuga che poi potrebbe avere buone possibilità di riuscita visto che bisognerà affrontare Passo Resia e Maso Albergad, prima di arrivare al traguardo di Naturno dopo 162 km. Simon Yates (Team Bikeexchange) sembra ormai proiettato versa la vittoria finale e prepara l’assalto al Giro. Alla partenza da Imst non si presentava l’Uno-X Pro Cycling Team, che restava a casa essendo emerso un caso di positività al coronavirus all’interno della squadra e condividendo così la stessa sorte dell’UAE Team Emirates alla Freccia Vallone. I primi a provare l’attacco erano Matteo Fabbro (Team Bora Hansgrohe) ed Alessandro De Marchi (Team Israel StartUp Nation), ma il loro tentativo veniva annullato dal gruppo. Reuben Thompson (Team Goupama FDJ), Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers), Antonio Nibali (Team Trek Segafredo), Luis Leon Sanchez e Harold Tejada (Team Astana), Matteo Fabbro e Felix Grossschartner (Team Bora Hansgrohe), Tejay Van Garderen (Team EF Education First), Alessandro De Marchi, Hermann Pernsteiner (Team Bahrain Victorious), Francois Bidard e Tony Gallopin (Team AG2R Citroen), Michael Storer (Team DSM), Edward Ravasi e Christian Mark (Team Eolo Kometa). Moscon si aggiudicava il traguardo intermedio di Pfunds posto al km 54. All’inizio dell’ascesa di Passo Resia il gruppo di testa aveva 3 minuti di vantaggio sul gruppo maglia verde. De Marchi scollinava in prima posizione, rafforzando il primato nella classifica di specialità. Ravasi, Gallopin e Ravasi faticavano a reggere il ritmo dei compagni di fuga e si staccavano. Sul successivo GPM di Tarsch attaccavano Fabbro, Storer, Moscon e Grossschartner. Il quartetto pedalava compatto verso la cima della salita, sulla quale Fabbro transitava in prima posizione. Alle loro spalle cercavano di rientrare Sanchez, Bilbao, Pernsteiner, Nibali, De Marchi e Bidard. Nel primo gruppo inseguitore riusciva a entrare anche Pello Bilbao (Team Bahrai Victorious) dopo un attacco veemente sulla salita di Tarsch. A 9 km dall’arrivo i quattro di testa avevano 25 secondi di vantaggio sul secondo gruppetto inseguitore e 50 secondi di vantaggio sul gruppo maglia verde. Nonostante l’inseguimento a pancia a terra del secondo gruppo inseguitore, in particolare con Sanchez e Bilbao, i quattro di testa riuscivano a giocarsi la vittoria di tappa. Moscon partiva lungo a circa 300 m dall’arrivo riusciva ad avere la meglio su Grossschartner. A 1 secondo, in terza posizione, giungeva Storer. Chiudevano la top five Fabbro in quarta posizione e De Marchi in quinta posizione. Il gruppo maglia verde veniva regolato da Nicolas Roche (Team DSM) a 49 secondi di ritardo. Moscon ottiene la seconda vittoria al Tour of the Alps e a questo punto sarà da valutare molto attentamente in ottica Liegi-Bastogne-Liegi. In classifica generale Simon Yates (Team Bikeexchange) resta in maglia verde con 45 secondi di vantaggio su Pavel Sivakov (Team INEOS Grenadiers), vittima oggi di una scivolata senza conseguenze nella discesa di Tarsch, e 1 minuto e 4 secondi di vantaggio su Pello Bilbao, che grazie alla buona prova odierna entra prepotentemente nella top five. Domani la quarta e penultima tappa parte da Naturns e termina a Pieve di Bono dopo 168.8 km. Due GPM impegnativi nella seconda parte del tracciato attendono i ciclisti, anche se il Passo Castrin, non classificato come GPM, è una salita di tutto rispetto e inizia dopo 25 km dalla partenza. Una tappa da seguire con attenzione perché specialmente sull’ultima salita di Boniprati, a 8 km dall’arrivo, gli uomini di classifica si muoveranno senz’altro.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Gianni Moscon a Imst (Foto: Getty Images)

La vittoria di Gianni Moscon a Imst (Foto: Getty Images)

20-04-2021

aprile 20, 2021 by Redazione  
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TOUR OF THE ALPS

Il britannico Simon Yates (Team BikeExchange) si è imposto nella seconda tappa, Innsbruck – Feichten im Kaunertal, percorrendo 121.5 Km in 3h17′42″, alla media di 36.874 Km/h. Ha preceduto di 41″ il russo Pavel Sivakov (INEOS Grenadiers) e di 58″ l’irlandese Daniel Martin (Israel Start-Up Nation). Miglior italiano Gianluca Brambilla (Trek – Segafredo), 17° a 2′49″. Yates è il nuovo leader della classifica con 45″ su Sivakov e 1′04″ su Martin. Miglior italiano Brambilla, 17° a 2′59″

VUELTA A COLOMBIA

Il colombiano Yesid Albeiro Pira (Liro Alcaldía la Vega) si è imposto nella quarta tappa, Ibagué – Alto de La Línea, percorrendo 122.2 Km in 3h38′08″, alla media di 33.612 Km/h. Ha preceduto di 1′00″ il connazionale Juan Pablo Suárez Suárez (EPM – Scott) e di 1′07″ il connazionale José Tito Hernández Jaramillo (Team Medellín). Nessun italiano in gara. Pira è il nuovo leader della classifica con 27″ su Suárez Suárez e 37″ sul connazionale Angel Alexander Gil Sánchez (Equipe Continental Orgullo Paisa).

YATES SENZA AVVERSARI A FEICHTEN IM KAUNERTAL. TAPPA E MAGLIA PER IL BRITANNICO

aprile 20, 2021 by Redazione  
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Simon Yates (Team Bikeexchange) vince con autorità la seconda tappa del Tour of the Alps attaccando con decisione a un km dallo scollinamento dell’impegnativo GPM di Kaunergrat-Piller Sattel. Il britannico gestisce nel migliore dei modi oltre 40 secondi di vantaggio sui diretti inseguitori e veste la maglia verde che difficilmente gli verrà tolta a meno di clamorose sorprese.

La seconda tappa del Tour of the Alps 2021 si svolge interamente nel Tirolo austriaco, partendo da Innsbruck e terminando a Feichten im Kaunertal dopo 121.5 km. Dopo la bella e forse inaspettata vittoria di ieri ed il conseguente primato in classica generale, Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers) è chiamato alla conferma in una tappa molto esigente, visto che sono in programma due impegnativi GPM: si scaleranno da due versanti diversi il Piller Salter. In particolare la seconda fa tremare gambe e polsi perché saranno 7 km e mezzo ad oltre il 9% di pendenza media, con i tre km centrali che non scendono mai sotto il 10%. Dopo la partenza da Innsbruck iniziavano immediatamente gli attacchi e si formava un drappello di sei uomini al comando composto da Reuben Thompson (Team Groupama FDJ), Reinardt Janse Van Rensburg (Team Qhubeka ASSOS), Mathias Vacek (Team Gazprom Rusvelo), Davide Bais (Team Eolo Kometa), Morten Hulgaard (Uno-X Pro Cycling Team) e Felix Engelhardt (Tirol KTM Cycling Team). Era la fuga giusta visto che il gruppo non reagiva. Dopo 15 km il vantaggio del sestetto era di 1 minuto e 50 secondi. Engelhardt si aggiudicava lo sprint volante di Silz posto al km 37. Intanto nelle prime posizioni del gruppo si portavano gli uomini dell’INEOS Grenadiers che iniziavano a imprimere un ritmo costante per tenere a bada la fuga. All’inizio dell’ascesa di Gachenblick-Piller Sattel, primo GPM in programma, il ritardo del gruppo era di circa 3 minuti. Sul GPM nel gruppo di testa si avvantaggiavano Bais e Thompson. L’australiano scollinava per primo. Nella successiva discesa il gruppo accorciava sulla coppia in testa, che iniziava la seconda salita di giornata con 2 minuti di vantaggio sul gruppo. All’inizio del GPM di Kaunergrat-Piller Sattel era il Team Arkea Samsic a imprimere un ritmo indiavolato, che metteva in fila i ciclisti. Bais e Thompson venivano ripresi a poco meno di 6 km dallo scollinamento. Iniziava la parte centrale del GPM, la più dura con tratti dalla pendenza costantemente in doppia cifra. Nairo Quintana (Team Arkea Samsic) scattava a 4 km e 800 metri dall’arrivo, scremando una prima volta il drappello in testa. A 3 km e mezzo dalla vetta attaccava Daniel Martinez (Team INEOS Grenadiers). A 3 km dallo scollinamento restavano in testa quattro ciclisti: Pavel Sivakov (Team INEOS Grenadiers), Simon Yates (Team Bikeexchange), Hugh Carthy (Team EF Education First) e Nairo Quintana. Yates accelerava e faceva il vuoto alle sue spalle a poco più di 1 km dallo scollinamento. Il britannico scollinava con oltre 30 secondi di vantaggio sul terzetto inseguitore. Nella successiva discesa si ricompattava il gruppo alle spalle di Yates. A 10 km dall’arrivo Yates aveva 50 secondi di vantaggio sul gruppo degli inseguitori. A 6 km dall’arrivo Yates aveva 42 secondi di vantaggio su Jay Hindley (Team DSM), Jefferson Cepeda (Team Androni Giocattoli), Daniel Martin (Team Israel StartUp Nation), Aleksandr Vlasov (Team Astana) e Pavel Sivakov. Quest’ultimo accelerava e si portava tutto solo all’inseguimento di Yates, che ormai sembrava imprendibile. E infatti il britannico tagliava il traguardo di Feichten im Kaunertal in solitaria con 41 secondi di vantaggio su Sivakov e 58 secondi di vantaggio su Daniel Martin. Chiudevano la top five Vlasov al quarto e Cepeda al quinto posto. Yates ottiene la prima vittoria stagionale ed ipoteca già al termine della seconda tappa la vittoria del Tour of the Alps 2021, visto che indossa la maglia verde con 45 secondi di vantaggio su Sivakov e 1 minuto e 4 secondi di vantaggio su Martin. Domani è in programma la terza tappa da Imst a Naturn, con due GPM da scalare. Tappa sicuramente meno impegnativa di quella odierna, con l’ultimo GPM di Tarsch a 18 km dall’arrivo. La fuga potrebbe avere buone possibilità di riuscita, ma non escludiamo del tutto una volata a ranghi più o meno compatti.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Simon Yates a Feichten im Kaunertal  (foto: Getty Images)

La vittoria di Simon Yates a Feichten im Kaunertal (foto: Getty Images)

19-04-2021

aprile 19, 2021 by Redazione  
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TOUR OF THE ALPS

L’italiano Gianni Moscon (INEOS Grenadiers) si è imposto nella prima tappa, Bressanone – Innsbruck, percorrendo 140.6 Km in 3h29′24″, alla media di 40.287 Km/h. Ha preceduto allo sprint il norvegese Idar Andersen (Uno-X Pro Cycling Team) e il bielorusso Alexandr Riabushenko (UAE-Team Emirates). Moscon è il primo leader della classifica con 4″ su Andersen e 6″ su Riabushenko

VUELTA A COLOMBIA

Il colombiano Brayan Sánchez Vergara (Team Medellín) si è imposto nella terza tappa, Mosquera – Ibagué, percorrendo 181.1 Km in 4h07′16″, alla media di 43.944 Km/h. Ha preceduto allo sprint i connazionali Aldemar Reyes Ortega (EPM – Scott) e Angel Alexander Gil Sánchez (Equipe Continental Orgullo Paisa). Nessun italiano in gara. Lo spagnolo Óscar Miguel Sevilla Ribera (Team Medellín) è tornato leader della classifica con 10″ sul colombiano Fabio Andrés Duarte Arevalo (Team Medellín) e 15″ su Reyes Ortega

MOSCON RITORNA A SVOLAZZARE SULLE ALPI. TAPPA E MAGLIA PER IL CICLISTA TRENTINO

aprile 19, 2021 by Redazione  
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Un redivivo Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers) vince la prima tappa del Tour of the Alps in quel di Innsbruck grazie ad un deciso attacco portato negli ultimi tre km. Il ciclista trentino, dopo un paio d’anni di anonimato passati tra infortuni e squalifiche, torna a far parlare di sé positivamente e prova ad essere di nuovo protagonista. Veste la maglia di leader della classifica generale e già domani dovrà confermarsi in una seconda tappa che dirà già molto sui reali pretendenti alla vittoria finale.

Il Tour of the Alps 2021 conferma il percorso dello scorso anno, edizione non disputata a causa del Covid19. Saranno 22 le squadre alla partenza da Bressanone, di cui 12 WT, 8 Professional e due Continental. La partecipazione è come al solito di livello, anche perché molti ciclisti vanno in Austria e in Trentino come al solito per affinare la preparazione in vista del Giro d’Italia. Tra i grandi nomi che si sfideranno al prossimo Giro da segnalare l’assenza di Egan Bernal (Team INEOS Grenadiers) che ha preferito allenarsi in ‘separata sede’ e lo vedremo direttamente l’8 Maggio alla partenza di Torino. Purtroppo anche Vincenzo Nibali (Team Trek Segafredo) non potrà partecipare a causa della caduta in allenamento di una decina di giorni fa con la frattura del radio. Ma il siciliano è un osso duro e tenterà un miracoloso recupero per il Giro. Come anticipato poc’anzi la prima tappa parte da Bressanone e termina ad Innsbruck, in Austria, dopo 140.6 km. Sono due i GPM in programma, il Passo del Brennero al km 52 ed Axams al km 105, quest’ultimo posizionato all’interno del circuito finale da ripetere due volte. Dopo la partenza da Bressanone si formava la fuga di giornata, favorita dalla strada che immediatamente si inerpicava verso la località di Nez. Erano in tre a guadagnare su gruppo principale: Alessandro De Marchi (Team Israel StartUp Nation), Marton Dina (Team Eolo Kometa) e Felix Engelhardt (Team Tirol KTM). Al traguardo volante di Vipiteno, posto al km 39, era Engelhardt a transitare per primo, con il gruppo che inseguiva a circa 5 minuti di ritardo. Iniziava l’ascesa verso il Passo del Brennero, sul quale era De Marchi a scollinare in prima posizione. Il gruppo, tirato dal Team Astana, accelerava il ritmo ed a 80 km dal termine il ritardo nei confronti dei fuggitivi era sceso a 2 minuti e 20 secondi. Si entrava così nel circuito finale di Innsbruck da ripetere due volte. Sul primo GPM di Axams, posto al km 105, De Marchi accelerava e restava da solo in testa alla corsa, con il gruppo che era cronometrato allo scollinamento con un ritardo di un minuto. Il ciclista italiano veniva ripreso a una ventina di km dalla conclusione. Diversi ciclisti erano protagonisti di nuovi attacchi, tra cui Hugh Carthy (Team EF Education First), Nicolas Roche (Team DSM) e Luis Leon Sanchez (Team Astana). Ai meno 15 riusciva ad evadere un drappello di quattro ciclisti formato da Pello Bilbao (team Bahrain Victorious), Santiago Umba (Team Androni Giocattoli), Daniel Savini (Team Bardiani CSF) e Mattias Skjelmose Jensen (Team Trek Segafredo). Era l’INEOS Grenadiers a ricucire con decisione sugli attaccanti che venivano raggiunti a meno di 4 km dalla conclusione. Con uno scatto improvviso attaccava immediatamente Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers) che riusciva ad avvantaggiarsi sul gruppo favorito da un leggero tratto in discesa e da alcune curve con strada stretta. Il ciclista italiano veniva raggiunto a circa un km e mezzo dalla conclusione da Idar Andersen (Team Uno-X Pro Cycling). La coppia guadagnava un margine sufficiente a sfidarsi per la vittoria finale. Era Moscon con un’ultimo scatto ad avere la meglio sul norvegese mentre il gruppo alle loro spalle veniva regolato da Alexandr Riabushenko (UAE Team Emirates). Quarto era Fabio Felline (Team Astana) e quinto Nick Schultz (Team Bikeexchange). Moscon, la cui ultima vittoria risaliva alla quarta tappa del Gree Tour of Guangxi 2018, torna a far parlare di sé per meriti sportivi dopo tre anni di latitanza, e siamo curiosi di capire quanto potrà reggere adesso in classifica generale, visto che guarda tutti dall’alto in basso con 4 secondi di vantaggio su Andersen e 6 secondi di vantaggio su Riabushenko. Domani è in programma la seconda tappa da Innsbruck a Feichten im Kaunertal,che si percorrerà interamente in Austria e che è il primo vero esame per i ciclisti che intendono fare classifica: due GPM molto impegnativi dovranno essere scalati in rapida successione nella seconda parte del tracciato ed anche l’arrivo presenta delle insidie notevoli visto che la strada sale costantemente.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Gianni Moscon a Innsbruck (foto: Getty Images)

La vittoria di Gianni Moscon a Innsbruck (foto: Getty Images)

AMSTEL GOLD RACE – LE PAGELLE

Ecco le pagelle dell’edizione 2021 dell’Amstel Gold Race

WOUT VAN AERT: Il campione della Jumbo-Visma macina vittorie su vittorie, oggi col fotofinish ma sono sottigliezze. Vince con merito l’Amstel Gold Race 2021, sempre attento e nel vivo della corsa, non si fa sorprendere mai e quando la corsa esplode si trova al punto giusto, non facendosi beffare dalla Ineos Grenadiers che ce la mette tutta per batterlo. Numeri stagionali per Van Aert che fanno paura, in 14 gare ne ha vinto quattro finendo altre sei volte sul podio. Domenica prossima lo vedremo al via della Liegi-Bastogne-Liegi. VOTO: 10

THOMAS PIDCOCK: Dopo la vittoria alla Freccia del Brabante prova a vincere anche all’Amstel e per un millimetro non ci riesce. Uno dei ciclisti più aggressivi e coraggiosi, sfrutta la superiorità numerica della Ineos ma purtroppo gli manca poco, anzi pochissimo, per battere un grande Van Aert allo sprint. VOTO: 9,5

MAXIMILIAN SCHACHMANN: Il tedescone della Bora si ritrova nel terzetto che si gioca il tutto per tutto nella fase finale della corsa, purtroppo per lui si trova a competere con due compagni d’avventura devastanti nello sprint. Poteva provare ad anticipare la volata? Forse, ma la stanchezza nelle gambe era tanta. VOTO: 8

MICHAŁ KWIATKOWSKI: La Ineos è la squadra che ha corso meglio all’Amstel, il polacco ne è l’emblema. Attacca sfruttando la superiorità numerica, ripreso si mette a rompere i cambi in difesa di Pidcock. VOTO: 7

RICHARD CARAPAZ: Quando si sprigiona l’attacco decisivo lui è lì per mettersi a disposizione dei compagni di squadra Kwiatkowski e Pidcock. Se il gruppo non li riprende buon merito è di Carapaz, che si mette in testa a pedalare come un ossesso. VOTO: 7

DYLAN VAN BAARLE: L’olandese della Ineos Grenadiers si sacrifica nella parte centrale della corsa nel tentativo di stanare i rivali dei propri capitani. Con le sue accelerazioni prova ad allungare il gruppo in più parti e si mette anche ad inseguire i fuggitivi di giornata. VOTO: 6,5

MICHAEL MATTHEWS: Non è in una forma eccezionale ma, nonostante tutto, raccoglie un quarto posto di tutto rispetto e lancia un buon segnale per il prosieguo della stagione. VOTO: 6,5

ALEJANDRO VALVERDE: È l’eterno Valverde, spirito e gambe da giovincello, per lui il tempo non passa mai. Sul Cauberg è autore di un recupero sul gruppetto dei fuggitivi che lascia a bocca aperta. VOTO: 6,5

KRISTIAN SBARAGLI: Il trentenne dell’Alpecin-Fenix corre coi gradi da capitano, non ha le gambe dei big per fare la differenza sul Cauberg ma tiene botta e arriva allo sprint con il gruppo inseguitore. Buon settimo posto per lui. VOTO: 6

JULIAN ALAPHILIPPE: Il Campione del Mondo in carica non è nella giornata migliore e lo si nota specialmente sul Cauberg, dove non riesce a stare coi primi e soffre alle ruote di Valverde. Segnale non incoraggiante in vista della Liegi-Bastogne-Liegi. VOTO: 5

GREG VAN AVERMAET: Il capitano della AG2R Citroen Team non lo si vede mai, sempre nella pancia del gruppo in attesa di uno sprint decisivo a ranghi compatti che non ci sarà. VOTO: 5

MATTEO TRENTIN: Corre al coperto, il problema è che rimane al coperto anche quando non dovrebbe. Chiude al dodicesimo posto una gara corsa al risparmio. VOTO: 5

JAKOB FUGLSANG e ALEXEY LUTSENKO: Si saranno nascosti in vista della Liegi-Bastogne-Liegi? Mai visti, lontani dai radar. VOTO: 4,5

Luigi Giglio

GROUPAMA-FDJ PIGLIATUTTO ALLA COMUNITAT VALENCIANA: TAPPA A DEMARE, CORSA A KÜNG.

aprile 18, 2021 by Redazione  
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Volata vincente per Arnaud Demare (Groupama-FDJ) alla tappa conclusiva della Comunitat Valenciana, il francese conquista la seconda vittoria nella corsa iberica, il terza stagionale, regolando Jon Aberasturi (Caja Rural-Seguros RGA) e Timothy Dupont (Bingoal-WB) all’arrivo di Valencia. Invariata la classifica generale con Stefan Küng (Groupama-FDJ) che conquista la corsa, completano il podio i Movistar Nelson Oliveira ed Enric Mas (Movistar).

Ultima tappa con il via da Paterna per arrivare, dopo 91,2 Km, a Valencia, scorre via senza particolari sussulti vista anche la classifica generale ormai assestata dalle posizioni di classifica consolidatesi nella crono di ieri. Il profilo del percorso non offre asperità altimetriche e bisogna aspettare metà corsa per vedere un allungo in testa al gruppo portato da cinque uomini: Paul Wright (Mg.K Vis VPM), Abner Gonzalez (Movistar), Maxime Cam (B&B Hotels p/b KTM), Joan Bou (Euskaltel-Euskadi), Julien Van Der Brande (Tarteletto-Isorex). Per loro vantaggio massimo che arriverà a 1’:32”. Il gruppo insegue con le squadre dei velocisti in controllo per non farsi scappare l’arrivo allo sprinti con il proprio uomo veloce. Su tutte la Groupama-FDJ e la Lotto Saudal alternano in testa i propri uomini aiutati anche dalla (Cofidis, Solutions Crédits). A meno 25 Km dall’arrivo dalla testa della corsa il primo a staccarsi è Julien Van Der Brande, restano così in quattro con il destino ormai segnato. L’ultimo fuggitivo a cedere, dopo un disperato allungo a 10 Km dal traguardo, è Maxime Cam ma viene subito assorbito dal gruppo ai meno 7,5Km da Valencia. La squadra più organizzata è, come nella seconda tappa, ancora la Groupama-FDJ che grazie anche all’aiuto del leader della generale, Stefan Küng, protegge il proprio velocista lanciandolo verso la conquista della seconda vittoria in terra iberica, sua anche la maglia a punti. Il francese ha la meglio su Jon Aberasturi (Caja Rural-Seguros RGA) e Timothy Dupont (Bingoal-WB) rsipettivamente secondo e terzo, quarto Simone Consonni (Cofidis, Solutions Crédits), quinto Colin Joyce (Rally Cycling), sesto Caleb Ewan (Lotto Saudal). La classifica generale vede le stesse posizioni di ieri con lo svizzero Stefan Küng vincere la corsa sulla coppia Movistar Nelson Oliveira ed Enric Mas a 6” e 36”, in quarta posizione Victor Lafay (Cofidis, Solutions Crédits) a 45”, quinto Gesbert Élie (Team Arkéa Samsic), determinante come detto in apertura la straordinaria rimonta da parte dello svizzero nella cronometro di ieri.

Antonio Scarfone

Stefan Küng è il vincitore della breve corsa a tappe iberica (foto Bettini)

Stefan Küng è il vincitore della breve corsa a tappe iberica (foto Bettini)

18-04-2021

aprile 18, 2021 by Redazione  
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AMSTEL GOLD RACE

Il belga Wout van Aert (Team Jumbo-Visma) si è imposto nella classica olandese, Valkenburg – Berg en Terblijt, percorrendo 218.6 Km in 5h03′27″, alla media di 43.223 Km/h. Ha preceduto allo sprint il britannico Thomas Pidcock (INEOS Grenadiers) e di 2″ il tedesco Maximilian Schachmann (Bora – Hansgrohe). Miglior italiano Kristian Sbaragli (Alpecin-Fenix), 7° a 2″.

AMSTEL GOLD RACE FEMMINILE

L’olandese Marianne Vos (Team Jumbo-Visma Women) si è imposta nella corsa olandese, Valkenburg – Berg en Terblijt, percorrendo 116.3 Km in 3h00′20″, alla media di 38.695 Km/h. Ha preceduto allo sprint le connazionali Demi Vollering (SD Worx) e Annemiek van Vleuten (Movistar Team). Miglior italiana Soraya Paladin (Liv Racing), 5a.

VOLTA A LA COMUNITAT VALENCIANA

Il francese Arnaud Démare (Groupama – FDJ) si è imposto nella quinta ed ultima tappa, Paterna – Valencia, percorrendo 91.2 Km in 1h56′25″, alla media di 47.004 Km/h. Ha preceduto allo sprint lo spagnolo Jon Aberasturi Izaga (Caja Rural – Seguros RGA) e il belg Timothy Dupont (Bingoal Pauwels Sauces WB). Miglior italiano Simone Consonni (Cofidis, Solutions Crédits), 4°. L’elvetico Stefan Küng (Groupama – FDJ si impone in classifica con 6″ sul portoghese Nelson Filipe Santos Simões Oliveira (Movistar Team) e 36″ sullo spagnolo Enric Mas Nicolau (Movistar Team). Miglior italiano Consonni, 38° a 13′46″

VOLTA CV FEMINAS

L’italiana Chiara Consonni (Valcar – Travel & Service) si è imposta nella corsa spagnola, Paterna – Valencia, percorrendo 91.2 Km in 2h14′04″, alla media di 40.816 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’italiana Barbara Guarischi (Movistar Team) e la francese Élodie le Bail (Stade Rochelais Charente-Maritime Women Cycling). Chiara Consonni è sorella di Simone Consonni (Cofidis, Solutions Crédits), in gara contemporaneamente nella versione maschile della medesima corsa (Volta a la Comunitat Valenciana)

PRESIDENTIAL CYCLING TOUR OF TURKEY

Il britannico Mark Cavendish (Deceuninck – Quick Step) si è imposto nell’ottava ed ultima tappa, Bodrum – Kuşadası, percorrendo 160.3 Km in 3h24′38″, alla media di 47.001 Km/h. Ha preceduto allo sprint il belga Jasper Philipsen (Alpecin-Fenix) e il norvegese Kristoffer Halvorsen (Uno-X Pro Cycling Team). Miglior italiano Giovanni Lonardi (Bardiani-CSF-Faizanè), 5°. Lo spagnolo José Manuel Díaz Gallego (DELKO) si impone in classifica con 1″ sull’australiano Jay Vine (Alpecin-Fenix) e 6″ sull’argentino Eduardo Sepúlveda (Androni Giocattoli – Sidermec). Miglior italiano Mauro Finetto (DELKO), 12° a 1′28″

VUELTA A COLOMBIA

Il colombiano Luis Carlos Chia Bermudez (Colnago CM Team) si è imposto nella seconda tappa, Paipa – Tocancipá, percorrendo 140.2 Km in 3h15′21″, alla media di 43.061 Km/h. Ha preceduto allo sprint i connazionali Diego Antonio Ochoa Camargo (EPM – Scott) e Bryan Steven Gómez Peñaloza (Equipo Continental Supergiros). Nessun italiano in gara. Gómez Peñaloza è il nuovo leader della classifica con 1″ sullo spagnolo Óscar Miguel Sevilla Ribera (Team Medellín) e 3″ sul connazionale Fabio Andrés Duarte Arevalo (Team Medellín).

GRAND PRIX FÉMININ DE CHAMBÉRY

La francese Gladys Verhulst (Team Arkéa) si è imposta nella corsa francese, circuito di Chambéry, percorrendo 100.2 Km in 3h06′50″, alla media di 32.178 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’italiana Giorgia Bariani (Top Girls Fassa Bortolo) e di 19″ l’italiana Debora Silvestri (Top Girls Fassa Bortolo)

TROFEO CITTÀ DI SAN VENDEMIANO – 61° GP INDUSTRIA & COMMERCIO (U23)

Il francese Paul Lapeira (AG2R Citroën U23 Team) si è imposto nella corsa italiana, circuito di San Vendemiano, percorrendo 179.6 Km in 4h09′20″, alla media di 43.219 Km/h. Ha preceduto allo sprint gli italiani Jacopo Menegotto (General Store-F.Ili Curia-Essegibi) e Mattia Petrucci (Team Colpack Ballan)

SPLENDE L’AMSTEL PER VAN AERT, SUA LA CORSA OLANDESE AL FOTOFINISH

aprile 18, 2021 by Redazione  
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Dopo un anno di assenza forzata a causa della pandemia da Covid-19, oggi si tornava a correre l’Amstel Gold Race, corsa ciclistica che si tiene come tradizione nella provincia del Limburgo tra Valkenburg e Maastricht, nei Paesi Bassi nel mese di Aprile. Cinquantacinquesima edizione della classiche delle Ardenne che veniva vinta dal fenomeno Wout Van Aert (Team Jumbo-Visma) grazie ad uno sprint a tre contro Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe) e Thomas Pidcock (Ineos Grenadiers).

Al via centosettantacinque ciclisti suddivisi in venticinque squadre tra cui la Deceuninck – QuickStep, il Team Jumbo-Visma e il Team Ineos Grenadiers che si presentavano con un roster di tutto rispetto. Julian Alaphilippe, grande sconfitto di oggi e con qualche dubbio sulla Liegi-Bastogne-Liegi poteva contare su gregari come Mattia Cattaneo, Florian Sénéchal e Mauri Vansevenant, mentre in casa Jumbo-Visma sia Wout Van Aert e Primoz Roglic partivano coi gradi di capitano. Molto aggressiva nella parte centrale e soprattutto finale della corsa la condotta di gara del team britannico del DS Servais Knaven. Ineos Grenadiers che ha avuto un ottimo Dylan Van Baarle attivo nel cercare di spezzare la corsa nei primi chilometri per mettere pressione ai rivali dei suoi capitani Michel Kwiatkowski e Thomas Pidcock. Finale invece dove Carapaz si spendeva per permettere l’allungo di Pidcock, difeso poi da Kwiatkowski. Peccato per l’ex Team Sky non aver conquistato la corsa dopo una condotta così egregia, purtroppo per loro si sono trovati di fronte un campione come Van Aert. Solo dieci gli italiani al via, tra di loro Matteo Trentin (UAE-Team Emirates) e Sonny Colbrelli (Bahrein-Victorious), gli unici che avevano sulla carta buone possibilità di un piazzamento importante. Assente il vincitore dell’edizione del 2019, Mathieu Van der Poel (Alpecin – Fenix), presente invece tra i pochi spettatori presenti sulle strade, per le normative belghe, un Tom Dumoulin ormai semplice spettatore. Normative prese dagli organi di sicurezza belga insieme agli organizzatori della corsa per ridurre l’afflusso delle persone, come si poteva notare già dalla partenza che avveniva alle 12:00 dall’interno di un’area chiusa in cima al Cauberg e non come gli scorsi anni dalla Vrijthof a Maastricht. Percorso stravolto di 216,7 km da correre in un circuito di 16,9 chilometri da ripetere 12 volte, più un ultimo giro leggermente diverso e accorciato a 15,8 chilometri, con le asperità del Geulhemmerberg, Bemelerberg e del già citato Cauberg dove era posto anche l’arrivo.
Subito dopo aver superato la stazione di partenza e arrivo a Vilt, avveniva la partenza ufficiale in prossimità dell’Hotel Lamerichs. Percorsi pochi minuti di strada si formava un piccolo gruppo di dieci ciclisti in testa alla corsa, ne facevano parte Edward Theuns, Julien Bernard (Trek – Segafredo), Stan Dewulf (AG2R Citroën Team), Sébastien Grignard (Lotto Soudal), Maurits Lammertink, Loïc Vliegen (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Chad Haga (Team DSM), Ryan Gibbons (UAE-Team Emirates), Kenny Molly (Bingoal Pauwels Sauces WB) e Anders Skaarseth (Uno-X Pro Cycling Team). Assenti corridori italiani e soprattutto gli uomini della Deceuninck QuickStep e della Jumbo-Visma. I fuggitivi prendevano tranquillamente il largo, tanto che a 100 chilometri dalla linea d’arrivo avevano più di tre minuti di vantaggio. Mentre nel gruppo si notava un Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) in difficoltà, avanti si mettevano a tirare con un notevole ritmo la Qhubeka Assos di Simon Clarcke e dell’ancora promessa non confermata Robert Power, e la BikeExchange di Michael Matthews che facevano crollare notevolmente il vantaggio dei dieci corridori in fuga.
Quando di chilometri alla conclusione ne mancavano poco più di 40, i fuggitivi potevano contare su solo 35 secondi di vantaggio, il loro destinato era quasi segnato quando dal gruppo allungavano sei ciclisti: Sonny Colbrelli (Bahrain – Victorious), Dylan Van Baarle (Ineos Grenadiers), Florian Sènèchal (Deceuninck – Quick Step), Rui Costa (UAE-Team Emirates) e Simon Clarke (Team Quebeka-Assos). I sei corridori riprendevano i fuggitivi ai piedi del Cauberg, tutti tranne Vliegen che aveva allungato ulteriormente trovandosi da solo in testa. Arrivati sul Cauberg, con Ineos Grenadiers e Deceuninck – QuickStep presenti pericolosamente nel primo gruppetto, usciva prepotentemente fuori Primoz Roglic. Lo sloveno della Jumbo-Visma accelerava di gran lena andando a riprendere i ciclisti che si erano avvantaggiati precedentemente, ad eccezione del solito Vliegen che veniva ripreso facilmente dal gruppo qualche chilometro dopo. Chi invece veniva ripreso con diffocoltà era Ide Schelling (Bora – hansgrohe). L’olandese gregario di Schachmann si era avvantaggiato sfruttando l’attimo in cui il gruppo dopo aver ripreso Vliegen si era messo a rifiatare qualche minuto. Azione di Schelling che sarebbe durata fino all’ultimo passagio sul Cauberg quando grazie all’andatura di Mauri Vansevenant il gruppo lo riprendeva.
Si arrivava all’ultimo giro di circuito con grossi colpi di scena, Primoz Roglic aveva avuto un problema alla catena sulle prime rampe del Cauberg, mentre il Campione del Mondo in carica Alaphilippe era apparso in grosse difficoltà a ruota di Alejandro Valverde (Movistar Team). Il team Ineos Grenadiers notando questi due colpi di scena partiva all’attacco, accelleravano Pidcock e Kwiatkowski seguiti dal fido Richard Carapaz. Attento Van Aert a non farli scappare con Matthews e Schachman a ruota. Sui sei battistrada rientrava un eterno Valverde, ma nemmeno il tempo di rifiatare che la Ineos sfruttava la propria superiorità numerica con Kwiatkowski che allungava ulteriormente, allungo che sarebbe durato pochi chilometri.
Mentre dietro la UAE-Team Emirates e soprattutto la Deceuninck – QuickStep cercavano di riprendere il gruppetto in testa che reggeva il vantaggio grazie anche ad un gran lavoro di Carapaz, Pidcock partiva in progressione portandosi dietro gli attenti Van Aert e Schachmann. A dieci chilometri dall’arrivo si trovavano in testa alla corsa: Wout Van Aert della Jumbo Visma, Maximilian Schachmann della Bora Hansgrohe e Thomas Pidcock della Ineos Grenadiers, grande assente Julian Alaphilippe. I tre si davano cambi regolari con un vantaggio che oscillava tra i 15 e i 20 secondi dal primo gruppo inseguitore dove Bauke Mollema abbandonava per una foratura e Michel Kwiatkowski da grande uomo squadra si metteva a rompere i cambi regolari in testa per rallentare il ritmo dell’inseguimento.
Si arrivava all’ultimo chilometro con i tre davanti che avevano accumulato ben 22 secondi di vantaggio sugli inseguitori, ormai il destino della corsa era deciso, l’Amstel Gold Race 2021 sarebbe stata vinta da uno di loro. Più si avvicinavano al traguardo più i tre rallentavano studiandosi l’un l’altro. Schachmann in volata sicuramente meno veloce dei tre doveva provare il classico colpo da finesseur, ma la stanchezza era tale che per il tedesco della Bora non c’è stato nemmeno un timido tentativo. Si arrivava alla volata con Van Aert che partiva lungo, uno sprint potente ed elegante, imbattibile, tanto sicuro il campione belga che smetteva di pedalare a ridosso della linea d’arrivo non rendendosi conto di un recupero in extremis di Pidcock. Il corridore della Ineos Grenadiers era partito subito dopo Va Aert, e la sua progressione in volata era stata notevole, un rientro su cui ha dovuto intervenire il fotofinish per aggiudicare la vittoria a Van Aert. Un altro successo importante per il belga, questa volta per una questione di pochi millimetri. Primo tra gli inseguitori Matthews, solo sesto Alaphilippe che arrivava alle spalle di un eterno Valverde. Tra gli italiani il primo a tagliare il traguardo era Kristian Sbaragli (Alpecin-Fenix) giunto settimo. Grandi assenti di giornata gli uomini Astana. Jakob Fuglsang, Alexey Lutsenko e Alex Aranburu assenti ingiustificati.

Luigi Giglio

Il fotofinish che ha decretato la vittoria di Van Aert

Il fotofinish che ha decretato la vittoria di Van Aert

KUNG VINCE LA CRONO DI PLAYA ALMENARA ED E’ LA NUOVA MAGLIA GIALLA

aprile 17, 2021 by Redazione  
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Stefan Kung vince la cronometro di Playa Almenara e si prende con autorità la maglia gialla, complice anche la prova disastrosa di Enric Mas (Team Movistar), capace di dilapidare un vantaggio di 51 secondi sullo svizzero dopo la tappa di ieri.

Se ieri Enric Mas (Team Movistar) è stato abile ad attaccare Miles Scotson (Team Groupama FDJ) negli ultimi 20 km della terza tappa ed è riuscito a vincere vestendo la maglia gialla di leader della classifica generale, oggi lo spagnolo non può dormire sugli allori visto che è in programma la cronometro individuale di 14 km da Xilxes a Playa Almenara e lo spagnolo non è proprio un drago della specialità. L’avversario più temibile sarà senza ombra di dubbio Stefan Kung (Team Groupama FDJ), campione europeo della specialità e da molti considerato erede di Fabian Cancellara. E anche Nelson Oliveira, compagno di squadra di Mas. Non starà certo a guardare. Come da previsione, Kung polverizzava i 14 km in programma in 16 minuti e 12 secondi, alla media monstre di quasi 53 km all’ora. Oliveira era secondo con il tempo di 16 minuti e 23 secondi. Mas, dopo un’ottima prima parte in cui faceva segnare all’intertempo il terzo tempo in assoluto alle spalle di Kung e Oliveira, crollava nella seconda parte circa tre secondi al km da Kung. Il dramma finale per lo spagnolo si verificava proprio all’ultimo km quando già segnato da un’evidente appesantimento nello sforzo, era anche vittima di una foratura che annullava del tutto le residue speranze di limitare i danni da Kung. Mas giungeva al traguardo in 15° posizione, a 1 minuto e 27 secondi di ritardo da Kung. Lo svizzero ribaltava così in suo favore quei 51 secondi che lo vedevano dietro a Mas alla fine della terza tappa e diventava la nuova maglia gialla, con un vantaggio di 6 secondi su Oliveira e di 36 secondi su Mas. Chissà cosa sarebbe successo se ieri Oliveira non avesse lavorato per il compagno e con una tattica più accorta avesse guadagnato lui quei sei secondi su Kung che oggi gli avrebbero potuto valere il primato della generale. La Movistar si dimostra squadra dalle tattiche abbastanza discutibili ed infatti la stagione 2021 per la squadra spagnola non è certo iniziata nel migliore dei modi visto che ha messo nel carniere soltanto la vittoria al GP Indurain con Alejandro Valverde, se escludiamo a questo punto proprio la vittoria di Pirro di ieri di Mas. A meno di clamorose sorprese domani Kung dovrebbe difendere la maglia gialla senza troppe difficoltà nell’ultima tappa in linea da Paterna a Valencia di 92 km. Il percorso non presenta difficoltà altimetriche e la conclusione più probabile dovrebbe essere quella di uno sprint a ranghi compatti. Kung è vicinissimo ad ottenere la sua prima vittoria in una corsa a tappe di una settimana.

Antonio Scarfone

Stefan Kung in azione nella cronometro di Playa Almenara (foto: Bettini Photo)

Stefan Kung in azione nella cronometro di Playa Almenara (foto: Bettini Photo)

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