23-11-2018

novembre 27, 2018 by Redazione  
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AFRICA CUP (Eritrea)

L’eritreo Sirak Tesfom (Eritel Cycling Club) si è imposto nella corsa su strada, circuito di Asmara, percorrendo 160 Km in 3h55′55″ alla media di 40.69 Km/h. Ha preceduto allo sprint il connazionale Yemane e di 22″ il connazionale Habtemichael.

PAGELLONE 2018: LE CLASSICHE VALLONATE

novembre 26, 2018 by Redazione  
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Proseguono le pagelle della stagione appena terminata. Ora prenderemo in esame le classiche vallonate (escluse quelle del pavè, oggetto della precedente pagella: oggetto dello “scrutinio” la Strade Bianche, la Milano-Sanremo, l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallone, la Liegi – Bastogne – Liegi, la Classica di San Sebastián e il Giro di Lombardia.

JULIAN ALAPHILIPPE: Quando si parla di classiche vallonate, il nome del corridore francese entra sempre di diritto nella lista dei favoriti principali per la vittoria. Dopo le ultime stagioni in cui ci è andato vicino, riesce a vincere finalmente la Freccia Vallone e la Classica di San Sebastian, senza sfigura nelle altre corse. Assoluto protagonista. VOTO: 8

MICHAEL ALBASINI: Non riesce a terminare nemmeno una delle corse delle classiche vallonate a cui partecipa, nelle quali lo si vede spesso fare il gregario. Non sembra più in grado competere per la vittoria. Sul viale del tramonto. VOTO: 4

ROMAIN BARDET: Sempre competitivo nelle corse in cui partecipa, riesce a piazzarsi sia alla Strade Bianche, sia alla Liegi. Ha estro, classe e fantasia, ma nelle corse di un giorno gli manca sempre quel pizzico di astuzia che serve. VOTO: 6,5

TIESJ BENOOT: Vince con classe la Strade Bianche, ma nelle corse con altimetria più dura non riesce a tenere il ritmo dei migliori. VOTO: 6,5

ENRICO GASPAROTTO: In primavere riesce a raccogliere piazzamenti importanti, riuscendo a terminare 3° nella ‘’sua” Amstel Gold Race. VOTO: 6

PHILIPPE GILBERT: Dopo un 2017 da urlo non riesce a ripetere le prove dell’anno scorso. A 36 anni, però, la flessione fisica è normale, anche se ti chiami Gilbert. VOTO: 5

SERGIO HENAO: La Freccia Vallone, l’Amstel Gold Race, la Liegi-Bastogne-Liegi sono corse adatte alle sue caratteristiche; puntualmente, però, il corridore colombiano non va nemmeno vicino a vincerle. VOTO: 4,5

BOB JUNGELS: Sfrutta abilmente il lavoro della sua Quick-Step Floors e da out-sider trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi con una cavalcata finale. VOTO: 7

ROMAN KREUZIGER: Passano gli anni ma il ceco della Mitchelton-Scott non perde colpi, sempre eterno piazzato. VOTO: 6

MICHAŁ KWIATKOWSKI: Ormai pedina importante nello scacchiere del Team Sky per quanto riguarda i Grandi Giri, nelle corse di un giorno non si presenta sempre al top della forma e non riesce ad avere i risultati sperati. VOTO: 5,5

DANIEL MARTIN: Stagione da dimenticare, almeno per le classiche. VOTO: 4

BAUKE MOLLEMA: Ormai uomo da corse di un giorno, raccoglie un secondo posto a San Sebastián. VOTO: 6

VINCENZO NIBALI: Trionfa a sorpresa alla Milano-Sanremo, dove sul Poggio stacca tutti. Anima le corse primaverili, per poi ripresentarsi – dopo l’infortunio subito al Tour de France – al Giro di Lombardia in cerca di uno storico tris. Solo un fenomenale Thibaut Pinot gli impedisce di alzare le braccia al cielo. Resta però negli occhi di ogni appassionato di ciclismo la sua azione sul Poggio. VOTO: 8,5

THIBAUT PINOT: Un ottobre d’oro per lui, che termina con il trionfo del Giro di Lombardia, dopo una corsa dal finale scintillante. Nella prima parte di stagione si dedica solo alle corse a tappe di una settimana e non ha corso nessuna delle classiche in primavera. Dal potenziale che ha, è un vero peccato. VOTO: 7,5

WOUTER POELS: Due anni fa trionfò a Liegi, da allora sembrerebbe aver perso il suo appeal per queste corse. VOTO: 5

DOMENICO POZZOVIVO: Partecipa a poche corse, ma il suo lo fa. Quinto alla Liegi, ottavo al Lombardia. VOTO: 6,5

ANTHONY ROUX: Il corridore francese della FDJ-Groupama è la sorpresa a San Sebastián, dove termina al terzo posto. VOTO: 6

PETER SAGAN: Un campione del suo calibro può far risultato ovunque vuole. All’Amstel, alla Milano-Sanremo e alla Strade Bianche non vince ma è stato uno dei protagonisti. VOTO: 6

DYLAN TEUNS: Non trova la condizione migliore in primavera, mentre ad ottobre riesce ad incanalare una sequenza di bei piazzamenti, soprattutto il 3° posto al Giro di Lombardia. Bel rinforzo per il Team Bahrein-Merida. VOTO: 6

RIGOBERTO URÁN: Da il meglio di se in autunno, mentre nel resto dela stagione pensa e corre solo in funzione del Tour De France. VOTO: 5,5

MICHAEL VALGREN: Ciclista eclettico e polivalente, riesce ad imporsi nella ”corsa della Birra”, all’Amstel Gold Race. L’età è dalla sua parte: a soli 26 anni gli si prospettano molte stagioni da correre come protagonista. VOTO: 7

ALEJANDRO VALVERDE: Sembrava fosse tornato il solito Valverde, l’eterno piazzato e mai vincente, colui che perdeva l’attimo vincente, il ‘’succhiaruote”, e non più il corridore che nelle ultime stagioni aveva fatto ricredere quasi tutti i suoi detrattori vincendo a destra e a manca. Al mondiale austriaco a risposto da gran campione qual è, ma la corsa di Innsbruck non è tenuta in considerazioni per la valutazione di queste pagelle, perciò… VOTO: 5,5

ALEXIS VUILLERMOZ: Quando gareggia insieme a Romain Bardet si adegua a lavoro di gregario, ma quando ha campo libero non riesce ad emergere. VOTO: 5
TIM WELLENS: È l’outsider per eccellenza, anche se alla sua età dovrebbero iniziare ad arrivare risultati più considerevoli. VOTO: 5,5

MICHAEL WOODS: In questo 2018 si è assistito ad una seconda giovinezza per il corridore canadese; tanti piazzamenti, soprattutto il secondo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi. VOTO: 6

Luigi Giglio

Nibali allattacco sul Poggio, dove osano le grandi aquile della Sanremo (foto Bettini)

Nibali all'attacco sul Poggio, dove osano le grandi aquile della Sanremo (foto Bettini)

22-11-2018

novembre 26, 2018 by Redazione  
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AFRICA CUP (Eritrea)

L’eritreo Sirak Tesfom (Eritel Cycling Club) si è imposto nella corsa a cronometro, circuito di Asmara, percorrendo 36 Km in 42′51″ alla media di 50.41 Km/h. Ha preceduto di 1′29″ il connazionale Debretsion e di 1′42″ il connazionale Habtemichael.

LA TAPPA DEI GIGANTI

La prima tappa in linea è dedicata ai due grandi italiani dei quali nel 2019 ricorrono il 500° anniversario della morte e il 110° della nascita, Leonardo Da Vinci e Indro Montanelli. Il finale promette scintille sulle “calde” strade toscane, con le salite del Montalbano e del San Baronto che sicuramente ispireranno diversi tentativi e toglieranno dal mazzo molti velocisti. La volata in quel di Fucecchio è probabile ma non scontata e qualche uomo di classifica potrebbe anche decidere di smuovere le acque fin da subito

Per meriti diversi sono entrambi due “Giganti” dell’Italia. Stiamo parlando dei due grandi italiani ai quali è dedicata questa tappa, Leonardo Da Vinci – a 500 anni dalla morte – e Indro Montanelli, genio della parola che, se in vita, avrebbe soffiato l’anno prossimo su 110 candeline, lui che era un coetaneo del Giro d’Italia essendo nato il 22 aprile 1909, tre settimane prima della partenza della prima edizione della Corsa Rosa, gara che da giornalista ebbe a seguire nel 1947 su mandato del Corriere della Sera. Nell’anno del loro anniversario il Giro non poteva dimenticarsi di questi due personaggi, nati a 15 Km di distanza l’uno dall’altro, e lo farà con una frazione interessante che potrebbe anche terminare allo sprint, ma con parecchi dei velocisti presenti in gruppo tagliati fuori dai giochi. Gli ultimi 55 km, infatti, presentano due salite che, da una parte, potrebbero ispirare i primi tentativi d’attacco al Giro 2019 e dall’altra potrebbero non bastare a scremare del tutto il gruppo perché qualche sprinter, di quelli resistenti, potrebbe riuscire a rimanere agganciato oppure a perdere un gruzzoletto di secondi che poi si potrebbe tentare di recuperare negli ultimi 18 Km, quando si tornerà a pedalare in pianura. Ci starebbe, quindi, anche l’arrivo solitario di un finisseur oppure quello di un piccolo gruppetto d’attaccanti, mentre i big della classifica dovrebbero trascorrere guardinghi il secondo pomeriggio di corsa, anche se qualcuno dei pretendenti al successo finale potrebbe decidere d’alzare la media sulla salita del Castra, la più impegnativa delle due che caratterizzano il tratto conclusivo del percorso. La possibilità di rischiare c’è, anche perché la prima settimana di Giro è stata disegnata con mano molto leggera e questa rappresenta una delle poche occasioni di un tentativo a sorpresa offerta dalla prima parte di gara.
Si partirà da Bologna in direzione dell’appennino ma non s’incontrerà salita nei primi 30 Km, percorrendo i quali si transiterà al cospetto di Villa Griffone, residenza negli anni giovanili di un altro grande italiano, Guglielmo Marconi, vero e proprio Leonardo Da Vinci del XXI secolo, “papà” della radio e del telegrafo. Dopo Rioveggio la strada comincerà dolcemente a prendere quota risalendo la valle del fiume Setta per portarsi nella località di villeggiatura di Castiglione dei Pepoli, nel cui territorio ricade il santuario mariano di Boccadirio, il secondo per importanza della diocesi di Bologna dopo quello di San Luca, costruito nel XVI secolo sul Monte Tavianella, nel luogo dove il 16 luglio del 1480 la Madonna era apparsa a due pastori. Poco fuori Castiglione si supererà il GPM della Serra (773 metri, 14.6 Km al 3.2%) nel punto dove, nelle viscere della montagna, oltre 400 metri più sotto transita la Grande Galleria dell’Appennino, il sedicesimo tunnel ferroviario più lungo del mondo (18.5 Km), teatro il 4 agosto 1974 della Strage dell’Italicus, attentato dinamitardo che provocò 12 morti e il ferimento di altri 48 passeggeri.
Dopo lo scollinamento si entrerà in Toscana planando nella valle del Bisenzio e giungendo quindi a Vaiano, il principale centro della valle, nel quale il 20 dicembre del 1920 nacque Fiorenzo Magni, il “terzo uomo” del ciclismo italiano degli anni 40-50, il periodo della rivalità Coppi-Bartali nel quale riuscì a conquistare tre volte il Giro d’Italia e altrettante il Giro delle Fiandre.
Si giungerà quindi sulle strade di Prato, la “capitale degli stracci” (grazie ai “cenciaioli” per secoli costruì su questi poveri tessuti la sua fortuna economica) la cui offerta turistica spazia dagli antichi monumenti del centro storico (come la basilica rinascimentale di Santa Maria delle Carceri) alle opere moderne esposte nel Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, riaperto nel 2016 dopo l’ampliamento operato dall’architetto olandese Maurice Nile.
Esattamente a metà del cammino di questa tappa il gruppo supererà il corso dell’Arno, costeggiandolo per una dozzina di chilometri nel tratto dove il fiume supera la strettoia detta “Gonfolina”, in direzione di Montelupo Fiorentino, centro presso il quale si trova la Villa Medicea dell’Ambrogiana, celebre per aver ospitato un famoso manicomio criminale, chiuso nel 2017 e nel quale furono tra gli altri ospitati il bandito sardo Graziano Mesina e gli anarchici Pietro Acciarito e Giovanni Passanante, entrambi qui ricoverati dopo aver tentato d’assassinare, in tempi diversi, Re Umberto I.
Dopo il passaggio da Montelupo il tracciato lascerà temporaneamente la zona del Valdarno Inferiore per compiere una piccola escursione collinare che porterà i “girini” ad affrontare la dolce salitella verso il borgo di Montespertoli (2.7 km al 4.9%), dove si trova il castello che appartenne all’uomo politico Sidney Sonnino (1847 – 1922) e che vi accolse alcune delle più celebri personalità della sua epoca, come il re d’Italia Vittorio Emanuele III e Gabriele d’Annunzio.
Pedalando tra i vigneti che danno il vino DOCG Chianti Montespertoli si farà quindi ritorno nel Valdarno dove, alle porte delle fasi più interessanti di gara, si attraversarà la città di Empoli, nel cui cuore si apre Piazza Farinata degli Uberti con la Collegiata di Sant’Andrea, la cui facciata di marmo fa da quinta a una delle più drammatiche scene de “La notte di San Lorenzo”, film dei fratelli Tavani del 1982 che racconta della strage avvenuta il 22 luglio del 1944 nel duomo della vicina San Miniato, colpito per sbaglio da una granata lanciata da un battaglione dell’esercito statunitense e che causò la morte di 55 civili. L’intenzione dei registi era di girare la scena proprio là dove erano avvenuti i fatti ma, per rispetto del dolore che ancora albergava nel cuore dei superstiti di quel drammatico giorno, poi si scelse di spostare la troupe in quel di Empoli.
Di lì a breve arriverà l’appuntamento con il Montalbano, la catena montuosa che separa in due settori il territorio del Valdarno e che il gruppo risalirà da uno dei suoi versanti più impegnativi, la “salita del Castra”, così chiamata dal nome della piccola frazione che si attraversa percorrendo i 5.8 Km al 6.8% di quest’ascesa. Non sarà semplice recuperare un eventuale passivo perché una volta terminata la discesa in quel di Vinci – la casa natale di Leonardo si trova in frazione Anchiano, fuori dal percorso di gara – immediatamente inizierà la salita successiva, quella di San Baronto, la più nota delle due essendo da sempre l’asperità simbolo del Gran Premio Industria e Artigianato, corsa che ha avuto tra i suoi vincitori Vincenzo Nibali (2007) e, entrambi per due volte, Damiano Cunego (2004 e 2006) e Adam Yates (2014 e 2017). I dati la dipingono come facilissima – sono 10.3 Km al 2.8% – ma è risaputo che ascese pedalabili affrontate a tutta subito dopo altre più impegnative spesso contribuiscono a dilatarne i distacchi, anche se al Giro – pur salendo dallo stesso versante – non si affronterà il ripido muro di Fornello (700 metri all’11.4%), presenza fissa al Gran Premio. Decisamente più pendenza ha la discesa che i “girini” affronteranno in discesa verso Lamporecchio (3.6 Km al 7.3%), dove inizieranno gli ultimi 18 Km pianeggianti, dai quali come un fungo spunterà, però, un ulteriore zampellotto, 2500 metri al 2.6% che termineranno alle soglie di Cerreto Guidi, borgo nel cui centro si trova un’altra villa appartenuta alla famiglia Medici, che la utilizzava solitamente durante le battute di caccia. Come quella che vedremo sul far della sera del 12 maggio 2019, con le lepri in fuga verso il traguardo di Fucecchio.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

I VALICHI DELLA TAPPA

Valico di Montepiano (704 metri). Valicato dall’ex SS 325 “di Val di Setta e Val di Bisenzio” tra Montepiano e Vernio.

Valico del Pinone (421 metri). Valicato dalla SP 10 “di Pietramarina” tra Vitolini (Vinci) e Carmignano, vi sale un versante anche da Limite sull’Arno, quello che sarà percorso dai corridori. Si tratta, infatti, della salita che sull’altimetria del Giro 2019 è quotata 424 metri e chiamata “Montalbano (Il Castra)”. La salita del Pinone vanta un precedente al Giro del 2005, quando fu inserita dal versante di Vinci nel tracciato della cronometro Lamporecchio – Firenze, vinta dallo statunitense David Zabriskie, mentre il miglior tempo nella scalata al Pinone fu del colombiano José Rujano.

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

FOTOGALLERY

Pontecchio Marconi, Villa Marconi

Santuario di Boccadirio

Prato, Basilica di Santa Maria delle Carceri e Castello dell’Imperatore

Prato, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci

Strettoia della Gonfolina

Montelupo Fiorentino, Villa Medicea dell’Ambrogiana

Montespertoli, Castello Sonnino

Empoli, la collegiata di Sant’Andrea nella più drammatica scena de “La notte di San Lorenzo” (www.davinotti.com)

Empoli, la collegiata di Sant’Andrea nella più drammatica scena de “La notte di San Lorenzo” (www.davinotti.com)

Lo scollinamento della salita del Castra

Vinci, casa natale di Leonardo

Cerreto Guidi, Villa Medicea

Fucecchio, casa natale di Indro Montanelli

Leonardo Da Vinci, Indro Montanelli e, in trasparenza, l’altimetria della seconda tappa del Giro 2019

Leonardo Da Vinci, Indro Montanelli e, in trasparenza, l’altimetria della seconda tappa del Giro 2019

20-11-2018

novembre 21, 2018 by Redazione  
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VUELTA INTERNACIONAL CICLISTA MICHOACÁN (Messico)

Il messicano Ignacio de Jesus Prado Juárez (Canel’s – Specialized) si è imposto nella sesta ed ultima tappa, Zamora de Hidalgo – Morelia, percorrendo 150.7 Km in 3h51′30″ alla media di 39.06 Km/h. Ha preceduto allo sprint i colombiani Roldán Ortiz e Castro Arismendi. Il colombiano César Nicolás Paredes Avellaneda (Medellín) si impone in classifica con 3′17″ sul costaricano Villalobos Solis e 8′15″ sul connazionale Sánchez Guarín

19-11-2018

novembre 20, 2018 by Redazione  
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VUELTA INTERNACIONAL CICLISTA MICHOACÁN (Messico)

Il colombiano Óscar Eduardo Sánchez Guarín (Canel’s – Specialized) si è imposto nella quinta tappa, Uruapan – Zamora de Hidalgo, percorrendo 188.1 Km in 4h35′38″ alla media di 40.94 Km/h. Ha preceduto allo sprint il connazionale Robinson Eduardo Chalapud Gómez e il costaricano Villalobos Solis. Il colombiano César Nicolás Paredes Avellaneda (Medellín) è il nuovo leader della classifica con 3′17″ su Villalobos Solis e 8′15″ su Sánchez Guarín

18-11-2018

novembre 19, 2018 by Redazione  
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TOUR OF FUZHOU (Cina)

L’australiano Kaden Groves (Mitchelton – BikeExchange) si è imposto nella quinta ed ultima tappa, circuito di Yong Tai, percorrendo 129.6 Km in 2h47′55″ alla media di 46.31 Km/h. Ha preceduto allo sprint il cinese Zheng e il tedesco Frahm. Il kazako Ilya Davidenok (Beijing XDS – Innova Cycling Team) si impone in classifica con 12″ sull’australiano Dyball e 21″ sul cinese Lyu.

VUELTA INTERNACIONAL CICLISTA MICHOACÁN (Messico)

Il messicano Orlando Trinidad Garibay Contreras (Tenis Stars) si è imposto nella quarta tappa, Aquila – Tepalcatepec, percorrendo 64.7 Km in 1h28′56″ alla media di 43.65 Km/h. Ha preceduto allo sprint il costaricano Villalobos Solis e lo spagnolo Sevilla Ribera. Il messicano Miguel Luis Álvarez Ayala (Esparza Training-Café del Valle) è ancora leader della classifica con 2′17″ sul colombiano Oyola Oyola e 2′19″ sul connazionale Ulloa Arevalo

17-11-2018

novembre 18, 2018 by Redazione  
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TOUR OF FUZHOU (Cina)

L’ucraino Mykhaylo Kononenko (Beijing XDS – Innova Cycling Team) si è imposto nella quarta tappa, Yong Tai – Da Yang , percorrendo 126.8 Km in 3h06′01″ alla media di 40.9 Km/h. Ha preceduto di 4″ l’olandese De Jonge e di 8″ il bielorusso Strokau. Il kazako Ilya Davidenok (Beijing XDS – Innova Cycling Team) è ancora leader della classifica con 12″ sull’australiano Dyball e 21″ sul cinese Lyu.

VUELTA INTERNACIONAL CICLISTA MICHOACÁN (Messico)

Il messicano José Gerardo Ulloa Arevalo (Tenis Stars) si è imposto nella terza tappa, Lázaro Cárdenas – San Juan de Alima, percorrendo 232 Km in 6h30′03″ alla media di 35.69 Km/h. Ha preceduto allo sprint il colombiano Oyola Oyola e il cileno Alarcón Cares. Il messicano Miguel Luis Álvarez Ayala (Esparza Training-Café del Valle) è il nuovo leader della classifica con 2′17″ su Oyola Oyola e 2′19″ su Ulloa Arevalo

16-11-2018

novembre 17, 2018 by Redazione  
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TOUR OF FUZHOU (Cina)

L’olandese Ivar Slik (Monkey Town Continental Team) si è imposto nella terza tappa, circuito di Lianjiang, percorrendo 97.1 Km in 2h15′10″ alla media di 43.1 Km/h. Ha preceduto allo sprint il kazako Ilya Davidenok (Beijing XDS – Innova Cycling Team) e l’australiano Dyball. Davidenok è il nuovo leader della classifica con 12″ su Dyball e 21″ sul cinese Lyu.

VUELTA INTERNACIONAL CICLISTA MICHOACÁN (Messico)

Il messicano Orlando Trinidad Garibay Contreras (Tenis Stars) si è imposto nella seconda tappa, Zitácuaro – Huetamo, percorrendo 166.5 Km in 3h49′25″ alla media di 43.55 Km/h. Ha preceduto allo sprint i colombiani Oyola Oyola e López Gil. Garibay Contrera è il nuovo leader della classifica con 1″ sul costaricano Villalobos Solis e 6″ sullo spagnolo Sevilla Ribera

15-11-2018

novembre 16, 2018 by Redazione  
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TOUR OF FUZHOU (Cina)

Il tedesco Leon Rohde (Heizomat Rad-Net) si è imposto nella seconda tappa, Binjiang Binhai Road – Qinjiang Manchu Village, percorrendo 115.7 Km in 2h37′27″ alla media di 44.09 Km/h. Ha preceduto allo sprint l’australiano Groves e l’olandese Van Rhee. Il cinese Xianjing Lyu (Hengxiang Cycling Team) è ancora leader della classifica con 4″ sul kazako Davidenok e 6″ sull’eritreo Tesfay

VUELTA INTERNACIONAL CICLISTA MICHOACÁN (Messico)

Il costaricano Román Daniel Villalobos Solis (Canel’s – Specialized) si è imposto nella prima tappa, Morelia – Zitácuaro, percorrendo 172.6 Km in 4h16′04″ alla media di 40.44 Km/h. Ha preceduto lo spagnolo Sevilla Ribera e il messicano Garibay Contreras. Villalobos Solis è il primo leader della classifica con 5″ su Sevilla Ribera e 9″ su Garibay Contreras

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