SONNY, E’ QUASI MAGIA. LA PARIGI – ROUBAIX PARLA ITALIANO DOPO 22 ANNI

ottobre 3, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Un’edizione autunnale ma soprattutto spettacolare della Parigi – Roubaix 2021 va in scena sul pavè nell’inferno del Nord. Pioggia, fango e appunto pavè restano simbolicamente e non nelle gambe e nel cuore di tutti i ciclisti che vi hanno partecipato e degli appassionati che li hanno seguiti. L’Italia è grande protagonista prima con Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers) che va prima in fuga insieme ad una trentina di coraggiosi per poi essere ripreso nell’attraversamento del Carrefour de l’Arbre dopo una foratura e una scivolata. A giocarsi la vittoria un terzetto con Sonny Colbrelli (Team Bahrain Victorious) che batte in una volata ristretta una delle tante promesse belghe Florian Vermeersch (Team Lotto Soudal) e Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix).

Una Parigi Roubaix autunnale, una settimana prima del Giro di Lombardia, è una delle novità più interessanti del calendario ciclistico 2021. La classica del pavè ritorna dopo quasi due anni e se ne sentiva la mancanza. Il percorso è lungo quasi 260 km ed i tratti in pavè saranno 30. A complicare il tutto, ci si aspetta una corsa fangosa dopo le precipitazioni nel nord della Francia – e già ieri nella corsa riservata alle donne se n’è visto molto, di fango. Ai nastri di partenza è presente Philippe Gilbert (Team Lotto Soudal), ultimo vincitore della corsa nel 2019, ma il campione belga dovrà fronteggiare una nutrita schiera di avversari, a cominciare dalla coppia terribile Wout Van Aert (Team Jumbo Visma) – Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix), che potrebbero andare entrambi a nozze con una sede stradale più simile a quella per una corsa da ciclocross/mtb che da ciclismo su strada. Le speranze degli italiani, peraltro alquanto flebili, ricadono su Giacomo Nizzolo (Team Qhubeka ASSOS), Sonny Colbrelli (Team Bahrain Victorious), Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers) e Matteo Trentin (UAE Team Emirates). Il primo attacco deciso dopo la partenza da Compiegne lo portavano Max Kanter (Team DSM) ed Edward Theuns (Team Trek Segafredo), che guadagnavano circa 30 secondi sul gruppo, il quale però reagiva sulla spinta del Team Deceuninck Quick Step. Il gruppo riprendeva la coppia di testa dopo 29 km. Ripartivano scatti e contro scatti con Greg Van Avermaet (Team AG2R) molto attivo. Si formava un gruppo di 31 ciclisti con all’interno ben cinque italiani: Luca Mozzato (team B&B Hotels), Daniel Oss (Team Bora Hansgrohe), Gianni Moscon (Team INEOS Grenadiers), Edoardo Affini (Team Jumbo Visma) e Davide Ballerini (Team Deceuninck Quick Step). Tra gli altri nomi interessanti, oltre al già citato Van Avermaet, vi erano quelli di Tosh Van der Sande (Team Lotto Soudal), Jasper Philipsen (Team Alpecin Fenix), Stefan Kung (Team Groupama FDJ), Max Walscheid (Team Qhubeka ASSOS), Luke Rowe (Team INEOS Grenadiers), Matteo Jorgenson (Team Movistar), Stefan Bissegger (Team EF Education Nippo) e Vegard Stake Laengen (UAE Team Emirates). Dopo 60 km il gruppone di testa aveva 1 minuto di vantaggio sul gruppo. Kung era vittima di una scivolata nell’imbocco di una rotonda e veniva riassorbito dal gruppo. Le squadre più attive all’inseguimento della fuga erano il Team Bora Hansgrohe e Team Arkea Samsic. Marco Haller (Team Bahrain Victorious) era vittima di una foratura ed era costretto a fermarsi per cambiare la ruota, perdendo così la testa della corsa come già accaduto a Kung. Il primo settore in pavè di Troivilles à Inchy veniva affrontato dal gruppo di testa con di vantaggio di 1 minuto e 50 secondi sul gruppo. Nils Politt (Team Bora Hansgrohe), secondo nel 2019 dietro Gilbert, era in coda al gruppo principale e si staccava poco dopo, dovendo dire addio ai sogni di gloria. Florian Vermeersch (Team Lotto Soudal), Luke Rowe (Team INEOS Grenadiers), Nils Eekhoff (Team DSM) e Max Walsheid (Team Qhubeka ASSOS) si avvantaggiavano nel gruppo di testa, mentre il gruppo principale all’inseguimento iniziava a spezzettarsi decisamente. Anche Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) veniva rallentato da un problema meccanico ed era costretto a rincorrere aiutato dal compagno di squadra Rickaert. In una curva verso destro, una gruppetto di quattro o cinque ciclisti cadeva e tra di loro era Peter Sagan (Team Bora Hansgrohe) che si remetteva in sella ma sembrava abbastanza dolorante e difficilmente sarebbe rientrato in gruppo. Nel successivo tratto in pavè cadeva nuovamente Kung e subito dopo Yves Lampaert, uno dei capitani della Deceuninck Quick Step. Le condizioni del tempo e i tratti di pavè ricoperti di fango confermavano che l’edizione 2021 della Parigi Roubaix sarebbe stata una corsa ad eliminazione. Walscheid era vittima di una caduta e Rowe si staccava a sua volta. In testa restavano Vermeersch ed Eekhoff. Nel gruppo principale, formato da una quarantina di unità, era ancora molto nutrita la presenza di uomini Deceuninck con Asgreen, Lampaert, Stybar e Senechal. La corsa si avvicinava verso l’undicesimo ed il dodicesimo settore in pavè, la difficile accoppiata D’Havelluy à Wallers – Trouée d’Arenberg, di quattro e cinque stelle. Un’altra rotonda era fatale per Oliver Naesen (Team AG2R) e Maximilian Schachmann (Team Bora Hansgrohe), che scivolavano entrambi. La coppia di testa affrontava il mitico settore della Foresta di Arenberga con 40 secondi di vantaggio sul primo gruppo inseguitore e 1 minuto e 50 secondi di vantaggio sul secondo gruppo inseguitore che comprendeva i big. Lo sparpaglio continuava anche nella Foresta di Arenberg con Sonny Colbrelli (Team Bahrain Victorious) e Mathieu Van der Poel attentissimi, mentre Van Aert era rallentato da una caduta di altri ciclisti. A 84 km dall’arrivo la coppia di testa veniva ripresa dal primo gruppo inseguitore. Alle loro spalle dal gruppo Van Aert-Van der Poel usciva un quartetto con Colbrelli, Guillaume Boivin (Team Israel StartUp Nation), Baptiste Planckaert (Team Intermarchè Wanty Gobert) e Jeremy Lecroq (Team B&B Hotels). A 70 km dal termine in testa restavano Walscheid, Tosh Van der Sande (Team Lotto Soudal), Jasper Philipsen (Team Alpecin Fenix), Gianni Moscon, Tom Van Asbroeck (Team Israel StartUp Nation) e Stefan Bissegger. Alle loro spalle il gruppo Colbrelli veniva raggiunto da Van der Poel. Autore di una violenta accelerazione nel settore di Tilloy à Sars-en-Rosières. Moscon accelerava nel gruppo di testa e riusciva a staccare i suoi compagni. All’entrata del terribile settore a cinque stelle di Mons-en-Pévèle il trentino aveva 35 secondi di vantaggio sugli immediati inseguitori ed 1 minuto e 10 secondi su un terzetto formato da Van der Poel, Colbrelli e Boivin. Questi tre raggiungevano Vermeersch e Van Asbroeck e sembravano ormai poter competere soltanto per il secondo posto a 35 km dall’arrivo. Ma la Parigi Roubaix è una corsa a sé stante ed a 30 km dall’arrivo Moscon era vittima di una foratura alla ruota posteriore ed era costretto a fermarsi a bordo strada per cambiare la bici grazie all’intervento della propria ammiraglia. Dopo aver ripreso la corsa, il trentino cadeva nel settore in pavè di Cysoing à Bourghelles e veniva ripreso da Van der Poel, Colbrelli e Vermeersch durante l’attraversamento del Carrefour de l’Arbre, a 16 km dall’arrivo. Colbrelli accelerava e si avvantaggiava insieme a Vermeersch e Van der Poel nei confronti di Moscon che si staccava dalla testa della corsa. A questo punto la vittoria era una questione a tre tra un belga, un italiano ed un’olandese. Era Colbrelli a vincere nel velodromo di Roubaix davanti a Vermeersch e Van der Poel. Chiudevano la top five Moscon in quarta posizione e Lampaert, che regolava il gruppetto davanti a Van Aert. L’Italia torna protagonista in una delle corse simbolo del ciclismo dopo 22 anni – l’ultima volta fu Andrea Tafi nel 1999 mentre Colbrelli dopo la vittoria dei Campionati Italiani e di quelli Europei può dire a buon diritto che il 2021 sia stata una delle annate migliori della sua carriera ciclistica.

Giuseppe Scarfone

Sonny Colbrelli vince la Parigi - Roubaix 2021 (foto: Bettini Photo)

Sonny Colbrelli vince la Parigi - Roubaix 2021 (foto: Bettini Photo)

MARK CAVENDISH IN VERSIONE ROUBAIX ALLA SPARKASSEN MÜNSTERLAND GIRO

ottobre 3, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

In una giornata eroica vissuta nella Parigi-Roubaix, anche allo Sparkassen Münsterland Giro la corsa è scoppiata da lontano con una fuga dove André Greipel (Israel Start-Up Nation) ha celebrato al meglio il suo addio alle corse in una sfida con l’eterno rivale Mark Cavendish (Deceuninck – Quick Step) il quale ha raccolto il successo finale battendo in volata Alexis Renard (Israel Start-Up Nation) e Morten Hulgaard (Uno-X Pro Cycling Team).

La sedicesima edizione della Sparkassen Münsterland Giro prevedeva come di consueto un percorso adatto ai velocisti con i suoi 188.5 chilometri da Enschede a Münster. Durante il percorso era prevista qualche breve salita, in particolare nella fase centrale di corsa col circuito da affrontare due volte attorno a Coesfeld, e un finale relativamente piatto con un brevissimo strappo che culminava a due chilometri dalla linea d’arrivo.

I favoriti principali della corsa erano Pascal Ackermann (BORA – hansgrohe) e Mark Cavendish (Deceuninck – Quick Step), che aveva la competizione interna del campione uscente Álvaro José Hodeg. Altri possibili papabili erano Danny Van Poppel (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Alberto Dainese (Team DSM) e soprattutto André Greipel (Israel Start-Up Nation) alla sua gara d’addio.

Dopo una ventina di chilometri si generava un tentativo di fuga sotto una forte pioggia con Albert Gathemann (Dauner D&DQ-Akkon), Timo De Jong (VolkerWessels Cyclingteam), Alexander Tarlton (Team Lotto – Kern Haus), Adriaan Janssen (ABLOC CT), Jakob Geßner (Selezione nazionale tedesca), Rune Herregodts (Sport Vlaanderen – Baloise) e Philipp Walsleben (Alpecin-Fenix), il quale era alla sua ultima corsa da professionista.

Sulla prima salita di giornata, il Coesfelder Berg, a un centinaio di chilometri dall’arrivo il gruppo si spezzava con una trentina di atleti tra i quali alcuni degli atleti più quotati come Hodeg, Cavendish, Ackermann e Greipel, nel frattempo in fuga si attardava Gathemann.
Nella sezione successiva il gruppo si andava a spezzare ulteriormente con solo tredici atleti nel gruppo principale, oltre ai favoriti menzionati prima, erano presenti anche Josef Černý, Iljo Keisse e Stijn Steels (Deceuninck – Quick Step), Andreas Schillinger e Rüdiger Selig (BORA – hansgrohe), Alexis Renard (Israel Start-Up Nation), Niklas Märkl (Team DSM), Martin Urianstad e Morten Hulgaard (Uno-X Pro Cycling Team).

I corridori in fuga venivano ripresi ai -65 dal gruppo dei nuovi attaccanti formando così un gruppo di 18 atleti con un minuto circa sul resto del gruppo, ristretto ad una ventina di corridori che venivano guidati da Alpecin, Wanty e Team DSM.

Sullo Schöppinger Berg, a 37 chilometri dall’arrivo, attaccava Cavendish venendo chiuso da Renard e di conseguenza dal resto del gruppo, escluso De Jong, che proprio in questo momento rimaneva vittima di una foratura. Dal gruppo si formava un quartetto inseguitore formato da Georg Zimmermann (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Nico Denz (Team DSM), Dries De Bondt (Alpecin-Fenix) e Aaron Van Poucke (Sport Vlaanderen – Baloise) che progressivamente andavano a recuperare terreno e alcuni attardati dal gruppo di testa.
Ai quindici dal termine, Cavendish attaccava nuovamente con Renard alla sua ruota, ma venivano chiusi da Märkl. La corsa a questo punto era definitivamente scoppiata con anche Greipel che provava un attacco venendo inseguito da Černý e Hulgaard, che a loro volta venivano chiusi dal resto del gruppo.

Tra gli inseguitori erano Schillinger, De Bondt, Tarlton e Keisse a provare a recuperare, ma ormai il ritardo era oltre il mezzo minuto rispetto ad un gruppo ristretto a dieci unità con Renard che provava ad andarsene in solitaria. Hodeg e Hulgaard riuscivano a chiudere su questo tentativo, con Märkl che partiva in contropiede inseguito nuovamente da Černý, le responsabilità degli inseguimenti si alternavano tra le varie squadre con in questo caso la Israel che si sacrificava con un grande lavoro di Renard. Improvvisamente era Ackermann in prima persona a provare ad attaccare, ma usciva sull’erba in una curva rallentando la sua azione, con lui c’erano Renard, Hodeg e Märkl, andando però così a consentire al gruppo di rientrare più facilmente.
A 5 chilometri dalla fine si creava un po’ di confusione con due gruppetti che si formavano, da questa situazione provava Cavendish ad attaccare con Hulgaard che si agganciava alla sua ruota rilanciando l’andatura. Dietro era il solito Renard che provava ad inseguire aiutato da Märkl, il quale però si fermava proprio pochi metri prima di chiudere il buco lasciando il lavoro sulle spalle di un Greipel che sembrava a corto di energie e quindi in versione gregario. Infatti, sullo strappo negli ultimi 2000 metri era direttamente Renard ad attaccare chiudendo sui due fuggitivi. A questo punto era Ackermann che ci riprovava attaccando ai -1400, evidentemente non sentendosi le gambe per una volata. Era ancora il lavoro del ceco Černý a consentire un fallimento di questo attacco, col tedesco che non aveva più energie e non provava nemmeno la volata. Renard lanciava lo sprint negli ultimi 150 metri con Cavendish pronto alla sua ruota a sopravanzarlo negli ultimi metri, portando quindi a casa una bellissima vittoria al termine di una corsa durissima. Renard quindi si piazzava secondo con Hulgaard terzo. Greipel terminava la sua carriera da protagonista, facendo un bel salito al pubblico di casa arrivando al traguardo al decimo posto.

Carlo Toniatti.

Il successo di Mark Cavendish al Sparkassen Münsterland Giro (Guillaume Horcajuelo/Getty Images)

Il successo di Mark Cavendish al Sparkassen Münsterland Giro (Guillaume Horcajuelo/Getty Images)

E’ ROGLIC SHOW SUL SAN LUCA. ALLO SLOVENO IL GIRO DELL’EMILIA 2021

ottobre 2, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Scatti e contro scatti già sul primo dei cinque passaggi sul San Luca rivoluzionano la corsa e rendono appassionante e combattutissimo il Giro dell’Emilia 2021. Rimane a giocarsi la vittoria un gruppetto di cinque ciclisti ed a spuntarla, grazie a uno scatto micidiale a 200 metri dall’arrivo, è Primoz Roglic (Team Jumbo Visma) che trionfa davanti a Joao Almeida (Team Deceuninck QUick Step) e Michael Woods (Team Israel StartUp Nation).

Una stagione ciclistica come al solito molto intensa, caratterizzata anche da nuove calendarizzazioni e riproposizioni di corse annullate durante la pandemia, ha la sua degna conclusione in un Ottobre che porta con sé il fresco dell’autunno ma offre allo stesso tempo competizioni ancora infuocate sulle strade. Terminato ieri il Giro di Sicilia con la bellissima vittoria di Vincenzo Nibali, ecco che in questo primo week end del mese sono di nuovo protagoniste corse storiche del calendario internazionale. Sabato il Giro dell’Emilia vedrà la consueta lotta appassionante sul San Luca, mentre domenica ritorna in versione autunnale e dopo quasi due anni una attesissima Parigi – Roubaix, con un’appendice in Germania dove si correrà lo Sparkassen Munsterland Giro. Per quanto riguarda il Giro dell’Emilia, si parte da Casalecchio di Reno e si arriva a Bologna, in cima al San Luca, dopo oltre 195 km di corsa. Il circuito cittadino del capoluogo emiliano dovrà essere percorso in totale per quattro volte con cinque scalate verso il celebre santuario, in cima al quale è posta la linea del traguardo. La novità del tracciato 2021 è l’inserimento della salita del Monte Luminasio che si affronterà dal versante di Marzabotto: cinque km molto impegnativi con pendenze quasi costantemente in doppia cifra e punte fino al 18%. Dallo scollinamento, mancheranno ancora oltre 70 km all’arrivo e circa 40 km all’ingresso nel circuito di Bologna. Sono 25 le squadre al via, di cui 14 WT ed alcune di essere sfornano roster davvero di primo livello come ad esempio il Team Jumbo Visma e il Team Deceuninck Quick Step. Sulla carta potrebbe essere una lotta proprio tra Primoz Roglic e Remco Evenepoel, ma entrambe le squadre hanno al loro interno due coppie di validissime alternative come Jonas Vingegaard, Sepp Kuss, Andrea Bagioli e Joao ALmeida. Anche l’UAE Team Emirates non starà a guardare con la coppia formata da Tadej Pogacar e Diego Ulissi in pole position. Da segnalare anche la presenza ai nastri di patenza di Aleksander Vlasov (Team Astana), vincitore nel 2020. Dopo la partenza da Casalecchio di Reno si formava la fuga di giornata grazie all’azione di nove ciclisti: Natnael Tesfatsion (team Androni Giocattoli – Sidermec), Andrea Garosio e Giovanni Carboni (Bardiani-CSF-Faizanè), Davide Bais (Team EOLO-Kometa), Joab Schneiter (Team Vini Zabù), Lorenzo Milesi Team (Beltrami TSA – Tre Colli), Matteo Baseggio (Team General Store Essegibi F.lli Curia), Paul Wright (Team Mg.k Vis VPM) e Filippo Dignani (Work Service Marchiol Vega). I fuggitivi iniziavano la salita di Ca’ Bortolani con oltre 4 minuti di vantaggio sul gruppo. Dignani si staccava sulle prime rampe della salita e così i battistrada restavano in otto, ma per poco tepo visto che dal gruppo attaccava Ide Schelling (Team Bora Hansgrohe) che prima raggiungeva Dignani e successivamente si riportava sulla testa della corsa. Allo scollinamento sul GPM di Passo Brasa, i fuggitivi avevano un vantaggio di 4 minuti e 22 secondi sul gruppo. A circa 50 km dalla conclusione, dopo lo scollinamento su Monte Luminasio, restavano in testa Carboni, Garosio, Schelling, Milesi e Bais con circa 2 minuti di vantaggio sul gruppo tirato dagli uomini del Team EF Education Nippo. I battistrada entravano nel circuito di Bologna e affrontavano la prima scalata verso il San Luca con 1 minuto e 25 secondi di vantaggio su un gruppo molto allungato e davanti al quale era molto attivo anche il Team Deceuninck Quick Step. In testa restavano Garosio e Carboni con 45 secondi di vantaggio sul gruppo. A 33 km dall’arrivo sulla coppia di testa si portavano Primoz Roglic e Sepp Kuss (Team Jumbo Visma), Adam Yates (Team INEOS Grenadiers), Remco Evenepoel e Fausto Masnada (Team Deceuninck Quick Step). Subito dietro, quando iniziava il terzultimo giro, si segnalavano Jonas Vingegaard (Team Jumbo Visma) e Joao Almeida (Team Deceuninck Quick Step). Si riportavano sul gruppo di testa, oltre che ai due ciclisti appena citati, anche Clement Champoussin (Team AG2R), David Gaudu (Team Groupama FDJ) e Michael Woods (Team Israel StartUp Nation), mentre si erano ormai staccati Garosio e Carboni, fuggitivi della prima ora. Erano 15 i secondi che il drappello di testa aveva sul gruppo inseguitore, quando mancavano 19 km alla conclusione. Gaudu restava vittima di una foratura ed anche Champoussin e Masnada si staccavano. Yates, Evenepoel, Vingegaarg, Roglic, Almeida e Woods iniziavano la penultima scalata verso il San Luca con 30 secondi di vantaggio su una coppia formata da Steven Kruijswijk (Team Jumbo Visma) e Daniel Martin (Team Israel StartUp Nation). Un attivissimo Almeida scattava un paio di volte e metteva in crisi Evenepoel e Vingegaard che si staccavano poco prima del passaggio sul traguardo che inaugurava l’ultimo giro. La coppia alle spalle rientrava però nella discesa. Evenepoel faceva un gran ritmo in discesa e Vingegaard alzava definitivamente bandiera bianca. In cinque si sarebbero contesi il Giro dell’Emilia 2021 con Evenepoel che iniziava in testa e si metteva al servizio di Almeida. Il giovane belga finiva il suo lavoro a poco più di un km dall’arrivo dopodiché iniziavano gli scatti, prima con Almeida e poi con Woods. Ma era Roglic che piazzava uno scatto mortifero, quello decisivo, a circa 200 metri dall’arrivo ed andava ad imporsi nettamente davanti ad Almeida a 3 secondi di ritardo, mentre terzo era Woods a 5 secondi di ritardo. Chiudevano la top five Yates in quarta posizione ed Evenepoel in quinta posizione. Roglic si riconferma ad altissimi livelli bissando il successo del 2019 e si candida ad essere il grande favorito per il Giro di Lombardia di sabato prossimo.

Giuseppe Scarfone

Primo Roglic vince il Giro dellEmilia 2021 (foto: Bettini Photo)

Primo Roglic vince il Giro dell'Emilia 2021 (foto: Bettini Photo)

GIRO DI SICILIA, LO SQUALO AZZANNA ANCORA

ottobre 1, 2021 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Vincenzo Nibali si aggiudica tappa finale e classifica generale della corsa di casa con un capolavoro solitario. Alle sue spalle Ravanelli e Covi completano il podio odierno, per Valverde solo secondo posto finale

Quarta ed ultima frazione dell’edizione 2021 del Giro di Sicilia, quest’oggi da Sant’Agata di Militello a Mascali per un totale di 180 km ricchi di emozioni. Percorso ricco di difficoltà altimetriche con la lunghissima ascesa verso Portella Mandrazzi nella fase centrale della tappa: anche oggi alla partenza in molti hanno velleità di vittoria e fin dalle fasi iniziali si susseguono tentativi di fuoriuscita dal gruppo. Si forma per qualche chilometro un drappello numeroso al comando composto da Andreas Leknessund (Team DSM), Filippo Fiorelli (Bardiani-CSF-Faizanè), Alvaro Cuadros (Caja Rural-Seguros RGA), Vincenzo Albanese (Eolo-Kometa), Ben King (Rally Cycling), Marco Frapporti (Vini Zabù), Iuri Filosi (Giotti Victoria Savini Due), Michele Gazzoli (Colpack Ballan), Stefano Di Benedetto (Work Service-Marchiol-Dynatek) e Matteo Zurlo (Zalf Euromobil Fior), ma il plotone resta sempre a tiro di schioppo e non lascia prendere il largo ai battistrada.
Nella breve discesa seguente l’abitato di Tindari, giunti nuovamente in circostanza di gruppo compatto, a farsi vedere è un nome pesante: Vincenzo Nibali (Trek – Segafredo) dimostra già in questa fase di avere una grande gamba oggi tentando un attacco con Romain Bardet (Team DSM), che il gruppo però si perita rapidamente di chiudere prima che inizino i 25 km di ascesa verso Portella Mandrazzi.
Iniziata la salita ci provano in diversi: a prendere un vantaggio di circa 1 minuto è un gruppetto assortito composto da Chris Froome (Israel Start – Up Nation), Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF-Faizanè), Julen Amezqueta (Caja Rural – Seguros RGA) e Joan Bou (Euskaltel-Euskadi), ai quali in un secondo momento si aggiungono anche Marco Brenner (Team DSM), Edward Ravasi (Eolo – Kometa), Riccardo Verza (Zalf Euromobil Fior) e la coppia Gazprom-RusVelo Cristian Scaroni e Roman Kreuziger.
Il grosso del plotone scollina con circa 1 minuto e mezzo di ritardo, guidato dalla Movistar a difesa della maglia rossa Alejandro Valverde. Non sono finite però le asperità di giornata: dopo la salita di Castiglione di Sicilia il gruppo si lancia verso l’ultimo GPM della corsa, Sciara di Scorciavacca, 10 Km al 7 % medio alle pendici dell’Etna. Giunti in questa fase il distacco del plotone dai battistrada è ormai nell’ordine dei 30″, è proprio in vista dello scollinamento da dietro esce un gruppetto inseguitore composto da David de la Cruz (UAE Team Emirates), Vincenzo Nibali, Alessandro Covi (UAE Team Emirates), Romain Bardet, Davide Villella e il suo capitano Alejandro Valverde (Movistar), i quali in una manciata di chilometri raggiungono e distanziano i fuggitivi di giornata.
L’attacco decisivo a questo punto è portato in discesa da un Vincenzo Nibali dei tempi migliori che si lascia alle spalle tutti i compagni di fuga e si lancia in solitaria verso il traguardo di Mascali e la conquista della classifica generale. Dietro a nulla servono i tentativi di Lorenzo Fortunato (Eolo – Kometa), rientrato in ritardo sul gruppetto al comando, e lo stesso Valverde alza ben presto bandiera bianca preoccupandosi più di chiudere gli attacchi in difesa della seconda piazza in classifica generale piuttosto che tentare di rientrare sull’eroe di casa al comando.
Per Nibali, visibilmente commosso ed emozionato dopo il traguardo, si tratta di un dolce ritorno alla vittoria dopo oltre due anni. Alle sue spalle secondo e terzo chiudono Simone Ravanelli (Androni Giocattoli-Sidermec) e Alessandro Covi, con Alejandro Valverde che riesce nell’intento di difendere il secondo posto finale davanti allo stesso Covi, da lui distanziato di soli 3 secondi.

Lorenzo Alessandri
LorenzoAle8

Vincenzo Nibali trionfa in solitaria sul traguardo di Mascali. Photo Credit: Bettini Photo

Vincenzo Nibali trionfa in solitaria sul traguardo di Mascali. Photo Credit: Bettini Photo

LA ETAPA DEL DÍA: VILLAVICIOSA – ALTO DE LA FARRAPONA (LAGOS DE SOMIEDO)

ottobre 31, 2020 by Redazione  
Filed under Approfondimenti, Copertina

La Vuelta arriva sulle Asturie per due tappe nelle quali ci si giocherà una bella fetta della vittoria finale. Entrambe sono molto impegnative, ma in particolare lo è quella odierna, forte di oltre 50 Km di salita, spesso da pedalere su pendenze importanti

Con la cancellazione della frazione del Tourmalet, è divenuta l’unico vero tappone della 75a edizione della Vuelta. Le mancano una settantina di chilometri perchè la si possa definire tappone a tutti gli effetti, ma i 170 Km che si dovranno pedalare in direzione degli spettacolari laghi di Somiedo si incontreranno così tante difficoltà che al traguardo i distacchi, se piovessero dal cielo, i distacchi si potrebbero raccogliere a palate. In tutto si dovranno affrontare poco più di 50 Km di salita suddivisi tra cinque ascese, quattro delle quali di prima categoria. Sfugge a questa classificazione solo il facile Alto de la Campa, 8.3 Km al 4% che però potrebbero rimanere nella gambe in caso di partenza a spron battuto perchè sono previsti subito dopo il via da Villaviciosa. Le altre ascese sono inserite in un costante crescendo altimetrico e si passerà così dagli 850 metri dell’Alto de la Colladona (7 Km al 6,5%) ai 1185 metri della Cobertoria (9.8 Km al 9%) per poi raggiungere i 1347 metri in vetta al Puerto de San Lorenzo (10 Km all’8.6%) e infine culminare ai 1708 metri dell’Alto de la Farrapona, il luogo dove si concluderà questa undicesima frazione. L’ascesa finale non è la più ripida della tappa, essendo la sua pendenza media complessiva del 5.7%, ma sicuramente – dopo tutto quanto affrontato in precedenza – risulterà la più esigente e selettiva poichè impegnerà i corridori per oltre 18 Km e riserverà le inclinazioni più cattive nel tratto conclusivo, 6.6 Km al 9.1% di media.

METEO

Villaviciosa : poco nuvoloso, 18.8°C (percepiti 16°C), vento moderato da SSW (14-15 Km/h), umidità al 69%
Pola de Laviana (43 Km): poco nuvoloso, 18.1°C (percepiti 14°C), vento moderato da SSW (19-27 Km/h), umidità al 65%
Pola de Lena (84.5 Km): poco nuvoloso, 21.1°C (percepiti 18°C), vento moderato da SSW (13-14 Km/h), umidità al 59%
Alto de La Farrapona (Lagos de Somiedo) : previsioni non disponibili

GLI ORARI DELLA VUELTA

Segnaliamo che la corsa non sarà seguita dalla RAI

12.15: inizio diretta su Eurosport 1 (10 minuti prima della partenza)
12.24: partenza da Villaviciosa
12.40: scollinamento Alto de la Campa
13.40-13.55: inizio salita Alto de la Colladona
13.55-14.05: scollinamento Alto de la Colladona
14.40-15.00: inizio salita Alto de la Cobertoria
15.00-15-20: scollinamento Alto de la Cobertoria
15.45-16.10: traguardo volante di Teberga e inizio salita Puerto de San Lorenzo
16.05-16.30: scollinamento Puerto de San Lorenzo
16.30-17.05: inizio salita finale
17.00-17.30: arrivo sull’Alto de la Farrapona

UN PO’ DI STORIA

L’ascesa ai laghi di Somiedo, situati nel cuore di un parco naturale istituto nel 1988 per preservare un’area di oltre 29mila ettari situata sulla Cordigliera Cantabrica, è già stata proposta in due recenti occasioni alla Vuelta, che ha inaugurato questa meta il 3 settembre del 2011, quando il primo a tagliare questo inedito traguardo fu Rein Taaramäe. Il corridore estone si impose con 25 secondi su Juan José Cobo, il corridore spagnolo che il giorno successivo conquistò la tappa con arrivo sull’Angliru levando la maglia rossa dalle spalle del britannico Chris Froome, insegna del primato che poi indosserà fino al traguardo finale di Madrid, un successo finale che otto anni più tardi sarà invalidato dall’UCI per doping, assegnando definitivamente il successo a Froome. Nel frattempo la Vuelta era ritornata sulla Farrapona nel 2014, al termine di una tappa molto simile a quella odierna (cinque colli, gli ultimi tre sono gli stessi scalati oggi) che fu conquistata dallo spagnolo Alberto Contador, che staccò di 15″ Froome consolidando ancor di più quella maglia “roja” che vestiva da una settimana e che porterà fino al traguardo finale, quell’anno eccezionalmente fissato a Santiago di Compostela.

Uno dei lagos di Somiedo e, in trasparenza, laltimetria dellundicesima tappa (www.lavanguardia.com)

Uno dei "lagos" di Somiedo e, in trasparenza, l'altimetria dell'undicesima tappa (www.lavanguardia.com)

LA TAPPA DEL GIORNO: BASSANO DEL GRAPPA – MADONNA DI CAMPIGLIO

ottobre 21, 2020 by Redazione  
Filed under Approfondimenti, Copertina

La tappa di Madonna di Campiglio inaugura la serie dei tre tapponi che decideranno le sorti del Giro d’Italia. In programma l’inedita Forcella Valbona, il Monte Bondone da un versante poco tradizionale e il Passo Durone e la non troppo difficile ascesa verso un traguardo che riaprirà nel cuore degli appassionati la ferita apertasi il 5 giugno del 1999

È il primo dei tre tapponi dell’edizione 2020 della Corsa Rosa, una tappa che qualche estimatore delle grandi frazioni di montagna ha fatto mistero di non gradire perché disegnata “al contrario”, inserendo per prime e non vicinissime al traguardo le salite più impegnative e collocando nelle fasi finale quelle più pedalabili. Le ultime due ascese, quelle meno “dotate” sono, però, le stesse che furono affrontate nel 1999 nel finale della tappa che Marco Pantani vinse poche ore prima della sua drammatica espulsione dalla corsa. La fase iniziale di quella frazione era molto più semplice di quella disegnata quest’anno e se, nonostante questo, il “Pirata” riuscì quel giorno a indovinare un’altra impresa – al traguardo si presentò un minuto prima degli altri avversari di classifica – a maggior ragione la tappa di quest’anno potrebbe essere sfruttata dagli scalatori per tentare di sovvertire l’ordine costituitosi in classifica. C’è spazio per un grande numero e cominciamo proprio dalle cifre di questa tappa, che ha in serbo 65 Km di salita e 4144 metri di dislivello, una consistente fetta del quale sarà consumata lungo la prima delle quattro salite in programma, l’inedita Forcella di Valbona (22 Km al 6.6%), giunti in vetta alla quale si saranno percorsi i primi 61 Km di questa frazione e quasi 140 Km ne mancheranno al traguardo. Terminata la successiva discesa si andrà all’attacco del mitico Monte Bondone, che sarà scalato da un versante desueto, quello di Aldeno, 20 Km al 6.8% che al Giro sono stati affrontati solamente nel 1973, quando erano ancora sterrati: a renderla impegnativa è l’alternanza delle pendenze, con tratti pedalabili intercalati ad altri più impegnativi. Dopo lo strappo del “Passo della Morte” (2.3 km al 7.7%) ci si riallaccerà al tracciato della tappa del 1999 scavalcando il Passo del Durone, che non è così “duro” come lascia intendere il nome (10.4 Km al 6%) e quindi percorrendo tutto il fondovalle della Val Rendena prima dell’ascesa finale verso Madonna di Campiglio (12.5 Km al 5.7%).

METEO

Bassano del Grappa: cielo coperto, 12°C (percepiti 11°C), vento debole da W (7 Km/h), umidità al 96%
Arsiero (39.5 Km): cielo sereno, 12.9°C (percepiti 12°C), vento debole da W (8-14 Km/h), umidità al 88%
Forcella Valbona (GPM – 61.2 Km)* : cielo sereno, 9.8°C (percepiti 8°C), vento moderato da W (10-18 Km/h), umidità al 68%
Nomi (89.2 Km) : poco nuvoloso, 17.8°C (percepiti 17°C), vento debole da WSW (6-7 Km/h), umidità al 73%
Monte Bondone (GPM – 117.5 Km) : nubi sparse, 7.1°C (percepiti 4.5°C), vento debole da WSW (6-7 Km/h), umidità al 73%, vento moderato da WSW (14-22 Km/h), umidità al 69%
Ponte Arche (traguardo volante – 154 Km) : poco nuvoloso, 17.2°C (percepiti 15°C), vento moderato da WSW (11 Km/h), umidità al 72%
Caderzone Terme (traguardo volante – 185.8 Km) : nubi sparse, 14.5°C (percepiti 12°C), vento moderato da WSW (11 Km/h), umidità al 73%
Madonna di Campiglio: nubi sparse, 8.2°C (percepiti 6°C), vento moderato da WSW (13-22 Km/h), umidità al 71%

GLI ORARI DEL GIRO

9.30: inizio collegamento RaiSport (un’ora prima della partenza)
10.30: partenza da Bassano del Grappa
11.20-11.30: passaggio da Arsiero (inizio salita Forcella Valbona)
12.15-12.35: scollinamento Forcella Valbona
12.25: inizio collegamento Eurosport 1 (a circa 61 Km dalla partenza)
13.00-13.20: passaggio da Aldeno (inizio salita Monte Bondone)
13.50-14.20: scollinamento Monte Bondone
14.00: inizio collegamento Rai2 (a circa 115 Km dalla partenza)
14.35-15.10: traguardo volante di Ponte Arche
15.05-15.45: scollinamento Passo Durone
15.30-16.15: traguardo volante di Caderzone Terme
15.35-16.20: passaggio da Pinzolo (inizio salita finale)
16.05-16.55: arrivo a Madonna di Campiglio

UN PO’ DI STORIA

Le vicende del 1999 sono oramai quasi come una “macchia” indelebile sul curriculum di Madonna di Campiglio al Giro d’Italia ed è inevitabile andarci con il pensiero e con le parole tutte le volte che la Corsa Rosa fa ritorno nella nota località di sport invernali delle Dolomiti di Brenta. È successo anche nel 2015 quando il Giro tornò a fissare un traguardo lassù, al termine di una frazione che si concluse con la vittoria dello spagnolo Mikel Landa, primo con un paio di secondi di vantaggio sul russo Jurij Viktorovič Trofimov e poco più sulla maglia rosa, il connazionale Alberto Contador. A tirare idealmente la volata al ritorno del Giro a Madonna era stato due anni prima il Giro di Polonia, la cui edizione 2013 era partita eccezionalmente dall’Italia con due tappe d’alta montagna, la prima disputata tra Rovereto e Madonna di Campiglio e la seconda con traguardo fissato al Passo Pordoi: la prima la vinse il toscano Diego Ulissi, la seconda il francese Christophe Riblon, mentre a vestire la maglia di leader della classifica alla conclusione della due giorni dolomitica fu il polacco Rafał Majka, che non sarà in grado di tenerla fino alla fine perché nel corso della gara gliela porteranno via prima lo spagnolo Ion Izagirre, poi lo stesso Riblon e infine l’olandese Pieter Weening. Tornando al Giro d’Italia Madonna di Campiglio nel 1977 era stata prescelta quale sede di partenza della 19a tappa, arrivata a San Pellegrino Terme e vinta dal faentino Renato Laghi.

Uno scorcio delle Dolomiti di Brenta e, in trasparenza, laltimetria della 17a tappa del Giro (www.campiglioimperiale.it)

Uno scorcio delle Dolomiti di Brenta e, in trasparenza, l'altimetria della 17a tappa del Giro (www.campiglioimperiale.it)

TRATNIK, ARIA DI CASA A SAN DANIELE

ottobre 20, 2020 by Redazione  
Filed under Copertina, News

Al Giro fuga doveva essere e fuga è stata dopo il secondo giorno di riposo. A San Daniele del Friuli ha la meglio Jan Tratnik (Team Bahrain McLaren) che si impone in una volata a due su Ben O’Connor (Team NTT Pro Cycling). I big di classifica – sempre con Joao Almeida (Team Deceuninck Quick Step) in maglia rosa non si danno battaglia e aspettano l’attesa tappa di domani con arrivo a Madonna di Campiglio

Dopo le fatiche di Piancavallo ed il secondo giorno di riposo, il Giro d’Italia affronta l’ultima settimana con la sedicesima tappa che si percorrerà interamente nella provincia di Udine. La partenza è proprio nel capoluogo friuliano e l’arrivo è a San Daniele del Friuli, dopo 229 km. Sono sei i GPM che in programma, i primi tre posti nella prima metà della tappa e l’ultimo, il Monte di Ragogna, che dovrà essere scalato tre volte in un circuito finale che ha tutte le caratteristiche di una classica del nord, chilometraggio compreso. Dopo la partenza da Udine, da dove non partiva Fernando Gaviria (UAE Team Emirates, trovato positivo al Covid) erano Giovanni Visconti (Team Vini Zabù KTM) e Ruben Guerreiro (Team EF Education First), finora rivali nella classifica GPM, ad animare la corsa. La coppia si dava battaglia lungo l’ascesa della Madonnina del Domm, primo GPM in programma. Era il portoghese che riusciva a scollinare in prima posizione. Nella successiva discesa alla coppia di testa si univa un folto gruppo di 24 ciclisti, tra cui spiccavano i nomi dell’enfant du pays Matteo Fabbro (Team Bora Hansgrohe), Valerio Conti (UAE Team Emirates) e Ben Swift (Team INEOS Grenadiers). A fare la parte da leone erano gli atleti dell’AG2R con ben 4 unità. All’inizio della salita del Monte Spig, seconda difficoltà altimetrica da scalare dopo una settantina di km dalla partenza, il vantaggio della fuga sul gruppo maglia rosa sfiorava i 5 minuti. Visconti si rifaceva su Guerreiro andando a transitare in prima posizione sul Monte Spig. Il vantaggio della fuga sul gruppo superava ormai i 6 minuti e mezzo. A Cividale Del Friuli, primo traguardo volante posto al km 87.8, era Andrea Vendrame (Team AG2R) a transitare in prima posizione. Il gruppo maglia rosa, tirato blandamente dal Team Deceuninck Quick Step, inseguiva ad oltre 6 minuti di ritardo. Visconti si aggiudicava anche il successivo GPM di Monteaperta, approfittando di un problema meccanico occorso a Guerreiro che lasciava il portoghese attardato. Il gruppo maglia rosa era segnalato ad oltre 8 minuti di ritardo. La prima delle tre scalate sul Monte Ragogna vedeva la bella azione di Guerreiro che dopo essere rientrato sulla testa della corsa nella discesa di Monteaperta, attaccava da solo e scollinava in prima posizione. Il gruppo dei fuggitivi si ricompattava prima della seconda scalata verso Monteaperta. Era Jan Tratnik (Team Bahrain McLaren) a rompere gli indugi ed ad attaccare con decisione lungo la seconda ascesa di Monteaperta. Lo sloveno scollinava in prima posizione seguito da un gruppetto di sette ciclisti compreso da Enrico Battaglin (Team Bahrain McLaren), Alessandro Tonelli (Team Vini Zabù KTM), Kamil Malecki (Team CCC), Ben O’Connor (Team NTT Pro Cycling), Ben Swift (Team INEOS Grenadiers), Geoffrey Bouchard (Team AG2R) e Manuele Boaro (Team Astana). A 15 km dall’arrivo Tratnik conservava 30 secondi di vantaggio sul primo gruppo inseguitore. Sull’ultima scalata di Monteaperta l’azione di Tratnik si faceva più pesante; lo sloveno riusciva a scollinare in prima posizione ma O’Connor era subito dietro di lui. A 10 km dal termine la coppia di testa aveva 45 secondi di vantaggio su un terzetto formato da Swift, Maleki e Battaglin. La coppia in testa manteneva un ritmo tale che gli inseguitori non riuscivano a rientrare e si giocavano così la vittoria di tappa. Era O’Connor ad attaccare a circa 200 metri dall’arrivo ma Tratnik riusciva a tenere testa all’australiano ed a superarlo a circa 50 metri dalla linea d’arrivo, andando così ad alzare le braccia per la prima vittoria in stagione ed in un Grande Giro. O’Connor concludeva al secondo posto con 7 secondi di ritardo dallo sloveno mentre sul gradino più basso in terza posizione si classificava Enrico Battaglin a 1 minuto e 14 secondi dallo sloveno. Relativo no contest tra i big della classifica con la maglia rosa Joao Almeida (Team Deceuninck Quick Step) che taglia il traguardo del gruppetto dei big – recuperando qualche secondo in classifica generale – con 12 minuti e 54 secondi di ritardo su Tratnik. In classifica generale il portoghese conduce con 17 secondi di vantaggio su Wilco Kelderman (Team Sunweb) e 2 minuti e 58 secondi di vantaggio su Jay Hindley (Team Sunweb).Domani nella diciassettesima tappa da Bassano del Grappa a Madonna di Campiglio, lunga 203 km, tornano di scena le grandi montagne con Forcella Valbona e Monte Bondone nella prima metà del tracciato. Infine il Passo Durone e la scalata di Madonna di Campiglio da Pinzolo completeranno il tutto per una tappa che promette spettacolo.

Giuseppe Scarfone

La vittoria di Tratnik a San Daniele del Friuli (foto Getty Images)

La vittoria di Tratnik a San Daniele del Friuli (foto Getty Images)

A TEMPLEUVE SPUNTA CALEB EWAN

agosto 17, 2020 by Redazione  
Filed under Copertina, News

La prima tappa del Tour de Wallonie va all’australiano Caleb Ewan (Lotto – Soudal), che precede allo sprint l’irlandese Sam Bennett (Deceuninck – Quick Step) ed il campione nazionale belga Tim Merlier (Alpecin – Fenix).

In questo calendario strapazzato il Tour de Wallonie è diventato un’ottima corsa di preparazione per il Tour de France, in particolar modo per le ruote veloci che possono affinare la condizione su percorsi più adatti e meno impegnativi rispetto a quelli del Critérium du Dauphiné. Non deve quindi sorprendere la presenza dei migliori velocisti sulla piazza e la prima tappa presentava una prima occasione di scontro. La seconda conseguenza di questa constatazione è un interesse decisamente generale per un gruppo compatto all’arrivo, e, dunque, pochissime possibilità per i fuggitivi. La Lotto – Soudal per Caleb Ewan, la Deceuninck per Sam Bennett e la Groupama – FDJ per Arnaud Démare, senza dimenticare la Bahrain – McClaren per Phil Bauhaus, hanno monopolizzato questa prima frazione pianeggiante, da Soignies a Templeuve per un totale di 185 chilometri. Il tentativo proposto da cinque corridori poco dopo la partenza è stato controllato senza problemi dalle squadre dei velocisti, con il gruppo che torna compatto ai meno 25 dal traguardo. E la volata è a quel punto inevitabile. L’ultimo chilometro è gestito dalla Groupama e vede Jacopo Guarnieri tirare lo sprint a Démare, ma il francese non ha la stessa brillantezza della Milano-Torino e, partendo troppo presto, viene superato dagli altri concorrenti. Caleb Ewan non ha pari negli ultimi cento metri e, pur partendo da una posizione arretrata, riesce a imporsi con una ruota di vantaggio rispetto a Bennett. Dietro di loro si piazza terzo il campione nazionale belga Tim Merlier (Alpecin – Fenix), mentre chiudono la top ten nell’ordine Arvid de Klejin ( Riwal Readynez Cycling Team), Nacer Bouhanni (Arkéa Samsic), il giovane israeliano Itamar Einhorn (Israel Start-Up Nation), Démare, Manuel Peñalver (Burgos-BH), Silvan Dillier e Clément Venturini (AG2R La Mondiale).

Paolo Terzi

Ewan vince la prima tappa del Tour de Wallonie (Getty Images)

Ewan vince la prima tappa del Tour de Wallonie (Getty Images)

« Pagina precedente