TROFEO CALVIÀ, MORGADO SI FA IL REGALO DI COMPLEANNO: VITTORIA IN SOLITARIA SU ALVAREZ. VENDRAME 7°
Inizia con spettacolo la Challenge Mallorca 2026. Antonio Morgado celebra i suoi 22 anni con il successo nella prima prova, il Trofeo Calvià, regolando allo sprint Hector Alvarez dopo una giornata di attacchi e contatti ravvicinati sulle salite dell’isola di Maiorca. Andrea Vendrame il migliore degli italiani, settimo sul traguardo di Palmanova.
Antonio Morgado (UAE Team Emirates-XRG) si è fatto il regalo perfetto nel giorno del suo 22° compleanno, conquistando la venticinquesima edizione del Trofeo Calvià, partenza e arrivo a Palmanova. Si tratta del primo successo stagionale per il portoghese e del settimo in carriera, tenendo anche conto del titolo nazionale a cronometro conquistato lo scorso anno.
Dopo una prima fase di gara controllata, la corsa si è accesa con l’attacco di Andrea Pietrobon (Polti-VisitMalta), Adne Holter (Uno-X Mobility), Jonathan Caicedo (Petrolike) ed Eivind Fougner (Unibet Rose Rockets). Salendo verso il Coll de Sóller, la principale difficoltà altimetrica del tracciato, il gruppo dei fuggitivi si è scomposto quando Pietrobon ha tentato la fuga solitaria, venendo presto ripreso da Holter, Adrien Boichis (Red Bull-BORA-hansgrohe), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost) e Leander Van Hautegem (Team Flanders-Baloise). Successivamente Pietrobon e Van Hautegem hanno perso contatto, lasciando al comando gli altri tre, che hanno accumulato poco più di un minuto di vantaggio sul gruppo.
Sulla salita del Coll de sa Coma Morgado ha deciso di muoversi in solitaria. Nonostante il trio al comando mantenesse l’accordo e il vantaggio di oltre un minuto e mezzo a meno di 30 km dall’arrivo, il portoghese non ha mollato e ha raggiunto i fuggitivi sul Coll de n’Esteva, dove è andato a formare con Hector Alvarez, che indossava la maglia della nazionale spagnola, una coppia che ha staccato tutti gli altri. A Palmanova Morgado ha avuto la meglio allo sprint sullo spagnolo, mentre Holter ha chiuso terzo a 40 secondi. Settimo Andrea Vendrame (Jayco-AlUla), migliore degli azzurri, giunto al traguardo con poco più di 2 minuti di ritardo.
Il percorso si è rivelato duro e selettivo, con continui cambi di ritmo sulle salite e condizioni meteo complicate, tra vento e pioggia, che hanno messo alla prova tutti i corridori. La collaborazione tra Morgado e Alvarez negli ultimi chilometri è stata determinante per arrivare davanti al gruppo e giocarsi il successo in volata.
Domani la Challenge Mallorca prosegue con una novità perchè il Trofeo Ses Salines-Colònia de Sant Jordi, nel programma di questa cora anche nel 2025, quest’anno si svolgerà secondo le modalità di una cronometro a squadre di 24 Km: si tratterà della prima volta nella quale si affronterà una prova contro il tempo alla corsa maiorchina.
Mario Prato

Morgado vince la prima prova della challenge maiorchina (foto Getty Images)
MILAN SFRECCIA NEL DESERTO SAUDITA, IL FRIULANO PRIMO LEADER DELL’ALULA TOUR
Vento, sabbia e velocità nel cuore dell’Arabia Saudita. L’AlUla Tour si apre con una tappa tutt’altro che scontata, segnata da ventagli e grande tensione. A dominale il deserto è il friulano Jonathan Milan che conquista la vittoria e la prima maglia di leadership
Un via col vento e un arrivo da cardiopalma nel deserto saudita: così si è aperto l’AlUla Tour 2026. Nella prima tappa di 158 km con partenza e arrivo all’AlUla Camel Cup Track, Jonathan “Jonny” Milan (Lidl-Trek) ha imposto la sua legge conquistando una vittoria di prestigio — un successo che lo proietta primo leader della classifica generale della corsa ProSeries inaugurale della stagione ciclistica. La frazione, pur su un tracciato prevalentemente pianeggiante, non è stata una passerella: i ventagli hanno spezzato il gruppo quando il vento saudita ha iniziato a soffiare con forza, costringendo le squadre a presidiare ogni movimento e a lottare per mantener viva la ruota buona. Nel corso degli ultimi 90 km si è formato un gruppo di fuga numeroso — circa 18 corridori — dove Milan si è ritrovato ben protetto da due compagni di squadra e ha potuto giocarsi la vittoria. Con il gruppo principale che inseguiva con decisione, la fuga ha comunque resistito fino ai chilometri finali, trasformando la volata in una sfida di potenza e nervi. Milan ha tagliato il traguardo con autorità, superando Milan Fretin (Cofidis) e il connazionale Matteo Moschetti (Pinarello-Q36.5), che hanno completato il podio dopo un’azione finale combattuta. Per il 25enne friulano si tratta del 26° successo in carriera da professionista e di un debutto di stagione da incorniciare: una volata ben gestita, forza pura e tempismo perfetto nei momenti decisivi della fuga, in una giornata in cui l’elevata velocità media e la “caotica” gestione del vento hanno fatto la differenza. Ora Milan veste la maglia di leader dell’AlUla Tour e guarda con fiducia alle prossime tappe, in programma fino al 31 gennaio con altri quattro giorni di corsa tra deserto e alture saudite. Con questa prima affermazione si conferma subito uno dei protagonisti da battere di questa edizione che vede al via 17 formazioni tra WorldTeam e ProTeam in cerca di gloria nella penisola araba. Domani il percorso della seconda tappa da Al Manshiyah Train Station ad Al Manshiyah Train Station di 152 km ricalca a grandi tratti quello della prima tappa visto che la strada è complessivamente pianeggiante e le insidie maggiori possono ancora essere portate dai ventagli. Milan dovrà tenere gli occhi bene aperti per indossare ancora la maglia rossa.
Antonio Scarfone

Jonathan Milan vince all'AlUla Camel Cup Track (foto: Getty Images)
CLASSICA COMUNITAT VALENCIANA, VITTORIA IN VOLATA DI DYLAN GROENEWEGEN
Dylan Groenewegen (Team Unibet Rose Rockets) vince in volata la Classica Comunitat Valenciana davanti a Paul Magnier (Team Soudal Quick Step) ed Emilien Jeanniere (Team TotalEnergies). Buon quinto posto per Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta)
La Clàssica Comunitat Valenciana giunge alla sua 42° edizione e quest’anno ritorna ad un percorso adatto ai velocisti dopo l’edizione del 2025 caratterizzata da un finale molto tecnico caratterizzato da diversi saliscendi. Il Coll de Rates e l’Alto de Turron duro furono decisivi per le dinamiche della corsa e la vittoria arrise a Marc Hirschi. Quest’anno si invertono le sedi di partenza e di arrivo: si parte da la Nucia e si arriva a Valencia dopo 200 km. Le difficoltà altimetriche sono concentrate nei primi 120 km con una serie di salite in rapida successione: Callosa d’en Sarrià, Tarbena, Coll de Rates, Gorga e Coll de Raconet de Beniarres. I velocisti dovranno stringere i denti e potranno eventualmente recuperare terreno negli ultimo 80 km, quasi completamente pianeggianti. Sono 18 le squadre alla partenza di cui cinque World Tour, dieci Professional e tre Continental. La corsa ha visto nei primi km diversi attacchi e contrattacchi che hanno portato alla fuga di giornata formata da Jokin Murguialday (Team Euskaltel – Euskadi), Samuele Zoccarato (Team MBH Bank CSB Telecom Fort) e Enzo Leijnse (Team Anicolor Campicarn). Murguialday si rialzava dopo una decina di km e lasciva in testa i due ex compagni di fuga. Zoccarato e Leijnse venivano ripresi dal gruppo a 35 km dall’arrivo. Una violenta accelerazione dell’Unibet Rose Rockets provocava alcuni frazionamenti nel gruppo a circa 30 km dalla conclusione. Il ventaglio principale in testa alla corsa era formato da una ventina di ciclisti e comprendeva alcuni tra i favoriti della vigilia come Paul Magnier (Team Soudal Quick Step), Dylan Groenewegen (Team Unibet Rose Rockets), Emilien Jeanniere (Team TotalEnergies), Amaury Capiot (Team Jaco AlUla) e Giovanni Lonardi (Team Polti VisitMalta). A 22 km dalla conclusione il vantaggio dei battistrada era di 30 secondi sul gruppo inseguitore. Quest’ultimo non avrebbe più impensierito il drappello di testa dal quale sarebbe uscito il vincitore. Nella volata tirata al meglio dagli uomini del Team Unibet Rose Rockets, Dylan Groenewegen lanciava lo sprint alla perfezione andando a vincere piuttosto nettamente davanti a Paul Magnier ed a Emilien Jeanniere mentre chiudevano la top five Elmar Reinders (Team Unibet Rose Rockets) in quarta posizione e Giovanni Lonardi in quinta posizione. Nella top ten si segnalavano anche il nono posto di Dario Igor Belletta (Team Polti VisitMalta) ed il decimo posto di Alberto Bruttomesso (Team Bahrain Victorious). Per Groenewegen si tratta della prima vittoria stagionale.
Antonio Scarfone

Dylan Groenewegen vince la Classica Comunitat Valenciana (foto: Getty Images)
MATTHEW BRENNAN VINCE A STIRLING. A JAY VINE IL TOUR DOWN UNDER 2026
Nella passerella finale di Stirling, Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) vince in volata davanti a Finn Fisher-Black (Team Redbull BORA Hansgrohe) e Tobias Lund Andresen (Team Decathlon CMA CGM). Nonostante ben tre ritiri di suo compagni di squadra a causa di una caduta, Jay Vine (UAE Team Emirates XRG) vince il TDU 2026 bissando il successo del 2023
Il Tour Down Under arriva ai titoli di coda con la quinta ed ultima tappa da Stirling a Stirling di 169.8 km. A meno di clamorose sorprese sarà poco più di una passarella per Jay Vine (UAE Team Emirates XRG) che bisserà il successo del 2023. Il percorso si snoda sul tracciato cittadino della località australiana che dovrà essere affrontato in tutto otto volte ed in quattro occasioni sulla linea d’arrivo sarà posto il gpm visto che la strada sale di 2 km con una pendenza media che sfiora il 4%. Dopo la partenza da Stirling e numerosi attacchi e contrattacchi partiva la fuga di giornata intorno al km 20 ad opera di un terzetto formato da Baptiste Veistroffer (Team Lotto Intermarché), Fabio Van den Bossche (Team Soudal Quick-Step) e Robert Stannard (Team Bahrain Victorious). Il terzetto di testa veniva raggiunto prima del primo gpm. Pepijn Reinderink (Team Soudal Quick Step) scollinava in prima posizione sul gpm di Stirling posto al km 20.8. Dopo altri attacchi si riformava un terzetto in testa alla corsa. Questa volta i promotori erano Luke Plapp (Team Jayco AlUla), Pascal Eenkhoorn (Team Soudal Quick Step) e Robert Stannard. Eenkhoorn si aggiudicava il traguardo volante di Heathfield posto al km 45.1. Plapp scollinava in prima posizione sul secondo gpm di Stirling posto al km 63.4. Pavel Novak (Team Movistar) raggiungeva la testa della corsa al km 94 mentre dopo una caduta erano costretti al ritiro Albero Dainese (Team Soudal Quick Step), Menno Huising (Team Visma Lease a Bike) e Lucas Stevenson (Nazionale Australiana). A 89 km dalla conclusione il vantaggio dei quattro battistrada era di 3 minuti sul gruppo maglia rosa tirato dagli uomini dell’UAE Team Emirates XRG. A causa delle conseguenze della caduta precedente si ritiravano anche Mikkel Bjerg e Juan Sebastian Molano (UAE Team Emirates XRG) a circa 75 km dall’arrivo. Vine restava così con due soli compagni di squadra, Adam Yates ed Ivo Olivera. Plapp vinceva il successivo gpm di Stirling posto al k 105.9. A 50 km dalla conclusione il vantaggio dei fuggitivi era sceso a meno di 2 minuti. Eenkhoorn vinceva il secondo traguardo volante di Heathfield posto al km 130.3. Un’azione solitaria di Santiago Buitrago (Team Bahrain Victorious) consentiva al colombiano di raggiungere la testa della corsa e di scollinare anche in prima posizione sul quarto ed ultimo gpm di Stirling posto al km 148.5. I vecchi attaccanti si rialzavano e venivano rimpiazzati da altri quattro nuovi attaccanti. Oltre a Buitrago facevano parte del nuovo drappello di testa Javier Romo (Team Movistar), Gal Glivar (Team Alpecin-Premier Tech) e Jefferson Alveiro Cepeda (Team Movistar). Romo si staccava e restavano in testa Buitrago, Glivar e Cepeda i quali a 2 km dall’arrivo avevano 10 secondi di vantaggio sul gruppo in forte rimonta. Il gruppo riprendeva i tre battistrada a circa 1 km dall’arrivo con le squadre dei velocisti pronte per la volata. Matthew Brennan (Team Visma Lease a Bike) era autore di un’accelerazione perentoria ed andava a vincere davanti a Finn Fisher-Black (Team Redbull BORA Hansgrohe) e Tobias Lund Andresen (Team Decathlon CMA CGM) mentre chiudevano la top five Brady Gilmore (Team NSN Cycling) in quarta posizione e Simone Velasco (Team XDS Astana) in quinta posizione. Nella top ten si segnalava anche l’ottavo posto di Edoardo Zambanini (Team Bahrain Victorious) ed il decimo posto di Andrea Bagioli (Team Lidl Trek). Dopo il secondo posto della prima tappa Brennan ottiene la sua prima vittoria stagionale mentre la classifica generale resta invariata con la vittoria del TDU 2026 di Jay Vine davanti a Mauro Schmid (Team Jayco ALUla) ed Harry Sweeny (Team EF Education EasyPost). Per quanto riguarda le altre classifiche Tobias Lund Andresen vince quella a punti, Martin Urianstad Bugge (Team Uno X Mobility) quella dei gpm, Andrea Raccagni Niviero (Team Soudal Quick Step) quella dei giovani ed infine il Team Jayco ALUla vince la classifica a squadre. L’australia sarà ancora protagonista a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio con due corse di un giorno, la Surf Coast Classic e la Cadel Evans Great Ocean Road Race.
Antonio Scarfone

Matthew Brennan vince a Stirling (foto: Getty Image)
UNA STAGIONE UAE – 14 SETTEMBRE 2025: GRAND PRIX CYCLISTE DE MONTRÉAL
Quasi due mesi dopo la vittoria al Tour i media ciclistici tornano a interessarsi a Tadej Pogacar. Lo sloveno ha nel mirino il secondo mondiale e a poco più di una settimana dall’evento si rimette in sella, dopo un lungo “digiuno”, sulle strade del Gran Premio di Montréal, dove non manca di dimostrazione che la condizione è ancora quella della Grande Boucle. Non vince, ma è protagonista con il compagno di squadra Brandon McNulty, al quale concede la vittoria dopo esser giunti assieme al traguardo e aver staccato gli avversari
POGACAR E MC NULTY SHOW: DOMINIO UAE, VITTORIA DELLO STATUNITENSE
Tadej Pogačar e Brandon McNulty dominano il GP di Montréal, dopo una corsa ricca di attacchi e selezione, i due uomini UAE hanno fatto il vuoto nell’ultimo giro: lo sloveno ha gestito la situazione e con grande generosità ha lasciato il successo al compagno di squadra statunitense. Terzo posto per Quinn Simmons, staccato di oltre un minuto.
La corsa si apre subito con grande vivacità: sette corridori provano a prendere il largo, tra cui Andrew August, Artem Shmidt e Jørgen Nordhagen. Dopo una sessantina di chilometri, però, gli attacchi si moltiplicano e un nuovo drappello di inseguitori si porta davanti, fino a formare un gruppo più folto con nomi come Alex Baudin, Mauro Schmid e Jan Tratnik. La UAE Team Emirates prende in mano la situazione e inizia a dettare un ritmo severo, riducendo progressivamente il margine degli attaccanti. Diversi protagonisti si arrendono, tra cui Victor Lafay e Lewis Askey, finché restano solo sei uomini in testa. La corsa si accende ulteriormente sulla Côte Camillien-Houde: qui si staccano corridori di rilievo come Wout van Aert e Michael Matthews, mentre Baudin tenta un allungo solitario, presto neutralizzato. Con Tim Wellens e Pavel Sivakov a guidare il forcing, il gruppo si assottiglia giro dopo giro. Persino Julian Alaphilippe deve alzare bandiera bianca. A 36 km dall’arrivo è Brandon McNulty a rompere gli equilibri: con lui si muovono Quinn Simmons, Louis Barrè e Tadej Pogačar, che rapidamente si porta al comando. Il quartetto guadagna mezzo minuto, ma Barrè non regge il passo. A 23 km dal traguardo Pogačar cambia marcia e si invola, salvo poi rallentare per attendere McNulty. I due proseguono insieme, mentre Simmons resta staccato. Il vantaggio cresce fino a superare il minuto nell’ultimo giro. Gli ultimi chilometri diventano una passerella per la coppia UAE, con lo sloveno che lascia generosamente la vittoria al compagno. Brandon McNulty taglia così il traguardo a braccia alzate, abbracciato dal campione del mondo. Simmons completa il podio, terzo a poco più di un minuto.
Antonio Scarfone

Pogacar lascia la vittoria a Mc Nulty (Photo credit: Getty Images)
UNA STAGIONE UAE – 11 SETTEMBRE 2025: COPPA SABATINI
Non c’è due senza il tre e dopo GP di Larciano e Giro delle Toscana Isaac Del Toro fa suo anche il trittico di chiusura della tre giorni toscana di fine estate. E’ ancora il messicano, infatti, a imporsi sul traguardo della Coppa Sabatini, semiclassica che finisce nella bacheca della UAE per il terzo anno consecutivo, dove che le due precedenti edizioni erano state entrambe conquistate dall’elvetico Marc Hirschi, passato alla Tudor proprio all’inizio della stagione 2025
DEL TORO TRIS: SUA ANCHE LA COPPA SABATINI
Non poteva andare meglio la campagna italiana per Isaac Del Toro (UAE), dopo la delusione del Giro è stato sicuramente un buon modo per riscattarsi sulle strade azzurre. Tre vittorie su tre, con una superiorità disarmante e vista sul Mondiale.
La fuga di giornata è partita dopo 18 Km, inizialmente compost da Samuele Zoccarato (Team Polti VisitMalta), Valentin Retailleau (Team TotalEnergies) ed Edgar Cadena Martinez (Petrolike), a cui si sono aggiunti a breve giro Jon Agirre (Euskaltel – Euskadi), Simon Dalby (Uno-X Mobility), Luca Cretti, Ben Granger, Nicolò Pizzi (Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente), Alexander Balmer (Solution Tech Vini Fantini) ed Edoardo Cipollini (MBH Bank Ballan CSB), nipote del celebre Mario. La corsa è scivolata via tranquilla sotto il controllo dell’UAE e dell’Intermarch, con gli attaccanti che percorrono in solitaria il primo tratto in linea, perdendo strada facendo Agirre e Pizzi lungo il circuito di Peccioli e presentandosi con circa 2’ di vantaggio all’ultimo passaggio dal muro di Via Greta.
Ci prova subito Benjamin Thomas (Cofidis) seguito a ruota da Isaac Del Toro e dal compagno di squadra Jan Christen (UAE); con loro ci sono anche Natnael Tesfatsion (Movistar), Richard Carapaz (EF), Marc Hirschi (Tudor), Pau Miquel (KERN), Christianh Scaroni (XDS Astana) e Alexandre Delettre (TotalEnergies), che si mettono subito all’inseguimento di Cadena e Balmer, ultimi superstiti della fuga con circa 11”. Nel frattempo rientrano anche Francesco Busatto (Intermachè) e Davide Piganzoli (Polti) quando il plotone è giunto all’inizio dell’ultimo giro.
I primi timidi tentativi sono di Christen e Carapaz, ma il lampo è sempre Del Toro, il quale viene seguito da Thomas e dal redivivo Granger, che dopo la lunga fuga è rimasto con i primi. I tre guadagnano rapidamente una ventina di secondi, sufficienti a giocarsi la vittoria sulle ultime rampe verso l’arrivo.
A 400m Del Toro si invola in solitaria, Thomas chiude terzo mentre Granger, dopo le fatiche della giornata, si deve accontentare di uno straordinario podio. Più indietro Scaroni stacca di poco Delettre, Hirschi, Carapaz, Miquel, Christen e Piganzoli.
Andrea Mastrangelo

Del Toro completa il "triplete" toscano imponendosi nella Coppa Sabatini (foto Luc Claessen/Getty Images)
LA LIPPERT VINCE A TERRE ROVERESCHE, LA REUSSER RESTA IN ROSA: LA MOVISTAR DOMINA LA SESTA TAPPA DEL GIRO D’ITALIA WOMEN
La sesta frazione del Giro d’Italia Women 2025, da Bellaria Igea Marina a Terre Roveresche, si è rivelata tutt’altro che interlocutoria. Tra fughe, scatti e risposte da leader, la Movistar Team ha messo a segno un doppio colpo: la vittoria di giornata con Liane Lippert e la conferma in Maglia Rosa per Marlen Reusser. Una tappa dal profilo movimentato che, senza rivoluzionare la classifica generale, ha comunque ristretto il cerchio delle pretendenti alla corsa rosa, alla vigilia del temuto arrivo sul Monte Nerone.
Continua a far festa la Movistar al Giro d’Italia Women, grazie alla vittoria della tedesca Liane Lippert traguardo di Orciano di Pesaro, in comune di Terre Roveresche, dove difende la Maglia Rosa di Marlen Reusser. Sul traguardo di Orciano di Pesaro, in comune di Terre Roveresche, l’ex campionessa nazionale tedesca ha anticipato di pochi secondi le olandesi Pauliena Rooijakkers (Fenix-Deceuninck) e Shirin Van Anrooij (Lidl – Trek). Il gruppo delle big ha chiuso con 1′24″ di ritardo dopo un attacco di Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) sui saliscendi del finale, tentativo che non ha colto imprerata l’elvetica Marlen Reusser (Movistar Team). La compagna di squadra della vincitrice di tappa ha così conservato la Maglia Rosa con distacchi immutati sulla Longo Borghini (2° a 16″) e sull’olandese Anna van der Breggen (Team SD Worx – Protime, 3° a ‘153″), mentre grazie al tempo conquistato grazie alla fuga odierno è risalita fino al quarto posto la Rooijakkers, ora distanziata di 2’03” dalla Maglia Rosa.
“È stata una giornata fantastica, mi sentivo bene e il team mi ha dato carta bianca — ha raccontato una sorridente Lippert —. Volevo ripagare la fiducia, e vincere su un tracciato simile a quello dell’anno scorso mi ha dato la spinta giusta. La Maglia Rosa resta il nostro obiettivo principale: siamo un gruppo unito e compatto, e per Marlen faremo tutto il necessario fino a Roma”.
Dal canto suo la Reusser ha sottolineato la buona gestione della corsa: “Mi aspettavo un attacco da parte di Elisa, ma ho reagito nel modo giusto. È stata una bella giornata per il team, e sono felice per Liane. Domani ci aspetta la salita del Monte Nerone: l’ho provata qualche mese fa, e sapere cosa ci aspetta può fare la differenza”.
La sesta tappa regala così alla Lippert la 54ª vittoria tedesca nella storia del Giro Women e il primo podio per Rooijakkers e Van Anrooij. Per il terzo anno consecutivo, è la Movistar a imporsi nella tappa numero sei della corsa rosa: dopo la Van Vleuten a Canelli nel 2023 e la stessa Lippert a Chieti nel 2024, il tris è servito.
Ora su affronterà la tappa più dura dell’edizione 2025, che scatterà da Fermignano per concludersi dopo 150 Km sul Monte Nerone. Il percorso prevede una sequenza di salite sempre più dure che culmina negli ultimi 8 chilometri con pendenze medie superiori al 9% e punte fino al 12%. Sarà la tappa chiave per la Maglia Rosa, e le scalatrici avranno l’ultima parola.
Mario Prato

Liane Lippert vince la sesta tappa del Giro d'Italia riservato alla donne (foto Luc Claessen/Getty Images)
PHILIPSEN CENTRA IL TRIS A NÎMES, GIRMAY A TERRA, LA SFIDA PER LA MAGLIA VERDE SI RIAPRE
Japer Philipsen conquista la terza vittoria al Tour de France, pareggia i successi con Biniam Girmay (Intermarché – Wanty) e grazie alla sua Alpecin – Deceuninck, soprattutto a Mathieu Van Der Poel che lo ha lanciato al meglio verso il traguardo, riapre la lotta per la maglia verde, caduto poco prima dell’ultimo chilometro Girmay, al secondo posto arriva Phil Bahaus (Bahrain – Victorious), terzo invece un redivivo Alexander Kristoff Uno-X Mobility.
Riparte il Tour de France dopo l’ultimo giorno di riposo per l’ultima settimana, non partono, invece, le azioni di fuga ed il gruppo, di fatto, resta ancora in una condizione di “riposo” lungo i chilometri che da Gruissan portano a Nîmes. Non c’è nemmeno il tanto temuto vento, caratteristico di queste zone, a farsì la tappa diventi frizzante con la formazione dei ventagli. Tutti insieme appassionatamente per una tappa che non vede nessun allungo per quasi due ore di corsa. La velocità aumenta in testa al gruppo soltanto al traguardo con punti per la maglia verde, siamo al chilometro 96, la volata la vince Bryan Coquard (Cofidis), seguito da Jasper Philipsen (Alpecin – Deceuninck), terzo Anthony Turgis (Total Energies) mentre quarto la maglia verde Biniam Girmay (Intermarché – Wanty). Il belga rosicchia quattro punti all’eritreo che conserva un vantaggio rassicurante nella speciale classifica. Dopo la sfiammata dello sprint il gruppo si ricompone, la velocità diminuisce e ne approfitta Thomas Gachignard (TotalEnergies) guadagnando in poco tempo più di due minuti sul gruppo. Il ventitreenne francese transita per primo sull’unico GPM di quarta categoria di giornata, la Côte de Fambetou. Ai meno 25 chilometri dall’arrivo Gachignard viene ripreso con le squadre dei velocisti che iniziano il valzer delle cosuete operazioni in testa al gruppo per prendere le posizioni migliori e tenere al riparo il proprio uomo veloce. In particolare sia la Uno-X Mobility sia Lotto Dstny conducono il gruppo innalzando la velocità. Una serie infinita di rotonde costringe il gruppo a fare da elastico, i treni vanno a rimescolarsi continuamente in pratica fino ai meno 2 chilometri dall’arrivo. Poco prima del triangolo rosso dell’ultimo chilometro una caduta coinvolge Marijn van den Berg (EF Education – EasyPost) ma soprattutto Biniam Girmay, l’eritreo resta a dolorante a terra e taglierà il traguardo scortato da due compagni di squadra, si spera senza conseguenze, in attesa di notizie ufficiali dalla Intermarché – Wanty. A causa della caduta il gruppo si spezza, davanti sono abilissimi ed espertissimi come sempre gli Alpecin – Deceuninck a togliersi dai guai e condurre, così con la solita eccezionale spaarata di Mathieu Van Der Poel, jasper Philipsen a conquistare il suo terzo successo al Tour de France 2024, il belga vince facile su Phil Bahaus (Bahrain – Victorious) e su Alexander Kristoff (Uno-X Mobility), quarto posto per Sam Bennet (Decathlon AG2R La Mondiale Team), quinto per Wout van Aert (Team Visma | Lease a Bike) rimasto un pò chiuso nel finale. Si riapre quindi la sfida per la classifica della maglia verde che vede sempre al comando Girmay segue Philipsen con soli 32 punti da recuperare. Nulla cambia, invece, in classifica generale con Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) sempre in maglia gialla. Domani tappa numero 17 da Saint Paul Trois Châteaux a Superdévoluy verso l’arrivo ben tre GPM di seconda, prima e terza categoria, concentrati nei 40 Km finali, che possono prevedere delle imboscate tra gli uomini di classifica.
Antonio Scarfone

Jasper Philipsen (Alpecin - Deceuninck) fa tris a Nimes (Photo Credit: Getty Images)

