CHE GIRO CHE FA A SANTA MARIA DI SALA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Grande Cima: beffa i velocisti dopo 170 km di fuga. Carapaz sempre in rosa – Cima: “Sapevo di essere veloce. Nibali vincerà il Giro” – Nibali: “Missione quasi impossibile, ma nulla è scontato” – Conti si ritira dal Giro per una cisti: è stato maglia rosa per 6 giorni (Gazzetta dello Sport)

Damiano Cima vince (in volata) la diciottesima tappa del Giro d’Italia – Giro, scaglia bici in mezzo alla strada mentre arriva il gruppo: il folle gesto (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Damiano Cima takes dramatic stage as breakaway wins again as Richard Carapaz takes step closer to Giro victory (The Daily Telegraph)

Francia

Cima piège les sprinteurs (L’Equipe)

Cima remporte la 18e étape (Le Figaro)

Spagna

Cima gana el pulso al pelotón antes de la traca final del Giro (AS)

Damiano Cima, el triunfo de la voluntad (Marca)

Cima gana una etapa agónica en el Giro antes de la decisiva montaña – Ackermann, todo un caballero en el Giro – Carapaz, antes de la traca final, “estamos muy preparados” – Rafa Carrasco: “Landa intentará atacar a Roglic”(El Mundo Deportivo)

Belgio

Ongezien! Koplopers in Giro worden opgeschrikt voor toeschouwer die een fiets op de weg gooit – Damiano Cima verrast sprintend peloton, Ackermann pakt in extremis puntentrui af van pokerende Démare – Voormalige roze trui geeft op de Giro op vier ritten van het einde (Het Nieuwsblad)

Giro: Cima résiste au retour des sprinteurs et s’offre la 18e étape, Carapaz reste en rose (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Vluchter Cima verrast sprinters in Giro – Sinkeldam: ’Dit is denk ik het einde’ – Oud-rozetruidrager Conti stapt af in Giro (De Telegraaf)

Cima zorgt voor geweldige stunt en blijft het sprintende peloton nipt voor – Sinkeldam baalt van verlies puntentrui Démare: ‘Dit is denk ik het einde’ – Oud-rozetrui­dra­ger Conti stapt niet meer op (Algemeen Dagblad)

Germania

Ackermann sprintet mit Platz zwei ins Lila Trikot – „Lokomotive von Carchi” – Ecuadorianer Carapaz in Rosa (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Cima holt sich den Etappensieg (Luxemburger Wort)

Liebesgrüße aus Carchi: Carapaz träumt vom Sieg beim Giro d’Italia – Giro d’Italia: Bob Jungels: „Ein Tag zum Vergessen“(Tageblatt)

Svizzera

Giro d’Italia: Damiano Cima widersteht den Sprintern und gewinnt die 18. Etappe – Richard Carapaz: Ein Bauernsohn aus Ecuador stellt die Hierarchie am Giro d’Italia auf den Kopf(Neue Zürcher Zeitung)

Slovenia

Po drami v finišu zmaga Cimi, ciklamna majica pa Ackermannu.(Delo)

Colombia

Damiano Cima gana la etapa 18 del Giro; López se mantiene sexto – El intenso remate de la etapa 18 del Giro de Italia (El Tiempo)

El italiano Damiano Cima le dañó el día a los velocistas en el Giro de Italia (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz avanza como líder del Giro de Italia en su nueva bicicleta rosa – Richard Carapaz recordó su primera bicicleta al recibir regalo de cumpleaños – ¡Bravo, Richard! Carapaz sigue líder, a tres carreras del final del Giro de Italia – Nibali, segundo, no sabe cómo alcanzar a Carapaz en el Giro de Italia (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Corri topolino” (Nikolas Torselli)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Treviso : cielo sereno, 23.2°C, vento debole a NNW (3 Km/h), umidità al 35%
Valdobbiadene (Km 40.8): cielo sereno, 22.2°C, vento debole a E (2-4 Km/h), umidità al 37%
Passo di San Boldo (GPM – Km 66.6): nubi sparse, 18°C, vento moderato a NE (10-14 Km/h), umidità al 43%
Lamon (GPM – Km 116.5): nubi sparse, 19.8°C, vento debole da ENE (6-10 Km/h), umidità al 41%
San Martino di Castrozza: poco nuvoloso, 13.2°C, vento moderato da NNE (15-20 Km/h), umidità al 55%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Ballan: “Le transenne moderne sono state studiate per essere fatte piatti”
Garzelli: “Se Ackermann dovesse vincere l’arrivo qui, sotto di noi”
Garzelli: “La facilità che ha vinto la Vuelta Asturie”
De Luca: “Tappa di Orbetello vinta e poi tolta da Elia Viviani”
De Luca: “Partenza da Valdora” (Valdaora)
De Luca: “La tappa più breve del Giro d’Italia, circa 30 Km, la vinse Toni Bevilacqua” (la tappa citata è la cronometro Montecatini – Prato del Giro del 1946, lunga effettivamente 30 Km, ma ce ne sono state di più corte)
Garzelli: “Con i fughi accumulati in questo momento” (chilometri di fuga)
Garzelli: “Il traguardo volanto”
Garzelli: “Le provincie e la regione veneti”
Garzelli: “Lo grande spettacolo dei corridori”
Garzelli: “Soprattutto sabito” (sabato)
Garzelli: “A tre giri dalla fine del Giro d’Italia”
Garzelli: “Vediamo questa bellissima teatro accademico”
De Luca: “Santa Maria di Sale”
Garzelli: “Si sono resi conti del pericolo”
Garzelli: “Dovrà stare attenti il gruppo”
De Luca: “Il traguardo rosso” (L’arco dell’ultimo chilometro)
Cassani: “Damiano Cunego” (Damiano Cima)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo diciottesima tappa, Valdaora / Olang – Santa Maria di Sala

1° Awet Gebremedhin
2° Paweł Poljański a 5′49″
3° Guy Niv s.t.
4° Krists Neilands s.t.
5° Scott Davies s.t.

Miglior italiano Enrico Gasparotto, 7° a 7′58″

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 17″
3° Miles Scotson a 19′19″
4° Tom Bohli a 24′17″
5° Paolo Simion a 28′08″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

7 GIUGNO 1949 – 15a TAPPA: GENOVA – SANREMO (136 Km)

IL GIRO RIPOSA A SANREMO IN ATTESA DELLE NUOVE TAPPE ALPINE – IL GIRO PUNTA ALL’IZOARD
L’ombra dell’Izoard nei pensieri dei corridori – Ieri vittoria in volata di Maggini e situazione immutata in classifica – Richiesta di Bartali per partecipare al Tour – Dal livello del mare a quota 2360
Coppi e Bartali domani e venerdì pronti a scatenare la lotta decisiva – Un interrogativo che appassiona: chi riuscirà vincitore sugli alti valichi?

Villa Farsetti illuminata di rosa in occasione dellarrivo del Giro a Santa Maria di Sala (sport.sky.it)

Villa Farsetti illuminata di rosa in occasione dell'arrivo del Giro a Santa Maria di Sala (sport.sky.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como
16a tappa: Lovere – Ponte di Legno
17a tappa: Commezzadura (Val di Sole) – Anterselva / Antholz

ACKERMANN NON RIESCE A SCAVALCARE CIMA, LA FUGA VINCE SUL GRUPPO

Damiano Cima (Nippo Vini Fantini) vince a sorpresa a Santa Maria di Sala dopo una fuga di oltre 150 km formata anche da Nico Denz (AG2R La Mondiale) e Mirco Maestri (Bardiani CSF). Il corridore bresciano ha la meglio, in un finale al cardiopalma, sul gruppo in forte rimonta regolato in seconda posizione da Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe). Richard Carapaz (Movistar) resta in maglia rosa alla vigilia delle ultime tre tappe dove dovrà difendere la leadership dagli attacchi dei più immediati inseguitori

A Santa Maria di Sala si giunge dopo 222 km da Valdaora ed i ciclisti dovranno affrontare un solo facile GPM di quarta categoria posto al km 118. La diciottesima tappa del Giro 2019, favorevole quindi ai velocisti, apre una parentesi nella lotta per la maglia rosa che riprenderà domani e riserverà gli ultimi fuochi d’artificio sabato e domenica. Ma oggi un’altra lotta avrà luogo ed è quella per la maglia ciclamino perchè Arnaud Démare (Groupama FDJ) ha un vantaggio di soli 13 punti su Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe) e l’arrivo di Santa Maria di Sala deciderà molto probabilmente chi vincerà la classifica a punti. Dopo la partenza – senza Valerio Conti (UAE Team Emirates), unico non partente – erano molti i tentativi per portare via la fuga di giornata. Soltanto dopo una quarantina di chilometri riuscivano in tre ad evadere definitivamente: Nico Denz (AG2R), Mirco Maestri (Bardiani CSF) e Damiano Cima (Nippo Vini Fantini). La fuga raggiungeva un vantaggio di circa 4 minuti dopo un’ottantina di chilometri. Erano in particolare Bora Hansgrohe e Israel Cycling Academy ad impegnarsi nell’inseguimento. Cima scollinava in prima posizione sul GPM di Pieve d’Alpago, poi la fuga superava i 6 minuti di vantaggio a 100 km dall’arrivo. Maestri si aggiudicava il primo sprint intermedio di Conegliano, posto al km 159.5, quando il gruppo aveva ridotto il distacco a meno di 3 minuti. Cima transitava in testa al successivo sprint intermedio di Scorzè, posto al km 205.1, quando mancavano ormai meno di 20 km all’arrivo e le squadre dei velocisti davano l’accelerata finale per raggiungere i tre di testa. A 16 km dall’arrivo il terzetto in fuga aveva ancora 2 minuti e 5 secondi di vantaggio. Dimension Data e Deceuninck-Quick Step davano man forte a Bora Hansgrohe e Israel Cycling Academy. A 9 km dal termine il gruppo, in lunga fila indiana, doveva recuperare ancora 1 minuto sul terzetto di testa. Sotto l’arco dell’ultimo chilometro i tre avevavo meno di 20 secondi di vantaggio, la volata da dietro era già praticamente lanciata ma Cima riusciva a resistere fin sul traguardo all’imperioso ritorno del gruppo. Il ciclista della Nippo Vini Fantini riusciva ad avere la meglio su Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe) e Simone Consonni (UAE Team Emirates), ottenendo così la vittoria più prestigiosa della sua carriera. Ackermann, pur arrivando secondo e vistosamente contrariato sulla linea del traguardo, prende comunque la maglia ciclamino grazie ad una brutta volata di Démare, che termina soltanto ottavo. La classifica generale non cambia con Richard Carapaz (Movistar) che conduce con 1 minuto e 54 secondi su Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) e 2 minuti e 16 secondi su Primož Roglič (Jumbo Visma). Domani è in programma la diciannovesima tappa da Treviso a San Martino di Castrozza. Sono 151 i chilometri che i ciclisti dovranno affrontare con tre GPM spalmati sul percorso. Si tratta di salite tutto sommato non durissime e concentrate negli ultimi 90 km. È una tappa certamente meno impegnativa di quella della Croce d’Aune di sabato ma la fatica già accumulata dai ciclisti è tanta e vedremo se i big – in particolare Nibali e Roglič – si inventeranno qualcosa per impensierire Carapaz, che sembra ormai aver già ipotecato il Giro 2019.

Giuseppe Scarfone

ORDINE D’ARRIVO

1 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:56:04
2 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
3 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
4 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep
5 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
6 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
7 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
8 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
9 Sean Bennett (USA) EF Education First
10 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
11 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
12 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
13 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
14 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
15 Josef Cerny (Cze) CCC Team
16 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
17 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
18 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
19 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
20 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
21 José Rojas (Spa) Movistar Team
22 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
23 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb
24 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
25 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
26 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
27 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
28 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
29 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
30 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team
31 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
32 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
33 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
34 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
35 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
36 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
37 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos
38 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
39 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
40 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
41 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
42 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
43 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
44 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
45 Victor De La Parte (Spa) CCC Team
46 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
47 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep
48 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
49 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
50 Tanel Kangert (Est) EF Education First
51 Joe Dombrowski (USA) EF Education First
52 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
53 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
54 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
55 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
56 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
57 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:00:09
58 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
59 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
60 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
61 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
62 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
63 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
64 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
65 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF
66 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
67 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
68 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott
69 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
70 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
71 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
72 Amaro Antunes (Por) CCC Team
73 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
74 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
75 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma
76 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
77 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
78 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep
79 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:00:15
80 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:00:17
81 Sebastian Henao (Col) Team Ineos
82 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
83 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
84 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
85 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
86 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
87 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
88 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
89 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
90 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
91 Christian Knees (Ger) Team Ineos
92 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
93 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 0:00:23
94 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 0:00:48
95 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
96 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
97 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
98 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
99 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
100 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
101 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
102 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
103 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
104 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
105 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
106 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
107 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
108 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma
109 Nathan Brown (USA) EF Education First
110 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF
111 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
112 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 0:01:00
113 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
114 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 0:01:02
115 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
116 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 0:01:15
117 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 0:01:18
118 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 0:01:42
119 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 0:01:48
120 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
121 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:03:36
122 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
123 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:03:52
124 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
125 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
126 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 0:04:17
127 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:04:32
128 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 0:04:48
129 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
130 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:05:28
131 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:06:11
132 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data
133 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
134 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
135 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
136 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
137 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
138 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
139 Scott Davies (GBr) Dimension Data 0:08:20
140 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
141 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
142 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 79:44:22
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:54
3 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:16
4 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:03:03
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:07
6 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:06:17
7 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:06:48
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:07:13
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:08:21
10 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:08:59
11 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:09:20
12 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:10:32
13 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:51
14 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:15:44
15 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:19:45
16 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:23:43
17 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:25:26
18 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:26:05
19 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:26:12
20 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:28:42
21 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:32:42
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:37:20
23 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:44:03
24 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:46:45
25 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:47:43
26 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:49:28
27 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:50:23
28 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:50:45
29 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:58:05
30 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 1:01:15
31 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:02:59
32 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 1:03:03
33 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 1:06:13
34 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:06:17
35 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:08:44
36 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:09:23
37 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:09:37
38 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:11:58
39 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:13:58
40 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:14:07
41 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:14:45
42 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:19:14
43 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:19:48
44 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:19:55
45 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:20:56
46 José Rojas (Spa) Movistar Team 1:29:26
47 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:30:48
48 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:32:22
49 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:36:03
50 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:36:43
51 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:37:36
52 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:37:38
53 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:39:29
54 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:39:34
55 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 1:40:34
56 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:42:24
57 Amaro Antunes (Por) CCC Team 1:44:11
58 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:44:29
59 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:44:44
60 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 1:51:46
61 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 1:53:52
62 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 1:55:02
63 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 1:56:42
64 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:59:28
65 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:03:34
66 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:06:25
67 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 2:09:20
68 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 2:14:44
69 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 2:17:47
70 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:18:24
71 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:18:29
72 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:19:22
73 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 2:20:49
74 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:21:08
75 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 2:23:46
76 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:25:39
77 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 2:27:06
78 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:29:19
79 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 2:29:38
80 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:29:48
81 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 2:30:29
82 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 2:32:00
83 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 2:32:43
84 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 2:37:55
85 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 2:38:59
86 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 2:40:17
87 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 2:41:41
88 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 2:43:34
89 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:45:42
90 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 2:53:23
91 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 2:53:38
92 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 2:59:12
93 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 3:01:24
94 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 3:02:45
95 Christian Knees (Ger) Team Ineos 3:03:30
96 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 3:04:01
97 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:04:57
98 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 3:11:39
99 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:14:41
100 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:16:52
101 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 3:17:32
102 Chad Haga (USA) Team Sunweb 3:17:34
103 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 3:17:58
104 Sean Bennett (USA) EF Education First 3:18:48
105 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:21:43
106 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 3:24:03
107 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 3:24:39
108 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 3:25:29
109 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 3:26:26
110 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 3:27:29
111 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 3:29:58
112 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:30:33
113 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 3:30:47
114 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 3:30:56
115 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 3:35:17
116 Josef Cerny (Cze) CCC Team 3:36:55
117 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:44:23
118 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 3:48:40
119 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 3:51:25
120 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 3:51:31
121 Scott Davies (GBr) Dimension Data 3:51:51
122 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 3:53:08
123 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 3:58:00
124 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 4:00:05
125 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 4:01:57
126 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 4:04:26
127 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 4:04:47
128 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 4:06:01
129 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 4:06:06
130 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 4:07:31
131 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 4:10:00
132 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 4:12:36
133 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 4:15:01
134 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 4:22:10
135 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 4:26:26
136 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:28:40
137 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:29:22
138 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 4:31:28
139 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 4:35:43
140 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 4:39:34
141 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 4:44:32
142 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 5:03:34
143 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:03:51

Cima esulta e Ackermann impreca al termine della più appassionante tra le frazioni destinati ai velocisti del Giro 2019 (foto Bettini)

Cima esulta e Ackermann impreca al termine della più appassionante tra le frazioni destinati ai velocisti del Giro 2019 (foto Bettini)

LA QUINTESSENZA DELLA VOLATA

Tappa più veloce di questa non si poteva concepirla. L’intero percorso è stato progettato come una lenta e costante discesa dai monti alla pianura, anche se in paio di non rilevanti occasioni interverranno a interromperla due facili ascese che non turberanno le squadre dei velocisti. Se le fatiche fin qui accumulate non avranno pesato troppo, oggi si avrà gioco facile nell’andare a rintuzzare la fuga di giornata e poi a preparare l’ultimo arrivo allo sprint del Giro 2019.

Forse non c’è nessuna frazione, tra quelle riservate ai velocisti in questa edizione del Giro, che meglio incarna il significato di “volata”. Perché la diciottesima tappa della 102a edizione della Corsa Rosa volata è in ogni suo aspetto, complice un’altimetria che è un invito alla velocità per il suo disegno che si può tradurre in una discesa quasi costante dalla montagna alla pianura, con la sola intrusione di due facilissimi tratti in salita, collocati molto distanti da un traguardo che, considerate queste peculiarità, molto difficilmente sfuggirà agli sprinter, oggi impegnati nella caccia all’ultima opportunità di vittoria offerta loro dal tracciato. Sorprese son sempre da mettere in conto perché le fatiche fin qui accumulate e squadre che portebbero essersi ridotte nei ranghi strada facendo sono elementi che potrebbero giocare a sfavore delle formazioni che saranno impegnate nell’inseguimento ai fuggitivi di giornata.
La tappa scatterà da Valdaora e nei chilometri iniziali proporrà la lenta risalita del tratto terminale della Val Pusteria in direzione della Sella di Dobbiaco, valico di notevole importanza in ambito geografico poiché costituisce lo spartiacque tra il bacino dell’Adriatico e quello del Mar Nero, verso il quale scendono le acque della Drava, l’affluente del Danubio che ha le sue sorgenti nel parco naturale che preserva il versante settentrionale delle Tre Cime di Lavaredo.
Alle porte di Dobbiaco si abbandonerà la Val Pusteria e, cambiata bruscamente direzione, si risalirà la Val di Landro, dove si transiterà ai piedi dell’omonimo forte, costruito nel 1880 dagli austriaci lungo la Via di Alemagna, all’epoca una delle principali strade d’accesso ai paesi di lingua tedesca dalla pianura padana. Costeggiato il piccolo lago di Landro si andrà quindi a superare il più facile tra i valichi dolomitici, il docilissimo Passo di Cimabanche (15 Km al 2.3%), in vetta al quale Benito Mussolini fece costruire durante la Seconda Guerra Mondiale uno sbarramento militare inserito nel complesso del Vallo Alpino in Alto Adige e costituito da sei bunker che avrebbero dovuto proteggere l’Alto Adige in caso di invasione nazista dall’Austria. Si planerà quindi nella conca ampezzana giungendo all’inizio del primo dei due lunghi tratti di discesa sulle strade della celeberrima Cortina d’Ampezzo, che offre anche piccole perle artistiche come la Basilica dei Santi Filippo e Giacomo e la Casa delle Regole, al cui interno si trova un interessante museo d’arte moderna. I chilometri successivi vedranno i “girini” pedalare in direzione del Cadore, dove il percorso transiterà alle porte del centro principale di questa storica regione, Pieve di Cadore, conosciuta agli amanti della storia dell’arte per esser stato il paese natale di Tiziano Vecellio, la cui casa è uno degli edifici più fotografati dai turisti assieme al Palazzo della Magnifica Comunità. La discesa si farà più concreta dopo il passaggio da Perarolo, dove il percorso costeggerà il tratto della linea ferroviaria Belluno-Calzalzo che nel 1965 fu oggetto di alcune riprese de “Il colonnello Von Ryan”, film statunitense diretto dal regista canadese Mark Robson e il cui ruolo principale, quello del colonnello del titolo, fu interpretato da Frank Sinatra. Ripresi i connotati di una lenta planata, la corsa giungerà quindi sulle strade di Longarone, città dall’aspetto forzatamente moderno a causa della quasi totale distruzione provocata dal disastro del Vajont (9 ottobre 1963) e dalla quale si salvarono ben pochi edifici, come il campanile della chiesa di Pirago e Palazzo Mazzolà, odierna sede municipale. Transitati nei pressi del monumentale cimitero che ricorda le vittime del Vajont si proseguirà in direzione della conca dell’Alpago, sul cui fondo si adagia il Lago di Santa Croce, il più vasto tra quelli situati interamente in territorio veneto, di origine naturale ma le cui dimensioni furono aumentate artificialmente negli anni ’30 del secolo scorso. Prima di giungerne sulle rive si dovrà superare la seconda e ultima ascesa prevista dal tracciato di questa frazione, sulla carta la più impegnativa anche se non faranno certamente paura a nessuno i 6 Km al 5.2% che condurranno a Pieve d’Alpago, il principale centro di quest’area conosciuta anche per la Foresta del Cansiglio, sfruttata sin dall’epoca della Serenissima e ancora oggi i suoi faggi sono utilizzati per produrre i remi delle gondole che solcano i rii di Venezia. Superata con un modesto zampellotto la Sella di Fadalto, inizierà il secondo e ultimo tratto di discesa – potrebbe rivelarsi insidioso in caso di pioggia, come capitò sotto il diluvio nella tappa di Treviso del Giro del 2013 – che deporrà il gruppo sulle strade della Pianura Padana, raggiunta dopo il passaggio da Vittorio Veneto, cittadina storicamente legata alla battaglia che pose termine alla Prima Guerra Mondiale e nata nel 1896 dalla fusione dei preesistenti centri di Serravalle e Cèneda, dove si trova la Loggia del Cenedese, oggi sede di un museo dedicata alla battaglia. Mancheranno a questo punto 80 Km al traguardo e nessuno di questi proporrà più “varianti” altimetriche che non siano la pianura. Procedendo costantemente sul velluto si toccherà Conegliano, uno dei centri più importanti dell’area del Prosecco dove si può abbinare l’ebbrezza del vino a quell’arte, con le opere di Cima da Conegliano e Giovanni Bellini, il panoramico castello del Colle di Giano e l’affrescata facciata del Duomo, edificio che visto da fuori ha l’aspetto di palazzo e non di chiesa.
Superato il corso del Piave sul Ponte della Priula si giungerà quindi a Spresiano, il comune della Marca Trevigiana dove è in corso di costruzione il più grande velodromo d’Italia, che dovrebbe essere pronto nella primavera dell’anno prossimo e che potrà accogliere fino seimila spettatori. Nel tratto successivo si “bypasserà” la città di Treviso tagliando nella fascia pianeggiante a ovest della cittadina veneta dove si andrà a toccare Paderno, frazione del comune di Ponzano Veneto che fino al 2010 ha ospitato una corsa ciclistica riservata ai dilettanti, della quale si sono state disputate 38 edizioni e che è stata conquistata tra gli altri da Elia Viviani e Sonny Colbrelli. Incontrato anche il corso del fiume Sile si arriverà a Scorzè, comune presso il quale nel 2006 è stata istituita l’area naturale dell’Oasi Todori, attrezzata con una pista ciclabile che in futuro dovrebbe essere prolungata fino al Parco del Laghetti di Martellago.
Le battute conclusive di quest’ultima frazione tranquilla vedranno il gruppo transitare per Noale, dove la medioevale Rocca dei Tempesta “sorveglierà” il passaggio della carovana rosa dalla città sede dell’azienda motociclistica Aprilia, quasi un invito a quella velocità che in questo frangente di corsa comincerà ad aumentare vertiginosamente in vista dell’ultimo sprint del Giro 2019.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Dobbiaco (1209 metri). Sfiorata dal percorso di gara a una quindicina di chilometri dal via, separa le Dolomiti dalle Alpi dei Tauri occidentali, quasi totalmente ricadenti in territorio austriaco. Nota anche con i toponimi tedeschi di Toblacher Sattel e Toblacher Feld, è attraversata dall’ex SS 49 “della Pusteria” nei pressi dell’omonima località.

Passo di Cimabanche (1529 metri). Quotato 1530 sulle cartine del Giro, separa i massicci dolomitici del Cristallo e della Croda Rossa d’Ampezzo. Valicato dalla SS 51 “di Alemagna” tra Carbonin e Cortina d’Ampezzo, è stato inserito in diverse occasioni nel percorso del Giro d’Italia ma non ha mai ospitato traguardi della montagna.

Sella di Fadalto (489 metri). Separa il Col Visentin dal Cansiglio ed è valicata dalla SS 51 “di Alemagna” tra il lago di Santa Croce e Negrisiola (Vittorio Veneto). È quotata 488 sull’atlante stradale del TCI e 487 sulle cartine del Giro. Il Giro vi è transitato spesso, senza mai effettuare traguardi GPM.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Sella di Dobbiaco

Forte di Landro (tripadvisor.com)

Forte di Landro (tripadvisor.com)

Forte di Landro (tripadvisor.com)

Lago di Landro

Cortina d’Ampezzo, Casa delle Regole (a sinistra) e basilica dei Santi Filippo e Giacomo

Pieve di Cadore, Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore

Perarolo di Cadore, scena del film “Il colonnello Von Ryan” girata lungo la linea ferroviaria Belluno-Calalzo (www.davinotti.com)

Perarolo di Cadore, scena del film “Il colonnello Von Ryan” girata lungo la linea ferroviaria Belluno-Calalzo (www.davinotti.com)

Longarone, Palazzo Mazzolà

Fortogna di Longarone, cimitero monumentale dedicato alle vittime del Vajont

Lago di Santa Croce

Vittorio Veneto, Loggia del Cenedese

Conegliano, duomo

Spresiano, l’area in cui sorgerà il velodromo

Scorzè, Oasi Todori

Noale, Rocca dei Tempesta

Santa Maria di Sala, Villa Farsetti

Le Dolomiti e la pianura veneta viste dall’aereo e, in trasparenza, l’altimetria della 18° tappa del Giro 2019 (www.verticalmente.net)

Le Dolomiti e la pianura veneta viste dall’aereo e, in trasparenza, l’altimetria della 18° tappa del Giro 2019 (www.verticalmente.net)

CHE GIRO CHE FA AD ANTERSELVA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Ad Anterselva numero di Peters! Carapaz guadagna 7″ su Nibali – Nibali: “Oggi non ero proprio in giornata. Alla fine va bene così” – Nibali: “Carapaz? Mi aspettavo lo scatto, ma oggi…” (Gazzetta dello Sport)

Giro d’Italia, Peters vince la tappa, Carapaz stacca Nibali e Roglic (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Richard Carapaz extends lead at Giro d’Italia after Nans Peters wins his first professional race from a breakaway (The Daily Telegraph)

Francia

Deuxième victoire française par Nans Peters – Nans Peters : «Une délivrance» – Vuillermoz «Un énorme merci» – Sivakov «J’ai limité les dégats» (L’Equipe)

Giro: le Français Nans Peters s’impose (Le Figaro)

Spagna

Landa hace flaquear a Nibali y Roglic y se acerca al podio (AS)

Landa se lanza a por el podio del Giro (Marca)

Landa se acerca más al podio y Carapaz reafirma su liderato – Las opciones de Mikel Landa de pisar el podio del Giro – “El podio se va aclarando y se ve que Roglic no va tan fino” (El Mundo Deportivo)

Belgio

Belgen rijden zich in de kijker maar ritwinst in Giro voor jonge Fransman (Het Nieuwsblad)

Giro: le Français Nans Peters (AG2R La Mondiale) remporte à Anterselva la 17e étape (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Fransman draait iedereen een loer in Giro – Carapaz: ’Dat ik nu de roze trui heb, is voor iedereen een verrassing’ (De Telegraaf)

Carapaz verstevigt voorsprong, Peters soleert naar zege – ‘Heel tekenend, een zwak moment van Nibali’ (Algemeen Dagblad)

Germania

Carapaz baut Vorsprung beim Giro d’Italia aus (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Jungels attackiert, bleibt aber chancenlos (Luxemburger Wort)

Giro d’Italia: Bob Jungels: “Ein Tag zum Vergessen” (Tageblatt)

Svizzera

Richard Carapaz setzt am Giro d’Italia einen weiteren Nadelstich (Neue Zürcher Zeitung)

Peters s’impose, Carapaz reste leader(24 Heures)

Slovenia

Roglič užival ob slovenskih zastavah, a spet izgubil nekaj sekund (Delo)

Colombia

López se recuperó, ganó un puesto y sube en la general del Giro – El coraje de López y Chaves en el Giro – ‘No ganamos mucho, pero algo es algo’: López – El motivo por el que Chaves quería ganar la etapa – El Giro de Italia no es solo una carrera de bicicletas – El nuevo objetivo de ‘Supermán’ López en el Giro (El Tiempo)

Esteban Chaves fue figura en la etapa 17 del Giro de Italia – Esteban Chaves, segundo en la etapa 17 del Giro de Italia (El Espectador)

Ecuador

¡Carapaz, a cuatro etapas de ganar el Giro de Italia! – Richard Carapaz mantiene el liderato y está a cuatro etapas de ganar el Giro de Italia – Las etapas que faltan y las posibilidades de Richard Carapaz para ganar el Giro de Italia 2019 (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Il padrone della festa” (Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Max Gazzè)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Valdaora : poco nuvoloso, 12°C, vento moderato da N (17-21 Km/h), umidità al 83%
Cortina d’Ampezzo (Km 44.9): poco nuvoloso, 13.2°C, vento moderato da N (14-20 Km/h), umidità al 53%
Longarone (Km 98.4): nubi sparse, 17.9°C, assenza di vento, umidità al 56%
Conegliano (Sprint – Km 159.5): nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 21.1°C, vento debole da SSW (10 Km/h), umidità al 58%
Santa Maria di Sala: poco nuvoloso, 21°C, vento moderato da S (10-12 Km/h), umidità al 58%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Saligari: “Traguardo situato sullo stadio del biathlon”
Genovesi (in crisi di freddo): “Al processo ci arrivo alla salma”
Garzelli: “È già il seconda volta”
De Luca: “Nelle immediate spalle della maglia rosa vediamo Nibali e Caruso”
Garzelli: “Condizione ideale per andare a centrare la giornata”
Garzelli: “Mantellita inzuppata d’acqua”
Garzelli: “I 17 davanti transita in doppia fila”
De Luca: “Gli avevano fregato la Mercedes della macchina”
De Luca: “La maratona che si svolgiava alle olimpiadi”
Cassani: “Compagni di squadria”
Pancani: “La fuga non preoccupa i corridori che occupano i vertici della classifica”
De Luca: “Stanno transennando per Bressanone”
Garzelli: “Ha sette minuti di vantaggio nel rispetto del gruppo”
Garzelli (ricordando la caduta di Bakelants al Giro di Lombardia 2017): “È caduto dal fuoristrada nel precipizio”
Garzelli: “Sette costole rotti”
Garzelli: “Oggi andrà ad assaggiare la temperatura di Carapaz”
Garzelli: “Bouwman sarebbe stato meglio stare con il suo capitano”
Garzelli: “Vediamo se dalle ruote riuscirà a rientrare Masnada”
Garzelli: “Guadagnare qualcosa nel rispettio della maglia rosa”
Garzelli: “Rientra la collaborazione tra gli uomini Bahrain”
Franzelli: “Questa maglia che conferma sempre più solida sulle tue spalle”

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo diciassettesima tappa, Commezzadura (Val di Sole) – Anterselva / Antholz

1° Marco Canola
2° Pascal Ackermann s.t.
3° Rüdiger Selig s.t.
4° Michael Schwarzmann a 13″
5° Josef Černý a 33″

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 17″
3° Miles Scotson a 13′25″
4° Tom Bohli a 18′54″
5° Paolo Simion a 22′57″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

6 GIUGNO 1949 – 14a TAPPA: MONTECATINI TERME – GENOVA (228 Km)

COLPO A SORPRESA DEI FRATELLI ROSSELLO NEL FINALE DELLA MONTECATINI-GENOVA
Pedroni si incunea al secondo posto fra i due corridori di Savona – Pasotti primo al Bracco – A Logli la tappa volante di Chiavari – Gravi incidenti all’arrivo – Giuseppe Ambrosini* ed altri colleghi colpiti dalla polizia

* Fondatore de “Il Guerin Sportivo”, al seguito del Giro del 1949 per “La Stampa”, l’anno successivo sarà nominato direttore della “Gazzetta dello Sport”

Lo stadio del biathlon di Anterselva illuminato di rosa in occasione dellarrivo del Giro (www.bikenews.it)

Lo stadio del biathlon di Anterselva illuminato di rosa in occasione dell'arrivo del Giro (www.bikenews.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como
16a tappa: Lovere – Ponte di Legno

LANDA SUGLI SCUDI, CARAPAZ FA LA FORMICA

Ancora una volta da una fuga cui la Movistar ha concesso spazio esce il vincitore di giornata. Il francese Peters, con un attacco perentorio a 14 km dall’arrivo, lascia i compagni di avventura e si presenta in perfetta solitudine sul traguardo di Anterselva. Tra i big Landa allunga nel finale con Carapaz che lo imita poco dopo, approfittando di un allungo di López e riuscendo a rosicchiare secondi a Nibali e a Roglič, che oggi non sono apparsi brillanti.

Richard Carapaz (Movistar) ora cerca come una formica di mettere da parte giorno per giorno un tesoretto che gli permetta di gestire senza troppi patemi d’animo la tappa a cronometro conclusiva che si disputerà domenica in quel di Verona. Alle porte del tempio del biathlon italiano la maglia rosa attacca poco dopo il suo compagno di squadra Mikel Landa, che ora vede più concreta la possibilità del podio, e riesce a rosicchiare una decina di secondi a Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) e a Primož Roglič (Jumbo-Visma), oggi non in grado di rispondere né all’accelerazione di Landa, né a quella di Miguel Ángel López (Astana), sulla ruota del quale è invece saltata la maglia rosa, che aveva probabilmente mangiato la foglia.
In tema di distacchi non si è visto nulla di trascendentale, dato che le pendenze per fare la differenza erano concentrate negli ultimi 4 km, ma si è avuta l’ennesima prova di una buona condizione della maglia rosa e di una fase calante dello sloveno, attualmente in terza posizione in generale. Nibali potrebbe aver pagato lo sforzo fatto ieri e la non più verdissima età.
Le occasioni per ribaltare le sorti della generale a questo punto sono affidate a sabato, visto che domani torneranno di scena i velocisti e che la salita di San Martino di Castrozza, prevista per venerdì, non presenta le caratteristiche necessarie per tentare di fare la differenza.
La lotta tra i big andata in scena negli ultimi chilometri è stata preceduta da una corsa non particolarmente emozionante, anche se la fuga di giornata ha permesso a Davide Formolo (Bora – Hansgrohe) di superare Jan Polanc (UAE-Team Emirates) e Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin) ed entrare nella top ten della classifica generale.
Dopo il fallimento di vari tentativi andati in scena nelle primissime fasi di gara, la fuga di giornata nasce sulle prime rampe del Passo della Mendola. Dopo un primo allungo di Valerio Conti (UAE-Team Emirates), se ne vanno Nans Peters (AG2R La Mondiale), Fausto Masnada (Androni Giocattoli – Sidermec), Amaro Antunes e Victor De La Parte (CCC Team), Tanel Kangert (EF Education First), Krists Neilands (Israel Cycling Academy), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Esteban Chaves (Mitchelton-Scott) e Nicola Conci (Trek – Segafredo). Ad essi si aggiungono n un primo momento anche Andrea Vendrame (Androni Giocattoli – Sidermec) e Koen Bouwman (Jumbo-Visma) e successivamente da Conti, Mirco Maestri (Bardiani – CSF), Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), Formolo, Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Jan Bakelants e Chris Hamilton (Team Sunweb).
Il vantaggio sale sino a superare i 7 minuti, cosa che induce la Ineos a tirare per difendere la posizione di Pavel Sivakov, visto che la Movistar non ha nessuna intenzione di alzare i ritmi.
Sulla salita di Elvas se ne va Bakelants. il quale verrà raggiunto sulla successiva salita verso Terento da Antunes, De Gendt e Neilands. Poco dopo rientrano alla spicciolata anche Masnada, Brambilla, Formolo, Hamilton e Peters. In gruppo si porta in testa la Bahrain che alza i ritmi, ma la presenza della squadra di Nibali in testa non dura molto; quando, invece, è la Movistar a condurre le operazioni i ritmi sono estremamente tranquilli.
Gli uomini evasi sulla salita di Terento non trovano l’accordo e gli altri componenti del tentativo si riportano sotto. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto è Peters che, con uno scatto perentorio, saluta i compagni di avventura. Il vantaggio cresce costantemente ed a nulla vale il tentativo di contrattacco di Chaves, che mette in difficoltà tutti gli altri.
Sul traguardo Peters arriva con oltre un minuto e mezzo su Chaves e con 1′51″ su Formolo, Masnada e Neilands.
In gruppo, dopo una prima selezione ad opera di Jan Hirt (Astana), è Landa a dare l’accelerata decisiva che gli permette di staccare il gruppo. Sulla ruota dello spagnolo salta Hugh Carthy (EF Education First), che è però costretto a mollare all’ultimo chilometro dal ritmo molto elevato imposto dal corridore basco.
Nel drappello della maglia rosa prova un allungo anche López, che viene seguito da Carapaz, probabilmente accortosi della scarsa brillantezza di Roglič e Nibali, i quali infatti non reagiscono. Il traguardo è, però, molto vicino ed il ritardo dei due è limitato a 7 secondi da Carapaz ed una ventina da Landa.
Come si diceva in apertura la situazione non è cambiata granchè, ma il finale di tappa ha confermato quella che sembra ormai la tendenza formatasi dopo la conquista della maglia rosa da parte di Carapaz.
Domani, arrivo a Santa Maria di Sala dedicato ai velocisti, mentre venerdì sembra esserci ancora terreno per le seconde linee. Sabato ci aspetta l’ultimo tappone che ci dirà se la cronometro di Verona sarà o meno una pura formalità.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 4:41:34
2 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:01:34
3 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:01:51
4 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
5 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
6 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:02:02
7 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:02:08
8 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
9 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:02:22
10 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:34
11 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:02:37
12 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:02:48
13 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:03:05
14 Amaro Antunes (Por) CCC Team
15 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:03:29
16 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 0:03:35
17 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 0:03:41
18 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:03:49
19 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:04:27
20 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:04:39
21 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
22 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:04:43
23 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:04:46
24 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
25 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
26 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
27 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:05:06
28 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
29 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
30 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:05:09
31 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
32 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
33 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
34 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:05:23
35 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:05:31
36 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:05:42
37 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
38 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:05:47
39 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:05:53
40 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:06:03
41 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:06:10
42 Sebastian Henao (Col) Team Ineos
43 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
44 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 0:06:19
45 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 0:06:21
46 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:06:51
47 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:07:06
48 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:07:28
49 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:07:34
50 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:07:36
51 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 0:07:39
52 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:08:12
53 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:08:19
54 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep
55 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:08:39
56 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:09:06
57 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF
58 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
59 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
60 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:09:31
61 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:10:30
62 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
63 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
64 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 0:10:49
65 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
66 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:10:51
67 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
68 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
69 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:11:31
70 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
71 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
72 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:12:20
73 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:13:20
74 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
75 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:13:51
76 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
77 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
78 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
79 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
80 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
81 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
82 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 0:15:02
83 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF
84 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 0:15:54
85 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
86 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
87 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
88 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
89 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 0:16:00
90 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 0:17:24
91 Sean Bennett (USA) EF Education First
92 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
93 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:24:28
94 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep
95 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
96 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
97 Scott Davies (GBr) Dimension Data
98 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
99 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
100 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
101 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
102 Chad Haga (USA) Team Sunweb
103 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
104 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
105 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 0:24:33
106 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
107 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
108 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 0:25:00
109 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 0:26:26
110 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:27:23
111 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:29:04
112 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
113 Christian Knees (Ger) Team Ineos
114 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
115 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
116 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
117 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:29:08
118 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 0:29:25
119 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
120 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
121 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:30:09
122 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
123 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:30:12
124 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
125 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
126 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
127 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
128 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
129 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
130 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:30:16
131 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 0:30:20
132 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 0:30:28
133 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
134 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 0:30:31
135 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 0:31:00
136 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
137 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 0:31:09
138 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 0:31:11
139 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
140 Josef Cerny (Cze) CCC Team 0:31:30
141 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 0:31:50
142 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 0:32:03
143 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
144 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 74:48:18
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:54
3 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:16
4 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:03:03
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:07
6 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:06:17
7 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:06:48
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:07:13
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:08:21
10 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:08:59
11 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:09:20
12 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:10:32
13 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:42
14 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:15:44
15 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:19:45
16 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:23:34
17 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:25:17
18 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
19 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:26:12
20 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:28:42
21 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:32:33
22 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:34:51
23 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:37:20
24 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:44:03
25 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:46:13
26 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:46:28
27 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:46:55
28 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:49:28
29 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:50:14
30 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:56:52
31 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:58:05
32 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 1:01:15
33 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:02:50
34 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 1:05:56
35 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:06:08
36 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:08:06
37 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:08:35
38 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
39 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:09:20
40 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:13:19
41 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:13:49
42 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:14:45
43 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:18:59
44 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:19:39
45 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:19:55
46 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:20:39
47 José Rojas (Spa) Movistar Team 1:29:26
48 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:30:31
49 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:30:32
50 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:31:34
51 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:35:12
52 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:35:54
53 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:37:27
54 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:37:38
55 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:39:17
56 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 1:40:25
57 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:41:36
58 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:43:41
59 Amaro Antunes (Por) CCC Team 1:44:02
60 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:44:35
61 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 1:50:31
62 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 1:51:37
63 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 1:53:52
64 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 1:54:14
65 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:59:19
66 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:03:25
67 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:05:37
68 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 2:08:32
69 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 2:12:59
70 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 2:13:26
71 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:15:30
72 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 2:16:01
73 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:18:07
74 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:18:20
75 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:20:20
76 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 2:22:46
77 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:24:51
78 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 2:26:49
79 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 2:28:23
80 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:28:31
81 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:29:31
82 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 2:29:41
83 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 2:30:55
84 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 2:31:43
85 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 2:35:14
86 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 2:35:23
87 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 2:37:55
88 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 2:40:17
89 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 2:40:39
90 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:45:42
91 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 2:47:27
92 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 2:53:23
93 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 2:56:34
94 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 2:59:03
95 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 3:01:24
96 Christian Knees (Ger) Team Ineos 3:03:13
97 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 3:03:19
98 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 3:04:01
99 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:04:57
100 Chad Haga (USA) Team Sunweb 3:13:42
101 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:14:42
102 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 3:15:44
103 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:16:52
104 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 3:17:58
105 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 3:18:28
106 Sean Bennett (USA) EF Education First 3:18:48
107 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 3:21:38
108 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:21:43
109 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 3:23:47
110 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 3:24:03
111 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:25:05
112 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 3:26:26
113 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 3:27:11
114 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 3:27:29
115 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 3:30:56
116 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 3:35:17
117 Josef Cerny (Cze) CCC Team 3:36:55
118 Scott Davies (GBr) Dimension Data 3:43:31
119 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:44:23
120 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 3:48:17
121 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 3:50:37
122 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 3:51:37
123 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 3:52:06
124 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 3:58:00
125 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 4:00:07
126 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 4:00:52
127 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 4:01:48
128 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 4:04:17
129 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 4:04:47
130 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 4:06:05
131 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 4:06:06
132 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 4:06:43
133 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 4:10:00
134 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 4:11:36
135 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 4:21:53
136 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 4:26:26
137 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:28:40
138 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:29:35
139 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 4:30:40
140 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 4:35:43
141 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 4:38:46
142 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 4:44:15
143 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 4:57:23
144 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:57:40

La maglia rosa Richard Carapaz affronta la rampa allingresso dello stadio di biathlon di Anterselva (foto Bettini)

La maglia rosa Richard Carapaz affronta la rampa all'ingresso dello stadio di biathlon di Anterselva (foto Bettini)

CHE GIRO CHE FA A PONTE DI LEGNO

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Giro d’Italia, sul Mortirolo prova di forza di Nibali. Vince Ciccone, Carapaz resta in rosa – Ciccone, lo scatto che vale il trionfo e il boato della folla – Gioia Ciccone: “Tremo dal freddo, ma ce l’ho fatta!” Carapaz: “Sono tranquillo. E pronto” – Aru diventa papà, in arrivo una femmina (Gazzetta dello Sport)

Giro, tappone epico sul Mortirolo: Nibali scavalca Roglic, Carapaz sempre rosa – Nibali: «Per battere Carapaz dovremmo inventarci ancora qualcosa di nuovo» (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Richard Carapaz tightens grip on Giro d’Italia lead after Primoz Roglic loses time and Giulio Ciccone clinches stage (The Daily Telegraph)

Francia

Roglic coince, Ciccone brille – Gallopin a abandonné – L’attaque de Nibali dans le Mortirolo en vidéo – Nibali «Roglic a démontré qu’il était très fort» – Roglic «Je suis toujours là» (L’Equipe)

Giro: Nibali attaque, Roglic lâche prise – Nibali est le principal rival», estime Carapaz (Le Figaro)

Spagna

Carapaz y Landa siguen a Nibali en el Mortirolo; Roglic cede 1:22 (AS)

Nibali se confirma como el rival de Carapaz (Marca)

Nibali y Movistar noquean a Roglic en el Mortirolo – El letal ataque de Nibali que puede valer medio Giro – Mikel Landa sigue su firme escalada hacia el podio del Giro – Carapaz: “En carrera siempre intento ir con calma, las cosas acaban saliendo” – “A Roglic empieza a pesarle ya la tercera semana en el Giro” (El Mundo Deportivo)

Belgio

Mortirolo maakt reputatie waar: Carapaz en Nibali delen tik uit aan Roglic, bergkoning pakt de rit – Ploegleider Roglic is eerlijk: “Het roze is vandaag een heel eind van ons weggereden” – De Giro in 60 seconden: Roglic breekt op Mortirolo en Ciccone wint allereerste rit voor Trek-Segafredo – Opmerkelijk: Nibali krijgt drinkbus van CCC-renner Ventoso – Geen Gavia, maar Roglic is nog niet thuis: deze hindernissen wachten nog in de laatste week van de Giro – Van boerenzoon tot roze Richie: tien dingen die u moet weten over Giro-leider Carapaz (Het Nieuwsblad)

L’Italien Giulio Ciccone enlève la 16e étape du Giro – Movistar croit en Richard Carapaz, le leader du Giro : “Sa force, c’est sa récupération” (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Mollema klimt plek in Giro, ploeggenoot wint zware bergrit – Roglic houdt hoop na teleurstellende etappe – Engels: ’Roze trui wordt moeilijk verhaal’ (De Telegraaf)

Ciccone wint zware Mortirolo-rit, Roglic verliest meer dan minuut – Roglic blijft hoopvol: ‘Er komen nog meer van dit soort etappes’ – Mollema: Ik heb me deze Giro nog niet zo goed gevoeld
(Algemeen Dagblad)

Germania

Roglic verliert bei Giro weiter Zeit – Ciccone siegt (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Giro: Roglic großer Verlierer (Luxemburger Wort)

Giro: Carapaz bleibt nach Königsetappe in Rosa, Roglic ist der große Verlierer (Tageblatt)

Svizzera

Der Giro-Leader Richard Carapaz baut seine Führung aus (Neue Zürcher Zeitung)

Vincenzo Nibali est passé à l’attaque (24 Heures)

Slovenia

Nibali in Carapaz proti Rogliču pridobila več kot minuto – Po kraljevski etapi se zdi rožnata majica za Primoža Rogliča zelo oddaljena (Delo)

Colombia

Espectacular etapa: López subió en la general y Carapaz es más líder – Incondicional apoyo de fanáticos colombianos a ‘Superman’ López – ‘Salvamos el día y ascendimos en la general’: López – Carapaz, con equipo para ganar el Giro de Italia (El Tiempo)

Otra vez: los problemas mecánicos afectan a “Supermán” López – “Me siento favorito”: Richard Carapaz, líder del Giro de Italia – Líder de los jóvenes: digna presentación de Miguel Ángel López en la etapa reina del Giro de Italia (El Espectador)

Ecuador

Carapaz sigue líder del Giro de Italia al cabo de la etapa 16 – Richard Carapaz mantiene la ‘maglia’ rosa tras la etapa 16 del Giro de Italia – Richard Carapaz ​se distancia de sus escoltas en el Giro – Equipo Movistar debe trabajar para Richard Carapaz en Giro de Italia (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Emozioni” (Lucio Battisti)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Commezzadura : pioggia debole (0.2 mm), 11.4°C, vento moderato da NNE (23-32 Km/h), umidità al 80%
Passo della Mendola (Km 42.7): pioggia debole (0.2 mm), 8.9°C, vento moderato da NNE (24-36 Km/h), umidità al 83%
Ponte Gardena (Km 91.1): pioggia debole (0.2 mm), 16°C, vento moderato da NNE (21-24 Km/h), umidità al 82%
Terento (GPM – Km 135.3): pioggia debole (0.1 mm), 8°C, vento moderato da NNE (21-26 Km/h), umidità al 83%
Anterselva: pioggia debole (0.1 mm), 7.9°C, vento debole da N (20-32 Km/h), umidità al 88%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Garzelli: “A Ponte di Legno dovrebbero arrivare tutti alle forze”
Garzelli: “La percentuale di grassa è diminuita”
Garzelli: “Ha una pendenza media di 360 watt”
Garzelli: “La sfortuna che rompe il cambio”
Bettiol: “Il Mortirolo farlo una settimana diventa impegnativo”
De Luca: “Svolteranno a sinira”
Bettiol (sul circuito mondiale): “È un percorso che cercheremo di farvi divertire”
Bettiol: “Le corse lo fanno i corridori”
Saligari: “Il ciclismo sta al Belgio come il calcio sta in Italia”
De Luca: “Vanno in salita moglio meglio”
De Luca: “Il Mortirolo l’abbiamo parlato”
Pancani: “Abbiamo visto perdere contatto a Dario Cataldo”
Genovesi: “Nibali è l’ultimo uomo del grande ciclismo”
Garzelli: “Dombrowski è andato a riprendere a Vincenzo Nibali”
Bettiol: “Manca poco ma manca veramente tanto”
Pancani: “È ancora lo slovacco virtualmente in maglia rosa” (a dire il vero Roglic non era più in rosa da qualche giorno)
Garzelli: “Uno striaordinario Vincenzo Nibali”
Garzelli: “Roglic ha una discesa che lui è un ottimo discesista”
Garzelli: “Ciccone vuole andarla a conquistata questa cima”
Garzelli: “Un minimo erroro può costare caro”
Genovesi: “Non c’è più pubblico, c’è solo soli davanti al destino”
Garzelli: “Andare a distanziare maggiormento Roglic”
De Luca: “Stupenda Carapaz”
Garzelli: “Stanno rientrando il gruppo maglia rosa”
Garzelli: “In precedenza ho visto una faccia di Carapaz”
De Luca: “Primo Roglic” (Primoz)
De Luca: “Pondilegno”
De Luca: “Rafa Majka” (il nome di Majka si pronuncia Rafao)
Tgr Lombardia: “Il Giro sulle salite del Mortirolo”

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo sedicesima tappa, Lovere – Ponte di Legno

1° Will Clarke
2° Sho Hatsuyama a 1′51″
3° Ramon Sinkeldam s.t.
4° Ivan Santaromita s.t.
5° Jacopo Guarnieri s.t.

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 1′16″
3° Miles Scotson a 13′25″
4° Tom Bohli a 17′46″
5° Paolo Simion a 22′13″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

5 GIUGNO 1949 – 13a TAPPA: MODENA – MONTECATINI TERME (160 Km)

COME LEONI HA VINTO A MONTECATINI

Le piste di Ponte di Legno illuminate di rosa in occasione dellarrivo del Giro (www.gazzettadellevalli.it)

Le piste di Ponte di Legno illuminate di rosa in occasione dell'arrivo del Giro (www.gazzettadellevalli.it)


CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como

GRANDISSIMO CICCONE, LO SQUALO AZZANNA MA NON MORDE, ROGLIČ TRABALLA

Giulio Ciccone ha vinto la sedicesima tappa del Giro d’Italia 2019 coronando una lunghissima fuga e battendo un Ian Hirt che negli ultimi chilometri non aveva tirato un metro. Nibali prova ad affondare sul tratto più duro del Mortirolo, ma non riesce a prendere il largo sui Movistar. Roglič accusa e perde secondi: nel tratto finale solo il gruppetto di Yates gli evita il naufragio.

Mancava il Gavia e la sua mancanza si è sentita eccome perchè quella che doveva essere la Cima Coppi era la salita giusta per far arrivare i corridori più in forma ai piedi del Mortirolo nella condizione di creare una selezione spietata. Quella che porta verso il 2621 metri del Passo Gavia è una salita mitica, lunga, durissima anche per l’elevata quota che si raggiunge. La sua eliminazione dal percorso ha privato gli appassionati dell’emozione di vedere i corridori transitare tra due muri di neve, riassaporando un ciclismo eroico d’altri tempi e probabilmente ha salvato dal naufragio qualcuno che oggi non è sembrato brillantissimo. La relativa facilità delle salite proposte in luogo del Gavia ha fatto sì che, sino all’attacco del Mortirolo, la corsa sia stata condotta a ritmi non molto elevati, tanto che l’inizio della Montagna Pantani è stato affrontato con un gruppo estremamente affollato, cosa che non sarebbe certamente accaduta se la dura ascesa ai 1852 metri del passo consacrato da Pantani fosse stata preceduta dalla scalata verso la Cima Coppi, il cui relativo premio sarà assegnato al corridore che, sabato prossimo, passerà per primo in vetta al comunque durissimo Passo Manghen.
I piani sono stati scombussolati, non c’è che dire, chi conosce il Gavia sa che quella salita ti può mettere in croce ed a quel punto il conto da pagare sul Mortirolo e sul successivo falsopiano può essere salatissimo. Ne sa qualcosa Abraham Olano, che nel 1996, appaiato con Tonkov in vetta alla classifica generale, pagò 3 minuti e mezzo sul traguardo dell’Aprica dopo l’accoppiata Gavia-Mortirolo.
Il Mortirolo è sempre selettivo viste le pendenze dure e costanti, ma per avere distacchi pesanti è necessario che questa salita sia preceduta da altre ascese di una certa difficoltà, che permettano alle squadre con intenzioni bellicose di fare corsa dura.
La situazione che si è venuta a formare quest’anno, invece, ha favorito le chances della fuga, che si è formata non senza una certa fatica. Nella prima fase di gara, infatti, i vari tentativi, che pure sono stati messi in atto, non hanno incontrato il favore del gruppo che è andato a chiudere su tutti.
L’azione giusta va via di forza grazie all’iniziativa di Damiano Caruso (Bahrain-Merida) e di Pello Bilbao (Astana), i quali sono presto raggiunti da Andrey Amador (Movistar), François Bidard (Ag2r La Mondiale), Mattia Cattaneo e Fausto Masnada (Androni Giocattoli), Antonio Nibali (Bahrain-Merida), Łukasz Owsian e Francisco Ventoso (CCC Team), Nathan Brown e Joe Dombrowski (EF Education First), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) e Diego Ulissi (UAE Team Emirates). Poco dopo molti altri corridori cercano di andare a popolare la fuga, ma la cosa riesce solamente a Jan Hirt (Astana) e Koen Bouwman (Jumbo-Visma). Formatosi questo tentativo, il gruppo placa gli ardori e lascia andare la fuga.
La corsa a questo punto scorre tranquilla, con Ciccone che va a fare incetta di punti per consolidare la sua maglia azzurra e la Movistar che controlla la corsa, facendo un’andatura regolare fino all’attacco del Mortirolo.
Sulle dure rampe della passo valtellinese esplode il gruppo di testa. Rimangono davanti Masnada, Ciccone, Nieve, Caruso e Hirt, ma le violente accelerate del ceco dell’Astana costringono alla resa Masnada e Nieve.
In gruppo Nibali manda Pozzovivo ad alzare il ritmo. Il piccolo scalatore lucano, con la sua accelerata, sfoltisce il gruppo e prepara la strada all’allungo dello “Squalo”, che riesce a fare rapidamente il buco sul gruppetto maglia rosa ma non ad aumentare il risicato vantaggio conseguito. Il primo a rientrare sul siciliano è Hugh Carthy (EF Education First), con una allungo secco, mentre i Movistar recuperano pian piano grazie alle sollecitazioni di Mikel Landa, che mettono in difficoltà Bauke Mollema (Trek – Segafredo) e Primož Roglič (Jumbo-Visma), i quali andranno a scollinare con un ritardo di 1′20″.
Tra i fuggitvi è Ciccone a passare per primo sulla Montagna Pantani, con Hirt a ruota, mentre Caruso perde qualche secondo.
Miguel Ángel López e Bilbao scattano in vista del GPM e prendono la discesa con una decina di secondi di vantaggio sul drappello del leader della classifica Richard Carapaz (Movistar).
La discesa è molto pericolosa perché la pioggia ed a tratti anche la grandine scendono copiosamente, rendendo la strada, già di per sé ripida e tortuosa, anche viscida. Il gruppo della maglia rosa sceglie la prudenza e perde nei confronti dei fuggitivi, della coppia López-Bilbao (non esattamente provetti discesisti) e di Roglič che, a fine discesa, si troverà a soli 38 secondi dal gruppo maglia rosa.
Sul falsopiano verso Ponte di Legno la situazione è quindi la seguente: davanti ci sono Hirt e Ciccone con Masnada che li segue a 1 minuto e mezzo, la coppia López-Bilbao è a circa 3 minuti e 45 secondi di ritardo, il gruppo maglia rosa – cui si aggiungerà Caruso, appositamente fermato dalla squadra – viaggia a circa 4 minuti ed infine il gruppo con Roglič, Mollema e Simon Yates (Mitchelton-Scott) ha un passivo di 4 minuti e mezzo.
Nel finale Movistar e Bahrain collaborano, riassorbendo López e Bilbao e andando ad incrementare il vantaggio sul gruppo di Yates e Roglič, riportandolo a un minuto e venti.
Negli ultimi 10 Km Hirt rifiuta di collaborare, cosa che provoca la vistosa reazione seccata di Ciccone, che però non si fa prendere dal nervosismo ed insiste nell’azione, esponendosi al rischio di essere infilato in volata dal corridore ceco. L’abruzzese parte, però, all’improvviso deciso e riesce a distanziare un Hirt molto stanco quel poco che serva ad assicurargli una meravigliosa vittoria in maglia azzurra, a questo punto strameritata. Dietro López va in crisi e si stacca dal gruppo maglia rosa, tagliando il traguardo con circa 20 secondi di ritardo.
Nibali ha provato ad affondare ma Carapaz si è difeso molto bene, non si è lasciato prendere dal panico ed ha fatto ottimo gioco di squadra con Landa, affrontando il Mortirolo con un buon ritmo e bsenza rispondere colpo su colpo. Nel finale, l’interesse comune di distanziare Roglič ha indotto la Bahrain e la Movistar a collaborare. Questo rende ancor più evidente l’errore commesso dallo sloveno – ma in definitiva anche da Nibali – nella tappa di Courmayeur, quando ha lasciato prendere due minuti ad un corridore come Carapaz, che ne aveva recuperato uno il giorno prima e che è arrivato quarto lo scorso anno. Nibali è rimasto certamente indispettito dalla condotta di Roglič, ma bisogna anche ricordare che lo sloveno non aveva una squadra all’altezza e, pertanto, era anche comprensibile una certa riluttanza.
Di quel “Muoia Sansone con tutti i filistei” ne ha approfittato Carapaz ed ora sarà difficile riuscire a scalzare il corridore sudamericano dalla prima posizione della classifica, salvo crisi che, alla terza settimana, sono sempre dietro l’angolo.
Roglič ha avuto una battuta di arresto, ma non si è trattato di un naufragio. Quel che rimane da capire è se quella di oggi sia stata una giornata difficile causata dall’asprezza del Mortirolo, oppure se siamo in presenza di segnali di una condizione che comincia a calare, considerato che lo sloveno è in forma già da parecchio tempo, come ha dimostrato vincendo a mani bassi il Giro di Romandia e poi rifilando grossi distacchi nelle prime due cronometro del Giro d’Italia.
La mancanza di una squadra all’altezza della situazione, in grado di controllare la corsa, gli ha certamente giocato contro, mentre la solidità della Movistar – che ha iniziato ad attaccare già sul Montoso, nonostante la distanza dal traguardo di Pinerolo – ha permesso non solo a Carapaz di installarsi in testa alla generale, ma anche a Landa di posizionarsi giusto ai piedi del podio, podio che potrebbe raggiungere nel caso in cui la défaillance odierna di Roglič fosse la spia di una condizione in fase calante. Una lode speciale va a Ciccone che ha disputato una tappa meravigliosa, con una ottima scalata del Mortirolo ed una altrettanto ottima discesa ed è riuscito a battere Hirt, nonostante la mancanza di collaborazione del ceco negli ultimi chilometri. L’arrivo in salita di domani ad Anterselva presenta gli ultimi 5 Km abbastanza duri ed è prevedibile che ci siano altri tentativi di attacco in questa fase, dato che lo “Squalo£ non è certo rassegnato.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 5:36:24
2 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
3 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:01:20
4 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:41
5 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
6 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
7 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
8 Joe Dombrowski (USA) EF Education First
9 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:01:49
10 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:03
11 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
12 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:03:03
13 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
14 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
15 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
16 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:03:44
17 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott
18 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
19 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:04:02
20 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:04:46
21 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
22 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
23 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
24 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:05:35
25 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
26 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
27 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
28 Tanel Kangert (Est) EF Education First
29 Victor De La Parte (Spa) CCC Team
30 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:06:16
31 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:06:29
32 Sebastian Henao (Col) Team Ineos
33 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:08:09
34 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:08:48
35 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 0:09:45
36 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:10:04
37 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:10:45
38 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
39 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
40 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
41 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
42 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
43 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:11:25
44 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:12:01
45 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:13:48
46 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep
47 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:17:26
48 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
49 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
50 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
51 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
52 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
53 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:18:07
54 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
55 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
56 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
57 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
58 José Rojas (Spa) Movistar Team
59 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
60 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
61 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
62 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
63 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
64 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
65 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
66 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
67 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
68 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb
69 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data
70 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:21:13
71 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
72 Scott Davies (GBr) Dimension Data 0:22:24
73 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
74 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 0:23:07
75 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 0:23:48
76 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:24:00
77 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:25:22
78 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
79 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF
80 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
81 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos
82 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
83 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
84 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
85 Amaro Antunes (Por) CCC Team
86 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
87 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
88 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
89 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:27:13
90 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
91 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
92 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
93 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
94 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
95 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
96 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
97 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
98 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 0:28:35
99 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
100 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:28:39
101 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 0:28:42
102 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:29:13
103 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
104 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
105 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
106 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
107 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
108 Chad Haga (USA) Team Sunweb
109 Christian Knees (Ger) Team Ineos 0:29:24
110 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
111 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:29:50
112 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 0:30:54
113 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 0:31:02
114 Josef Cerny (Cze) CCC Team 0:31:13
115 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:32:47
116 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
117 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
118 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
119 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
120 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep
121 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
122 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
123 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
124 Sean Bennett (USA) EF Education First
125 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
126 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 0:36:47
127 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 0:39:09
128 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
129 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
130 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 0:40:16
131 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
132 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
133 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:41:50
134 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
135 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
136 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team
137 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
138 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
139 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
140 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
141 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
142 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
143 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
144 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
145 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 0:43:41

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 70:02:05
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:47
3 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:09
4 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:03:15
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:00
6 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:05:40
7 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:06:17
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:06:46
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:07:51
10 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:08:06
11 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:10:02
12 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:11:51
13 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:38
14 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:14:52
15 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:18:21
16 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:23:46
17 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:24:50
18 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:26:25
19 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:27:46
20 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:31:19
21 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:32:26
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:35:49
23 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:37:22
24 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:37:43
25 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:43:00
26 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:43:37
27 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:44:57
28 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:45:43
29 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:51:04
30 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:55:03
31 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:55:10
32 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:56:08
33 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:58:54
34 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:59:04
35 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:02:23
36 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:02:28
37 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:05:40
38 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:06:08
39 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:10:52
40 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:12:49
41 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:14:59
42 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:15:56
43 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:16:05
44 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:16:22
45 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:17:00
46 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:18:27
47 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:21:30
48 José Rojas (Spa) Movistar Team 1:23:14
49 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:27:35
50 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:29:28
51 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:30:05
52 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:30:46
53 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:32:12
54 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:34:05
55 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:35:00
56 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:39:32
57 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 1:41:14
58 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 1:41:19
59 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:42:53
60 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:43:40
61 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 1:45:14
62 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 1:45:33
63 Amaro Antunes (Por) CCC Team 1:45:36
64 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 1:46:27
65 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 1:49:25
66 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 1:52:10
67 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:52:27
68 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 1:57:11
69 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 1:58:21
70 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:01:10
71 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 2:03:03
72 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 2:07:00
73 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:09:08
74 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 2:09:52
75 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 2:10:10
76 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:11:57
77 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:12:41
78 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:15:28
79 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 2:17:08
80 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:17:16
81 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 2:18:01
82 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 2:20:45
83 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 2:24:08
84 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 2:24:45
85 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:25:53
86 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:25:55
87 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 2:27:16
88 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 2:27:32
89 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:27:51
90 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 2:29:23
91 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 2:31:01
92 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 2:33:34
93 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 2:34:38
94 Christian Knees (Ger) Team Ineos 2:38:48
95 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 2:40:32
96 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 2:41:15
97 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 2:52:06
98 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 2:52:12
99 Chad Haga (USA) Team Sunweb 2:53:53
100 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 2:55:55
101 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 2:56:36
102 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 2:58:39
103 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:59:28
104 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 2:59:34
105 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 3:00:56
106 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:01:49
107 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 3:02:46
108 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 3:03:00
109 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 3:04:14
110 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:05:37
111 Sean Bennett (USA) EF Education First 3:06:03
112 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 3:06:07
113 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 3:08:53
114 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 3:09:09
115 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 3:09:47
116 Josef Cerny (Cze) CCC Team 3:10:04
117 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 3:10:28
118 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:15:40
119 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:16:59
120 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 3:22:44
121 Scott Davies (GBr) Dimension Data 3:23:42
122 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 3:24:13
123 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 3:30:36
124 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 3:30:48
125 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 3:31:45
126 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 3:36:15
127 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 3:39:14
128 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 3:39:44
129 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 3:39:45
130 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 3:41:02
131 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 3:41:03
132 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 3:43:30
133 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 3:46:50
134 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 3:52:26
135 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 3:55:05
136 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 3:57:07
137 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 4:00:37
138 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:04:02
139 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 4:05:54
140 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:05:56
141 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 4:09:54
142 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 4:14:21
143 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 4:18:42
144 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 4:30:51
145 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:32:07

Ciccone corona con il successo la lunga fuga nella tappa del Mortirolo (Getty Images)

Ciccone corona con il successo la lunga fuga nella tappa del Mortirolo (Getty Images)

IL GIRINO NELL’ANTERSELVA OSCURA

Tappa di transizione oppure frazione in grado di provocare altre piccole scosse telluriche in classifica? Solo al termine del viaggio di 180 Km dalla Val di Sole alla Valle di Anterselva sapremo se questa giornata sarà trascorsa senza colpo ferire o se qualcuno avrà voluto infierire sugli avversari stanchi e ancora provati dal tappone affrontato poche ore prima.

È oscura la diciassettesima fatica del Giro 2019, oscura come la selva nella quale s’incamminò Dante nell’incipit della Divina Commedia. Oscura perché sul viaggio verso Anterselva pesano parecchie incognite, interrogativi che impediscono di fare previsioni sul decorso dell’unica tappa totalmente trentina di questa edizione della corsa rosa. Cosa potrebbe capitare tra la Val di Sole e la Pusteria? Tutto e il contrario di tutto. Pur non essendo una frazione di montagna durissima, soprattutto se paragonata a quella vissuta solo 24 ore prima sulle rotte da Lovere a Ponte di Legno, potrebbe risultare più selettiva del previsto proprio per le fatiche accumulate tra Gavia e Mortirolo e che qualche corridore di punta potrebbe non aver ancora smaltito in un momento della corsa, già entrata nella terza settimana, nel quale le energie cominciano a scarseggiare. Non pensiamo che ci sarà in gruppo qualche “pazzo” che vorrà rendere la tappa dura sin dall’inizio, anche perché le difficoltà iniziali sono poco adatte a imprese del genere, ma se qualcuno deciderà di muoversi nel finale potrebbe rendere la vita dura ai più provati tra gli avversari affrontando l’ascesa finale verso Anterselva, i cui numeri non sembrano particolarmente generosi di pendenze, concentrate però negli ultimi 4 km, quelli sì impegnativi, nei quali si potrebbero vedere i frutti più succulenti di azioni portate ai danni degli uomini di classifica più stanchi. Ma proprio la stanchezza, che cominceranno ad accusare un po’ tutti, potrebbe indurre una condotta di corsa più cauta, senza che succeda nulla ai piani alti e che si verifichi il “contrario di tutto” e che la tappa termini con l’approdo di una lunga fuga da lontano. Dopo Ponte in moltissimi corridori si troveranno ad anni luce di distanza dalla maglia rosa e chi è rimasto a bocca asciutta sicuramente coglierà l’occasione per lanciarsi in avanscoperta con ottime possibilità di condurre il tentativo in porto, come accadde per esempio nella Brunico – Passo del Tonale del Giro del 1997, disputata dopo il tappone dolomitico e nella quale si effettuava il percorso esattamente inverso rispetto alla frazione odierna, affrontando al contrario le prime due salite previste quest’oggi (Mendola e Terento) e giungendo senza troppe sorprese in vetta al Tonale, dove lo scalatore colombiano “Chepe” González s’impose dove aver staccato i compagni d’avventura e aver anticipato di quasi 10 minuti il gruppo maglia rosa, nel quale avvenne solo qualche scaramuccia, senza alcun esito, tra il russo Pavel Tonkov e il leader della corsa Ivan Gotti.
Proprio ai piedi del Tonale scatterà questa frazione, per la precisione da Commezzadura, il centro che nel 2008 ospitò i campionati del mondo di mountain-bike, la terza edizione disputata in Italia dopo quelle del Ciocco (1991) e di Livigno (2005). Nei primi 15 km si pedalerà in lenta discesa sul fondovalle della Val di Sole, toccando le località di villeggiatura di Dimaro prima e di Malè poi, per giungere quindi sulle strade della Val di Non, che il gruppo conosce a menadito perché hanno ospitato per quasi vent’anni il Trofeo Melinda, corsa professionistica che in tre edizioni è stata valida per il campionato nazionale e la cui tradizione continua anche dopo la cancellazione della gara dal calendario, essendo divenuta dal 2017 una tappa immancabile del Tour of The Alps, la corsa che preso a sua volta il posto del Giro del Trentino. Tra i meleti che sono il vanto di questa terra è nata la stella di Gianni Moscon, che risiede con la famiglia a Livo, comune di poco meno di 900 abitanti che il tracciato di gara sfiorerà all’inizio di questo tratto e nel quale si può ammirare il “Castello della Rosa”, nome con il quale è talvolta noto l’imponente Palazzo Aliprandini Laifenthurn. Offrendo spettacolari viste sul sottostante lago artificiale di Santa Giustina, il tracciato comincerà lentamente a prendere quota, anche se si comincerà a parlare di salita vera e proprio solo dopo il passaggio da Fondo, nel cui cuore si trova, protetto da una teca di vetro, un curioso orologio ad acqua, l’idrocronometro astronomico inaugurato nel 2010. Primo dei tre Gran Premi della Montagna odierni sarà il Passo della Mendola, valico ricorrente nella nomenclatura della corsa rosa che vi è salita finora in 14 occasioni e questa sarà quella che porterà alla scoperta di un versante inedito, 11.3 Km al 5% (6.4% nei primi 6 Km), che transiterà per la località di Ruffrè prima di giungere alla Mendola, località di villeggiatura la cui fama iniziò negli anni dell’Impero Austro-Ungarico quando ospitò personaggi del calibro della principessa Sissi e di Gandhi. S’imboccherà quindi la lunga e, a tratti, tortuosa discesa – sono previsti una quindicina di tornanti – che proietterà il gruppo verso la conca di Bolzano, raggiunta dopo aver intercettato il cammino della “Strada del Vino dell’Alto Adige”, itinerario enologico che in 70 Km attraversa i vigneti che danno nettari prelibati come il “Gewurztraminer” (Traminer aromatico). Il passaggio dal capoluogo del “Südtirol” avverrà a poche centinaia di metri dalla storica Piazza Walther, sede dal 1990 del frequentato Mercatino di Natale di Bolzano e sulla quale prospetta l’abside del duomo di Santa Maria Assunta, una “mirabilia” che il gruppo non avrà certo il tempo di guardare all’imbocco del lungo tratto in falsopiano con il quale si risalirà dolcemente la valle dell’Isarco, stretta nel tratto iniziale tra gli altipiani del Renon a destra e di Siusi a destra. Toccata la località di Colma, dove è impossibile non gettare uno sguardo alla curiosa facciata a scacchiera di Castel Friedburg, e lasciata sulla destra la strada che risale la Val Gardena sino all’omonimo passo si giungerà a Chiusa, borgo medioevale dominato dall’alta rupe sulla quale lo sorveglia dal 1200 la fortezza che alla fine del ‘600 fu trasformata nel Monastero di Sabiona, luogo considerato la culla spirituale del Tirolo e la cui mole nel 1976 fece da spettacolare sfondo a una scena del film “Il deserto dei Tartari” di Valerio Zurlini, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo pubblicato nel 1940 da Dino Buzzati, lo scrittore e giornalista bellunese che scrisse per il Corriere della Sera per il quale si occupò anche di ciclismo seguendo il Giro d’Italia del 1949, giusto 70 anni fa. Altre scene di quella pellicola furono girate anche nel centro storico della vicina Bressanone, attraversata la quale si lascerà il falsopiano percorso fino a quel momento per affrontare la salita verso Naz (5.1 Km al 6.2%), centro salito alla ribalta delle cronache all’epoca della “guerra fredda” per aver ospitato una base militare della NATO, il Site Rigel, utilizzata come deposito di munizioni nucleari da usare in caso di un conflitto con gli stati del Patto di Varsavia e della quale oggi, dopo la chiusura della stessa nel 1983 e la “sdemanializzione” del 2002, è in progetto la trasformazione in un Parco della Memoria. La successiva, discesa introdurrà il gruppo in Val Pusteria, attraversandone il centro di Rio di Pusteria prima di imboccare l’unico tratto di vera pianura previsto in questa frazione, poco più di 5 Km nel corso dei quali si sfiorerà una delle più note fortificazioni della valle, la medioevale Chiusa di Rio Pusteria, un tempo attraversata dalla strada statale. Terminato questo tratto tranquillo a Vandoies si lascerà temporaneamente il fondavalle del fiume Rienza per affrontare la salita di Terento, cara ai tifosi di Damiano Cunego perché al Giro del 2004 fu quest’ascesa di 6 Km al 7.8% a consentire al “Piccolo Principe” di riprendere definitivamente quella maglia rosa che gli era stata tolta qualche giorno prima dall’ucraino Jaroslav Popovyč nella cronometro di Trieste. Raggiunto il piccolo centro situato a 1211 metri di quota, all’imbocco della Valle dei Mulini (così chiamata per la presenza di numerosi mulini ad acqua), si percorrerà in veloce discesa la “Strada del Sole” che farà planare la corsa prima su Falzes e poi su Brunico, dove si ritroverà la Val Pusteria nel suo capoluogo, sorto ai piedi del versante settentrionale del Plan de Corones e presso il quale è visitabile l’interessante museo all’aperto degli usi e costumi dell’Alto Adige, situato in località Teodone. Ripresa la strada di fondovalle questa procederà a scalini verso il gran finale odierno superando un primo balzo verso Perca, comune nel cui territorio ricade uno dei più spettacolari monumenti naturali dell’Alto Adige, le “selvatiche” Piramidi di Plata. Alle porte di Valdaora, il centro che l’indomani ospiterà la partenza della diciottesima frazione, si svolterà infine a sinistra per imboccare la strada che risale la valle d’Anterselva in direzione dell’omonimo e delizioso laghetto, poco prima del quale – messi alle spalle i 4000 metri più esigenti di quest’ascesa (media dell’8.5%, al termine di una salita di complessivi 9.6 Km al 5.5%) sapremo se quest’oscura selva sarà stata per qualcuno porta del paradiso o dell’inferno….

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Passo della Mendola (1297 metri). Chiamato anche Mendelpass, separa i monti Penegal e Roen ed è valicato dalla SS 42 “del Tonale e della Mendola” tra Appiano sulla Strada del Vino e Ronzone. Il Giro d’italia vi è salito 14 volte, la prima nel corso della tappa Merano – Gardone Riviera del 1937, disputata il giorno successivo il primo tappone dolomitico della storia e in entrambi i casi il grande mattatore, fra traguardi di tappa e GPM, fu Gino Bartali. Gli altri corridori che hanno iscritto il loro nome nell’albo d’oro della Mendola sono stati nell’ordine Nino Defilippis nel 1958 (Bolzano – Trento, vinta da Gastone Nencini), Pasquale Fornara nel 1959 (Bolzano – San Pellegrino Terme, Alessandro Fantini), Vittorio Adorni nel 1969 (Cavalese – Folgarida, vinta dallo stesso corridore), Gianni Motta nel 1971 (Falcade – Ponte di Legno, Lino Farisato), Alfio Vandi nel 1977 (Cortina d’Ampezzo – Pinzolo, Gianbattista Baronchelli), l’elvetico Ueli Sutter nel 1978 (Cavalese – Monte Bondone, Wladimiro Panizza), lo svedese Tommy Prim nel 1980 (Longarone – Cles, Giuseppe Saronni), Claudio Chiappucci nel 1990 (Moena – Aprica, Leonardo Sierra), Mariano Piccoli nel 1996 (Cavalese – Aprica, Ivan Gotti), Massimo Podenzana nel 1997 (Brunico – Passo del Tonale, José Jaime González), lo stesso colombiano González nel 2000 (Selva di Val Gardena – Bormio, Gilberto Simoni), Alessandro Bertolini nel 2004 (Brunico – Fondo / Sarnonico, Pavel Tonkov) e lo spagnolo David López García nel 2004 (Bressanone – Andalo, Alejandro Valverde). Nel 1999 vi si concluse anche una tappa del Giro del Trentino, vinta da Riccardo Forconi.

Schnurer Höfe (1259 metri). Vi transita la “Strada del Sole” tra Terento e Issengo. Nei pressi del valico, in località Marchner (1271 metri), nel 2004 era posto il GPM di Terento nel finale della tappa San Vendemiano – Falzes, conquistata come il traguardo della montagna da Damiano Cunego.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Livo, Palazzo Aliprandini Laifenthurn

Lago di Santa Giustina

Fondo, idrocronometro astronomico

La conca di Bolzano vista dalla discesa del Passo della Mendola

Bolzano, Piazza Walther

Colma, Castel Friedburg

Il monastero di Sabiona sullo sfondo di una scena de “Il deserto dei Tartari” (www.davinotti.com)

Il monastero di Sabiona sullo sfondo di una scena de “Il deserto dei Tartari” (www.davinotti.com)

Naz, ingresso all’ex base NATO del Site Rigel

Rio di Pusteria, Chiusa di Rio Pusteria

Terento, Valle dei Mulini

Teodone di Brunico, uno scorcio del museo all’aperto dedicato agli usi e ai costumi dell’Alto Adige

Perca, Piramidi di Plata

Il lago di Anterselva e, in trasparenza, l’altimetria della diciassettesima tappa del Giro 2019 (wikipedia)

Il lago di Anterselva e, in trasparenza, l’altimetria della diciassettesima tappa del Giro 2019 (wikipedia)

IL GIORNO DELL’ACCOPPIATA FEROX

Gavia e Mortirolo nello stesso giorno sono un’accoppiata tremenda, in grado di scardinare gli equilibri della Corsa Rosa. La prima volta che l’organizzazione inserì i due valichi nella stessa tappa la classifica ne uscì ribaltata e lo stesso accadde qualche anno dopo. Anche stavolta questo feroce abbinamento stravolgerà i connotati della classifica generale?

Solo quattro volte finora gli organizzatori della Corsa Rosa hanno osato comporre la durissima accoppiata che caratterizzata il tappone “sovrano” del Giro 2019 e in due occasioni l’abbinamento sconvolse le gerarchie della corsa. Stiamo parlando di Gavia e Mortirolo che nella medesima frazione furono scalati per la prima volta l’8 giugno del 1996, in una tappa che era partita da Cavalese con una maglia rosa decisamente “traballante”, indossando lo spagnolo Abraham Olano le insegne del primato con soli 46 centesimi di secondo di vantaggio su Pavel Tonkov, il corridore russo che quella sera all’Aprica tornerà definitivamente al vertice della classifica con 2’43” sull’italiano Enrico Zaina e 2’57” sull’avversario Olano, che dopo il crollo sul Mortirolo dirà che bisognava far impiccare chi aveva avuto l’idea di asfaltare quella strada. I due valichi torneranno a fare accoppiata il 5 giugno del 1999, data triste per il ciclismo perché quello fu il giorno dell’espulsione di Marco Pantani per i fatti che ben conosciamo; il clamore provocato dalla notizia soffocò le note agonistiche di quella giornata che vide ancora un rovesciamento di fronte perché Paolo Savoldelli, ritrovatosi al vertice della classifica con 34” di vantaggio su Ivan Gotti dopo l’allontamento del “Pirata”, al termine della frazione si ritroverà preceduto dal conterraneo per 3’35”, rischiando d’un soffio anche di perdere il secondo posto poiché Gilberto Simoni terminerà terzo a 3’36”. Bisognerà poi attendere il 2006 affinchè fossero ancora proposti Gavia e Mortirolo nella stessa giornata e, in quell’occasione, non ci fu nessuno sconvolgimento ma solo perché quel Giro lo stava dominando fin dalle tappe appenniche Ivan Basso, che in quella frazione dilatò ancor di più il suo vantaggio sul corridore che lo inseguiva in classifica, lo spagnolo José Enrique Gutiérrez, portandolo da 6′07″ e 9′18″. E infine, classica eccezione che conferma la regola, ci fu la tappa del 2008 al termine della quale tra i primi due della classifica non mutò nulla e i 4” che separavano Alberto Contador da Riccardo Riccò al raduno di partenza di Rovetta rimasero intonsi in quel di Tirano.
Visti i precedenti sarà questa, dunque, la tappa più temuta del 102° Giro d’Italia e non solo per le salite che si dovranno affrontare, ma anche per il giorno di riposo che il gruppo avrà osservato nelle ventiquattrore precedenti. Lo prescrive l’UCI (per regolamento ce ne devono essere due) ed era quasi obbligatorio inserirlo in questo punto, per separe le fatiche delle prime tre frazione alpine dalle ultime tappe in montagna, ma diversi corridori mal lo digeriscono perché interviene a spezzare un ritmo di gara oramai consolidato. E la storia del ciclismo è ricca di episodi di cotte clamorose verificatesi proprio al momento di rimettersi in sella dopo il riposo, come capitò per esempio nel tappone di Serre Chevalier al Tour del 1993, che in un sol colpo fece fuori i due italiani big di classifica, Bugno e Chiappucci, arrivati al traguardo con pesanti ritardi da Indurain e Rominger.
Tanto per gradire, si comincerà a salire sin dalle fasi d’avvio quando, lasciata la località lacustre di Lovere, s’imboccherà la strada che in dolce pendenza percorrere la Val Borlezza in direzione di Clusone, il centro principale della Val Seriana nel cui cuore è possibile ammirare una celebre Danza Macabra dipinta tra il 1848 e il 1849 sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini. Dopo il passaggio da Rovetta la salita si farà più consistente e con 11 Km al 5.8% si raggiungeranno i 1297 metri del Passo della Presolana, superati i quali si scenderà verso la Val di Scalve, alle cui porte si svolterà a destra per andare subito a superare la seconda salita di giornata. È la pedalabile Croce di Salven (8.8 Km al 4.1%), nella quale l’unica vera insidia è rappresentata dalla sede stradale molto stretta; messa alle spalle anche questa difficoltà si planerà su Borno, piccola località di villeggiatura e sport invernali situata sul cosiddetto “Altopiano del Sole”, nel 1981 sede d’arrivo di una tappa del Giro vinta dopo una lunga fuga da Benedetto Patellaro, neoprofessionista siciliano che su quel traguardo dedicò la vittoria al padre, ricoverato in ospedale per una grave malattia. Continunando la discesa si tornerà a quote basse imboccando la Val Camonica, la cui dolce e lenta risalita si protrarrà per una cinquantina di chilometri, attraversando all’inizio di questo tratto il centro di Breno, dominato da un castello innalzato a partire dal XII secolo e che per molto tempo rappresentò la principale fortificazione difensiva della valle. Procedendo in direzione nord la corsa giungerà quindi nella nota località di Capo di Ponte, principalmente conosciuta per il parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane (la più celebre è la “Rosa Camuna”, divenuta simbolo della Regione Lombardia) ma che vanta anche interessanti chiese medievali come il Monastero di San Salvatore e la Pieve di San Siro, situata in frazione Cemmo. Fino a Edolo la strada prenderà quota gradatamente poi si comincerà a macinare più dislivello – sempre su pendenze “tranquille” – quando si sarà cambiata direzione pedalando verso Vezza d’Oglio, centro dal quale è possibile raggiungere con una passeggiata di una ventina di minuti la chiesa di San Clemente, una delle più antiche della valle, mentre con una mulattiera è possibile approcciare la ripidissima strada sterrata che sale ai 2087 metri del Col Carette di Val Bighera, raggiunto il quale inizia una stretta strada asfaltata che giunge sino al Mortirolo. Attraversata Temù, una delle due sedi (l’altra è a Colico) del “Museo della guerra bianca in Adamello” (combattuta durante la Prima Guerra Mondiale), già si sarà a Ponte di Legno, dove si compierà un primo passaggio sulla linea d’arrivo. Subito dopo inizieranno i 16.5 Km all’8% del Passo Gavia, salita che il Giro scoprì nel 1960, quando la strada che conduceva sino a quota 2618 era ancora poco più di una mulattiera, completamente sterrata, esposta sui burroni e stretta al punto che, si racconta, Vicenzo Torriani stipulò contratti con le assicurazioni che concedevano il permesso ai membri dell’organizzazione di scaraventare nei precipizi le ammiraglie che si fossero trovate in “panne”. Quel giorno iniziò la fama ciclistica di questo valico che era già noto all’epoca della Repubblica di Venezia, quando era percorso da una delle numerose rotte commerciali che mettevano in contatto la Serenissima con gli stati a nord delle alpi, itinerario già pericoloso all’epoca se si pensa che il suo primo nome fu “Passo della Testa del Morto”. La strada divenne d’importanza militare durante gli anni della Grande Guerra e una triste vicenda militare la vide protagonista qualche anno prima della scoperta del Giro quando, il 20 luglio del 1954, ventuno alpini persero la vita dopo che la camionetta sulla quale si trovavano precipitò in un burrone a causa del cedimento del fondo stradale. L’incidente avvenne nell’unico tratto oggi rimasto sterrato, che i corridori non percorreranno perché evitato da una galleria costruita nell’estate del 1987, quando la strada fu sistemata dopo le alluvioni che avevano colpito la Valtellina e isolata l’alta valle, facendo del Gavia l’unica strada possibile per farvi accedere i mezzi di soccorso. Torriani, che dopo la tappa del 1960 non era più riuscito a inserire questa salita nel percorso del Giro (nel 1961 e nel 1967 la corsa fu respinta dalla neve), approfittò delle migliorie apportate alla strada per introdurla nuovamente nel tracciato, in occasione di una tappa rimasta nella storia per le pessime condizioni meteorologiche nelle quali si gareggiò (1988). Da allora il Gavia, che negli anni successivi ha perso il suo vetusto fondo bianco, è diventato un passaggio ricorrente della Corsa Rosa, che nel 2019 sarà affrontato per la quindicesima volta, una serie che di passaggi che fu inaugurato dallo scollinamento di Imerio Massignan, a tutt’oggi l’unico italiano ad aver conquistato questo Gran Premio della Montagna. Superata la “Cima Coppi” si scenderà in Valfurva, la terra natale dei Compagnoni, l’ex campionessa di sci Deborah e l’alpinista Achille, che il 31 luglio del 1954 fu assieme a Lino Lacedelli il primo a conquistare la cima del K2. Al termine della planata attenderà i “reduci” dal Gavia la città di Bormio che ha avuto tra i suoi visitatori più illustri anche Leonardo da Vinci, salito addirittura fin sullo Stelvio nel 1493 al seguito del corteo nuziale di Bianca Maria Sforza, la nipote di Ludovico il Moro, che aveva sposato per procura a Milano Massimiliano I d’Asburgo e si stava dirigendo verso Innsbruck, dove avrebbe raggiunto il marito. La “carovana” fece sosta proprio a Bormio e il genio toscano rimase impressionato da quell’ambiente, che descrisse nel Codice Atlantico con le parole “In testa alla Valtolina è la montagna di Bormi. Terribili piene sempre di neve; qui nasce ermellini. A Bormi sono i bagni. Valtolina come detto valle circumdata d’alti terribili monti. Fa vini potentissimi e assai e fa tanto bestiame che da paesani è concluso nascervi più latte che vino. Questa è la valle dove passa Adda, la quale corre più che 40 miglia per la Magna”. Dopo il passaggio da Bormio, la cui principale emergenza monumentale è la tettoia coperta detta “Kuerc”, luogo dove un tempo veniva amministrata la giustizia (nel 1973 farà da sfondo ad alcune scene de “Una breve vacanza”, penultimo film da regista della lunga carriera di Vittorio De Sica), la lunga discesa dal Gavia sarà spezzata da un tratto pianeggiante che si snoderà sul fondovalle della Valdisotto, la porzione della valle dell’Adda che fino al 1987 aveva un aspetto stretto e cupo, cambiando totalmente i connotati dopo la ciclopica frana caduta dal Monte Zandila che portò all’innalzamento del fondovalle di oltre 50 metri, alla formazione di un piccolo lago artificiale, oggi scomparso, ed ebbe la forza di risalire il versante opposto della valle per alcune centinaia di metri, arrivando a distruggere i centri abitati incontranti lungo il cammino e l’antichissima chiesa di San Martino di Serravalle, mentre fu miracolosamente aggirata quella di San Bartolomeo di Castèlaz. Sparì per sempre anche il vetusto “Ponte del Diavolo”, che si credeva costruito dal demonio dopo un patto con i valligiani e che si trovava nel punto più stretto della valle, dove la strada riprende la sua discesa in direzione di Sondalo, località dove nel 1903 fu costruito in stile liberty nel cuore della Pineta di Sortenna il Villaggio Morelli, il primo sanatorio d’Italia e il più grande d’Europa, oggi accessibile con visite guidate organizzate dal Museo dei Sanatori di Sondalo. Attraversata Grosio, “gemella” di Capo di Ponte per la presenza anche in questo centro di un parco d’incisioni rupestri (ma d’interessante c’è anche Villa Visconti Venosta, residenza estiva della nobile famiglia altoatesina, oggi sede museale) si giungerà quindi a Mazzo di Valtellina, comune presso il quale si trova il complesso chiesastico di Santa Maria, che si compone di due chiese e dell’unico battistero medioevale presente sul territorio valtellinese. Per l’appassionato di ciclismo questo luogo rappresenta, però, il punto d’attacco del più celebre versante – ce sono una decina, contando anche le “combinazioni” – del Mortirolo, valico il cui vero nome è “Passo della Foppa” e la cui storia è ben più antica rispetto alla data della “scoperta” da parte del Giro. Lassù molti secoli prima delle battaglie agonistiche a colpi di pedale ne fu, infatti, combattuta dopo il 774 una più “tradizionale” tra le truppe di Carlo Magno e un locale esercito di ebrei e pagani, usciti sconfitti dalla tenzone dopo la quale l’imperatore fece costruire in segno di ringraziamento la chiesa di San Brizio, situata alle porte di Monno. Più recenti, invece, sono le due battaglie combattute nel pianoro sottostante il passo, sul versante bresciano, durante la seconda guerra mondiale e che videro fronteggiarsi i partigiani e le milizie della Repubblica di Salò, uscite sconfitte da quella che gli storici considerano come la più grande battaglia della Resistenza Italiana, terminata in una data storica, il 2 maggio del 1945, giorno della caduta del nazismo in Germania e della resa di Berlino. Nella storia del ciclismo il Mortirolo entrerà il 3 giugno del 1990, affrontato in quella prima occasione dal versante di Monno e percorrendo quindi in discesa le tremende pendenze verso Mazzo, temute al punto che l’organizzazione aveva previsto un servizio di compressori che spazzassero via dal manto stradale gli aghi caduti dai pini e che, sollevati dallo spostamento d’aria provocato dal passaggio di bici e ammiraglie, avrebbero potuto accecare qualche corridore. Il primo eroe del passo valtellinese fu il venezuelano Leonardo Sierra, che salendo verso la “Foppa” staccò i compagni di fuga e poi giunse in solitaria al traguardo dell’Aprica nonostante le due cadute che lo coinvolsero in discesa, dopo le quale decise, terrorizzato, di percorrerne i tratti più pendenti a piedi, spingendo la bici. Capito di aver preso l’ascesa dal verso sbagliato, l’anno successivo Torriani optò per la salita da Mazzo e quella sarà il primo atto della consacrazione di quest’ascesa grazie all’impresa di Chioccioli nella Morbegno – Aprica, completata poi tre anni più tardi dalla fantastica cavalcata di Marco Pantani sulle strade della Merano-Aprica, vinta dal campione di Cesenatico ventiquattrore dopo l’affermazione nel tappone dolomitico di Merano.
Al netto del facilissimo chilometro iniziale, nel quale la salita non si può ancora considerate tale, si dovrà fare i conti con pendenze da mal di gambe per 11 Km e 800 metri, superando in questo lasso di strada un dislivello di 1289 metri e un’inclinazione media da urlo (10.9%) e incontrando il tratto più ostico subito dopo il quarto chilometro dell’ascesa, nel cuore di un troncone di 2800 metri al 13,4% nel quale la pendenza schizza fino al “non plus ultra” del 18%. Arrivati in vetta si dovranno poi percorrere 27,5 Km per tornare a Ponte di Legno, circa cinque in meno rispetto al tradizionale abbinamento con l’Aprica, come quello caratterizzato da un tratto conclusivo in dolce pendenza che ha sempre finito per far ulteriormente decollare i distacchi del Mortirolo. Un finale degno di un tappone destinato ancora una volta a scrivere appassionanti pagine di storia dello sport.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Passo della Presolana (1297 metri). Aperto tra il Monte Scanapà e il Pizzo della Presolana, è valicato dall’ex SS 671 “della Val Seriana” che mette in comunicazione Bratto con Dezzo di Scalve. Il Giro d’Italia vi è salito finora cinque volte, la prima durante la tappa Brescia – San Pellegrino Terme del Giro del 1964, vinta da Franco Bitossi dopo che sulla Presolana era transitato in testa lo spagnolo Antonio Gómez del Moral. Nel 1977, sempre con arrivo a San Pellegrino (partenza da Madonna di Campiglio), Renato Laghi fece suoi sia il GPM, sia il traguardo di tappa. L’anno successivo sarà Lucio Di Federico a conquistare la Presolana durante la Mezzolombardo-Sarezzo vinta da Giuseppe Perletto. Nel 2004 la Presolana sarà arrivo di tappa, situato in località Donico, traguardo conquistato da Stefano Garzelli dopo che, pochi chilometri prima, in vetta al passo era scollinato in testa Gilberto Simoni. L’ultima scalata al valico orobico risale al 2008, nel finale della Legnano – Monte Pora che vide il bielorusso Vasil’ Kiryenka primo sia sulla cima della Presolana, sia al traguardo di tappa.

Valico della Croce di Salven (1108 metri). Ampia sella che separa il Monte Altissimo dalla Corna di San Fermo, è valicato dalla SP 5 tra Dezzo di Scalve e Borno. Quotato 1105 sulle cartine del Giro 2019, è stato inserito una sola volta nel percorso della Corsa Rosa, subito dopo la partenza della Borno – Dimaro del 1981, vinta dallo spagnolo Miguel María Lasa. In quell’occasione il passaggio dal valico non era valido come Gran Premio della Montagna.

Sella di Ossimo (734 metri). Coincide con l’abitato di Ossimo Inferiore, attraversato dalla SP 5 nel corso della discesa della Croce di Salven, tra Borno e Malegno.

Sella di Breno (342 metri). Vi sorge l’omonimo centro.

Passo di Gavia (2621 metri). Aperto tra il Corno dei Tre Signori e il Monte Gavia, è attraversato dall’ex SS 300 “del Passo di Gavia” tra Ponte di Legno e Santa Caterina Valfurva e costituisce lo spartiacque tra la Valtellina e l’alta Valcamonica. E’ quotato 2618 sulle cartine del Giro, che finora l’ha inserito quattordici volte nel percorso e in quattro di queste è stato costretto a rinunciarvi a causa del maltempo (1961, 1967, 1989 e 2013). Gli effettivi scollinamenti portano il nome di Imerio Massignan (1960, Trento – Bormio, primo il lussemburghese Charly Gaul), dell’olandese Johan van der Velde (1988, Chiesa Valmalenco – Bormio, primo il connazionale Erik Breukink), dei colombiani Hernán Buenahora (1996, Cavalese – Aprica, primo Ivan Gotti) e José Jaime González (due volte, nel 1999 e nel 2000; tappe vinte rispettivamente dallo spagnolo Roberto Heras all’Aprica e da Gilberto Simoni a Bormio), del croato Vladimir Miholjević (2004, tappa Cles – Bormio 2000, primo Damiano Cunego), dello spagnolo Juan Manuel Gárate (2006, tappa Trento – Aprica, primo Ivan Basso), del messicano Julio Alberto Pérez Cuapio (2008, tappa Rovetta – Tirano, primo Emanuele Sella), dell’elvetico Johann Tschopp nel 2010 (tappa Bormio – Ponte di Legno / Tonale, vinta dallo stesso corridore e che propose, per l’unica volta nella storia, la scalata dal versante valtellinese) e del colombiano Robinson Eduardo Chalapud nel 2014, quando l’organizzazione ripropose la Ponte di Legno – Val Martello, saltata l’anno precedente per neve e che sarà conquistata dal connazionale Nairo Quintana.

Passo della Foppa (1852 metri). È il valico comunemente identificato come Mortirolo, attraversato dalla strada provinciale che mette in comunicazione Mazzo di Valtellina con Monno. Sulle cartine del Giro è quotato 1854 metri. In realtà, il vero Mortirolo si trova a breve distanza dal valico stradale. Anzi, ne esistono due, il Passo del Mortirolo-Nord e il Passo del Mortirolo-Sud, entrambi alti 1896 metri: il primo si trova a nord est della Foppa ed è raggiunto da una strada sterrata a fondo cieco che si stacca dal tratto terminale del versante bresciano; il valico sud, invece, è toccato da una strada di cresta asfaltata che permette di raggiungere la Foppa direttamente dall’Aprica, passando per Trivigno (è la strada che sarà percorsa in discesa al prossimo Giro d’Italia Under23). Il Giro vi è finora salito tredici volte e gli “eroi” di quest’ascesa sono stati, in rigoroso ordine d’apparizione, il citato Sierra nel 1990 (tappa Moena – Aprica), Chioccioli nel 1991 (Morbegno – Aprica, identico vincitore), Marco Pantani nel 1994 (Merano – Aprica, idem), Ivan Gotti nel 1996 (Cavalese – Aprica, idem), Wladimir Belli nel 1997 (Malè – Edolo, primo il russo Pavel Tonkov), ancora Gotti nel 1999 (Madonna di Campiglio – Aprica, primo al traguardo lo spagnolo Roberto Heras), Raffaele Illiano nel 2004 (Bormio – Presolana, primo Stefano Garzelli), Ivan Basso nel 2006 (Trento – Aprica, idem), lo spagnolo Antonio Colom nel 2008 (Rovetta – Tirano, vinta da Emanuele Sella), nuovamente Basso nel 2010 (Brescia – Aprica, vinta da Michele Scarponi), l’elvetico Oliver Zaugg nel 2012 (Caldes – Passo dello Stelvio, vinta dal belga Thomas De Gendt), l’olandese Steven Kruijswijk nel 2015 (tappa Pinzolo – Aprica, vinta dallo spagnolo Mikel Landa) e lo spagnolo Luis Léon Sanchez nel 2017 (tappa Rovetta – Bormio, vinta da Vincenzo Nibali).

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Lovere

La “Danza Macabra” di Clusone

Vista panoramica sulla Val di Scalve dalla discesa della Presolana

Castello di Breno

Capo di Ponte, Parco delle incisioni rupestri di Naquane

Capo di Ponte, Monastero di San Salvatore

Cemmo, Pieve di San Siro

Chiesa di San Clemente, Vezza d’Oglio

Tratto abbandonato della vecchia strada del Gavia, teatro dell’incidente del 20 luglio 1954

Il “kuerc” di Bormio ripreso in un’inquadratura del film “Una breve vacanza” (www.davinotti.com)

Il “kuerc” di Bormio ripreso in un’inquadratura del film “Una breve vacanza” (www.davinotti.com)

Valdisotto, la rupe miracolosamente aggirata dalla frana del 1987 in cima alla quale si staglia il campanile della chiesa di San Bartolomeo di Castèlaz

Grosio, Villa Visconti Venosta

Mazzo di Valtellina, complesso chiesastico di Santa Maria

Il monumento a Marco Pantani lungo la salita al Passo del Mortirolo

Un ripido tornante del Mortirolo e, in trasparenza, laltimetria della 16a tappa del Giro 2019 (www.caidongo.it)

Un ripido tornante del Mortirolo e, in trasparenza, l'altimetria della 16a tappa del Giro 2019 (www.caidongo.it)

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