AMSTEL GOLD RACE 2019: LE PAGELLE

aprile 23, 2019 by Redazione  
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Dopo la straordinaria impresa di Van der Poel sulle strade dell’Amstel Gold Race ecco le pagelle dell’unica classica del nord disputata sulle strade dei Paesi Bassi

MATHIEU VAN DER POEL: Fenomeno lui o polli Alaphilippe e Fuglsang? Nel dubbio lui fa il suo dovere, che è qualcosa di straordinario. Ricuce da solo il buco negli ultimi 3 km e sprinta in faccia a gente più forte ed esperta di lui. Un treno che non conosce fermate, sempre dritto! Voto: 10 e lode

MICHAŁ KWIATKOWSKI: Il polacco prova a prendere le ruote di Fuglsang e Alaphilippe; ci riesce solo nell’ultimo chilometro ma, purtroppo per lui, rientra solo poco tempo prima di Van Der Poel. Voto: 7

ALESSANDRO DE MARCHI: Ci prova nel finale e conquista un settimo posto che non è da buttare. Il friulano ha carta bianca e prova a giocarsi tutte le sue chances di vittoria entrando nell’azione decisiva del campioncino della Coredon-Circus, ma allo sprint non è uno dei ciclisti più validi. Voto: 7

SIMON CLARKE: Zitto zitto, si mette a ruota di Van Der Poel e guadagna mesto mesto un ottimo secondo posto. Chi si vuole piazzare si deve attaccare al treno Van der Poel. Voto: 7

DAVIDE VILLELLA: Si mette in testa al gruppo e ricuce il distacco dei fuggitivi in un attimo; è il miglior gregario di giornata per distacco. Voto: 6,5

MAXIMILIAN SCHACHMANN: Si spazientisce quando il gruppo non si organizza per prendere i due in testa, Fuglsang e Alaphilippe, e attacca da solo. Alla fine arriva 5°: contro questo Van Der Poel c’era poco da fare. Voto: 6,5

PHILIPPE GILBERT: Resta nelle retrovie, non spinge data la presenza di Alaphilippe in testa alla corsa, ma nel momento clou non riesce a tenere testa a Van Der Poel. Non era facile e la corsa sembrava ormai finita. Voto: 6

MATTEO TRENTIN: Alla fine arriva 10°, però corre da protagonista, su strade che non sono proprio le sue preferite. Voto: 6

ALBERTO BETTIOL: Prestazione anonima per il toscano della Ef Education First, che aveva saltato la Parigi-Roubaix per prepararsi in vista delle Ardenne. Vedremo tra Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi se riuscirà a stupirci di nuovo. Al momento c’è solo il passaggio a vuoto dell’Amstel. Voto: 5

WOUT VAN AERT: Giornata no. Sembra in fase calante, che abbia bisogno di riposo per ricaricare le pile? Voto: 5

JULIAN ALAPHILIPPE: Se arrivava da solo con Fuglsang al traguardo avrebbe vinto 10 su 10 in volata. Il problema è che da dietro hanno fatto rientrare prima Kwiatkowski e poi Van Der Poel. Voto: 5

ALEJANDRO VALVERDE: Sessantacinquesimo a 4′19”, il campione del mondo proprio non riesce a far sua l’Amstel. Voto: 5

JAKOB FUGLSANG: Il danese attacca nel momento giusto, esce dal gruppo con Alaphilippe ma poi si perde tra errori tattici e incomprensioni con l’ammiraglia. Voto: 4,5

PETER SAGAN: Sparisce subito dal vivo della corsa e non arriverà nemmeno al traguardo. Sconsolante. Voto: 4

MICHAEL VALGREN: Il vincitore della passata edizione termina al 52° posto, senza un guizzo, senza nessuna voglia di conservare il titolo. Alla fine ha fatto quello che sta facendo da inizio stagione: niente. Voto: 3

Luigi Giglio

VAN DER POEL CONFEZIONA UN’AMSTEL DI PASQUA CON IL FIOCCO

aprile 21, 2019 by Redazione  
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Vittoria sorprendente di Mathieu van der Poel (Coredon-Circus) con un numero nell’ultimo chilometro, quando i giochi sembravano già fatti. Astana e Deceuninck non riescono a fermare l’astro olandese. Ancora deludente Sagan (Bora-Hansgrohe).

Si è disputata oggi la cinquantaquattresima edizione dell’Amstel Gold Race, la classica della ”Birra” che con ben 35 “côtes” da affrontare nello scenario olandese del Limburgo, ha da sempre affascinato gli appassionati di questa disciplina sportiva. La prima classica vallonata di questa regione, che insieme alla Freccia Vallone e alla Liegi-Bastogne-Liegi forma un trittico di tutto rispetto, nel quale sport, storia, tradizione e spettacolo vanno a fondersi in una settimana di pura ”passione”. Ben 265,7 i chilometri che i partecipanti hanno dovuto affrontare prima di giocarsi le loro possibilità di vittoria all’arrivo posto a Valkenburg. Era la domenica di Pasqua e, come potrete leggere, è stata una giornata dal finale sorprendente, degno del miglior regalo che si possa trovare in uovo di Pasqua.
I ciclisti partivano in leggero ritardo, alle 10:40, da Maastricht, con il dorsale numero sulle spalle del danese Michael Valgren, vincitore dell’edizione della passata edizione. Dodici mesi fa in gara col Team Astana, quest’anno in maglia Dimension Data, Valgren non sembrerebbe aver assimilato il cambio di casacca a causa di una prima parte di stagione corsa sottotono e lontana dai fasti del 2018. Al via anche l’italiano Alberto Bettiol (EF Education First), vincitore due domeniche fa del Giro del Fiandre, e il campione del mondo in carica Alejandro Valverde (Movistar), quest’ultimo dal palmarès di primissimo livello, ma con nessuna Amstel Gold Race nel curriculum.
La fuga non riusciva a prendere subito il largo e vari tentativi venivano annullati dal gruppo, finché un piccolo drappello, tra nel quale c’era l’italiano Paolo Simion (Bardiani-CSF), riusciva a prendere il largo intorno al km 40. Più avanti questo piccolo gruppetto veniva raggiunto da altri fuggitivi che andavano a comporre un plotoncino di undici corridori che dopo 60 km di corsa, viaggiavano con un vantaggio di oltre 7 minuti sul gruppo inseguitore. Oltre a Simion lo componevano Grega Bole (Bahrain-Merida), Julien Bernard (Trek-Segafredo), Marcel Meisen (Corendon-Circus), Thomas Sprengers e Aaron Verwilst (Sport Vlaanderen Baloise), Michael Schär (CCC Teeam), Nick van der Lijke (Roompot-Charles), Tom Van Asbroeck (Israel Cycling Academy), Marco Minnaard e Jérôme Baugnies (Wanty-Gobert). Tra i corridori all’attacco da notare la presenza di un compagno di squadra di uno dei grandi protagonisti di giornata, l’olandese Mathieu van der Poel (Corendon-Circus). Anche Greg Van Avermaet (CCC Team), fuoriclasse non troppo incline all’Amstel, aveva mandato uno dei suoi fedelissimi nella fuga di giornata, segno che le intenzioni erano bellicose.
Il primo dei fuggitivi ad alzare bandiere bianca era proprio l’italiano Simion, costretto a staccarsi a causa dell’andatura elevata dei fuggitivi quando di chilometri al traguardo ne mancavano ancora 90. Il resto dei fuggitivi transitava per la seconda volta sul leggendario Cauberg con 4′50” di vantaggio sul gruppo, in quei frangenti guidato a tutta velocità dall’italiano Davide Villella (Astana), la cui azione faceva velocemente scendere il ritardo a 2′30”. Villella, che come corridore per le corse mosse di un giorno è sempre da tenere d’occhio, si era messo oggi a completa disposizione dei due più quotati compagni di squadra, Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko, quest’anno già plurivincitori tra tappe del Tour fo Oman, della Vuelta a Andalucía e della Tirreno-Adriatico.
A 43 Km dal traguardo, quando i fuggitivi erano ormai a soli 10” di distanza dal gruppo grazie al lavoro del Team Astana, Van der Poel attaccava sulla salita del Kruisberg. L’olandese provava l’azione a sorpresa da lontano, portandosi dietro non diversi corridori, come avrebbe voluto, ma il solo Gorka Izagirre (Astana) come stopper. I due venivano presto da Julian Alaphilippe (Deceuninck – Quick Step) e Jacob Fuglsang (Astana), esponenti delle due formazioni che in questo inizio di 2019 hanno mostrato una condizione e un’organizzazione tattica superiore alle altre. Mentre l’olandese veniva ripreso dal gruppo principale, il francese e il danese allungavano nuovamente e a 33 Km dal traguardo viaggiavano con 8″ su un terzetto di inseguitori composto da Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Michał Kwiatkowski (Sky) e Michael Woods (EF Education First), Van der Poel, per il quale sembravano essere finite lì le veilleità di vittoria odierna, era cronometrato a 40” assieme a Philippe Gilbert (Deceuninck – Quick Step), Michael Matthews (Sunweb), Van Avermaet, Wout Van Aert (Jumbo-Visma) e Lutsenko, rientrato dopo una caduta. Non faceva parte di questo gruppo Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), autore dell’ennesima uscita stagionale infelice.
Sull’ultimo passaggio dal Cauberg, a 18,7 km dalla linea d’arrivo, Kwiatkowski forzava inultimente nel tentativo di raggiungere il duo di testa, azione che faceva staccare Woods prima e Trentin poi. il gruppo inseguitore, nel quale giustamente non tiravano Deceuninck – Quick-Step, Astana e Sky, non riusciva ad organizzare un adeguato inseguimento e viaggiava con quasi un minuto di ritardo, tanto che un altro dei favoriti di giornata, il tedesco Maximilian Schachmann (Bora-Hansgrohe) usciva di prepotenza e si portava da solo all’inseguimento dei primi. Sotto l’arco dei 10 chilometri al traguardo Alaphilippe e Fuglsang, che collaboravano d’amore e d’accordo, passavano con 16” di vantaggio su Trentin, riuscito a riportarsi su Kwiatkowski, il quale che aveva pagato l’inutile sforzo di raggiungere il duo in testa da solo. Schachmann era a 30” e aveva guadagnato in pochi chilometri 15” sul resto del gruppo. Sapendo di essere meno forte allo sprint Fuglsang giustamente provava a staccare Alaphilippe sull’ultima salita, il Bemelerberg (900 metri al 4,6% di pendenza). Il francese dimostrava, però, una freschezza fisica non indifferente e rispondeva colpo su colpo. Se non erano serviti per staccare i francesi, gli attacchi del danese aveva avuto l’effetto di far aumentare il vantaggio dal duo Trentin-Kwiatkowski, ora cronometrato a 43″.
Diversi corridori uscivano dal gruppo a 3 km dall’arrivo e tra questi c’erano Alessandro De Marchi (CCC Team), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Simon Clarke (EF Education First) e nuovamente Van der Poel. Dopo aver provato ad attaccare a 43 Km dalla linea d’arrivo, il capitano della Coredon-Circus aveva aspettato solo i -3, decisione incomprensibile ai più poichè a questo punto i giochi sembravano per tutti ormai decisi. Ma, come vedremo, nell ciclismo tutto può succedere e non bisogna mai dare nulla per scontato.
Giunti sotto l’arco dell’ultimo chilometro Fuglsang e Alaphilippe, stanchi, si guardavano l’un l’altro, mentre Kwiatkowski, ripresosi, era a pochissimi secondi di distanza dal duo di testa. Proprio mentre il polacco sembrava poter tirare un sospiro di sollievo per aver completato l’inseguimento, da dietro spuntava un sorprendente Van der Poel, che in due chilometri aveva completamente annullato il gap. L’olandese non mostrava segni di affaticamento, nonostante la rincorsa appena portata a termine, e andava a vincere in volata di prepotenza, da vero dominatore. Secondo si piazzava Clarke, che era riuscito a tenere le ruote nell’inseguimento a Van der Poel, mentre terzo era Fuglsang e solo quarto si piazzava Alaphilippe. Primo degli italiani, al settimo posto, era De Marchi, mentre un ottimo Trentin si collocava decimo.
Dopo la vittoria alla Freccia del Brabante ecco un’altra vittoria di classe e potenza per il gioiellino olandese della Coredon-Circus, vittoria che fa aumentare ancora il rammarico per l’assenza forzata, causa mancato invito da parte di Aso, alla Parigi-Roubaix di domenica scorsa.

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Mathieu Van Der Poel (Ned) Corendon – Circus 6:28:18
2 Simon Clarke (Aus) EF Education First 0
3 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team 0
4 Julian Alaphilippe (Fra) Deceuninck – Quick – Step 0
5 Maximilian Schachmann (Ger) Bora – Hansgrohe 0
6 Bjorg Lambrecht (Bel) Lotto Soudal 0
7 Alessandro De Marchi (Ita) CCC Team 0
8 Valentin Madouas (Fra) Groupama – FDJ 0
9 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale 0
10 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton – Scott
11 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky 0:00:02
12 Bauke Mollema (Ned) Trek – Segafredo
13 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:00:46
14 Greg Van Avermaet (Bel) CCC Team
15 Daryl Impey (RSA) Mitchelton – Scott 0:00:54
16 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
17 Jay Mc Carthy (Aus) Bora – Hansgrohe
18 Roman Kreuziger (Cze) Team Dimension Data
19 Dion Smith (NZl) Mitchelton – Scott
20 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
21 Robert Gesink (Ned) Team Jumbo – Visma
22 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
23 Toms Skujins (Lat) Trek – Segafredo
24 Ben Hermans (Bel) Israel Cycling Academy
25 Enrico Battaglin (Ita) Team Katusha Alpecin
26 Patrick Konrad (Aut) Bora – Hansgrohe
27 Xandro Meurisse (Bel) Wanty – Gobert Cycling Team
28 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
29 Sergio Luis Henao Montoya (Col) UAE Team Emirates
30 Philippe Gilbert (Bel) Deceuninck – Quick – Step
31 Dylan Van Baarle (Ned) Team Sky
32 Rudy Molard (Fra) Groupama – FDJ
33 Dries Devenyns (Bel) Deceuninck – Quick – Step 0:04:02
34 Tom Van Asbroeck (Bel) Israel Cycling Academy 0:04:19
35 Gianni Vermeersch (Bel) Corendon – Circus
36 Nathan Haas (Aus) Team Katusha Alpecin
37 Grega Bole (Slo) Bahrain – Merida
38 Bryan Coquard (Fra) Vital Concept – B&B Hotels
39 Clement Venturini (Fra) AG2R La Mondiale
40 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
41 Enrico Gasparotto (Ita) Team Dimension Data
42 Huub Duijn (Ned) Roompot – Charles
43 Benoit Cosnefroy (Fra) AG2R La Mondiale
44 Maurits Lammertink (Ned) Roompot – Charles
45 Matej Mohoric (Slo) Bahrain – Merida
46 Lawrence Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
47 Paul Martens (Ger) Team Jumbo – Visma
48 Nick Van Der Lijke (Ned) Roompot – Charles
49 Patrick Müller (Swi) Vital Concept – B&B Hotels
50 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
51 Marcel Meisen (Ger) Corendon – Circus
52 Michael Valgren Andersen (Den) Team Dimension Data
53 Marc Hirschi (Swi) Team Sunweb
54 Serge Pauwels (Bel) CCC Team
55 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
56 Marcus Burghardt (Ger) Bora – Hansgrohe
57 Wout Van Aert (Bel) Team Jumbo – Visma
58 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
59 Michael Albasini (Swi) Mitchelton – Scott
60 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal
61 G Lawson Craddock (USA) EF Education First
62 Gorka Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
63 Dylan Teuns (Bel) Bahrain – Merida
64 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
65 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
66 Diego Rosa (Ita) Team Sky
67 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
68 Damiano Caruso (Ita) Bahrain – Merida
69 Alberto Bettiol (Ita) EF Education First 0:07:53
70 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain – Merida
71 Logan Owen (USA) EF Education First
72 Alex Howes (USA) EF Education First
73 Dennis Van Winden (Ned) Israel Cycling Academy
74 Quentin Pacher (Fra) Vital Concept – B&B Hotels
75 Floris De Tier (Bel) Team Jumbo – Visma
76 Mathias De Witte (Bel) Roompot – Charles
77 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
78 Carlos Barbero (Spa) Movistar Team
79 Michael Gogl (Aut) Trek – Segafredo
80 Michal Golas (Pol) Team Sky
81 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
82 Cesare Benedetti (Ita) Bora – Hansgrohe
83 Tom-Jelte Slagter (Ned) Team Dimension Data
84 Jimmy Janssens (Bel) Corendon – Circus
85 Bert-Jan Lindeman (Ned) Team Jumbo – Visma
86 Pieter Weening (Ned) Roompot – Charles
87 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton – Scott 0:07:56
88 Michael Schär (Swi) CCC Team 0:09:12
89 Julien Bernard (Fra) Trek – Segafredo
90 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck – Quick – Step 0:10:59
91 Romain Seigle (Fra) Groupama – FDJ 0:11:17
92 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty – Gobert Cycling Team
93 Clément Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale
94 Odd Christian Eiking (Nor) Wanty – Gobert Cycling Team
95 Julien Vermote (Bel) Team Dimension Data
96 August Jensen (Nor) Israel Cycling Academy
97 Oscar Riesebeek (Ned) Roompot – Charles
98 Stijn Devolder (Bel) Corendon – Circus
99 Kevin Deltombe (Bel) Sport Vlaanderen – Baloise
100 Edward Dunbar (Irl) Team Sky
101 Jerome Baugnies (Bel) Wanty – Gobert Cycling Team
102 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo – Visma
103 Rick Zabel (Ger) Team Katusha Alpecin 0:13:09
104 Edward Theuns (Bel) Trek – Segafredo 0:13:39
105 Nicholas Schultz (Aus) Mitchelton – Scott 0:15:41
106 Wout Poels (Ned) Team Sky
107 Carlos Verona Quintanilla (Spa) Movistar Team
108 Lennard Kämna (Ger) Team Sunweb
109 Enrico Barbin (Ita) Bardiani Csf

Stremato per limpresa appena compiuta, Mathieu Van der Poel esulta da terra dopo aver conquistato lAmstel Gold Race (foto Bettini)

Stremato per l'impresa appena compiuta, Mathieu Van der Poel esulta da terra dopo aver conquistato l'Amstel Gold Race (foto Bettini)

AMSTEL GOLD RACE 2019 – I FAVORITI

aprile 20, 2019 by Redazione  
Filed under 5) AMSTEL GOLD RACE, News

Il giorno di Pasqua va in scena la 54a edizione dell’Amstel Gold Race, l’unica classica del nord interamente disegnata sul suolo olandese. Qui trovate i favoriti

25% – MATHIEU VAN DER POEL: Al Fiandre ha mostrato una forma eccelsa, alla Freccia del Brabante l’ha confermata alla grande battendo fior fiori di corridori coma Julian Alaphilippe e Michael Matthews. L’unica pecca è che non ha una squadra in grado di supportarlo nei momenti più delicati della corsa e si potrà trovare nella morsa degli uomini della Deceuninck Quick-Step. Resta comunque il favorito numero 1.

15% – JULIAN ALAPHILIPPE: Per domenica si potrebbe riassumere tutto con il titolo Deceuninck Quick-Step vs Van Der Poel. Alaphilippe è la punta principale del team di Lefevere per l’Amstel Gold Race, è un corridore che non ha bisogno di presentazioni, un ciclista che ha vinto molto e che pochi giorni fa è stato sverniciato in volata da Va Der Poel. Classe, squadrone e voglia di rivalsa ne fanno uno dei principali favoriti.

15% – PHILIPPE GILBERT: Dopo la Parigi-Roubaix vinta meritatamente domenica scorsa, lui che ha vinto qui sulle Ardenne proprio due anni fa, come si potrebbe escluderlo dai favoriti? Lui poi che di Amstel ne ha vinte addirittura quattro…

10% – PETER SAGAN: Lo slovacco della Bora-Hansgrohe è sempre da tenere d’occhio, ma la costante del 2019 è un ”voglio ma non posso”. Corre bene, sempre nelle prime posizioni, poi arriva il momento topico, gli ultimi chilometri, e c’è sempre qualcuno che lo batte. Vedremo se ci sarà un’inversione di tendenza.

10% – MICHAEL MATTHEWS: L’australiano ha le doti e le caratteristiche perfette per vincere l’Amstel. Al suo fianco ha una Sunweb che avrà al via anche un corridore di esperienza come Nicolas Roche, che potrà rivelarsi un ottimo asso nella manica.

10% – ALEJANDRO VALVERDE: Il Campione del Mondo in carica ha un palmares da far invidia a chiunque e una delle poche corse che gli mancano è proprio l’Amstel Gold Race, corsa che ha chiuso più volte sul podio ma mai da vincitore. Che sia giunta l’ora di portarla a casa?

5% – ALBERTO BETTIOL: Il ciclista italiano della EF Education Firs sta finalmente attraversando una primavera da sogno. Vittorioso al Fiandre, fuori dal podio per poco alla Freccia del Brabante, il toscano sarà al via per rompere le uova nel paniere agli avversari più quotati.

5% – WOUT VAN AERT: Il campioncino belga è alla ricerca della sua prima vittoria di prestigio in questa stagione ciclistica. Le Ardenne fanno per lui, è un terreno che ama; che l’Amstel sia la svolta che tutti attendono con ansia per il definito lancio del duello anche su strada con Van Der Poel?

1% – GREG VAN AVERMAET: il campione olimpico del CCC Team è sempre da tenere in considerazione, anche se terreno e forma non sono proprio al top per lui.

1% – JACOB FUGLSANG: Il danese del Team Astana, quando arrivano le Ardenne, diventa sempre uno degli outsider più quotati.

1% – MICHAŁ KWIATKOWSKI: Inizio di stagione in ombra per il fuoriclasse polacco. Vincitore nel 2015, ripetersi sembrerebbe molto difficile, specie se guardiamo alle ultime sue uscite stagionali. Ma nel ciclismo mai dire mai.

1% – ENRICO GASPAROTTO: Per l’italiano in maglia Dimension Data non è un mistero che l’Amstel sia la sua corsa prediletta, vinta due volte (e altre due volte sul podio). Alla Freccia del Brabante ha fatto vedere di essere in forma e in grado di giocarsi le sue carte per cercare la fatidica tripletta.

1% – MICHAEL VALGREN: Il vincitore dell’anno scorso dopo l’approdo alla Dimension Data sta viaggiando su binari completamente opposti rispetto al rendimento della passata stagione. Che possa ripetersi sembrerebbe estremamente difficile.

Luigi Giglio

NELL’INFERNO DEL NORD GILBERT FA IL DIAVOLO A QUATTRO

aprile 14, 2019 by Redazione  
Filed under 4) PARIGI - ROUBAIX, News

A 67 chilometri dall’arrivo, attacco decisivo del fuoriclasse belga che va a vincere un’altra classica monumento, 4 su 5 quelle da lui conquistate. Grande lavoro della Deceuninck – Quick Step. L’anno prossimo assalto alla Milano-Sanremo per entrare nella storia? Secondo un sorprendente Politt (Katusha-Alpecin).

Si è corsa oggi la centodiciasettesima edizione della Parigi-Roubaix, come da consuetudine nella seconda domenica di Aprile. La Classica delle Classiche, la corsa più dura, la più ambita. Non devono trarre in fallo i 257 chilometri pianeggianti, le vere asperità sono i 29 settori di pavé (identificati a ritroso coi numeri dal 29 all’1), che corrispondevano ad un totale di 54,5 km. È la “regina” delle corse del nord, nella quale i settori in pavé diventano il sogno ambito o l’incubo di ogni ciclista, dove polvere e fango si incontrano e scontrano a ridosso delle ”pietre”, dove ogni corridore può diventare leggenda e fregiarsi del titolo di dominatore dell”’Inferno del Nord”.

I PRIMI CHILOMETRI DI GARA

Il gruppo partiva in perfetto orario, alle 11:00, da Place du General de Gaulle a Compiègne, dove tra i ciclisti al via non c’era il colombiano Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), costretto al forfait da un attacco influenzale accusato nella notte. Non erano presenti alla partenza neanche due protagonisti del Giro delle Fiandre: Mathieu van der Poel (Corendon-Circus) e Alberto Bettiol (EF Education First). La squadra professional dell’olandese non era stata invitata dall’ASO, invece il ciclista italiano che domenica scorsa a sorpresa aveva trionfato al Giro delle Fiandre qualche giorno fa aveva annunciato che avrebbe saltato la classica del pavé per puntare alle Ardenne. Solo il tempo ci potrà dirci se il toscano abbia fatto la scelta giusta. Da segnalare tra i partenti, Joseph Areruya (Delko Marseille Provence), il primo ciclista ruandese a correre la Roubaix.

Il primo tratto di pavé, quello numero 29, era situato tra Troisvilles e Inchy, a 97,5 km dal via. Nei precedenti chilometri d’asfalto non mancavano comunque gli attacchi da parte di vari corridori. Molta attiva era l’Astana, ma sia Dmitriy Gruzdev, sia Magnus Cort Nielsen non riuscivano ad eludere il controllo del gruppo. Ce l’avrebbero fatta, qualche chilometro più tardi Jurgen Roelandts (Movistar), Casper Pedersen (Sunweb) e Mads Würtz Schmidt (Katusha-Alpecin). Il terzetto sarebbe stato raggiunto una decina di chilometri più tardi e, una volta riassorbiti questi attaccanti, si assisteva al tentativo di un altro gruppo di corridori, questa volta molto più numeroso. In testa alla corsa si formava così un plotoncino di ben 23 ciclisti, formato dal talentuoso Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), da Yves Lampaert (Deceuninck Quick-Step), uno dei favoriti di giornata, dagli italiani Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) e Davide Ballerini (Astana), da Jorge Arcas (Movistar Team), Michael Schär (CCC Team), Damien Gaudin e Adrien Petit (Direct Énergie), Frederik Backaert (Wanty-Gobert Cycling Team), Kris Boeckmans (Vital Concept-B&B Hotels), Bert Van Lerberghe (Cofidis), Frederik Frison (Lotto Soudal), Michaël Van Staeyen (Roompot-Charles), Pascal Eenkhoorn (Jumbo-Visma), Reinardt Janse van Rensburg (Dimension Data), Nils Politt e Marco Haller (Katusha-Alpecin), Tim Declercq (Deceuninck -Quick Step), Stefan Küng (Groupama-FDJ), Matti Breschel (EF Education First), Edward Theuns (Trek-Segafredo), Kamil Gradek (CCC Team) e Maciej Bodnar (Bora-Hansgrohe). Ballerini, alla prima partecipazione alla Roubaix, era riuscito a centrare la fuga principale di giornata e lo stesso era ben presente e attento nei primi tratti di pavé. La corsa, a ritmi elevati, affrontava il tratto di pietre numero 28, quello da Briastre a Viesly, da quest’anno intitolato a Michael Goolaerts, il ventitreenne belga che lo scorso anno morì dopo un attacco cardiaco che lo colpì mentre percorreva questo tratto. Trentin, uno dei ciclisti più attivi nel gruppetto in fuga, memore di un ”Fiandre” negativo, cercava di dar fondo a tutte le sue energie, ma la sfortuna voleva che una foratura lo fermasse sul tratto numero 27, da Viesly a Quiévy, mentre il gruppo inseguitore – che viaggiava con un ritardo di 50 secondi – era pilotato dagli uomini della Bahrein-Merida. Il team asiatico, che oggi aveva le sue punte nei giovani talentuosi Matej Mohorič e Iván García, riusciva a ricompattare il gruppo prima del settore di pavé numero 23 che da Verchain-Maugré portava a Quérénaing.

Foratura e cadute, come prevedibili, erano protagoniste nel gruppo negli attraversamenti dei tratti di ”pietra”. Molte erano le vittime, tra le quali Daniel Oss (Bora-Hansgrohe), Taco van der Hoorn (Jumbo Visma) e Iljo Keisse (Deceuninck – Quick-Step), caduti e costretti a ricevere le visite del medico di gara. Le scivolate, complici le strade strette, spezzavano il gruppo in due tronconi e nella seconda parte finivano colpevolmente alcuni dei favoriti principali di giornata come Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale). Mentre Kristoff sembrava avere una pedala stanca, segno di non avere più la forma eccelsa delle ultime settimane, Naesen e Sagan facevano lavorare i propri gregari per rientrare nella prima parte del gruppo. L’inseguimento darà i suoi frutti solo al chilometro 158, prima dell’imbocco del tratto in pavé numero 20, mentre il norvegese Kristoff non riuscirà nemmeno a tenere le ruote degli inseguitori: per lui i sogni di gloria sono già finiti.

L’INFERNO DEL NORD

Il gruppo marciava spedito ad alta velocità verso il chilometro 164,5, che segnava l’ingresso nella mitica e suggestiva ”Foresta di Arenberg”. Il tratto in pavé numero 19, il più difficile, uno dei pochi tratti ad avere cinque stelle di difficoltà: la Trouée d’Arenberg, 2,3 chilometri di pura adrenalina corsi in una foresta simbolo di una corsa secolare. In testa al gruppo facevano capolino Greg Van Avermaet (CCC Team) e John Degenkolb (Trek-Segafredo), mostrando un’energia e una voglia di sacrificio che non avevano mostrato la scorsa domenica nelle Fiandre; purtroppo per loro le energie necessarie gli verranno a mancare nell’azione decisiva di giornata. Nel mezzo della foresta attaccava il passistone belga dell’Ag2R La Mondiale Stjin Vandenbergh, il cui tentativo veniva vanificato proprio al momento del ritorno della corsa sull’asfalto. Nella pancia del gruppo finivano nel prato Sagan e Wout Van Aert (Jumbo Visma), che riuscivano a rientrare anche se poi l’olandese era costretto prima a perdere nuovamente terreno a causa di un problema al cambio e poi a cambiare bici prendendo quella del compagno di squadra Pascal Eenkhoorn, che si era fermato ad aspettarlo. Nemmeno una scivolata sull’asfalto lo frenava da un inseguimento che si sarebbe concluso al km 187: davvero una bella dimostrazione di grinta e di tenacia per l’asso del ciclocross belga, oggi indubbiamente uno dei corridori più sfortunati.

Il gruppo allungato entrava nel 14° settore di pavé, da Beuvry a Orchies, e quando mancavano poco più di 65 km all’arrivo attaccava Wesley Kreder della Wanty-Gobert. Il tentativo del ciclista olandese era il preludio da una delle azioni più belle di giornata, nata in un momento d’indecisione in testa al gruppo. Di questa situazione ne approfittavano Philippe Gilbert (Deceuninck – Quick Step) e Nils Politt (Katusha-Alpecin) che attaccavano e pochi metri dopo erano raggiunti da Rudy Selig (Bora-Hansgrohe), gregario di Peter Sagan che non si lasciava sorprendere e con buona lena si lanciava all’inseguimento dei due. Il terzetto rientrava su Kreder e poi lo lasciava sul posto lanciandosi nuovamente all’attacco. Gilbert, un campione che non ha bisogno di presentazioni, e Politt, giovane corridore tedesco che si era ben comportato all’ultimo Giro delle Fiandre, collaboravano intelligentemente, mentre Selig se ne stava sempre a ruota per ordini di scuderia. Degenkolb, in ombra, non riusciva nemmeno a tenere le ruote del compagno di squadra Jasper Stuyven, mentre Van Avermaet, in questo 2019 sembrerebbe aver perso ormai quel fiuto tattico che lo aveva aiutato molto nelle ultime stagioni. Chi, invece, nonostante le sfortune di giornata non aveva perso lucidità era Peter Sagan. Lo slovacco, che aveva perso anche Marcus Burghardt a causa di una caduta, a dispetto delle varie difficoltà accusate forzava nel gruppo inseguitore, precisamente nel tratto di pavé da Auchy a Bersée, a 50 chilometri dalla linea d’arrivo. Riuscivano a tenergli testa solo Van Aert, Lampaert, Christophe Laporte (Cofidis), Marc Sarreau (Groupama-Fdj) e Sep Vanmercke (EF Education First) che, a causa di un precedente guaio meccanico, era costretto a correre con la bici del compagno di squadra Sebastian Langeveld. Qualche chilometro più avanti, il gruppo Sagan trovava sulla propria strada Selig, il quale si era sganciato dal duo Gilbert-Politt per dare una mano al proprio capitano. Raggiunto il duo in testa, Selig si rialzava mentre Gilbert cercava ancora di attaccare. Laporte e Sarreau non riuscivano a tenere le ruote del campione belga, che veniva raggiunto dagli altri ciclisti del gruppetto: in testa alla corsa si era così formato un sestetto di tutto rispetto composto dai grossi nomi di Gilbert, Sagan, Lampaert, Politt, Van Aert e Vanmarcke. La corazzata Deceuninck – Quick-Step aveva due uomini di primissimo piano nel gruppo di testa mentre ad inseguirli a 35” c’era da solo il sorprendente Ballerini, che alla sua prima Parigi-Roubaix si stava dimostrando un degno erede del suo compianto omonimo Franco Ballerini. A 50 secondi era segnalato il gruppo, nel quale i vari team impegnati nell’inseguimento non riuscivano a collaborare. La Lotto-Soudal si era sciolta come neve al sole dopo l’incidente di Tiesj Benoot, finito contro il lunotto dell’ammiraglia del Team Jumbo-Visma, l’Astana si era nascosta mestamente nel mezzo del gruppo dopo un avvio di gara frizzante mentre la Trek-Segafredo non aveva più le forze per tentare un concreto inseguimento. Solo il CCC Team provava qualcosa, ma inutilmente, mentre alle sue spalle se ne stavano sornioni Florian Sénéchal e Zdeněk Štybar, gregari di giornata di una Deceuninck – Quick Step che ancora una volta metteva in evidenza il suo strapotere nelle Classiche del Nord. La giornata era, invece, molto negativa per la Sky, a cominciare da Gianni Moscon per finire con Luke Rowe passando per Dylan Van Baarle, primo del team britannico a tagliare il traguardo, 21° a 1′40” dal vincitore (le altre due punte Sky termineranno la Roubaix molto più indietro, col trentino davvero lontano dalla forma fisica migliore).

GLI ULTIMI CHILOMETRI

Lampaert si sacrificava con decisione per il proprio capitano Gilbert, permettendo così ai sei di testa di allungare ulteriormente sul gruppo, dal quale cercava inutilmente di evadere Van Avermaet. Chilomentro dopo chilometro, sfruttando anche la poca collaborazione nel gruppo, i sei all’attacco riuscivano a superare il minuto di vantaggio. Gilbert attaccava nuovamente in prossimità del sesto tratto di pavé, quello da Bourghelles a Wannehain. Sagan e Politt gli restavano a ruota, mentre Vanmarcke e un grande Lampaert li avrebbero raggiunti qualche metro più tardi. L’unica vittima era Van Aert. Sul pavé del Carrefour de l’Arbre un fenomenale Lampaert dettava ancora il ritmo nel gruppetto in testa alla corsa. Il campione nazionale belga in carica dimostrava ancora una volta tutto il suo valore facendo aumentare ancora il vantaggio sul gruppo Sul Carrefour Gilbert riprovava a staccare tutti, ma Sagan gli rispondeva colpo su colpo.

A 13 km dalla linea d’arrivo il sorprendente Politt attaccava in contropiede senza nessun timore reverenziale, soprendendo tutti tranne l’esperto Gilbert. I due in testa allungavano transitavano sotto l’arco dei 10 km al traguardo con 22” di vantaggio su Sagan, Vanmarcke e Lampaert. Il corridore della EF Education First era costretto a rallentare a causa di un problema al pedale e, mentre Lampaert – giustamente – non collaborava, Sagan si ritrovava da solo ad inseguire. Passati senza pericoli gli ultimi tratti di pavé Gilbert e Politt, collaborando intelligentemente, giungevano sotto il triangolo rosso dell’ultimo chilometro. Dietro di loro, a 25”, Lampaert notava un calo di energie di Sagan e lo staccava abilmente, involandosi da solo verso il gradino più basso del podio. Entrati nel velodromo si giocavano la vittoria nella Classica del Pavé Philippe Gilbert – 36 anni, esperto corridore belga con un curriculum di tutto rispetto, nel quale spiccano un Mondiale, due Giri di Lombardia, una Liegi-Bastone-Liegi, un Giro delle Fiandre e quattro Amstel Gold Race – e il giovane e promettente Nils Politt, curriculum molto più leggero ma dal sicuro avvenire. Entrati nel velodromo i due si studiavano a vicenda e, suonata la campana dell’ultimo giro, si scrutavano negli occhi finché il campione della Deceuninck – Quick Step, sfruttando tutta la sua esperienza, si lanciava nello sprint decisivo sorprendendo il giovane rivale. Gilbert riusciva così a mettere in bacheca un’altra classica monumento e ora gli manca solamente la Milano-Sanremo per raggiungere il record di Eddy Merckx, unico vincente in tutte e 5 le “Classiche” per eccellenza. Dopo 13″ si piazzava Lampaert, forse l’unico in grado oggi di poter battere Gilbert. Quarto, dopo aver cambiato bici, era Sep Vanmarcke, che riusciva ad anticipare un esausto Peter Sagan. Sénéchal e Štybar, rispettivamente sesto e ottavo, rimarcavano ancora la netta supremazia della Deceunick, la quale aveva piazzato ben quattro ciclisti nella top ten della Roubaix. Primo degli italiani era un generosissimo Davide Ballerini, 31° a 4′25”.

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Philippe Gilbert (Bel) Deceuninck-QuickStep 5:58:02
2 Nils Politt (Ger) Team Katusha-Alpecin
3 Yves Lampaert (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:00:13
4 Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First 0:00:40
5 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 0:00:42
6 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 0:00:47
7 Mike Teunissen (Ned) Team Jumbo-Visma
8 Zdenek Štybar (Cze) Deceuninck-QuickStep
9 Evaldas Siskevicius (Ltu) Delko Marseille Provence
10 Sebastian Langeveld (Ned) EF Education First
11 Stefan Küng (Swi) Groupama-FDJ
12 Greg Van Avermaet (Bel) CCC Team
13 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
14 Heinrich Haussler (Aus) Bahrain-Merida 0:01:24
15 Adrien Petit (Fra) Total Direct Energie 0:01:25
16 Marco Haller (Aut) Team Katusha-Alpecin 0:01:36
17 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
18 Anthony Turgis (Fra) Total Direct Energie
19 Hugo Hofstetter (Fra) Cofidis Solutions Credits
20 Bert De Backer (Bel) Vital Concept-B&B Hotels
21 Dylan Van Baarle (Ned) Team Sky 0:01:40
22 Wout Van Aert (Bel) Team Jumbo-Visma 0:01:42
23 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale 0:02:14
24 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
25 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team 0:02:36
26 Frederik Backaert (Bel) Wanty-Groupe Gobert
27 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 0:02:38
28 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo 0:03:00
29 Jens Keukeleire (Bel) Lotto Soudal 0:03:06
30 Kristijan Koren (Slo) Bahrain-Merida 0:03:39
31 Davide Ballerini (Ita) Astana Pro Team 0:04:25
32 Luke Rowe (GBr) Team Sky
33 Christophe Laporte (Fra) Cofidis Solutions Credits 0:07:06
34 Mads Schmidt Würtz (Den) Team Katusha-Alpecin 0:08:14
35 Marc Sarreau (Fra) Groupama-FDJ 0:09:09
36 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:09:11
37 Tom Devriendt (Bel) Wanty-Groupe Gobert
38 Wesley Kreder (Ned) Wanty-Groupe Gobert
39 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 0:10:19
40 Maarten Wynants (Bel) Team Jumbo-Visma
41 Ivan Garcia Cortina (Spa) Bahrain-Merida
42 Guillaume Van Keirsbulck (Bel) CCC Team 0:10:20
43 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott
44 Nikias Arndt (Ger) Team Sunweb 0:11:51
45 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
46 Clément Russo (Fra) Team Arkea-Samsic
47 Nathan Van Hooydonck (Bel) CCC Team
48 Damien Touze (Fra) Cofidis Solutions Credits
49 Koen De Kort (Ned) Trek-Segafredo
50 Kasper Asgreen (Den) Deceuninck-QuickStep
51 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo
52 Timothy Dupont (Bel) Wanty-Groupe Gobert
53 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe
54 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis Solutions Credits
55 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo
56 Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates 0:14:15
57 Silvan Dillier (Swi) AG2R La Mondiale
58 Reto Hollenstein (Swi) Team Katusha-Alpecin
59 Boris Vallee (Bel) Wanty-Groupe Gobert 0:14:18
60 Matti Breschel (Den) EF Education First 0:15:47
61 Reinardt Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
62 Cees Bol (Ned) Team Sunweb
63 Pascal Eenkhoorn (Ned) Team Jumbo-Visma
64 Julien Duval (Fra) AG2R La Mondiale
65 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
66 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
67 Jimmy Turgis (Fra) Vital Concept-B&B Hotels
68 Dorian Godon (Fra) AG2R La Mondiale
69 Robert Stannard (Aus) Mitchelton-Scott
70 Matej Mohoric (Slo) Bahrain-Merida
71 Julien Trarieux (Fra) Delko Marseille Provence
72 Jérémy Lecroq (Fra) Vital Concept-B&B Hotels
73 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
74 Lars Boom (Ned) Roompot-Charles
75 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
76 Mitchell Docker (Aus) EF Education First
77 Lukasz Wisniowski (Pol) CCC Team 0:15:51
78 Hugo Houle (Can) Astana Pro Team
79 Stan Dewulf (Bel) Lotto Soudal
80 Michael Schär (Swi) CCC Team
81 Ignatas Konovalovas (Ltu) Groupama-FDJ
82 Ian Stannard (GBr) Team Sky
83 Benoit Jarrier (Fra) Team Arkea-Samsic
84 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
85 Rick Zabel (Ger) Team Katusha-Alpecin 0:20:25
86 Julien Vermote (Bel) Dimension Data 0:23:26
87 Jan Tratnik (Slo) Bahrain-Merida
88 Franck Bonnamour (Fra) Team Arkea-Samsic
89 Timo Roosen (Ned) Team Jumbo-Visma
90 Corentin Ermenault (Fra) Vital Concept-B&B Hotels
91 Lars Bak Ytting (Den) Dimension Data
92 Alexandre Pichot (Fra) Total Direct Energie
93 Boy Van Poppel (Ned) Roompot-Charles
94 Tom Scully (NZl) EF Education First
95 Owain Doull (GBr) Team Sky 0:23:37
96 Ryan Mullen (Irl) Trek-Segafredo
97 Kris Boeckmans (Bel) Vital Concept-B&B Hotels 0:23:43
98 Michael Hepburn (Aus) Mitchelton-Scott 0:24:12
99 Edoardo Affini (Ita) Mitchelton-Scott
100 Filippo Fortin (Ita) Cofidis Solutions Credits 0:27:17

Gilbert inserisce nel suo già ricco palmarès la regina delle classiche (foto Bettini)

Gilbert inserisce nel suo già ricco palmarès la "regina" delle classiche (foto Bettini)

PARIGI – ROUBAIX: I FAVORITI

aprile 12, 2019 by Redazione  
Filed under 4) PARIGI - ROUBAIX, News

Domenica si corre la Parigi-Roubaix, la classica delle pietre giunta quest’anno alla 117a edizione. Ecco chi potrà farte bene nel 2019 sulle strade dell’Inferno del Nord.

25% – GREG VAN AVERMAET: Il faro della CCC Team ha da sempre un buon rapporto con la classica del pavé, la Parigi-Roubaix: vincitore nel 2017, è giunto terzo nel 2015 e altre due volte ha concluso nei primi cinque. In un’edizione dove un vero favorito principale non c’è, dove nessuno ha dato l’impressione di averne di più rispetto ai diretti rivali, l’esperienza e la voglia di vincere potranno fare molta differenza. Unica pecca, una squadra non all’altezza.

20% – PETER SAGAN: Il vincitore dell’anno scorso sui muri del Fiandre non è mai stato tra i primi e solo nel finale ha provato ad uscire fuori dall’anonimato. Finora deludente, solo la vittoria alla Roubaix potrà dar lustro alla prima parte di stagione ciclistica del tre volte campione del mondo. Al suo fianco i fedelissimi Daniel Oss e Maciej Bodnar cercheranno di dargli una mano per non far rimpiangere l’assenza forzata di Oscar Gatto.

15% – ALEXANDER KRISTOFF: Il norvegese zitto zitto ha vinto qualche settimana fa la Gand-Wevelgem ed è arrivato terzo al Giro delle Fiandre. Non parte mai coi favori dei pronostici, ma è sempre il solito osso duro da non prendere sotto gamba. In caso di arrivo in un gruppetto al velodromo di Roubaix il ciclista della UAE-Team Emirates diventerebbe uno dei favoriti principali.

10% – OLIVER NAESEN: Nonostante le non ottime condizioni di salute che lo hanno condizionato al Fiandre, il belga dell’Ag2r La Mondiale è riuscito ad arrivare settimo nella classica francese. Ora che le condizioni di salute di Naesen sono migliorate, fermarlo non sarà facile. Il team francese avrà alla partenza anche Silvan Dillier, secondo l’anno scorso, Alexis Gougeard e Stijn Vandenbergh: praticamente si presenterà al via come uno dei team più attrezzati.

10% – JOHN DEGENKOLB: Il tedesco, vincitore della Paris-Roubaix del 2015, ha dimostrato una discreta condizione fisica in questo avvio di stagione. Ha sfiorato la vittoria alla Gandt-Wevelgem mentre al Fiandre ha ceduto solo sul Paterberg. Come Kristoff, se resiste in un gruppetto fino al velodromo diventerebbe uno dei principali favoriti.

5% – WOUT VAN AERT: Rispetto al rivale storico Mathieu Van Der Poel, ha la possibilità di correre la Parigi-Roubaix e questa sarà la sua prima edizione. Se i big si controlleranno troppo, il belga è uno degli outsider che potrà beneficiarne.

5% – ZDENĚK ŠTYBAR: Il ceco ha deluso moltissimo alla “Ronde”, dove partiva coi favori dei pronostici. Alla Paris-Roubaix ha raccolto due secondi posti in passato, perciò sicuramente gli occhi dei rivali saranno puntati su di lui, lasciandogli poco spazio. Questo potrebbe favorire qualche altro suo compagno di squadra.

5% – YVES LAMPAERT: Il campione nazionale belga sembra essere il corridore più in forma della Deceuninck – Quick Step per quanto riguarda il pavé. Non è andato male alla “Ronde”, dove si è anche sacrificato per la squadra; alla Roubaix, corsa che si adatta meglio alle sue caratteristiche, dividerà i gradi di capitano con Štybar. Classe 1991, è in cerca della prima classica monumento della carriera; se la squadra lo supporterà a dovere, potrà giocarsi le sue carte nei chilometri finali.

1% – TIESJ BENOOT: In ottime condizioni fisiche (come l’altro suo compagno di squadra Jens Keukeleire), il belga ha tutte le carte in regola per puntare a vincere la Parigi-Roubaix: classe, talento, condizione fisica e gregari.

1% – SEP VANMARCKE: In passato sempre alle prese con un qualche imprevisto che lo ha messo fuori dai giochi, il buon Sep si è rivelato una pedina fondamentale per la EF Education First domenica scorsa al Giro delle Fiandre vinto dal compagno di squadra Alberto Bettiol. Se la sfortuna sarà solo un ricordo, escluderlo dalla lista dei favoriti potrebbe rivelarsi un errore gravissimo.

1% – MATTEO TRENTIN: Una doppietta italiana nelle classiche monumento del pavé sarebbe un risultato storico. Con l’assenza di Bettiol, le speranze tricolori sono riposte tutte in lui.

1% – NILLS POLITT: Il tedesco del Team Katusha Alpecin non ha l’esperienza dei big con cui si confronterà domenica, esperienza che gli potranno però trasmettere Jens Debusschere e Marco Haller. Da non sottovalutare.

1% – DYLAN VAN BAARLE: È il ciclista più in forma del Team Sky per quanto riguarda il pavé. Già capace di una top 5 quando era ancora in maglia Cannondale, l’olandese – soprattutto se uscirà una corsa segnata dalla pioggia (ma le previsioni meteo parlano di una giornata di sole), sarà uno dei ciclisti che potrà fa saltare il banco.

Luigi Giglio

GIRO DELLE FIANDRE 2019: LE PAGELLE

Poche ore dopo la conclusione della classica fiamminga ecco le pagelle dell’edizione 2019 del Giro delle Fiandre, partendo ovviamente da Alberto Bettiol

ALBERTO BETTIOL: In un Fiandre dove le stelle si nascondono, splende il sole della giovane promessa italiana. Il toscano sfrutta alla perfezione il lavoro della EF Education First e sull’Oude Kwaremont lascia tutti di sasso involandosi da solo verso il traguardo. Disputa gli ultimi 18 chilometri con la consapevolezza di un veterano, non si volta mai indietro, spinge e guadagna addirittura terreno sul Pateberg, stringe i denti sull’asfalto per poter andare finalmente ad esultare con largo anticipo sulla linea dal traguardo. Dopo gli infortuni delle ultime stagioni che lo hanno frenato, il talento cristallino di Bettiol è finalmente sbocciato, e chi lo ferma ora? Voto: 10

KASPER ASGREEN: In una Deceuninck – Quick Step nella quale le punte si chiamano Štybar, Jungels, Lampaert e Gilbert, nessuno si sarebbe aspettato il danese come primo classificato della squadra di Lefevere. Asgreen è sempre sul pezzo, attacca con Vandenberg, Vanmarcke e Van Baarle, viene raggiunto e assorbito dal gruppo ma resiste sull’Oude Kwaremont e, soprattutto, sul Pateberg. È l’unico ciclista a sfuggire dal controllo di Langeveld, ma Bettiol è ormai andato e per lui ‘’solo” un secondo posto. Voto: 8,5

SEP VANMARCKE: Sul secondo passaggio dell’Oude Kwaremont attacca insieme a Vandenberg, Asgreen e Van Baarle. Quando l’azione sembra avere il destino segnato si stacca e si mette a tirare il gruppo principale dando il via all’azione che lancerà Alberto Bettiol verso il successo nella Classica dei Muri. Voto: 8

MATHIEU VAN DER POEL: Il talentino olandese ha una gamba da far invidia a molti ma alla sua prima ”Ronde” paga lo scotto dell’inesperienza. Purtroppo scivola e cade rovinosamente, si rialza e spreca energie per rientrare. Una volta rientrato rimane sempre nelle prime posizioni del gruppo, specie sui muri dove cerca di forzare. Ben marcato da Langeveld, viene battuto in volata da Kristoff, terminando fuori dal podio il suo primo Fiandre. Se il buongiorno si vede dal mattino, abbiamo trovato un predestinato. Voto: 8

SEBASTIAN LANGEVELD: L’olandese è una pedina fondamentale della EF Education First. Negli ultimi chilometri, quando Bettiol è lanciato da solo verso il traguardo, si sacrifica a fare lo stopper ai vari tentativi di rimonta. Gli sfugge il solo Asgreen, ma solo nel finale quando la vittoria di Bettiol è ormai sicura. Voto: 7,5

ALEXANDER KRISTOFF: Il norvegese della UAE-Team Emirates, fresco vincitore della E3 Harelbeke, riesce a salire anche sul podio del Fiandre. Regge sui muri, soffre ma non si stacca, resiste bene e allo sprint riesce a regolare il pimpante Van Der Poel. Voto: 7

ALEJANDRO VALVERDE: Il campione del mondo in carica partecipa alla sua prima ”Ronde”. Lo spagnolo corre in modo astuto, non da mai l’impressione di poter fare di più, ma con intelligenza riesce a terminare all’ottavo posto. Voto: 6,5

HUGO HOULE: Il canadese dell’Astana è il primo ciclista che in fuga riesce a passare sull’Oude Kwaremont, conquistando così il GP Stig Broeckx che vale 5000 € da destinare a un’associazione benefica belga a scelta. Voto: 6,5

NILS POLITT: Sorpreso sul Grammont, mette tre uomini dei suoi a tirare per rientrare nel gruppo principale. Giovanissimo, classe ‘95 come Bettiol, una volta rientrato il tedesco non si fa sorprendere più, a parte l’azione vincente della EF Education First. Ottiene un buonissimo 5° posto. Voto: 6,5

OLIVER NAESEN: Il belga dell’Ag2r La Mondiale, reduce da un malanno provocatogli dallo champagne versato addosso da Kristoff sul podio della Gand-Wevelgem, corre in modo intelligente, forse troppo. Non riesce a mettere mai il naso fuori dal gruppo, ma è sempre lì, a ridosso dei primi. Termina al settimo posto. Voto: 6

WOUT VAN AERT: Il corridore belga della Jumbo-Visma è sempre tra i primi, ma non ha la gamba per forzare. Corre in modo intelligente ma meno sprezzante rispetto al suo rivale ‘’storico” Van Der Poel. Voto: 6

JENS KEUKELEIRE: Il corridore della Lotto-Soudal prova più volte col compagno di squadra Tim Wellens (voto 6) a far saltare il banco negli ultimi 30 chilometri. La Deceuninck – Quick Step e la Ef Education First lo bloccano, ma sarà da tenere d’occhio per le prossime corse sul pavè. Voto:6

BOB JUNGELS: Corre troppo in avanscoperta, troppo generoso e alla fine, quando prova ad inseguire Bettiol lanciato verso il traguardo, si deva fare da parte a causa dei crampi. Voto: 5,5

GREG VAN AVERMAET: Uno dei favoriti di giornata, sempre attento e nel vivo della corsa. Sorpreso da Bettiol, tergiversa troppo a guardare i movimenti degli altri big per chi si sarebbe messo ad inseguire l’italiano. Come l’anno scorso, quando gli scappò Terpstra, non riesce più a recuperare nonostante sul Pateberg sia il più generoso. Termina al decimo posto. Voto: 5,5

MATTEO TRENTIN: Anche questo Fiandre non va per il verso giusto. L’uomo di punta della Mitchelton-Scott per questa corsa non riesce nemmeno ad entrare nei primi 20 di giornata. Voto: 5

PETER SAGAN: Un campione come lui parte sempre tra i favoriti. Che non sia una bella giornata per lui si vede già sul Grammont, dove rimane nella seconda parte del gruppo. Rientrerà, ma non darà mai l’impressione di provarci sul serio. Si vede solo nei chilometri finali, quando ormai la corsa aveva preso binari diversi. Che sia più un problema di testa che di gambe? Voto: 5

NIKI TERPSTRA: Una caduta lo costringe al ritiro dopo pochi chilometri dalla partenza. Il campione in carica del Fiandre abdica così, senza poter combattere. Rimandato

GIANNI MOSCON: Il trentino della Sky non entra mai nel vivo della corsa. Sulla carta doveva dividersi i gradi di capitano con Van Baarle e Rowe, la strada lo respingeva inesorabilmente. Voto: 5

ZDENĚK ŠTYBAR: Alla partenza era il favorito numero 1, ma non riuscirà mai ad entrare nel vivo della corsa. Terminerà il suo Fiandre al 36° posto a oltre 2′ da Bettiol. Giornata nera per il ceco. Voto: 4,5

PHILIPPE GILBERT: Il campione belga disputa il Fiandre più negativo della sua lunga carriera ciclistica. Si perde sul Grammont e non si vede più. Voto: 4

Luigi Giglio

Le pagelle della 103a edizione del Giro delle Fiandre (foto Bettini)

Le pagelle della 103a edizione del Giro delle Fiandre (foto Bettini)

BETTIOL COLORA D’AZZURRO IL FIANDRE

aprile 7, 2019 by Redazione  
Filed under 3) GIRO DELLE FIANDRE, News

Vittoria di classe e potenza di Alberto Bettiol (EF Education First), che sfrutta il lavoro dei compagni di squadra Vanmarcke e Langeveld per attaccare e fare il vuoto a 18 chilometri dall’arrivo. Spezzato il digiuno tricolore che durava dal 2007. Secondo Asgreen ( Deceuninck – Quick Step), terzo Kristoff ( UAE-Team Emirates), fuori dal podio un generoso Van der Poel (Coredon-Circus).

Può una corsa di ciclismo trasformarsi in una festa nazionale? Si, e succede in Belgio ogni anno la prima domenica di Aprile. La Ronde van Vlaanderen, le Tour des Flandres, il Giro delle Fiandre o semplicemente il ”Fiandre”, è uno degli appuntamenti più importanti della stagione ciclistica, un evento sportivo-culturale-popolare senza paragoni in Belgio, una festa che un’intera nazione aspetta con gioia e trepidazione, un evento che come ogni anno è stato onorato dallo spettacolo offerto dai corridori protagonisti dove, con spirito di sacrifico e abnegazione, hanno dato il massimo per vincere la prima classica monumento del Nord. È la classica del pavé e dei ”Muur”, i più famosi dei quali – Grammont escluso, messo fuori dai tratti chiave della corsa – sono l’Oude Kwaremont (2200 metri al 4% con punte all’11.6%, da ripetere tre volte), il Koppenberg (600 metri all’11.6% – max 22%) e il Paterberg (360 metri al 12.9% – max 20.3%, da percorrere due volte), nomi leggendari che richiamano ad imprese epiche. Impresa oggi fatta da Alberto Bettiol (EF Education First), alla sua prima vittoria da professionista, che sull’ultimo passaggio dell’Oude Kwaremont staccava tutti, percorrendo al massimo delle sue energie, in solitaria, i 18 chilometri che lo portavano alla linea d’arrivo. Dopo dodici anni, tanto è passato dalla vittoria di Alessandro Ballan, un italiano ritornava a vincere La Ronde van Vlaanderen.

LA CRONACA

I 175 ciclisti iscritti partivano come programma da Anversa alle ore 10:45. Il dorsale numero 1 era sulle spalle del campione in carica Niki Terpstra (Direct Énergie), che l’anno scorso riuscì a sfruttare a suo favore il marcamento asfissiante tra Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) e Greg Van Avermaet (CCC Team) e, partito a sorpresa, vinse battendo negli ultimissimi chilometri un esausto Mads Pedersen (Trek-Segafredo), che faceva parte della fuga di giornata. Rispetto all’anno scorso, però, Terpstra aveva cambiato compagine e non aveva al suo fianco uno squadrone come la Deceuninck – Quick Step, che oggi si presentava al via con più punte come Zdeněk Štybar, Philippe Gilbert, Bob Jungels e Yves Lampaert. La Deceuninck, tra l’altro, era stata presente e attenta in quasi tutte le fasi della corsa, tranne sull’ultimo passaggio dall’Oude Kwaremont, dove si faceva rubare la scena dall’EF Education First.

Subito dopo la partenza si susseguivano diversi tentativi di attacco. Dopo qualche chilometro riuscivano a partire Hugo Houle (Astana), Zico Waeytens (Cofidis), Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen – Baloise) e Jesper Asselman (Roompot Charles). A parte l’inconveniente di un passaggio a livello chiuso, che aveva bloccato il gruppo per circa quindici secondi, il plotone controllava a distanza gli attaccanti che avevano persino toccato i 7′ di vantaggio. Deceuninck – Quick Step, Jumbo Visma e Ag2r La Mondiale, con un uomo a testa in prima fila, guidavano attentamente l’inseguimento. L’asfalto reso viscido dalla pioggia dei giorni scorsi e il nervosismo che regna sempre in questo tipo di corsa causavano varie scivolate e cadute nel gruppo. In una di queste restava coinvolto il campione in carica Terpstra che, a 157 chilometri dal traguardo, era già costretto ad abdicare. Nel frattempo Houle anticipava i tre compagni di fuga passando per primo sul primo passaggio sull’Oude Kwaremont, conquistando così il premio intitolato a Stig Broeckx, che valeva 5000 € da destinare a un’associazione benefica belga a scelta.

LA CORSA ENTRA NEL VIVO

Sul Muro di Grammont provava l’allungo Magnus Cort Nielsen (Astana). Il corridore danese, in ombra alla Milano-Sanremo, cercava di portare via un gruppetto di ciclisti, ma la sua azione veniva annullata dalla corazzata Deceuninck Quick-Step, la quale spezzava il gruppo in due tronconi grazie all’alta velocità e alle strade strette. Molti ciclisti – tra i quali Sep Vanmarcke (EF Education First), Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Matej Mohorič (Bahrein Merida), Štybar, Yves Lampaert (Deceuninck – Quick-Step), Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), Alejandro Valverde (Movistar), Michael Matthwes (Sunweb), Mathieu Van der Poel (Coredon-Circus) e gli italiani Gianni Moscon (Team Sky), Daniel Oss (Bora-Hansgrohe), Sonny Colbrelli (Bahrein Merida) e Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) – si trovavano nel primo spezzone composto da una quarantina di corridori, gruppo che aveva ripreso i fuggitivi di giornata e si trovava con quasi un minuto di vantaggio dal secondo gruppetto. In quest’ultimo erano rimasti Philippe Gilbert (Deceuninck – Quick Step), Tim Wellens (Lotto Soudal) e soprattutto un deludentissimo Peter Sagan (Bora-Hansgrohe). Lotto Soudal, Cofidis, e Katusha Alpecin guidavano l’inseguimento alla prima parte del gruppo, inseguimento che avrebbe dato i suoi frutti solo ai piedi del Kanarieberg, a 72 km dal traguardo. Dalla testa della corsa evadevano per pochi chilometri Nelson Olivera (UAE-Team Emirates), Matti Breschel (EF Education First), Lukas Pöstlberger (Bora-Hansgrohe), Danny Van Poppel (Jumbo-Visma) e un attivissimo Lampaert. Nemmeno il tempo di dire gruppo compatto che partiva all’attacco in solitaria Mohorič. Lo sloveno, con un’azione velleitaria, si avvantaggiava di una ventina di secondi prima di essere ripreso ai piedi dell’Oude Kwaremont da un’attentissima Deceuninck, sempre presente fin lì nelle azioni principali di giornata.

In una fase apparentemente tranquilla, sul tratto d’asfalto che collegava il Kanarieberg all’Oude Kwaremont un’altra caduta rischiava di mettere fuori gioco uno dei favoriti di giornata, l’olandese Van der Poel, un po’ distratto nell’occasione. Mentre stava per fermarsi per una foratura, il capitano della Coredon-Circus non si accorgeva di un tombino sul quale “inciampava” con la bici e cadeva malamente a terra, sbattendo la spalla destra. Il giovane ciclista si rialzava con varie escoriazioni e con cautela si rimetteva in sella: sarebbe rientrato solo dopo tanti chilometri d’inseguimento e tante energie sprecate.

Al secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, sbucando da dietro le maglie color arancio del CCC Team, forzava il belga Stijn Vandenberg (AG2R La Mondiale), che prendeva alcuni metri di vantaggio prima di venire raggiunto da Vanmarcke. In mezzo al gruppo si poteva ben notare la maglia del campione del mondo di Alejandro Valverde, alla prima partecipazione al Giro delle Fiandre, che stava correndo con molta attenzione sempre nelle prime posizioni del gruppo. I due all’attacco venivano raggiunti da Kasper Asgreen (Deceuninck – Quick-Step) e ancora una volta il team di Patrick Lefrevere si dimostrava all’altezza della situazione, riuscendo ad entrare in ogni azione d’attacco di giornata. Ai tre si sarebbe aggiunto Dylan Van Baarle (Team Sky) ai -45 km. Il quartetto raggiungeva il massimo vantaggio ai -40 km, all’uscita del tratto di pavè dello Steenbeekdries, quando arrivava ad avere circa 30” sul gruppo inseguitore.

Perso per strada Vandenberg dopo aver superato il Taaienberg, i tre rimasti all’attacco non collaboravano tra loro perchè Asgreen era costretto dagli ordini di scuderia a rimanere ”fermo” a ruota, dato i vari Lampaert e Jungels presenti nel gruppo inseguitore. Dietro molti ciclisti provavano a muoversi, tra i quali un acciaccato Van der Poel e un’attivissima Lotto-Soudal con Tim Wellens e Jens Keukeleire. Sulla terzultima salita di giornata, il Kruisberg, Vanmarcke si staccava lasciando soli i due battistrada con 18” di vantaggio sul gruppo inseguitore, dove si aumentava ancora l’andatura, con uno strepitoso Van der Poel che, alla sua prima partecipazione al Giro delle Fiandre, cercava più volte di fare la differenza. Nessuna iniziativa veniva presa da Peter Sagan, il quale non poteva nemmeno più contare sull’apporto di Daniel Oss e di Greg Van Avermaet, che sulla salita precedente aveva sfinito gli ultimi due compagni di squadra che gli erano rimasti.

L’AZIONE DECISIVA

La Deceuninck – Quick-Step, la squadra faro della corsa fino a quel momento, veniva meno nel momento topico della corsa. All’ultimo passaggio sull’Oude Kwaremont il colore che catturava di più l’attenzione nel gruppo inseguitore, formato da una trentina di unità, era il rosa della EF Education First, dove Bettiol e Sebastian Langeveld si trovavano a ruota di un generoso Vanmarcke che, staccatosi dai fuggitivi, si era messo a lavorare in testa al gruppo per i compagni di squadra. Ripresi i due fuggitivi e finito il lavoro di un grande Vanmarcke, forzava Keukeleire ma, una volta raggiunto il corridore belga, a 18 km dal traguardo partiva all’attacco l’Alberto Bettiol. Il ciclista nativo di Poggibonsi faceva il vuoto sulle pietre del “vecchio Kwaremont” e all’uscita dal tratto in porfido faceva segnare un vantaggio di 15”, che avrebbe portato invariato fino al Pateberg. Sull’ultimo muro di giornata i big si guardavano ancora con i soli Van Avermaet e Van der Poel che cercavano, in colpevole ritardo, di attaccare. Sotto il loro attacco il gruppo all’inseguimento si era spaccato in due tronconi, con Sagan, Van Avermaet, Lampaert, Wout Van Aert (Team Jumbo-Visma), Van der Poel, Benoot, Valverde e Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step) presenti nel primo.

Terminati i muri e il pavé Bettiol si ritrovava con quasi 30” di vantaggio da gestire. Al suo inseguimento non c’era collaborazione e la stessa Decuninck – anche se in numero maggiore – non riusciva ad organizzare l’inseguimento, tra un Lampaert stremato e un Jungels costretto a mettersi di lato a causa di un principio di crampi. Solo ai -5 km si vedeva il tre volte campione del mondo Sagan ma, non trovando collaborazione, si rimetteva nella pancia del gruppetto, mentre Langeveld svolgeva con dedizione e intelligenza la funzione di stopper, mettendosi a ruota di cercava di evadere dal gruppetto. Bettiol proseguiva nella sua cavalcata trionfale, passando sotto l’arco dei -3 km con 20” di vantaggio. La Lotto-Soudal provava nuovamente ad attaccare con Bennot, ma ancora senza successo. L’unico che riusciva ad uscire dal controllo di Langeveld era Asgreen, ma il suo attacco arrivava troppo tardi. Alberto Bettiol giungeva, infatti, all’ultimo chilometro con ancora 18” sul corridore della Deceuninck – Quick-Step. Il toscano con grinta, intelligenza tattica e anche grazie ad una EF Education First oggi impeccabile, poteva così tagliare in solitaria il traguardo di Oudenaarde e alzare le braccia al cielo. Era dal 2007 che un italiano non vinceva il Giro delle Fiandre, l’ultimo fu Alessandro Ballan, mentre il primo a trionfare nel 1949 fu un correggionale di Bettiol: Fiorenzo Magni, il Leone delle Fiandre. Magni vinse tre edizioni consecutive della classica belga: che sia d’ottimo auspicio per il giovane leoncino di Poggibonsi?

Secondo al traguardo, a 14”, si piazzava il giovane danese Asgreen. Tre secondi più tardi il norvegese Alexander Kristoff (UAE-Team Emirates) vinceva lo sprint del gruppetto per il terzo posto, mettendosi alle sue spalle un generoso e talentuoso Van der Poel. Ottavo Valverde, solo decimi ed undicesimi Van Avermaet e Sagan. Negativa la prova del campione slovacco, mai nelle prime posizioni del gruppo sui muri, nessun acuto, solo un timido tentivo d’inseguimento quando la corsa era già segnata: per lui, finora, una primavera molto deludente.

LE DICHIARAZIONI DEL VINCITORE

Incredulo all’arrivo per la vittoria prestigiosa, considerando anche che è stata la sua prima vittoria da professionista, Bettiol non nascondeva la sua gioia, emozione ed incredulità: «Mamma mia, non ci credo! È la mia prima vittoria, ci pensate? La squadra mi ha detto di provarci se ne avevo, così sul Vecchio Kwaremont ho chiuso gli occhi e sono partito. Vi garantisco che sono stati i 14 chilometri più lunghi della mia vita. Grazie di cuore a tutta la squadra, che mi ha supportato in maniera perfetta».

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Alberto Bettiol (Ita) EF Education First 6:18:49
2 Kasper Asgreen (Den) Deceuninck-QuickStep 0:00:14
3 Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates 0:00:17
4 Mathieu van der Poel (Ned) Corendon-Circus
5 Nils Politt (Ger) Katusha-Alpecin
6 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb
7 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
8 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
9 Tiesj Benoot (Bel) Lotto Soudal
10 Greg Van Avermaet (Bel) CCC Team
11 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
12 Jens Keukeleire (Bel) Lotto Soudal
13 Dries Van Gestel (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
14 Wout Van Aert (Bel) Team Jumbo-Visma
15 Sebastian Langeveld (Ned) EF Education First
16 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
17 Yves Lampaert (Bel) Deceuninck-QuickStep
18 Dylan van Baarle (Ned) Team Sky 0:00:24
19 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 0:01:19
20 Stijn Vandenbergh (Bel) AG2R La Mondiale 0:01:58
21 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott
22 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
23 Damien Gaudin (Fra) Direct Energie 0:02:15
24 Ivan Garcia (Spa) Bahrain-Merida 0:02:18
25 Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First 0:02:20
26 Adrien Petit (Fra) Direct Energie
27 Luke Rowe (GBr) Team Sky
28 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
29 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo
30 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
31 Mike Teunissen (Ned) Team Jumbo-Visma
32 Edvald Boasson Hagen (Nor) Dimension Data
33 Heinrich Haussler (Aus) Bahrain-Merida
34 Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
35 Jens Debusschere (Bel) Katusha-Alpecin
36 Zdenek Stybar (Cze) Deceuninck-QuickStep
37 Aime De Gendt (Bel) Wanty-Gobert
38 Sven Erik Bystrøm (Nor) UAE Team Emirates
39 Loïc Vliegen (Bel) Wanty-Gobert
40 Lilian Calmejane (Fra) Direct Energie
41 Matej Mohoric (Slo) Bahrain-Merida
42 Gianni Moscon (Ita) Team Sky
43 Imanol Erviti (Spa) Movistar Team
44 Stefan Küng (Swi) Groupama-FDJ
45 Nelson Oliveira (Por) Movistar Team
46 Pieter Weening (Ned) Roompot-Charles
47 Kristijan Koren (Slo) Bahrain-Merida
48 Christian Knees (Ger) Team Sky 0:05:47
49 Daniel Oss (Ita) Bora-Hansgrohe 0:06:09
50 Tom Scully (NZl) EF Education First
51 Stijn Devolder (Bel) Corendon-Circus
52 Julien Vermote (Bel) Dimension Data 0:06:13
53 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:06:17
54 Silvan Dillier (Swi) AG2R La Mondiale
55 Reinardt Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
56 Boy van Poppel (Ned) Roompot-Charles
57 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo
58 Andrea Pasqualon (Ita) Wanty-Gobert
59 Taco van der Hoorn (Ned) Team Jumbo-Visma
60 Piet Allegaert (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
61 Nathan Van Hooydonck (Bel) CCC Team
62 Pascal Eenkhoorn (Ned) Team Jumbo-Visma
63 Marcel Sieberg (Ger) Bahrain-Merida
64 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
65 Frederik Backaert (Bel) Wanty-Gobert
66 Michael Schär (Swi) CCC Team
67 Thomas Sprengers (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
68 Jurgen Roelandts (Bel) Movistar Team
69 Gianni Vermeersch (Bel) Corendon-Circus
70 Bert De Backer (Bel) Vital Concept-B&B Hotel
71 Lukasz Wisniowski (Pol) CCC Team
72 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team
73 Guillaume Van Keirsbulck (Bel) CCC Team
74 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
75 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
76 Ian Stannard (GBr) Team Sky
77 Xandro Meurisse (Bel) Wanty-Gobert
78 Fernando Gaviria (Col) UAE Team Emirates
79 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 0:08:32
80 Matti Breschel (Den) EF Education First 0:08:46
81 Jimmy Turgis (Fra) Vital Concept-B&B Hotel
82 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
83 Owain Doull (GBr) Team Sky
84 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
85 Hugo Houle (Can) Astana Pro Team
86 Dorian Godon (Fra) AG2R La Mondiale
87 Jan Tratnik (Slo) Bahrain-Merida
88 Jonas Van Genechten (Bel) Vital Concept-B&B Hotel
89 Alexandre Pichot (Fra) Direct Energie
90 Jaime Castrillo (Spa) Movistar Team
91 Otto Vergaerde (Bel) Corendon-Circus
92 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis, Solutions Credits
93 Senne Leysen (Bel) Roompot-Charles
94 Daniil Fominykh (Kaz) Astana Pro Team
95 Luka Mezgec (Slo) Mitchelton-Scott
96 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
97 Anthony Turgis (Fra) Direct Energie
98 Filippo Ganna (Ita) Team Sky
99 Amund Grøndahl Jansen (Nor) Team Jumbo-Visma
100 Antoine Duchesne (Can) Groupama-FDJ
101 Koen de Kort (Ned) Trek-Segafredo
102 Michael Valgren Andersen (Den) Dimension Data
103 Maarten Wynants (Bel) Team Jumbo-Visma
104 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
105 Iljo Keisse (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:10:14
106 Damien Touze (Fra) Cofidis, Solutions Credits
107 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
108 Magnus Cort Nielsen (Den) Astana Pro Team
109 Benjamin Declercq (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
110 Stijn Steels (Bel) Roompot-Charles
111 Bert Van Lerberghe (Bel) Cofidis, Solutions Credits
112 Casper Pedersen (Den) Team Sunweb
113 Tim Declercq (Bel) Deceuninck-QuickStep
114 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
115 Juraj Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
116 Jordi Warlop (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
117 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
118 Edward Planckaert (Bel) Sport Vlaanderen-Baloise
119 Gijs Van Hoecke (Bel) CCC Team
120 Alex Kirsch (Lux) Trek-Segafredo
121 Vegard Stake Laengen (Nor) UAE Team Emirates
122 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
123 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
124 Maciej Bodnar (Pol) Bora-Hansgrohe
125 Lars Bak (Den) Dimension Data 0:10:49

Bettiol in azione sul Paterberg, vanamente inseguito dagli avversari (Getty Images)

Bettiol in azione sul Paterberg, vanamente inseguito dagli avversari (Getty Images)

GIRO DELLE FIANDRE 2019: I FAVORITI

aprile 5, 2019 by Redazione  
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La Ronde van Vlaanderen, il Tour des Flanders o, semplicemente, il Giro delle Fiandre. La prima delle grandi classiche della “campagna del Nord”, una festa nazionale in pratica per i belgi. Percorso contraddistinto dal pavé e dai ”muri”. Il mitico Koppenberg, il giovane Patenberg, il vecchio Oude Kwaremont e il simbolico Kapelmuur, poesia per le orecchie di ogni appassionato di ciclismo, un sogno per ogni ciclista professionista. L’ultimo italiano a trionfare fu Alessandro Ballan nel 2007, il detentore è l’olandese Niki Terpstra che proverà a ripetersi con la maglia del suo nuovo team, la Direct Énergie. Ma chi sono quest’anno i favoriti?

20% – ZDENĚK ŠTYBAR: Parliamoci chiaro: quando hai in squadra ciclisti come Štybar, Gilbert, Jungels, Lampaert e Sénéchal, hai altissime probabilità di successo. Il ceco è in grandissima forma, Omloop Het Nieuwsblad vinta a Marzo, E3 BinckBank portata a casa settimana scorsa, che arrivi anche la sua prima classica monumento?

20% – PETER SAGAN: Lo Slavacco non è nelle migliori condizioni fisiche-atletiche della sua carriera, eppure il buon Peter ha quel talento, quella classe e quelle capacità da poter spaccare la corsa il qualsiasi momento, edizione 2016 docet. Che il picco di forma sia stato programmato appositamente per Fiandre e Roubaix?

15% – GREG VAN AVERMAET: Il Campione Olimpico in carica dovrà riscattarsi da una primavera, quella del 2018, povera di risutati. Corridore capace di vincere su più terreni, il belga del CCC Team sarà ai nastri di partenza pronto per dar battaglia a destra e a manca. Da tenere d’occhio.

10% – WOUT VAN AERT: In questo 2019 si è vista tutta la sua classe su strada. Il fenomeno del ciclocross ha colto piazzamenti sullo sterrato, sul pavé e sulla strada. Alla Sanremo ha dimostrato di possedere un fondo che non tutti gli davano chiudendo sesto con lo stesso tempo del vincitore Alaphilippe.

10% – NIKI TERPSTRA: La centotreesima edizione della Ronde van Vlaanderen vedrà il dorsale numero 1, il numero designato al campione in carica, incollato sulle spalle del passistone olandese della Direct Énergie. Terpstra è uno dei maggiori esperti del pavé e, che vinca o no, sarà sicuramente uno dei protagonisti di giornata. Undici mesi all’anno passati quasi interamente nell’anonimato, ma quando arriva Aprile tutti a far i conti con lui.

10% – TIESJ BENOOT: Il talentino della Lotto-Soudal scalpita, sogna il Fiandre e la Roubaix da quando ha iniziato a pedalare. Negli anni passati ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter esaudire il suo sogno. Che sia quest’anno o no, prima o poi riuscirà a trionfare.

5% – OLIVER NAESEN: Il ciclista belga dell’ AG2R La Mondiale ha raccolto già importanti piazzamenti in questa primavera. Negli ultimi anni si sta affermando come ”piazzato” sicuro, ma per la legge dei grandi numeri, prima o poi la vittoria dovrebbe arrivare.

5% – PHILIPPE GILBERT: Nel 2017 fece un’azione memorabile, rimasta nella memoria di tutti gli appassionati di ciclismo, che gli permise di vincere una delle edizioni più belle di sempre. Il Tour des Flanders è una corsa epica, degna di un grandissimo come il campione belga, anche se le 36 primavere si potranno far sentire. Ripetersi non è mai facile, ma la Deceuninck – Quick Step si presenterà con tante di quelle punte che marcarle tutte sarà quasi impossibile.

1% – ALEXANDER KRISTOFF: Il norvegese non muore mai! Può passare settimane intere senza dare segni di vita e poi, al momento giusto (come fatto alla Gand-Wevelgem), piazzare la la vittoria che non ti aspetti. Vinse il Fiandre nel 2015 e perciò non sarà sicuramente l’ultimo arrivato.

1% – GIANNI MOSCON: Il trentino è la speranza azzurra per questo Tour des Flanders, tanta classe ma poca fortuna in questa sua primissima parte di carriera. Che da domenica si inizino a raccogliere i frutti?

1% – MATHIEU VAN DER POEL: Il giovane vincitore della Dwars door Vlaanderen non parte con i favori dei pronostici, perché la giovane età e l’inesperienza al ”Fiandre” si pagano sempre e perché la Corendon – Circus non offre garanzie. Sarà praticamente Mathieu, al suo primo Tour delle Fiandre, contro tutti. Mai dire mai nel ciclismo e un lumicino di speranze per lui c’è comunque.

1% – MATEJ MOHORIČ: Lo sloveno della Bahrain-Merida può essere una delle sorprese di questa edizione del Tour des Flanders. Se i favoriti si guarderanno e marcheranno troppo, un corridore giovane, ambizioso e astuto come lui si farà trovare pronto.

1% – YVES LAMPAERT: Come scritto sopra, se hai talento e ami il pavé puoi vincere, se corri nella Deceuninck Quick-Step hai molte più probabilità di vittoria.

Luigi Giglio

A SANREMO RIMBOMBA L’ASSOLO DI ALAPHILIPPE

marzo 23, 2019 by Redazione  
Filed under 1) MILANO - SANREMO, News

La Deceuninck-Quick Step controlla la corsa e la vince grazie alla classe di Julian Alaphilippe, che si ripete dopo la vittoria alle Strade Bianche. Delude il compagno di squadra Viviani. Nibali primo degli italiani.

Ci eravamo lasciati con le braccia alzate di Vincenzo Nibali (Bahrein-Merida) in via Roma, dopo l’attacco sul Poggio che lasciò senza fiato l’intero mondo ciclistico, per poi far eplodere di gioia tutti quanti quando tagliava la linea d’arrivo andando a vincere con un’impresa leggendaria la Classicissima, la Milano-Sanremo. 291 km di gara nei quali per la maggior del tempo il gruppo e i gregari dei favoriti giocano come il gatto col topo coi fuggitivi di giornata, per poi arrivare sulla Cipressa tutti uniti. Cipressa e soprattutto Poggio sono i punti strategici dove i non-velocisti cercano con tutte le loro forze di far esplodere la corsa e frantumare così i sogni degli sprinteur. Nibali e l’anno prima Michał Kwiatkowski (Team Sky) hanno infiammato i finali delle ultime due Milano-Sanremo, un copione che non era facile ripetere. La centodecima edizione della Classica di Primavera partiva come tradizione da Milano alle ore 10:12 con tutti i 175 ciclisti iscritti regolarmente al via. Tra i partenti si poteva assistere a diverse tipologie di ciclisti, molti velocisti, tanti finisseur pronti a giocarsi tutto negli ultimi chilometri, cacciatori di classiche e persino uomini da grandi corse a tappe: come consuetudine l’appeal della Milano-Sanremo aveva fatto gola a tutti. Subito dopo la partenza iniziavano gli attacchi e dopo pochi minuti partivano in fuga Fausto Masnada (Androni Sidermec), Mirco Maestri e Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF), Guy Sagiv (Israel Cycling Academy), Luca Raggio e Sebastian Schönberger (Neri Sottoli) e ben quattro ciclisti della Novo Nordisk, Jonas Henttala, Andrea Peron, Charles Planet e Umberto Poli. Da menzionare l’impegno del team statunitense, ultimamente sempre invitato alla corsa, una squadra sportiva interamente composta da corridori ammalati di diabete. La missione della squadre è quella di ispirare, educare e incoraggiare tutti coloro che soffrono di questo problema. Da menzionare anche Mirco Maestri, reduce dalla Tirreno-Adriatico dove si era contraddistinto per i numerosi attacchi in fuga e, soprattutto, per aver vinto la classifica a punti: lo stesso corridore della Bardiani entrava per il quarto anno di fila nella fuga di giornata della Milano-Sanremo. Il suo compagno di squadra e di fuga, Tonelli, era invece il primo a transitare sulla cima del Passo del Turchino. Il primo dei ciclisti a ritirarsi dalla corsa era Nathan Van Hooydonck (Team CCC), quando mancavano 92 km al traguardo. La fuga, nel frattempo, aveva raggiunto e superato i 5′ di vantaggio su di un gruppo guidato in modo alternato dalle squadre dei principali favoriti, dalla UAE-Team Emirates di Fernando Gaviria, alla Deceuninck-Quick Step di Elia Viviani e Julian Alaphilippe, dalla Lotto Soudal di Caleb Ewan alla Bora-Hansgrohe di Peter Sagan.
In vista di Capo Mele lo stacanovista del pedale Adam Hansen (Lotto Soudal) in testa al gruppo rosicchiava secondi su secondi ai fuggitivi, dimezzando il vantaggio fin lì accumulato. I fuggitivi, infatti, scollinavano con soli 2′30” di vantaggio e a nulla serviva il gran lavoro di Sagiv e Henttala, i più generosi nel gruppetto. Sul Capo Berta, ai meno 38 km dalla conclusione, tra i fumogeni accesi dai soliti idioti il gruppetto si spaccava sotto l’impulso di Schönberger, che lasciava i suoi compagni di fuga andando nuovamente all’attacco. Il solo Masnada rispondeva prontamente all’attacco e una volta raggiunto il corridore austriaco lo superava ulteriormente rimanendo da solo in testa alla corsa.
Enfasi e nervosismo regnavano nel gruppo nei pressi della Cipressa, a 27 km dal traguardo, dove le diverse squadre facevano a spallate per prendere le prime posizioni in vista dell’attacco della salita. Sky, Cofidis, Groupama-FDJ e Deceuninck Quick-Step era le più attive, mentre dalla pancia del plotone le altre squadre cercavano con fatica di emergere. Masnada imboccava la salita con 12” di vantaggio sul gruppo, che aveva riassorbito in precedenza gli altri fuggitivi di giornata. Il bergamasco veniva riassorbito a 25 km dall’arrivo dal gruppo trainato da Davide Ballerini, Manuele Boaro e Laurens De Vreese, tutti dell’Astana, mentre nelle retrovie si staccavano diversi ciclisti tra i quali Jurgen Roelandts (Movistar), Filippo Ganna (Sky) e soprattutto Dylan Groenewegen (Jumbo-Visma).
Niccolò Bonifazio (Direct Énergie), che nel 2015 arrivò quinto alla Sanremo, attaccava a tutta velocità nella discesa successiva, sfrecciando tra le curve con traiettorie al limite. Il corridore ligure raggiungeva 20” di vantaggio, poi sul Poggio veniva ripreso dal gruppo, riorganizzatosi nel tratto pianeggiante e sospinto a tutta dalla Deceuninck Quick-Step. Il team di Lefevere, con Zdeněk Štybar in testa, aveva ormai il controllo della corsa che avrebbe puntato a vincere con Alaphilippe. Il campione francese era, infatti, sempre nelle prime posizioni, mentre Viviani mostrava i primi segni di difficoltà nel tratto iniziale della salita barcollando nella coda del gruppo. Purtroppo ancora una volta la Milano-Sanremo sarebbe stata indigesta per il velocista veronese, forse perchè i suoi 291 km sono davvero troppi per il fisico.
Vincenzo Nibali, Kwiatkowski, Philippe Gilbert (Deceuninck Quick-Step), i ciclisti che avevano sparigliato le carte sul Poggio nelle ultime edizioni, stavolta non si muovevano, rimanendo nelle prime posizioni nel gruppo. Finito il lavoro di Štybar, dopo un timido tentativo di attacco di Alberto Bettiol (EF Education First), a partire all’attacco era Alaphilippe, quando mancavano 6,3 km dal traguardo, nella parte più ripida del Poggio. Peter Sagan prima, e poi Kwiatkowski, Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Wout Van Aert (Jumbo-Visma), Oliver Naesen (Ag2R La Mondiale) e Alejandro Valverde (Movistar) si accodavano, raggiungendolo qualche metro più tardi. I sette al comando dopo aver preso vantaggio si guardavano tra di loro, mentre da dietro rientravano Davide Cimolai (Israel Cycling Academy), Simon Clarke (EF Education First), Daniel Oss (Bora-Hansgrohe), Tom Dumoulin (Sunweb) e Vincenzo Nibali. Si erano, invece, perse le tracce di Fernando Gaviria (UAE-Team Emirates) e Caleb Ewan (Lotto Soudal), due dei favoriti di giornata, che si erano fatti sorprendere sul Poggio. Trentin, sapendo di non potersi giocare le proprie chances di vittoria in volata, cercava di sorprendere il gruppetto attaccando a 2 km dalla linea d’arrivo. Veniva stoppato dagli avversari senza non poche difficoltà grazie soprattutto a Van Aert. Dopo un tentativo di Matej Mohorič (Bahrein-Merida) si arrivava in prossimità del traguardo coi ciclisti che comprendevano il gruppetto di testa pronti a giocarsi la vittoria in volata. Julian Alaphilippe, con una poderosa volata, lunga e potente, era il primo a transitare dal traguardo di Via Roma e la Milano-Sanremo tornava così a parlare francese, come nel 2016 quando vinse Arnaud Démare. Secondo si piazzava Oliver Naesen (Ag2R La Mondiale), terzo Kwiatkowski e solo quarto Sagan.
La Deceuninck ha condotto la gara in modo perfetto, permettendo ad un fuoriclasse come Alaphilippe di arrivare nelle migliori condizioni per potersi giocare le sue possibilità di vittoria. Lo stesso corridore transalpino si conferma come uno dei più grandi talenti del panorama ciclistico internazionale e, dopo la vittoria alle Strade Bianche di soli 15 giorni fa, riesce a ripetersi portando a casa la prestigiosa Classica di Primavera.
Queste le dichiarazioni di Julian Alaphilippe al traguardo: «La squadra ha corso in maniera perfetta, abbiamo lavorato per fare la selezione sul Poggio ma non sono riuscito a fare quello che volevo. Speravo infatti di creare una maggiore selezione, invece si è formato un gruppetto di atleti di grande valore. Sapevo che Trentin era più forte di me in volata, ma quando è partito tutto solo sull’Aurelia mi sono sentito rasserenato, perché era un rivale in meno per lo sprint. In basso alla discesa ho pensato a respirare e a cercare una buona posizione per lo sprint, così quando è partito Mohoric gli ho preso la ruota e sono andato dritto fino al traguardo. Una vittoria fantastica, una grandissima gioia».

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Julian Alaphilippe (Fra) Deceuninck-QuickStep 6:40:14
2 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
3 Michal Kwiatkowski (Pol) Team Sky
4 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
5 Matej Mohoric (Slo) Bahrain-Merida
6 Wout Van Aert (Bel) Team Jumbo-Visma
7 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
8 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
9 Simon Clarke (Aus) EF Education First
10 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott
11 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:00:03
12 Michael Matthews (Aus) Team Sunweb 0:00:08
13 Daniel Oss (Ita) Bora-Hansgrohe 0:00:24
14 Alexander Kristoff (Nor) UAE Team Emirates 0:00:27
15 Magnus Cort (Den) Astana
16 Fernando Gaviria (Col) UAE Team Emirates
17 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
18 Mike Teunissen (Ned) Team Jumbo-Visma
19 Davide Ballerini (Ita) Astana Pro Team
20 Giacomo Nizzolo (Ita) Dimension Data
21 Amund Grondahl Jansen (Nor) Team Jumbo-Visma
22 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
23 Julien Simon (Fra) Cofidis, Solutions Credits
24 Clement Venturini (Fra) AG2R La Mondiale
25 Luka Mezgec (Slo) Mitchelton-Scott
26 Reinardt Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
27 Nils Politt (Ger) Katusha-Alpecin
28 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
29 Caleb Ewan (Aus) Lotto Soudal
30 Jean-Pierre Drucker (Lux) Bora-Hansgrohe
31 Simone Velasco (Ita) Neri Sottoli-Selle Italia-KTM
32 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
33 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
34 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
35 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
36 Alberto Bettiol (Ita) EF Education First
37 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
38 Lilian Calmejane (Fra) Direct Energie
39 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
40 Roman Kreuziger (Cze) Dimension Data
41 Anthony Turgis (Fra) Direct Energie
42 Greg Van Avermaet (Bel) CCC Team
43 Sonny Colbrelli (Ita) Bahrain-Merida
44 Lawson Craddock (USA) EF Education First
45 Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Sky
46 Nicolas Roche (Irl) Team Sunweb
47 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
48 Marc Hirschi (Swi) Team Sunweb
49 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
50 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
51 Tom-Jelte Slagter (Ned) Dimension Data
52 Soren Kragh Andersen (Den) Team Sunweb
53 Jens Keukeleire (Bel) Lotto Soudal
54 Sven Erik Bystrom (Nor) UAE Team Emirates
55 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 0:00:35
56 Niki Terpstra (Ned) Direct Energie
57 Stephen Cummings (GBr) Dimension Data
58 Alessandro De Marchi (Ita) CCC Team 0:01:01
59 Stefan Kung (Swi) Groupama-FDJ 0:01:15
60 Laurens De Vreese (Bel) Astana Pro Team
61 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
62 Nacer Bouhanni (Fra) Cofidis, Solutions Credits
63 Carlos Barbero (Spa) Movistar Team
64 Marcus Burghardt (Ger) Bora-Hansgrohe
65 Elia Viviani (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:01:27
66 Yves Lampaert (Bel) Deceuninck-QuickStep
67 Zdenek Stybar (Cze) Deceuninck-QuickStep
68 Philippe Gilbert (Bel) Deceuninck-QuickStep
69 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 0:01:29
70 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
71 Tom Van Asbroeck (Bel) Israel Cycling Academy
72 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
73 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
74 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
75 Cyril Lemoine (Fra) Cofidis, Solutions Credits
76 Jose Goncalves (Por) Katusha-Alpecin
77 Umberto Marengo (Ita) Neri Sottoli-Selle Italia-KTM
78 Dylan Groenewegen (Ned) Team Jumbo-Visma
79 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 0:01:33
80 Matteo Busato (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:01:36
81 Sacha Modolo (Ita) EF Education First 0:01:54
82 Edward Theuns (Bel) Trek-Segafredo 0:02:06
83 Toms Skujins (Lat) Trek-Segafredo 0:02:13
84 John Degenkolb (Ger) Trek-Segafredo 0:02:37
85 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:39
86 Lukasz Wisniowski (Pol) CCC Team 0:02:54
87 Taco van der Hoorn (Ned) Team Jumbo-Visma
88 Yevgeniy Gidich (Kaz) Astana Pro Team
89 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ
90 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF
91 Carlos Betancur (Col) Movistar Team 0:03:11
92 Dorian Godon (Fra) AG2R La Mondiale
93 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
94 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
95 Danny van Poppel (Ned) Team Jumbo-Visma
96 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
97 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team
98 Jonas Gregaard Wilsly (Den) Astana Pro Team
99 Gijs Van Hoecke (Bel) CCC Team
100 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
101 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
102 Maximiliano Richeze (Arg) Deceuninck-QuickStep
103 Luke Rowe (GBr) Team Sky
104 Oscar Gatto (Ita) Bora-Hansgrohe
105 Sebastian Langeveld (Ned) EF Education First
106 Heinrich Haussler (Aus) Bahrain-Merida 0:03:39
107 Kristijan Koren (Slo) Bahrain-Merida 0:03:51
108 Nikolas Maes (Bel) Lotto Soudal 0:04:46
109 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 0:05:22
110 Koen de Kort (Ned) Trek-Segafredo 0:05:26
111 Michael Schar (Swi) CCC Team
112 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
113 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:05:27
114 Filippo Ganna (Ita) Team Sky 0:06:31
115 Owain Doull (GBr) Team Sky
116 Marcel Sieberg (Ger) Bahrain-Merida
117 Roger Kluge (Ger) Lotto Soudal
118 Julius van den Berg (Ned) EF Education First
119 Daryl Impey (RSA) Mitchelton-Scott
120 Robert Stannard (Aus) Mitchelton-Scott
121 Matthieu Ladagnous (Fra) Groupama-FDJ
122 Ignatas Konovalovas (Ltu) Groupama-FDJ
123 Zico Waeytens (Bel) Cofidis, Solutions Credits
124 Guillaume Van Keirsbulck (Bel) CCC Team
125 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
126 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
127 Luca Pacioni (Ita) Neri Sottoli-Selle Italia-KTM
128 Bernhard Eisel (Aut) Dimension Data
129 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
130 Jerome Cousin (Fra) Direct Energie
131 Niccolo Bonifazio (Ita) Direct Energie
132 Mads Schmidt Wurtz (Den) Katusha-Alpecin 0:07:45
133 Matthias Brandle (Aut) Israel Cycling Academy
134 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb 0:10:18
135 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
136 Guy Sagiv (Isr) Israel Cycling Academy
137 Sebastian Schonberger (Aut) Neri Sottoli-Selle Italia-KTM
138 David Lozano Riba (Spa) Team Novo Nordisk
139 Joonas Henttala (Fin) Team Novo Nordisk
140 Charles Planet (Fra) Team Novo Nordisk
141 PŽter Kusztor (Hun) Team Novo Nordisk
142 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
143 Umberto Orsini (Ita) Bardiani CSF
144 Daniele Bennati (Ita) Movistar Team
145 Michal Golas (Pol) Team Sky
146 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
147 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
148 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
149 Jurgen Roelandts (Bel) Movistar Team
150 Jasper Philipsen (Bel) UAE Team Emirates 0:13:56
151 Julien Duval (Fra) AG2R La Mondiale
152 Tim Declercq (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:14:42
153 Bert Van Lerberghe (Bel) Cofidis, Solutions Credits
154 Oliviero Troia (Ita) UAE Team Emirates
155 Kenneth Vanbilsen (Bel) Cofidis, Solutions Credits
156 Paul Ourselin (Fra) Direct Energie
157 Sam Brand (GBr) Team Novo Nordisk
158 Alessandro Tonelli (Ita) Bardiani CSF
159 Fabien Grellier (Fra) Direct Energie
160 Daniel McLay (GBr) EF Education First
161 Andrea Peron (Ita) Team Novo Nordisk
162 Giovanni Visconti (Ita) Neri Sottoli-Selle Italia-KTM
163 Luca Raggio (Ita) Neri Sottoli-Selle Italia-KTM
164 Edoardo Affini (Ita) Mitchelton-Scott
165 Umberto Poli (Ita) Team Novo Nordisk 0:19:25
166 Michael Hepburn (Aus) Mitchelton-Scott 0:20:53
167 Alessandro Pessot (Ita) Bardiani CSF
168 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal

Con la vittoria alla Milano-Sanremo naltra perla va ad arricchire il palmarès di Julian Alaphilippe (foto RCS Sport)

Con la vittoria alla Milano-Sanremo n'altra perla va ad arricchire il palmarès di Julian Alaphilippe (foto RCS Sport)

TOUR DE FRANCE 2018

luglio 6, 2018 by Redazione  
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TOUR DE FRANCE 2018

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RADUNO DI PARTENZA

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1a TAPPA: NOIRMOUTIER-EN-L’ÎLE – FONTENAY-LE-COMTE

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2a TAPPA: MOUILLERON-SAINT-GERMAIN – LA ROCHE-SUR-YON

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3a TAPPA: CHOLET (cronometro a squadre)

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4a TAPPA: LA BAULE – SARZEAU

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5a TAPPA: LORIENT – QUIMPER

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6a TAPPA: BREST – MÛR-DE-BRETAGNE

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7a TAPPA: FOUGÈRES – CHARTRES

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8a TAPPA: DREUX – AMIENS

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9a TAPPA: ARRAS – ROUBAIX

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10a TAPPA: ANNECY – LE GRAND-BORNAND

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11a TAPPA: ALBERTVILLE – LA ROSIÈRE

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12a TAPPA: BOURG-SAINT-MAURICE – ALPE D’HUEZ

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13a TAPPA: LE BOURG-D’OISANS – VALENCE

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14a TAPPA: SAINT-PAUL-TROIS-CHÂTEAUX – MENDE

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15a TAPPA: MILLAU – CARCASSONNE

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16a TAPPA: CARCASSONNE – BAGNÈRES-DE-LUCHON

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17a TAPPA: BAGNÈRES-DE-LUCHON – SAINT-LARY-SOULAN (Col du Portet)

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18a TAPPA: TRIE-SUR-BAÏSE – PAU

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19a TAPPA: LOURDES – LARUNS

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20a TAPPA: SAINT-PÉE-SUR-NIVELLE – ESPELETTE (cronometro individuale)

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21a TAPPA: HOIULLES – PARIGI

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