25-12-2016

dicembre 26, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

L’ecuadoriano Jonathan Kléver Caicedo Cepeda (Strongman-Campagnolo Wilier) si è imposto nella dodicesima ed ultima tappa, circuito di Heredia. Ha preceduto di 23″ il messicano Corte Cordero e di 37″ il costaricano Bonilla Quirós. Il costaricano César Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos) si impone in classifica con 37″ sul connazionale e fratello Juan Carlos Rojas Villegas e 5′11″ sul connazionale Villalobos

24-12-2016

dicembre 25, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

Il costaricano Juan Carlos Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos) si è imposto nell’undicesima tappa, Pérez Zeledón – Cot. Ha preceduto allo sprint il connazionale Villalobos e di 7″ il connazionale e fratello César Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos), ancora leader della classifica con 37″ su Juan Carlos e 5′11″ su Villalobos

23-12-2016

dicembre 24, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

Il colombiano Carlos Andres Becerra Alarcon (Strongman-Campagnolo Wilier) si è imposto nella decima tappa, Golfito – San Isidro. Ha preceduto allo sprint il messicano Santos Moreno e di 29″ il costaricano Villalobos. Il costaricano César Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos) è ancora leader della classifica con 44″ sul connazionale e fratello Juan Carlos Rojas Villegas e 5′18″ su Villalobos

22-12-2016

dicembre 23, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

Lo spagnolo Víctor Manuel García Estévez (Canels Specialized) si è imposto nella nona tappa, Dominical – Golfito. Ha preceduto allo sprint il colombiano Muñoz Pérez Chavarría Rodríguez e il costaricano Alpizar. Il costaricano César Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos) è ancora leader della classifica con 43″ sul connazionale e fratello Juan Carlos Rojas Villegas e 5′18″ sul connazionale Villalobos

21-12-2016

dicembre 22, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

Il costaricano Jeison Elias Vega Solano (Nestlé-Giant) si è imposto nell’ottava tappa, San José – Pérez Zeledón. Ha preceduto allo sprint i connazionali Chavarría Rodríguez e Villalobos. Il costaricano César Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos) è ancora leader della classifica con 43″ sul connazionale e fratello Juan Carlos Rojas Villegas e 5′18″ su Villalobos

MOLFETTA – PESCHICI: UNA TAPPA TUTTA DA BERE… A GARGANELLA!

Un’altra tappa di vento e mare attende il gruppo che, stavolta, dovrà fronteggiare da una parte gli attacchi di Eolo e dall’altra si troverà a serpeggiare su di un percorso che, dopo una prima parte decisamente finale, proporrà negli ultimi 100 Km curve e saliscendi “à gogo”. Monte Sant’Angelo è lungo ma facile nelle pendenze e lontano dall’arrivo; i danni maggiori potranno farli i successivi tratti sulla costa garganica, privi di grandi pendenze ma anche di tratti in cui rifiatare. Chi si stacca… è perduto

Se volete il nome di una tappa del prossimo Giro d’Italia sarà da seguire dal primo all’ultimo metro, saldamente incollati alla poltrona, segnatevi la Molfetta-Peschici in programma il 13 maggio, frazione d’apertura della seconda settimana di gara. A prima vista l’altimetria non promette nulla d’interessante presentandosi con la fisionomia d’un tavolo da biliardo nei primi 85 Km mentre la rimanente razione di strada proporrà in apertura – quando mancheranno 104 Km al traguardo – la salita più rilevante del tracciato (Monte Sant’Angelo), seguita da due porzioni collinose in mezzo alle quali s’inserirà un’altra bella dose di pianura. A rendere quella che terminerà a Peschici una classica tappa “trabocchetto” saranno le insidie della planimetria poiché, se la prima parte di gara sarà tutta una successione d’infiniti rettilinei, quando cominceranno le salite a diventare infinite saranno le innumerevoli curve, presenti anche nei tratti sulla carta altimetricamente più scorrevoli. In condizioni del genere basta un niente, una caduta, una foratura, una frattura nel plotone e chi si troverà dietro vedrà il gruppo sfuggirgli davanti, lungo un tracciato che per nulla agevola chi sarà nell’incombenza di dover inseguire, magari trovandosi pure a far i conti con il vento di traverso perché – esclusa l’escursione nell’entroterra verso Monte Sant’Angelo – questa tappa si snoderà per intero lungo la costa adriatiaca. E se alla fine non dovesse succedere nulla non si sarà comunque sprecata la giornata, perché il telespettatore avrà avuto la possibilità di rifarsi gli occhi con la bellezza dei panorami offerti dalla corsa rosa, che nel finale di gara compirà buona parte del periplo della penisola del Gargano. E poi le energie che le tortuosità odierne spremeranno ai “girini” potrebbero presentare il salato conto l’indomani, sul più ripido tra i cinque arrivi in salita previsti in questa edizione, quello del Blockhaus.
Lo start odierno sarà dato in quel di Molfetta, 25 Km a nord del capoluogo regionale Bari, dove i corridori daranno i primi colpi di pedale sulla banchina antistante il porto per poi sfilare verso il “chilometro 0” lungo le strade del centro storico, dove spicca sugli altri pregevoli monumenti il duomo intitolato a San Corrado. Scivolando veloce lungo il litorale, il gruppo incontrerà nei primi chilometri di gara i centri di Bisceglie e Trani, dove un altro edificio religioso svetta a pochi metri dalle spiagge di quella che è stata definita “la perla dell’Adriatico”: è la cattedrale di Santa Maria Assunta, tipico esempio di architettura romanica pugliese, costruita tra il 1099 e il 1200 utilizzando la cosiddetta “Pietra di Trani”, una varietà di tufo calcareo estratta nelle cave della zona e che è denotata da un chiarissimo colore roseo, quasi tendente al bianco.
Altri pregevoli monumenti sono quelli offerti dalla non distante Barletta, la città della famosa “disfida” (1503), dove oltre ad ammirare la cattedrale di Santa Maria Maggiore e la basilica del Santo Sepolcro, è possibile spingersi nella piana del Tavoliere per visitare l’area archeologica di Canne, l’antica città che fu teatro della storica battaglia della seconda guerra punica che vide pesantemente sconfitto l’esercito della Repubblica Romana dai cartaginesi di Annibale.
Le bellezze dell’arte lasceranno successivamente il passo a quelle della natura quando, attraversata Margherita di Savoia – dove al Giro del 2013 s’impose il britannico Mark Cavendish – la carovana rosa sfilerà tra il mare e le saline, le seconde al mondo per estensione, dal 1977 protette da una riserva naturale che ha preservato un’area sfruttata per ricavarne sale sin dal III secolo d.C.
Terminato il costeggiamento del Tavoliere, la più vasta pianura d’Italia dopo la Padana, il tratto più scorrevole di questa frazione si concluderà con il passaggio nel cuore di Manfredonia, cittadina che deriva il nome dal principe della famiglia Hohenstaufen che la fondò nel 1256 e alle cui porte è possibile visitarne i due più rilevanti monumenti, la basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto e l’abbazia di San Leonardo in Lama Volara, fondata nel XII secolo e la cui facciata fa bello sfoggio di sé ne “I cavalieri che fecero l’impresa”, film del 2001 firmato da Pupi Avati.
Ancora qualche chilometro tranquillo e poi si attaccherà la principale ascesa di giornata, in direzione di Monte Sant’Angelo, centro che prima dell’arrivo di Padre Pio nella vicina San Giovanni Rotondo era la capitale religiosa del Gargano, meta di pellegrinaggi diretti al santuario dedicato all’arcangelo Michele, inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e collocato lungo un’immaginaria linea retta che lo collega idealmente a Gerusalemme e altri due famosi santuari intitolati a San Michele, la Sacra piemontese e la celeberrima abbazia normanna di Mont-Saint-Michel. La salita è discretamente lunga, avvicinando di un soffio i 15 Km, ma – se si eccettua una strappata di 500 metri al 9,4% – si manterrà sempre su pendenze molto tranquille (media del 4,9%), addolcite dalla presenza di una ventina di tornanti. Rituffatisi verso l’Adriatico, inizierà il secondo tratto costiero di questa frazione, decisamente più intrigante del precedente e che debutterà con un settore vallonato disegnato dalla statale litoranea del Gargano alle spalle dell’incantevole Baia delle Zagare, antipasto alla seconda e ultima salita ufficiale di questa tappa, un’ascesa bifronte (primi 3 Km al 6%, ultimi 5 Km al 2%) che condurrà al GPM della Coppa Santa Tecla, superata la quale si affronteranno le pendenze più elevate di giornata nel corso della discesa di 6 Km (media del 5,8%, con un tratto di 1,8 Km all’8,4%) verso la Testa del Gargano, l’estremità orientale della penisola che il percorso “vincerà” con un piccolo zampellotto. Per il gruppo questo passaggio sarà il punto d’inizio di una lunga tregua altimetrica perché per una buona venticinquina di chilometri non s’incontreranno dislivelli, ma stavolta la pianura non sarà snella come quella incontrata nelle prime fasi di questa frazione e si troveranno un paio di lunghi rettilinei solo alle porte di Vieste, frequentata località balneare situata all’uscita di uno dei più affascinanti tratti della costa garganica, punteggiata da spettacolari cale, arditi archi, faraglioni e monoliti, come quello del Pizzomunno, che svetta al termine della spiaggia del Castello. Lambito il santuario di Santa Maria di Merino, costruito non distante dalla spiaggia dove alcuni pescatori rinvennero una statua della Madonna e nel quale sarebbe stato ospite il celebre Papa Celestino V in occasione di un fallito tentativo di fuga verso oriente, il percorso proseguirà pianeggiante lungo la tortuosa “silhouette” della costa fino all’incantevole Baia di Manaccora dove il tracciato tornerà a puntare verso l’alto. Quando mancheranno 13 Km al traguardo si attaccherà la penultima ascesa prevista dal “Garibaldi”, la pedalabile Coppa del Fornaro (5,4 Km al 3,6%) che, come nel caso della difficoltà precedente, mostrerà principalmente i muscoli nel versante della discesa, una planata di 3,2 Km al 5,4% con un picco del 9,5% che terminerà all’ingresso di Peschici, dove attenderà i “girini” l’ultima fatica giornaliera, una rampetta di un chilometro preciso al 7,9% che fa il paio con quella, molto simile nei numeri, affrontata 48 ore alle Terme Luigiane e che, come quella, potrebbe far gola non solo ai “finisseur” ma anche agli uomini di classifica: ce lo ricorda, per esempio, il successo di Pellizotti nella tappa che terminò proprio in cima a questo strappo al Giro del 2006, giornata che come quella proponeva prima l’ascesa a Monte Sant’Angelo. Sono solo mille metri quelli verso Peschici, uno scoglio nel mare delle salite del Giro 2017: ma, anche per com’è stato congegnato il tracciato odierno e come ci ricorda la storia della navigazione, è sui piccoli scogli che si rischia più facilmente di far naufragio.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Il duomo di Molfetta inquadrato dalla banchina dalla quale scatterà la tappa di Peschici

La cattedrale di Trani

Barletta, basilica del Santo Sepolcro

La collina sulla quale si trova l’acropoli dell’antica cittadina di Canne

Le saline di Margherita di Savoia

Manfredonia, basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto

L’abbazia di San Leonardo in Lama Volara, nelle campagne di Manfredonia, vista nel film di Pupi Avati I cavalieri che fecero l’impresa (www.davinotti.com)

L’abbazia di San Leonardo in Lama Volara, nelle campagne di Manfredonia, vista nel film di Pupi Avati ''I cavalieri che fecero l’impresa'' (www.davinotti.com)

L’Adriatico visto da uno degli ultimi tornanti della salita verso Monte Sant’Angelo

Monte Sant’Angelo, Santuario di San Michele Arcangelo

Uno scorcio della Baia delle Zagare

Vieste, il Pizzomunno

Santuario di Santa Maria di Merino

Baia di Manaccora

Vista su Peschici dal porto e, in trasparenza, l’altimetria dell’ottava tappa del Giro 2017 (Google Street View)

Vista su Peschici dal porto e, in trasparenza, l’altimetria dell’ottava tappa del Giro 2017 (Google Street View)

20-12-2016

dicembre 21, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

Il costaricano Juan Carlos Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos) si è imposto nella settima tappa, Alajuela – Grecia. Ha preceduto allo sprint il connazionale e fratello César Rojas Villegas e di 4′29″ il connazionale Varela. César Rojas Villegas (Frijoles Tierniticos) è il nuovo leader della classifica con 45″ su Juan Carlos Rojas Villegas e 2′44″ su Varela

19-12-2016

dicembre 20, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

giorno di riposo

18-12-2016

dicembre 20, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

Il costaricano Roman Villalobos (Canels Specialized) si è imposto anche nella sesta tappa, cronometro Palomo – Paraíso. Ha preceduto di 7″ il connazionale Juan Carlos Rojas Villegas e di 24″ il connazionale Chavarría Rodríguez. Il costaricano Pablo Mudarra Segura (Frijoles Tierniticos) è ancora leader della classifica con 11″ sul colombiano Paredes Avellaneda e 1′07″ sul connazionale Varela

17-12-2016

dicembre 18, 2016 by Redazione  
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VUELTA POPULAR A COSTA RICA

Il costaricano Roman Villalobos (Canels Specialized) si è imposto nella quinta tappa, Guápiles – Tucurrique. Ha preceduto allo sprint il connazionale Cesar Rojas Villegas e di 4″ il connazionale Juan Carlos Rojas Villegas. Il costaricano Pablo Mudarra Segura (Frijoles Tierniticos) è il nuovo leader della classifica con 23″ sul connazionale Varela e 32″ sul colombiano Paredes Avellaneda

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