IMPONENTE BOONEN, TRIS ALLE SPESE DI CAVENDISH

marzo 26, 2012 by Redazione  
Filed under 2) GAND - WEVELGEM, News

Strepitoso tris del campione belga nella classica di casa, la più facile tra le classiche del Nord, quella che vedeva i velocisti naturali favoriti e, con essi, il campione del mondo Cavendish. Ma il britannico in maglia iridata, nonostante gli sforzi profusi per riagganciarsi al gruppo di testa, è stato abilmente messo fuori gioco dal lavoro dei gregari degli sprinter trovatisi davanti, tra i quali si egregiamente distinto l’italiano Luca Paolini.

Foto copertina: Boonen emerge ancora una volta su tutti (foto Bettini)

Continua lo straordinario stato di grazia di Tom Boonen che, a due giorni dal fresco successo alla E3 Prijs-Harelbeke, si è imposto in volata nella Gent-Wevelgem, quella che sulla carta appare essere la Classica belga meno impegnativa. Il campione della Omega Pharma-QuickStep va a succedere a se stesso nell’albo d’oro della corsa conquistata già due volte, l’ultima nel 2011. E così ad una settimana dal Giro delle Fiandre appare fin da subito chiaro chi sarà l’uomo da battere. Al via della corsa c’erano tutti i grandi nomi da classiche e ad impreziosire la lista dei partenti spiccava anche la presenza del campione del Mondo Mark Cavendish con una squadra all’altezza della situazione, pronta ad affrontare tutti i possibili epiloghi della corsa grazie alle garanzie offerte da chi qui si era già imposto, Edvald Boasson Hagen, e da chi, Bernard Eisel, soltanto pochi giorni fa ad Harelbeke, riusciva a salire sul terzo gradino del podio dietro Oscar Freire, secondo quest’ultimo dietro al già citato Boonen. In tanti si aspettavano proprio il ripetersi della volata con il testa a testa Boonen-Freire ma così non è stato o meglio a piegarsi questa volta alla netta superiorità del fiammingo è taccato ad un ottimo Peter Sagan, bravissimo a tener testa all’attacco, promosso inizialmente al secondo passaggio sul Kemmel da Matti Breschel e poi proseguito in pianura con un allungo di Fabian Cancellara. L’affondo di Cancellara ha portato in avanscoperta un piccolo gruppetto trovatosi così avvantaggiato e riacciuffato, grazie soprattutto al magistrale lavoro della solida e forte Omega Pharma-QuickStep, a soli 25 Km dall’arrivo. In quell’occasione il gruppo si è frazionato in due tronconi, con Cavendish rimasto senza compagni di squadra e costretto ad inseguire, lasciando definitivamente ogni speranza di disputarsi la vittoria quando il secondo gruppo, una volta ripresi i fuggitivi, riusciva nel comune intento di tutti di tagliare fuori dai giochi il temibilissimo campione del mondo. Il gruppo dei 27 uomini rimasti in testa era composto da molti italiani con Daniele Bennati, scortato da Fabian Cancellara, a tenere alte le speranze dei tifosi nostrani visto anche il secondo posto ottenuto dall’aretino lo scorso anno in questa gara. Purtroppo una foratura a poco meno di 10 Km dall’arrivo ha costretto il velocista della Radioshack-Nissan a dover prodigarsi in uno sforzo ulteriore per riportarsi sul gruppo e così piazzarsi soltanto in sesta posizione in una volata che di certo sperava di disputare con più forze. In vista del Fiandre, palesando una buona condizione, annoveriamo anche la presenza tra i migliori di un ritrovato Filippo Pozzato e di Oscar Gatto (Farnese Vini), già ottimi interpreti della trascorsa E3 Prijs-Harelbeke, nonché di Marco Marcato (Vacansoleil-DCM Pro Cycling Team) sempre più a suo agio nella classiche del Nord. Ottima anche la prestazione ed il lavoro di Luca Paolini, per Oscar Freire, (Katusha), e tra i maggiori artefici, insieme a Steegmans (Omega Pharma-QuickStep), prima della chiusura sull’allungo del plotone con Cancellara e Sagan e, successivamente, grazie alla velocità imposta in testa al gruppetto dei 27, del fallito riaggancio del gruppo inseguitore, quello nel quale viaggiava Mark Cavendish. E ci teneva Cavendish a riportarsi sotto, quando tutto solo ha più volte cercato di scuotere il gruppo inseguitore portandosi in prima persona a tirare nella speranza di agganciare i migliori in testa, dove avrebbe trovato un valido compagno di squadra in Edvald Boasson Hagen. Sarebbe questa stata un’occasione ghiottissima per il folletto iridato di imporsi in una Classica del Nord. Così non è andata e in vista di Wevelgem, sotto l’arco dell’ultimo chilometro, ormai il distacco risultava essere superiore ai 2’. Vittime dell’azione di Cancellara sono state anche altri candidati alla vittoria finale come Degenkolb (Project 1t4i), Farrar (Garmin-Cervelo), Greipel (Lotto Belisol Team) ed Hushovd (BMC Racing Team). Nel rettilineo di arrivo a centro strada Freire ha cercato di sorprendere tutti ma ha dovuto inesorabilmente arrendersi ad una poderosa progressione di Tom Boonen, il quale è riuscito a sopravanzare l’uomo della Katusha riuscendo per la terza volta ad imporsi sul traguardo di Wevelgem. Secondo, come già anticipato, Peter Sagan. A completare il podio Matti Breschel (Rabobank Cycling Team), sempre tra i migliori quando si respira aria del Nord. Il buon vecchio Freire stavolta, partito troppo in anticipo, scivola al quarto posto mentre in quinta posizione si piazza Edvald Boasson Hagen.

Antonio Scarfone

BOONEN METTE LA CILIEGINA AD UNA GAND SPETTACOLARE

marzo 28, 2011 by Redazione  
Filed under 2) GAND - WEVELGEM, News

E’ stata una ridda di emozione l’ultima edizione della classica belga. Il continuo avvicendarsi delle situazioni di gara l’ha resa particolarmente appassionante agli occhi dei tifosi belgi che, si sa, hanno il palato fine. E’ andata a finire che si è arrivati comunque allo sprint, classica conclusione della Gand – Wevelgem, ma con un gruppo selezionato e privo dei velocisti più attesi. Tranne Boonen che non ha avuto nessuna difficoltà a regolare i più prossimi avversari, il primo dei quali è stato il nostro Bennati.

Foto copertina: la volata finale, con Boonen in pieno agone (foto Bettini)

L’edizione 2011 della Gand Wevelgem ha lasciato negli occhi dell’appassionato di ciclismo una serie di immagini che caratterizzano questo sport e che lo rendono così bello. Durante la corsa – specialmente quando mancavano una sessantina di km alla fine – si sono infatti mescolati continuamente scenari che l’hanno resa attraente e incerta fino alla linea del traguardo. In Belgio la variabilità del tempo accompagna spesso le gare ciclistiche ma, invece, questa volta è stata l’incertezza della corsa che, al contrario, ha animato una giornata meteorologicamente stabile. Pur nutrendo la sua fama di ‘sprinter classic’, includendo nella starting list diversi nomi ‘veloci’, la Gand Wevelgem comprendeva ai nastri di partenza anche uomini d’attacco, confermando in questo modo come tale corsa avrebbe potuto mantenere un andamento variegato. La fuga di giornata, ad esempio, già includeva un attaccante nato come Thomas Voeckler, al quale si univano Schmitz, Zingle, Timmer e Van Vooren. Il francese sembrava il più pimpante, tant’è che solo sul secondo passaggio del Monteberg alzava bandiera bianca mentre alle sue spalle facevano capolino Van Avermaet e Nuyens dopo un tentativo di un terzetto composto da Flecha, Boonen e Gilbert, abortito quasi subito. La corsa si animava quindi sull’ultimo passaggio del Kemmelberg, quando Sagan si lanciava deciso in testa. Alle sue spalle si creava un terzetto composto dal compagno di squadra Bodnar, Stannard e Sylvain Chavanel, che raggiungevano lo slovacco in discesa. A 35 km dalla fine i quattro in testa iniziavano ad aumentare il vantaggio sul gruppo, tirato a turno da BMC, Saxo, Omega Pharma e HTC, mentre la Quick Step nicchiava in sordina vista la presenza di Chavanel nel gruppo di testa. Il vantaggio massimo veniva segnato ai 26 Km dal termine, quando i quattro in testa riuscivano ad avere 42” sul gruppo. Una situazione simile a quanto visto ad Harelbeke il giorno prima, ma questa volta il gruppo decideva di aumentare il ritmo nell’impetuoso tentativo di risalita. Lo stesso Philippe Gilbert si metteva a tirare in testa , mentre una caduta con conseguente rallentamento metteva fuori gioco due nomi caldi per la vittoria finale come Hushovd e Cavendish. Si arrivava così ai meno 2 Km dall’arrivo con l’estremo tentativo di allungo di Stannard, con il gruppo ormai ad una decina di secondi di ritardo. A questo punto era proprio la Quick Step a prendere in mano le redini della corsa, visto che ormai Chavanel era stato risucchiato indietro insieme a Sagan e Bodnar. Era l’arrivo di un gruppo ristretto, dopo che anche l’inglese della Sky veniva raggiunto e superato ai 300 metri dal traguardo. Lo sprint vedeva così lo spunto vincente di Tom Boonen, che grazie ad una tattica di squadra ideale riusciva a imporsi su Bennati – finalmente uno squillo importante in una classica del nord per l’aretino della Leopard – e su Farrar.

Antonio Scarfone

GAND-WEVELGEM, EISEL TIRA LA VOLATA ALLA CAMPAGNA DEL NORD

marzo 28, 2010 by Redazione  
Filed under 2) GAND - WEVELGEM, News

Il 29enne austriaco coglie il successo più importante della sua carriera, precedendo sul traguardo della Gand-Wevelgem i padroni di casa Vanmarcke e Gilbert, quest’ultimo divenuto, assieme a Freire, favorito d’obbligo dopo le immediate uscite di scena di Boonen e Cancellara. Crollo nel finale per il vincitore della Sanremo. Migliore degli italiani Daniel Oss, ottimo 5°.

Foto copertina: la volata che ha deciso la 72a edizione della Gand-Wevelgem (www.ispaphoto.com)

Difficile dire se sia stato più merito del nuovo percorso, con 12 côtes e una ventina di chilometri in più rispetto alle edizioni scorse, o dell’imprevedibile e spettacolare attacco di squadra inscenato dalla Liquigas ai -70 circa dal traguardo; ciò che conta è comunque che finalmente, dopo anni di corse facili e dal canovaccio complessivamente scontato, con frequenti affermazioni da parte di velocisti puri, che poco avevano a che vedere con le pietre e i muri del Nord (si pensi ad Abdoujaparov e Cipollini), la Gand-Wevelgem è tornata ad essere una corsa emozionante e di difficile lettura. Problemi di interpretazione che non si sono posti Tom Boonen e Fabian Cancellara, ieri grandi protagonisti ad Harelbeke e oggi schieratisi al via per onor di firma, occupando stabilmente la coda del gruppo per decine di chilometri, fino al momento del ritiro.
Dopo la partenza da Deinze, la prima metà di corsa è scivolata via tranquillamente, caratterizzata dalla fuga mattutina di Steurs, Madrazo, Van den Haute e Pronk, la cui azione ha costituito l’unico reale motivo di interesse della gara fino ad un centinaio di chilometri dal traguardo, quando gli atleti hanno intrapreso il primo dei due giri sul circuito destinato, con le sue sette asperità, a dare una svolta alla giornata. Dopo qualche effimera scaramuccia sulle prime rampe, è stato Luca Paolini a dar fuoco alle polveri, alzando sensibilmente il ritmo in occasione del primo passaggio sul Kemmelberg, pur senza determinare una particolare selezione.
Il primo vero momento chiave è invece arrivato qualche minuto dopo, nel tratto pianeggiante di presunto respiro fra una sequenza di salite e l’altra: cinque uomini Liquigas (Bennati, Kuschynski, Dall’Antonia, Oss e Quinziato) hanno attaccato con decisione, imponendo un passo vertiginoso, lungo vie strette e battute da un tremendo vento da sinistra. Non più di una ventina di atleti sono riusciti a restare agganciati al treno bianco-verde, capace di sorprendere grossi calibri quali Freire, Gilbert e Gasparotto, rimasti intrappolati in un drappello numericamente simile, 30’’ più indietro. I due plotoncini hanno dato vita ad una sorta gara ad inseguimento per una ventina di chilometri, fino a quando i ritardatari di cui si diceva hanno preso in mano la situazione, riportandosi in prima persona sulla testa della corsa, imitati poco dopo dagli ex compagni di sventura.
Con il lotto dei papabili vincitori ormai ridotto ad una quarantina scarsa di unità, è stato il secondo e ultimo passaggio sul Kemmelberg ad operare la selezione decisiva, sotto l’impulso di un brillantissimo Matti Breschel, libero da vincoli di gregariato nei confronti di Cancellara, salito in ammiraglia ormai da tempo. Il danese ha addirittura scollinato in perfetta solitudine, con una manciata di secondi sul terzetto Eisel – Hincapie – Gilbert, ma i 35 km di pianura che ancora lo separavano dalla linea bianca, oltre ad una decisa presa di posizione dell’ammiraglia, lo hanno indotto a desistere da propositi di impresa, aspettando i più diretti inseguitori. A questi si sono quasi immediatamente aggiunti Oss, Vanmarcke, Kuschynski, Roelandts, Freire e Iglinsky, determinando la formazione di un gruppetto di 10 atleti che non ha faticato a trovare un buon accordo, sufficiente a respingere il tentativo di rimonta di Paolini, Cooke, Knees e Farrar. Proprio Breschel, probabilmente l’uomo più forte in gara, ha però dovuto dire addio ad ogni sogno di gloria ad una quindicina di chilometri dal termine, quando un guasto meccanico lo ha costretto ad uno stop di una ventina di secondi, in virtù del quale è definitivamente scivolato nel secondo drappello.
Quando tutto sembrava portare ad un epilogo allo sprint piuttosto scontato, con atleti dal discreto spunto veloce quali Eisel e Gilbert destinati a giocarsi la piazza d’onore dietro Freire (peraltro il meno collaborativo tra i battistrada), è stato un improvviso buco causato da Kuschynski a 10 km scarsi dal termine a rimescolare le carte. Il bielorusso ha perso qualche metro dall’atleta davanti, e Iglinsky e Freire hanno impiegato qualche secondo di troppo a realizzare quanto stava accadendo. Che la manovra del secondo classificato della passata edizione fosse volontaria o meno, l’effetto è stato certamente quello di tagliar fuori dalla contesa i due malcapitati che lo seguivano, incapaci a quel punto di ricucire lo strappo di qualche decina di metri venutosi a creare.
I sei superstiti, sventato un attacco di Vanmarcke a 1800 metri dal traguardo, più per via dei crampi del coraggioso belga che per l’azione di Roelantds alle sue spalle, si sono presentati compatti sul rettilineo d’arrivo, su cui lo stesso Roelantds e un comunque bravissimo Daniel Oss sono stati i primi ad alzare bandiera bianca, non appena Hincapie ha lanciato lo sprint ai 300 finali. L’americano ha esaurito presto le energie, lasciando spazio alla perentoria progressione di Eisel, capace di anticipare nettamente il sorprendente Vanmarcke e un Philippe Gilbert apparso già in condizioni più che discrete. 4° un Hincapie che a quasi 37 anni ha dimostrato di poter ancora dire la sua al Nord, davanti a Oss e Roelantds.
L’esperimento del nuovo percorso può dunque dirsi decisamente riuscito per la Gand-Wevelgem, e lo sarebbe stato ancor di più se atleti quali Boonen, Cancellara e Pozzato non avessero sorprendentemente scelto di privilegiare l’E3 Prijs Harelbeke rispetto alla sprinters’ classic, soprannome che da quest’anno rischia di perdere riscontri nei fatti. Lo spettacolo nel complesso non è mancato, malgrado l’assenza della pioggia paventata alla vigilia. Tra una settimana, la campagna del Nord vivrà la sua prima giornata topica, con il 94° Giro delle Fiandre. Anche e soprattutto alla luce della due giorni sulle pietre di questo fine settimana, i nomi da tenere d’occhio paiono essere sempre i soliti: Boonen e Cancellara in testa, Pozzato, Gilbert, e Flecha subito dietro, con una vasta schiera di aspiranti Devolder pronti a cogliere la prima opportunità.

Matteo Novarini

« Pagina precedente