QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI TREVISO

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Treviso aspetta i velocisti e… De Bondt li sorprende. Carapaz resta in rosa

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Beütött a koronavírus, Valter Attiláék elszámolták magukat

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Dries De Bondt wins Stage 18 of Giro D’Italia as breakaway denies sprinters

The Independent

FRANCIA

De Bondt piège Démare et les sprinteurs – Almeida, 4e du général, abandonne

L’Équipe

SPAGNA

Landa refuerza el podio

AS

PORTOGALLO

João Almeida abandona a Volta a Itália por ter covid-19 – Dries de Bondt vence etapa, Richard Carapaz continua líder

Público

BELGIO

Belgisch feestje in de Giro: De Bondt is sprinters te slim af en wint op verbluffende wijze Giro-rit

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Giro verliest opnieuw grote naam: Almeida test positief op corona – Peloton misrekent zich: vroege vluchter De Bondt wint Giro-rit

De Telegraaf

GERMANIA

Buchmann klettert im Klassement – De Bondt siegt in Treviso – Aus für Viertplatzierten Almeida

Kicker

REPUBBLICA CECA

Únik vyzrál na peloton, na Giru jásal de Bondt. Hirtovi patří šesté místo

Mladá fronta Dnes

COLOMBIA

Giro de Italia, en alerta por covid: se fue un candidato al título – Fernando Gaviria se lamenta por irse en blanco del Giro de Italia

El Tiempo

ECUADOR

Así marcha la clasificación del Giro de Italia: Richard Carapaz, líder y dueño de la ‘maglia rosa’, escoltado por Jai Hindley y Mikel Landa

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Libiamo, ne’ lieti calici (La Traviata, Giuseppe Verdi)

METEOGIRO

Marano Lagunare: cielo sereno, 28.9°C, vento debole da SSW (6 km/h), umidità al 46%
Buja – traguardo volante (55.8 Km) : cielo sereno, 29.2°C, vento moderato da SSW (11-13 km/h), umidità al 45%
Caporetto (122 Km): cielo sereno, 29.1°C, vento moderato da SW (12-14 km/h), umidità al 46%
Cividale del Friuli (traguardo volante e inizio salita finale, 168.4 Km): poco nuvoloso, 29.9°C, vento moderato da SSW (14-15 km/h), umidità al 42%
Santuario di Castelmonte: previsioni non disponibili

GLI ORARI DEL GIRO

11.25: inizio diretta su RaiSport
12.25: partenza da Marano Lagunare
13.00: inizio diretta su Eurosport 2
13.40-13.50: traguardo volante di Buja
14.00: inizio diretta su Rai2
14.15-14.30: GPM di Villanova Grotte
14.50-15.10: GPM di Passo di Tanamea
15.00-15.15: inizio sconfinamento in Slovenia
15.55-16.25: GPM del Kolovrat
16.00-16.30: fine sconfinamento in Slovenia
16.40-17.10: traguardo volante di Cividale del Friuli
17.00-17.30: arrivo al Santuario di Castelmonte

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Petacchi: “Muro di Cà del Bosco” (Cà del Poggio)
Borgato: “All’inizio si staccavano i cavalcavia”
Petacchi: “Vedremo oggi un arrivo allungato” (a gruppo allungato)
Pancani: “I quattro battistradi”
Borgato: “Chiedere una solazione per il caso Gazprom” (soluzione)
Petacchi: “Camburro” (Gabburo)
Fabretti: “L’arrivo a Treviso transita sul muro di Cà del Poggio”
Fabretti: “Carapaz sta pedalando sui rulli per sciogliere le gambe”
Fabretti: “Ha 25 anni, da 35 anni vorrebbe vincere una tappa al Giro d’Italia” (parlando del 35enne Sacha Modolo)
Fabretti: “Almeida ha dovuto dire basta al Giro d’Italia” (si è ritirato per la positività al Covid)

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della diciottesima tappa, Borgo Valsugana – Treviso

1° Miles Scotson
2° Clément Davy s.t.
3° Samuele Rivi a 11″
4° Eduardo Sepulveda s.t.
5° Reto Hollenstein s.t.

Classifica generale

1° Roger Kluge
2° Pieter Serry a 15′04″
3° Matthias Brändle a 20′13″
4° Clément Davy a 24′23″
5° Bert Van Lerberghe a 25′11″

Miglior italiano Filippo Tagliani, 7° a 42′54″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

18a tappa: CASALE MONFERRATO – FRABOSA SOPRANA (232 Km) – 6 GIUGNO 1962

SOLER VITTORIOSO ANCHE A FRABOSA SOPRANA
Terza vittoria di tappa ottenuta dallo scalatore spagnolo – Andatura turistica nella parte iniziale ed una serie di lunghe fughe dopo Mondovì – Oggi passaggio da Torino e traguardo Saint-Vincent
I corridori sono giunti sullo striscione d’arrivo un’ora dopo il previsto – Oltre a Soler, sono scattati sulla salita che porta a Frabosa: Desmet, Nencini, Guernieri e Martinato – Balmanion conserva la maglia rosa, ma Battistini recupera 23 secondi – Due forature di Nino Defilippis – La soddisfazione di Balmamion al traguardo di Frabosa – Ancora contrarietà per Defilippis – Delusione di Fallarini – Norme per il passaggio del Giro a Torino

La fontana di Piazza San Leonardo a Treviso (www.gazzetta.it)

La fontana di Piazza San Leonardo a Treviso (www.gazzetta.it)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

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Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina
6a tappa: Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)
7a tappa: Diamante – Potenza
8a tappa: Napoli – Napoli
9a tappa: Isernia – Blockhaus
10a tappa: Pescara – Jesi
11a tappa: Santarcangelo di Romagna
12a tappa: Parma – Genova
13a tappa: Sanremo – Cuneo
14a tappa: Santena – Torino
15a tappa: Rivarolo Canavese – Cogne
16a tappa: Salò – Aprica
17a tappa: Ponte di Legno – Lavarone

DE BONDT, LICENZA DI VINCERE. A TREVISO IL BELGA BATTE I COMPAGNI DI FUGA.

A Treviso la fuga della prima ora resiste all’impetuoso ritorno del gruppo ed è Dries de Bondt (Team Alpecin Fenix) ad avere la meglio nella volata più che ristretta davanti ad Edoardo Affini (Team Jumbo Visma) e Magnus Cort Nielsen (Team EF Education EasyPost). In classifica generale resta tutto – quasi – invariato, con il ritiro di Joao Almeida (UAE Team Emirates) che è risultato positivo al covid.

La diciottesima tappa del Giro 2022 è sicuramente la più semplice della terza settimana e rimanda la lotta per la maglia rosa, ancora incertissima, alle ultime tre tappe. Oggi i velocisti avranno l’ultima possibilità di giocarsi la vittoria nella Borgo Valsugana – Treviso di 156 km. Nei primi due terzi del percorso si dovranno affrontare i due GPM di quarta categoria de Le Scale di Plimolano e del Muro di Ca’ del Poggio, posti rispettivamente al km 24.6 e 102. Le forze sono ormai quelle che sono e se i velocisti non ce la faranno, spazio allora all’ennesima fuga di questo Giro 2022, corso spesso all’attacco dalle seconde e terze linee, per non parlare dei delusi della classifica generale come Simon Yates (Team BikeExchange Jayco), ritiratosi ieri o della Jumbo Visma che dovrebbe comunque consolarsi con la maglia azzurra finale di Koen Bowman. Un tampone positivo effettuato stamattina esclude dal Giro 2022 Joao Almeida (UAE Team Emirates). Il portoghese, pur non brillando nelle ultime tappe, stava conservando con le unghie e con i denti il terzo posto, che avrebbe potuto fare suo nella cronometro finale di Verona. Dopo la partenza da Borgo Valsugana si formava la fuga di giornata costituita da quattro ciclisti: Dried De Bondt (Team Alpecin Fenix), Davide Gabburo (Team Bardiani CSF), Magnus Cort Nielsen (Team EF Education EasyPost) ed Edoardo Affini (Team Jumbo Visma). All’inizio del primo GPM delle Scale di Primolano, posto al km 24.6, il quartetto di testa aveva poco più di 2 minuti di vantaggio sul gruppo maglia rosa. Era De Bondt a scollinare in prima posizione. Gabburo si aggiudicava il primo traguardo volante di Valdobbiadene posto al km 72.6. A 80 km dall’arrivo il vantaggio del quartetto di testa sul gruppo maglia rosa era di 1 minuto e 50 secondi. Le squadre dei velocisti tenevano costantemente sotto tiro la fuga nell’attesa del Muro di Ca’ del Poggio, sul quale ci si poteva aspettare qualche movimento tra i big di classifica. De Bondt scollinava in prima posizione sul secondo GPM di Ca’ del Poggio. Nel gruppo maglia rossa si pedalava ad un ritmo costante e tutti i velocisti riuscivano a scollinare indenni sul piccolo mostriciattolo. A 50 km dal termine la fuga aveva 2 minuti e 23 secondi di vantaggio sul gruppo, in testa al quale si alternavano a tirare gli uomini di Groupama FDJ, UAE Team Emirates e Quick Step Alpha Vinyl. De Bondt vinceva il secondo traguardo volante di Susegana posto al km 116.4. I quattro uomini di testa transitavano sul traguardo di Treviso, a 12 km dal termine del circuito cittadino, con 1 minuto e 20 secondi di ritardo sul gruppo maglia rosa, il cui ritmo indiavolato metteva in crisi Juan Pedro Lopez (Team Trek Segafredo), nuovo leader della classifica giovani. A 10 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era di poco superiore al minuto. A 4 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era di 45 secondi. A 2 km e mezzo dall’arrivo Jai Hindley (Team BORA Hansgrohe) forava ma la regola dei 3 km salvava l’australiano che al traguardo avrebbe preso lo stesso tempo del gruppo maglia gialla. I cambi regolari consentivano ai quattro di testa di giocarsi la vittoria. Era De Bondt ad avere la meglio su Affini e Cort Nielsen. Quarto era Gabburo mentre il gruppo maglia rosa era regolato a 14 secondi di ritardo da Alberto Dainese (Team DSM). Nella top ten si segnalavano anche il settiumo posto di Davide Cimolai (Team Cofidis) ed il decimo posto di Simone Consonni (Team Cofidis). De Bondt ottiene la prima vittoria stagionale, la prima della sua carriera nella tappa di un GT. In classifica generale Richard Carapaz (Team INEOS) conserva la maglia gialla davanti a Jai Hindley e Mikel Landa (Team Bahrain Victorious). Domani è in programma la diciannovesima tappa da Marano Lagunare al Santuario di Castelmonte. Si sconfina in Slovenia dopo aver oltrepassato i GPM di Villanova Grotte e del Passo di Tanamea e si affronterà una delle salite più dure del Giro 2022: il Kolovrat, scollinato il quale si ritorna in Italia. Gli oltre 10 km di ascesa a quasi il 9% di pendenza media la dicono tutta sulla difficoltà della salita. I 40 km che mancheranno al termine della tappa – gli ultimi sette dei quali in salita verso il Santuario di Castelmonte – potrebbero bagnare le polveri tra i big di classifica ma ormai ogni momento può essere quello giusto per attaccare e sorprendere i diretti avversari. La lotta per la maglia rosa, dopo il ritiro di Almeida e un Mikel Landa regolarista ma niente di più, sembra ormai una questione tra Carapaz e Hindley e vedremo se in questa tappa il sudamericano e l’australiano avranno voglia di sfidarsi.

Giuseppe Scarfone

Dries De Bondt vince a Treviso (foto: Michael Steele/Getty Images)

Dries De Bondt vince a Treviso (foto: Michael Steele/Getty Images)

VELOCISTI, ULTIMA CHANCE

Ultima occasione per i velocisti sulle strade della Corsa Rosa. C’è il muro di Ca’ del Poggio da scalare, ma i 50 Km da percorrere successivamente per andare al traguardo dovrebbero consentire di neutralizzarne in gran parte gli effetti.

Il mare i “girini” lo vedranno per l’ultima volta domani, al raduno di partenza di Marano Lagunare, ma per diversi corridori l’ultima spiaggia sarà rappresentata dalla frazione odierna, estrema occasione per i velocisti per portare a casa un risultato, al termine di una tappa non del tutto pianeggiante ma nemmeno eccessivamente movimentata. È vero che ci sarà da fare i conti con il ripido muro di Ca’ del Poggio, ma i 50 Km che separeranno la cima dalla salita dal traguardo di Treviso dovrebbero metterli al riparo dagli effetti di questa verticale. In passato in altre due occasioni il muro trevigiano è stato inserito nel finale di tappe in linea e in entrambe si è arrivati in volata, con i successi di Mark Cavendish a Treviso nel 2013 e di Alessandro Petacchi a Valdobbiadene nel 2009 e in quest’ultimo caso il finale era molto più “tormentato” rispetto a quello sul quale si pedalerà oggi.
La pianura sarà protagonista per gran parte del tracciato, a partire dai 22 Km iniziali disegnati in Valsugana seguendo il corso del Brenta fino a Primolano, centro che i gli appassionati conoscono per le sue “scale” e il cui nome è finito nei libri di storia dello sport per l’incidente che vi capitò a Fausto Coppi il 2 giugno del 1950. Si stavano disputando i chilometri iniziali del tappone dolomitico di Bolzano, disegnato sul medesimo percorso che l’anno prima aveva visto il Campionissimo imporsi con quasi 7 minuti sul secondo, impresa che gli sarà stavolta negata da una caduta avvenuta poco prima d’imboccare le “scale” e che lo costringerà – per via della frattura al bacino – a una lunghissima convalescenza (la sua successiva vittoria sarà la cronometro di Terni al Giro dell’anno dopo). Anche nel 2022 i corridori dovranno affrontare quella breve e non troppo difficile salita (2.3 Km al 4.7%) sopra Primolano, soprannominata “scale” per i suoi sette tornanti che sgusciano accanto alle fortificazioni erette a difesa del confine tra il Regno d’Italia e l’impero austro-ungarico, precipitosamente abbandonate dopo la disfatta di Caporetto. Raggiunta la vicina Arsiè il gruppo s’infilerà nel corridoio naturale che separa il massiccio del Monte Grappa dal gruppo delle Vette Feltrine, il più meridionale delle Dolomiti, puntando quindi su Feltre, piccola città d’arte il cui cuore è rappresentato da Piazza Maggiore, alla quale si sale attraverso la suggestiva Via Mezzaterra.
Dopo il Brenta, a questo punto il gruppo incontrerà un altro compagno di viaggio, il fiume Piave, sulle cui sacre sponde si giungerà dopo esser transitati ai piedi del colle sul quale sorge il Santuario dei Santi Vittore e Corona, eretto nel luogo dove furono collocati i resti dei due santi, martirizzati in Siria e portati in Italia dai crociati. Percorso un altro canale naturale, la “Stretta di Quero”, il gruppo farà il suo ingresso nella pianura veneta per lasciarla quasi subito e dirigersi verso Valdobbiadene, che non è soltanto la capitale del Prosecco ma anche un centro apprezzato anche dagli amanti nella natura per la presenza di ben sei alberi monumentali dei 22.000 tutelati dalla guardia forestale (il più alto è il tiglio della località Boc, che raggiunge i 29 metri, il più largo è il faggio situato in località Zimion, la cui circonferenza è di 6.5 metri). Nei successivi 24 Km si percorrerà a ritroso quello che fu il finale della tappa a cronometro di Valdobbiadene del Giro del 2020 – partita da Conegliano e vinta da Filippo Ganna – andando ad affrontare una docile ascesa di 1800 metri al 5.3% subito dopo la quale si giungerà a Guia, piccola frazione la cui chiesa parrocchiale si dice sia stata progettata dal celebre scultore Antonio Canova, nativo della non distante Possagno. Planati su Col San Martino, presso la quale la chiesa di San Vigilio si staglia dal 1100 su di una piccola elevazione ammantata di vigneti e “dotata” di una bella vista panoramica, si ritroverà la pianura pedalando verso Farra di Soligo, centro dominato dal complesso fortificato medioevale delle Torri di Credazzo. Il muro di Ca’ del Poggio bussa alle porte, anche se non è ancora arrivato il momento d’affrontarlo perché prima bisognerà scavalcare la penultima difficoltà altimetrica di giornata, la pedalabile Sella di Mire, 1200 metri al 4.2% che iniziano nel paesino di Refrontolo, conosciuto il suo Passito D.O.C.G. e che merita una sosta anche per ammirare l’antico e delizioso Molinetto della Croda, risalente al 1630. Eccolo il muro: quando all’arrivo mancheranno poco più di 50 Km una rotatoria annuncerà l’inizio della ripida verticale, 1.1 Km al 12.3% e un picco del 19% che il ciclismo ha scoperto in occasione della citata tappa del Giro del 2009 e che da allora è divenuto un irresistibile richiamo e non solo per la “Corsa Rosa”. Già l’anno successivo fu ripetuto per ben 11 volte al campionato nazionale vinto da Giovanni Visconti, nel 2014 vi sono salite le atlete impegnate nella tappa di San Fior del Giro d’Italia femminile (vinta dalla londinese Emma Pooley) mentre nel 2018 in vetta al muro era fissato l’arrivo dell’ultima tappa del Giro riservato ai dilettanti, una cronometro individuale di 22 Km vinta dall’australiano Robert Stannard.
Da qui in avanti non s’incontreranno più ostacoli naturali per il gruppo, che ora planerà velocemente verso Susegana, centro presso il quale s’incontra l’interessante complesso fortificato del Castello di San Salvatore, il cui attuale aspetto è quello della ricostruzione successiva ai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale. I tragici ricordi del primo conflitto mondiali sono onnipresenti nella valle del Piave, che i “girini” a breve supereranno per la seconda e ultima volta in questa tappa sul Ponte della Priula, a breve distanza dal tempio votivo inaugurato nel 1983 in memoria dei caduti di tutte le guerre. Una battaglia si comincerà vedere anche in questi frangenti perché, mancando oramai poco più di 30 Km all’arrivo, il gruppo inizierà sempre più velocemente a erodere il vantaggio accumulato strada facendo dai fuggitivi di giornata, che potrebbero almeno avere l’onore delle armi di transitare ancora in testa alla corsa al primo passaggio dal traguardo. Un veloce circuito semicittadino di una decina abbondante di chilometri consentirà, nel frattempo, ai velocisti di prendere le misure del lungo rettilineo d’arrivo, ultima spiaggia per mostrar le chiappe agli avversari.

I VALICHI DELLA TAPPA

Colle di Chiesa (352 metri). Valicato dalla Strada Regionale 50 bis “del Grappa e del Passo Rolle” tra Primolano e Arsiè, all’altezza dell’abitato di Fastro. È la salita comunemente nota con il toponimo di “Scale di Primolano”, quotata 350 metri sulle cartine del Giro 2022. Inserita spesso nel percorso del Giro d’Italia, quest’anno ospiterà per la seconda volta nella storia un Gran Premio della Montagna dopo di quello conquistato nel 2014 dal belga Tim Wellens durante la tappa Sarnonico – Vittorio Veneto, vinta dal laziale Stefano Pirazzi.

Sella di Arten (319 metri). Si trova nei pressi dell’omonima località, frazione del comune di Fonzaso.

Sella di Santa Lucia (319 metri). Attraversata dalla Strada Statale 50 “del Grappa e del Passo Rolle” tra Feltre e Arten, coincide con il bivio per Caupo e per il versante settentrionale del Monte Grappa.

Sella di Mire (220 metri). Valicata dalla Strada Provinciale 86 “delle Mire” tra Refrontolo e il bivio per San Pietro di Feletto.

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

Mauro Facoltosi

Porta di San Tomaso a Treviso e l’altimetria della diciottesima tappa (www2.comune.treviso.it)

Porta di San Tomaso a Treviso e l’altimetria della diciottesima tappa (www2.comune.treviso.it)

CIAK SI GIRO

Ogni anno, a partire dal 2014, il Giro ha introdotto nel percorso le “wine stage” dedicate ai vini più prestigiosi prodotti nella nostra nazione. I primi sono stati Barbaresco e Barolo (2014), i quali hanno avuto come degni successori il Prosecco (2015), il Chianti (2016), il Sagrantino di Montefalco (2017), i vini della Franciacorta (2018), il Sangiovese di Romagna (2019), nuovamente il Prosecco (2020), il Brunello di Montalcino (2021) e lo Sforzato di Valtellina quest’anno. Il cinema, invece, di film specificamente dedicati ne ha fatti pochissimi, giusto un paio. È del 2013 Vinodentro, che prende ispirazione dal Marzemimo citato da Mozart nel “Don Giovanni” ed è interamente girato in Trentino, mentre di tre anni più tardi è “Finché c’è prosecco c’è speranza”, mescita tra commedia e film giallo che ruota attorno alla scomparsa del conte Desiderio Ancillotto e una serie di altri omicidi che hanno come filo conduttore il Prosecco: le indagini porteranno l’ispettore Stucky, interpretato da Giuseppe Battiston, fino alla panoramica chiesetta di San Lorenzo, sopra Farra di Soligo, dalla quale si gode una stupenda vista sui vigneti tutt’attorno.

La chiesetta di San Lorenzo a Farra di Soligo vista nel film Finché cè prosecco cè speranza (www.davinotti.com)

La chiesetta di San Lorenzo a Farra di Soligo vista nel film "Finché c'è prosecco c'è speranza" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film citati


https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/finche-c-e-prosecco-c-e-speranza/50042126

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/vinodentro/50047098

FOTOGALLERY

Il Brenta attraversa il centro di Borgo Valsugana

Uno dei tornanti “fortificati” delle Scale di Primolano

Piazza Maggiore a Feltre

Santuario dei Santi Vittore e Corona

Il fiume Piave e la Stretta di Quero

La chiesa parrocchiale di Guia

Col San Martino, Chiesa di San Vigilio

Farra di Soligo, le Torri di Credazzo sovrastano i vigneti del Prosecco

Refrontolo, Molinetto della Croda

Il rettilineo iniziale del muro di Ca’ del Poggio

Susegana, Castello di San Salvatore

Ponte della Priula, tempio votivo