QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI REGGIO EMILIA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Favola Dainese, a Reggio Emilia arriva la prima vittoria italiana al Giro! – Dainese, l’ex giocatore di basket che ha fatto emozionare l’Italia

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Megoldották a Girón, hogy ne legyen újabb „szemkilövés”

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Dainese secures first home victory of Giro d’Italia on stage 11 – Champagne cork eye injury forces history-maker Girmay to abandon Giro

The Independent

FRANCIA

Dainese au sprint, Démare 4e

L’Équipe

SPAGNA

Alberto Dainese se lleva la undécima etapa del Giro

AS

PORTOGALLO

Dainese vence e Almeida cai uma posição no Giro – Girmay desiste do Giro após acidente na cerimónia de pódio

Público

BELGIO

Alberto Dainese sprint verrassend naar winst in Giro, solo Dries De Bondt strandt in laatste twee kilometer – Andere ritwinnaars voelen mee met Girmay, maar willen wel met prosecco blijven spuiten: “Te cool om ermee te stoppen”

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Dainese verslaat grote sprinters – Giro verder zonder Afrikaanse sensatie Girmay na kurk-incident

De Telegraaf

GERMANIA

Dainese holt ersten italienischen Etappensieg

Kicker

COLOMBIA

Fernando Gaviria pierde la etapa en la raya – Richard Carapaz, segundo en el Giro de Italia, por una bonificación – Biniam Girmay: insólito retiro del Giro de Italia 2022

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz bonifica y ya es segundo en el Giro de Italia; esprint de la etapa 11 fue para Dainese – Lesión ocular deja a Biniam Girmay fuera del Giro de Italia

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Partigiano Reggiano (Zucchero)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Parma : nubi sparse, 25.2°C, vento debole da E (10-12 km/h), umidità al 38%
Borgo Val di Taro – traguardo volante (56.9 Km): poco nuvoloso, 25.4°C, vento debole da SW (8 km/h), umidità al 40%
Passo del Bocco – GPM (97.6 Km): nubi sparse, 23.7°C, vento debole da WSW (3 km/h), umidità al 52%
Ferrada – traguardo volante (134.9 Km): nubi sparse, 23°C, vento debole da SW (4 km/h), umidità al 59%
Valico di Trensasco – GPM (173.4 Km): nubi sparse, 22.8°C, vento debole da SW (3-4 km/h), umidità al 60%
Genova: nubi sparse, 23.4°C, vento debole da NNE (5 km/h), umidità al 55%

GLI ORARI DEL GIRO

11.05: inizio diretta su RaiSport
11.40: inizio diretta su Eurosport 1
12.05: partenza da Parma
13.20-13.35: traguardo volante di Borgo Val di Taro
14.00: inizio diretta su Rai2
14.20-14.40: GPM di Passo del Bocco
15.10-15.30: traguardo volante di Ferrada
15.40-16.10: GPM di La Colletta
16.15-16.45: GPM di Valico di Trensasco
16.40-17.15: passaggio su Ponte San Giorgio
16.55-17.30: arrivo a Genova

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Petacchi: “Nessuno ha cercato di alimentare i due attaccanti”
Petacchi: “Cavendish ha rischiato di andare a casa e ci è andato vicino grazie alla squadra che lo ha aspettato”
Petacchi: “Le squadre di Bardet, le squadre di Landa”
Saligari: “La parte destra del corpo è tutta un’abranone”
Borgato: “Tanti colometri”
Rizzato: “Problema di caduta per Richie Porte”
Rizzato: “Andamento planimetrico di qui in poi”
Piva: “Pozzovivo è in top condizione”
Genovesi: “Armando Cougnet, primo direttore del Giro, era nato a Reggio Emilia” (Cougnet è nato a Nizza, di Reggio era la madre)
Fabretti: “Sonny Combrelli” (Colbrelli)
Borgato: “Aveva una butta bronchite”
Fabretti: “Danese” (Dainese)
Garzelli: “Una delle tappe più importante”
Garzelli: “Contrastato di Bardet” (contrattacco)
Televideo: “Alberto Daines (Belgio)”

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo dell’undicesima tappa, Santarcangelo di Romagna – Reggio Emilia

1° Jonathan Castroviejo
2° Tobias Bayer a 2′07″
3° Alexander Krieger s.t.
4° Oscar Riesebeek s.t.
5° Oier Lazkano a 2′10″

Miglior italiano Davide Cimolai, 8° a 2′10″

Classifica generale

1° Roger Kluge
2° Pieter Serry a 5′27″
3° Caleb Ewan a 6′08″
4° Bert Van Lerberghe a 6′39″
5° Mark Cavendish a 6′56″

Miglior italiano Filippo Tagliani, 9° a 22′37″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

11a TAPPA: FANO – CASTROCARO TERME (170 Km) – 29 MAGGIO 1962

SECONDO SUCCESSO DI VAN LOOY NELLA DECIMA TAPPA DEL GIRO
Il belga primo a Castrocaro davanti a sei compagni di fuga
Il gruppo è giunto con un distacco di due minuti – Ronchini guadagna cinque posizioni in classifica – In ritardo Zancanaro e Meco – Oggi 290 chilometri interamente pianeggianti: è la frazione più lunga

Il ponte di Calatrava a Reggio Emilia illuminato dai colori del Giro (www.reggionline.com)

Il ponte di Calatrava a Reggio Emilia illuminato dai colori del Giro (www.reggionline.com)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

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Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina
6a tappa: Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)
7a tappa: Diamante – Potenza
8a tappa: Napoli – Napoli
9a tappa: Isernia – Blockhaus
10a tappa: Pescara – Jesi

IL DAINO SFRECCIA PIÙ VELOCE DEL MISSILE, IMPRESA DEL PADOVANO A REGGIO EMILIA

Alberto Dainese (Team DSM) trionfa a Reggio Emilia con una volata sontuosa, il velocista padovano è artefice di un recupero fantastico su Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) secondo, e Arnaud Démare (Groupama-FDJ) partito troppo presto sarà sopravanzato in terza posizione anche da Simone Consonni (Cofidis). Leggera variazione in classifica generale con Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), che con 3″ di abbuono guadagnati al traguardo volante rosicchia secondi preziosi alla maglia rosa di Juan Pedro Lopez (Trek-Segafredo).

Tappa di trasferimento quest’oggi al Giro d’Italia 2022 da Santarcangelo di Romagna a Reggio Emilia, piatta come il tappeto di un biliardo offre ai velocisti un’occasione ghiottissima per la vittoria di tappa. La fuga della prima ora non tarda a formarsi, ci provano Filippo Tagliani (Drone Hopper – Androni Sidermec) e Luca Rastelli (Bardiani CSF Faizanè) evasi in pratica subito dopo il chilometro zero. Per loro vantaggio massimo di 5’ dopo le prime due ore di corsa, solo a questo punto nel gruppo suona la sveglia, quando, a portarsi in testa sono gli uomini della maglia ciclamino. Al primo traguardo volante transita per primo Tagliani, la volata del gruppo è vinta da Mark Cavendish (Quick-Step Alpha Vinyl), su Giacomo Nizzolo (Israel-Premier Tech) e Arnaud Dèmare (Groupama-FDJ). Il ritmo di chi insegue sale e così il ritardo del gruppo è ora a 4’ per poi, qualche chilometro dopo scendere a soli 2’, è un cambio di passo per portare sia i capitani per la classifica generale sia i velocisti deputati alla volata in testa. La fuga viene così inesorabilmente annullata pochi chilometri dopo il passaggio da Bologna con la Bahrain Victorious, la Cofidis e la Groupama-FDJ a condurre il gruppo. In una tappa così semplice l’unica variabile che può condizionare la corsa è il vento, vento che in questo tratto di corsa c’è ma non spira laterale e non consente di creare ventagli ma solo un generale nervosismo in testa al gruppo. La Ineos si schiera così davanti a proteggere Richard Carapaz, è una mossa, in realtà, studiata con molta probabilità fin dal mattino perché al traguardo volante di San Giovanni in Persiceto l’ecuadoregno transita per primo ben scortato dai suoi compagni che vanno anche a togliere i restanti secondi abbuono, tre secondi quindi guadagnati in classifica generale a 12” dalla maglia rosa. Questa accelerazione in testa miete la prima eccellente vittima, Caleb Ewan (Lotto Soudal) non riesce a tenere la coda del gruppo, solo grazie ad un grande lavoro di Thomas De Gendt e Roger Kluge riesce poco dopo a riportarsi nel plotone, ma sono preziose energie lasciate per strada in vista della volata finale. Subito dopo il cartello che segna 50 Km al traguardo prova un allungo Dries De Bondt (Alpecin-Fenix), per lui vantaggio massimo di 1’:45”. Il belga spinge il rapporto più duro ed inizialmente sembra imprendibile, dietro le squadre devono impegnarsi a fondo, ai meno 40 Km il gruppo si porta a 40”, ai meno 25 Km il gap è di 20”, ad inseguire si portano anche Quick-Step Alpha Vinyl e Team DSM che insieme alla Groupama-FDJ si portano ai meno 4 Km a 15” da De Bondt. Grande prova di forza del belga che viene riassorbito soltanto in vista del triangolo rosso. In testa si porta la Groupama-FDJ per lanciare, ben posizionato è anche Mark Cavendish (Quick-Step Alpha Vinyl) scortato da Davide Ballerini. La volata viene accesa da Dèmare con Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) lesto ad affiancare il francese, sembra un affare dei due in un arrivo a loro congeniale, ma da dietro, sulla sede stradale di sinistra spunta come una freccia Alberto Dainese (Team DSM), che svernicia il colombiano e va così a conquistare il primo successo in un grande giro, terzo Simone Consonni (Cofidis), quarto Arnaud Démare (Groupama-FDJ), quinto Caleb Ewan (Lotto Soudal), soltanto sesto Mark Cavendish (Quick-Step Alpha Vinyl). Torna così al Giro la prima vittoria italiana nell’undicesima tappa e fiorisce tutta la classe di Alberto Dainese che siamo certi potrà ancora regalarsi e regalarci emozioni bellissime come quelle vissute oggi. Domani tappa trabocchetto da Parma a Genova, che si presta alle fughe, ma viste le scaramucce di oggi è probabile possa accadere qualcosa anche tra gli uomini di classifica!

Antonio Scarfone

UNA MANO DI PIANURA

Esattamente nel mezzo del cammino del Giro 2022 spunta una bella prateria, l’unica frazione totalmente pianeggiante. Sarà la più lunga – 203 Km spaccati – ma anche la più facile, affrontando la quale bisognerà comunque tenere alto il livello d’attenzione.

Osservare un’altimetria come quella della tappa di Reggio Emilia ha un effetto un po’ straniante. È un po’ come soffermarsi davanti ad una parete totalmente bianca e morire dalla voglia di aggiungerci qualcosa, un quadro, una mensola, una lampada. Lo stesso capita con le tappe totalmente piatte, vere e proprie rarità in un ciclismo sempre più mediatico, che deve sempre escogitare qualcosa per accalappiare l’interesse degli appassionati, che altrimenti potrebbero scegliere di non mettersi davanti alla tv per assistere a una frazione noiosa, di quelle che il gruppo corre con l’unica intenzione di arrivare al traguardo. Così questo tipo di tappe è stato “abbandonato” quasi ovunque e si cerca sempre d’”inquinarne” la purezza della pianura inserendo piccole ascese qua e là, possibilmente in vista del finale. Ma dalla Pianura Padana non c’è tanto da cavar salite e così ecco scodellata una tappa di totale calma piatta, ma non per questo scevra d’insidie. Su percorsi del genere bisogna sempre tenere alta l’attenzione, anche perché l’assenza di asperità invoglia il gruppo all’alta velocità e in tal contesto curve, rotatorie e altre varie ed eventuali possono trasformarsi in trappole. D’altronde cadute, forature e altre sfortune di corsa sono il pane quotidiano del ciclismo e possono tradursi in tempo prezioso perduto in una giornata nella quale non se ne dovrebbe perdere. E poi, anche se oggi si correrà lontano dal mare, bisognerà sempre tenere in considerazione l’eventuale presenza del vento, che negli spazi sconfinati della pianura ha campo libero per le sue scorribande…
Oggi le danze (anzi il “liscio”, visto il profilo altimetrico e la circostanza che si partirà dalle terre natali del popolare ballo) si apriranno a Santarcangelo di Romagna, il centro nel cui castello si consumarono le gesta di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, i peccaminosi cognati che ispirarono a Dante Alighieri il quinto canto dell’Inferno. Lasciato il raduno di partenza ci si allontanerà veloci seguendo la direttrice della Via Emilia, che sarà percora costantemente nei primi 100 Km giungendo ben presto sulle strade di Cesena, dominate dalle basse colline sulle quali troneggiano la Rocca Malatestiana e il complesso abbaziale di Santa Maria del Monte, conosciuto per la sua sterminata collezione di ex voto (quasi 700 pezzi). Le prossime mete dei “girini” saranno i centri di Forlimpopoli, nel cui cuore si può ammirare la Rocca Albornoziana, e di Forlì, all’uscita dal quale sarà certamente in strada ad attendere il passaggio del gruppo Ercole Baldini, il vincitore del Giro del 1958, che abita nella frazione di Villanova, in una villetta dove è anche allestito un museo a lui intitolato. I corridori non avranno certo il tempo per visitarlo perché tireranno dritti sull’antica strada consolare concepita da Marco Emilio Lepido per congiungere in linea retta Placentia con Ariminun, le odierne Piacenza e Rimini. Dopo altri frenetici chilometri di gara – a questo punto potrebbero essere ancora in corso le grandi manovre che anticipano l’avvio della fuga di giornata – il plotone piomberà in quel di Faenza, cittadina celebre per la produzione di ceramiche di pregio, un campionario del quale è visibile nel MIC (Museo Internazionale delle Ceramiche), istituzione importante al punto da esser stata riconosciuta dall’UNESCO nel 2011 “Monumento testimone di una cultura di pace”. Alle soglie del settantesimo chilometro di gara si arriverà quindi in quel di Imola, dove ciclismo e automobilismo – due sport così distanti tra loro – vanno a braccetto sulla pista dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, che non solo ha ospitato appassionanti edizioni del Gran Premio di San Marino di Formula 1 (l’ultima disputata nel 2006 e vinta da Michael Schumacher) ma anche competizione ciclistiche come due mondiali di ciclismo, nel 1968 e nel 2020, e l’arrivo di diverse edizioni della Coppa Placci, storica competizione uscita dal calendario nel 2010.
Transitati ai piedi del colle di Dozza – il borgo medioevale famoso per i suoi murales moderni – il gruppo tirerà dritto in direzione di Bologna, dove si percorreranno i viali che cingono il capoluogo emiliano sul lato delle colline, andando a sfiorare gli storici Giardini Margherita, 26 ettari di verde che costituiscono il principale parco cittadino, inaugurato il 6 luglio 1879 con l’intitolazione alla Regina Margherita, la consorte del re d’Italia Umberto I°, la stessa sovrana alla quale dieci anni più tardi sarà dedicata a Napoli la più celebre delle pizze.
Dopo il passaggio da Bologna il tracciato abbandonerà la Via Emilia per inoltrarsi nella Pianura Padana in direzione di San Giovanni in Persiceto, centro nel quale si possono ascoltare – presso la collegiata di San Giovanni Battista – i rintocchi della più antica campana esistente in terra bolognese, fusa nel 1318. Si toccherà quindi Crevalcore, cittadina nota agli appassionati di ciclismo poiché dal 2011 al 2019 è stata presenza fissa nel tracciato della Settimana Internazionale di Coppi e Bartali, ospitando arrivi di tappe a cronometro o destinate ai velocisti. Attraversata la vicina Camposanto, nel 1743 teatro di una cruenta battaglia della Guerra di successione austriaca che vide contrapporsi l’esercito austro-piemontese e le truppe spagnole, il percorso dell’undicesima frazione cambierà direzione puntando prima verso Cavezzo e poi su Carpi, dove il gruppo transiterà a due passi dalla centralissima Piazza dei Martiri, sulla quale si affacciano la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Castello dei Pio, complesso composto di più edifici innalzati tra l’XI e il XVII secolo.
Il traguardo finale bussa oramai alle porte e dopo il passaggio da Correggio, paese natale del pittore rinascimentale Antonio Allegri (soprannominato, per l’appunto, il “Correggio”), si faranno più accese le fasi preparatorie di un inevitabile arrivo allo sprint all’ombra del Tricolore, che a Reggio sventolò per la prima volta il 7 gennaio 1797. Storia di 225 anni fa che ha attraversato due secoli e continua a narrare le gesta degli italiani che hanno fatto grande la nostra nazione. E, chissà, magari sarà proprio uno dei nostri a farsi onore su un traguardo caro al Giro anche per un altro fattore: reggiano d’adozione era, infatti, il nizzardo Armando Cougnet, che della Corsa Rosa fu ideatore e primo direttore, dal 1909 fino al 1946 quando, al momento della ripresa dopo il forzato stop della Seconda Guerra Mondiale, decise di lasciare il comando a un promettente e giovane milanese, il ventisettenne Vincenzo Torriani.

Mauro Facoltosi

La pianura reggiana e l’altimetria dell’undicesima tappa (Foto di Sergio Barbieri, www.flickr.com)

La pianura reggiana e l’altimetria dell’undicesima tappa (Foto di Sergio Barbieri, www.flickr.com)

CIAK SI GIRO

Un regista che non ti aspetti. Alzi la mano chi avesse mai sospetto che Liguabue – il cantante, non il pittore – nel suo curriculum non abbia solo pluripremiati album ma anche libri e film. Dei primi ne ha scritti sei e il primo, “Fuori e dentro il borgo”, pubblicato nel 1997, gli consentì di farsi notare anche in quel campo, vincendo subito due premi letterari, tra i quali quello intitolato alla scrittrice romana Elsa Morante. Quel successo, forse insperato anche per lui, lo convinse a fare il passo successivo e a misurarsi come regista per mettere in immagini alcuni dei racconti che componevano il suo libro. L’anno successivo esce così al cinema “Radiofreccia” e il successo stavolta sarà ancora maggiore rispetto a quello riscosso dodici mesi prima perché il “Liga” si porterà a casa un cospicuo bottino di premi: tre David di Donatello, due Nastri d’Argento e quattro Ciak d’Oro, ai quali si affiancherà nel 2006 un prestigioso riconoscimento a livello mondiale quando il suo film sarà trasmesso nientemeno che a New York, in occasione di una rassegna organizzata dal MoMA (Museum of Modern Art). Ispirato da alcuni dei racconti che compongono “Fuori e dentro il borgo”, il film racconta la storia di una radio locale, Radiofreccia appunto, prossima alla chiusura. Per le riprese – che consacrarono ufficialmente Stefano Accorsi tra i grandi attori italiani dopo il successo del precedente “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” – la rockstar emiliana scelse le terre che ben conosceva e nelle quali aveva ambientato anche le storie raccontate dal libro: è così, a parte un paio di capatine a Carpi, Reggiolo a Borgoforte, gran parte del film fu girato a Correggio, dove Ligabue era nato il 13 marzo 1960, e diversi scorci della cittadina emiliana si possono ritrovare nel film, dal centralissimo Corso Mazzini – che una ventina di anni prima era stato set del drammatico film di Gianni Puccini ispirato alle vicende degli antifascisti fratelli Cervi – all’ex caserma dei carabinieri, dai quartieri industriali alle campagne circostanti il “borgo” narrato nel libro, velata autobiografia del “Liga”, anche se questi non compare mai, né nelle pagine dell’opera prima, né nel film.

Corso Mazzini di Correggio visto in Radiofreccia (www.davinotti.com)

Corso Mazzini di Correggio visto in "Radiofreccia" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film citati

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/radiofreccia/50007965

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/i-sette-fratelli-cervi/50023510

FOTOGALLERY

Il castello di Santarcangelo di Romagna

La Rocca Malatestiana di Cesena

La Rocca Albornoziana di Forlimpopoli

Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche

L’autodromo di Imola

Uno scorcio del borgo di Dozza

Il laghetto dei Giardini Margherita a Bologna

San Giovanni in Persiceto, cattedrale di San Giovanni Battista

Carpi, Piazza dei Martiri

Reggio Emilia, Basilica di San Prospero