QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI NAPOLI

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Giro d’Italia: De Gendt sorprende Van der Poel e trionfa a Napoli

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Nagy siker volt a Giro d’Italia magyarországi rajtja – A belga szökőkirály megtréfálta a holland esélyest

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Thomas De Gendt claims long overdue Giro d’Italia stage win as Juan Pedro Lopez retains pink jersey

The Daily Telegraph

FRANCIA

L’étape pour De Gendt, Martin se replace au général

L’Équipe

SPAGNA

De Gendt nunca decepciona

AS

PORTOGALLO

De Gendt regressa à vitórias no Giro

Público

BELGIO

De Gendt doet het weer: tien jaar na ritzege op Stelvio wint hij opnieuw in de Giro

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Van der Poel komt net tekort voor tweede ritzege, De Gendt wint

De Telegraaf

GERMANIA

De Gendt triumphiert in Neapel als Solist

Kicker

COLOMBIA

Giro de Italia 2022: Harold Tejada, el hombre del día en la etapa 8

El Tiempo

ECUADOR

La octava etapa del Giro fue para De Gendt; Carapaz terminó en el puesto 38 y Narváez en el 34

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

‘A città ‘e pulecenella (Gigi D’Alessio)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Isernia : cielo sereno, 23.5°C, vento debole da S (6 km/h), umidità al 60%
Roccaraso (GPM – 37.6 Km): cielo sereno, 20.8°C, vento debole da ESE (6-8 km/h), umidità al 51%
Filetto – traguardo volante (103.5 Km): cielo sereno, 25.7°C, vento debole da ENE (8 km/h), umidità al 42%
Passo Lanciano (GPM – 147.7 Km): nubi sparse, 21.3°C, vento debole da ESE (8-10 km/h), umidità al 52%
Roccamorice – traguardo volante – inizio salita finale (177.5 Km): cielo sereno, 24.9°C, vento debole da ENE (10 km/h), umidità al 48%
Blockhaus: previsioni non disponibili (possibilità di deboli precipitazioni)

GLI ORARI DEL GIRO

10.55: inizio diretta su RaiSport
11.25: inizio diretta su Eurosport 1
11.45: partenza da Isernia
11.55-12.00: GPM Valico del Macerone
12.20-12.30: GPM Rionero Sannitico
13.00-13.10: GPM Roccaraso
14.00: inizio diretta su Rai2
14.20-14.40: traguardo volante di Filetto
15.05-15.30: inizio salita di Passo Lanciano
15.30-16.00: GPM Passo Lanciano
16.15-16.50: traguardo volante di Roccamorice (inizio salita finale)
16.50-17.35: arrivo sul Blockhaus

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Rizzato: “Cuma ha dato la culla a Napoli”
Rizzato: “Botte rimediate in caduta”
Borgato: “Cinque mele metri di dislivello”
Saligari: “Due ali di folle”
Saligari: “Stanno guadagnando il gruppo”
Petacchi: “Baccaccio” (Boccaccio)
Saligari: “Sono passate le ammiraglie sulla testa della corsa”
Fabretti: “La prima vittoria fu nel Passo dello Stelvio”
Televideo: “Van der Poel (Bel)” (è olandese)
Televideo: “Binimai Girmay” (Biniam)
Fabretti: “Saporiamo Brent Copeland” (salutiamo)
Fabretti: “A me piace molto come stai correndo” (rivolto a Copeland, che è il team manager della squadra di Yates”

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo dell’ottava tappa, circuito di Napoli

1° Bert Van Lerberghe
2° Mark Cavendish s.t.
3° Davide Ballerini s.t.
4° Pieter Serry s.t.
5° Cesare Benedetti a 37″

Classifica generale

1° Pieter Serry
2° Bert Van Lerberghe a 41″
3° Mark Cavendish a 58″
4° Clément Davy a 3′08″
5° Rüdiger Selig a 4′40″

Miglior italiano Jacopo Guarnieri, 9° a 8′15″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

8a tappa: AVELLINO – FOGGIA (110 Km) – 26 MAGGIO 1962

UN ALTRO GREGARIO DI VAN LOOY VINCE UNA TAPPA AL GIRO D’ITALIA
Desmet conserva il primo posto in classifica
Il ventiduenne e pressoché sconosciuto olandese Humbertus Zilverberg si afferma a Foggia – Secondo l’ex-campione mondiale dei dilettanti Sante Ranucci, che dopo le delusioni da professionista è stato tre anni senza gareggiare e soltanto in questa stagione è tornato alle corse

Il Maschio Angioino in rosa per il Giro (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Il Maschio Angioino in rosa per il Giro (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina
6a tappa: Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)
7a tappa: Diamante – Potenza

DE GENDT RE DI NAPOLI. VITTORIA DEL BELGA E LOPEZ RESTA IN MAGLIA ROSA

Nell’ottava tappa del Giro 2022 l’esigente circuito di Napoli, con la salita di Monte di Procida, vede contendersi la vittoria una fuga di ventuno ciclisti. Nonostante la presenza di Biniam Girmay (Team Intermarchè Wanty Gobert) e Mathieu Van der Poel (Team ALpecin Fenix), favoriti della vigilia, a spuntarla è l’esperto Thomas De Gendt (Team Lotto Soudal) che ottiene la seconda vittoria di tappa della sua carriera al Giro d’Italia. Domani l’attesa tappa del Blockhaus cambierà volto alla classifica generale con i big chiamati a darsi battaglia.

Il Vesuvio, il mare, il golfo e le sue isole sullo sfondo fanno da cornice ad una delle tappe panoramicamente più spettacolari del Giro 2022. Ma anche l’altimetria non è da buttare, visto che molti appassionati e addetti ai lavori giudicano il circuito dell’ottava tappa da Napoli a Napoli più che consono per disputarci un Mondiale su strada. Nell’attesa che ciò avvenga, con il beneplacito di UCI e quant’altro, godiamoci una tappa che dovrebbe essere di trasferimento prima della durissima nona frazione del giorno dopo del Blockhaus. Sono 153 i km da dividersi in tre momenti ben distinti. I primi 48 km interessano la parte occidentale verso i Campi Flegrei con l’attraversamento del quartiere di Fuorigrotta, per poi dirigersi verso Pozzuoli e Quarto. A Lago Patria si torna indietro e si entra nel circuito di Bacoli-Monte di Procida da affrontare quattro volte. Proprio in questo circuito si dovrà affrontare la salita più impegnativa della tappa verso Monte di Procida, poco più di 2 km di lunghezza con una media del 6% e punta massima del 12%. Dei quattro passaggi sulla salitella suddetta, soltanto il quarto ed ultimo, posto al km 118.7, è classificato come GPM di quarta categoria. Dopo un’altra decina di km si lascia il circuito per tornare a Pozzuoli, Fuorigrotta e raggiungere il traguardo del lungomare di Napoli dopo la breve scalata della salita di Via Coroglio e la discesa da Posillipo. I velocisti puri come Arnaud Demare (Team Groupama FDJ), Mark Cavendish (Team Quick Step Alpha Vinyl), Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) e Phil Bauhaus (Team Bahrain Victorious) devono fare i conti con la salita di Monte di Procida mentre gente come Biniam Girmay (Team Intermarchè Wanty Gobert) e Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) possono far lavorare le proprie squadre per forzare il ritmo e tagliare fuori qualche velocista come già successo nella tappa di Messina. Anche la fuga può avere delle buone chance di successo. E proprio la fuga partiva subito dopo la partenza, formandosi sulla salita di Posillipo. Era proprio Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) a rilanciare ripetutamente l’azione, restando anche una decina di km da solo in testa. Dopo una quindicina di km il talento olandese veniva raggiunto da altri 20 ciclisti: Andrea Vendrame e Lilian Calmejane (Team AG2R Citroen), Fabio Felline ed Harold Tejada (Team Astana Qazaqstan), Wout Poels e Jasha Sutterlin (Team Bahrain Victorious), Davide Gabburo (Team Bardiani CSF), Guillaume Martin (Team Cofidis), Simone Ravanelli ed Edoardo Zardini (Team Drone Hopper Androni Giocattoli), Mirco Maestri e Samuele Rivi (Team EOLO Kometa), Thomas De Gendt, Sylvain Moniquet ed Harm Vanhoucke (Team Lotto Soudal), Jorge Arcas (Team Movistar), Mauro Schmid (Team Quick Step Alpha Vinyl), Mattias Skjelmose Jensen (Team Trek Segafredo), Diego Ulissi (UAE Team Emirates) e Biniam Girmay (Team Intermarchè Wanty Gobert). Dopo 20 km il vantaggio dei 21 ciclisti di testa era di 1 minuto e 30 secondi. Per il momento il gruppo maglia rosa era tirato proprio dagli uomini della Trek Segafredo, che dovevano controllare il ciclista più pericoloso della fuga che era Martin, a poco più di 4 minuti di ritardo da Juan Pedro Lopez. Al primo traguardo volante di Lago Patria, posto al km 37.4, era Girmay a transitare per primo, mentre il gruppo maglia rosa era segnalato a 2 minuti e 25 secondi di ritardo. Il ritardo del gruppo aumentava leggermente nei successivi km mentre durante i quattro giri del circuito di Bacoli/Monte di Procida la fuga si convinceva che sarebbe arrivata fino alla fine. Al secondo traguardo volante di Bacoli posto al km 115.7 era Vanhoucke a transitare in prima posizione. Sull’unico GPM di Monte di Procida posto al km 118.7 era invece De Gendt a scollinare in prima posizione. Proprio la coppia formata dai ciclisti della Lotto Soudal si avvantaggiava sul resto dei compagni di fuga insieme a Gabburo ed Arcas. Il quartetto di testa raggiungeva una quarantina di secondi di vantaggio su un primo gruppo inseguitore formato da Van der Poel, Girmay, Martin e Schmid. Nel gruppo maglia rosa si segnalava qualche scaramuccia tra la maglia rosa Juan Pedro Lopez (Team Trek Segafredo) e Lennard Kamna (Team BORA Hansgrohe) ma dopo qualche scatto del tedesco ritornava la calma. Nel tratto finale tra Fuorigrotta e Posillipo i quattro di testa perdevano qualcosa sugli immediati inseguitori ma, nonostante il forcing di Girmay e Van der Poel, mantenevano un vantaggio sufficiente a giocarsi la vittoria, con Vanhoucke che tirava la volata a De Gendt. Il belga, specialista delle fughe, accelerava ed andava a vincere sul Lungomare Caracciolo davanti a Gabburo ed Arcas. Quarto era Vanhoucke a 4 secondi di ritardo mentre la volata per la quinta posizione era vinta da Girmay davanti a Schmid e Van der Poel. De Gendt ottiene la prima vittoria stagionale, lui che col Giro d’Italia ha un feeling particolare, avendo già vinto nel 2012 sul Passo dello Stelvio, quando chiuse terzo in classifica generale. Juan Pedro Lopez conserva la maglia rosa con 38 secondi di vantaggio su Kamna e 58 secondi di vantaggio su Rein Taaramae (Team Intermarchè Wanty Gobert). Domani è in programma la nona tappa da Isernia al Blockhaus di 192 km. E’ il tappone del centro Italia e probabilmente la tappa più dura del Giro 2022. Il Valico del Macerone, Rionero Sannitico e Roccaraso sono i primi tre GPM posti nei primi 38 km che faranno da trampolino di lancio per la fuga di giornata prima del terribile finale con in rapida successione Passo Lanciano e Blockhaus. I veri pretendenti alla maglia rosa domani saranno protagonisti.

Giuseppe Scarfone

Thomas de gendt vince a Napoli (foto: Michael Steele/Getty Images)

Thomas de gendt vince a Napoli (foto: Michael Steele/Getty Images)

L’INCHINO A PROCIDA E POI UN TUFFO ALL’INFERNO

Il Giro rende omaggio a Procida nell’anno della sua proclamazione a Capitale Italiana della Cultura e lo fa con una tappa non meno insidiosa rispetto a quella disputata il giorno prima tra Diamante e Potenza. Alla vigilia del ritorno della corsa sulle grandi salite ecco una frazione disegnata nell’affascinante paesaggio dei Campi Flegrei, con salite brevi ma incessanti e pochi tratti di riposo che non consentiranno di tirare troppo il fiato. E anche oggi qualche “pesce grosso” potrebbe fare naufragio…

MODIFICA AL PERCORSO

Rispetto al percorso presentato in questo articolo sono state compiute un paio di modifiche, aggiungendo un lungo tratto pianeggiante a nord di Monte di Procida subito prima dell’ingresso nel circuito e diminuendo da 5 a 4 il numero di giri

La carovana del Giro è una nave da crociera e lungo il suo viaggio attraverso l’Italia di “inchini” ne va a fare parecchi, ogni qual volta si va a ricordare una certa ricorrenza o a far visita a casa di campioni del passato (ed è quel che accadrà, per esempio, tra qualche giorno quando la Corsa Rosa giungerà sulle strade dell’indimenticato Michele Scarponi). Quello odierno, però, sarà un inchino nel vero senso del termine marinaresco perché oggi il “serpentone rosa” andrà a sfilare per ben cinque volte al cospetto dell’Isola di Procida, per il 2022 designata Capitale Italiana della Cultura. La similitudine con una lussuosa e spassosa crociera termina qua perché per il resto il viaggio odierno dei “girini” non sarà certo una passeggiata e per dimostrarlo basta paragonare il tracciato della tappa partenopea a quello dell’ultimo mondiale. Entrambi hanno in comune lo stesso valore del dislivello complessivo (quasi 2300 metri) e sappiamo com’è andata a finire a Lovanio, dove i più si aspettavano l’arrivo di una volata comunque ristretta e invece s’è visto l’assolo in solitaria di Alaphilippe e parecchia selezione alle spalle del due volte campione del mondo. Le strade valloni proponevano tante piccole salite “sbriciolate” lungo il percorso ed è quel che si vedrà anche sulle strade dell’ottava tappa del Giro, una successione di 19 brevi ascese – la più lunga di quasi 3500 metri, la più corta un muretto di 700 metri – intervallate da cinque tratti di pianura e, se la corsa tra i big dovrebbe impazzare, qualche uomo di classifica potrebbe rimetterci un bel gruzzoletto in termini di secondi. Dunque una tappa apparentemente innocua, stretta tra l’incudine della frazione di Potenza e il martello del Blockhaus, potrebbe sulla carta rivelarsi selettiva quando il mondiale belga e diversi corridori si ritroveranno irrimediabilmente “scottati” da un tracciato che potrebbe rivelarsi infernale, come l’area dei Campi Flegrei nella quale si svolgerà la tappa e che per gli antichi rappresentava l’anticamera degli inferi.
Tanto per cominciare in salita, seppur dolcissima (2.5 Km al 2.8%), si svolgerà il tratto iniziale della frazione partenopea, che vedrà i “girini” salpare dalla spiaggia della Riviera di Chiaia in direzione della collina di Posillipo. Affrontata la breve “discesa Coroglio” – con un tornante che sembra proiettare il gruppo verso l’antistante Isola di Nisida, il cui castello tardo-angioino ospita dal 1934 un carcere minorile – si andrà a imboccare il primo dei cinque tratti pianeggianti che spezzano l’”elettrocardiogramma” di giornata. Sono circa 6 Km di ampi e scorrevi viali attraverso i quartieri di Bagnoli e Fuorigrotta, sfiorando la Città della Scienza, recentemente ricostruita dopo l’incendio doloso che l’aveva distrutta nel 2013, lo Stadio San Paolo (che ora porta il nome di Maradona) e le strutture della Mostra d’Oltremare, il principale complesso fieristico dell’Italia meridionale. Dopo questa prima “ora d’aria” è giunto il momento di riprendere l’ascensore per affrontare la salita di 2.7 Km al 4% con il quale il tracciato si addentrerà nell’area dei Campi Flegrei veri e propri, scollinando non molto distante dalla Solfatara, il più noto tra i 40 crateri che la punteggiano, dove si possono ammirare fumarole e getti di fango bollente. In discesa si raggiungerà la sottostante Pozzuoli, dove il percorso andrà a effettuare un girotondo quasi completo attorno all’Anfiteatro Flavio, omonimo del Colosseo romano e innalzato dagli stessi architetti, prima di ritrovare la pianura per circa 4 Km e mezzo, tratto al termine del quale inizierà il primo dei 5 giri di un circuito di circa 19 Km a tornata, il “cuore pulsante” di questa tappa. Non è questo soltanto il tratto dove si andrà a omaggiare Procida, ma qui si vivranno le fasi salienti di giornata grazie alle tre salite che lo movimentano, incorniciate dagli scorci sul mare e sui quattro laghi che punteggiano il promontorio. In ordine d’apparizione il primo sarà, proprio nel punto nel quale il gruppo s’inserirà sul circuito, il Lucrino, bacino costiero che i romani collegarono mediante un canale artificiale al retrostante Lago d’Averno, creando così un porto interno nel quale riparare le navi durante una battaglia combattuta tra Ottaviano e Sesto Pompeo. Lasciate le rive del Lucrino si andrà a superare la prima e più piccola, quasi impercettibile sull’altimetria, delle tre salite del circuito, 1 Km esatto al 4% che si concluderà alle spalle del castello aragonese di Baia, che fino agli anni ’70 ha ospitato un orfanotrofio mentre dal 2014 è sede di museo in fase di progressivo ampliamento nel quale è possibile ammirare reperti archeologici provenienti dai Flegrei.
In fondo alla discesa successiva attenderanno il passaggio del Giro i cittadini di Bacoli prima di giungere al momento dell’inchino, quando si andrà a percorre la stretta fascia di terra che lo separa il tratto di mare antistate l’isola di Procida dalla acque interne del Lago Miseno. Questo è anche il luogo dove il 20 maggio del 1977 venne “varata” la 60a edizione della Corsa Rosa, che prese le mosse con una cronoscalata diretta verso la soprastante località di Monte di Procida, vinta dall’allora campione del mondo in carica Freddy Maertens, che coprirà con la maglia rosa quella iridata conquistata l’anno prima a Ostuni. Affrontata la stessa salita che percorsero i “girini” 45 anni fa – 1700 metri al 7% – ci si lancerà in discesa verso l’ultimo e più grandi dei tre laghi che punteggiano d’azzurro il panorama odierno, il Fusaro, dalla cui acque emerge come un’inattesa apparizione il casino di caccia costruito per i sovrani borbonici su progetto dell’architetto italo-olandese Luigi Vanvitelli (nato, infatti, Lodewijk van Wittel), celebre soprattutto per aver “concepito” la Reggia di Caserta. Rientrati a Baia un muretto a gradini di 700 metri al 10.4% costituirà l’ultima difficoltà del circuito, seguito dalla discesa che riporterà la corsa sulle rive del Lago di Lucrino dove, completato l’ultimo dei cinque giri, si svolterà in direzione di Napoli ripercorrendo a ritroso la strada affrontata nel tratto in linea iniziale. Dai versanti opposti si dovranno così superare le salite verso la Solfatara (dal versante di Pozzuoli, 1800 metri al 5.2%) e il Colle di Posillipo, che scalato da ovest rappresenterà la salita più lunga del tracciato, 3.4 Km al 4.7% con i passaggi più difficili nella prima metà (tratto di 500 metri al 9% medio), che si conclude nei pressi dell’ingresso al Parco Virgiliano, luogo dal quale ammirare stupendi panorami sul Golfo di Napoli e da non confondere con il quasi omonimo Parco Vergiliano di Piedigrotta, nel quale si trovano le tombe del celebre poeta romano e del suo collega Giacomo Leopardi. Sono emozioni che solo una città come Napoli può offrire e siamo sicuri che ne potrebbe elargire anche questa tappa, che si appresta a concludersi con la discesa a tornanti verso la Riviera di Chiaia e un’ultima breve porzione di pianura con vista su Castel dell’Ovo, muto testimone delle fasi terminali di una frazione che promette scintille. E stavolta non saranno quelle dei crateri dei Campi Flegrei.

Mauro Facoltosi

L’isola di Procida vista dalla spiaggia del Lago Miseno e l’altimetria dell’ottava tappa (Google Street View)

L’isola di Procida vista dalla spiaggia del Lago Miseno e l’altimetria dell’ottava tappa (Google Street View)

CIAK SI GIRO

Il promontorio del Monte di Procida è un’area che spesso è stata utilizzata per riprese cinematografiche, soprattutto grazie alla bellezza degli scenari che offre. In particolare c’è una location che ha interpretato sotto questo aspetto la cosiddetta “parte del leone”, comparendo in ben 8 pellicole (tante ne ha censite il sito www.davinotti.com, ma potrebbe essercene di più): è il castello aragonese di Baia, che fece la prima comparsa sul grande schermo del 1952, quando Dino Risi vi girò le scene di “Vacanze col gangster” ambientate nel carcere della fittizia località di Monteforte, un ruolo – quello della prigione – che il maniero campano rivestirà in quasi tutti gli altri film qui girati, come “Pasqualino Settebellezze”, firmato nel 1975 dall’indimenticata Lina Wertmüller e candidato a ben quattro Premi Oscar (anche se poi la celebre regista dovrà accontentarsi del premio alla carriera che gli sarà attribuito nel 2020). Un altro luogo del promontorio sul quale si sono accesi i riflettori del cinema è stato la Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro e anche qui c’è lo “zampino” della Wertmüller. Tra i quattro film qui girati, infatti, c’è il suo “Ferdinando e Carolina” (1999) mentre è soltanto una “fake news” quella secondo la quale l’ex casino di caccia sarebbe l’abitazione della Fata Turchina che si vede nello sceneggiato RAI di Luigi Comencini “Pinocchio”, in realtà costruita appositamente per le riprese sulle rive del Lago di Martignano, in Lazio.

Il Castello di Baia immortalato nel film Vacanze col gangster (www.davinotti.com)

Il Castello di Baia immortalato nel film "Vacanze col gangster" (www.davinotti.com)

Scena di Pasqualino Settebellezze girata al castello di Baia (www.davinotti.com)

Scena di "Pasqualino Settebellezze" girata al castello di Baia (www.davinotti.com)

La Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro nel film Ferdinando e Carolina (www.davinotti.com)

La Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro nel film "Ferdinando e Carolina" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location dei film citati

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/vacanze-col-gangster/50022666

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/pasqualino-settebellezze/50011191

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/ferdinando-e-carolina/50014792

FOTOGALLERY

Piazza Plebiscito a Napoli, sede del raduno di partenza

L’isola di Nisida vista dalla Discesa Coroglio

Lo Stadio Diego Armando Maradona

Il cratere della Solfatara

L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

Lago di Lucrino

Lago d’Averno

Lago Miseno

Lago Fusaro

L’isola di Nisida e il promontorio di Monte di Procida visti dal Parco Virgiliano

Uno scorcio del Parco Vergiliano

Castel dell’Ovo visto dal rettilineo d’arrivo sul lungomare della Riviera di Chiaia