QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI SCALEA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Démare, l’Italia come giardino di casa e quel sorpasso su Anquetil e Hinault che fa arrossire – Demare a Scalea diventa il francese più vincente: bruciato in volata Ewan

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Kis híján holtversenyt kellett hirdetni a szakasz végén

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Arnaud Demare pips Caleb Ewan to victory after Mark Cavendish misses out on second Giro d’Italia stage win

The Daily Telegraph

FRANCIA

Démare à nouveau vainqueur

L’Équipe

SPAGNA

Démare triunfa en el sopor

AS

PORTOGALLO

Arnaud Démare vence segunda etapa seguida no Giro

Público

BELGIO

Prachtige climax na doodsaaie dag: Démare sprint (na fotofinish) naar tweede ritwinst in Giro

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Démare pakt tweede Giro-zege op rij

De Telegraaf

GERMANIA

Demare zeigt allen die Zunge und feiert zweiten Tagessieg

Kicker

COLOMBIA

Arnaud Demare repitió triunfo en el Giro: Fernando Gaviria no pudo

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz repite su posición en la general y Démare el triunfo en el esprint

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Calabrisella (Mino Reitano)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Diamante : poco nuvoloso, 21.2°C, vento debole da WNW (8 km/h), umidità al 69%
Maratea (36.3 Km): nubi sparse, 19.1°C, moderato da WNW (11 km/h), umidità al 72%
Monte Sirino (GPM – 105.9 Km): cielo sereno, 16.2°C, vento debole da NW (7-9 km/h), umidità al 49%
Viggiano – Traguardo Volante (126 Km): cielo sereno, 21.8°C, vento debole da NNW (6 km/h), umidità al 44%
Abriola (166.4 Km): cielo sereno, 21.3°C, vento debole da NNW (7-9 km/h), umidità al 42%
Potenza: cielo sereno, 21.9°C, vento debole da N (8-9 km/h), umidità al 39%

GLI ORARI DEL GIRO

10.55: inizio diretta su RaiSport
11.30: inizio diretta su Eurosport 1
11.55: partenza da Diamante
13.05-13.15: GPM di Passo Colla
14.00: inizio diretta su Rai2
14.15-14.45: GPM di Monte Sirino
15.05-15.30: traguardo volante di Viggiano
15.30-16.00: GPM di Montagna Grande di Viggiano
16.25-17.00: GPM di La Sellata
16.45-17.25: traguardo volante di Potenza-centro
16.55-17.35: arrivo a Potenza

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Pancani: “Sono tutti per il blocco dei velocisti al comando”
Petacchi: “A me è caduto di cadere”
Rizzato: “Belvedere Marittimio” (Marittimo)
Rizzato: “Vento che sfila in faccia ai corridori”
Petacchi (parlando di un avvallamento in centro alla strada): “I corridori non potevano camminarci sopra” (provaci tu a camminare e pedalare contemporaneamente)
Televideo: “Il gruppo controlla il piemontese sui quattro minuti”

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della sesta tappa, Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri)

1° Clément Davy
2° Ignatas Konovalovas a 2′30″
3° Roger Kluge a 4′30″
4° Loic Vliegen a 4′40″
5° Aimé De Gendt s.t.

Miglior italiano Davide Ballerini, 7° a a 4′43″

Classifica generale

1° Pieter Serry
2° Bert Van Lerberghe a 41″
3° Michael Mørkøv a 50″
4° Mark Cavendish a 58″
5° Clément Davy a 1′14″

Miglior italiano Jacopo Guarnieri, 11° a 7′38″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

6a TAPPA: RIETI – FIUGGI (193 Km) – 24 MAGGIO 1962

IL GIOVANE CORRIDORE ABRUZZESE MECO NUOVA MAGLIA ROSA DEL GIRO D’ITALIA
La tappa Rieti-Fiuggi vinta dal belga Schroeders – La grossa novità della corsa è data però dal primato in classifica perso dallo spagnolo Suarez e conquistato dall’italiano – Meco è passato professionista soltanto da pochi mesi – Il francese Carrara, vincitore a Rieti, si è ritirato – Oggi arrivo in salita a Montevergine presso Avellino

La torre Talao di Scalea illuminata di rosa in occasione del Giro (www.gazzetta.it)

La torre Talao di Scalea illuminata di rosa in occasione del Giro (www.gazzetta.it)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred
4a tappa: Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)
5a tappa: Catania – Messina

SUL TIRRENO TIRA ANCORA VENTO DI DÉMARE!

Arnaud Démare (Groupama – FDJ) centra la seconda vittoria in volata al Giro d’Italia, il francese grazie ad un treno perfetto riesce ad avere la meglio su Caleb Ewan (Lotto Soudal) e Mark Cavendish (Quick-Step Alpha Vinyl) partito troppo lungo sull’arrivo di Scalea.

Da Palmi a Scalea per la classica tappa di trasferimento, frazione interamente in Calabria senza particolari asperità se non l’unico GPM di giornata posto nei pressi di Vibo Valentia. Salita facile che vede nascere il primo tentativo di fuga da parte di Diego Rosa (Eolo-Kometa). Nessuno segue il corridore italiano che riesce in pochi chilometri ad avere un vantaggio di 4’. Dietro il gruppo è tirato dalle squadre dei velocisti su tutte Groupama-FDJ, Lotto Soudal e Quick-Step Alpha Vinyl. L’arrivo sembra essere scontato in volata anche perché sia Cavendish si Ewan devono rifarsi dalla tappa di ieri. Diego Rosa va a prendersi i punti del GPM il piemontese prosegue in solitaria anche fin verso il traguardo volante, dal gruppo evade un terzetto della Drone Hopper – Androni Sidermec formato da Eduardo Sepulveda, Simone Ravanelli e Filippo Tagliani, quest’ultimo con il chiaro intento di consolidare il suo primato nella speciale classifica. Subito dietro a raccoglier i punti rimasti la lotta tra la maglia ciclamino Arnaud Démare e Biniam Girmay con l’africano ad aver e la meglio. Dopo questa improvvisa fiammata ritorna la calma ssoluta. Non accade praticamente nulla, tappa soporifera corsa ad una media bassissima di poco inferiore ai 38 Km/h in attesa della volata finale. Sembra che il tempo si dilati e che il traguardo non arrivi mai. Al secondo ed ultimo traguardo volante, Rosa ha un vantaggio 1’:33” nei confronti del gruppo, secondo transita Tagliani (Drone Hopper – Androni Giocattoli), terzo Lennard Kamna (Bora-Hasgrohe) guadagnando un secondo di abbuono in ottica dell classifica generale. Bisogna aspettare che il gruppo riprenda Rosa ai meno 28 Km da Scalea per far sì la corsa si rianimi e che quindi poco dopo ai meno 15 Km inizi il valzer dei treni delle squadre interessate allo sprint. Belle le immagini Rai con la costa della riviera dei cedri ed il mare cristallino di questa parte del Paese. Dicevamo della lotta nel lungo rettilineo di arrivo, in pratica 8 Km piatti per organizzare la volata! Davanti si creano diversi treni sia a destra che a sinistra della carreggiata, inizialmente sono i Lotto Soudal a fare la voce grossa, poi i Groupama – FDJ, i Bahrain Victorious, e soprattutto i Quick-Step Alpha Vinyl. Ai duemila metri conclusivi fanno capolino in testa anche gli Israel – Permier Tech rimontati da Intermarché – WantyGobert. Le squadre si mescolano in testa come un mazzo di carte, sotto il triangolo rosso è la Groupama – FDJ sempre con Jacopo Guarnieri a prendere la posizione di testa seguiti dagli uomini della Quick-Step Alpha Vinyl, a destra della strada invece Fernando Gaviria rimane imbottiogliato tra il due DSM DSM Alberto Dainese e Cees Bol compromettendo la propria volata. Il primo a lanciare la volata una volta riconquistata, grazie a Michael Mørkøv la sede stradale a sinistra, è Mark Cavendish chje parte ai 350m, Guarìnieri non si fa sorprendere e a sua volta lancia in modo impeccabile Démare, seguito da Caleb Ewan, i due in netta rimonta saltano a destra il britannico e vanno a sprintare con il colpo di reni che premia per pochi millimetri il transalpino! Per l’ufficialità della vittoria bisogna aspettare il fotofinish, Dèmare rafforza così il primato della maglia ciclamino. Terzo Mark Cavendish partito forse troppo presto. In classifica generale non cambia nulla se non, come anticipato il secondo di abbuono di Lennard Kamna (Bora-Hasgrohe) che si porta a 38” dalla maglia rosa di Juan Pedro Lòpez (Trek – Segafredo). Domani tappa molto interessante da Diamante a Potenza con l’ascesa del Monte Sirino ad inizio tappa e ben 4 GPM da affrontare.

Antonio Scarfone

Arnaud Dèmare vince a Scalea su Caleb Ewan (Foto: Michael Steel per Getty Images)

Arnaud Dèmare vince a Scalea su Caleb Ewan (Foto: Michael Steel per Getty Images)

UNA LUNGA SCALEA SENZA GRADINI

La carovana del Giro sbarca in continente per un’altra tappa destinata ai velocisti, dal profilo più snello rispetto a quella del giorno prima. La salita da affrontare lungo la strada per Scalea sarà scalata subito dopo la partenza di una frazione per il resto totalmente pianeggiante. Le insidie, comunque, non mancheranno neppure sulle strade calabresi per la costante presenza del Tirreno ai margini del tracciato.

Si chiama Scalea la località dove terminerà la prima tappa continentale del Giro 2022 e se vi è venuta alla mente una gradinata non vi siete sbagliati. Il nome della cittadina calabrese deriva proprio dalla conformazione a gradoni del centro storico, ma la strada per arrivarci sarà tutt’altro che una scalinata. Di gradini se ne incontreranno giusto un paio, poco sporgenti e “confinati” nei chilometri iniziali di una frazione per il resto quasi del tutto pianeggiante, con gli ultimi 135 Km che si disputeranno lungo il litorale tirrenico della Calabria. Piccoli saliscendi saranno inevitabili ma la strada si annuncia molto meno tortuosa rispetto alla Via Aurelia della Sanremo e da Diamante in poi, negli ultimi 15 Km, si pedalerà quasi costantemente in rettilineo. Con uno scenario del genere avrà i chilometri contati la fuga di giornata e ben poche speranze avranno di far secco il plotone quei corridori che penseranno di anticipare lo sprint con uno scatto nei chilometri conclusivi. Non tutto, però, oggi potrebbe andare perfettamente “liscio” perché la costante presenza del mare a bordo gara lo esporrà anche stavolta al rischio del vento, che potrebbe portare alcune squadre a un notevole esborso di energie per rientrare in caso di ventagli, un surplus di lavoro che potrebbe richiedere il conto nelle insidiose giornate a venire.
La partenza sarà in discesa anche se la planata dai 200 metri della “Terrazza sullo Stretto” (così è stata soprannominata Palmi) non figura in altimetria perché percorsa fuori gara, in direzione del “chilometro 0” situato all’imbocco della piana di Gioia Tauro, la seconda della Calabria per estensione dopo quella di Sibari. La prima quindicina di chilometri sarà, così, l’acconto dell’interminabile razione di pianura che attenderà il gruppo nel finale, tratto nel quale si toccherà Rosarno, centro balzato agli onori della cronaca per esser stato il primo comune della nostra nazione a costituirsi parte civile in un processo di mafia e presso il quale è possibile visitare l’area archeologica della città magno-greca di Medma, il cui museo è stato inaugurato nel 2014. Il giornaliero appuntamento con la salita arriverà nel momento nel quale il percorso doppierà il promontorio del “Corno di Calabria”, andando a superare tre rampe consecutive e pedalabili, la prima delle quali misura circa 2 chilometri e mezzo e sale al 3.6%. Distanza simile per la successiva al 4.9% – che si concluderà alle porte di Mileto, il comune dal quale nel 2020 scattò la tappa di Camigliatello Silano vinta da Filippo Ganna – mentre leggermente più lunga è la salitella che chiude questa terna e che raggiungerà con una pendenza media del 5.3% l’altopiano di Vibo Valentia, dove presso l’aeroporto militare Luigi Razza, gestito dall’Arma dei Carabinieri, saranno messi in palio i punti per la classifica degli scalatori. Attraversata la vicina Vibo s’imboccherà la discesa che riporterà definitivamente il gruppo a livello del mare e che lo porterà a lambire il centro di Pizzo, località balneare situata all’estremità settentrionale della cosiddetta “Costa degli Dei”, apprezzata non solo per i suoi pregi ambientali e artistici (chiesetta rupestre di Piedigrotta) ma anche e soprattutto per il “Tartufo di Pizzo”, che ha la particolarità d’essere modellato dai gelatai tenendolo nel palmo di una mano. Il successivo tratto vedrà il gruppo sfrecciare sulle strade della Piana di Sant’Eufemia, bonificata tra il 1910 e il 1936 e molto importante sia dal punto di vista agricolo, sia da quello industriale, sviluppatasi in quest’ultimo senso grazie alla presenza dell’aeroporto di Lamezia Terme – il principale scalo aereo calabrese, inaugurato nel 1976 – e alla costruzione della superstrada detta “dei Due Mari” perché attraversa l’Istmo di Marcellinara, il corridoio che mette in comunicazione la costa ionica con quella tirrenica collegando nel contempo Lamezia Terme al capoluogo regionale Catanzaro. Ben presto si giungerà sulle strade di Amantea, località turistica “erede” del centro bizantino di Nepetia e che assunse l’odierno nome durante la dominazione araba, quando fu ribattezzata Al-Mantiah, toponimo italianizzato dopo che il condottiero bizantino Niceforo Foca la riconquistò nell’885, dando inizio anche alla costruzione del castello che domina l’abitato e nei cui pressi si possono ammirare anche i suggestivi ruderi della più antica chiesa di Amantea, dedicata a San Francesco d’Assisi e innalzata nel 1216. Come anticipato non ci sarà solo pianura nel finale e sarà il caso del tratto di 2 Km al 4.1% che si incontrerà all’altezza di Paola, una delle principali mete del turismo religioso in Calabria per la presenza del santuario dedicato a San Francesco da Paola (1416-1507), il fondatore dell’ordine dei Minimi, costituito dall’antica chiesa eretta in stile gotico nel XVI secolo e dalla moderna basilica inaugurata nel 2000. Proseguendo nella marcia verso nord si giungerà a Guardia Piemontese Marina, sede del secondo traguardo di giornata situata a un tiro di schioppo dalle Terme Luigiane, località curativa nota sin dall’epoca romana e che ebbe l’attuale nome in periodo ottocentesco in onore del principe Luigi Carlo di Borbone. Transitati ai piedi degli spettacolari “Gironi di Acquappesa”, strada a tornanti sovrapposti che ricordano la discesa dal Poggio sanremese, i corridori toccheranno Cetraro per poi affrontare una salita di 1000 metri esatti al 5.5% che rappresenterà la porta d’accesso alla Riviera dei Cedri, tratto di costa cosentina noto per la coltivazione di questo agrume che secondo la tradizione ebraica era il “Mêlon”, il frutto dell’albero del bene e nel male che cresceva nel giardino dell’Eden; a questo proposito, il fatto che i cedri calabresi siano tra i più pregiati al mondo motiva tutti gli anni i rabbini ad affrontare il viaggio in Italia per selezionare personalmente i frutti che saranno utilizzati come offerta votiva durante il rituale di Sukkot, ricorrenza religiosa che si tiene a ottobre di ogni anno.
Un ultimo dentello – 1400 metri al 3% – porterà i “girini” a transitare ai piedi del colle di Belvedere Marittimo, che vanta uno dei meglio conservati castelli della regione, poi la pianura sarà la sola protagonista del tracciato, che ora vedrà il gruppo puntare su Diamante, il centro che la giornalista napoletana Matilde Serao – prima donna italiana a fondare e dirigere un quotidiano (Il Mattino) – definì la “Perla del Tirreno” e che in anni più recenti s’è meritata anche all’appellativo di “città più dipinta d’Italia” per la presenza di oltre 300 murales, realizzati a partire dal 1981.
Non ci sarà il tempo per fermarsi ad ammirarne nemmeno una di queste opere per il gruppo, Scalea bussa alle porte e la velocità di gara si farà ancora più indiavolata: se Eva fu tentata dal Mêlon, la prospettiva di un posto al sole nello sprint all’ombra dei cedri per gli sprinter sarà una tentazione ancora più irresistibile.

Mauro Facoltosi

Scalea, la Riviera dei Cedri e l’altimetria della sesta tappa (www.inrivieradeicedri.it)

Scalea, la Riviera dei Cedri e l’altimetria della sesta tappa (www.inrivieradeicedri.it)

CIAK SI GIRO

Tre ragazzi calabresi decidono di girare un cortometraggio, ma sono a corto degli “ingredienti” principali per farlo, un regista e un attore che lo interpreti. Il primo lo trovano, il secondo faticano a scovarlo e solo grazie all’insperato aiuto di un’attrice incontrata a Roma riescono addirittura ad arrivare un nome “da urlo”, il mostro sacro del cinema francese Gérard Depardieu, che accetta di buon grado di partecipare al progetto. È questa la trama de “L’Abbuffata”, film nel film che il regista Mimmo Calopresti girò nel 2007 negli affascinanti set della Riviera dei Cedri, faticando meno degli attori in scena a coinvolgere il “Principe Nero” perché con lui aveva già lavorato nel 1998 nel film “La parola amore esiste”, interpretato anche da un’altra attrice presente ne “L’abbuffata”, Valeria Bruni Tedeschi, sorella della più celebre Carla. Se non avete visto il film non vi sveliamo altro sulla trama, anche per non rivelarvi l’inatteso colpo di scena finale che impedirà a Depardieu di prendere parte al cortometraggio, un “coup de théâtre” che ha come fondale l’Isola di Cirella, antistante Diamante. E non solo nella “Perla del Tirreno” si girò, perché le riprese coinvolsero anche Cittadella del Capo, centro del litorale cosentino dove si trova l’albergo che la produzione riservò a Depardieu.

La terrazza panoramica sulla quale Depardieu si abbufferà nella principale scena del film girato a Diamante nel 2007 (www.davinotti.com)

La terrazza panoramica sulla quale Depardieu si abbufferà nella principale scena del film girato a Diamante nel 2007 (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location del film

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/l-abbuffata/50011313

FOTOGALLERY

Duomo di Palmi

Rosarno, la palazzina sede del museo archeologico inaugurato nel 2014

Castello normanno-svevo di Vibo Valentia

Pizzo, chiesetta di Piedigrotta

Amantea, ruderi della chiesa di San Francesco d’Assisi

Paola, la nuova basilica del Santuario di San Francesco di Paola

I tornanti dei “Gironi di Acquappesa” visti dalla statale litoranea che sarà percorsa dal gruppo

Il castello aragonese di Belvedere Marittimo

Uno dei murales che adornano in vicoli di Diamante