QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DELL’ETNA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Giro d’Italia: Kämna trionfa sull’Etna, Juan Pedro Lopez in rosa. Staccati Nibali e Dumoulin

Gazzetta dello Sport

Ungheria

A Giro új magyar sztorija: Fetter Eriket is láthattuk az élen

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Kamna wins on Mount Etna as Lopez becomes new leader

The Daily Telegraph

FRANCIA

Kämna dompte l’Etna, JP Lopez en rose

L’Équipe

SPAGNA

Juanpe López se viste de rosa

AS

PORTOGALLO

Kämna levou a etapa do Giro, López a camisola rosa

Público

BELGIO

Vluchter Lennard Kämna baas op de Etna, Vansevenant mist kans op roze trui

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Van der Poel verliest leiderstrui in Giro aan López

De Telegraaf

GERMANIA

Coup auf dem Ätna: Kämna holt Tagessieg

Kicker

COLOMBIA

Lennard Kämna se queda con la cuarta etapa – Miguel Ángel López, resignado: ‘Así es la vida y el ciclismo’

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz salva el Etna y sube en la general; Juan Pedro López nuevo líder del Giro

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Fuoco nel fuoco (Eros Ramazzotti)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Catania : cielo sereno, 23.3°C, vento moderato da ENE (12 km/h), umidità al 53%
Francavilla di Sicilia – Traguardo Volante (55.7 Km): cielo sereno, 22.1°C, vento moderato da N (13-16 km/h), umidità al 49%
Novara di Sicilia (85.6 Km): cielo sereno, 21.1°C, vento moderato da NNE (13-17 km/h), umidità al 47%
Villafranca Tirrena – Traguardo Volante (136.7 Km): cielo sereno, 19°C, vento moderato da NNW (10-13 km/h), umidità al 75%
Messina: poco nuvoloso, 23°C, vento debole da N (6 km/h), umidità al 56%

GLI ORARI DEL GIRO

Segnaliamo che la tappa si disputerà con un’anticipo di un’ora rispetto ai tradizionali orari a causa del successivo trasferimento dei corridori in traghetto verso la Calabria

10.45: inizio diretta su RaiSport
11.20: inizio diretta su Eurosport 1
11.45: partenza da Catania
13.00-13.05: traguardo volante di Francavilla di Sicilia
13.45-14.00: GPM di Portella Mandrazzi
14.00: inizio diretta su Rai2
15.00-15.20: traguardo volante di Villafranca Tirrena
15.50-16.15: arrivo a Messina

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Rizzato: “Tappa da assaporare a narici spalancate”
Intervistato durante la diretta: “Questa sterrata ampiamente dettagliata”
Genovesi: “Landa è un tifo per chi ama la sofferenza”
Saligari: “Cavenghis” (Cavendish)
Alessandro Bonforte (geologo): “L’Etna si è concentrato nella parte sommitale”
Pancani: “Il gruppo ha portato il ritardo sotto i 6 minuti, 9′50″ adesso”
Fabretti: “Malanno ad una coscia sinistra”
Pancani: “Ineos Granadiers” (Grenadiers)
Saligari: “Sono rimasti pochi il gruppo Carapaz”
Borgato: “Questo aiuta molto nel morale dell’inseguimento”
Petacchi: “È il primo Contador in rosa dopo Contador”
Fabretti: “151a edizione del Giro d’Italia” (105a edizione)
Fabretti: “Il successo della soddisfazione”

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della quarta tappa, Avola – Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza)

1° Pieter Serry
2° Mark Cavendish s.t.
3° Michael Mørkøv s.t.
4° Bert Van Lerberghe s.t.
5° Caleb Ewan a 3′54″

Miglior italiano Alberto Dainese, 10° a 5′56″

Classifica generale

1° Clément Davy
2° Pieter Serry a 41″
3° Bert Van Lerberghe a 1′01″
4° Michael Mørkøv a 1′10″
5° Mark Cavendish a 1′14″

Miglior italiano Filippo Tagliani, 8° a 5′27″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

4a TAPPA: MONTECATINI TERME – CITTÀ DELLA DOMENICA (Perugia) (248 Km) – 22 MAGGIO 1962

BAILETTI GIUNGE SOLO A PERUGIA DOPO UNA FUGA DI OLTRE 100 KM
Un solo episodio di rilievo nella quarta tappa del Giro d’Italia
La corsa, piuttosto monotona, è stata ravvivata soltanto dalla coraggiosa iniziativa del vincitore Zancanaro e Balmamion al secondo e al terzo posto con oltre quattro minuti di ritardo – Oggi si svolge la Perugia-Rieti con la scalata del Terminillo (metri 1901) che sarà compiuta nei due sensi

La rotonda sul mare di Avola colorata di rosa in occasione del Giro dItalia (www.gazzetta.it)

La rotonda sul mare di Avola colorata di rosa in occasione del Giro d'Italia (www.gazzetta.it)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

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Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)
3a tappa: Kaposvár – Balatonfüred

UN LOPEZ IN ROSA, L’ALTRO SI RITIRA

Lennard Kemna vince la tappa con una azione saggia e dosata, Juan Pedro Lopez va a prendersi la rosa con il cuore. Tra i big non ci sono scatti, ma il ritmo fa vittime illustri, come Tom Dumoulin. Miguel Angel Lopez sale in ammiraglia già nei primi chilometri.

I pronostici davano l’arrivo dei big in un gruppetto di circa 20 corridori ed in questo senso, essi sono stati rispettati. La salita finale era molto lunga, ma presentava pendenze abbastanza regolari con la sola eccezione di quei 2 o 3 km a metà salita in cui le pendenze superavano il 10%. Per il resto, le pendenze sempre intorno al 6% ed il vento incontrato dopo la zona boschiva hanno reso difficili gli attacchi e indotto i big a impostare un ritmo per tentare di fare selezione da dietro.
Tuttavia, non si può certo dire che in questa tappa non ci siano state sorprese.
La prima è arrivata per gli appassionati già nei primi chilometri come un fulmine a ciel sereno: ritiro per il capitano dell’Astana Miguel Angel Lopez. Il ds, intervistato nel corso della tappa, ha riferito di un problema muscolare accusato dal colombiano sin dalla partenza della corsa rosa. Il corridore ha tentato di stringere i denti nella speranza di superare il problema, ma oggi ha dovuto alzare bandiera bianca e l’Astana perde così il proprio capitano.
Anche la seconda punta, rappresentata da Vincenzo Nibali, ha dimostrato di non poter competere per la classifica generale tuttavia il siciliano, libero da ordini di scuderia, potrebbe tentare una fuga per una vittoria di tappa.
Anche in casa Jumbo c’è poco da sorridere, visto che il leader designato Tom Dumoulin si è staccato quando mancavano ancora molti chilometri alla conclusione ed è giunto sul traguardo con un distacco di 9 minuti dal vincitore (e quindi circa 6 minuti e mezzo dopo l’arrivo del gruppo dei migliori). Il capitano della formazione olandese ha poi riferito ai microfoni di essere amareggiato per il distacco, poiché le sensazioni non erano così negative.
Va detto, però, che la Jumbo non ha voluto schierare al giro una seconda opzione, come poteva essere il danese Jonas Vingegaard, visto che comunque Dumoulin arrivava da un periodo piuttosto lungo di inattività.
Simon Yates (Team BikeExchange – Jayco), caduto nella prima parte della frazione, non è sembrato pimpante come nella cronometro, ha corso per molti chilometri nella parte finale del gruppo e nel finale è sembrato un po’ provato dal forte ritmo imposto da Richie Porte (INEOS Grenadiers).
Chi è sembrato piuttosto in forma è stato Richard Carapaz (INEOS Grenadiers), che non solo ha fatto imporre ai suoi uomini il ritmo con il quale ha ridotto il gruppo a circa 20 unità, ma è anche andato a sprintare, regolando il drappello anche se non è riuscito a fare il buco.
In conclusione, da questa tappa, come ci si aspettava, non sono uscite chiare indicazioni in termini di classifica generale, se non la classica indicazione di chi il giro non potrà vincerlo come Dumoulin. Le prime vere sentenze arriveranno con ogni probabilità sul Blockhaus, una salita durissima che non ha nulla da invidiare alla più dure ascese previste nella terza settimana.
Per quel che riguarda la cronaca della corsa sono stati necessari circa venti chilometri di scatti e controscatti perché si formasse in più fasi una fuga di 13 uomini, inizialmente composta da Rein Taaramae (Intermarché-Wanty-Gobert), Mauri Vansevenant (Quick-Step Alpha Vinyl Team), Lennard Kämna (BORA Hansgrohe), Gijs Leemreize (Jumbo-Visma), Valerio Conti (Astana Qazaqstan Team), Davide Villella (Cofidis), Juan Pedro López (Trek – Segafredo), Stefano Oldani (AFC), Rémy Rochas (COF), Alexander Cataford (IPT), Diego Andrés Camargo (EFE) ed Erik Fetter (EOK). Lilian Calmejane (Ag2r Citroën) è stato l’ultimo a riuscire faticosamente a riportarsi sui battistrada, mentre ha dovuto desistere Simone Ravanelli (Drone Hopper – Androni), rimasto a lungo a bagnomaria.
Il gruppo, a questo punto, lascia fare e concede un vantaggio che arriva a superare gli undici minuti prima di iniziare lentamente a recuperare grazie all’azione degli uomini Ineos, che comunque non è tale da far pensare all’intenzione di chiudere sulla fuga.
Il primo a partire sulla salita è Oldani che guadagna circa un minuto sul gruppo inseguitore che, dopo diversi allunghi ed accelerazioni, si riduce a 6 unità (Vansevenant, Lopez, Taarame, Kamna, Leemreize e Moniquet), mentre la maglia rosa perde contatto dal gruppo dei migliori.
A 11 Km dall’arrivo parte Juan Pedro Lopez, che in breve raggiunge e stacca Oldani, mentre in gruppo perde contatto Dumoulin quando mancano ancora molti chilometri all’arrivo per sperare di poter limitare i danni, che saranno in effetti ingenti.
Tra gli inseguitori di Lopez riesce ad evadere Kemna che, con un ritmo regolare ma elevato, va a riprendere Lopez, il quale procede a scatti con un rapporto molto agile.
I due si parlano e appare subito chiaro che stiano discutendo i termini del “gentleman agreement”: ad uno la tappa, all’altro la maglia rosa. I due procedono quindi in coppia fino al traguardo, che regala ad entrambi una grande soddisfazione, mentre Taaramae – che sembrava in difficoltà – riesce a piazzarsi in terza posizione.
Tra i big, rimasti circa in venti a causa del forte ritmo imposto dagli Ineos, è Carapaz che va a sprintare sull’arrivo, senza riuscire a creare il buco e quando gli abbuoni erano ormai andati ad altri.
Yates e Giulio Ciccone (Trek – Segafredo) sono sembrati un po’ provati dal ritmo, ma sono comunque riusciti a rimanere a ruota dei migliori.
Come ci si aspettava da questa tappa quel che è uscito è il primo nome di chi non potrà vincere il giro e il forte ridimensionamento di squadre come Astana e Jumbo.
Se appare evidente che la seconda ha deciso di puntare tutto sul Tour de France, la prima aveva invece schierato il proprio uomo più rappresentativo ai nastri di partenza del Giro.
Va detto che Lopez ha dimostrato gravi limiti a livello mentale, sia quando nel 2019 prese a pugni uno spettatore che lo aveva fatto cadere lungo la salita di Monte Avena, sia lo scorso anno alla Vuelta quando, con il podio in pugno, rimase attardato nella penultima tappa e si ritirò in preda ad una crisi di nervi.
Dopo queste prime scarse indicazioni occorrerà probabilmente aspettare il Blockhaus per avere segnali significativi, ma attenzione alla tappa con arrivo a Potenza, sia perché presenta un dislivello importante, sia perché prevede l’ascesa inedita verso la Montagna Grande di Viggiano, che presenta 6 Km di ascesa al 9% di pendenza e molti tratti in doppia cifra. Si scollina a 60 Km dall’arrivo, ma questi 60 km sono tutt’altro che banali, quindi attenzione ai trabocchetti. Del resto chi dovesse rimanere attardato su quelle arcigne pendenze rischierà di naufragare definitivamente.

Benedetto Ciccarone

La vittoria di Kamna sullEtna (foto Getty Images)

La vittoria di Kamna sull'Etna (foto Getty Images)

È SEMPRE PIÙ AMORE ETNA, CRONACA ROSA DELLA CORSA ROSA

Il Giro sbarca in Sicilia e trova nuovamente l’Etna ad attenderlo. È dal 2011 che l’ascesa al vulcano è una presenza fissa ogni qualvolta la Corsa Rosa fa scalo nell’isola e stavolta si andrà alla scoperta di un versante finora ancora inesplorato, almeno in parte. I 26 Km che da Biancavilla porterà fino al Rifugio Sapienza daranno un nuovo volto alla classifica generale, anche se il recente passato ci insegna che una salita del genere affrontata così presto spesso fa meno danni del previsto, complici energie ancora fresche e un certo interesse a non ammazzare subito la corsa, con il rischio di cadere vittima di se stessi.

Possiamo scriverlo a caratteri cubitali, è nato un AMORE vero e proprio, degno delle pagine tra cronaca rosa, tra l’Etna e il Giro d’Italia. Come due amanti che non possono far a meno l’uno dell’altro, dal 2011 ogni qual volta il Giro scende in Sicilia l’Etna è inserito nel percorso e nell’ultimo decennio è già successo quattro volte, sempre proponendo l’ascesa al vulcano da un versante diverso, così da non far stancare gli spettatori della corsa con le “solite repliche” e non far abituare troppo i corridori delle pendenze del vulcano. Così nel 2011 si è saliti dal versante più tradizionale, quello di Nicolosi che era stato affrontato anche nel 1967 e nel 1989, poi nel 2017 si è percorsa la strada del “Salto del Cane”, nel 2018 si è arrivati fino all’osservatorio astrofisico salendo da Ragalna e nel 2020 si è iniziata l’ascesa da Linguaglossa, quando s’è scelto di far terminare la tappa a Piano Provenzana. Al momento rimangono ancora due versanti da “esplorare” e, se per quello di Zafferana Etnea – il più impegnativo, a sentire i cicloamatori locali – bisognerà attendere ancora, quest’anno si andrà alla scoperta di quello di Biancavilla, un vero e proprio “collage” perché la salita si comporrà di un tratto iniziale inedito e recentemente intitolato a Marco Pantani, del tratto conclusivo del versante di Ragalna e di un breve tratto di raccordo con quello classico di Nicolosi, del quale si percorreranno gli ultimi 3 Km. Il tutto andrà a comporre una salita monstre di quasi 23 Km, caratterizzata da una pendenza media del 6%… ma niente paura perché gli arrivi sulle pendici del Mongibello nel 2017 e nel 2018 hanno provocato una selezione piuttosto contenuta, sia perché proposti – proprio come accadrà quest’anno – nei giorni iniziali della corsa, quando le energie sono ancora fresche, sia perché anche gli scalatori più incalliti non avranno certo la voglia di sprecare molte energie così presto, considerato che il resto del tracciato è molto impegnativo. Di certo qualche grosso nome tra i big al via potrebbe saltare, soprattutto se ci si è schierati ai nastri di partenza con una condizione non ancora ottimale o si è esagerato nelle brevi corse a tappe di preparazione che si sono succedute in calendario ad aprile.
Dopo il lungo trasferimento aereo dall’Ungheria il gruppo si radunerà per il via oggi in quel di Avola, cittadina della costa ionica famosa per il suo “Nero”, vino noto per la sua elevata gradazione alcolica e che ben conosce un avolese DOC come Paolo Tiralongo, l’ex corridore che è stato in gruppo per ben 17 anni e nella sua lunga carriera ha conquistato tre vittorie di tappa al Giro, a Macugnaga nel 2011, a Rocca di Cambio nel 2012 e a San Giorgio del Sannio nel 2015.
I primi 6 Km pianeggianti rappresenteranno l’estremo lembo meridionale del percorso del Giro 2022, la cui risalita inizierà dopo il passaggio da Noto, l’incantevole capitale del barocco siciliano che dal 2009 si è arricchita ulteriormente grazie agli affreschi realizzati dal pittore russo Oleg Supereko sulla ricostruita cupola della cattedrale, crollata nel 1996 quale conseguenza indiretta del terremoto che l’aveva colpita sei anni prima. All’uscita da Noto il gruppo andrà ad affrontare la prima di una serie di dolci salite che movimenteranno i primi 70 Km di gara, nel corso dei quali si andrà ad attraversare la catena dei Monti Iblei. Per prima si supererà quella di 6.7 Km al 4.1% che condurrà a San Corrado di Fuori, località cara ai netini per il santuario costruito presso l’eremo nel quale visse il patrono della città, San Corrado Confalonieri (1290 – 1351),, penitente originario dell’Emilia che, dopo la conversione, pellegrinò attraverso l’Italia fino a giungere a Noto. Di strada ne dovranno percorrere ancora tanta anche i “girini”, che intraprenderanno ora un altalenante tratto in quota che li porterà a sfiorare prima l’estremità occidentale della Cavagrande del Cassibile, caratterizzata da una suggestiva serie di laghetti collegati da cascate, e poi il centro di Palazzo Acreide, le cui chiese barocche di San Sebastiano e di San Paolo le hanno valso l’inserimento nella lista dei centri della Val di Noto protetti sin dal 2002 dall’UNESCO. Subito dopo il passaggio da Palazzolo inizierà la più consistente tra le salite iniziali (più per la sua lunghezza che per la sua pendenza, una dozzina di chilometri al 3.4%), percorrendo la veloce superstrada che evita il passaggio nei centri di Buscemi – presso il quale si trovano i ruderi del Castello Requisenz – e Buccheri, raggiungendo quindi il punto più alto di questa porzione del tracciato poco sotto la vetta del Monte Lauro (987 metri), antico vulcano sottomarino che rappresenta la massima elevazione degli Iblei e la cui vetta è oggi popolata da una selva di ripetitori. Nel corso della discesa che riporterà il gruppo in pianura si andrà infine a toccare Vizzini, il centro del quale è originaria la famiglia dello scrittore Giovanni Verga (secondo alcuni studiosi sarebbe anche la sua città natale, invece di quella “ufficiale” di Catania), che vi ambientò diverse sue novelle, come “Mastro Don Gesualdo” e “La Lupa”.
Sfiorata Francofonte terminerà la mossa fase introduttiva di questa frazione e inizierà una successiva fase di quiete che si protrarrà sin ai piedi dell’Etna, circa 45 Km di pianura che si snoderanno attraverso le terre di produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia, agrume IGP al quale nel 2002 la Gazzetta dello Sport pensò di dedicare una corsa in linea, per l’appunto il “Trofeo Arancia Rossa”, inserito in calendario per prendere il posto del cancellato Giro della Provincia di Siracusa e del quale si riuscì a disputare una sola edizione. A vincerla fu l’attuale direttore sportivo dell’UAE Team Emirates Fabio Baldato, che precedette allo sprint Mario Manzoni e l’ucraino Mychajlo Chalilov sul traguardo fissato nel centro di Scordia, il prossimo comune che sarà attraversato dai “girini” nella marcia di avvicinamento al gran finale. A mettere la parola fine a questa fase sarà il passaggio sul Ponte Barca, così chiamato perché un tempo per superare il corso del Simeto, il principale fiume della regione per portata, era necessario trasbordare su imbarcazioni, che facevano la spola nella zona dove oggi è istituita un’oasi naturalistica abitata da 70 specie di uccelli migratori, con l’unica eccezione dello stanziale pollo sultano, che dopo molti anni d’assenza è tornato a nidificare in questo luogo negli anni ’70.
Mancheranno a questo punto poco più di 40 Km al traguardo, tutti da percorrere in salita, anche se quella ufficiale misurerà, come detto, 23 Km. Prima dovrà essere superato un tratto che potremmo definire di acclimatazione di circa 15 Km, nel corso del quale già si dovranno colmare quasi 600 metri di dislivello, incontrando una pendenza media del 4.3% nei 5 Km centrali, a loro volta preceduti da 1.7 Km al 4.7% che termineranno alle porte di Paternò, centro che offre ai turisti parecchi edifici d’interesse artistico, a partire dal Castello Normanno dalla cui terrazza la vista va ad abbracciare la Piana di Catania. Un momentaneo momento di tregua precederà l’ingresso in Biancavilla, dal quale si andrà ancora una volta alla scoperta di una faccia inedita dell’Etna, pronta ad arroventare la corsa e incenerire le rosee speranze dei big meno in palla del momento.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Passo del Ladro (496 metri). Valicato dalla Strada Statale 287 “di Noto” tra lo svincolo per Canicattini Bagni e Palazzolo Acreide

Nota. Il testo di riferimento è “Valichi stradali d’Italia” di Georges Rossini (editore Ediciclo).

L’Etna in attività e l’altimetria della quarta tappa (www.siciliatouring.it)

L’Etna in attività e l’altimetria della quarta tappa (www.siciliatouring.it)

CIAK SI GIRO

Giovanni Verga è stato una fonte d’ispirazione per diversi registi, che hanno trasportato su pellicola alcune delle più celebri novelle firmate dal padre del Verismo. Così Luchino Visconti nel 1948 girò “La terra trema” ispirandosi ai “Malavoglia”, Carlo Lizzani nel 1969 portò sul grande schermo “L’amante di Gramigna”, mentre due sono le opere verghiane che stuzzicarono l’indimenticato Franco Zeffirelli (“Cavalleria rusticana” nel 1982 e “Storia di una capinera” nel 1993). Inevitabile fu anche scegliere location siciliane per mettere in scena questi film e in alcuni casi si optò per tornare sul luogo del misfatto, laddove il Verga aveva collocato l’azione nei suoi libri. È quel che accadde, per esempio, nel 1996 quando il regista milanese Gabriele Lavia decise di girare a Vizzini “La lupa”, trasposizione della novella che Verga aveva ambientato nella città d’origine della sua famiglia. Per ricreare l’ambiente rurale nel quale abitata la donna protagonista del film – la “lupa” del titolo, interpretata dall’attrice romana Monica Guerritore – si scelse di truccare a dovere una vecchia conceria alle porte del paese, esempio di archeologia industriale ottocentesca, nella quale uno degli edifici che la componevano fu nascosto dietro la finta facciata di una chiesa inventata di sana pianta dagli scenografi, luogo nel quale si uniranno in matrimonio la figlia della “lupa” e il giovane Nanni Lasca, interpretato da Raul Bova. Altre scene furono girate presso la stazione della stessa Vizzini (spacciata per quella del vicino centro di Mineo), presso la Masseria Musso di Noto e presso i ruderi del Castello Requisenz di Buscemi.

Lantica conceria di Vizzini trasformata in borgo nel film La lupa (www.davinotti.com)

L'antica conceria di Vizzini trasformata in borgo nel film "La lupa" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location del film

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/la-lupa/50015870

FOTOGALLERY

Avola, la centralissima Piazza Umberto I

Noto, cattedrale di San Nicolò

Il santuario di San Corrado di Fuori

Palazzolo Acreide, chiesa di San Sebastiano

Buscemi, ruderi del Castello Requisenz

Vetta del Monte Lauro

Vizzini, Palazzo Verga

Agrumeto alle porte di Scordia

Oasi di Ponte Barca

Il castello normanno di Paternò