QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI BALATONFÜRED

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Re Cavendish non tradisce, volata imperiale e 16ª vittoria rosa

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Balatonfüredre rázúdult a Giro, és egy legendát ünnepelhettünk

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Mark Cavendish sprints to 16th career Giro d’Italia stage victory

The Independent

FRANCIA

Cavendish devance Démare

L’Équipe

SPAGNA

Cavendish amplía su reinado

AS

PORTOGALLO

Mark Cavendish vence terceira etapa do Giro

Público

BELGIO

Mark Cavendish wint laatste Giro-rit in Hongarije na indrukwekkende sprint, Van der Poel gaat als leider de rustdag in

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Van der Poel nog steeds in bezit van twee truien

De Telegraaf

COLOMBIA

Fernando Gaviria, tercero en la tercera etapa del Giro de Italia 2022

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz mantiene posición en la general del Giro; Cavendish gana la tercera etapa

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Himnusz (Inno nazionale ungherese)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Avola : poco nuvoloso, 21.1°C, vento moderato da ENE (21-22 km/h), umidità al 55%
Palazzolo Acreide (36.9 Km): poco nuvoloso, 17.5°C, vento moderato da ENE (17-21 km/h), umidità al 54%
Francofonte (80.1 Km): cielo sereno, 18.9°C, vento moderato da ENE (17 km/h), umidità al 60%
Paternò – Traguardo Volante (136.5 Km): cielo sereno, 18.7°C, vento moderato da ENE (16 km/h), umidità al 65%
Etna-Nicolosi (Rifugio Sapienza): previsioni non disponibili

GLI ORARI DEL GIRO

11.40: inizio diretta su RaiSport
12.15: inizio diretta su Eurosport 1
12.25: partenza da Avola
14.00: inizio diretta su Rai2
15.45-16.05: traguardo volante di Paternò
16.20-16.25: traguardo volante di Biancavilla (inizio salita finale)
17.00-17.30: arrivo al Rifugio Sapienza

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Genovesi: “Colazione di bambole di porcellana”
Petacchi: “I miei ultimo uomo”
Petacchi: “Ieri è arrivato secondo nel miglior tempo”
Petacchi: “Può essere solo lui che aumenta e può guadagnare qualcosa”
Petacchi: “Nel mezzo del gruppo si preferisce stare sul lato della strada”
Pancani: “Sulla sinistra con la maglia grigio verde sta risalendo Van der Poel” (era sicuramente un altro corridore, considerato che Van der Poel è la maglia rosa)
Televideo: “Kaposva” (Kaposvár)
Televideo: “Van der Poel conserva la maglia rosa con +19″ su Yates” (il vantaggio sul britannico è di 11 secondi)
Televideo: “Cavandish”
Televideo: “Ewans” (Ewan)

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della seconda tappa, Kaposvár – Balatonfüred

1° Clément Davy
2° Dries De Bondt a 3′14″
3° Alessandro De Marchi a 3′20″
4° Barnabas Peak s.t.
5° Alex Dowsett s.t.

Classifica generale

1° Clément Davy
2° Harm Vanhoucke a 3′13″
3° Samuele Zoccarato a 3′46″
4° Alex Dowsett a 4′27″
5° Filippo Tagliani a 4′44″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

3a TAPPA: SESTRI LEVANTE – ALTA VALDINIEVOLE (Panicagliora) (225 Km) – 21 MAGGIO 1962

TACCONE E MECO NON RESISTONO A SOLER CHE VINCE CON DISTACCO A PANICAGLIORA
Lo spagnolo Suarez ha sostituito Battistini al comando della classifica del Giro d’Italia
I due corridori abruzzesi si sono classificati al terzo ed al quarto posto, alle spalle dell’olandese Zilverberg – L’episodio decisivo si è avuto sull’ultima salita – Tutti i migliori sono giunti con lievi distacchi – Liviero si è ritirato – Oggi una tappa di 248 km, da Montecatini a Perugia

La bandiera ungherese sventola al vento del Balaton salutando il Giro dItalia (fromhungarywithlove.wordpress.com)

La bandiera ungherese sventola al vento del Balaton salutando il Giro d'Italia (fromhungarywithlove.wordpress.com)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

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Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad
2a tappa: Budapest – Budapest (cronometro individuale)

CAVENDISH VOLA SUL LAGO, VAN DER POEL RESTA IN ROSA

Nella prima vera e propria volata di gruppo del Giro 2022, Mark Cavendish (Team Quick Step Alpha Vinyl) vince a Balatonfured davanti ad Arnaud Demare (Team Groupama FDJ) e Fernando Gaviria (UAE Team Emirates). Il britannico conferma di essere ancora uno dei velocisti più forti del panorama ciclistico odierno. Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) conserva la maglia rosa.

La terza tappa del Giro 2022 da Kaposvar a Balatonfured di 201 km è quella dal chilometraggio più esteso in territorio magiaro, con il finale che si svolgerà lungo le rive del Lago Balaton. Un semplice GPM di quarta categoria posizionato a 13 km dall’arrivo non impedirà ai velocisti di giocarsi la vittoria in volata, prima del ritorno nel Belpaese. Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) riparte in maglia rosa dopo il brillante secondo posto nella cronometro di ieri mentre salgono le quotazioni di Simon Yates (Team BikeExchange Jayco) che ieri ha messo in fila tutti i pretendenti alla vittoria finale con una prova davvero convincente. Dopo la partenza da Kaposvar scattavano subito Mattia Bais e Filippo Tagliani (Team Drone Hopper Androni Giocattoli), gli stessi protagonisti della fuga della prima tappa, ai quali si aggiungeva Samuele Rivi (Team EOLO Kometa). Dopo 10 km il vantaggio del terzetto di testa sfiorava i 2 minuti. In testa al gruppo maglia rosa erano presenti gli uomini del team Alpecin Fenix e del team Lotto Soudal. Tagliani si aggiudicava il primo traguardo volante di Nagykanizsa posto al km 69.1. Il gruppo transitacìva con un ritardo di 2 minuti e 10 secondi dal terzetto di testa. Nel frattempo si registrava il primo ritiro del Giro 2022. A mettere il piede a terra era Jan Tratnik (Team Bahrain Victorious), ancora dolorante per le botte riportate nella caduta della prima tappa. A 100 km dall’arrivo il vantaggio della fuga era salito a 3 minuti e 15 secondi. Adesso anche il Team Groupama FDJ si faceva vedere nelle prime posizioni del gruppo. Tagliani si aggiudicava il secondo traguardo volante di Badacsony posto al km 147.8. La fuga veniva ripresa a 28 km dall’arrivo. Pascal Eenkhorn (Team Jumbo Visma) si aggiudicava il gpm di Tihany posto al km 188.4. Tra squadre dei velocisti e squadre degli uomini di classifica tutti cercavano di posizionarsi nelle prime posizioni del gruppo. La volata veniva preparata alla perfezione dal Team Quick Step Alpha Vinyl che lanciava benissimo Mark Cavendish con Michael Morkov e Davide Ballerini. Il britannico partiva abbastanza lungo e manteneva sempre la ruota davanti ai suoi avversari, andando a vincere davanti ad Arnaud Demare (Team Groupama FDJ) e Fernando Gaviria (UAE Team Emirates). Chiudevano la top five Biniam Girmay (Team Intermarchè Wanty Gobert) in quarta posizione e Jakub Mareczko (Team Alpecin Fenix) in quinta posizione. Oltre a Mareczko si segnalavano altri due italiani nella top ten: Simone Consonni (Team Cofidis) in settima posizione ed Alberto Dainese (Team DSM) in nona posizione. Cavendish ottiene la quarta vittoria stagionale dopo le affermazioni nel UAE Tour, al Tour of Oman ed alla Milano – Torino. In classifica generale Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) conserva la maglia rosa davanti a Simon Yates (Team BikeExchange Jayco) e Tom Dumoulin (Team Jumbo Visma). Dopo il primo giorno di riposo per organizzare il rientro in Italia, si riparte dalla Sicilia martedì 10 Maggio con l’attesa tappa da Avola all’Etna di 172 km. La salita finale verso il Rifugio Sapienza è lunga poco più di 23 km con una pendenza media del 5.9%. E’ soltanto la quarta tappa del Giro 2022 e vedremo se ci sarà battaglia tra gli uomini di classifica.

Giuseppe Scarfone

Mark Cavendish vince a Balatonfured (foto: Getty Images)

Mark Cavendish vince a Balatonfured (foto: Getty Images)

VOLATA AL VENTO DEL BALATON

Ultima giornata ungherese per il Giro d’Italia, che oggi offrirà un’altra tappa destinata ai velocisti, stavolta senza l’insidia della salita finale. Il Gran Premio della Montagna che gli organizzatori hanno piazzato negli ultimi chilometri è troppo morbido per incutere timore tra gli sprinter, maggiori apprensioni potrebbero darle il vento, come sempre quando si pedala a lungo con la compagnia del mare.

Il Giro saluta l’Ungheria e gli dice ciao con una lunga tappa – una delle rare nelle quali si supereranno, seppur di poco, i 200 Km – la cui altimetria annuncia volata certa sulle rive del Balaton. L’altimetria è solo leggermente increspata e non fa di certo paura ai velocisti il microscopico GPM di Tihany che gli organizzatori hanno piazzato a una dozzina di chilometri dall’arrivo, salita talmente facile che non riuscirà nemmeno a respingere quegli sprinter che solitamente soffrono le salitelle brevi piazzate nei finali di gara. Ma l’ultima delle tre frazioni disegnate sul suolo ungherese potrebbe non rivelarsi una passeggiata perchè gli ultimi 80 Km di gara si snoderanno prevalentemente, a parte due brevi deviazioni nell’entroterra, lungo le rive del Balaton, il più vasto lago dell’Europa centrale, che si estende per quasi 600 Km quadrati. È risaputo che le ambientazioni rivierasche sono tra le più esposte all’azione del vento, che ha campo libero grazie ai vasti spazi del “mare magiaro”, e se Eolo dovesse mettersi d’impegno potrebbe rendere la gara più impegnativa del previsto. Così chi correrà con il pensiero rivolto alla classifica finale non dovrà distrarsi e cercare di rimanere davanti perché, se il gruppo si dovesse spezzare sotto l’azione del vento e si finisse nel ventaglio sbagliato, si correrà il rischio di sprecare energie preziose per rientrare o, peggio, di lasciare fin d’ora per strada parecchi minuti.
L’ultima tappa ungherese prenderà le mosse da Kaposvár, cittadina che è anche un po’ “romana” perché, come la nostra capitale, le fanno corona sette piccole colline tra le quali ce n’è una che, non a caso, si chiama Rómahegy (dove “hegy”significa collina, ma anche montagna).
Pedalando sul velluto delle steppe ungheresi si toccheranno nel tratto iniziale i centri di Nagybajom e Iharosberény, pressi i quali è rispettivamente possibile ammirare il museo di storia locale Sárközy István (la famiglia dell’ex presidente della repubblica francese è di origini ungheresi) e il castello Inkey, risalente al XVIII secolo. Percorsi i primi 70 Km i “girini” giungeranno in quella che nel 2020 sarebbe dovuta essere l’ultima meta della Grande Partenza dall’Ungheria, la cittadina di Nagykanizsa, dove si disputerà il primo dei due traguardi volanti giornalieri prima di invertire rotta e puntare in direzione del Kis-Balaton, il cosiddetto “Piccolo Balaton”, specchio d’acqua un tempo appartenente al bacino principale e in seguito separatosi a causa della sedimentazione del corso del fiume Zala. Oggi è divenuto un biotopo incluso dal 1997 nel parco nazionale del Balaton, interessante anche per la presenza di una riserva di bufali, introdotti in quest’area nel 1800 dai conti Festetics e rinfoltitasi dopo la creazione dell’area protetta, che ha portato nel giro di vent’anni il numero di questi animali da 16 a 200. Per giungere sulle sponde del vero Balaton bisognerà percorrere quasi 120 Km dal via da Kaposvár, quando la corsa sbarcherà sulle strade di Keszthely, cittadina il cui nome significa “castello” (e, infatti, qui non manca uno spettacolare maniero, costruito dai conti Festetics tra il 1745 e il 1880) e che il nome l’ha dato alla “cultura” qui fiorita dopo la caduta dell’impero romano d’occidente attorno al villaggio di Gorsium – Herculia, la cui area archeologica si trova nei pressi del centro di Székesfehérvár (attraversato due giorni prima nel corso della prima tappa). Il primo dei tre tratti disegnati lungo le rive del lago misurerà poco meno di 30 Km e si concluderà con il passaggio dalla località di villeggiatura di Badacsony, alla quale si giungerà dopo esser transitati ai piedi della collina sulla quale sono pittorescamente collocate le rovine del castello di Szigliget, costruito tra il 1260 e il 1262 dall’abate Favus di Pannonhalma. La prima “scampagnata” porterà il gruppo a inoltrarsi nell’entroterra del lago per una ventina di chilometri, attraversando un’area caratterizzata da colline d’origine vulcanica tra le interessante è l’Hegyestű (337 metri), in passato molto sfruttata per l’estrazione del basalto, attività che da una parte ne ha modificato l’originario aspetto conico e dall’altra ne ha riportato alla luce la sua particolare struttura interna, risalente all’epoca nella quale questo colle era un vulcano attivo. Affrontati in questo tratto alcuni modestissimi dislivelli, si tornerà a pedalare in pianura al momento del rientro sul lungolago, che il gruppo ritroverà all’altezza del centro di Zánka. Per circa 14 Km si pedalerà nuovamente con la compagnia di quello che gli antichi latini chiamavano “Lacus Pelso”, attraversando in questo tratto il centro di Balatonudvari, presso il quale si trova un cimitero dove si possono vedere numerose e curiose lapidi a forma di cuore, realizzate in marmo tra il 1808 e il 1840. È a questo punto che si andrà ad affrontare il piccolo GPM che l’organizzazione ha previsto a una dozzina di chilometri dall’arrivo, più interessante per il luogo dove terminerà questa salita che per le pendenze di un’ascesa che farà a malapena il solletico: percorsi i suoi 1600 metri al 3.1% i “girini” si troveranno al cospetto di una delle principale mete turistiche dell’area del Balaton, la millenaria abbazia benedettina di Tihany, fondata su di una piccola penisola dal sovrano Andrea I d’Ungheria, che dopo la morte sarà sepolto nella cripta della chiesa del monastero (la sua tomba è l’unica di un re ungherese vissuto in epoca medioevale ad essersi conservata fino ad oggi), dedicata alla Vergine Maria e Sant’Aniano di Orléans. Dopo quest’ultimo tributo all’arte e alla storia della nazione magiara, in un attimo il gruppo tornerà a pedalare in pianura, filando via veloce sulla litoranea in direzione di Balatonfüred, località climatica celebre anche per la sua rinoma clinica cardiologica, che ha avuto tra i suoi pazienti il poeta bengalese Rabindranath Tagore, Premio Nobel per la letteratura nel 1913. I battiti qui saranno ancora tutti per il Giro, che si appresta a salutare l’Ungheria con un appassionante volatone. Poi tutti di corsa a prendere l’aereo per l’Italia.

Mauro Facoltosi

Spettacolare vista panoramica del Balaton e l’altimetria della terza tappa  (fringeintravel.com)

Spettacolare vista panoramica del Balaton e l’altimetria della terza tappa (fringeintravel.com)

FOTOGALLERY

La cattedrale di Kaposvár

Iharosberény, Castello Inkey

Nagykanizsa, monumento alla “Grande Ungheria”

Uno scorcio del Kis-Balaton

Mandria di bufali all’interno della riserva naturale creata presso il Piccolo Balaton (www.bfnp.hu)

Mandria di bufali all’interno della riserva naturale creata presso il Piccolo Balaton (www.bfnp.hu)

Mandria di bufali all’interno della riserva naturale creata presso il Piccolo Balaton (www.bfnp.hu)

Keszthely, Castello Festetics

Castello di Szigliget

L’Hegyestű

Le curiose tomba a forma di cuore del cimitero di Balatonudvari

L’abbazia di Tihany