QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI BUDAPEST (cronometro individuale)

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Yates fa sua la crono, ma Van der Poel resta in rosa. Nibali batte un colpo: lo Squalo c’è

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Nagyszerű hangulat, brit és holland ünnep Budapesten

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Simon Yates lays down Giro d’Italia marker with time-trial victory

The Times

FRANCIA

S. Yates remporte la deuxième étape du Giro

L’Équipe

SPAGNA

Primer aviso de Simon Yates

AS

BELGIO

Fenomenale Mathieu van der Poel behoudt roze na tijdrit, Simon Yates pakt dagzege

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Dumoulin kan ’deal’ met V/d Poel niet beklinken

De Telegraaf

COLOMBIA

Giro de Italia 2022: Simon Yates rompe el reloj y gana la segunda etapa

El Tiempo

ECUADOR

Carapaz se defiende en la contrarreloj; Yates gana la segunda etapa del Giro

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Sul bel Danubio blu (Johann Strauss)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Kaposvár : cielo coperto, 21°C, vento moderato da ENE (11-14 km/h), umidità al 43%
Nagykanizsa – Traguardo Volante (69.1 Km): cielo coperto, 21.4°C, vento moderato da NE (12-14 km/h), umidità al 45%
Keszthely (123 Km): cielo coperto, 21°C, vento moderato da NE (9-12 km/h), umidità al 55%
Badacsony – Traguardo Volante (147.8 Km): cielo coperto, 23.4°C, vento moderato da ENE (10-13 km/h), umidità al 40%
Balatonfüred : cielo coperto, 22.7°C, vento debole da ENE (9 km/h), umidità al 47%

GLI ORARI DEL GIRO

11.40: inizio diretta su RaiSport
12.15: inizio diretta su Eurosport 1
12.40: partenza da Kaposvár
14.00: inizio diretta su Rai2
14.10-14.20: traguardo volante di Nagykanizsa
15.50-16.10: traguardo volante di Badacsony
16.45-17.10: GPM di Tihany
17.00-17.30: arrivo a Balatonfüred

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Rizzato: “Si parte con l’inversione della classifica generale”
Petacchi (parlando delle cause della caduta di ieri di Ewan): “Ewan si controllava a destra e a sinistra”
Pancani: “Ewan è riuscito a riprendere il via”
Pancani: “Vedo i corrridori concentrati in una maschera”
Televideo: “Davide Conti” (Valerio Conti)
Televideo: “Un’ottimo ultima tratto”
Televideo: “Tulet” (Tulett)
Garzelli: “Martinelli lo conesce molto bene”

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della seconda tappa, Budapest – Budapest (cronometro individuale)

1° Tobias Bayer
2° Edoardo Zardini a 35″
3° Alexander Cepeda a 41″
4° Rüdiger Selig a 42″
5° Michael Schwarzmann a 44″

Classifica generale

1° Jan Tratnik
2° Harm Vanhoucke a 7″
3° Clément Davy a 1′20″
4° Samuele Zoccarato a 1′22″
5° Filippo Tagliani a 1′35″

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

2a TAPPA: SALSOMAGGIORE TERME – BAIA DELLE FAVOLE (Sestri Levante) (158 Km) – 20 MAGGIO 1962

BATTISTINI 1° A SESTRI NUOVA MAGLIA ROSA – FORTI RITARDI DI NENCINI, LIVIERO, TACCONE
Faticosa e ricca di colpi di scena la seconda tappa del Giro d’Italia
Il vincitore stacca tutti sulla salita del Passo Cento Croci, a cinquanta chilometri dall’arrivo – Il suo vantaggio sale ad oltre un minuto, poi si riduce a quattro secondi al traguardo – Vivaci attacchi del campione del mondo Van Looy nella prima parte della corsa – Le conseguenze della pioggia e del freddo della prima tappa si sono fatte sentire su molti corridori

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore del Giro 2022 davanti al Parlamento di Budapest (foto: Lounge Design)

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore del Giro 2022 davanti al Parlamento di Budapest (foto: Lounge Design)

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Budapest
1a tappa: Budapest – Visegrad

SIMON YATES RE D’UNGHERIA, FANTASTICA PROVA A CRONOMETRO!

Prestazione regale di Simon Yates (Team BikeExchange – Jayco) nella crono odierna, il britannico polverizza di 4” il miglior tempo parziale di Tom Dumoulin (Jumbo-Visma) che chiude terzo, si arrende anche la maglia rosa Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Fenix) a 3” in seconda posizione ma che conserva il simbolo del primato per il secondo giorno del Giro d’Italia.

La seconda fatica in terra ungherese del Giro d’Italia prevede una cronometro individuale di soli 9,2, piatti fino allo strappo finale verso la parte alta di Budapest, tante le curve, ben 22, con cui anche gli specialisti della disciplina dovranno confrontarsi al meglio per rilanciare l’azione. Una prova atipica, difficile da interpretare caratterizzata dalle bellezze paesaggistiche della capitale ungherese. Poco vento, sole, assenza di pioggia tutti ingredienti per far sì gli atleti possano dare spettacolo, salta subito all’occhio le tantissime persone disseminate lungo il percorso ad accogliere i ciclisti. A rendere storico questo giorno ci pensano i grandi nomi presenti in corsa, tra coloro che devono curare la classifica generale e gli specialisti per la vittoria di tappa. La Jumbo-Visma piazza subito una sua pedina a fermare il tempo con Edoardo Affini, gran prova quello del mantovano che chiude in tredicesima posizione, fa meglio il compagno di squadra Tobia Foss sesto tempo per lui, entrambi “danno” i tempi a Tom Dumoulin che ha i favori del pronostico. A fare meglio di Foss, intanto, è Ben Tulet, il britannico sarà quinto assoluto. Tra gli uomini di classifica il primo a far registrare un tempo discreto è Wilco Kelderman (Bora-hansgrohe) stesso tempo di Foss con 12’:03”. Ottima la prova di Vincenzo Nibali a 2” da Kelderman e tredicesimo assoluto, fa meglio di un secondo Joao Almeida (UAE Team Emirates). Prova opaca quella di Richard Carapaz (Ineos Grenadiers) che dal portoghese perde 10”, fa peggio di 22” Miguel Angel Lopez (Astana – Qazaqstan Team), mentre si difendono bene sia Romain Bardet (Team DSM) che Pello Bilbao (Bahrain – Victorius) a 6” e 7” dal portoghese in ottica classifica generale tra i pretendenti alla vittoria finale. In chiaroscuro anche la prova di Mikel Landa a 15” sempre da Almeida. Dicevamo tante le emozioni perché, per Tom Dumoulin, nemmeno il tempo di tagliare il traguardo e gustarsi il primato temporaneo che, poco dopo, Simon Yates (Team Bike Exchange – Jayco) ha fermato il tempo in 11:50”, migliorando la prova dell’olandese di 4”, il primo ad abbattere il muro dei 12’, ottima la prova anche del suo compagno di squadra, il campione italiano della specialità Matteo Sobrero che chiude dal britannico a 13” e quarto assoluto. C’è solo da attendere la maglia rosa di Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Fenix) che all’intertempo è dietro di soli 65 centesimi! Va in scena una lotta bellissima tra il britannico Yates e la maglia rosa che divora letteralmente la rampa finale ma deve accontentarsi del secondo posto, dietro per soli 3”, fantastica comunque la difesa della maglia rosa che porterà anche domani per il terzo giorno consecutivo. Esulta di gioia Simon Yates che con il Giro d’Italia ha più conti aperti! Il capitano della Bike Exchange guadagna preziosissimi secondi su tutti i pretendenti alla vittoria finale e si porta al secondo posto della classifica generale dietro al solo Van Der Poel a 11”, terzo Tom Dumoulin a 16”. Domani terza ed ultima tappa in Ungheria, dopo un arrivo in salita e duna cronometro, è la volta della volata con i velocisti chiamati ad essere protagonisti.

Antonio Scarfone

Simon Yates impegnato nella prova a crono (Foto: Getty Images)

Simon Yates impegnato nella prova a crono (Foto: Getty Images)

I SECONDI SCORRONO SUL BEL DANUBIO BLU

Chi sarà il giudice della breve cronometro budapestina? Il vento che spira dal Danubio potrebbe dare del filo da torcere ai passisti, naturali favoriti per la vittoria di tappa, ma anche la salita finale potrebbe risultare determinante e ribaltare i verdetti del cronometro.

Sarà l’ingrediente meno presente nel percorso del Giro 2022, ma sarà un ingrediente da non sottovalutare perché per qualcuno potrebbe comunque rivelarsi indigesto. Stiamo parlando dei chilometri da percorrere a cronometro perché quest’anno ne saranno previsti poco più di 26 e mai così pochi se ne sono visti da quando nel 1933 per la prima volta furono inserite le prove contro il tempo nel tracciato del Giro, che tra l’altro fu la prima delle tre grandi corse a tappe a proporle. Le uniche eccezioni, da quell’edizione disputata quasi novant’anni fa, furono le rarissime volte nelle quali il percorso proprio non ne mise in cartellone di tappe a crono, ma quest’anno ci saranno e dovranno comunque essere messe in conto. È vero che, per com’è stato disegnato il Giro, dopo la penultima tappa la classifica generale dovrebbe essere già ben delineata, ma non va esclusa la remota possibilità che i primi si presentino al via della conclusiva crono di Verona con distacchi ridotti e che il Giro possa essere ribaltato proprio in extremis, come già successo in tempi recenti, nel 2012 con il sorpasso di Ryder Hesjedal ai danni di Joaquim Rodríguez per appena 16”, nel 2016 con il definitivo passaggio di consegne al vertice tra Tom Dumoulin e Nairo Quintana per 31” e nel 2020 con l’ancora fresco ricordo della detronizzazione di Jai Hindley a Milano, con la maglia rosa passata per 39” sulle spalle di Tao Geoghegan Hart.
Della torta dei 26 Km programmati quest’anno la prima “fetta” sarà servita sul prestigioso vassoio di Budapest, 9 Km e 200 metri favorevoli ai cronoman almeno sino ai piedi dell’ascesa finale che strizza un attimo l’occhio agli scalatori, anche se i 1300 metri conclusivi non presentano una pendenza particolarmente sensibile (4.7% la media, 14% la massima). Di fatto si gareggerà, pur se con qualche “ritocchino”, sul percorso che era stato pensato per la “Grande Partenza” del 2020, disegnato tra le due anime della capitale ungherese, Pest e Buda.
Come da programma originario, dunque, la rampa di lancio sarà piazzata nel bel mezzo di Piazza degli Eroi, una delle principali di Budapest, al cui centro si colloca il Monumento del Millenario, costruito tra il 1896 e il 1929 per celebrare i primi mille anni di vita dello stato magiaro. Il tratto iniziale della tappa si snoderà sull’Andrássy út, il viale realizzato a partire dal 1872 per snellire il traffico della città e per fungere da collegamento diretto tra Buda e il Városliget, parco all’interno del quale si possono ammirare edifici come il castello Vajdahunyad e i Bagni Széchenyi, il più grande complesso termale d’Europa. Il progetto iniziale previsto per il 2020 prevedeva di percorrere questo viale nella sua interezza, 2400 metri perfettamente rettilinei che avrebbero costituito un vero e proprio invito a nozze per i passisti come Filippo Ganna; nel percorso rimodulato per il 2022 si è scelto di ridurre il rettilineo di partenza a poco più di un chilometro per poi proporre ai corridori la prima delle 22 curve che contribuiranno a spezzare la linearità della prima parte di gara, una svolta a gomito dopo la quale si taglierà nel mezzo il Terézváros, quartiere famoso per la sua vita notturna e nel quale si trova, non distante dal percorso di gara, la Casa del Terrore, museo-memoriale dedicato alle vittime delle dittature comuniste e naziste.
Un altro paio di curve porteranno a imboccare il Ponte Ferdinando, costruito nel 1874 per superare la linea ferroviaria, poco prima di giungere al cospetto della Stazione di Budapest Ovest, la seconda per importanza della città, progettata da August de Serres e Victor Bernard, architetti francesi che in precedenza avevano lavorato nello studio di Gustave Eiffel, l’ideatore della celebre torre parigina. Le successive pedalate verso la maglia rosa, che oggi dovrebbe cambiare padrone, si snoderanno sulle strade di Lipótváros, quartiere tra i più importanti poiché vi ha sede il Palazzo del Parlamento, edificio in stile neogotico eretto a simbolo dell’indipendenza dall’Impero Austro-Ungarico dichiarata nel 1848, anche se diventerà veramente effettiva solo con la dissoluzione dell’impero a seguito della sconfitta nella Prima Guerra Mondiale (1918). Prima di giungere al cospetto della scenografica facciata dell’Országház (così i magiari definiscono il loro Parlamento) bisognerà percorrere una strada intitolata a Giuseppe Garibaldi, che coinciderà anche il breve tratto di discesa che sull’altimetria ufficiale spezza temporaneamente la continuità della pianura nella prima parte di gara. A questo punto con una strettissima curva a U si imboccherà il tratto danubiano della cronometro, con il “bel fiume blu” – immortalato nel 1867 dal celebre valzer composto da Johann Strauss figlio – che sarà compagno di viaggio dei “girini” nei successivi tre chilometri e mezzo, lasso di strada nel quale qualche corridore potrebbe trovarsi la marcia infastidita dal vento che spira dal fiume. Ci si allontanerà temporaneamente dalle sue rive per affrontare le quattro curve ravvicinate che precederanno l’ingresso sul Ponte Margherita, cosi chiamato perché a metà del suo cammino va a lambire l’estremità meridionale dell’omonima isola, in gran parte occupata da un parco e sulla quale si trovano importanti impianti sportivi, come lo stadio del nuoto che ha ospitato tre edizioni dei campionati europei di nuoto (l’ultima nel 2010) e due dei similari di pallanuoto (nel 2001 e nel 2014). Lasciatasi alle spalle Pest i partecipanti al Giro 2022 sbarcheranno sulle strade di Buda, la parte più antica della capitale ungherese, e invertiranno la direzione di marcia sempre avendo il Danubio al fianco, lanciandosi nel secondo dei due rettilinei che caratterizzano la prima parte di gara e che termina all’altezza della chiesa calvinista di Buda, costruita su progetto dell’architetto Samu Pecz alla fine del XIX secolo sul luogo che in epoca medioevale ospitava un mercato e che fu realizzata imitando le forme di una chiesa tradizionale, pur se questo modello non si conciliava con i riti e le liturgie tipiche della confessione fondata dal teologo francese Giovanni Calvino. Subito dopo il passaggio dinanzi ad un altro luogo di culto, la chiesa dei cappuccini dedicata a Santa Elisabetta d’Ungheria, una stretta curva a destra rappresenterà l’inizio della rampa finale, già facile di suo ma ulteriormente addomesticata un morbido tornantone disegnato ai piedi della gotica chiesa di Mattia, così chiamata in onore del re ungherese Mattia Corvino – che vi si sposò due volte – ma che più propriamente è intitolata a Nostra Signora Assunta della Collina del Castello. Dopo aver “dominato” il passaggio dei corridori, la chiesa accoglierà al suo esterno anche l’approdo di questa breve crono, dopo averne percorso il più ruvido tratto conclusivo perché all’ingresso del centro storico l’asfalto lascerà il passo al pavé per le ultime emozioni di una cronometro veloce… ma non troppo.

Mauro Facoltosi

Il Ponte delle Catene, simbolo di Budapest, e l’altimetria della seconda tappa  (www.andiamoabudapest.it)

Il Ponte delle Catene, simbolo di Budapest, e l’altimetria della seconda tappa (www.andiamoabudapest.it)

CIAK SI GIRO

La chiesa di Mattia, presso la quale si concluderà la seconda frazione del Giro 2022, non è conosciutoa solamente tra gli appassionati d’arte. Anche gli amanti del “brivido” se la ricorderanno bene perché un maestro del genere, il nostro Dario Argento, nel 1989 vi girò quasi per intero – almeno per le riprese esterne – il film “La chiesa”, del quale non fu però regista (ruolo affidato al suo “erede” Michele Soavi) ma autore del soggetto e produttore. La pellicola si svolge quasi per intero all’interno di una basilica i cui visitatori vengono man mano posseduti da demoni risvegliati da un’incauta restauratrice, successione di tragici eventi che ha termine solo quando un giovane sacerdote riesce ad attivare il meccanismo che causa l’autodistruzione della chiesa, effetto ottenuto inquadrando alla fine del film una vera chiesa in rovina, quella di San Nicola ad Amburgo. Pur trattandosi di una produzione nostrana, il film fu quasi per intero girato all’esterno, ricorrendo a set italiani unicamente per le scene ambientate all’interno della chiesa (per ovvie ragioni ricostruita in studio, dove furono utilizzati gli studi Elios, oggi di proprietà di Mediaset) e una sola piccola scena in esterni, quella nel quale il sacerdote protagonista ha la visione di uno dei cavalieri tedeschi che in epoca medioevale avevano sterminato un villaggio di streghe, successivamente sepolte nel luogo dove sarà poi costruita la chiesa protagonista del film. Per quella specifica scena si scelse uno dei cortili del Castello Odescalchi di Bracciano (Roma), una delle location più sfruttate dal cinema italiano: vi si sono stati girati oltre 150 film e tra i suoi ambienti si sono aggirati “mostri sacri” del calibro di Vittorio De Sica, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni, ma anche celebrità straniere come il monumentale attore (e non solo) statunitense Orson Welles

La chiesa di Mattia a Budapest inquadrata nel film La chiesa (www.davinotti.com)

La chiesa di Mattia a Budapest inquadrata nel film "La chiesa" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location del film

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/la-chiesa/50002811

FOTOGALLERY

Piazza degli Eroi

Bagni Széchenyi

La secca svolta a destra per imboccare Izabella utca, prima curva del tracciato della crono

Il palazzo sede del museo-memoriale dedicato alle vittime delle dittature comuniste e naziste.

La stazione di Budapest Ovest

Il palazzo del Parlamento visto dal Danubio

L’Isola Margherita vista dall’omonimo ponte

La chiesa calvinista di Buda

Il tornante della salita verso Buda