QUARTIERTAPPA: DALLA SEDE DI VISEGRÁD

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1962 a 60 anni dalla prima delle due vittorie consecutive di Franco Balmamion)

SALA STAMPA

Italia

Van der Poel brucia Girmay sul traguardo di Visegrad: è lui la prima maglia rosa

Gazzetta dello Sport

Ungheria

Drámai bukás a cél előtt, így kezdődött nálunk a Giro d’Italia

Magyar Nemzet

GRAN BRETAGNA

Mathieu van der Poel wins chaotic finale to land stage one at Giro d’Italia after Caleb Ewan crashes heavily

The Daily Telegraph

FRANCIA

Van der Poel premier en rose

L’Équipe

SPAGNA

Van der Poel, color de rosa

AS

PORTOGALLO

Van der Poel veste de rosa no Giro

Público

BELGIO

Hij doet het! IJzersterke Mathieu van der Poel wint openingsrit Ronde van Italië, zware val Caleb Ewan in slotmeters

Het Nieuwsblad

PAESI BASSI

Van der Poel pakt eerste roze trui

De Telegraaf

COLOMBIA

Giro de Italia 2022: Miguel ‘Supermán’ López salvó el primer día

El Tiempo

ECUADOR

Giro: Carapaz, sexto en etapa inicial

El Universo

DISCOGIRO

La colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Cielo d’Ungheria (Tiziana Rivale)

METEOGIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Budapest – partenza primo corridore : cielo coperto, 21.9°C, vento debole da ESE (8-10 km/h), umidità al 41%
Budapest – arrivo maglia rosa : cielo coperto, 22.2°C, vento debole da E (9-12 km/h), umidità al 37%

GLI ORARI DEL GIRO

13.15: inizio diretta su RaiSport
13.50: inizio diretta su Eurosport1
14.00: inizio diretta su Rai2
14.00: partenza del primo corridore da Budapest
17.10: arrivo dell’ultimo corridore a Budapest

STRAFALGAR SQUARE

L’angolo degli strafalcioni dei telecronisti

Borgato: “27 anni li coprirà ad ottobre”
Petacchi: “Ci divertavamo”
Rizzato: “Foratura al posteriore per Cavendish”
Rizzato: “È rimasto impigliato nel passaggio di sacchetti”
Pancani: “Ricordo agli amichi”
Pancani: “I bordini che impreziosiscono le maglie della maglia”
Borgato: “Gruppo carico come una mandria assatanati”
Pancani: “Maglia della maglia blu”
Petacchi: “Almedia” (Almeida)
Petacchi: “Eolo Kometo” (Kometa)
Pancani: “La pendenza che stiamo seguendo adesso”
Pancani: “La pendenza è sempre tra il 5%”
Pancani: “Vittoria di tappa e maglia gialla”
Rizzato: “Questa maglietta che è stata fatta “Veni vidi Bini”, giocando con il suo cognome” (Bini è il diminutivo del nome di Girmay, Biniam)
Televideo: “Domoulin” (Dumoulin)
Televideo: “Pejo Bilbao” “Peio Bilbao” (Pello)

GIROALCONTRARIO

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dal punto di vista della maglia nera

Ordine d’arrivo della prima tappa, Budapest – Visegrad

1° Harm Vanhoucke
2° Jan Tratnik s.t.
3° Clément Davy a 1′25″
4° Filippo Tagliani a 1′55″
5° Samuele Zoccarato s.t.

Classifica generale

1° Harm Vanhoucke
2° Jan Tratnik s.t.
3° Clément Davy a 1′25″
4° Samuele Zoccarato a 1′55″
5° Alex Dowsett s.t

IL GIRO DI 60 ANNI FA

Riviviamo l’edizione 1962 della Corsa Rosa attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”

1a tappa: MILANO – TABIANO BAGNI (185 Km) – 19 MAGGIO 1962

LIVIERO SUL TRAGUARDO DI TABIANO VINCE LA PRIMA TAPPA DEL GIRO
La grande corsa ciclistica ha preso il via da Milano
I belgi Daem e Sorgeloos ai posti d’onore – Degli assi soltanto Nencini, Pambianco e Massignan nel gruppo di testa – Van Looy, Defilippis, Ronchini e Gaul staccati di oltre un minuto e mezzo – Una violenta pioggia ha disturbato la corsa – Oggi arrivo a Baia delle Favole, presso Sestri Levante

Piazza degli Eroi a Budapest colorata di rosa in onore del Giro dItalia

Piazza degli Eroi a Budapest colorata di rosa in onore del Giro d'Italia

ARCHIVIO QUARTIERTAPPA

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Raduno di partenza Budapest

VAN DER POEL NON DELUDE. VINCE A VISEGRAD ED E’ LA PRIMA MAGLIA ROSA

Nella prima tappa del Giro 2022, tutta incentrata sulla salita conclusiva verso Visegrad, Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) vince da favorito su un traguardo che gli calza a pennello, recuperando il pur ottimo Biniam Girmay (Team Intermarchè Wanty Gobert) e superandolo a pochi metri dalla linea d’arrivo. Terzo posto per Pello Bilbao (Team Bahrain Victorious) mentre una caduta in volata frena Caleb Ewan (Team Lotto Soudal). Van der Poel indossa la prima maglia rosa e già domani dovrà difenderla nell’insidiosa cronometro di Budapest.

Il Giro d’Italia 2022 parte dall’Ungheria con le prime tre tappe che stuzzicano già da subito l’interesse di appassionati e addetti ai lavori. Certo manca un GPM di duemila metri da scalare, ma c’è terreno adatto a tutte le categorie di ciclisti, con uomini di classifica, finisseur, cronomen e velocisti tutti impegnati a darsi battaglia già nelle primissime fasi della corsa rosa. La prima tappa parte da Budapest e termina a Visegrad dopo 195 km. I primi 190 km sono quasi completamente pianeggianti e la fuga di giornata dovrebbe essere molto fortunata ad avere le sue chance di successo, visto che la prima maglia rosa la vorranno indossare un po’ tutti. Ecco quindi che il finale in costante salita, quasi 5 km al 5% di pendenza media non dovrebbe lasciare molto spazio alle velleità della fuga. Saranno uomini di classifica, finisseur e velocisti più resistenti a contendersi la prima maglia rosa del Giro 2022. Appena sventolata la bandiera del via al km 0, scattavano immediatamente Mattia Bais e Filippo Tagliani (Team Drone Hopper – Androni Giocattoli). Il gruppo lasciava fare e la coppia di testa raggiungeva il ragguardevole vantaggio di 11 minuti dopo appena 25 km dalla partenza. Tagliani si aggiudicava il primo traguardo volante di Székesfehérvár posto al km 75.3, mentre era già bagarre in previsione maglia ciclamino con Giacomo Nizzolo (Team Israel Premier Tech) che aveva la meglio su Arnaud Demare (Team Groupama FDJ) per il terzo posto . A 90 km dall’arrivo si registrava la prima caduta del Giro 2022. A farne le spese era Nicolas Prodhomme (Team AG2R Citroen). Il gruppo era tirato dagli uomini del Team Intermarchè Wanty Gobert, del Team Alpecin Fenix e del Team EF Education EasyPost. A 50 km dall’arrivo il gruppo aveva recuperato la maggior parte del ritardo che aveva su Bais e Tagliani e adesso il vantaggio della coppia di testa era di solo 1 minuto e mezzo. A 30 km dall’arrivo il vantaggio di Bais e Tagliani era di 1 minuto e 5 secondi sul gruppo. Bais si aggiudicava il secondo traguardo intermedio di Esztergom posto al km 167.5. A 20 km dalla conclusione il vantaggio della coppia di testa era ormai di soli 24 secondi sul gruppo in forte rimonta. La fuga veniva ripresa a 14 km dall’arrivo. Come pronosticato, era nella salita finale che si scatenava la bagarre e i verificavano le cadute più numerose della tappa. Tra i ciclisti che restavano vittima di una caduta si segnalavano Harm Vanhoucke (Team Lotto Soudal), Jan Tratnik (Team Bahrain Victorious) e soprattutto Davide Ballerini (Team Quick Step Alpha Vinyl), uno dei nomi caldi per la vittoria di tappa. Un primo attacco a circa 3 km dall’arrivo veniva portato da Lawrence Naesen (Team AG2R) ma il gruppo chiudeva abbastanza prontamente sul belga. Ci riprovava Lennard Kamna (Team BORA Hansgrohe) a meno di 2 km dall’arrivo. Il tedesco partiva forte ed il Team Intermarchè Wanty Gobert doveva impegnarsi a chiudere proprio nel tratto più duro della salit. Con le pendenze che arrivavano all’8%. Kamna veniva ripreso a circa 600 metri dall’arrivo quando la volata in salita era ormai lanciata. Biniam Girmay (Team Intermarchè Wanty Gobert) prendeva un piccolo margine di vantaggio ma alla sua ruota piombava Mathieu Van der Poel (Team Alpecin Fenix) che riusciva a mettere la ruota davanti al ciclista eritreo sulla linea del traguardo. In terza posizione si classificava Pello Bilbao (Team Bahrain Victorious), mentre chiudevano la top five Magnus Cort Nielsen (Team EF Education EasyPost) in quarta posizione e Wilco Kelderman (Team BORA Hansgrohe) in quinta posizione. Delusione per Caleb Ewan (Team Lotto Soudal), che cadeva in volata anche se ormai sembrava tagliato fuori per la vittoria di tappa. Nella top ten si segnalavano l’ottavo posto di Diego Ulissi (UAE Team Emirates) ed il nono posto di Andrea Vendrame (Team AG2R Citroen). Van der Poel, alla quarta vittoria stagionale, è la prima maglia rosa del Giro 2022. L’olandese conduce con 4 secondi di vantaggio su Girmay e 10 secondi di vantaggio su Bilbao.Domani è in programma la seconda tappa, la cronometro individuale del circuito di Budapest, lunga 8 km e 600 metri. Sarà una cronometro molto tecnica, con una ventina di curve a 90 gradi e pochi tratti dove spingere grossi rapporti. In più, il finale in salita verso il castello di Buda accentuerà l’incertezza per il vincitore, che potrebbe anche non essere un cronoman.

Giuseppe Scarfone

Mathieu Van der Poel vince a Visegrad (foto: Getty Images Sport)

Mathieu Van der Poel vince a Visegrad (foto: Getty Images Sport)

LA ROSA SBOCCIA IN UNGHERIA

Parte dall’Ungheria il Giro d’Italia, con un programma d’apertura differente rispetto a quello che era stato previsto per il 2020, quando il via dalla nazione magiara era saltato a causa della pandemia. Non ci sarà la solita crono d’avvio, in calendario ma spostata al secondo giorno di gara, ma una tappa in linea favorevole ai velocisti, anche se non banale. Gli ultimi 5 Km in salita scremeranno, infatti, il gruppo epurandolo da qualche sprinter e aprendo anche ad altri corridori la possibilità di partecipare alla lotta per la conquista della prima maglia rosa.

Finalmente questo sarà l’anno giusto per vedere spuntare le rose in Ungheria. Il Giro l’aveva già messa in programma per il 2020 la sua quattordicesima partenza fuori dai confini nazionali, saltata dopo che le autorità magiare avevano ritirato la loro disponibilità a causa della pandemia, rimandandola a data da destinarsi. Una data che non poteva essere il 2021, per la quale era già stata opzionata Torino quale sede di partenza, e anche quella del 2022 sembrava essere molto incerta, come aveva lasciato intuire il direttore di corsa Mauro Vegni lo scorso mese di maggio. Ma durante l’ultima edizione del Giro era successo un evento che nessuno avrebbe immaginato, i tre giorni in maglia rosa di Attila Valter che hanno galvanizzato gli ungheresi al punto da tornare a bussare alle porte del Giro per chiedere di anticipare i tempi e organizzare nuovamente la “Grande Partenza”, che altrimenti – stando ai rumors – avrebbe potuto svolgersi nelle Marche. Così Vegni si è rimesso al lavoro per modificare i piani originari del 2020 perché, avendo ottenuto dall’UCI il permesso di anticipare di ventiquattrore la partenza (deroga che viene concessa una volta ogni 4 anni), sarebbe stato impensabile bloccare le strade di Budapest in un giorno feriale per la disputa della prevista crono d’apertura, rinviata al secondo giorno di gara. Sono stati ripensati anche i tracciati delle altre due frazioni in linea previste sul suolo ungherese e, in particolare, si è aggiunto un traguardo in salita per la prima tappa, al termine di un’ascesa breve e poco impegnativa, 5500 metri al 4.2% che non dovrebbero impedire l’arrivo allo sprint. Per fare un paragone, anche la prima frazione del Tour de France 2021 presentava un finale simile, ma in quel caso la rampa era più corta e impegnativa, con un muretto iniziale che mancherà nella tappa della Corsa Rosa e che favorì la vittoria di Julian Alaphilippe. Di certo ne scaturirà una volata atipica, nella quale vedremo gli sprinter più resistenti destreggiarsi al fianco di corridori che solitamente non si gettano nella mischia delle volate e che puntano a più alti traguardi: lo stesso Alaphilippe potrebbe far bene su questo traguardo, ma anche velocisti decisamente dotati (come l’australiano Michael Matthews, che lo scorso anno si piazzò secondo nella tappa d’esordio del Tour) avranno armi pari per competere e lanciarsi alla conquista della prima maglia rosa.
Lasciata Budapest, il tratto iniziale della prima tappa si svolgerà lungo le rive del Danubio, che si lasceranno dopo meno di 10 Km per puntare verso il centro di Érd, cittadina presso la quale è possibile ammirare uno dei tre minareti oggi esistenti in Ungheria, retaggio del periodo dell’occupazione turca. Proseguendo il gruppo giungerà sulle strade di Martonvásár, le stesse che nel 1800 furono solcate dal compositore tedesco Ludwig van Beethoven che, ospite del castello Brunszvik, qui compose uno dei suoi brani più celebri, la “Per Elisa”. Ci sarà anche il tempo per fare un tuffo virtuale in Italia nelle fasi iniziali di questa tappa e accadrà quando si giungerà presso le rive del lago di Velence, il quarto dello stato per dimensioni, sul quale si affaccia l’omonima località balneare. Il suo nome, tradotto in italiano, significa proprio “Venezia” ed è attribuito allo storico Antonio Bonfini, che nel XV secolo era stato assunto dal re ungherese Mattia Corvino come storiografo di corte e che volle con quel toponimo rendere omaggio ai numerosi veneti che erano immigrati in Ungheria, stabilendosi proprio in quella parte del regno. Toccata Lovasberény, dove il tracciato di gara lambirà il classicista castello Cziráky, la prima fase di questa tappa d’apertura si concluderà a circa 75 Km dalla partenza con il primo dei due traguardi volanti, messo in palio in quel di Székesfehérvár, centro il cui nome fa intrecciare la lingua agli stranieri ma che i magiari sanno pronunciare a menadito, anche perché si tratta di una delle città storiche della loro nazione, fino al 1526 sede nella cattedrale di Santo Stefano delle incoronazioni dei sovrani ungheresi.
Qui i “girini” effettueranno il giro di boa del percorso odierno che, dopo esser stato tracciato prevalentemente in direzione sud, ora tornerà a puntare verso nord, mentre l’altimetria proporrà un lieve falsopiano prima di giungere a Csákvár, pure dotato di un imponente castello, oggi sede di un ospedale e costruito in stile rococò prima di essere rifatto in stile neoclassico a causa di una serie di terremoti che colpì queste terre nell’800.
Dopo metà tappa la pianura, fin qui imperante, lascerà temporaneamente il passo a microscopiche collinette che poco si avvertono anche sull’altimetria, come lo strappo di 800 metri al 6,5% che s’incontrerà all’uscita da Bicske mentre leggermente più lunga – un chilometro esatto al 4.3% – sarà la salita che si dovrà affrontare alle porte di Zsámbék, la cui principale attrattiva turistica è rappresentata dai suggestivi ruderi dell’abbazia premonstratense costruita a partire dal 1220 e rovinata a causa di un altro terremoto nel 1736, in seguito al quale si preferì utilizzarne le pietre per ricostruire le case degli abitanti del villaggio.
Usciti da questa fase di leggera “tempesta” il tracciato tornerà a farsi scorrevole sotto le ruote del gruppo procedendo in direzione di Bajna, villaggio di circa 2000 abitanti presso il quale si trova un castello che appartenne alla famiglia Sándor- Metternich, il casato del celebre cancelliere austriaco Klemens von Metternich, tra i principali protagonisti del Congresso di Vienna che nel 1815 ridisegnò il volto dell’Europa politica dopo la fine dell’era napoleonica.
Tornati in pianura, il percorso andrà nuovamente a specchiarsi nelle acque del Danubio nel tratto dove il “bel fiume blu” funge da confine naturale con la Repubblica Slovacca, un’altra nazione che ha dimostrato interesse verso il Giro avendone richiesta la “Grande Partenza” per il 2023, anno nel quale Stefano Allocchio – che nei prossimi mesi prenderà il posto di Vegni alla direzione della Corsa Rosa – avrà l’imbarazzo della scelta perché anche Belgio, Turchia e Marocco hanno avanzato simili proposte. Intanto la storia della prima tappa dell’edizione 2021 entrerà nel vivo perché a 28 Km dall’arrivo saranno per la prima volta distribuiti abbuoni che potrebbero rivelarsi fondamentali per stilare la prima classifica generale e assegnare la prima maglia rosa. Accadrà al passaggio dall’antica Strigonio, l’attuale Esztergom, centro che riveste il ruolo di capitale religiosa dello stato avendo qui sede l’arcivescovo primate d’Ungheria: il principale monumento cittadino è, infatti, un luogo di culto, la neoclassica Cattedrale di Nostra Signora e di Sant’Adalberto, al cui interno è possibile ammirare la più grande pala d’altare al mondo realizzata su un solo pezzo di tela, realizzata nel 1854 dal friulano Michelangelo Grigoletti.
Con l’adrenalina per il gran finale che pian piano monterà si procederà avendo come costante compagno di viaggio il Danubio, nel punto dove il fiume fa una grande ansa per aggirare il promontorio del Juliánus Kilátó e cambiare contemporaneamente la sua direzione. Saranno gli ultimi scampoli di pianura di questa tappa, che si concluderanno con il passaggio nel centro di Visegrád, cittadina nota per aver ospitato gli incontri che hanno portato alla nascita del Gruppo di Visegrád, alleanza culturale e politica che ha rinsaldato i rapporti tra quattro nazioni dell’Europa orientale (oltre alle citate e confinanti Ungheria e Repubblica Slovacca, anche Polonia e Repubblica Ceca) e ha anche ispirato una competizione ciclistica composta da quattro gare in linea organizzate tra le varie nazioni del “gruppo”. E ora un altro gruppo sarà pronto a entrare in scena sulle strade della cittadina ungherese, che vedrà i “girini” affrontare la salita verso la spettacolare fortezza medievale che domina il Danubio, presso la quale si conoscerà il nome del primo corridore che nel 2021 avrà l’onore di vestire la maglia rosa.

Jó kirándulást Giro d’Italia

Mauro Facoltosi

La fortezza di Visegrád e l’altimetria della prima tappa (www.easybudapest.com)

La fortezza di Visegrád e l’altimetria della prima tappa (www.easybudapest.com)

CIAK SI GIRO

Anche nel 2022 continua la collaborazione con www.davinotti.com, sito che si occupa di cinema e in particolare di mappare le location utilizzate dalle varie produzioni cinematografiche, proponendo poi ai lettori un parallelo tra fotogrammi e foto dei posti dove furono girate le scene. In questo primo capitolo della rubrica vi porteremo alla scoperta dei film italiani girati sulle strade di Budapest (limitandoci a quelli mappati su Davinotti). Dopo l’italo-francese-tedesco “Barbablù” del 1972, firmato dallo statunitense Edward Dmytryk, in ordine di tempo il primo nostro regista ad aver immortalato scorci della capitale ungherese è stato Carlo Verdone che nel 1987 l’ha scelta per girarvi diverse scene de “Io e mia sorella” e in particolare si vedono il Ponte della Libertà e la chiesa di Sant’Anna, che fa una fugace comparsa sullo sfondo nella spassosa scena nella quale Verdone va ad acquistare in farmacia gli assorbenti per la sorella (interpretata da Ornella Muti). L’anno successivo il regista romano Gianfranco Giagni girerà a Budapest un paio di scene del film d’orrore “Il nido del ragno”, seguito dodici mesi più tardi dal maestro del brivido Dario Argento (ma del suo “La chiesa” parleremo nella seconda rubrica). Sempre nel 1989 sarà il turno di Peter Dal Monte, scomparso nel maggio del 2021, che vi girerà con attori prevalentemente stranieri “Étoile”, thriller ambientato nel mondo della danza. Nel nuovo millennio sarà il milanese Fabio Carpi a scegliere Budapest per una scena di “Nobel” (2001), film “on the road” che racconta del viaggio di uno scrittore italiano (interpretato dallo spagnolo d’origini argentine Héctor Alterio) verso la Svezia, dove gli sarà consegnato il premio nobel per la letteratura. Luca Zingaretti nel 2002 smetterà per un attimo i panni del commissario Montalbano per recarsi in terra magiara e girare la fiction RAI “Perlasca, un eroe italiano”, due puntate nel quale il popolare attore interpreterà il ruolo di Giorgio Perlasca, il commerciante italiano che nel 1944 aveva salvato la vita a più di cinquemila ebrei ungheresi destinati ai campi di concentramento. Nel 2016, infine, Ron Howard girerà a Budapest (spacciata per l’americana Harvard e per Istanbul) diverse scene di “Inferno”, coproduzione italo-americana ispirata all’omonimo romanzo di Dan Brown e in gran parte filmata in Italia, tra Venezia e Firenze.

Carlo Verdone a Budapest in una scena di Io e mia sorella (www.davinotti.com)

Carlo Verdone a Budapest in una scena di "Io e mia sorella" (www.davinotti.com)

Cliccate qui per scoprire le altre location del film

https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/io-e-mia-sorella/50002553

FOTOGALLERY

Tratto iniziale lungo il Danubio all’uscita da Budapest

Il minareto di Érd

Martonvásár, castello Brunszvik

Bagnanti sulle sponde del Lago di Velence

Lovasberény, castello Cziráky

Székesfehérvár, Cattedrale di Santo Stefano

Il castello di Csesznek a Csákvár

Ruderi dell’abbazia di Zsámbék

Bajna, Castello Sándor- Metternich (www.szepmagyarorszag.hu)

La cattedrale di Esztergom vista dal ponte sul Danubio che collega l’Ungheria alla Repubblica Slovacca

La pala di Michelangelo Grigoletti all’interno della cattedrale di Esztergom

Uno scorcio dell’ansa del Danubio che anticipa l’arrivo a Visegrád