A TU PER TU CON I MURI

È il giorno dei muri, salite brevi ma ripide sulle quali si possono gettare alle ortiche minuti preziosi. Le verticali che si dovranno affrontare negli ultimi 50 Km di gara sono tutte inedite e questo potrebbe costituire un handicap se non si sarà andati in ricognizione in precedenza sulle strade della tappa teramana. E c’è chi potrebbe patire anche la ripartenza dopo il giorno di riposo.

Parlare con il muro, è risaputo, è esercizio inutile…. Ma il muro risponde, eccome se risponde, se lo s’interroga a pedali. E sarà un interrogatorio dai verdetti interessanti quello al quale saranno sottoposti i “girini” al momento di rimettersi in sella dopo il giorno di riposo (e anche quest’ultimo costituirà un handicap da tenere in conto, non sopportando diversi corridori questo improvviso stop). Dai sesti gradi delle grandi pendenze ai terzi gradi di giudizio il passo sarà breve e anche al termine di questa frazione di bassa collina potrebbe esserci qualche corridore che sarà condannato alla rinuncia alle ambizioni più rosee.
Non si supereranno oggi i 318 metri di quota, ma strada facendo dovranno essere superati sei muri, il primo dei quali sarà, però, isolato rispetto a tutti gli altri: dopo il Tricalle chietino, infatti, bisognerà percorrere una settantina di chilometri agevoli prima di arrivare ad affrontare i rimanenti muri, ammassati in un finale di gara che non concederà un attimo di respiro. E poi ci sarà il fattore novità da tenere in conto perché, con l’esclusione del Tricalle, tutti gli altri muri saranno inediti, mai affrontati prima nemmeno alla Tirreno-Adriatico, che spesso transita da quelle parti e non lesina a proporli nel tracciato; va anche detto che solitamente i corridori prediligono andare in preventiva ricognizione sui percorsi delle tappe di montagna e così le ascese di questa giornata per molti rappresenteranno delle autentiche sorprese, anche se qualcuno potrebbe approfittare della conclusione della Tirreno-Adriatico nella vicina San Benedetto del Tronto (quest’anno prevista il 17 marzo) per fermarsi un giorno di più e andare ad effettuare una preziosa perlustrazione sul finale di Tortoreto.
L’intera tappa si dipanerà in territorio abruzzese partendo da San Salvo, località che già nel 2013 fu sede d’avvio di una frazione molto simile a questa, che terminò a Pescara e fece una vittima illustre, il favoritissimo per la vittoria finale Bradley Wiggins, che in una giornata resa ulteriormente insidiosa dalla pioggia arrivò al traguardo con quasi un minuto e mezzo di ritardo da Vincenzo Nibali, che prenderà la maglia rosa il giorno dopo al termine della cronometro di Saltara e poi manterrà le insegne del primato fino alla fine del Giro.
Come in quella tappa subito dopo il via si dovrà affrontare la poco impegnativa salita verso Vasto (2 Km al 5%), uno dei principali centri della cosiddetta “Costa dei Trabocchi”, che prende il nome dalle caratteristiche macchine da pesca montate su palafitte che s’incontrano lungo quello che è anche l’unico tratto della costa abruzzese a presentarsi spigoloso, mentre altrove è costantemente rettilineo.
Procedendo verso nord si transiterà dalla marina di Fossacesia, frazione balneare del paese che diede i natali ad Alessandro Fantini, velocista che corse tra i professionisti dal 1954 fino alla drammatica morte in conseguenza di una caduta allo sprint sul traguardo di Treviri, al Giro di Germania del 1961. Sfiorata la collina sulla quale sta la romano-gotica abbazia di San Giovanni in Venere si proseguirà alla volta di Ortona, la cittadina che il primo ministro inglese Winston Churchill soprannominò la “Stalingrado d’Italia” per le ingenti distruzioni patite durante la battaglia qui combattuta tra alleati e tedeschi nel dicembre del 1943 e che provocò danni anche al patrimonio artistico cittadino.
Dopo Francavilla al Mare si abbandoneranno temporaneamente le coste dell’Adriatico per l’escursione nell’entroterra che porterà il gruppo, dopo aver superato come antipasto la pedalabile ascesa di Torrevecchia Teatina, a misurarsi con il muro del Tricalle. Il nome è quello del quartiere di Chieti attraverso il quale si snoda quest’autentica parete, 800 metri al 12% dei quali gli ultimi 500 metri totalmente in rettilineo che puntano dritti come un fuso verso l’antica Teate, centro che è nella storia del Giro d’Italia per aver ospitato il 16 maggio 1909 l’arrivo della seconda tappa della prima edizione del Giro d’Italia, vinta dal corridore piemontese Giovanni Cuniolo. Si trattò anche del primo arrivo in assoluto della storia della Corsa Rosa, affrontanto dal più agevole versante della Colonnetta, che i “girini” del 2020 percorreranno in discesa verso la valle del fiume Aterno, imboccandola poi in direzione di Pescara. Non si giungerà, però, nella città natale di Gabriele d’Annunzio, che il gruppo eviterà scavalcando la morbida collina di Spoltore (4 Km al 3.8%), il centro del quale è originario Danilo Di Luca, il corridore abruzzese che è stato il vincitore più meridionale del Giro (2007) prima della doppietta di Nibali (2013-2016). Scesi a Montesilvano Marina si tornerà quindi a pedalare sulla statale litoranea e per una quarantina di chilometri le salite diventeranno un ricordo. All’inizio di questo veloce tratto la corsa transiterà per Pineto, dove il gruppo sfilerà accanto alla Torre di Cerrano, situata nel luogo dove nel primo secolo dopo Cristo fu realizzato il porto di Atri (i cui resti sono visibili solo immergendosi nelle acque dell’Adriatico) e che nel 1970 fu la principale location del film thriller di Sergio Bergonzelli “Nelle pieghe della carne”. Si toccheranno quindi Roseto degli Abruzzi e successivamente Giulianova, sede dell’unico porto della provincia di Teramo e cittadina dalla doppia anima, suddivisa tra la popolosa frazione balnerare del Lido e il centro storico situato su di una bassa collina che guarda verso la spiaggia e sulla quale bisogna salire per ammirarne il principale monumento, il rinascimentale Duomo di San Flaviano.
La natura di Giulianova è la stessa della vicina Tortoreto e per prima i “girini” vedranno quella del borgo appollaiato su una collina alta 221 metri, il cui nome fa riferimento al periodo nel quale in questa zona era particolarmente diffusa la presenza di tortore. È, infatti, arrivato il momento di affrontare il secondo muro di giornata, 2 Km al 9% caratterizzati da due balze feroci alternate a due tronconi più pedalabili: si comincerà con mezzo chilometro al 13.2% di media, seguita da 500 metri al 3.7% e da altrettanti nuovamente “cattivi” (13%) prima di incontrare nuovamente inclinazioni più umane in prossimità dello scollinamento. Poi ci sarà ancora spazio per respirare nei successivi 12 Km, nei quali i corridori ritroveranno la statale Adriatica, che si percorrerà fino al confine con le Marche, dove si svolterà bruscamente verso l’entroterra per intraprendere gli ultimi 40 Km di gara, nei quali tratti per tirare il fiato non se ne incontreranno più. Un altro muro si prospetta all’orizzonte ed è quello che in 2.3 Km al 9% conduce al borgo di Colonnella, il cui simbolo è la scalinata che sale verso Piazza del Popolo, sede della chiesa dei Santi Cipriano e Giustina, realizzata tra il 1795 e il 1816 dagli architetti elvetici Pietro e Gaetano Maggi. Appena 6 Km più avanti si dovrà affrontare il successivo muro, che tra quelli odierni sarà il più breve (1 Km al 9%), ma anche quello dotato della pendenza massima più elevata (24%), reso ancor più selettivo dalla ristrettezza della carreggiata che si dovrà percorrere per raggiungere Controguerra, centro che negli ultimi anni si è meritato gli appellativi di “Città dell’olio” e, soprattutto, di “Città del vino” (il Controguerra Bianco e il Controguerra Rosso sono entrambi DOC).
Si planerà quindi nella Val Vibrata, percorsa dall’omonimo torrente che ha le sue sorgenti sui Monti della Laga, il gruppo montuoso che gli appassionati di ciclismo hanno imparato a conoscere grazie alle numerose frazioni della Tirreno-Adriatico che si disputarono tra quelle montagne diversi anni fa, serie di tappe che culminarono con l’arrivo in salita del Giro d’Italia a San Giacomo nel 2002, quando sul quel traguardo si impose lo scalatore messicano Julio Alberto Pérez Cuapio.
Sfiorata la millenaria abbazia di Santa Maria di Mejulano, utilizzata come campo di concentramento durante il secondo conflitto mondiale e oggi sede di una scuola superiore, si attraverserà Corropoli prima di andare incontro all’unica “intrusa” di questo finale di gara perché la facile salita di Valle Luna (2.4 Km al 4%) quasi “stecca” al confronto con le altre ascese. La prossima meta del gruppo sarà ancora Tortoreto, alla quale si salirà dal muro delle Badette, 500 metri al 10.2% e un picco al 20% che costituiscono il tratto iniziale di un’ascesa lunga 1800 metri e la cui pendenza media si attesta al 7.9%. Giunti a poche centinaia di metri dal precedente scollinamento si svolterà nella direzione opposta per scendere di qualche chilometro e ritrovare quindi il versante affrontato quasi cinquanta chilometri prima, imboccandolo leggermente più in quota e quindi percorrendome una versione “ridotta” (1.9 Km al 7.4%), saltando così il tratto più aspro situato a inizio ascesa. Sono gli ultimi “mattoni” di una tappa che avrà l’epilogo 11 Km più avanti, mattoni che potrebbero restare sullo stomaco a qualche pesce grosso della classifica apparso già in affanno nelle tappe della prima settimana e mandarlo ancora più a fondo.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

San Salvo, chiesa di San Giuseppe

Vasto, Piazza Rossetti

Ortona, trabocco Mucchiola

Chieti, muro del Tricalle

Pineto, la Torre di Cerrano vista nel film “Nelle pieghe della carne” (www.davinotti.com)

Pineto, la Torre di Cerrano vista nel film “Nelle pieghe della carne” (www.davinotti.com)

Giulianova, Duomo di San Floriano

Tratto iniziale del muro di Tortoreto

La scalinata che sale verso il centro storico di Colonnella

L’imbocco del muro di Controguerra

Corropoli, abbazia di Santa Maria di Mejulano (www.cityrumors.it)

Corropoli, abbazia di Santa Maria di Mejulano (www.cityrumors.it)

Il muro delle Badette, all’inizio della seconda ascesa verso Tortoreto

Il borgo di Tortoreto Alto e, in trasparenza, l’altimetria della decima tappa del Giro 2020 (tripadvisor.com)

Il borgo di Tortoreto Alto e, in trasparenza, l’altimetria della decima tappa del Giro 2020 (tripadvisor.com)