CHE GIRO CHE FA A COURMAYEUR

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Impresa di Carapaz: trionfo e maglia rosa. Nibali terzo insieme a Roglic – Lo strano gesto di Roglic in salita: crampi? – “Carapaz ora può vincere il Giro. Nibali e Roglic rischiano” – Nibali: “Ieri mi sono girati i ‘cabasisi’, che mazzate sui denti oggi…” – Roglic: “Non commento parole Nibali. Vedere i suoi trofei? Per ora no” – Vegni: “Rischio slavine”. Al Giro salta il Gavia – A1 in panoramica, 1200 ciclisti in autostrada per il “Giro nel Giro” – Giro d’Italia, Carapaz distrutto dopo l’impresa a Courmayeur(Gazzetta dello Sport)

Giro, Carapaz vince e conquista la maglia rosa. Troppa neve: salta il Gavia – Giro d’Italia, Agnoli fa a palle di neve salendo al Lago Serrù (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Movistar strike again as Richard Carapaz wins stage 14 ahead of Simon Yates to take lead at Giro d’Italia – Richard Carapaz rides to second victory and into pink jersey (The Daily Telegraph)

Francia

Carapaz se découvre – Carapaz: «C’est fantastique» – L’étape et le maillot rose pour Carapaz – La crevaison de Gallopin en vidéo – Démare «Une étape courte et difficile» – Gallopin «On s’attend tous à un départ musclé» – Nibali taquine Roglic sur sa passivité (L’Equipe)

Giro: Carapaz trouble le match Roglic-Nibali (Le Figaro)

Spagna

Carapaz revienta el Giro: rosa y etapa en Courmayeur; Landa, 5º (AS)

Carapaz desata la guerra en el Giro – No hay montaña ni coloso que haga perder cobertura a Movistar (Marca)

Zarpazo de Movistar en el Giro y Carapaz es el nuevo líder – Carapaz: “Ni yo mismo me lo puedo creer. Es un sueño” – “Carapaz debe ser el líder del equipo y Landa tiene que apoyarlo”(El Mundo Deportivo)

Belgio

Korte maar explosieve bergetappe bezorgt Carapaz tweede ritzege en leiderstrui – De Giro in 60 seconden: roze primeur, pokert Roglic niet te veel en wat kan Nibali nog? – Giro-organisatie schrapt beklimming gevreesde Gavia in koninginnenrit: “Risico op lawines is te groot” – Ritwinst in Giro zorgt ervoor dat mecanicien na zestien jaar stopt met roken (Het Nieuwsblad)

Giro: coup double pour Richard Carapaz, vainqueur en solitaire et nouveau maillot rose (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Vraagtekens bij Jumbo-Visma na ritzege Carapaz – Mollema ’gaat nog 100 procent voor het klassement’ – Roglic doet goede zaken in Giro, Mollema verliest tijd (De Telegraaf)

IJzerster­ke Carapaz grijpt de macht, Mollema krijgt tik – Ploeglei­der van Roglic op zijn hoede voor Carapaz: ‘Hij is heel gevaarlijk’ – Mollema na tijdsverlies: ‘Net te steil en te lang voor mij’ – Mollema: Er gaan nog gekke dingen gebeuren deze Giro – Dra­ma-Gi­ro voor Sunweb blijft duren: Oomen geeft op na val(Algemeen Dagblad)

Germania

Carapaz feiert zweiten Etappensieg und holt Giro-Führung (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Carapaz holt Etappensieg und Rosa Trikot, Jungels verliert erneut Zeit (Luxemburger Wort)

Giro: Carapaz feiert zweiten Etappensieg und holt Führung – Jungels landet auf Platz 47 (Tageblatt)

Svizzera

Etappensieg und Leadertrikot für Richard Carapaz (Neue Zürcher Zeitung)

Carapaz fait coup double (24 Heures)

Slovenia

Kako drago bo Roglič plačal Carapazovo mojstrovino? – Direktor Gira potrdil: Gavie v kraljevski etapi ne bo (Delo)

Stati Uniti

Carapaz Wins Stage 14 to Take Overall Lead of Giro d’Italia (The New York Times)

Colombia

Triunfo y derrota, en la etapa 14 del Giro – ‘Supermán’ López, sexto en la etapa y recuperó camino en el Giro – López y Carapaz, figuras en la etapa 14 del Giro – ‘No me lo creo, es un sueño’: Carapaz, líder del Giro de Italia (El Tiempo)

Richard Carapaz, el primer ecuatoriano en ser líder del Giro de Italia – Richard Carapaz, un ecuatoriano hecho en Colombia (El Espectador)

Ecuador

¡Carapaz, histórico: etapa y liderato general en el Giro de Italia! – ‘Ni yo mismo me lo puedo creer’, dice Carapaz al vestirse con la malla rosa (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Salve, oh Patria” (inno nazionale Ecuador)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Saint-Vincent: pioggia modesta e schiarite (0.5 mm), 17.8°C, vento debole da NNE (8-10 Km/h), umidità al 85%
Buronzo (Km 36.6): nubi sparse, 20.2°C, vento moderato da NE (11-14 Km/h), umidità al 67%
Busto Arsizio (Sprint – Km 93.3): nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 20°C, vento moderato da ENE (10 Km/h), umidità al 73%
Cantù (Sprint – Km 127.3): nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 19.4°C, vento debole da ESE (4-6 Km/h), umidità al 73%
Madonna del Ghisallo (GPM – Km 173.7): temporale con pioggia modesta (0.4 mm), 16.8°C, vento debole da SW (4-6 Km/h), umidità al 74%
Como: pioggia modesta (0.4 mm), 19.9°C, vento debole da ESE (9 Km/h), umidità al 78%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

De Luca: “Ci si avvia al primo GPM che presenta un continuo sali e scendi” (tutte le salite di giornata erano “compatte”)
Garzelli: “Dovrebbe rientrare a tra poco”
Garzelli: “Giulio Cicconi” (Ciccone)
Garzelli: “13 Km e 800 motri”
Garzelli: “Sono entrati in azioni Carapaz e Roglic” (li quotano in borsa?)
Genovesi: “Ogni corridore deve essere riconoscibale”
Garzelli: “Un giro molto deludante”
Garzelli: “Prima c’è una salita discesa”
Saligari: “14%, è una costanza questo numero”
Garzelli: “Prima a seconda vittima quest’oggi”
De Luca: “Lopez è il primo ad accendere la miccia” (il precedente scatto di Nibali cos’era stato, un minicicciolo?)
Garzelli: “Non vogliono rispendere agli scatti”
Garzelli: “Roglic non ha cambiato gli occhi” (e dove lo trovava il tempo di un trapianto di cornee tra il Verrogne e il San Carlo!!!)
Garzelli: “Nibali ha voluto anticipare a Roglic”
De Luca: “Con questa inerzia Carapaz va a prendere la maglia rosa a Roglic” (però poi se l’è tenuta!!!)
Televideo: “Arriva in solitaria a Saint-Vincent” (l’arrivo era a Courmayeur)
Televideo: “SaintVincent”
Televideo: “Dombrovski” (Dombrowski)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo quattordicesima tappa, Saint-Vincent – Courmayeur

1° Awet Gebremedhin
2° Conor Dunne s.t.
3° Jonathan Klever Caicedo s.t.
4° Pascal Ackermann s.t.
5° Will Clarke s.t.

Miglior italiano Jacopo Guarnieri, 11° (s.t.)

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 2′45″
3° Nico Denz a 4′11″
4° Tom Bohli a 8′21″
5° Damiano Cima a 13′27″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

3 GIUGNO 1949 – GIORNO DI RIPOSO

RINVIATE ALLE ALPI PIEMONTESI LE SPERANZE DI BARTALI AL GIRO – IL GIRO DALLE ALPI SCENDE AGLI APPENNINI MENTRE STA PER CHIUDERSI IL CAMPIONATO
È difficile però che Coppi perda i 10’ che ha di vantaggio – Leoni e la difesa della maglia rosa – Da Bolzano a Modena 253 Km senza salite
Bartali si lamenta di compiere 35 anni – Nel riposo di Bolzano si è pensato al… Tour – Magni a capo della squadra cadetti

Il Monte Bianco divente rosa in occasione dellapprodo del Giro a Courmayeur (www.ansa.it)

Il Monte Bianco divente rosa in occasione dell'approdo del Giro a Courmayeur (www.ansa.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)

IL CAPOLAVORO DI CARAPAZ: TRIONFO E MAGLIA ROSA A COURMAYEUR

L’ecuadoriano se ne va sul San Carlo, vince in solitaria la 14a tappa e approfitta della marcatura tra Nibali e Roglic per salire in vetta alla generale. Escono di scena l’ex leader Polanc e Zakarin, eroe del Nivolet

Se dipingere il Giro d’Italia come un duello tra Vincenzo Nibali e Primosz Roglic sembrava già riduttivo alla partenza della 14a tappa, è certo che, sul traguardo di Courmayeur, la corsa ha trovato un terzo favorito. È Richard Carapaz, 26 anni compiuti il 20 maggio, già vincitore a Frascati quest’anno e a Montevergine nella passata edizione, e, soprattutto, nuova maglia rosa.
Il primato in classifica generale è stato l’imprevisto coronamento di un’azione che, per buona parte dei suoi 30 chilometri scarsi di durata, è parsa destinata a fruttare soltanto il successo parziale e il recupero di alcune decine di secondi. Carapaz è partito quando mancavano circa 3 km alla vetta del Colle San Carlo, l’ascesa più impegnativa di giornata. Il gruppetto dei migliori, in quel momento, era trainato da un eccezionale Damiano Caruso, capace di inserirsi nella fuga della prima ora e, una volta ripreso, di lanciare una serie di attacchi di Nibali. Gli allunghi del siciliano hanno sempre trovato la pronta replica di Roglic, Miguel Angel Lopez, Mikel Landa e Carapaz, e sono sempre stati seguiti da fasi di stallo che hanno permesso il rientro dello stesso Caruso, ma anche di Rafal Majka e Joseph Dombrowski.
Carapaz ha guadagnato circa mezzo minuto nell’ultimo spezzone di salita, malgrado un nuovo affondo di Nibali in vista del Gran Premio della Montagna. Il divario è rimasto pressoché invariato nella lunga discesa verso Pré Saint-Didier, punto d’inizio dell’ascesa verso il traguardo. È stato allora, quando nel gruppetto inseguitore è sorto il problema di organizzare l’inseguimento, che il vantaggio dell’ecuadoriano ha preso a lievitare. Nessuno ha preso in mano la rincorsa fino al rientro di un Caruso ormai stremato. Alla fine, il distacco accusato dal gruppetto composto da Nibali, Roglic, Majka, Landa, Lopez, Dombrowski e Pavel Sivakov è stato di 1’54’’: sufficiente, una volta sommato ai 10’’ di abbuono destinati al vincitore, per regalare all’Ecuador la prima maglia rosa della sua storia.
Nel mezzo, tra Carapaz e gli altri big, si è piazzato un Simon Yates capace di riproporsi a buoni livelli dopo la disfatta di ieri, benché ancora molto lontano dal corridore che, lo scorso anno, aveva saputo dominare il Giro per due settimane e mezzo. Proprio l’inglese, che ha approfittato dell’attendismo nel drappello Nibali-Roglic per rientrare in discesa e allungare nel finale, è stato oggi il primo a muoversi, quando all’arrivo mancavano ancora 120 km.
Si pedalava sulla prima delle cinque salite in programma, quella verso Verrayes, e un gruppo di una quindicina di corridori stava provando a sganciarsi. Yates è uscito dal gruppo per provare a ricongiungersi con i due compagni di squadra già spediti in avanscoperta, probabilmente convinto, dopo i minuti accusati tra San Marino e Lago Serrù, di godere di una certa libertà. Idea tramontata quando alla sua ruota si è subito portato Roglic, a sua volta seguito da Landa. Inevitabile la reazione di tutti gli altri uomini di classifica, che ha ridotto il gruppo dei migliori ad appena 25 unità, con oltre 100 km ancora da percorrere.
A spegnere le speranze di una battaglia campale hanno provveduto però gli sviluppi nei successivi 20 km di pianura: i big si sono fermati, molti corridori sono rientrati, e una fuga di otto uomini fuori classifica (Fausto Masnada, Mattia Cattaneo, Christopher Juul-Jensen, Lucas Hamilton, Giulio Ciccone, Andrey Amador, Hugh Carthy e Ivan Sosa) ha preso il largo. Nemmeno il contrattacco di Ion Izagirre, Damiano Caruso, Tony Gallopin e Hubert Dupont sulla terza ascesa, quella di Truc d’Arbe, è bastato a risvegliare il gruppo da un torpore che è durato fino ai piedi del San Carlo.
La battaglia degli ultimi 35 km ha eliminato dai vertici della classifica coloro che occupavano, alla partenza, tre dei primi quattro posti della generale. Non solo Jan Polanc, che abbandona la maglia rosa conquistata a Pinerolo, ma anche Ilnur Zakarin e Bauke Mollema, i due protagonisti della fuga di ieri. Il russo è arrivato a 7’20’’ dal vincitore; l’olandese ha contenuto il passivo in 4’04’’.
Nella lunga frazione di domani (232 km), il cui finale ricalcherà quello del Giro di Lombardia, Carapaz dovrà difendere 7 secondi su Roglic: un margine che lo sloveno dovrebbe recuperare – con interessi da strozzinaggio – nella cronometro di Verona. L’ecuadoriano dovrà dunque continuare ad attaccare, insieme con Landa, ora quinto a 2’50’’. Nella forbice dei due Movistar si trovano anche Nibali, terzo a 1’47’’, e Majka, quarto a 2’10’’.
La sensazione è che la partita per il podio sia ristretta a questi cinque corridori. Il sesto e il settimo della generale, Mollema e Polanc, sembrano destinati a scivolare più indietro. Sivakov, ottavo a 4’55’’, e Yates, nono a 5’28’’, non hanno convinto oggi. Lopez, decimo a 6’30’’, pare già troppo distante.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 4:02:23
2 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:01:32
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:54
4 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
5 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
6 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
7 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
8 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
9 Joe Dombrowski (USA) EF Education First
10 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:02:01
11 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:03:49
12 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:04:04
13 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:05:40
14 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
15 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
16 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:05:58
17 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
18 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
19 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:07:13
20 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:07:20
21 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
23 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
24 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
25 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
26 Victor De La Parte (Spa) CCC Team
27 Sebastian Henao (Col) Team Ineos
28 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:07:41
29 Francois Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
30 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
31 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data
32 Tanel Kangert (Est) EF Education First
33 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:07:43
34 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:08:04
35 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:11:12
36 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:11:51
37 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
38 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
39 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:12:44
40 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:13:52
41 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:14:22
42 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:17:25
43 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
44 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
45 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
46 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
47 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
48 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
49 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
50 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
51 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma
52 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:21:31
53 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 0:21:44
54 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
55 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:22:57
56 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
57 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb
58 Jose Rojas (Spa) Movistar Team
59 Pello Bilboa (Spa) Astana Pro Team
60 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
61 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
62 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 0:23:28
63 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:23:30
64 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
65 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb
66 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
67 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
68 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott
69 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:23:33
70 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:24:24
71 Mikkel Frolich Honore (Den) Deceuninck-QuickStep
72 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:25:29
73 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
74 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma
75 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
76 Sean Bennett (USA) EF Education First 0:25:32
77 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:26:30
78 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
79 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:26:32
80 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 0:28:31
81 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
82 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
83 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
84 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
85 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
86 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team
87 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos
88 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
89 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
90 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
91 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
92 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
93 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
94 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin
95 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:29:12
96 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
97 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
98 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
99 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
100 Scott Davies (GBr) Dimension Data
101 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
102 Chad Haga (USA) Team Sunweb
103 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
104 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
105 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
106 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
107 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
108 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
109 Christian Knees (Ger) Team Ineos
110 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
111 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep
112 Amaro Antunes (Por) CCC Team
113 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
114 Josef Cerny (Cze) CCC Team
115 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 0:29:19
116 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
117 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
118 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 0:29:26
119 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:33:23
120 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:40:55
121 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
122 Jasha Sutterlin (Ger) Movistar Team
123 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
124 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
125 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
126 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
127 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
128 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
129 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
130 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
131 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ
132 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
133 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
134 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
135 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
136 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
137 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
138 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
139 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
140 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
141 Rudiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
142 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
143 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
144 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
145 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
146 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
147 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
148 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
149 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 58:35:34
2 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:00:07
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:47
4 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:02:10
5 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:02:50
6 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:02:58
7 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:03:29
8 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:04:55
9 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:05:28
10 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:05:30
11 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:06:04
12 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:08:21
13 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:10:20
14 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:11:21
15 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:12:56
16 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:13:10
17 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:38
18 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:19:32
19 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:21:12
20 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:21:22
21 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:21:34
22 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:21:56
23 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:23:07
24 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:25:50
25 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:29:58
26 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:30:35
27 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:31:00
28 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:33:10
29 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:34:28
30 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:34:46
31 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:34:59
32 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:37:39
33 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:37:41
34 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:38:10
35 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:39:12
36 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:41:45
37 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:43:54
38 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:44:11
39 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:44:30
40 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:46:37
41 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:47:12
42 Pello Bilboa (Spa) Astana Pro team 0:47:44
43 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:48:21
44 Francois Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:48:31
45 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:49:20
46 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:50:21
47 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 0:50:48
48 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:51:04
49 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 0:52:54
50 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:57:54
51 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:58:35
52 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:59:44
53 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:00:38
54 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 1:01:34
55 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 1:05:55
56 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 1:07:10
57 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:07:28
58 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:07:31
59 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:07:53
60 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:08:16
61 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:10:23
62 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 1:10:34
63 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 1:10:51
64 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:11:10
65 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 1:13:07
66 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:14:47
67 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:14:51
68 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 1:15:53
69 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 1:16:55
70 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:19:03
71 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott 1:19:56
72 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:19:57
73 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 1:20:24
74 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 1:20:47
75 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 1:21:41
76 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 1:24:29
77 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 1:25:22
78 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 1:25:53
79 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:27:00
80 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 1:27:02
81 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 1:27:11
82 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 1:27:20
83 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 1:29:57
84 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 1:30:13
85 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 1:32:31
86 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 1:34:08
87 Nathan Brown (USA) EF Education First 1:34:12
88 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 1:34:28
89 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 1:34:31
90 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:35:25
91 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 1:35:46
92 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:36:38
93 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 1:37:09
94 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 1:39:12
95 Christian Knees (Ger) Team Ineos 1:39:31
96 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 1:39:51
97 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 1:42:04
98 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 1:42:39
99 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 1:44:03
100 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 1:45:31
101 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:47:45
102 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 1:49:01
103 Chad Haga (USA) Team Sunweb 1:54:47
104 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 1:56:32
105 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:56:50
106 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal 1:58:03
107 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 1:58:39
108 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 1:58:46
109 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:00:23
110 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 2:00:28
111 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 2:01:24
112 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 2:01:28
113 Josef Cerny (Cze) CCC Team 2:02:24
114 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 2:02:43
115 Sean Bennett (USA) EF Education First 2:03:23
116 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 2:03:58
117 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 2:04:07
118 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:05:16
119 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 2:07:08
120 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 2:09:48
121 Mikkel Frolich Honore (Den) Deceuninck-QuickStep 2:11:16
122 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 2:11:33
123 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 2:12:37
124 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 2:15:13
125 Rudiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 2:16:15
126 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 2:20:57
127 Jasha Sutterlin (Ger) Movistar Team 2:23:07
128 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 2:24:13
129 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 2:25:13
130 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 2:27:59
131 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 2:28:12
132 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 2:29:08
133 Scott Davies (GBr) Dimension Data 2:31:25
134 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 2:32:39
135 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 2:33:22
136 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 2:38:50
137 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 2:38:57
138 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 2:39:21
139 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 2:43:31
140 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 2:47:24
141 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 2:49:10
142 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:50:24
143 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 2:58:13
144 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 3:00:25
145 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:01:34
146 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 3:06:40
147 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 3:10:50
148 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 3:12:16
149 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:15:01

Carapaz allattacco verso Courmayeur mentre un suo tifoso sventola la bandiera dellEcuador (foto Bettini)

Carapaz all'attacco verso Courmayeur mentre un suo tifoso sventola la bandiera dell'Ecuador (foto Bettini)

IL GIGANTE E LA BAMBINA

È la più breve tra le sei tappe d’alta montagna previste dal Giro 2019 ma appartiene al novero delle più impegnative di questa edizione. Concentrati in 131 Km s’incontreranno cinque ascese la prima delle quali sarà affrontata a “freddo” subito dopo la partenza. Il clou delle difficoltà sarà raggruppato nel finale, che ha il suo faro nella durissima ascesa al Colle San Carlo, le cui inclinazioni s’avvicinano molto a quelle del Mortirolo.

Quando nel 1971 Lucio Dalla compose “Il gigante e la bambina”, il brano portato al successo da Ron, di certo non poteva pensare alla tappa che, quasi 50 anni dopo, Mauro Vegni avrebbe disegnato sulle strade della Valle d’Aosta. Ma – tralasciando il testo, che narra in musica un efferato strupro realmente accaduto l’anno precedente – il titolo di quella canzone sembra calzare a pennello per la seconda frazione alpina del Giro 2019, nella quale sono presenti entrambi i protagonisti, il gigante e la bambina. Il primo è sua maestà il Monte Bianco, che dall’alto dei suoi 4.808,72 metri è il punto più alto della nazione italiana. La “bambina” è proprio la tappa che terminerà ai suoi piedi, bambina perché – cronometro escluse – è la più breve tra le diciotto frazioni in linea previste quest’anno, lunga soli 131 Km. Si tratta di una distanza che alcuni ritengono indegna di una frazione di montagna di un grande giro, parlando di chilometraggio più consoni ad una competizione per dilettanti e affermando che la storia delle grandi corse a tappe s’è fatta su tapponi di “peso”, sotto tutti gli aspetti. Ma è anche vero che, in diverse occasioni, a risultare determinanti furono “tappette” di montagna dal basso chilometraggio e, in particolare, la più famosa tra quelle disputate al Giro fu la Piamborno – Monte Campione, lunga soli 85 Km, che decise l’edizione del 1982 con l’attacco sulla salita finale di Bernard Hinault, che in quel modo vendicò l’”affronto” subito 24 ore prima da Silvano Contini, che lo aveva attaccato nella frazione di Boario Terme e gli aveva strappato la maglia rosa con un vantaggio che sembrava incolmabile, due minuti e 14 secondi. L’indomani all’asso francese bastarono i 13 Km dell’ascesa finale – non esisteva ancora l’appendice verso il Plan dove vinceranno Marco Pantani nel 1998 e Fabio Aru nel 2014 – per ristabilire l’ordine e far crollare Contini, che arrivò al traguardo con tre minuti e 25 secondi di ritardo e senza più addosso le insegne del primato, tornate a fasciare le spalle di Hinault da lì fino alla fine del Giro. E quella tappa non presentava altre difficoltà altimetriche oltre a quella finale, un percorso decisamente agli antipodi rispetto a quello della frazione valdostana, disegnata con una mano che ricorda quella con la quale Javier Guillén, direttore del Giro di Spagna, ha tracciato in anni recenti brevissime ma tremende tappe sulle strade del Principato d’Andorra. Ci piace ricordare, in particolare, la frazione che nel 2015 consentì ad Aru di conquistare quella maglia “roja” che poi porterà fino a Madrid (interregno di Dumoulin a parte) e che in 138 Km – distanza abbastanza simile a quella della frazione di Courmayeur – proproneva solo salite e discese, senza intermezzi tra un colle e l’altro (ne erano previsti sei) e con la prima ascesa da affrontare a “freddo” subito dopo la partenza. Lo stesso accadrà anche al Giro con la differenza che, superato il primo Gran Premio della Montagna, si dovrà poi percorrere una quindicina scarsa di chilometri in pianura prima di arrivare alle salite successive, un “tridente” che avrà la sua punta massima – non solo per la quota ma anche per le pendenze – ai quasi 2000 del Colle San Carlo, il “Mortirolo della Vallée”, penultima difficoltà di gara perché poi ci sarà anche l’ascesa, questa molto pedalabile, che condurrà sino al traguardo.
Si tratta, dunque, di una frazione dall’altissimo potenziale, che potrebbe fare più danni di un corposo tappone e risultare fatale a molti. Come detto si comincerà a salire molto presto perché a soli 7 km dal via si lascerà il fondovalle della Dora Baltea – il quinto affluente del Po per portata, le cui sorgenti si trovano non distante dal luogo dove si concluderà questa frazione – per affrontare i 6.7 Km al 7.9% che condurranno a Verrayes, comune presso il quale si trova un arboreto progettato all’inizio del secolo scorso dal sacerdote Pierre-Louis Vescoz per dimostrare come fosse possibile rimboschire aree degrate dall’erosione provocata dagli agenti atmosferici. In quanto alla salita è inedita ma solo in parte perché i primi 2.5 Km – tra l’altro i più impegnativi – sono in comune con il versante meridionale del Col Saint Pantaléon, che al Giro dello scorso anno fu affrontato nel finale del tappone di Cervinia e fu teatro del drammatico crollo di Thibaut Pinot che, terzo alla partenza da Susa con un ritardo di 4’17” da Chris Froome, soffrì terribilmente a causa di un principio di polmonite, le cui avvisaglie le avvertì proprio sull’ascesa valdostana, e giunse al traguardo con un passivo di quasi 45 minuti, essendo poi costretto al ritiro dalla corsa proprio alla vigilia della frazione conclusiva.
In fondo alla prima discesa di giornata il passaggio dal centro di Nus, dominato da un castello costruito nel XIII secolo a guardia dell’imbocco del vallone di Saint-Barthélemy, rappresenterà l’inizio dell’unico vero tratto di quiete di questa frazione, che terminerà circa 15 Km più avanti dopo il passaggio da Aosta, dove il tracciato di gara sfiorerà il “biglietto da visita” del capoluogo regionale, l’Arco di Augusto, oltre il quale si spalancano al visitatore i principali monumenti cittadini, dal teatro romano della colonia di Augusta Prætoria alla romanica collegiata di Sant’Orso.
Alla periferia occidentatale di Aosta terminerà questo momentaneo tratto di “pacchia” e si tornerà a pedalare verso il cielo andando ad affrontare la più lunga tra le cinque salite in programma, che ha come meta i 1582 metri della località di Verrogne dove si giungerà dopo aver percorso poco meno di 14 Km, inclinati al 7.1% medio. Come la precedente di Verrayes è inedita ma non lo è del tutto poiché, pur non essendo mai stata inserita nel tracciato di una corsa professionistica, questa salita potrebbe non essere del tutto ignota a qualcuno dei partecipanti al Giro 2019 in quanto in diverse occasioni è stata presente sul tracciato del “Giro della Valle d’Aosta”, una delle principali corse a tappe riservate alla categoria U23 (gli ex dilettanti), competizione che ha avuto tra i vincitori due volte Fabio Aru (nel 2011 e nel 2012) e il francese Pinot (2009). Attraversato il borgo di Saint-Nicolas, presso il quale si possono ammirare spettacolari piramidi di terra che ricordano i calanchi, la discesa da Verrogne avrà termine in quel di Saint-Pierre, comune situato in una delle zone più soleggiate della Valle d’Aosta e principalmente conosciuto per la presenza di ben due castelli, Sarriod de la Tour e quello di Saint-Pierre, uno dei più scenografici della regione, purtroppo chiuso per restauri da una decina d’anni e che nel 2001 fu inquadrato in alcune riprese del film “I cavalieri che fecero l’impresa” di Pupi Avati, nel quale è spacciato per il maniero francese di Jaligny.
Stavolta non ci sarà il tempo per tirare il fiato perché, una volta conclusa la discesa, immediatamente si riprendere a salire diretti a Les Combes, la frazione del comune di Introd salita agli onori della cronaca nel 1989 quando fu selezionata dal Vaticano quale meta delle ferie estive prima di Papa Giovanni Paolo II e poi del suo successore Benedetto XVI. I “girini” non avranno il tempo di pellegrinare sin lassù e ammirarne la Maison-musée Jean-Paul II, inaugurata l’anno della scomparsa di Papa Wojtyła, perché si fermeranno al bivio situato un chilometro sotto Les Combes, terminata un’ascesa di 8.2 Km al 7%, per poi lanciarsi giù per la ripida discesa che condurrà ad Arvier, il borgo d’aspetto medioevale dove, nella frazione Chez-les-Garin, il 3 marzo 1871 nacque Maurice Garin, primo italiano a vincere la Parigi-Roubaix – si impose nella seconda e nella terza edizione dell’”Inferno del Nord” (1897 – 1898) – e nel 1903 primo vincitore del Tour de France, affermazione a tutti gli effetti da considerarsi conseguita da un corridore francese perché Garin aveva preso tale cittadinanza due anni prima, dopo essersi trasferito in Francia con la famiglia sin dal 1885 e aver inizialmente lavorato oltralpe come spazzacamino.
Inizierà ora un altro tratto intermedio verso il colle successivo, decisamente meno agevole rispetto a quello percorso in direzione di Aosta perché a un certo punto si abbandonerà la statale di fondovalle per superare un secco strappo di 2 Km al 7.8% che precede di poco l’ingresso nell’abitato di La Salle, sulle cui alture si trova il castello di Écours, chiuso al pubblico in quanto di proprietà privata e nel quale secondo la tradizione sarabbe nato nel 1224 Innocenzo V, il primo papa proveniente dall’ordine dei domenicani, molto più realisticamente venuto al mondo nel comune francese di Champagny-en-Vanoise, situato nella valle alpina nota con il nome di Tarentaise (e, infatti, questo pontefice è spesso chiamato “Pietro di Tarantasia”, dal suo originario nome di Pierre). Pedalando tra i vigneti dai quali “nasce” il vino bianco più alto d’Europa – il DOC “Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de La Salle”, le cui terre di produzione raggiungono i 1300 metri di quota – si andrà quindi incontro al momento più atteso di questa frazione, che vedrà i corridori impegnati nell’affrontare una delle salite più difficili della regione, il Colle San Carlo. L’abbiamo inizialmente paragonato al Mortirolo e l’accostamento non stride per nulla perché le pendenze medie non sono molto dissimili (9.8% vs 10.1%), anche se l’ascesa valtellinese esce vincente dal confronto in virtù di un maggior chilometraggio (10.5 vs 12.8 Km) e di un dislivello superiore per quasi 250 metri. Di certo potrebbero entrambe rappresentare vere e proprie chiavi di volta del Giro e molti pretendenti al successo potrebbero vedersi vanificare le loro rosee speranze nell’affrontare le dure rampe del colle valdostano, dalla cui cima è possibile raggiungere con una bella ma difficile escursione di quasi 3 ore due tra i più panoramici laghi della regione, quello di Arpy e, soprattutto, quello di Pietra Rossa (2559 metri), dal quale si gode una stupenda vista che arriva ad abbracciare la vicina catena del Monte Bianco, quasi da poterla toccare.
Ad una salita in “tinta unita” seguirà una discesa bicolore, con una prima parte più difficile e tecnica verso La Thuile e una seconda più scorrevole quando si confluirà sulla statale che scende dal Piccolo San Bernardo in direzione della piccola località termale di Pré-Saint-Didier, le cui sorgenti, note sin dall’epoca romana, furono utilizzate per scopi curativi a partire dal Seicento mentre nel 1888 fu attrezzata anche un piccolo casinò, ospitato in un edificio oggi inglobato nell’odierno complesso termale. Mancherà a questo punto una sola salita, la più tenera del mazzo, ma è risaputo che l’abbinamento tra un colle decisamente “irsuto” di pendenze e uno più glabro s’è spesso rivelato un’accoppiata micidiale e percorrendo quegli ultimi 7500 metri al 3,1% i minuti di distacco potrebbero fare autentiche capriole all’indietro. Solamente nel percorrere i primi 3 Km s’incontreranno pendenze di una certa consistenza (media del 6% in quel tratto) poi la strada si “spiattellerà” letteralmente nell’attraversamento del centro di Courmayeur per poi riprendere a salire, ma con lievità, nel tratto conclusivo che punta dritto verso il traguardo presso la nuova stazione della Skyway, l’ardita funivia che permette di salire fino sul Monte Bianco e poi di scendere sul versante francese verso Chamonix. Una spettacolare “scorciatoia” posta al termine di una tappa che di scorciatoie ne riserverà ben poche….

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Col des Combes (1257 metri). Coincide con il bivio per Les Combes, all’altezza dello scollinamento che sulle cartine del Giro 2019, dove è quotato 1256 metri, è segnalato con il nome di Truc d’Arbe.

Colle San Carlo (1971 metri). Quotato 1951 metri sulle cartine del Giro 2019, è valicato tra Morgex e La Thuile dalla Strada Regionale 39 “del Colle d’Arpy” (nome desueto del passo, assieme al toponimo francese di Col Saint-Charles). Il Giro d’Italia l’ha scalato finora in quattro occasioni e la prima di queste porta la data dell’8 giugno del 1963 quando il San Carlo – sull’altimetria dell’epoca segnalato con il nome della montagna sovrastante, la Tête d’Arpy – fu inserito nel tracciato della cosiddetta “tappa delle Balconate Valdostane”, un circuito di 238 Km con traguardo fissato a Saint-Vincent, dove si giunse dopo esser saliti per due volte anche sul Col de Joux: ad imporsi fu Alberto Assirelli mentre sul San Carlo era scollinato in testa lo spagnolo Angelino Soler. Sempre come “Tête d’Arpy” sarà scalato nel 1970 nel corso della Saint-Vincent – Aosta, vinta da Franco Bitossi dopo che sul San Carlo era scollinato per primo Michele Dancelli. Con il nome tradizionale sarà affrontato, salendo dal versante più facile, nella prima tappa italiana del Giro del 1973, partito dal Belgio e giunto in Italia attraverso Olanda, Germania, Lussemburgo, Francia e Svizzera, dove da Ginevra scatterà la tappa del San Carlo, con traguardo fissato ad Aosta dopo esser transitati dal traforo del Monte Bianco, scollinamento in testa dello spagnolo José Manuel Fuente e vittoria di Eddy Merckx. Infine l’ultimo conquistatore di questo valico è stato Leonardo Piepoli nel 2006, poi impostosi sul traguardo della tappa Alessandria – La Thuile.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Il casinò di Saint-Vincent

Verrayes, scorcio panoramico dall’Arboretum Pierre-Louis Vescoz di Verrayes (www.comune.verrayes.ao.it)

Verrayes, scorcio panoramico dall’Arboretum Pierre-Louis Vescoz di Verrayes (www.comune.verrayes.ao.it)

Castello di Nus

Aosta, Arco d’Augusto

Aosta, collegiata di Sant’Orso

I calanchi di Saint-Nicolas (www.naturaosta.it)

I calanchi di Saint-Nicolas (www.naturaosta.it)

Il castello di Saint-Pierre spacciato per il maniero francese di Jaligny nel film I cavalieri che fecero limpresa” (www.davinotti.com)

Il castello di Saint-Pierre spacciato per il maniero francese di Jaligny nel film "I cavalieri che fecero l'impresa” (www.davinotti.com)

Saint-Pierre, Castello Sarriod de la Tour

L’ingresso a Les Combes

Chez-les-Garin, la piccola frazione di Arvier nella quale nacque Maurice Garin

La Salle, dietro al lavatoio fa capolino la torre del castello di Écours

Il tratto più ripido della salita verso il Colle San Carlo

Lago d’Arpy

Lago di Fontana Rossa

Il vecchio casinò di Pré-Saint-Didier, oggi parte integrtale dello stabilimento termale

La nuova stazione della Skyway, la funivia del Monte Bianco

La cima del Monte Bianco, in trasparenza, l’altimetria della 14a tappa del Giro d’Italia 2019 (Triapdvisor)

La cima del Monte Bianco, in trasparenza, l’altimetria della 14a tappa del Giro d’Italia 2019 (Triapdvisor)