CHE GIRO CHE FA A CERESOLE REALE

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Capolavoro di Zakarin, Roglic e Nibali insieme a 3′. Polanc difende la rosa – Gli highlights della tappa: il trionfo di Zakarin e il duello Nibali-Roglic – Nibali: “Se Roglic vuole vincere il Giro, non si corre così”- Zakarin: “Non avevo una strategia, punto alla top five” – Haller, “F..k You!” al tifoso che gli strappa la borraccia dalla bocca – Gimondi e quel Manghen del ‘76: “Caddi in discesa, ma…”(Gazzetta dello Sport)

Giro: al Serrù vince Zakarin davanti a Nieve, bene Landa. Nibali e Roglic resistono – Tifoso strappa la borraccia dalle mani di Haller, furia del corridore austriaco (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Simon Yates suffers huge time losses on Giro d’Italia’s opening mountain stage with Ilnur Zakarin winning stage 13 – Ilnur Zakarin claims summit finish victory as Jan Polanc retains pink – Britain’s Tao Geoghegan Hart forced to pull out of Giro d’Italia after Stage 13 crash (The Daily Telegraph)

Zakarin powers to victory in 13th Giro d’Italia stage (The Independent)

Francia

Zakarin s’offre la première étape de montagne – Le système très artisanal de Froome pour regarder le Giro à vélo – Polanc «Ça a été dur de défendre le maillot» – M. White (Mitchelton-Scott) «Pas un bon jour pour nous» – Zakarin «Je n’avais plus de forces» (L’Equipe)

Giro: Victoire de Zakarin, les favoris se neutralisent (Le Figaro)

Spagna

Enorme Landa: soltó a todos y le metió 1:37 a Roglic y Nibali (AS)

Roglic es el más fuerte del Giro pero si tiene que ganarlo sin compañeros.. – ¡Landini pone el Giro patas arriba! (Marca)

La mejor versión de Landa revienta el Giro de Italia en la 13ª etapa – Movistar da una nueva lección de correr en equipo en el Giro de Italia – Landa promete más guerra: “Seguiremos atacando hasta que las piernas aguanten” – “Ahora, Nibali y Roglic se perfilan como máximos favoritos” (El Mundo Deportivo)

Belgio

De Giro in 60 seconden: een Tartaar in de Alpen, Movistar is bij de les – Jumbo-Visma heeft speciaal busje voor roze Roglic en het heeft heel wat benodigdheden (Het Nieuwsblad)

Giro: Zakarin s’impose, grosse explication entre les favoris! (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Zakarin wint zware bergetappe, Mollema vijfde – Mollema was uiterst content met het verloop van de dertiende etappe in de Giro – Mollema verbaasd: ’Ze lieten me zo wegrijden’ – Video: Wielrenner woest op bidon-dief (De Telegraaf)

Zakarin profiteert van ploeg Mollema in chaotische bergrit – Nabeschou­wing Giro: Roglič daagt Nibali uit (Algemeen Dagblad)

Germania

Sakarin gewinnt erste Bergankunft beim 102. Giro (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Giro: Zakarin gewinnt, Jungels fällt zurück (Luxemburger Wort)

Giro d’Italia: Tagessieg für Zakarin, Jungels verliert 13 Minuten – Die Leiden der Luxemburger: Jungels und Gastauer erleben schweren Tag beim Giro(Tageblatt)

Slovenia

Za rožnato majico se je Polanc boril kot lev (Delo)

Colombia

¿Se perdió el Giro? Avería mecánica le hizo ceder más tiempo – ‘Otra vez la mala suerte nos hace una mala jugada’: López – Las diferencias de López con los candidatos a ganar el Giro – ¡Qué mala suerte, Supermán! El problema mecánico que sufrió en el Giro – Supermán López vuela en la montaña: así le fue en la etapa 12 del Giro (El Tiempo)

Pese a tener un problema mecánico, Miguel Ángel López se metió en el top 10 del Giro de Italia – “La mala suerte estuvo de nuestro lado”: Miguel Ángel López – Ilnur Zakarin dio cátedra en el ascenso a Ceresole Reale (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz ya se ubica sexto en la general del Giro de Italia (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Destinazione paradiso” (Gianluca Grignani)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Saint-Vincent: temporale con piogge consistenti (0.8 mm), 18.5°C, vento debole da SSE (6-8 Km/h), umidità al 79%
Verrayes (GPM – Km 13.8): temporale con piogge consistenti e schiarite (0.7 mm), 16.1°C, vento debole da SSE (10 Km/h), umidità al 73%
Aosta (Sprint – Km 33.7): temporale con piogge consistenti (0.7 mm), 17.8°C, vento debole da SSE (9 Km/h), umidità al 76%
Saint-Pierre (Km 65.1): temporale con piogge consistenti (0.9 mm), 17.9°C, vento moderato da SSE (13 Km/h), umidità al 76%
Colle San Carlo (GPM – Km 106.1): pioggia consistente (0.7 mm), 9.3°C, vento debole da SSE (6-7 Km/h), umidità al 86%
Courmayeur : pioggia consistente (0.9 mm), 9°C, vento debole da S (5-6 Km/h), umidità al 88%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Saligari: “Ceresola Reale”
Garzelli: “Una salita molto inedita”
Ballan: “Pedaleranno su di un altitudine superiore ai 2000 metri”
De Luca: “Nazifassisti”
Garzelli: “Senza dubbio stanno facendo un lavoro senza parole”
Garzelli: “Corrono sulle case” (sulle strade di casa)
De Luca: “Ellena ha fatto scaprire la salita del Nivolet”
De Luca: “La piazza princitale”
Saligari: “Asfalto a nuovo”
Saligari: “Velocità verticale”
Pancani: “Gran Premio della Contagna”
Garzelli: “Una tappa dove presenta due discese molto tecniche”
De Luca: “Hanno avuto la possibilità di consumarlo questo Nivolet”
Garzelli: “Collaberare”
De Luca: “Ecco il corridore che hanno raggiunto Gianluca Brambilla”
Genovesi: “Stanno transitando dal paese natale di Maurice Garin, vincitore del primo Tour de France” (ci passeranno domani, in quel momento stavano transitando dal paese natale della madre di Garin)
Pancani: “Abbiamo misurato in un minuto esatto il gruppo”
Garzelli: “Andrè Amadeo” (Andrey Amador)
Garzelli: “Nibali può contare con Pozzovivo”
De Luca: “Alle loro palle Yates e Lopez”
Garzelli: “Attenzione, dietra, a Lopez”
De Luca: “Due slovoni alla partenza”
De Luca: “Zakarin guadagna qualche metro su un Mikel Nieve”
De Luca: “Le attenzioni sono Roglic e Nibali”
Televideo: “Courmayer” (Courmayeur)
Televideo: “Il gruppo non si stacca oltre i 3 minuti”
Televideo: “Philip Simon Yates” (Simon Philip Yates)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo tredicesima tappa, Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)

1° Enrico Barbin
2° Jenthe Biermans a 3″
3° Viacheslav Kuznetsov s.t.
4° Sean Bennett a 18″
5° Simone Consonni a 51″

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 2′45″
3° Nico Denz a 4′11″
4° Tom Bohli a 8′21″
5° Damiano Cima a 13′27″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

2 GIUGNO 1949 – 11a TAPPA: BASSANO DEL GRAPPA – BOLZANO (237 Km)

FAUSTO COPPI, TRIONFATORE DELLE DOLOMITI, GIUNGE SOLO AL TRAGUARDO DI BOLZANO – DALLA APPASSIONANTE LOTTA SULLE MONTAGNE RESTANO VENTOTTO SECONDI TRA LEONI E COPPI
Secondo sul Rolle dietro a Bartali, scatena la lotta sul Pordoi e coglie d’infilata gli altri due gran premi della montagna – Leoni conserva la maglia rosa per soli 28” – Gli assi del Giro si sono svegliati – Ben meritato l’odierno riposo a Bolzano
La classe si è rivelata al contatto con le difficoltà – Bartali m’è parso colto di sorpresa – Così afferma Ambrosini, direttore di corsa

La diga del Lago Serrù illuminata di rosa in occasione dellarrivo del Giro a Ceresole Reale (bici.news)

La diga del Lago Serrù illuminata di rosa in occasione dell'arrivo del Giro a Ceresole Reale (bici.news)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo

FUOCO E FIAMME IN ALTA QUOTA MA TRA NIBALI E ROGLIC È GUERRA FREDDA

Prima vera tappa di montagna di questo Giro e di colpo lo spettacolo si moltiplica su mille scenari contemporanei e intrecciati. Districandosi fra i mille rivoli di un fluviale romanzo postmoderno, vince Zakarin: e intanto la classifica generale impazzisce.

Il Giro balza a quota duemila e la classifica generale in un niente va in ebollizione. Il re di giornata, come da copione, non poteva che essere il russo Zakarin, riemerso dal gelo della Tartaria, nella Russia profonda, e da una annata tormentata dai dubbi, per imporsi fra ghiaioni e pareti di neve col suo physique du rôle, esile e d’un pallore spettrale. Ossigeno per un Team Katusha definitivamente orfano di Kittel e via via più alieno alla propria anima russa, che oggi è invece tornata alla ribalta.
Una sfida fra icemen ha preso corpo anche in classifica generale, con Nibali e Roglic impegnati ad annullarsi a vicenda, avvinghiati l’uno alle ruote dell’altro sulle ultime impervie rampe mentre tutt’attorno esplodevano le schegge di un gruppo impazzito. Nessuno dei due ha voluto mostrare il fianco rispondendo in prima persona a qualsivoglia attacco altrui: è sfida di nervi, ma la partita a poker potrebbe costare cara. Sarà da capire chi vincerà per minor ansia di vincere: Nibali fa l’impassibile ma il suo carattere da vulcano sopito si tradisce con frecciate e borbottii assortiti, anche perché alla fin fine nonostante Polanc e Roglic in cima alla classifica questo è pur sempre “Giro d’Italia, non Giro di Slovenia” (parafrasando un leggendario Vinokourov). Roglic invece impassibile lo sembra davvero, benché per lui, a differenza di Nibali, si tratterebbe della prima vittoria di un peso specifico davvero notevole. Due sfingi fra i ghiacci, con un alone di mistero sulla questione di quanta gamba effettivamente abbiano a disposizione.
Lo scacchiere, per il resto, è degno di un intrigo in puro stile “La spia che venne dal freddo”. Chi lavora per chi? Chi aiuta chi? C’è in ballo la tappa o la generale? La fuga di giornata si seleziona solo sul già duro Colle del Lys, e conta quasi trenta unità, con una netta prevalenza dei Trek-Segafredo, rappresentata addirittura dal proprio capitano, l’olandese Bauke Mollema, spesso tiepido o anonimo e oggi arrembante alla faccia di una classifica che già gli sorrideva, dato che era sul podio virtuale con un tempo pressoché identico a quello di Nibali. Non è una boutade, visto che Mollema è spalleggiato da tutti i propri più forti gregari per la montagna, tutti italiani fra l’altro: l’esperto cacciatore di tappe Brambilla, nonché i giovani Conci (ancora under 23) e Ciccone, che peraltro si riprende strada facendo la maglia dei GPM prima prestata proprio a Brambilla. Un blocco del genere detta legge e fa paura, anche se la fuga è rimpolpata da gregari di primo livello anche per Movistar, Astana e Bahrain. Zakarin è fin da subito fra gli uomini da tenere d’occhio per caratura, così come lo spagnolo Nieve, per nome e palmarés da cacciatore di tapponi. E poi specialisti di grandi fughe come De Gendt e Masnada, quindi Teo Geoghegan Hart, cioè uno dei due capitani del Team Ineos (ex Sky) con il suo gregario di lusso Dunbar (ma Teo cascherà in discesa con addio alla clavicola e al Giro). E ancora Gallopin, Formolo…
Il Team Jumbo del leader in pectore Roglic evapora espletando le proprie funzioni di prammatica nel mantenere la fuga a tre minuti, così come si dissolve in breve la UAE del leader ufficiale in rosa, Polanc.
È verso l’inedito Pian del Lupo che il gioco si fa duro e un po’ confuso: l’Astana, rappresentatissima in fuga, sgancia dalla testa Cataldo, che con Pello Bilbao alza il ritmo del gruppo, come evidente preludio a un attacco di nuovo da lontanissimo di Miguel Ángel López, dato che se si trattasse di usare i primi come testa di ponte sulla salita finale, sarebbe meglio mantenerli un po’ più avanzati. Il distacco dalla fuga crolla a poco meno di un minuto, il gruppo si sgretola fino a ridursi a un drappello minimo, meno di una dozzina di uomini, e per lo più capitani: Roglic, Nibali, Majka, Sivakov, Kangert sono soli, anche se si potranno valere, presto o tardi, dell’appoggio più o meno di peso dei compagni che via via scivoleranno dall’avanguardia al gruppo principale, rispettivamente Tolhoek, Pozzovivo, Formolo, Dunbar o Dombrowski, tutti membri in origine della fuga del mattino. Sarà chiave, in questo senso, soprattutto Pozzovivo per Nibali, anche perché si fermerà intenzionalmente ad attendere il capitano, invece che venir intercettato nel corso di una retrocessione fisiologica come sarà per altri. La Movistar è salda con le due punte Landa e Carapaz, e sembra blindato anche Yates, circondato da compagni. Kangert finirà per cedere sotto la sferza Astana ma rientrerà in discesa.
L’attacco di López, però, non si materializza, e lo stallo nel falsopiano infinito che porta alle pendici del Nivolet diventa inevitabile. A parte la selezione ottenuta, la tattica Astana appare di colpo spuntata, mentre da dietro si susseguono i rientri, e gli avversari – Nibali e Roglic su tutti – si giovano del guinzaglio accorciato alla tanto pericolosa fuga.
Frattanto in testa si susseguono attacchi e contrattacchi, accelerazioni, frazionamenti e ricompattamenti: Masnada è fra i più attivi, ma i più incisivi sono Mollema, Zakarin e Nieve, che alla fin fine se ne andranno da soli, dopo aver sfruttato il lavoro dei gregari Trek fino all’ultima goccia di energia. Il distacco fa l’elastico fra il minuto scarso e i due, ma per la tappa è sfida a tre, poi a due fra Zakarin e Nieve e infine sarà, come anticipato, trionfo russo, dopo una estenuante battaglia all’arma bianca.
Dietro si susseguono i movimenti tattici: come si diceva, rientrano alcuni staccati di Pian del Lupo, in particolare Caruso, che lavorerà sodissimo per Nibali – così come, va detto, anche per Roglic e per i favoriti tutti! – nel tenere a tiro la fuga. Rientra anche la maglia rosa Polanc, eroico nel fare l’elastico tutto il giorno, riuscendo alla fine a conservare il primato, anche se con un vantaggio quasi dimezzato. Importanti due nomi, perché ribalteranno questa prima defaillance in una prestazione più solida sulla salita conclusiva: Kangert, ora leader della Education First, antico gregario nibaliano, che era stato l’ultimo a cedere, e il francesino terribile e figlio d’arte Valentin Madouas, un talento imberbe e ancora in cerca di specialità che viene sempre a galla quando il gioco si fa duro. Fra tutti gli altri che dopo la difficoltà rientrano, non si salverà nessuno, e, come suole accadere, il primo cedimento prelude a un crollo verticale: perderanno sul traguardo più di dieci minuti i provvisoriamente rientrati Jungels (addio sogni da uomo di classifica), Sosa (altro baby fenomeno made in Colombia precettato da Sky, cioè, Ineos), Hugh Carthy (un altro Froome magro magro ma senza tanti Tour), Chaves (nel cui recupero ben volevamo sperare), Oomen (di nuovo un potenziale fenomeno arenato per ora in un piccolo plateau), Conti (generoso al servizio di Polanc finché possibile)… per loro resta la speranza di fughe future, in un Giro garibaldino.
La salita conclusiva, imponente anche se raggiungere il vero e proprio colle del Nivolet, va a gradini, la possiamo dividere in tre terzi di 6 km ciascuno: l’insidiosa strada vecchia, serpeggiante, stretta, irregolare, con punte al 14%, poi il falsopiano lungolago, e infine l’asfissiante finale che arrampica pareti granitiche e verticali con curve di armonioso disegno e pendenze regolari ma sempre altissime e asfissianti, attorno al 9% stabile.
Ed è sul primo gradino, quando manca quasi un’ora di sforzo, che si scatena la battaglia, innescata da un Landa ispiratissimo e splendido sulla bici: come ieri, gli altri provano a seguirlo, ma non ce n’è, bisognerebbe spingere davvero a fondo, e chi forse potrebbe non se la sente. Chi potrebbe, forse sì o forse no, ma senz’altro vorrebbe è Miguel Ángel López, la cui squadra ha pian piano dislocato tutti i gregari di lusso dal fronte al cuore della corsa, da Zeits a Izagirre. Se Superman fosse pronto a spiccare di nuovo il volo con Landa o meno resterà però un mistero perché, come ieri, sul più bello un inceppo tecnico lo obbliga a uno stop & go. Ieri fu fugace e prima della salita, recuperabile, con non pochi affanni, oggi invece è serio e a bagarre innescata: in una parola, fatale. Proverà a rientrare, il buon Superman, col suo carattere incrollabile (foro pure nella crono di Bologna!), ma i primi resteranno irraggiungibili, e quando i chilometri di ascesa diventeranno tanti, gli si accenderà la spia della riserva, relegandolo di un minuto abbondante alle spalle di Nibali e Roglic.
Ben diversa è la storia di Landa: il basco scava un distacco non abnorme ma robusto e quando arriva al falsopiano ci sono ad aspettarlo due compagni predisposti a questo scopo quasi 150 km e quttro ore prima. Soprattutto Amador, senza remore pur essendo a propria volta un potenziale contendente, sarà prezioso nello svenarsi per il capitano, mentre dietro è Pozzovivo, anch’egli fermato, come dicevamo, dalla fuga del mattino, a contenere il distacco quando Caruso è esaurito.
Landa vivrà la sua scalata finale da uomo solo, irraggiungibile per il resto del gruppo dei migliori, che, sfaldato, arriverà tra i 20” e il minuto e 40 alle sue spalle. Poco a poco andrà saltando i resti della fuga: Ciccone, Dombrowski, Formolo, perfino Mollema, a cui mangia un paio di minuti buoni. Davanti a lui al traguardo solo Zakarin e Nieve. Gran gesto di coraggio, classe, gamba oltreché eccellente esibizione di strategia di squadra. Come dirà lo stesso Landa dopo la gara: “non so per quanto mi reggeranno le gambe, ma finché ne avrò, attaccherò così da lontano”. L’attacco di Landa lascia fritto Simon Yates, che salta secco e imbarcherà minuti da tutti, anche se “solo” un paio da Nibali e Roglic. Non una crisi davvero a picco, salvato dai gregari e da una certa regolarità nel salire, ma una mazzata pesante.
Poco a poco emergono i cinque uomini che comporranno il “gruppo” principale per questa ascesa: Roglic, Nibali, Sivakov, il predestinato franco-russo ormai rimasto capitano unico di Ineos-Sky, Majka, ormai capitano Bora, e infine Carapaz, l’ecuadoriano della Movistar già quarto l’anno passato.
Come anticipato in apertura, Nibali e Roglic si marcano stretti e si disinteressano degli altri, che a quel punto cominciano a scattare a destra e a manca. Sivakov, che va regolare, sembra rimbalzare avanti e indietro come una boa in un mare in tempesta. Finirà una quarantina di secondi dietro ai due litiganti. Al contrario, Majka e soprattutto Carapaz prendono il largo là davanti, e lasciano i due pesi massimi rispettivamente a un minuto e un minuto e venti. Non proprio quisquilie.
E così, cercando disperatamente di tirare le somme con la calcolatrice in fiamme, scopriamo che in classifica generale dietro lo stoico Polanc, atteso ad altro martirio domani, c’è ancora Roglic, ma dopo Roglic non c’è Nibali, bensì, a mezzo minutino, Zakarin e Mollema, i due eroi di giornata, l’uno per aver chiuso la partita odierna, l’altro per averla aperta. Nibali è dietro a questi due di un altro minuto intero, e ora ha a meno di mezzo minuto Majka e Carapaz, con pure Landa a un minuto dal siciliano ma in rapida rimonta. Questi pare siano i capitani con galloni conquistati sul campo, e entrambi gli ultimi due sono in casa Movistar, oltreché i più vispi in salita. López, Sivakov o Tangert paiono ormai incasellati nel ruolo di outsider, a cinque minuti circa da Roglic, per non parlare di Yates a quasi sei. Ma attenzione, perché in questo Giro si direbbe che il ruolo di outsider apra tante porte, per chi ha il coraggio di lanciarvisi a spallate a tutta forza e magari con una bella rincorsa da lontano.
Domani tappa blitzkrieg, sui 130 km ma senza un metro di pianura, su e giù per le ripidissime pareti valdostane, con cinque GPM uno via l’altro. Penultimo il durissimo San Carlo a far la selezione sia all’insù, sia con una spaventosa discesa potenzialmente bagnata, prima di un tattico finale a tira e molla. Domenica la tappa fotocopia del Giro di Lombardia versione Como, che non abbisogna di altre presentazioni. Lunedì si riposa e martedì, bufere di neve permettendo, tappone da 230 km con Presolana, Gavia, Mortirolo e Tonale. Insomma, si salvi chi può. Pagherà di più il ghiaccio di Nibali e Roglic oppure il fuoco di Landa e degli altri sciabolatori all’arrembaggio?

Gabriele Bugada

ORDINE D’ARRIVO

1 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 5:34:40
2 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:00:35
3 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:01:20
4 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:01:38
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:01:45
6 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:02:07
7 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:57
8 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:03:34
10 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:03:50
11 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:04:19
12 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:04:23
13 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:04:25
14 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:04:37
15 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:04:39
16 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:04:54
17 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:05:00
18 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:06:40
19 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:07:59
20 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:09:30
21 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:10:16
22 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:10:29
23 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:10:38
24 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:11:20
25 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:12:24
26 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:12:42
27 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:12:49
28 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:12:52
29 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:13:02
30 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:14:48
31 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:16:20
32 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:16:50
33 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:17:08
34 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
35 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:17:10
36 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
37 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:17:41
38 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:19:10
39 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:19:34
40 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:19:59
41 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:20:15
42 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:21:11
43 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
44 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:21:14
45 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
46 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:21:17
47 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:21:27
48 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:21:55
49 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:22:04
50 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:22:16
51 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:23:15
52 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 0:24:38
53 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
54 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
55 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
56 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
57 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
58 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
59 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 0:25:26
60 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott 0:25:34
61 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:26:14
62 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:27:21
63 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
64 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
65 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
66 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:28:48
67 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:30:13
68 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:30:28
69 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
70 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep
71 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 0:30:33
72 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 0:30:36
73 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
74 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 0:30:38
75 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
76 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
77 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:30:51
78 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
79 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 0:30:55
80 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
81 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 0:31:12
82 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 0:32:16
83 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 0:32:22
84 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
85 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 0:33:08
86 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 0:33:26
87 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
88 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
89 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
90 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
91 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
92 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
93 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
94 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 0:33:36
95 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 0:33:38
96 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:33:47
97 Scott Davies (GBr) Dimension Data 0:33:51
98 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:34:18
99 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
100 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
101 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
102 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 0:34:29
103 Christian Knees (Ger) Team Ineos 0:34:35
104 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:34:47
106 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:34:54
107 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF
108 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
109 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
110 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 0:35:10
111 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 0:36:32
112 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 0:37:36
113 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
114 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
115 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:39:59
116 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 0:41:52
117 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
118 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
119 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
120 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:42:09
121 Josef Cerny (Cze) CCC Team 0:42:33
122 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
123 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
124 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
125 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
126 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:43:09
127 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 0:48:53
128 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
129 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
130 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
131 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
132 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ
133 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
134 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
135 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
136 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
137 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
138 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
139 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
140 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
141 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy
142 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
143 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
144 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
145 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
146 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
147 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 0:49:02
148 Sean Bennett (USA) EF Education First 0:49:35
149 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 0:49:50
150 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
151 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 0:49:53

CLASSIFICA GENERALE

1 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 54:28:59
2 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:25
3 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:02:56
4 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:03:06
5 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:04:09
6 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:04:22
7 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:04:28
8 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:05:08
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:07:13
10 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:07:48
11 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:07:52
12 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:08:14
13 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:08:44
14 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:08:52
15 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:11:24
16 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:13:10
17 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:15:14
18 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:15:43
19 Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale 0:16:03
20 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:17:20
21 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:17:22
22 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:18:14
23 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:18:51
24 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:19:48
25 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:19:57
26 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:20:07
27 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:22:19
28 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:22:42
29 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:23:21
30 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:25:12
31 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:25:21
32 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:25:29
33 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:28:01
34 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:28:32
35 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:28:59
36 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:29:02
37 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:29:36
38 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:29:53
39 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:30:41
40 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:30:58
41 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:32:03
42 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:33:00
43 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:34:31
44 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:35:02
45 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:36:09
46 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 0:36:34
47 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:37:10
48 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:38:36
49 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:42:28
50 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:43:06
51 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 0:43:34
52 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:44:04
53 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:45:02
54 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 0:45:15
55 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:45:22
56 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 0:45:23
57 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 0:45:51
58 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:45:53
59 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:46:15
60 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:47:25
61 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:53:38
62 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:53:46
63 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:54:44
64 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:55:33
65 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:56:36
66 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 0:57:22
67 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:57:23
68 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:58:10
69 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 1:00:10
70 Brent Bookwalter (USA) Mitchelton-Scott 1:00:38
71 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 1:00:41
72 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 1:00:53
73 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 1:01:03
74 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 1:01:29
75 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 1:02:40
76 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:02:41
77 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 1:02:43
78 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 1:02:52
79 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:04:47
80 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 1:05:13
81 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 1:06:03
82 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
83 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 1:07:53
84 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 1:08:12
85 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 1:10:12
86 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:10:25
87 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 1:10:46
88 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 1:11:12
89 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:11:39
90 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 1:11:50
91 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 1:12:02
92 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 1:12:10
93 Nathan Brown (USA) EF Education First 1:14:00
94 Christian Knees (Ger) Team Ineos 1:14:31
95 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 1:14:53
96 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 1:15:32
97 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 1:17:04
98 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 1:18:20
99 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 1:19:03
100 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 1:19:49
101 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 1:21:12
102 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal 1:21:20
103 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:23:25
104 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:23:40
105 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 1:23:47
106 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:26:28
107 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:28:33
108 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 1:29:35
109 Chad Haga (USA) Team Sunweb 1:29:47
110 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 1:30:25
111 Nicola Bagioli (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 1:31:50
112 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 1:33:05
113 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 1:36:28
114 Josef Cerny (Cze) CCC Team 1:37:24
115 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 1:38:08
116 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 1:38:24
117 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 1:38:30
118 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 1:38:51
119 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 1:39:07
120 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 1:39:32
121 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 1:39:54
122 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 1:40:07
123 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 1:41:47
124 Sean Bennett (USA) EF Education First 1:42:03
125 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 1:44:14
126 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 1:46:24
127 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 1:46:33
128 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 1:47:30
129 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 1:47:37
130 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 1:48:30
131 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 1:51:04
132 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 1:51:16
133 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 1:51:29
134 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 1:52:25
135 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 1:55:56
136 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 1:56:39
137 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 2:02:07
138 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 2:02:14
139 Scott Davies (GBr) Dimension Data 2:06:25
140 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 2:06:48
141 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 2:10:41
142 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 2:12:27
143 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:13:41
144 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 2:14:14
145 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 2:21:30
146 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 2:23:42
147 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:24:51
148 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 2:29:57
149 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 2:34:07
150 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 2:35:33
151 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 2:38:18

Nibali e Roglic viaggiano appiati tra le muraglie di neve del Nivolet (foto Bettini)

Nibali e Roglic viaggiano appiati tra le muraglie di neve del Nivolet (foto Bettini)

IL GIRO BUSSA ALLE PORTE DEL PARADISO

È arrivato il giorno del primo dei tre tapponi alpini, che avrà come protagonista il Gran Paradiso, sulle cui pendici si affronteranno le ultime due delle tre ascese previste. Prima il Pian del Lupo e poi la conclusiva salita verso il Lago Serrù, lungo la strada per il Colle del Nivolet, potrebbero riscrivere le gerarchie del 102° Giro d’Italia, fin qui principalmente costruite sulle fondamenta delle crono di Bologna e San Marino.

Il Giro d’Italia in paradiso, per ovvie ragioni, fisicamente non c’è mai stato, avvicinandolo soltanto quando si avventura fin sul punto più elevato delle rete stradale italiana, i 2758 metri del Passo dello Stelvio. Ma stavolta potrà quasi toccare con un dito il Paradiso con la P maiuscola, quello tutto nostrano che troneggia tra Piemonte e Valle d’Aosta e che nel 1985 fu “assaggiato” in occasione della frazione che terminava ai 1666 metri di Valnontey, località situata a monte della celebre Cogne dove a imporsi fu il futuro vincitore del Giro d’Italia 1988 Andrew Hampsten. Il 24 maggio di quest’anno, però, ci si avventurerà ancora più in alto, risalendo il versante piemontese della grande montagna – l’unico quattromila tutto italiano – fino ai 2247 metri del Lago Serrù. Gli organizzatori del Giro hanno in questo modo accolto l’annosa richiesta degli enti locali che, però, ambivano a un traguardo ancora più in quota, ai 2612 metri del Colle del Nivolet, il secondo valico stradale asfaltato per altitudine del Piemonte dopo il Colle dell’Agnello (2748 metri). Arrivare fin lassù avrebbe offerto immagini spettacolari alla televisione ma anche comportato parecchi disagi agli organizzatori essendo la strada a fondo cieco e povera di parcheggi in vetta. Ci si dovrà così accontentare di un Nivolet “smozzicato” ma comunque rilevante come difficoltà altimetrica perché si affronterà lo stesso un’ascesa finale esigente, sia sul piano del chilometraggio, sia per le pendenze che si andranno a superare. Per “compensare” il taglio del finale Vegni è andato a scovare un’altra rilevante salita – il Pian del Lupo – proprio nell’imminenza nell’ascesa conclusiva che, unita al Colle del Lys da scalare nella prima parte del percorso, andrà a comporre il quadro del primo dei tre “tapponi” del Giro 2019: dei 188 Km del tracciato poco meno di 50 saranno da percorrere in salita, superando un dislivello globale di quasi 3200 metri, numeri che potrebbe causare un vero e proprio scompiglio nella classifica di una corsa che finora non aveva proposto grandissime salite, se si esclude il Montoso scalato il giorno prima a una trentina di chilometri dal traguardo di Pinerolo. Da quest’ultima si ripartirà in pianura ma, percorsi i primi 9 Km, subito si andrà incontro alla prima salita di giornata, la Colletta di Cumiana, 3700 metri al 6.6% che terminano con un muretto di 700 metri al 10.3% e che iniziano all’uscita dall’omonimo centro, paese natale di Francesco Camusso, corridore che gareggiò tra i professionisti dal 1928 al 1938 e che è principalmente ricordato per aver vinto il Giro d’Italia nel 1931, l’anno nel quale la Gazzetta dello Sport istituì la maglia rosa. Il gruppo scenderà quindi a specchiarsi nelle acque del più grande dei due laghi di Avigliana, nel quale si riflette anche la mole del Monte Pirchiriano, sulla cui cima nel X secolo fu eretta l’Abbazia di San Michele della Chiusa, monumento simbolo della Regione Piemonte più conosciuto con il nome di Sacra di San Michele, un tempo tappa di un percorso di pellegrinaggi dedicato all’arcangelo Michele che collegava la celebre abbazia francese di Mont Saint-Michel con il santuario dedicato al santo eretto a Monte Sant’Angelo in Puglia.
Percorsi 35 Km dal via si giungerà ai piedi della prima delle tre grandi ascese di previste dal tracciato, il Colle del Lys, non certo una novità per la corsa rosa, che la scalò per la prima volta lo scorso anno nel tappone di Bardonecchia vinto da Chris Froome. Dodici mesi fa si era, però, saliti dal versante settentrionale, decisamente più pedalabile rispetto ai 13.7 Km al 6.8% che si affronteranno stavolta per arrivare fino al monumento innalzato in memoria dei 26 partigiani che il 2 luglio del 1944 furono in quel luogo catturati e fucilati dai tedeschi. La discesa successiva condurrà la corsa a Viù, comune noto agli appassionati di “bob kart” in quanto sede – sin dal 1959 – di un gran premio di questa particolare gara che ricorda le “Soapbox Race” americane e che a luglio accoglierà anche l’arrivo della seconda frazione del Giro Rosa, il Giro d’Italia riservato alle donne che pure loro dovranno quel giorno salire sul Lys, anche se dal versante più pedalabile. Sfiorata Lanzo Torinese, principale centro delle tre “Valli di Lanzo” (la più settentrionale è la Val Grande, quella mediana è la Val d’Ala mentre il gruppo proveniva dalla più meridionale delle tre, quella di Viù), inizierà un tratto intermedio di una trentina di chilometri che “traghetterà” il gruppo verso le due ascese finali con un andamento leggermente ondualato. All’inizio di questo tratto si attraverserà la porzione più occidentale della Riserva naturale della Vauda, creata nel 1992 per preservare l’altopiano formatosi ai piedi del ghiacciaio che un tempo ricopriva interamente le Valli di Lanzo; a lievi saliscendi ci si avvicinerà a Rocca Canavese, presso il quale si stagliano i ruderi del locale castello, probabilmente di fondazione longobarda. Un altro breve “zampellotto” sarà quello che introdurrà la corsa a Rivara, dove di castello non ce n’è uno, perché questo comune ne può sfoggiare ben due, anche se entrambi i manieri appartengono al medesimo complesso architettonico. Dopo Busano il percorso si fa meno articolato e con un lungo rettilineo in lieve falsopiano si approderà a Valperga, comune nel cui territorio ricade il Sacro Monte di Belmonte, il più occidentale e forse meno noto dei nove “Sacri Monti” riconosciuti patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO, realizzato nel XVIII secolo su iniziativa del padre francescano Michelangelo da Montiglio, che presso un preesistente santuario eretto attorno all’anno Mille ebbe l’idea di costruire delle cappelle nelle quali far rivivere le scene della Passione. La “traversata” verso il gran finale di corsa terminerà con il passaggio da Cuorgnè, dove il gruppo supererà il corso del torrente Orco – che ha le sue sorgenti proprio dalle parti del Nivolet – a breve distanza dalle arcate del vecchio ponte d’epoca medioevale, in abbandono dopo che nell’800 l’Orco si divorò letteralmente gran parte del manufatto. Al proposito, a guardare la nomenclatura della tappa odierna sembra che ora si entri in pieno nelle pagine d’una favola popolata da personaggi “cattivi” e tra Orco e Lupo il passo sarà breve, sotto la forma dei 9.4 Km all’8.7% che condurranno ai 1405 metri del Pian del Lupo attraversando parte della “Valle Sacra”, area del Canavese che prende questo nome dalla numerosa presenza di luoghi di culto, come il santuario dedicata a Santa Elisabetta, costruito nel 1796 poco sopra l’omonima frazione posta lungo l’ascesa che si starà percorrendo. Una discesa nettamente più tenera rispetto all’ascesa appena lasciatesi alle spalle (la pendenza media è del 5.5%) ricondurrà in circa 17 Km nella valle dell’Orco che, a partire da questo punto, sarà compagno di viaggio sino al traguardo, anche se non è ancora arrivato il momento dell’ascesa finale. Per quasi 25 Km, infatti, si correrà in ambiente di “pre salita”, prendendo dolcemente quota mentre si attraverseranno i centri di Pont Canavese (vi si trova l’antica pieve di Santa Maria in Doblazio) e Locana che, con i suoi quasi 133 Km quadrati, è il più esteso comune della provincia di Torino. È proprio da qui che la salita inizia a farsi più concreta, anche se le cartine ufficiali del Giro 2019 indicano come punto d’inizio ascesa il successivo centro di Noasca, comune dove nel 1950 furono girate alcune scene de “Il cammino della speranza”, pellicola di Pietro Germi inserita nell’elenco dei “100 film italiani da salvare” e che racconta il drammatico viaggio di un gruppo di minatori siciliani che abbandonarono la loro terra per cercare fortuna in Francia. Da qui iniziano gli ultimi 20.3 Km di gara, altalenanti perché inizialmente l’ascesa procede a gradoni alternando tratti in lieve ascesa ad altri più impegnativi, con l’incursione di una porzione pianeggiante di quasi 2 Km e mezzo che inizia dopo il passaggio da Ceresole Reale, il comune più alto valle, il cui toponimo ricorda l’epoca nel quale il Gran Paradiso non era ancora parco naturale – è il più antico d’Italia, istituito nel 1922 – ma riserva di caccia concessa in uso esclusivo ai regnanti di Casa Savoia, per i quali fu appositamente tracciata una fitta rete di mulattiere. All’uscita dalla pianura intermedia si incontrerà il Rifugio Muzio, piccola struttura ricettiva ricavata in quella che un tempo era una caserma costruita nel 1941, ha inizio la parte conclusiva della salita, che stavolta tirerà dritta senza più interruzioni nei conclusivi 6 Km che salgono all’8.9% verso il Lago Serrù, il bacino artificiale che sta all’inizio dell’ultimo panoramico tratto della strada del Nivolet, sui cui tornanti nel 1969 fu girata una spettacolare scena d’inseguimento, degna di un episodio della saga di 007, nel finale de “Un colpo all’italiana”, film di Peter Collison che occupa il 36° posto nella BFI 100, la lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.
Sono paesaggi da film che non avranno la possibilità di gustarsi i corridori, oggi chiamati a scrivere una delle pagine più importanti della storia del 102° Giro d’Italia.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Cappella della Colletta (617 metri). Valicata dalla SP 193 “della Colletta” che mette in comunicazione Cumiana con Giaveno, è quotata 621 sulle cartine del Giro 2019, dov’è chiamata con il nome di Colletta di Cumiana. Il Giro l’ha scalata tre volte, ma solo nel 1991 era valida come traguardo GPM: era la tappa Savigliano – Sestriere e vi scollinò in testa lo spagnolo Iñaki Gastón mentre a imporsi sul traguardo fu il connazionale Eduardo Chozas. Gli altri due passaggi risalgono al 2009 (Cuneo-Pinerolo, vittoria di Danilo Di Luca) e al 2016 (Muggiò-Pinerolo, primo al traguardo Matteo Trentin).

Colle del Lys (1311 metri). Aperto tra i monti Arpone e Pelà, è valicato dalla SP 197 “del Colle del Lys” e mette in comunicazione Almese con Viù. Talvolta il suo nome viene scritto “Lis”. Il Giro d’Italia l’ha inserito nel tracciato per la prima volta lo scorso anno, all’inizio del tappone che da Venaria Reale conduceva a Bardonecchia, vinto da Chris Froome. In vetta al Lys era transitato per primo lo spagnolo Luis León Sánchez.

Col San Giovanni (1116 metri). Valicato dalla SP 197 “del Colle del Lys” nel corso della discesa che dal Colle del Lys conduce a Viù.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Lago Grande di Avigliana

Sacra di San Michele

Lo scollinamento del Colle del Lys

Rocca Canavese, ruderi del castello

Castello di Rivara

Una cappella del Sacro Monte di Belmone a Valperga

Cuorgnè, vecchio ponte sul torrente Orco

Colleretto Castelnuovo, Santuario di Santa Elisabetta

La pianura del Canavese vista dalla strada per Pian del Lupo

Pont Canavese, Pieve di Santa Maria in Doblazio

Scena del drammatico film “Il cammino della speranza” girata a Noasca (www.davinotti.com)

Scena del drammatico film “Il cammino della speranza” girata a Noasca (www.davinotti.com)

Il rifugio Muzio, dal quale ha inizio il tratto più impegnativo dell’ascesa finale

Un’autobus in precario equilibrio sul precipizio: è una delle più spettacolari scene del film “Un colpo all’italiana”, girata lungo la strada del Colle del Nivolet  (www.davinotti.com)

Un’autobus in precario equilibrio sul precipizio: è una delle più spettacolari scene del film “Un colpo all’italiana”, girata lungo la strada del Colle del Nivolet (www.davinotti.com)

Il lago Serrù (sullo sfondo) e, in trasparenza, l’altimetria della 13a tappa del Giro d’Italia 2019 (wikipedia)

Il lago Serrù (sullo sfondo) e, in trasparenza, l’altimetria della 13a tappa del Giro d’Italia 2019 (wikipedia)