LA CARICA DEL 101° A SAPPADA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1974, partita da un’altra terra “santa”, quella della Città del Vaticano).

GIRO D’ITALIA, GIRO DEL MONDO

Italia

Gigante Yates a Sappada! Dumoulin perde 41 secondi. Crisi Froome, crollo Aru – Aru, la crisi è nerissima. Yates corre da padrone. E Froome rallenta – Fabio arriva a 19’32”: “Rispetto per il mio dramma” – Yates, tre colpi sul petto: “No, non ha ancora vinto” – Lopez: “La lite con Dumoulin? Doveva inseguire lui” (Gazzetta dello Sport)

Capolavoro Yates al Giro. A Sappada fugge e allunga in classifica. Crolla Aru (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Yates leaves Dumoulin and Froome behind to clinch stage 15 in style (The Independent)

Yates solos to stage win and dominant position at Giro d’Italia(The Times)

Francia

Yates, encore lui! – Pinot: «Il faudra être bon mardi» – «Deux minutes, ce n’est pas énorme» – Le calvaire d’Aru – Pinot: «Mieux qu’hier» – Tout sauf une balade (L’Equipe)

Et à la fin, c’est Simon Yates qui gagne – Froome voyage en hélicoptère, Yates se contente du bus – Yates : «Je ne suis pas sûr d’être le favori» (Le Figaro)

Spagna

Yates, imparable en Dolomitas: tercer triunfo y ya divisa Roma (AS)

Yates ensancha la maglia (Marca)

Estocada de Simon Yates en las Dolomitas a las puertas de la decisiva contrarreloj – Simon Yates: “La ventaja de 2’11” con Dumoulin es buena” – Dumoulin: “Hice todo lo que puede, pero Yates está muy fuerte” – “Yates ha dado una lección magistral de lo que es el ciclismo de ataque” (El Mundo Deportivo)

Belgio

Oppermachtige Yates pakt derde ritzege en neemt stevige optie op eindwinst in Giro (Het Nieuwsblad)

Simon Yates frappe un grand coup au Giro: il remporte la 15e étape en solitaire et conforte son maillot rose – Froome distancé au Giro: “Je n’avais tout simplement pas les jambes aujourd’hui” (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Yates deelt tik uit aan Dumoulin – Tom Dumoulin: ’Yates speelt met ons’(De Telegraaf)

Hooggeberg­te is als speeltuin voor Yates, ziet ook Dumoulin – Nabeschouwing: Het roze lijkt verder weg dan ooit – Dumoulin ziet verschil oplopen: Yates veel te sterk (Algemeen Dagblad)

Simon Yates loopt verder uit op Dumoulin in Giro – Dumoulin verliest weer kostbare seconden op de roze trui na formidabele demarrage Yates: ‘Hij speelt met ons’ (de Volkskrant)

Germania

Superstarker Yates baut Führung aus – Froome bricht ein (Berliner Zeitung)

Svizzera

Simon Yates baut seine Führung aus (Neue Zürcher Zeitung)

Simon Yates les bras en l’air pour la 3e fois (24 Heures)

Stati Uniti

Yates Wins 15th Stage for 3rd Win, Extends Giro Lead (The New York Times)

Colombia

Miguel Ángel López, sexto en la general, pelea por el podio del Giro (El Tiempo)

Miguel Ángel López se metió en el top-5 del Giro de Italia – Miguel Ángel López: “Hay que cuidar la camiseta blanca” (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz logró el quinto lugar en la etapa 15 del Giro de Italia (El Universo)

Australia

Yates wins third stage (Herald Sun)

Giro d’Italia: Simon Yates stretches lead ahead of time trial (The Sydney Morning Herald)

DISCOGIRO: la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Master Song” (Leonard Cohen)

a cura di DJ Jorgens

METEO GIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Trento – partenza primo corridore: pioggia consistente (1 mm), 18.6°C, vento debole da E (6 Km/h), umidità al 91%
Trento – partenza maglia rosa: pioggia modesta (0,5 mm), 18.6°C, vento debole da E (6-7 Km/h), umidità al 91%
Rovereto – arrivo primo corridore: pioggia consistente (1,4 mm), 18.7°C, vento debole da ENE (7-9 Km/h), umidità al 93%
Rovereto – arrivo maglia rosa : pioggia consistente (0,7 mm), 18.8°C, vento debole da ENE (6-8 Km/h), umidità al 93%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Martinello: “La pioggia caratterizzà il finale”
Pancani: “Siamo appena transitati al 3 Km dal GPM”
Martinello: “Il GPM che si è consumato pochi minuti fa”
Saligari: “Senza trascurare il tempo massimo per i velocisti che saranno avvisati” (ci sono corridori di serie B che non vengono avvertiti del tempo massimo?)
Frascatore (cineoperatore RAI addetto alla ripresa del traguardo): “Certi corridori arrivano sul manubrio senza nessuna espressione”
Frascatore: “Dumoulin vedo che arriva in salita alle spalle degli scalatori”
Garzelli: “La pioggia può cambiare le scene in gioco”
Pancani: “Il finale è adattissime alla maglia rosa”
Saligari: “È andato a pezzi il tentativo della fuga” (era il gruppetto dei fuggitivi che si era frazionato)
De Luca: “Tiger Woods” (Michael Woods)
Garzelli: “Si guarderanno alle spella”
Martinello: “La maglia rosa si è accorta che il connazionale Simon Yates è in crisi”
Pancani: “La gap che è riuscita a scavare”
Televideo: “Lopes” (Lopez)

e se vi stesse chiedendo il perchè del titolo…

dalla telecronaca della tappa dell’Alpe di Siusi (Giro 2016)

Pancani: “Silviolo”
Martinello: “Dimmi Pancanolo”

IL GIRO DI GOMEZ
In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della quindicesima tappa, Tolmezzo – Sappada

1° Alex Dowsett
2° Tony Martin
3° Giuseppe Fonzi a 4′58″
4° Paolo Simion s.t.
5° Maxim Belkov s.t.

Classifica generale

1° Giuseppe Fonzi
2° Eugert Zhupa a 13′23″
3° Svein Tuft a 14′14″
4° Marco Coledan a 20′00″
5° Paolo Simion a 26′39″

1974: QUANDO LA CORSA ROSA PARTÌ DAL VATICANO
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1974 la cui partenza dalla Città del Vaticano quasi rivaleggia in “peso” con quella da Gerusalemme

1 GIUGNO 1974 – 15a TAPPA: SANREMO – VALENZA (206 Km)

GUALAZZINI, LICENZA DI VINCERE
Sul traguardo di Valenza settimo successo italiano nel Giro
Facile sprint davanti a quattro compagni italiani di fuga – Sercu e De Vlaeminck hanno concesso al loro gregario “via libera” – Nessuna emozione dalla Liguria al Piemonte – Fuente tenta oggi una rivincita sul Monte Generoso – Arrivo a Mendrisio, in Svizzera – Baronchelli manca di fiducia: “Merckx troppo forte per me” – Baronchelli il più corretto: premiato dai giornalisti

Fabio Aru sia appresta a salire sul van dellUAE Team Emirates al termine di una frazione per lui drammatica (foto Bettini)

Fabio Aru sia appresta a salire sul van dell'UAE Team Emirates al termine di una frazione per lui drammatica (foto Bettini)

ARCHIVIO

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Raduno di partenza Gerusalemme
1a tappa: Gerusalemme (cronometro indivuduale)
2a tappa: Haifa – Tel Aviv
3a tappa: Be’er Sheva – Eilat
4a tappa: Catania – Caltagirone
5a tappa: Agringento – Santa Ninfa (Valle del Belice)
6a tappa: Caltanissetta – Etna (Osservatorio Astronomico)
7a tappa: Pizzo – Praia a Mare
8a tappa: Praia a Mare – Montevergine
9a tappa: Pesco Sannita – Gran Sasso d’Italia (Campo Imperatore)
10a tappa: Penne – Gualdo Tadino
11a tappa: Assisi – Osimo
12a tappa: Osimo – Imola
13a tappa: Ferrara – Nervesa della Battaglia
14a tappa: San Vito al Tagliamento – Monte Zoncolan

YATES, QUESTA E’ UN’IMPRESA

La maglia rosa attacca sul Costalissoio, a 18 km dal traguardo, e trionfa in solitaria a Sappada. Pinot, Dumoulin, Pozzovivo, Lopez e Carapaz perdono 41’’. Il capoclassifica si presenta così con 2’11’’ alla cronometro di martedì. Froome cede 1’32’’. Aru rischia il ritiro, poi chiude a 19 minuti e mezzo.

Il più forte, il più coraggioso, il più scaltro sul piano tattico. Sul traguardo di Sappada, Simon Yates ha coronato una seconda settimana di Giro d’Italia ai limiti della perfezione: vittoria di tappa al termine di un’azione solitaria di 18 km, ma soprattutto un allungo in classifica generale che gli concede la possibilità di salvare la maglia rosa anche nella cronometro di martedì. E se lo Zoncolan aveva proiettato sul primato di Yates l’ombra del ritorno di Chris Froome, la frazione dolomitica di oggi l’ha di nuovo allontanata: oltre un minuto e mezzo il passivo del quattro volte vincitore del Tour de France, sorpreso in discesa e in difficoltà in salita.
Il capolavoro di Yates è cominciato sulla salita di Costalissoio, l’ultima rampa davvero selettiva prima della pedalabile ascesa finale verso Sappada, quando il gruppo dei favoriti era già esploso. Merito di Miguel Angel Lopez, che nella discesa del Passo di Sant’Antonio ha dato uno strattone a un plotone forte di una ventina di unità, selezionato sull’erta precedente dagli uomini della Sunweb. Nella trappola del colombiano è finito Froome, che ha approcciato la penultima asperità di giornata con una manciata di metri di ritardo. Abbastanza per convincere Lopez a insistere e i compagni della maglia rosa, capeggiati dal solito, infaticabile Jack Haig, a collaborare. George Bennett è stato il primo a provare a rilanciare, ma la svolta è arrivata quando la maglia rosa ha preso in mano la corsa. Al primo scatto hanno saputo rispondere Lopez, Dumoulin, Pozzovivo, Pinot e Carapaz; al secondo, nessuno. In cima, il leader indiscusso delle prime due settimane di Giro vantava appena una quindicina di secondi sui diretti inseguitori. In fondo alla discesa, il divario era raddoppiato.
Pinot e Dumoulin non sono riusciti a convincere i compagni di viaggio a cooperare, e così il vantaggio della maglia rosa è lentamente ma costantemente aumentato fino ai 5 km dal termine, quando ha superato i 50 secondi. È stato allora che Carapaz ha rotto lo stallo con un’accelerazione che ha messo a nudo le difficoltà di Dumoulin, incapace di replicare. Soltanto un poco comprensibile marcamento reciproco fra Pozzovivo, Pinot, Lopez e Carapaz ha permesso al vincitore dell’edizione 2017 di tornare sotto e strappare anche i 4 secondi di abbuono del terzo posto nello sprint dei battuti, preceduto solo dal francese. Yates aveva ormai tagliato il traguardo da 41’’, e vedeva così il suo margine sull’olandese schizzare a 2 minuti e 11: all’incirca quanto il britannico si aspetta di perdere nella cronometro di martedì.
Mentre la maglia di Yates diventava sempre più rosa, Froome scivolava via via sempre più indietro. 1’32’’, alla fine, il suo distacco, limitato soltanto grazie all’aiuto di Wouter Poels e Sergio Henao. Molto peggio è andata a Fabio Aru, che, se ieri aveva dovuto dire addio a ogni ambizione di classifica, sul Passo di Sant’Antonio è stato molto vicino a dire addio al Giro 2018. Il sardo ha resistito alla tentazione del ritiro, ma ha chiuso a 19 minuti e mezzo dal vincitore. Una crisi forse favorita anche dal ritmo folle tenuto dal gruppo per quasi tutta la giornata. La maxi-fuga (Denz, Cherel, Jauregui, Quintana, Neilands, Sbaragli, Modolo, Nibali, Visconti, Bonifazio, Lutsenko, Ballerini, Masnada, De Marchi, Van der Sande, Bewley, Brambilla, Ciccone, Barbin, Stybar, Lammertink, Ulissi, Mori, Ladagnous) è partita dopo circa due ore di gara condotte a tutta, e non ha mai preso più di 3 minuti di vantaggio. Merito o colpa anche della Education First, che prima e durante il Passo Tre Croci ha speso tutto per lanciare l’attacco di Michael Woods. Azione che non ha fruttato al canadese più di un minuto e che si è esaurita pochi chilometri dopo la fine della discesa, ma che ha fatto accumulare ulteriore fatica nelle gambe dei corridori.
La nuova generale vede sempre in cima il binomio Yates-Dumoulin, con Pozzovivo sempre terzo, a 2’28’’. Conferma la sua posizione, la quarta, anche Thibaut Pinot, ora staccato di 2’37’’. Froome vanifica una parte della risalita di ieri e scivola dal quinto al settimo posto (+4’52’’), scavalcato da Lopez (+4’27’’) e Carapaz (+4’47’’). Bennett è ottavo a 5’34’’, mentre Bilbao, nono a 5’59’’, potrebbe diventare una preziosa arma tattica, nell’ultima settimana, per un Lopez che pare in costante crescita.

Matteo Novarini

ORDINE D’ARRIVO

1 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 4:37:56
2 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:00:41
3 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb
4 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
5 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
6 Thibaut Pinot (Fra) Groupama-FDJ
7 Alexandre Geniez (Fra) AG2R La Mondiale 0:01:20
8 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
9 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
10 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb
11 Sébastien Reichenbach (Swi) Groupama-FDJ
12 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
13 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
14 George Bennett (NZl) LottoNL-Jumbo
15 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data
16 Rohan Dennis (Aus) BMC Racing Team
17 Chris Froome (GBr) Team Sky 0:01:32
18 Wout Poels (Ned) Team Sky
19 Carlos Betancur (Col) Movistar Team 0:02:11
20 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott 0:03:33
21 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 0:04:13
22 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
23 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
24 Sergio Henao (Col) Team Sky
25 Felix Grossschartner (Aut) Bora-Hansgrohe
26 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:06:09
27 Georg Preidler (Aut) Groupama-FDJ 0:06:46
28 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo
29 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale
30 Kenny Elissonde (Fra) Team Sky
31 Adam Hansen (Aus) Lotto Fix All 0:07:30
32 Kilian Frankiny (Swi) BMC Racing Team
33 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
34 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:09:48
35 Matej Mohoric (Slo) Bahrain-Merida
36 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 0:11:15
37 Benjamin King (USA) Dimension Data 0:13:37
38 Enrico Battaglin (Ita) LottoNL-Jumbo
39 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team
40 Steve Morabito (Swi) Groupama-FDJ
41 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
42 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
43 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
44 Domen Novak (Slo) Bahrain-Merida 0:19:02
45 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:19:31
46 Davide Ballerini (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
47 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
48 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe
49 Matthieu Ladagnous (Fra) Groupama-FDJ
50 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
51 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott
52 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
53 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
54 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
55 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors
56 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Fix All
57 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
58 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
59 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
60 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin
61 Chad Haga (USA) Team Sunweb
62 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
63 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
64 Vegard Stake Laengen (Nor) UAE Team Emirates
65 Laurens ten Dam (Ned) Team Sunweb
66 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
67 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
68 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates
69 Fabio Aru (Ita) UAE Team Emirates
70 Darwin Atapuma (Col) UAE Team Emirates
71 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida
72 Dayer Quintana (Col) Movistar Team 0:19:39
73 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
74 Sacha Modolo (Ita) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
75 Sander Armee (Bel) Lotto Fix All 0:25:27
76 Ben Hermans (Bel) Israel Cycling Academy 0:26:14
77 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
78 Alex Turrin (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
79 Joe Dombrowski (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
80 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
81 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
82 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
83 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
84 David De La Cruz (Spa) Team Sky
85 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
86 Eduardo Sepulveda (Arg) Movistar Team 0:26:43
87 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 0:28:02
88 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
89 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida
90 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ 0:29:15
91 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
92 Christian Knees (Ger) Team Sky
93 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
94 Mads Würtz Schmidt (Den) Katusha-Alpecin
95 Niklas Eg (Den) Trek-Segafredo
96 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
97 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
98 Gijs Van Hoecke (Bel) LottoNL-Jumbo
99 Danny van Poppel (Ned) LottoNL-Jumbo
100 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team
101 Hugh Carthy (GBr) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
102 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo
103 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
104 Jarlinson Pantano (Col) Trek-Segafredo
105 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe
106 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
107 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
108 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors
109 Louis Vervaeke (Bel) Team Sunweb
110 Nathan Brown (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
111 Jaco Venter (RSA) Dimension Data
112 Louis Meintjes (RSA) Dimension Data
113 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
114 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida
115 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
116 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin
117 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo
118 Jos van Emden (Ned) LottoNL-Jumbo
119 Clement Venturini (Fra) AG2R La Mondiale
120 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF
121 Koen Bouwmam (Ned) LottoNL-Jumbo
122 Sam Bewley (NZl) Mitchelton-Scott
123 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team
124 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors 0:35:49
125 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors
126 William Bonnet (Fra) Groupama-FDJ
127 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
128 Jérémy Roy (Fra) Groupama-FDJ
129 Marco Coledan (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
130 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
131 Rodolfo Torres (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
132 Ryan Mullen (Irl) Trek-Segafredo
133 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo
134 Florian Senechal (Fra) Quick-Step Floors
135 Tom Van Asbroeck (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
136 Rémi Cavagna (Fra) Quick-Step Floors
137 Guy Sagiv (Isr) Israel Cycling Academy
138 Jurgen Roelandts (Bel) BMC Racing Team
139 Jens Debusschere (Bel) Lotto Fix All
140 Michael Mørkøv (Den) Quick-Step Floors
141 Liam Bertazzo (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
142 Lars Bak (Den) Lotto Fix All
143 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
144 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
145 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina-Selle Italia
146 Jacopo Mosca (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
147 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
148 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
149 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb
150 Zakkari Dempster (Aus) Israel Cycling Academy
151 Boy van Poppel (Ned) Trek-Segafredo
152 Frederik Frison (Bel) Lotto Fix All
153 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
154 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Fix All
155 Mitchell Docker (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
156 Svein Tuft (Can) Mitchelton-Scott
157 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
158 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
159 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
160 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin 0:40:47
161 Alex Dowsett (GBr) Katusha-Alpecin

CLASSIFICA GENERALE

1 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 65:57:37
2 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:02:11
3 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:02:28
4 Thibaut Pinot (Fra) Groupama-FDJ 0:02:37
5 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:04:27
6 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:04:47
7 Chris Froome (GBr) Team Sky 0:04:52
8 George Bennett (NZl) LottoNL-Jumbo 0:05:34
9 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:05:59
10 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:06:13
11 Rohan Dennis (Aus) BMC Racing Team 0:06:41
12 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:07:12
13 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:07:27
14 Carlos Betancur (Col) Movistar Team 0:08:00
15 Alexandre Geniez (Fra) AG2R La Mondiale 0:09:00
16 Wout Poels (Ned) Team Sky 0:09:38
17 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:09:49
18 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:09:56
19 Sergio Henao (Col) Team Sky 0:13:15
20 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 0:15:20
21 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:19:39
22 Fabio Aru (Ita) UAE Team Emirates 0:25:14
23 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale 0:26:55
24 Sébastien Reichenbach (Swi) Groupama-FDJ 0:31:37
25 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:32:17
26 Georg Preidler (Aut) Groupama-FDJ 0:35:59
27 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors 0:38:26
28 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:39:43
29 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott 0:39:50
30 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:41:08
31 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:41:27
32 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:45:07
33 Matej Mohoric (Slo) Bahrain-Merida 0:48:08
34 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team 0:51:24
35 Felix Grossschartner (Aut) Bora-Hansgrohe 0:52:09
36 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo 1:00:19
37 Enrico Battaglin (Ita) LottoNL-Jumbo 1:08:11
38 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 1:09:49
39 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 1:10:15
40 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale 1:10:30
41 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 1:11:20
42 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin 1:11:30
43 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 1:12:46
44 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team 1:14:27
45 Louis Meintjes (RSA) Dimension Data 1:16:02
46 Benjamin King (USA) Dimension Data 1:16:37
47 Ben Hermans (Bel) Israel Cycling Academy 1:18:03
48 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:19:02
49 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott 1:20:40
50 Laurens ten Dam (Ned) Team Sunweb 1:20:48
51 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF
52 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 1:22:04
53 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:25:37
54 Adam Hansen (Aus) Lotto Fix All 1:25:39
55 Nathan Brown (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:26:32
56 Jarlinson Pantano (Col) Trek-Segafredo 1:29:42
57 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:35:05
58 Joe Dombrowski (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:35:53
59 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 1:36:03
60 Rodolfo Torres (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 1:38:26
61 Kenny Elissonde (Fra) Team Sky 1:39:00
62 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 1:39:07
63 Darwin Atapuma (Col) UAE Team Emirates 1:41:16
64 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe 1:43:45
65 David De La Cruz (Spa) Team Sky 1:44:03
66 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 1:44:45
67 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:47:05
68 Chad Haga (USA) Team Sunweb 1:47:35
69 Kilian Frankiny (Swi) BMC Racing Team 1:48:29
70 Louis Vervaeke (Bel) Team Sunweb 1:49:29
71 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 1:50:04
72 Sander Armee (Bel) Lotto Fix All 1:51:37
73 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 1:52:50
74 Koen Bouwmam (Ned) LottoNL-Jumbo 1:58:45
75 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Fix All 2:00:21
76 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 2:01:30
77 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates 2:04:23
78 Hugh Carthy (GBr) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 2:06:05
79 Davide Ballerini (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:07:15
80 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 2:08:09
81 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 2:08:21
82 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 2:12:30
83 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 2:13:14
84 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ 2:15:25
85 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:15:38
86 Dayer Quintana (Col) Movistar Team 2:18:00
87 Steve Morabito (Swi) Groupama-FDJ 2:18:11
88 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors 2:21:33
89 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo 2:21:47
90 Mads Würtz Schmidt (Den) Katusha-Alpecin 2:22:26
91 Matthieu Ladagnous (Fra) Groupama-FDJ 2:22:32
92 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 2:22:35
93 Sacha Modolo (Ita) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 2:25:21
94 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:28:20
95 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:28:44
96 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:29:09
97 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 2:31:14
98 Jaco Venter (RSA) Dimension Data 2:33:33
99 Clement Venturini (Fra) AG2R La Mondiale 2:34:27
100 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 2:36:23
101 Vegard Stake Laengen (Nor) UAE Team Emirates 2:39:02
102 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 2:39:32
103 Niklas Eg (Den) Trek-Segafredo 2:41:39
104 Lars Bak (Den) Lotto Fix All 2:42:16
105 Eduardo Sepulveda (Arg) Movistar Team 2:44:20
106 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe 2:45:17
107 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 2:46:49
108 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin 2:47:35
109 Rémi Cavagna (Fra) Quick-Step Floors 2:49:58
110 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin 2:51:36
111 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 2:51:39
112 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 2:52:34
113 Jos van Emden (Ned) LottoNL-Jumbo 2:53:15
114 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida 2:53:19
115 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 2:53:25
116 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team 2:53:39
117 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
118 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo 2:56:36
119 Christian Knees (Ger) Team Sky 2:56:41
120 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 2:56:44
121 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:56:55
122 Gijs Van Hoecke (Bel) LottoNL-Jumbo 2:57:14
123 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 2:58:20
124 Jacopo Mosca (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 2:59:09
125 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF
126 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:59:26
127 Domen Novak (Slo) Bahrain-Merida 3:01:00
128 Jérémy Roy (Fra) Groupama-FDJ 3:01:04
129 Alex Dowsett (GBr) Katusha-Alpecin 3:02:43
130 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin 3:02:44
131 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:05:08
132 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb 3:07:17
133 Alex Turrin (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 3:07:29
134 Danny van Poppel (Ned) LottoNL-Jumbo 3:07:54
135 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team 3:08:42
136 Michael Mørkøv (Den) Quick-Step Floors 3:09:21
137 Sam Bewley (NZl) Mitchelton-Scott 3:09:23
138 Jurgen Roelandts (Bel) BMC Racing Team 3:10:54
139 Zakkari Dempster (Aus) Israel Cycling Academy 3:11:02
140 Florian Senechal (Fra) Quick-Step Floors 3:11:45
141 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Fix All 3:13:13
142 William Bonnet (Fra) Groupama-FDJ 3:13:55
143 Tom Van Asbroeck (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 3:15:12
144 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors 3:16:44
145 Mitchell Docker (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 3:17:50
146 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors 3:19:50
147 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 3:20:51
148 Frederik Frison (Bel) Lotto Fix All 3:22:13
149 Ryan Mullen (Irl) Trek-Segafredo 3:24:18
150 Jens Debusschere (Bel) Lotto Fix All 3:25:09
151 Guy Sagiv (Isr) Israel Cycling Academy 3:26:17
152 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe 3:26:57
153 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb 3:30:14
154 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 3:30:53
155 Boy van Poppel (Ned) Trek-Segafredo 3:31:26
156 Liam Bertazzo (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 3:32:11
157 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 3:33:13
158 Marco Coledan (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 3:39:52
159 Svein Tuft (Can) Mitchelton-Scott 3:45:38
160 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina-Selle Italia 3:46:29
161 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 3:59:52

Lattacco di Simon Yates verso Sappada (foto Bettini)

L'attacco di Simon Yates verso Sappada (foto Bettini)

TOLMEZZO – SAPPADA: RITORNO SUL LUOGO DEL MISFATTO

Dopo lo Zoncolan arriva il turno delle Dolomiti, quest’anno solo sfiorate dal Giro in occasione di una frazione che riporeterà la corsa rosa a Sappada 21 anni dopo la storica tappa del tradimento di Stephen Roche ai danni del capitano in rosa Roberto Visentini. Pur non essendoci i pressuposti per definirla “tappone”, anche questa frazione potrà lasciare il segno in classifica se la corsa si accendesse in un finale di gara che propone tre ascese consecutive, non durissime ma abbastanza da creare un po’ di selezione, che potrebbe essere acuita dalla fatica accumulata il giorno prima.

La voce Sappada potrebbe entrare nei dizionari d’italiano come sinonimo di tradimento. È questo, infatti, il primo termine che viene in mente all’appassionato di ciclismo nell’udire il nome della località di sport invernali “ex veneta”, dallo scorso 16 dicembre tornata al Friuli-Venezia Giulia, regione alla quale era già era appartenuta sino al 1852. Non è questo il tradimento al quale abbiamo fatto accenno ma quello che si concretizzò il 6 giugno del 1987 in occasione della tappa del Giro che si correva tra Jesolo e, per l’appunto, Sappada. Quell’edizione della corsa rosa era scattata due settimane prima da Sanremo esattamente come si era conclusa quella precedente poiché era stato il vincitore uscente Roberto Visentini a imporsi nel prologo disegnato da Vincenzo Torriani sul lungomare della “città dei fiori”. Il campione bresciano ancora non immaginava di covare una serpe in seno, vale a dire il compagno di squadra irlandese Stephen Roche, che il giorno successivo vincerà la cronodiscesa dal Poggio, poi vestirà la maglia rosa grazie al successo della Carrera nella cronosquadre del Lido di Camaiore, supererà indenne il primo arrivo in salita al Terminillo e quindi manterrà le insegne del primato per una decina di giorni, fino alla cronoscalata di San Marino nella quale Visentini ristabilirà le gerarchie imponendosi con oltre un minuto sull’elvetico Rominger, mentre Roche accuserà ben 2’47”. Fin lì, però, era andato tutto come previsto in casa Carrera e dopo San Marino il bresciano era tornato a comandare dall’alto la classifica con l’irlandese sceso al secondo posto con 2’42” di ritardo e, quel che ancora non si sapeva, ancora con l’acquolina in bocca per la rosa appena lasciata. Quarantottore più tardi si correra la prima tappa alpina, 224 Km chilometri per andare dal mare alla montagna, da Jesolo a Sappada, affrontando quale prima difficoltà altimetrica l’ascesa alla Forcella di Monte Rest, nella cui discesa avvenne il primo atto del “misfatto”, un attacco a due voci una delle quali era proprio l’ex capoclassifica. Raggiunti fino a 1’15” di vantaggio, i due fuggitivi furono ripresi ai piedi dell’asperità successiva, la Sella Valcalda, e proprio lì partì il secondo affondo dell’irlandese, con il quale stavolta rimansero parecchi uomini di classifica. E Visentini crollò, prima fisicamente e poi psicologicamente, e l’ascesa finale verso il traguardo divenne per lui un vero e proprio calvario che lo porterà a tagliare la linea d’arrivo quasi 7 minuti dopo il vincitore, il corridore olandese Johan van der Velde. Da lì in poi il Giro correrà sul sottile binario della polemica, con la Carrera letteralmente spaccata in due fazioni, una pro Visentini e l’altra votata alla causa di Roche, che vincerà il Giro e poi si riabiliterà alla grande imponendosi nella stessa stagione nel Tour de France e nel mondiale, un “en plein” che in carriera prima di lui era riuscito solo al grande Eddy Merckx e che in seguito nessun altro riuscirà a emulare.
È dunque con il “brivido” di questo ricordo che il gruppo si schiererà al via della tappa che riporterà la corsa rosa a Sappada, al termine di una frazione solo apparentemente poco impegnativa. Pur mancando grandissime ascese gli ultimi 40 Km non presenteranno momenti di riposo tra una salita e l’altra – che, invece, erano presenti nel finale della tappa dello Zoncolan – e chi non avesse ancora smaltito le fatiche del giorno precedente potrebbe pagare un salato tributo in classifica.
Si partirà da Tolmezzo e, lasciato il capoluogo della Carnia, nei primi 50 Km si risalirà il tratto iniziale del corso del Tagliamento, pedalando in direzione del centro di Ampezzo, che fu la capitale della Repubblica libera della Carnia, costituita dai partigiani il primo agosto del 1944 e spazzata via l’8 ottobre dello stesso anno da una controffensiva nazifascista. È in corrispondenza di questo centro che ha inizio la prima delle sei salite previste dal percorso, la pedalabile Sella di Cima Corso (6 Km al 4,7%), subito dopo il quale la corsa attraverserà il cosiddetto “Passo della Morte”, così chiamato in riferimento ad un fatto d’arme avvenuto il 24 maggio del 1848, quando truppe locali tentarono di resistere all’avanzata degli austriaci, che cercavano di raggiungere il Cadore per reprimere una rivolta. Un tratto in quota a lievi saliscendi condurrà i “girini” ai piedi della successiva difficoltà, il Passo della Mauria (6 Km al 5,2%), oggi poco appettitoso per le pendenze ma che un tempo era reso più selettivo a causa del fondo sterrato come testimonia il “curriculum” di quest’ascesa che fu conquistata da corridori del calibro di Coppi (1951) e Bartali (1939 e 1946). In vista dello scollinamento la corsa lascerà il Friuli per passare in Veneto, scendendo quindi in direzione di Lorenzago, il centro cadorino che divenne famoso negli anni ’80 per aver accolto in sei occasioni Papa Giovanni Paolo II durante le ferie estive.
Superate le prime due salite, il tracciato non proporrà più grandissimi ostacoli nella successiva quarantina di chilometri da pedalare sulle strade del Cadore, con il tratto più impegnativo rappresentato dalla morbida salitella verso Pieve di Cadore, il capoluogo di quest’area nel cui cuore si trova la casa natale del celebre pittore Tiziano Vecellio. Superato questo piccolo “scalino” il percorso tenderà sempre a salire, costantemente ma con dolcezza, nei 27 Km che precedono l’approdo a Cortina d’Ampezzo, la “regina delle Dolomiti” la cui storia come località di villeggiatura iniziò alla fine dell’ottocento quando fu scoperta dalla nobiltà austro-tedesca e dall’alta borghesia che ne fecero un’alternativa a Sankt Moritz. Dopo le due guerre mondiali e la Grande Depressione del 1929, a causa della quale diversi alberghi chiusero per bancarotta, saranno le Olimpiadi Invernali del 1956 a rilanciare Cortina, la cui fama sarà perpetuata anche dai diversi film qui girati, alcuni di fama internazionale come La Pantera Rosa nello stesso 1956 e il dodicesimo capitolo della saga di James Bond “Solo per i tuoi occhi” nel 1981, mentre nel 1959 sarà set di “Vacanze d’inverno”, film con Alberto Sordi che può essere considerato l’antesignano del filone dei “cinepanettoni” che prenderà piede una ventina d’anni più tardi.
A Cortina si attaccherrà la più celebre tra le salite di giornata, il Passo Tre Croci (1805 metri), valico tra i meno sfruttati dell’area dolomitica se si pensa che la corsa rosa vi è transitata appena sette volte, praticamente una “miseria” se paragoniamo questi numeri a quelli, per esempio, del Passo Pordoi, sul quale il Giro è salito ben 40 volte. E pensare che non si tratta di un’ascesa trascurabile per pendenze (sono 8 Km al 7,2%), in diverse occasioni affrontata in abbinamento alle vicine Tre Cime di Lavaredo e che conduce a un uno dei luoghi più “tristi” delle Dolomiti perché le tre croci che svettano in cima al passo e dalle quali questo prende il nome furono innalzate sul luogo dove una madre fu rinvenuta morta assiderata con i suoi due figli nel 1789, sorpresa da una tormenta durante un viaggio della “speranza” da Auronzo a Cortina, alla ricerca di un’occupazione che le permettesse di sfamare la prole. La successiva discesa “ributterà” la carovana del Giro nel Cadore, dove la prossima meta del gruppo sarà la località di villeggiatura di Auronzo, la “bella al piano stendentesi lunga tra l’acque, sotto la fosca Ajàrnola”, come la tratteggiò Giosuè Carducci nell’ode “Cadore” che qui compose nell’estate del 1892. Costeggiato il lago artificiale di Santa Caterina, all’uscita di Auronzo inizierà il più impegnativo tratto di questa frazione, corrispondente agli ultimi 37 Km nel corso dei quali si succederranno, una dietro l’altra, le tre salite del Passo di Sant’Antonio, di Costalissoio e di Sappada. Molto probabilmente sarà sulla prima di queste che sapremo di che “pasta” si rivelerà questa frazione perchè se qualche corridore di vertice dovesse accendere il gas affrontando il tratto di 3,9 Km al 9,9% che s’incontra all’inizio del Sant’Antonio (complessivamente lungo 7,3 km, inclinati all’8,1%) – magari dopo una prima accelerazione sul Tre Croci – potrebbe cogliere affaticato qualche avversario e, per come sono disegnati i chilometri successivi, recuperare poi potrebbe rivelarsi molto problematico.
Giunti in vetta al Sant’Antonio non si scenderà, infatti, dal versante opposto più diretto, ma da una strada secondaria più tortuosa che transita per Danta di Cadore, centro la cui chiesa parrocchiale di Santa Barbara nel 2007 fu visitata da Papa Benedetto XVI, che per alcuni stagioni scelse, come il suo predecessore, la vicina Lorenzago per ritemprarsi durante la vacanze al posto della tradizionale Castel Gandolfo. Scesi nel Comelico ci sarà giusto il tempo di una “toccata e fuga” sul fondovalle, appena un centinaio di metri sul piano di tornare a salire per affrontare un’asperità inedita per il ciclismo professionistico, quella di Costalissoio, la frazione del comune di Santo Stefano di Cadore che il 15 gennaio del 1884 fu quasi totalmente distrutta da un incendio che ridusse gran parte degli abitanti alla miseria e che poi convinse i superstiti a ricostruire le loro abitazioni con muri di sassi, certamente più sicuri delle pareti di legno che all’epoca andavano per la maggiore. La salita, lunga poco meno di 4 Km, presenta due volti ben distinti, con i 2,7 Km che conducono al borgo che salgono decisamente “accigliati” al 10,6% (la massima è del 14%) mentre diametralmente più bonario è il tratto conclusivo che sale al 5,6% rasentando il Bosco dei Giavi. Un tuffo di 5,6 Km al 6,1% porterà il gruppo in vista del fiume Piave – questa è la seconda frazione dedicata al centenario della fine del primo conflitto mondiale – che si ritroverà all’altezza di San Pietro di Cadore, centro situato allo sbocco della bellissima Val Visdende, una delle meno antropizzate delle alpi italiane, individuata nel 1906 dal principe Scipione Borghese per effettuarvi alcuni allenamenti in vista della sua vittoriosa partecipazione al celebre raid Pechino-Parigi dell’anno successivo perché l’ambiente della valle veneta gli ricordava la morfologia dei territori che avrebbe dovuto attraversare in Cina.
Anche in questo caso, una volta terminata la discesa si riprenderà a salire e stavolta definitivamente perché percorsi gli ultimi 8,5 Km al 3,2% ci sarà lo striscione del traguardo ad attendere i corridori. La pendenza, stavolta, non è certamente delle più intriganti ma è risaputo che le salite tenere affrontate subito dopo ascese ben più pepate spesso finiscono per contribuire alla dilatazione dei distacchi. E se ciò dovesse accadare anche in quest’occasione il nome di Sappada tornerà nuovamente a far parlare di sé per fatti di ciclismo, in un finale ingannatore ma stavolta, si spera, senza più tradimenti da parte d’uomo.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Cima Corso (867 metri). Valicata in galleria dalla SS 52 “Carnica”, tra Ampezzo e Forni di Sotto e Ampezzo, localmente è chiamato “Somp Cuérs”.

Sella Boschetto di Sant’Antonio (832 metri). Valicata dalla SS 52 “Carnica”, tra i centri di Forni di Sotto e di Forni di Sopra.

Passo della Mauria (1298 metri). Quotato 1301 metri sulle cartine del Giro 2018, è valicato dalla SS 52 “Carnica” tra Forni di Sopra (Friuli) e Lorenzago di Cadore (Veneto), anche se per qualche chilometro ricade per intero in territorio veneto. L’unico confine che vi transita è quello tra le Alpi e le Prealpi Carniche. È il valico più glorioso di questa tappa, vantando ben 14 passaggi dall’anno dell’istituizione del GPM (1933) a oggi: la prima volta è datata 1938 (tappa Trieste – Belluno vinta da Olimpo Bizzi, primo anche sulla Mauria), l’ultima risale al 2011 (tappa Lienz – Monte Zoncolan vinta dallo spagnolo Igor Antón, GPM della Mauria a Gianluca Brambilla). Tra gli altri eroi della Mauria ricordiamo Coppi (1951), Bartali (1939 e 1946), l’indimenticato Alfredo Marini (1947) e il fortissimo scalatore spagnolo José Manuel Fuente nel 1973.

Sella Pieve di Cadore (858 metri). Quotata 880 metri sulle cartine del Giro 2018, coincide con l’omonimo centro abitato, situato nell’insellatura che separa il Col di Contras dal Montericco. A Pieve si sono concluse tre tappe del Giro: vincitori sono stati Mario Vicini nel 1940, Gino Bartali nel 1947 e Roberto Ceruti nel 1979.

Passo Tre Croci (1805 metri). Aperto tra il Monte Cristallo è il gruppo del Sorapiss, vi transita la SS 48 “delle Dolomiti” tra Cortina d’Ampezzo e il bivio per Misurina. Il Giro l’ha messo in programma finora 8 volte, ma sugli albi d’oro risultano solo 7 passaggi perché la prevista scalata nel finale della tappa Silandro – Tre Cime di Lavaredo del Giro 2013 fu estromessa dal tracciato all’ultimo momento a causa della neve, che costrinse gli organizzatori a ridurre la frazione alla sola ascesa finale, in cima alla quale s’impose Vicenzo Nibali. Il primo traguardo GPM al Tre Croci fu di Michele Dancelli, conquistato nella tappa Rocca Pietore – Dobbiaco (vinta da Bitossi) del Giro del 1970, l’ultimo di Leonardo Piepoli in occasione di un’altra tappa che terminava alle Tre Cime, anno 2007, vinta da Riccardo Riccò. Gli altri corridori che sono transitati in testa in vetta a questo valico sono stati, nell’ordine, Selvino Poloni nel 1971 (tappa Lienz – Falcade, vinta da Felice Gimondi), lo spagnolo Fuente nel 1973 (Andalo – Auronzo di Cadore, vinta dallo stesso corridore), Claudio Bortolotto nel 1980 (Longarone – Cles, Giuseppe Saronni), lo svizzero Beat Breu nel 1980 (San Vigilio di Marebbe – Tre Cime, conquistata dal corridore elvetico) e il colombiano Rafael Acevedo nel 1985 (Selva di Valgardena – Vittorio Veneto, Emanuele Bombini).

Passo di Sant’Antonio (1470 metri). Più noto col nome di Passo del Zovo (da non confondere con la non lontana Forcella Zovo) è valicato dalla SS 532 “del Passo di Sant’Antonio”, tra Auronzo di Cadore e Padola. Al valico giunge un terzo versante, che sale da Campitello (San Nicolò di Comelico) passando per Danta di Cadore e che sarà quello che i corridori percorreranno in discesa. Il Giro d’Italia l’ha scalato finora un paio di volte, la prima nel 1970 durante la tappa Rocca Pietore – Dobbiaco vinta da Franco Bitossi (primo al Sant’Antonio il belga Martin Van Den Bossche), la seconda nel corso della citata tappa Lienz – Monte Zoncolan del Giro 2011, dove anche questo GPM finì nel palmarès di Gianluca Brambilla.

Forcella Zambei (1437 metri). Valicata dalla SP 6 “di Danta di Cadore” subito dopo lo scollinamento del Passo di Sant’Antonio, all’inizio della discesa verso Danta.

RINGRAZIAMENTI
Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

La piazza centrale di Ampezzo, intitolata ai fatti del 1944

Cappelletta situata nei pressi del Passo della Morte

Un tratto della salita al Passo della Mauria: dietro al parapetto visibile a destra si trova la sorgente del fiume Tagliamento

Lorenzago di Cadore, seminascosta tra la vegetazione si intravede la casa che ospitò durante le vacanze estive Papa Giovanni Paolo II

Pieve di Cadore, casa natale di Tiziano Vecellio

Cortina d’Ampezzo, Trampolino Italia

L’ex stazione di Cortina d’Ampezzo come appare nel film “Vacanze d’Inverno”, quando la “Ferrovia delle Dolomiti” era ancora in attività (www.davinotti.com)

L’ex stazione di Cortina d’Ampezzo come appare nel film “Vacanze d’Inverno”, quando la “Ferrovia delle Dolomiti” era ancora in attività (www.davinotti.com)

La chiesetta e le “tre croci” del Passo Tre Croci

Auronzo di Cadore vista dalla diga del Lago di Santa Caterina

La cappelletta eretta presso lo scollinamento del Passo di Sant’Antonio

La chiesa di Santa Barbara domina dall’alto l’abitato di Danta di Cadore

Uno dei ripidi tornanti che conducono a Costalissoio

Panoramico tratto ai margini del Bosco dei Giavi

Scorcio della Val Visdende

Il Peralba, la montagna soprastante Sappada sulla quale ha le sue sorgenti il fiume Piave e, in trasparenza, l’altimetria della quindicesima tappa del Giro 2018 (escursioni-nelle-dolomiti.it)

Il Peralba, la montagna soprastante Sappada sulla quale ha le sue sorgenti il fiume Piave e, in trasparenza, l’altimetria della quindicesima tappa del Giro 2018 (escursioni-nelle-dolomiti.it)