LA CARICA DEL 101° SUL GRAN SASSO

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1974, partita da un’altra terra “santa”, quella della Città del Vaticano).

GIRO D’ITALIA, GIRO DEL MONDO

Italia

Yates da re sul Gran Sasso. Froome e Aru lontani – Imbattibile: la maglia rosa sfreccia sulla Montagna Pantani – Yatesì: “Mai nascosto: al Giro per vincerlo. Il più pericoloso? Pozzovivo” – Da Pesco Sannita al Gran Sasso: che spettacolo in rosa (Gazzetta dello Sport)

Giro d’Italia 2018, la maglia rosa Simon Yates re del Gran Sasso davanti a Pinot (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Simon Yates claims first ever stage win in Italy’s grand tour to stretch lead at Giro D’Italia (The Daily Telegraph)

Yates storms to stage nine victory to tighten grip on Maglia Rosa (The Independent)

Simon Yates strengthens hold as Giro D’Italia hopes fade for Chris Froome (The Times)

Francia

Yates frappe fort, Pinot tient – Le moment où Froome a lâché – Pinot: «J’aurais bien voulu gagner» (L’Equipe)

Yates s’impose devant Pinot, Froome en souffrance (Le Figaro)

Spagna

Yates gana en el Gran Sasso y es más líder; Froome va a 2:27 (AS)

¡Simon dice… Giro! (Marca)

Yates se consagra en el Gran Sasso; se hunden Froome y Aru – “Froome ha demostrado que no está en condiciones” – ¿Dice Froome adiós al Giro tras el fiasco de la 9ª etapa? (El Mundo Deportivo)

Belgio

IJzersterke Yates wint in roze trui, Froome krijgt stevige oplawaai (Het Nieuwsblad)

Giro: le maillot rose Simon Yates gagne la 9e étape au sommet du Gran Sasso (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Dumoulin verliest tijd op Yates in Giro (De Telegraaf)

Simon Yates onderstreept dominantie, Dumoulin verliest twaalf tellen – Dumoulin: Ik hoop dat ik de schade tot de tijdrit kan beperken – Poels: Minder dat Froome eraf moest (Algemeen Dagblad)

Germania

Führender Yates gewinnt Etappe – Rückschlag für Froome (Berliner Zeitung)

Svizzera

Tour d’Italie: Yates remporte la 9e étape (24 Heures)

Stati Uniti

Yates Wins Giro Stage Nine to Extend Overall Lead (The New York Times)

Colombia

Chaves, segundo en el Giro: etapa para Yates y Froome pierde 2′ 27″ – Cinco claves de la primera semana del Giro de Italia 2018 – ‘Lo importante es que las piernas van respondiendo’: López – Yates: ‘Es algo muy grande ganar mi primera etapa con la maglia rosa’ (El Tiempo)

Esteban Chaves ascendió al segundo lugar en la general del Giro (El Espectador)

Ecuador

Richard Carapaz terminó quinto en la 9ª etapa del Giro de Italia y mejora en la general – Carapaz sigue en lucha en la general del Giro de Italia(El Universo)

Australia

Giro d’Italia: Yates wins stage to cement lead for Mitchelton-Scott (The Sydney Morning Herald)

DISCOGIRO: la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Dedicato a Froome ed Aru

“Ho un SASSOlino nella scarpa” (Natalino Otto ed Orchestra Kramer)

a cura di DJ Jorgens

METEO GIRO

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Pesco Sannita: pioggia debole (0.3 mm), 12.2°C, vento debole da SSW (9-10 Km/h), umidità al 68%
Teramo (Traguardo volante – Km 63.8): pioggia debole (0.3 mm), 12.9°C, vento debole da S (9-10 Km/h), umidità al 73%
Ascoli Piceno (Km 97.8): pioggia debole (0.3 mm), 14.1°C (percepiti 15°C), vento moderato da S (10 Km/h), umidità al 77%
Sarnano (Traguardo volante – Km 149) : pioggia debole (0.1 mm), 13.4°C, vento moderato da SSW (12-14 Km/h), umidità al 70%
Annifo (GPM – Km 208.5) : nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 11.7°C, vento moderato da SW (18-22 Km/h), umidità al 69%
Gualdo Tadino : nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 12.1°C (percepiti 13°C), vento moderato da SW (20-23 Km/h), umidità al 74%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Martinello: “La tanta qualità di cui è composta questo gruppo”
Martinello: “Davide Barellini” (Ballerini)
Martinello: “Non ho interpellato il professor Saligari” (Saligari è il “commissario, Fagnani è il professore)
Martinello: “Tratto di avversamento dell’altopiano”
Professor Fagnani: “Masnada è stato declassificato” (declassato; declassificato significa “liberato dal vincolo di segretezza”)
Martinello: “Ha le caratteristiche migliore”
Martinello: “Questo è un caro segnale”
Pancani: “La Mitchelton-Sconn” (Mitchelton-Scott)
De Luca: “Masnada è passato al professionismo dopo aver fatto un anno da élite” (nella nomenclatura attuale del ciclismo élite e professionismo sono sinonimi)
Martinello (a proposito della caduta di ieri di Froome): “È caduto sul suo lato destro” (aveva battuto il suo fianco sinistro)
Pancani: “Masnada alza bandiera bianca a 3 Km dalla fuga”
Martinello: “Froome ha pagato dazio su questa montagna che ha portato a Campo Imperatore”

e se vi stesse chiedendo il perchè del titolo…

dalla telecronaca della tappa dell’Alpe di Siusi (Giro 2016)

Pancani: “Silviolo”
Martinello: “Dimmi Pancanolo”

IL GIRO DI GOMEZ
In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della nona tappa, Pesco Sannita – Gran Sasso d’Italia

1° Jacopo Mosca
2° Sam Bewley a 43″
3° Svein Tuft s.t.
4° Paolo Simion a 46″
5° Boy van Poppel a 1′06″

Classifica generale

1° Giuseppe Fonzi
2° Eugert Zhupa a 13′10″
3° Svein Tuft a 13′24″
4° Marco Coledan a 14′24″
5° Liam Bertazzo a 14′37″

1974: QUANDO LA CORSA ROSA PARTÌ DAL VATICANO
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1974 la cui partenza dalla Città del Vaticano quasi rivaleggia in “peso” con quella da Gerusalemme

25 MAGGIO 1974 – 9a TAPPA: MACERATA – CARPEGNA (191 Km)

FUENTE SI È VENDICATO – MERCKX: IL GIRO È ANCORA LUNGO
Nella tappa di Carpegna dove l’anno scorso venne umiliato da Merckx
Lo spagnolo ha staccato tutti in salita ed è giunto solo al traguardo con 1’05” di vantaggio sul belga – Eddy non ha voluto rischiare troppo in discesa – La corsa falsata dalle spinte – Merckx: “Tutto ricomincerà nella cronometro di Forte dei Marmi” – Albani: “Ma i giovani cosa aspettano?”

Il serpentone del Giro solca le strade che attraversano il verde paesaggio degli altipiani abruzzesi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Il "serpentone" del Giro solca le strade che attraversano il verde paesaggio degli altipiani abruzzesi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

ARCHIVIO

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Raduno di partenza Gerusalemme
1a tappa: Gerusalemme (cronometro indivuduale)
2a tappa: Haifa – Tel Aviv
3a tappa: Be’er Sheva – Eilat
4a tappa: Catania – Caltagirone
5a tappa: Agringento – Santa Ninfa (Valle del Belice)
6a tappa: Caltanissetta – Etna (Osservatorio Astronomico)
7a tappa: Pizzo – Praia a Mare
8a tappa: Praia a Mare – Montevergine

IL GRAN SASSO È QUASI UN REMAKE DELL’ETNA: MA L’ELASTICO CEDE PER ARU E FROOME

Grandi montagne d’Italia, tappe però modeste. E se le squadre seguono il copione invece di ribaltarlo, sono modesti anche gli smottamenti. Pochi distacchi, ma grandi nomi in difficoltà: Froome e Aru guardano alla terza settimana (o alla quarta?).

Un’ascesa interminabile, decine e decine di km pedalabili, coronata a un pugno di chilometri dalla vetta da qualche rampa più cattiva. E prima? Non il nulla, certo, ma ascese di moderata entità, isolate, lunghi tratti di viadotti e superstrade a connettere i più affascinanti punti chiave del percorso. La descrizione si attaglia perfettamente tanto alla tappa dell’Etna quanto a quella odierna del Gran Sasso, peraltro ambedue luoghi d’immensa magnitudine nell’immaginario italico, nella scienza nazionale e, naturalmente, nel catalogo delle bellezze del Paese. Peccato che attorno, come spesso accade con le eccellenze italiane, ci sia poco: così tutto si riduce a uno sprint, certo durissimo, tutto in salita.
Non sorprende che il risultato sia quasi una fotocopia della tappa etnea. Minimi i cambiamenti in top ten. Arriva Formolo, che invece sull’Etna era incappato in una caduta in una fase chiave dell’ascesa, seguita da inceppamenti meccanici e psicologici: qui conferma le belle sensazioni di Montevergine, e prende il posto di Aru come portabandiera tricolore assieme a Pozzovivo. Aru, lo vedremo, scivola indietro, come anche Froome: ma d’altronde non si può dire che non fossero queste le indicazioni dell’Etna stesso. Semplicemente allora i due furono graziati. Come sull’Etna, si difende a stento Dumoulin – lui tuttavia regge il colpo, assolutamente sì.
La differenza principale, per il resto, sta nel copione più che nel risultato: manca stavolta la fuga epica di Chaves, il vero elemento che aveva impreziosito il precedente arrivo in salita. Pur con altri fattori, l’esito cambia quasi impalpabilmente: semplicemente, i due Mitchelton Scott, cioè la maglia rosa Yates con lo stesso Chaves, si muovono pressoché allo sprint, già passata la flamme rouge, e mettono in mezzo Pinot, che ancora una volta fa trenta ma non trentuno.
Tappa dunque più formulaica: prende il largo senza molta lotta una fuga di quattordici atleti, comprendente bei nomi come Wellens, Brambilla, Hugh Carthy, Boaro, Visconti… L’Androni conferma la sua nobile ostinazione e inserisce due uomini validissimi e di belle prospettive come Ballerini e Masnada. Proprio questi due, con l’eritreo Berhane, saran protagonisti di un siparietto che costituisce pressoché l’unico diversivo nei primi 200 km di questa lunghissima giornata: al primo Gpm, Masnada scatta ma gli salta la catena. Berhane e Ballerini lo recuperano e lo guardano quasi increduli: Berhane, pur rivale, rinuncia a prendere i punti, e Ballerini da una spinta al compagno per consentirgli di passare la linea del Gpm. Mal gliene incoglierà! Le spinte in corsa sono ammesse tra rivali, ma proibite fra compagni: semmai era Berhane a dover fare il gesto di buona volontà. Multa e declassamento.
Quando il distacco, lasciando levitare dalla Mitchelton Scott che pensa solo a tenere relativamente a tiro Brambilla, sembra quasi incolmabile, di colpo l’Astana si porta in testa al gruppo principale e comincia a martellare un ritmo notevole. Così come nella prima parte dell’anno lo squadrone kazako era parso far della versatilità il proprio punto di forza, ora, al contrario, sembrano ossessionati da uno schema fisso: chiudere sulle fughe per provare a far vincere la tappa a Miguel Ángel López con un’azione di forza in salita.
S’innesca così una dinamica complessa nella fuga: c’è chi si scoraggia, chi si nasconde, chi rilancia, chi sfalda il gruppetto. Pian piano i volenterosi dotati di gamba sono sempre meno, mentre gli infernali mangia e bevi dell’altopiano di Campo Imperatore divengono ancor più tremendi perché sferzati da un vento spesso laterale.
Sarà il giovane scalatore bergamasco Fausto Masnada a prendere l’iniziativa in solitario davanti all’ennesima impasse del gruppetto, per andarsene tra forre e gobbe spoglie alla caccia di una vittoria epica che, a volte, sembra apparire come un miraggio nelle forme di roccia e neve dell’imponente massiccio avvolto di nubi grigie.
Dietro continuo l’assolo Astana finché qualcosa si attiva nella rete neuronale della squadra dominante di questo Giro: Yates avvisa di sentirsi bene e prima Kreuziger poi un impressionante Haig decretano la sentenza di fine fuga andando a sovrapporsi al gran lavoro Astana.
Eccoci alle ultime rampe, dove il vento è prevalentemente contrario: Masnada si schianta su quel muro di asfalto grezzo e aria gelida, zigzaga letteralmente. Dietro, è un rush: l’unico ad attaccare è Ciccone – guarda caso già in bella mostra sull’Etna, allora dalla fuga, oggi dal gruppo, secondo il leit motiv omogenizzante della tappa odierna. Ma non c’è modo di andarsene.
Le vere novità arrivano dalla coda: Aru è il primo dei nomi pesanti a scomponersi, indurire il rapporto, perdere le ruote da più di venti atleti. Come al solito da l’impressione di lottare con le unghie e coi denti, e di fatto riuscirà perfino a perdere “solo” un minuto e spiccioli (senza contare gli abbuoni), qualcosa che vedendolo stentare penosamente sembra perfino una bella notizia.
Poi tocca a Froome: immediatamente soccorso e scortato da Henao, è emblematica l’immagine dell’inglese affiancato a un Betancur che, pur parzialmente recuperato, visto da dietro è largo il doppio dell’inglese, ed esibisce nelle immagini di profilo una nobile pancetta. Per la cronaca, Betancur rifilerà a Froome una dozzina di secondi all’arrivo.
Che cosa c’è in ballo? L’azzardo di puntare a entrare in forma in corsa – sempre una sfida, qui al Giro, anche se c’è chi la vinta; la pioggia e il freddo che incidono su due fisici tirati al limite dell’emaciato, con l’aggravante delle cadute per Froome (peraltro tutt’e due causate da lui stesso); le scarse doti stilistiche dei due che si traducono in un dispendio eccessivo quando l’economia e l’efficacia contano, non solo le sgasate; la ricerca, connaturata in Froome, elaborata in Aru, di una massimizzazione della performance nel breve a discapito degli elementi di fondo più propri del ciclismo. I due piccoli smottamenti (anche per Froome si parla di un minutino, niente di che), risultano più impressionanti perché avvenuti in un paio di rampe che entrambi gli atleti sapevano brevi, e anche perché si tratta di cedimenti rispetto a un corposo numero di avversari di minor livello: è chiaro che una corsa com’è stata il Giro finora è molto, molto diversa dalle modalità di quelle Vuelta o di quei Tour dove i due hanno espresso la propria versione migliore; aggiungiamoci che qui non si assiste a quel compiacente passeggiare dietro i trenini del leader: quando l’Astana ha deciso di provare per la tappa, ha pestato duro, che ciò fosse nei programmi altrui o meno. Chissà perché quest’ovvia strategia al Tour non è mai stata abbozzata, se non, molto sporadicamente, proprio dall’Astana di Aru, che nel 2016 per questo si prese le sonore reprimende dell’allora dominante Chris Froome.
Tutto questo benché il Giro sia, per più di un verso, un’edizione riveduta e corretta per avvicinarsi a quegli standard, graditi a due campioni che dovevano sulla carta, o per alcuni, costituire il lustro principale della gara, per quel pizzico di nazionalismo da un lato, e per un certo asservimento al Tourcentrismo dall’altro lato.
Come amava ripetere Aru, il Giro è ancora lungo. Due atleti che hanno grandi prove nel loro passato ma che ora si trovano in difficoltà costituiscono un elemento di grande interesse aggiuntivo, perché possono riservare grandi sorprese, specie quando le tappe si faranno più serie.
Quanto agli altri, lo si è detto: uno sprint con il naso all’insù, tutto concentrato in poche centinaia di metri finali, che conferma valori già noti. La maglia rosa Yates è il più in forma e il più esplosivo: lo si è brevemente visto in affanno, ma questi corridori con il gusto per le classiche quando sanno di essere alla flamme rouge aprono la manetta e si scordano dei propri affanni nel corso della salita. Vincere la tappa in maglia rosa è una bella ricompensa per il gesto generoso nei confronti del compagno Chaves. Questi si piazza con scioltezza terzo, dietro a Pinot. Lo si è visto poco tutto il giorno, sempre sepolto nella pancia del gruppo anche quando il suo team stava tirando all’impazzata nelle ultime fasi di gara. Anche lungo le rampe conclusive è scivolato come un’ombra da una ruota all’altra arrivando all’abbuono quasi senza sforzo. Pressoché la versione diametralmente opposta del protagonismo assoluto, tutto al vento, visto sull’Etna, ma una importante conferma: anche Chaves, in salita, ne ha quanto i migliori. Già i numeri lo dicevano, ma c’era il sospetto che senza la fuga a consentirgli di impostare il proprio ritmo forte e costante, il colombiano non reggesse gli scatti e controscatti fra i big. Ipotesi smentita in questa riedizione del film di giovedì.
Pinot appare ancora una volta, nella pratica e in metafora, condannato al piazzamento, nonostante il suo spunto notevole: la migliore accelerazione in progressione è la sua, ma Yates è più pimpante e lo fulmina. Queste gare di resistenza e fondo sono il suo terreno, e ancor più il suo terreno dovrebbero essere le tappe decisive in fondo alla terza settimana: l’incognita è se questa grande forma non sia troppo prematura (ma vale anche per i Mitchelton Scott). C’è pure da capire come digerirà le pendenze estreme dello Zoncolan, un tipo di salita per la quale non ha molti riferimenti in carriera.
Di un recuperato Formolo si è detto, gli altri nomi sono i soliti noti: Pozzovivo, l’ecuadoriano Carapaz (che conferma il suo già noto talento giovanile), lo scalatore nuovozelandese Bennett e naturalmente Miguel Ángel López, ancora una volta opaco, poco incisivo, nonostante il lavorone del team; e Dumoulin, il campione in carica nonché maggior punto interrogativo ancora aperto. Il buon Tom si difende accanitamente, con esiti ben migliori che Aru o Froome, perde solo una dozzina di secondi allo sprint, ma ancora una volta dimostra di soffrire più del lecito su salite facilotte, anche se al termine di tappe lunghe, imprevedibili e faticose.
L’olandese sarà forse anche lui alla caccia di una sfuggente forma per la terza settimana? Se è così, e ciò nonostante ha dominato come ha fatto il prologo, saranno dolori per tutti. Se invece, come peraltro aveva fatto nella scorsa edizione, Dumoulin fosse partito già tirato a lucido, sarebbe evidente che le due prime settimane di difficoltà ridicola nel Giro 2017 ebbero un ruolo chiave nel propiziare la sua vittoria.
Insomma, anche se la tappa è stata tutto sommato un “già visto”, nello svolgimento e in parte dei risultati, i grandi interrogativi che questa prima settimana ha già spalancato rendono di per sé appassionante l’attesa del prosieguo. Dopo il giorno di riposo, si ripartiraà martedì e mercoledì con due tappe appenniniche mosse, non estreme per difficoltà ma comunque aperte all’imprevisto, probabile preda di fugoni (ma occhio al meteo…) per poi avviarci – attraverso due tappe padane da sprinter o finisseur – al moloch del sabato, il tappone friulano dello Zoncolan.

Gabriele Bugada

ORDINE D’ARRIVO

1 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 5:54:13
2 Thibaut Pinot (Fra) Groupama-FDJ
3 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
4 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:00:04
5 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
6 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:00:10
7 George Bennett (NZl) LottoNL-Jumbo 0:00:12
8 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb
9 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
10 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 0:00:24
11 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:00:26
12 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:00:36
13 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:00:38
14 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:00:52
15 Carlos Betancur (Col) Movistar Team
16 Louis Meintjes (RSA) Dimension Data 0:01:00
17 Wout Poels (Ned) Team Sky 0:01:02
18 Sébastien Reichenbach (Swi) Groupama-FDJ
19 Alexandre Geniez (Fra) AG2R La Mondiale
20 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb
21 Rohan Dennis (Aus) BMC Racing Team
22 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
23 Chris Froome (GBr) Team Sky 0:01:07
24 Fabio Aru (Ita) UAE Team Emirates 0:01:14
25 Sergio Henao (Col) Team Sky 0:01:17
26 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:01:23
27 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors 0:01:25
28 Kenny Elissonde (Fra) Team Sky 0:01:37
29 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:01:48
30 Joe Dombrowski (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:02:02
31 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 0:02:04
32 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott 0:02:16
33 Darwin Atapuma (Col) UAE Team Emirates 0:02:20
34 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:27
35 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale 0:02:35
36 Ben Hermans (Bel) Israel Cycling Academy
37 Louis Vervaeke (Bel) Team Sunweb 0:02:45
38 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:53
39 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 0:02:56
40 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:14
41 Benjamin King (USA) Dimension Data 0:04:32
42 Felix Grossschartner (Aut) Bora-Hansgrohe
43 Rafael Valls Ferri (Spa) Movistar Team 0:04:59
44 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team 0:05:27
45 Laurens ten Dam (Ned) Team Sunweb
46 Matej Mohoric (Slo) Bahrain-Merida
47 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
48 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:05:45
49 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:06:41
50 Hugh Carthy (GBr) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:06:49
51 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 0:07:48
52 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida
53 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:08:24
54 David De La Cruz (Spa) Team Sky 0:08:32
55 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott 0:09:40
56 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
57 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
58 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors
59 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
60 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo 0:10:30
61 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 0:11:29
62 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:12:48
63 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:12:59
64 Rodolfo Torres (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
65 Steve Morabito (Swi) Groupama-FDJ 0:13:31
66 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:14:13
67 Jarlinson Pantano (Col) Trek-Segafredo
68 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:14:46
69 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 0:15:31
70 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:16:42
71 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
72 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team
73 Sander Armee (Bel) Lotto Fix All
74 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team 0:17:49
75 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ 0:18:24
76 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
77 Georg Preidler (Aut) Groupama-FDJ
78 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin
79 Rémi Cavagna (Fra) Quick-Step Floors
80 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
81 Tim Wellens (Bel) Lotto Fix All
82 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe 0:20:12
83 Davide Ballerini (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:21:24
84 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo 0:21:29
85 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 0:22:18
86 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin 0:23:11
87 Niklas Eg (Den) Trek-Segafredo
88 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates 0:24:09
89 Vegard Stake Laengen (Nor) UAE Team Emirates
90 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
91 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team
92 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida
93 Nathan Brown (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:24:32
94 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:25:58
95 Mads Würtz Schmidt (Den) Katusha-Alpecin
96 Adam Hansen (Aus) Lotto Fix All
97 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
98 Jérémy Roy (Fra) Groupama-FDJ
99 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
100 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
101 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
102 Lars Bak (Den) Lotto Fix All
103 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
104 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Fix All
105 Eduardo Sepulveda (Arg) Movistar Team
106 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
107 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
108 Matthieu Ladagnous (Fra) Groupama-FDJ
109 Alessandro Tonelli (Ita) Bardiani CSF
110 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
111 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
112 Jos van Emden (Ned) LottoNL-Jumbo
113 Gijs Van Hoecke (Bel) LottoNL-Jumbo
114 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo
115 Zakkari Dempster (Aus) Israel Cycling Academy
116 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
117 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
118 Jens Debusschere (Bel) Lotto Fix All
119 Kilian Frankiny (Swi) BMC Racing Team
120 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Fix All
121 Mitchell Docker (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
122 Tom Scully (NZl) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
123 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin
124 Nicolas Roche (Irl) BMC Racing Team
125 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team
126 Enrico Battaglin (Ita) LottoNL-Jumbo
127 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
128 Clement Venturini (Fra) AG2R La Mondiale
129 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
130 Jaco Venter (RSA) Dimension Data
131 Dayer Quintana (Col) Movistar Team
132 William Bonnet (Fra) Groupama-FDJ
133 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb
134 Guy Sagiv (Isr) Israel Cycling Academy
135 Christian Knees (Ger) Team Sky
136 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
137 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
138 Koen Bouwmam (Ned) LottoNL-Jumbo
139 Sacha Modolo (Ita) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:26:41
140 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 0:26:51
141 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 0:27:16
142 Alex Turrin (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
143 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 0:27:19
144 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe 0:28:13
145 Ryan Mullen (Irl) Trek-Segafredo 0:28:19
146 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 0:28:30
147 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors 0:30:47
148 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors
149 Alex Dowsett (GBr) Katusha-Alpecin
150 Loïc Vliegen (Bel) BMC Racing Team
151 Tom Van Asbroeck (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
152 Florian Senechal (Fra) Quick-Step Floors
153 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
154 Marco Coledan (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
155 Igor Anton (Spa) Dimension Data
156 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team
157 Frederik Frison (Bel) Lotto Fix All
158 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe
159 Jurgen Roelandts (Bel) BMC Racing Team
160 Danny van Poppel (Ned) LottoNL-Jumbo
161 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
162 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina-Selle Italia
163 Domen Novak (Slo) Bahrain-Merida
164 Michael Mørkøv (Den) Quick-Step Floors
165 Liam Bertazzo (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia
166 Boy van Poppel (Ned) Trek-Segafredo
167 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 0:31:07
168 Svein Tuft (Can) Mitchelton-Scott 0:31:10
169 Sam Bewley (NZl) Mitchelton-Scott
170 Jacopo Mosca (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 0:31:53

CLASSIFICA GENERALE

1 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 37:37:15
2 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:00:32
3 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:00:38
4 Thibaut Pinot (Fra) Groupama-FDJ 0:00:45
5 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:00:57
6 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:01:20
7 George Bennett (NZl) LottoNL-Jumbo 0:01:33
8 Rohan Dennis (Aus) BMC Racing Team 0:02:05
9 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
10 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:02:25
11 Chris Froome (GBr) Team Sky 0:02:27
12 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:02:34
13 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
14 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:02:36
15 Fabio Aru (Ita) UAE Team Emirates
16 Carlos Betancur (Col) Movistar Team 0:02:46
17 Sam Oomen (Ned) Team Sunweb 0:02:54
18 Sergio Henao (Col) Team Sky 0:03:14
19 Maximilian Schachmann (Ger) Quick-Step Floors 0:03:37
20 Alexandre Geniez (Fra) AG2R La Mondiale 0:04:12
21 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 0:04:32
22 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:05:09
23 Louis Meintjes (RSA) Dimension Data 0:05:44
24 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:05:49
25 Wout Poels (Ned) Team Sky 0:05:56
26 Rafael Valls Ferri (Spa) Movistar Team 0:07:28
27 Sébastien Reichenbach (Swi) Groupama-FDJ 0:10:33
28 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 0:10:50
29 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:11:34
30 Mikael Cherel (Fra) AG2R La Mondiale 0:13:30
31 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team 0:14:46
32 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 0:15:14
33 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:15:40
34 Ben Hermans (Bel) Israel Cycling Academy 0:17:41
35 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott 0:17:48
36 Tanel Kangert (Est) Astana Pro Team 0:18:53
37 Kenny Elissonde (Fra) Team Sky 0:19:33
38 Jack Haig (Aus) Mitchelton-Scott 0:20:34
39 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:21:17
40 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:23:10
41 Georg Preidler (Aut) Groupama-FDJ 0:23:29
42 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale 0:24:21
43 Matej Mohoric (Slo) Bahrain-Merida 0:25:06
44 Laurens ten Dam (Ned) Team Sunweb 0:26:41
45 Robert Gesink (Ned) LottoNL-Jumbo 0:26:57
46 Maurits Lammertink (Ned) Katusha-Alpecin 0:27:06
47 Joe Dombrowski (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:29:58
48 Louis Vervaeke (Bel) Team Sunweb 0:30:17
49 Benjamin King (USA) Dimension Data 0:30:28
50 Jarlinson Pantano (Col) Trek-Segafredo 0:30:52
51 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team 0:32:05
52 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:33:11
53 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 0:33:33
54 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 0:33:47
55 Darwin Atapuma (Col) UAE Team Emirates
56 Felix Grossschartner (Aut) Bora-Hansgrohe 0:33:52
57 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 0:35:06
58 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 0:35:12
59 Nicolas Roche (Irl) BMC Racing Team 0:35:20
60 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 0:37:10
61 Rodolfo Torres (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 0:37:15
62 Nathan Brown (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:37:56
63 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:38:42
64 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:40:42
65 Tim Wellens (Bel) Lotto Fix All 0:40:58
66 Enrico Battaglin (Ita) LottoNL-Jumbo 0:41:00
67 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:41:01
68 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:42:10
69 Sander Armee (Bel) Lotto Fix All 0:43:05
70 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 0:43:12
71 David De La Cruz (Spa) Team Sky 0:43:30
72 Anthony Roux (Fra) Groupama-FDJ 0:44:40
73 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:45:28
74 Koen Bouwmam (Ned) LottoNL-Jumbo 0:46:04
75 Hugh Carthy (GBr) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 0:47:30
76 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:49:53
77 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 0:50:23
78 Alessandro De Marchi (Ita) BMC Racing Team 0:50:39
79 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:50:45
80 Christoph Pfingsten (Ger) Bora-Hansgrohe 0:52:12
81 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Fix All 0:53:27
82 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:54:30
83 Alessandro Tonelli (Ita) Bardiani CSF 0:58:33
84 Lars Bak (Den) Lotto Fix All 0:59:17
85 Dayer Quintana (Col) Movistar Team 1:00:07
86 Mads Würtz Schmidt (Den) Katusha-Alpecin 1:02:19
87 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 1:02:39
88 Matthieu Ladagnous (Fra) Groupama-FDJ 1:02:47
89 Manuele Mori (Ita) UAE Team Emirates 1:03:09
90 Adam Hansen (Aus) Lotto Fix All 1:04:01
91 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 1:04:04
92 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 1:04:26
93 Rémi Cavagna (Fra) Quick-Step Floors 1:04:42
94 Steve Morabito (Swi) Groupama-FDJ 1:04:51
95 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 1:07:35
96 Laurent Didier (Lux) Trek-Segafredo 1:07:51
97 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 1:08:32
98 Davide Ballerini (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:08:52
99 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors 1:10:12
100 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:10:35
101 Jérémy Roy (Fra) Groupama-FDJ 1:11:34
102 Clement Venturini (Fra) AG2R La Mondiale 1:12:37
103 Niklas Eg (Den) Trek-Segafredo 1:12:58
104 Igor Anton (Spa) Dimension Data 1:13:14
105 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 1:13:25
106 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin 1:13:50
107 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:14:21
108 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:14:29
109 Gijs Van Hoecke (Bel) LottoNL-Jumbo 1:15:21
110 Kilian Frankiny (Swi) BMC Racing Team 1:15:28
111 Alex Dowsett (GBr) Katusha-Alpecin 1:15:37
112 Tony Martin (Ger) Katusha-Alpecin 1:16:15
113 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky 1:16:26
114 Vegard Stake Laengen (Nor) UAE Team Emirates 1:16:32
115 Sacha Modolo (Ita) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:16:58
116 Eduardo Sepulveda (Arg) Movistar Team 1:17:07
117 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 1:17:50
118 Bert-Jan Lindeman (Ned) LottoNL-Jumbo 1:17:54
119 Zakkari Dempster (Aus) Israel Cycling Academy 1:18:15
120 Ruben Fernandez (Spa) Movistar Team 1:19:23
121 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:19:45
122 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 1:19:54
123 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:20:02
124 Baptiste Planckaert (Bel) Katusha-Alpecin 1:20:05
125 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 1:20:13
126 Jos van Emden (Ned) LottoNL-Jumbo 1:20:18
127 Loïc Vliegen (Bel) BMC Racing Team 1:20:25
128 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 1:20:29
129 Christian Knees (Ger) Team Sky 1:20:56
130 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 1:21:10
131 Mitchell Docker (Aus) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:21:12
132 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 1:21:14
133 Guy Sagiv (Isr) Israel Cycling Academy 1:21:53
134 Domen Novak (Slo) Bahrain-Merida 1:22:03
135 Niccolo Bonifazio (Ita) Bahrain-Merida 1:22:21
136 Michael Mørkøv (Den) Quick-Step Floors 1:22:33
137 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe 1:22:54
138 William Bonnet (Fra) Groupama-FDJ 1:23:31
139 Tom Scully (NZl) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:24:19
140 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 1:24:25
141 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 1:25:02
142 Jaco Venter (RSA) Dimension Data 1:26:14
143 Sam Bewley (NZl) Mitchelton-Scott 1:27:19
144 Jens Debusschere (Bel) Lotto Fix All 1:27:52
145 Florian Senechal (Fra) Quick-Step Floors 1:28:12
146 Jurgen Roelandts (Bel) BMC Racing Team 1:28:14
147 Ryan Mullen (Irl) Trek-Segafredo 1:28:23
148 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 1:29:25
149 Alexey Lutsenko (Kaz) Astana Pro Team 1:29:48
150 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors 1:30:31
151 Danny van Poppel (Ned) LottoNL-Jumbo 1:31:22
152 Tom Van Asbroeck (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 1:31:40
153 Roy Curvers (Ned) Team Sunweb
154 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Fix All 1:31:57
155 Fabio Sabatini (Ita) Quick-Step Floors 1:32:05
156 Jean-Pierre Drucker (Lux) BMC Racing Team 1:32:56
157 Andreas Schillinger (Ger) Bora-Hansgrohe 1:33:35
158 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 1:34:43
159 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:35:05
160 Frederik Frison (Bel) Lotto Fix All 1:36:39
161 Lennard Hofstede (Ned) Team Sunweb 1:37:49
162 Alex Turrin (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 1:39:28
163 Jacopo Mosca (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 1:40:37
164 Boy van Poppel (Ned) Trek-Segafredo 1:41:09
165 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 1:42:14
166 Liam Bertazzo (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 1:43:09
167 Marco Coledan (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 1:43:22
168 Svein Tuft (Can) Mitchelton-Scott 1:44:22
169 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina-Selle Italia 1:44:36
170 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina-Selle Italia 1:57:46

Simon Yates offre un altro saggio della sua classe sulla salita del Gran Sasso dItalia (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Simon Yates offre un altro saggio della sua classe sulla salita del Gran Sasso d'Italia (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

PESCO SANNITA – GRAN SASSO D’ITALIA: È L’ORA DI DARE I NUMERI!

Collocato esattamente nella stessa posizione della frazione del Block Haus dello scorso anno, ecco il tappone appenninico del Giro 2018. Le pendenze non sono cattive come quella dell’altra ascesa ma la tappa presenta numeri che lasciano ben sperare, a partire da quelli degli arrivi in salita finora affrontati, per passare poi ai chilometraggi dell’ascesa finale e complessivo della tappa e per finire con quello della quota della località d’arrivo, punto più alto dell’Appennino raggiungibile su asfalto. I numeri ci sono e, dunque, potrebbe esserci anche da parte dei grandi big al via del Giro, ispiranti anche dalle gesta del “Pirata”…

È giunta l’ora di dare i numeri e allora cominciamo a darveli noi: 3, 45, 224 e 2135.
3 sono gli arrivi in salita finora affrontati e non era mai successo nella storia del Giro che ce ne fossero così tanti nei primi nove giorni di gara. Nemmeno il Tour ha mai osato tanto e per ritrovar qualcosa del genere bisogna andare a spulciare le altimetrie delle Vuelte disputate in questi ultimi anni.
45 sono i chilometri che intercorreranno tra l’inizio dell’ascesa finale e il traguardo e, anche se questi non saranno continui, spezzati in due fasi da un GPM intermedio e da un lungo settore in falsopiano, certamente lasceranno il segno.
224 sono i chilometri complessivi di questa tappa e anche questo potrà avere un suo peso, se si pensa che da diversi anni le tappe “over 200” sono diventate sempre più rare e che i “girini” saranno reduci da una tappa di montagna, quella di Montevergine, che pure sfonda questo tetto (208 Km).
2135 sono, infine, i metri della zona d’arrivo, con la linea del traguardo tracciata al termine di quella che è la più elevata strada asfaltata dell’Appennino e anche questa quota affrontata molto presto potrebbe cogliere qualcuno alla sprovvista.
Ecco che questi numeri potrebbe per davvero ispirare… numeri da parte di qualche grande protagonista del Giro 2018 e, a questo punto della corsa, bisognerà certamente muoversi e non più giocare allo studio dei rivali e all’attendismo, come forse ci si potrebbe attendere tra Etna e Montevergine. C’è il precedente del 1999 che fa ben sperare, quando sul Gran Sasso, salita non certamente insormontabile che raduna i suoi tratti più impegnativi negli ultimi 4500 metri, Marco Pantani fece il numero che certo non lasciava presagire la salita e distanziò di 23” lo spagnolo José María Jiménez e di 26” l’elvetico Alex Zülle.
Questa lunga frazione che potrebbe movimentare il vertice della classifica, come capitato 19 anni fa con la conquista della maglia rosa da parte del “Pirata”, scatterà da Pesco Sannita, centro del beneventano situato a un tiro di schioppo dalla celebre Pietrelcina, paese natale di Padre Pio. Tutta la fase iniziale, poco meno di 100 Km, si snoderà prevalentemente lungo una serie di veloci superstrade, come la SS 87 che il gruppo percorrerà lasciando la Campania, transitando ai piedi dei colli sui quali sorgono i centri di Morcone e Sassinoro, entrambi pure legati alla figura di Padre Pio, che a Morcone trascorse gli anni del noviziato francescano e a Sassinoro fu in diverse occasioni pellegrino al Santuario di Santa Lucia al Monte. A una trentina di chilometri dal via il Giro entrerà in Molise, dove la superstrada che percorerrà il gruppo sfiorerà l’area archelogica dell’antica Saepinum poco prima di giungere alla Sella di Vinchiaturo, valico che geograficamente rappresenta il confine settentrionale dell’Appenino Campano e che “fisicamente” poco si avverte perché la statale lo attraversa in assetto di pianura. È solo dopo Bojano, centro seconda la leggenda fondato per volontà del dio Marte sul luogo dove un bue si sarebbe improvvisamente fermato durante le emigrazioni delle genti sannite dalla natìa Sabina, che si comincia per la prima volta a prender quota, anche se in maniera molto lasca: la prima ascesa degna di nota segnalata sull’altimetria è quella che termina presso il Santuario di Maria Santissima Addolorata, costruito in stile neogotico nel luogo dove il 22 marzo del 1888 la Madonna apparse alle pastorelle Serafina e Bibiana e presso il quale si sono concluse anche due frazioni della Tirreno-Adriatico, conquistate dal francese Laurent Jalabert (2000) e dall’elvetico Markus Zberg (2001). Una veloce discesa porterà i “girini” alle porte di Isernia, passata la quale si salteranno a piedi pari due storiche ascese del Giro, i valichi del Macerone e di Rionero Sannitico, inserite per la prima volta nel tracciato proprio nell’edizione del debutto della “corsa rosa” (1909), e che furono spesso affrontate negli anni del ciclismo eroico, rese impietose non solo dalle pendenze ma anche dal fondo sterrato che arrivò a mettere in nera crisi un campionissimo del calibro di Costante Girardengo. Anche sulla moderna variante della SS 17 sarà inevitabile affrontare un tratto di salita ma gli 11,3 Km al 4,2% verso lo svincolo per Rionero sono ben poca cosa rispetto alla strada tradizionale e potranno farsi sentire soltanto se da quelle parti dovrebbe esserci un’improvvisa accelerazione del gruppo. Al termine della discesa si entrerà in Abruzzo e contemporaneamente si abbandonerà la superstrada per tornare a pedalare sulla viabilità più consueta in direzione di Castel di Sangro, centro che rammenta nel nome uno scomparso maniero distrutto nel 1228 dalle truppe del cardinale Colonna per punire un signorotto locale della fedeltà dimostrata al re di Sicilia Federico II di Svevia. Qui inizierà l’unica salita che Mauro Vegni non ha potuto “saltare” in questa fase di gara, quella che in 9 Km al 4,8% sale a Roccaraso, la più nota località di sport invernali dell’Abruzzo, situata all’estremità meridonale delle Cinquemiglia, spettacolare altipiano che il gruppo attraverserà agevolmente percorrendo, subito dopo lo scollinamento, una scarsa dozzina di chilometri in perfetta pianura. Non era così in passato, quando prima di attraversare le Cinquemiglia ai viandanti si consigliava di far testamento per l’elevato rischio d’incappare in branchi di lupi, in orde di briganti o in rovinose tormente di neve, come quelle che, tra il 1528 e il 1529, falcidiarono due eserciti di passaggio causando ben 800 vittime. Tornati a valle, la corsa sarà attesa sulle strade di Sulmona, cittadina famosa anche fuori d’Italia per la produzione di confetti, che si possono gustare ammirandone i suoi principali monumenti, come l’acquedotto medioevale che sfiora la centralissima Piazza Garibaldi, le sue numerose chiese e, appena fuori città, la Badia Morronese fondata nel 1293 dall’eremita Pietro Angeleri, passato alla storia come Celestino V, il papa del dantesco “gran rifiuto”. Siamo all’inizio del tratto che condurrà dritti ai piedi del Gran Sasso, una venticinquina di chilometri di velluto nel corso dei quali si transiterà per Popoli, centro dal quale ha inizio la “Strada delle Svolte”, itinerario in salita movimentato da quattro tornanti che dal 1963 è teatro di una cronoscalata automobilistica la cui 56a edizione si terrà tra il 7 e il 9 settembre 2018. In diverse occasioni anche il Giro ha affrontato le “Svolte”, ma non accadrà quest’anno poiché dopo Popoli ci sarà ancora un lungo tratto da percorrere in pianura, infilandosi nella Valle del Tirino, all’inizio della quale si trova uno dei più importanti complessi industriali d’Italia, creato nel 1901 e che sei anni dopo fu il primo nella nostra nazione a produrre alluminio utilizzando il metodo elettrochimico. L’ultimo tratto sul fondovalle vedrà i corridori attraversare il centro di Bussi sul Tirino e sfiorarne uno dei suoi monumenti più caratteristici – la chiesa di Santa Maria di Cartignano, totalmente priva del corpo centrale a causa dei terremoti che l’hanno ripetutamente colpita – poco prima di giungere all’appuntamento con il Gran Sasso. La prima fetta della lunga ascesa finale sarà considerata GPM a parte, una volta percorsi i 13,5 Km al 6% che terminano all’altezza di Calascio, centro dominato dall’altura sulla quale sorgono i suggestivi resti dell’omonima rocca, spesso utilizzati come set cinematografico: lassù saranno girate diverse scene de “Il nome della rosa” mentre il primo film in ordine di tempo che riprese quel luogo fu “Amici miei – Atto II°”, nello specifico per le scene della “crocifissione” di Gastone Moschin.
Dopo il passaggio da Calascio la salita momentaneamente s’interrompe per circa 5 km lasciando spazio al lieve falsopiano verso il delizioso borgo di Santo Stefano di Sessanio, sovrastato dalla struttura metallica che riproduce la forma del monumento simbolo del paesino, la Torre Medicea, in gran parte crollata durante il terremoto del 2009 e della quale sono in corso i lavori di ricostruzione. Alle porte di Santo Stefano la strada torna a salire, diretta all’altopiano di Campo Imperatore che, contrariamente a quanto segnalato sull’altimetria ufficiale della tappa, non coincide con la zona dove si concluderà la tappa ma si trova più a valle, a un’altitudine media di 1800 metri. Punteggiato da una decina di piccoli laghetti poco profondi come il Racollo e il Pietranzoni, i corridori lo raggiungeranno con 10 Km d’ascesa agevole (media del 4%), seguiti da un tratto in quota vallonato di sei chilometri e mezzo, percorrendo il quale si confluirà sulla principale strada d’accesso all’altopiano, che sale dall’Aquila, e si transiterà a breve distanza dai ruderi della chiesetta di Sant’Egidio, la cui costruzione risale all’anno 1000. Sfiorato il citato laghetto Petranzoni, la salita tornerà a essere definitiva protagonista del tracciato quando mancheranno 7,5 km al traguardo, preceduto dal tratto più impegnativo dell’ascesa che negli ultimi 4,5 Km sale all’8,2% medio, raggiungendo il picco massimo del 13% a circa 1500 metri dalla retta d’arrivo, prevista presso il celebre Hotel Campo Imperatore, principale struttura ricettiva dell’omonima stazione di sport invernali, famosa per aver ospitato Benito Mussolini dopo l’arresto nel 1943.
I numeri li abbiamo dati… ora tocca ai corridori!!!

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Vinchiaturo (552 metri). Attraversata dalla linea ferroviaria Campobasso – Isernia e dalla SS 87 “Sannitica” (tra gli svincoli di Guardiaregia e Sepino), costituisce lo spartiacque tra le valli del Biferno e del Tammaro e, secondo alcuni geografi, è in questo luogo – e non alla Bocca di Forli (che si trova presso Rionero Sannitico) – che transita il reale confine tra Italia Centrale e Italia Meridionale.

Valico di Pettoranello (739 m). Spartiacque tra il bacino del Biferno e quello del Volturno, è attraversato dalla SS 17 “dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica”, tra Pastena e il bivio per Pettoranello del Molise. Si trova nei pressi del Santuario di Maria Santissima Addolorata.

Colle della Portella (1271 metri). Valicato dalla SS 17 “dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica” tra Roccaraso e l’altopiano delle Cinquemiglia, all’altezza del bivio per Rivisondoli. Vi sorge il santuario della Madonna della Portella, detto anche Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.

Valico Piano delle Cinquemiglia (1265 metri). Valicato dalla SS 17 “dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica” all’inizio della discesa che dall’altopiano delle Cinquemiglia conduce verso Sulmona. Prima salita del Giro d’Italia, affrontato nella terza tappa dell’edizione 1909 (Chieti – Napoli, vinta da Giovanni Rossignoli), dopo l’istituzione della maglia verde ha accolto 6 traguardi GPM. L’ultimo a scollinarlo è stato Giovanni Visconti nel 2009, nei chilometri iniziali della tappa Sulmona – Benevento vinta dall’indimenticato Michele Scarponi.

Sella di Pratoriscio (2130 metri). Punto terminale della SS 17 bis dir. C “della funivia del Gran Sasso”, coincide con il luogo dove sorge l’Hotel Campo Imperatore, presso il quale si concluderà la tappa, quotato 2135 sulle cartine ufficiali del Giro. Si tratta della terza volta che la corsa rosa si arrampica sin lassù: in precedenza si sono qui imposti lo spagnolo Vicente López Carril nel 1971, il danese John Carlsen nel 1989 e Marco Pantani nel 1999. Non fa testo la tappa del Gran Sasso del 1985, vinta da Franco Chioccioli, perché in quell’occasione si affrontò solo il tratto iniziale dell’ascesa, con il traguardo collocato in località Fonte Cerreto, a circa 1110 metri di quota.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Pesco Sannita, chiesa del Santissimo Salvatore

Morcone, il convento francescano nel quale Padre Pio trascorse gli anni del noviziato

Sassinoro, Santuario di Santa Lucia al Monte

Area archeologica di Saepinum

Castelpetroso, Santuario di Maria Santissima Addolorata

Altopiano delle Cinquemiglia

Sulmona, acquedotto medioevale

Badia Morronese

Bussi sul Tirino, chiesa di Santa Maria di Cartignano

Scena di “Amici miei – Atto II°” girata a Calascio (www.davinotti.com)

Scena di “Amici miei – Atto II°” girata a Calascio (www.davinotti.com)

Scorcio di Santo Stefano di Sessanio con la Torre Medicea crollata nel 2009 e attualmente in fase di ricostruzione

Un’altro scorcio di Santo Stefano con l’impalcatura che riproduce le fattezze della torre crollata

Campo Imperatore, Lago Racollo

Il Corno Grande, massima elevazione del massiccio del Gran Sasso, e, in trasparenza, l’altimetria della nona tappa del Giro 2018 (wikipedia)

Il Corno Grande, massima elevazione del massiccio del Gran Sasso, e, in trasparenza, l’altimetria della nona tappa del Giro 2018 (wikipedia)