100 E ANCOR PIÙ 100: OBIETTIVO BORMIO

Ne abbiamo modificato il titolo in occasione della centesima edizione del Giro, trasformando in una frase beneaugurante il tenebroso adagio medioevale “mille e non più mille”, ma i contenuti della rubrica saranno quelli soliti dell’Almanacco del dopo tappa made in ilciclismo.it che aveva accompagnato le cronache delle scorse edizione. All’interno ritroverete la rassegna stampa internazionale, il punto di vista dei tifosi, la colonna sonora del giorno (quest’anno raddoppiata), le previsioni del tempo per la tappa successiva, le “perle” dei telecronisti in una rubrica dal titolo rinnovato, il Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e il ricordo di un Giro passato (nell’anno del centesimo Giro abbiamo scelto di riportarvi indietro nel tempo fino al 1967, l’anno della 50a edizione).

GIRO D’ITALIA, GIRO DEL MONDO

Italia

Super Nibali re dello Stelvio. Dumoulin stoico: resta rosa. Ora Vincenzo è 3° a 1′12″ – Dumoulin attacca il gruppo. “Fair play? Io sono diverso”. Poi però fa marcia indietro – Anna Scarponi a Nibali: “Quando non ce la farai pensa a Michele” – Nibali: “Oggi ho dato tutto”. Poi va da Quintana: “Bravo” – Solo lo Squalo poteva riaprire il Giro, ma Dumoulin è un mastino – Dumoulin guaio intestinale: si spoglia a bordo strada e riparte (Gazzetta dello Sport)

Nibali vince il tappone. Dumoulin frenato da guai intestinali, ma resta in rosa (Corriere della Sera)

Colombia

Sí hubo juego limpio del lote con el líder del Giro de Italia – Sufrimiento de Dumoulin: tuvo que parar por problemas estomacales – Nairo Quintana sigue a la caza de Dumoulin: quedó a 31 segundos del liderato – ‘Me hubiera gustado haber sacado 5 minutos’: Nairo – ‘Solo tuve problemas; intenté luchar y luchar’: Dumoulin (El Tiempo)

Nairo Quintana: “Me hubiera gustado sacar hasta cinco minutos” – ¿Hubo juego limpio de Nairo y Nibali con Dumoulin? Tribuna Deportiva: Fabio Parra analiza el Giro de Italia de Nairo Quintana (El Espectador)

Paesi Bassi

Wonderbaarlijk herstel Dumoulin na hoge nood – Ten Dam: ‘Hij was een beetje in paniek’ – Dumoulin moet grote boodschap – Tom: ‘Kon niet meer wachten’ – Kruijswijk: ‘Dat moet je thuis doen’ – Quintana: ‘Heel positieve dag’ (De Telegraaf)

Dumoulin behoudt roze na tijdrovende sanitaire stop – Bekijk hoe Dumoulin net het roze behoudt in 16de etappe (Algemeen Dagblad)

Dumoulin verliest tijd, maar behoudt leiding in Giro Sport – Dumoulin: ‘Vechten, vechten, vechten en conclusie aan de finish’ Sport (de Volkskrant)

Svizzera

Le Giro est complètement relancé (24 Heures)

Leader Dumoulin leidet und verliert viel Zeit (Neue Zürcher Zeitung)

Austria

Dumoulin bricht ein, verteidigt aber Giro-Führung (Kronen Zeitung)

Slovenia

Giro: Nibali in Quintana neusmiljeno izkoristila klic narave Dumoulina (Delo)

Gran Bretagna

Vincenzo Nibali ends Italy’s wait for stage win at Giro as Tom Dumoulin recovers to retain lead on dramatic day – Watch the moment Giro d’Italia leader Tom Dumoulin is forced to pull over to answer the call of nature (The Daily Telegraph)

Dumoulin retains Giro d’Italia lead despite toilet stop (The Independent)

Emergency toilet break almost costs Dumoulin lead at Giro d’Italia (The Times)

Francia

Nibali régale, Pinot et Dumoulin calent – Nibali: «Garder les pieds sur terre» – Dumoulin «en colère» – Dumoulin malade avant le dernier col (L’Equipe)

Giro : Nibali signe la première italienne (Le Figaro)

Spagna

Dumoulin sufre una diarrea en plena subida a Umbrailpass – Nibali gana la etapa reina(AS)

Apretón en el Giro de Italia – Así fue la parada de Dumoulin para hacer sus necesidades – Polémica: ¿Deberían haber esperado a Tom Dumoulin? – Dumoulin: “Tenía que cagar, no me podía aguantar” – “El ciclismo nunca espera” – Una nueva bici para Dumoulin y los mejores memes (Marca)

Mordisco de Nibali, Nairo se queda a 31” de un superviviente Dumoulin – Quintana: “No ataqué, él fue un caballero conmigo cuando me caí” – “Hoy se han igualado las fuerzas” (El Mundo Deportivo)

Belgio

Vincenzo Nibali wint koninginnenrit in Giro, Dumoulin redt maar net roze trui na diarree – Waarom Dumoulin het (nog) niet in zijn broek hoeft te doen voor het slot van de Giro – Aje moe kakk’n, moeje kakk’n: Roze trui Dumoulin maakt noodstop – De rit van woensdag in de Giro: opnieuw loodzware bergrit (Het Nieuwsblad)

Giro: l’Italien Vincenzo Nibali gagne la 16e étape, Dumoulin toujours maillot rose – Image surréaliste au Giro: en difficulté, Dumoulin baisse son cuissard en pleine course – Tom Dumoulin en colère après lui-même (La Dernière Heure/Les Sports)

Lussemburgo

Victoire de Nibali, Dumoulin résiste et reste en rose, Jungels huitième (Luxemburger Wort)

Doppelte Erleichterung für Dumoulin (Tageblatt)

Germania

Italiener Nibali holt 16. Giro-Etappe (Berliner Zeitung)

Stati Uniti

Dumoulin Hangs on Despite Emergency Call of Nature (The New York Times)

Costa Rica

Andrey Amador se sacrificó por Nairo Quintana en etapa reina del Giro – Tom Dumoulin tuvo problemas estomacales en plena etapa del Giro Italia – Tom Dumoulin explica que debió parar a defecar: ‘No me podía aguantar; estoy enfadado’ (La Nación)

Australia

Dumoulin fumes as Quintana overtakes him on toilet break (The Sydney Morning Herald)

BOX POPULI

Ogni giorno qui troverete i commenti degli appassionati di ciclismo, gente che le corse non le segue solo davanti alla tv, ma le vive sia andando ad applaudire i campioni lungo le strade, sia ricalcando le stesse rotte e sudando in sella ad una bici.

PRIMA DELLA TAPPA

Mauro Facoltosi: Previsioni sul tappone?

Nebe1980: Più che previsioni speranze di vedere corsa dura già dal Mortirolo per lavorare ai fianchi la maglia rosa e fargli fuori la squadra poi attacco su primo Stelvio e da lì testa a testa

Succhiaruote: Sì, lo schema dovrebbe essere questo. In ogni caso, oggi si capirà se Doumulin è attaccabile, altrimenti onore a lui, avrà dimostrato di essere il migliore su tutti i terreni. Se devo fare un pronostico (sibillino), dico che questa tappa farà grandi danni.

Nebe1980: Certo tutto è possibile ma mi pare che quest’anno l’olandese abbia uja forma migliore ed una maturità maggiore rispetto all’anno passato

DOPO LA TAPPA

Mauro Facoltosi: Dumoulin in crisi sull’Umbrail per problemi intestinali. Nibali attacca prima nel finale dell’Umbrail e poi in discesa verso Bormio, dove stacca Quintana – anche se di pochi secondi – e raggiunge Landa, che poi batterà allo sprint. Dumoulin salva la maglia rosa per 31″. Commenti?

Vittorio P: Gran tappa. Pochi attacchi ma “selezione naturale”, il che è fantastico a mio modo di vedere, perché vuol dire che erano tutti al limite. Peccato non ci siano più veri “tapponi”; ma a mio modo di vedere basteranno per vedere gran spettacolo, un po’ qua, un po’ là.

Nebe1980: A me non è sembrata una crisi. Per molti Km ha addirittura ridotto il distacco nonostante fosse solo poi certo ha perso un po’ quando davanti hanno iniziato ad attaccare (e ci mancherebbe altro) ma si è difeso benissimo

Mauro Facoltosi: Nel dopotappa Dumoulin ha rivelato d’aver cominciato a star male lungo la discesa dallo Stelvio

Nebe1980: In effetti già nei chilometri prima della fermata si manteneva in coda al gruppo. Dico che non si è trattato di crisi perchè lui quando è ripartito aveva 1 minuto e 40 ed è arrivato con 2 e 18 quindi ha perso 40 secondi e per me perdere 40 secondi non è crisi anche perché lui l’ha fatta da solo e nei confronti dei vari Pinot e Mollema ha recuperato e anche parecchio

Profpivo: A mio parere Dumoulin ha fatto un grandissimo numero, rischiava di andare alla deriva e invece ha tenuto alla grande, tutto solo ha perso nemmeno un minuto da Nibali e Quintana. Sinceramente gli do più chance di vittoria oggi che non alla partenza della tappa: bisognerà vedere se il problema intestinale avrà ripercussioni nei prossimi giorni. Da sottolineare anche la gran tappa di Formolo

DISCOGIRO: la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Italia” (Mino Reitano)

DISCOGIRO 100

In occasione del 100° Giro abbiamo selezionato alcune canzoni da abbinare a momenti storici della Corsa Rosa

10 giugno 1984 – Nella sua fantastica stagione 1984 Francesco Moser vince il Giro “stracciando” Laurent Fignon nella conclusiva cronometro dell’Arena di Verona

“L’uomo volante” (Marco Masini)

a cura di DJ Jorgens

METEO GIRO
Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Tirano : poco nuvoloso, 22.3°C, vento moderato da N (15-23 Km/h), umidità al 55%
Aprica (GPM – 15.1 Km): poco nuvoloso, 19.5°C, vento moderato da N (12-18 Km/h), umidità al 43%
Passo del Tonale (GPM – 60.2 Km) : poco nuvoloso, 13.1°C, vento moderato da NNW (17-21 Km/h), umidità al 52%
Cles (TV – 105.7 Km) : poco nuvoloso, 26.1°C, vento moderato da NNW (12-19 Km/h), umidità al 35%
Giovo (GPM – 139.1 Km) : poco nuvoloso, 26.3°C, vento debole da NW 8-9 Km/h), umidità al 35%
Cavalese (TV – 178.9 Km) : pioggia debole e schiarite (0,2 mm), 22°C, vento debole da WNW (8-9 Km/h), umidità al 47%
Canazei: poco nuvoloso, 17.8°C, vento moderato da NNW (14 Km/h), umidità al 35%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Martinello: “Umbrialpass” (Umbrailpass)
Martinello: “Landa ha un ampio margine di ritardo”
Conti: “La dama blanca”
Pancani: “2758 metri di dislivello” (quella è la quota dello Stelvio)
Saligari: “Una lunga e tecnica discesa porteranno i corridori a Prato allo Stelvio”
Martinello: “Quello che stiamo vevendo dall’alto”
Pancani: “Dumoulin è rimasto con un solo uomo e questa è la meraviglia dello Stelvio” (di certo non gli sta simpatico l’olandese…)
Martinello: “Qui alcune replay”
Martinello: “A Glurns, quando saremo già in territorio elvetico” (Glorenza/Glurns è in Italia)
Saligari: “Il mio spagnolo sfracicato”
Martinello: “Siamo solo al 38° tornante, ce ne sono ben 37″ (sono 48 quelli della discesa dello Stelvio)
Pancani: “Momenti chiavi”
Pancani: “I corridori hanno osservato un minuto di riposo”
Martinello: “Impettubabile”
Martinello: “Negli ultimi minuti ne abbiamo parlati poco”
Nibali: “La volata finale l’ho girata”
Procyclingstats: “Rovett” (Rovetta)
Nibali: “Scendere giù in discesa”
Televideo: “Dario Cataldi” (Cataldo)

e se vi stesse chiedendo il perchè del titolo…

dalla telecronaca della tappa dell’Alpe di Siusi (Giro 2016)

Pancani: “Silviolo”
Martinello: “Dimmi Pancanolo”

IL GIRO DI GOMEZ
In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della sedicesima tappa, Rovetta – Bormio

1° Alberto Losada
2° Maximiliano Richeze a 4″
3° Dries Devenyns s.t.
4° Nicola Boem a 10″
5° Roberto Ferrari s.t.

Classifica generale

1° Giuseppe Fonzi
2° Ilia Koshevoy a 17′32″
3° Marcin Bialoblocki a 19′21″
4° Zhandos Bizhigitov a 28′22″
5° Simone Andreetta 29′05″

IL GIRO DI MEZZA ETÀ
Quest’anno la corsa rosa taglia il traguardo della centesima edizione, in un clima di festa certamente non secondo a quello con il quale nel 1967 si celebreva il 50° Giro d’Italia con la prima delle tre vittorie di Felice Gimondi. Noi di ilciclismo.it ricorderemo quell’edizione tutti i giorni, proponendovi la rassegna stampa dell’epoca, con i titoli del quotidiano “La Stampa”

4 GIUGNO 1967 – 16° TAPPA: MANTOVA – VERONA (cronometro individuale – 45 Km)

JACQUES ANQUETIL CONQUISTA LA MAGLIA ROSA – GIMONDI: «LO ATTACCHERÒ»

Al danese Ole Ritter la tappa a cronometro – Il francese (quarto) stacca gli assi italiani – Alle spalle dei primi arrivati, dura lotta tra i campioni – Il bergamasco riuscirà a superare Anquetil?
Un cambiamento delle condizioni atmosferiche ha favorito i corridori partiti per primi – Il vincitore, il tedesco Altig (secondo) e il belga Bracke (terzo) nello spazio di 2” – Anquetil ha battuto nettamente i rivali di classifica – Ha guadagnato 32” su Gimondi, 2’ su Adorni, 2’43” su Merkcx, 3’11” su Motta, ben 5’07” su Zilioli – Oggi la corsa riposa a Verona – Felice è l’unico tra gli italiani ad aver limitato al minimo il distacco dal francese – Jacques stupito: «Pensavo ad avversari più forti» – Ritter ha ricevuto le congratulazioni della moglie, ospite ad Avezzano della famiglia di Taccone

Lungo i tornanti dello Stelvio accompagnati dal ricordo di Scarponi (Getty Images Sport)

Lungo i tornanti dello Stelvio accompagnati dal ricordo di Scarponi (Getty Images Sport)

ARCHIVIO
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Raduno di partenza Alghero
1a tappa: Alghero – Olbia
2a tappa: Olbia – Tortolì
3a tappa: Tortolì – Cagliari
4a tappa: Cefalù – Etna
5a tappa: Pedara – Messina
6a tappa: Reggio Calabria – Terme Luigiane
7a tappa: Castrovillari – Alberobello
8a tappa: Molfetta – Peschici
9a tappa: Montenero di Bisaccia – Blockhaus
10a tappa: Foligno – Montefalco (cronometro individuale)
11a tappa: Firenze (Ponte a Ema) – Bagno di Romagna
12a tappa: Forlì – Reggio Emilia
13a tappa: Reggio Emilia – Tortona
14a tappa: Castellania – Oropa
15a tappa: Valdengo – Bergamo

SHOW DI NIBALI IN DISCESA. FINE DEL DIGIUNO ITALIANO, DUMOULIN DIFESA STRENUA

Nella tappa regina del Giro d’Italia numero 100, i big si muovono in grave ritardo, nonostante il problema intestinale che aveva costretto la maglia rosa a fermarsi per un considerevole lasso di tempo. Tuttavia, Nibali, gettandosi a capofitto in discesa, raggiunge e batte in volata il bravissimo Landa in fuga dal mattino, che avrebbe anch’egli meritato la vittoria.

Indubbiamente sul Passo dell’Umbrail è successo di tutto, però qualche perplessità sulla condotta di gara dei big rimane. A inizio salita, Tom Dumoulin si ferma in preda ad un problema intestinale e dopo parecchio tempo riprenderà la corsa. Il gruppo dei migliori però non aumenta l’andatura subito, nessuno attacca e per lunghissimi chilometri il ritardo di un Dumoulin da solo e in difficoltà scende addirittura nei confronti del gruppo dei migliori. Alla fine, il tanto atteso attacco di Quintana non è arrivato e probabilmente il colombiano non era in giornata di grazia. Il più attivo è stato proprio Vincenzo Nibali che, grazie alle sue accelerate, è riuscito a portar via un quartetto con Zakarin, Pozzovivo e il colombiano, staccando anche gli altri uomini di classifica ed in particolare Pinot che lo precedeva nella generale.
A guardar la classifica, sembrerebbe che Quintana abbia sferrato un grande attacco, ma in realtà la tattica di gara non è stata particolarmente sagace. Tre dei migliori uomini in fuga facevano pensare ad intenzioni bellicose che invece non si sono concretizzate. Altre perplessità nascono da alcune indecisioni, come lo stop and go di Anacona che prima si lascia sfilare dalla fuga e poi, spendendo notevoli energie, si riporta sul gruppo di testa. Amador è stato ripreso quando era ormai molto provato e, anche se ha dato tutto per aiutare Quintana, poteva essere sfruttato meglio.
Si è discusso di fair play per il problema di Dumoulin. Sinceramente, chi scrive ritiene che, in quella occasione, i big avrebbero dovuto attaccare a testa bassa, mentre invece l’andatura è calata notevolmente. La corsa è corsa, si gareggia per arrivare primi e il fair play non è questo. Proprio ieri, durante la trasmissione, si ricordava come nel 1955 Coppi e Magni attaccarono Nencini in maglia rosa approfittando di una foratura del giovane Gastone. Fu proprio tale attacco che consentì a Fiorenzo Magni di vincere il suo terzo ed ultimi Giro. Questa è la corsa e, pertanto, il comportamento del gruppo è stato sinceramente eccessivamente gentile nei confronti del leader.
Per quel che riguarda la condotta di gara in generale, questa tappa ha un po’ deluso perché, problemi fisici a parte, con i distacchi con i quali gli avversari dell’olandese sono partiti stamattina da Rovetta l’attacco doveva essere sferrato sull’ascesa verso la Cima Coppi, anche perché l’ultimo giorno è in programma un’altra tappa a cronometro, nella quale l’olandese probabilmente si rifarà con gli interessi.
In conclusione, pare ci sia stato un eccessivo attendismo, anche se gli ultimi 30 chilometri sono stati spettacolari e anche se la maglia rosa ha certamente speso energie preziose nel salire in solitudine verso il Giogo di Santa Maria, energie che potrebbero mancare nelle prossime tappe di montagna. Bravissimo e stoico l’olandese che è riuscito a limitare i danni con grande caparbietà, aiutato comunque da avversari che hanno iniziato a fare sul serio un po’ troppo tardi.
Per quanto riguarda la cronaca della corsa, il gruppo è partito a tutta, facendo registrare una media di 50 km orari nelle fasi iniziali ed impedendo tentativi di fuga.
In una girandola di scatti e controscatti riescono ad avvantaggiarsi Quentin Jaregui (A2gr La Mondiale), Pello Bilbao, Zhandos Bizhigitov (Astana), Manuel Senni (BMC), Joe Dombrowski, Davide Villella (Cannondale-Drapac), Felix Grossschartner, Branislau Samoilau (CCC Sprandi), Mathieu Ladagnaous (FDJ), Jasper De Buyst (Lotto Soudal), Winner Anacona, Davide Bennati (Movistar), Laurens De Plus, Pieter Serry (Quick-Step Floors), Natnael Berhane (Dimension Data), Maxim Belkov, Alberto Losada (Katusha-Alpecin), Jurgen Van den Broeck (LottoNL-Jumbo), Vasil Kiryienka (Sky), Phil Bauhaus, Chad Haga (Team Sunweb), Mads Pedersen, Jasper Stuyven (Trek-Segafredo), Marco Marcato, Matej Mohoric, Edward Ravasi (UAE Team Emirates) e Julen Amezqueta (Wilier-Selle Italia).
Si forma così la fuga, con il gruppo che si tiene a distanza di sicurezza, ma sul Mortirolo si avvantaggiano, riportandosi sulla testa della corsa, anche uomini importanti come Landa (Sky), Kruijswijk (Lotto NL Jumbo) e Luis León Sánchez (Astana). E’ proprio colui che doveva essere l’ultimo uomo per Michele Scarponi che va a transitare per primo sulla cima che gli organizzatori hanno voluto dedicare al corridore di Filottrano scomparso tragicamente un mese fa.
Durante la discesa del Mortirolo si ricompone il gruppone dei fuggitivi, che si era notevolmente scompigliato. Ci pensano gli Sky a forzare il ritmo in modo tale che davanti rimangono solo gli uomini più forti, ossia Sánchez, Hirt, Amador, Gorka Izagirre, Antón, Kruijswijk, Landa e Deignan. Anacona, che si era staccato, si riporta su questi uomini in prossimità dello Stelvio. L’indecisione sul da farsi da parte della Movistar è alquanto imbarazzante perché prima era stato fermato proprio Anacona, che poi ha dovuto spendere energie per rientrare sulla testa, mentre successivamente viene fermato Izagirre, che si fa riprendere dal gruppo della maglia rosa che transita sulla Cima Coppi con un ritardo di 2 minuti e 20. Nella discesa allunga l’ottimo discesista Amador sul quale si riporta il bravissimo Mikel Landa. Vedendo cosa è riuscito a fare oggi il basco, molti sono i rimpianti per aver perso un uomo che non era certo venuto al Giro per fare il gregario di Geraint Thomas, come pure era stato affermato.
I due vengono ripresi dagli altri uomini che si erano avvantaggiati sullo Stelvio, ad eccezione di Sánchez che viene ripreso dal gruppo che, già sulla Cima Coppi, era ridotto a circa trenta unità.
I fuggitivi se la vedono brutta nel falsopiano che separa la fine della discesa dello Stelvio (dal magnifico versante altoatesino) dall’attacco del Giogo di Santa Maria in quanto, in quel tratto logorante, la riluttanza a tirare è grande e solo Steven Kruijswijk, oggi grande interprete della tappa, alimenta questo tentativo che comunque perde molto terreno rispetto al gruppo, che in questa tratto riesce a sviluppare velocità decisamente superiori.
Nelle fasi iniziali della salita Kruijswijk, che scopriamo oggi aver corso sino ad ora con una costola incrinata, prova ad accelerare e guadagna qualche metro, ma Landa prima e Hirt poi riescono a rientrare.
A quel punto in gruppo avviene il fattaccio: Dumoulin si ferma a bordo strada e si leva la maglia rosa. Qualcuno pensa ad un problema come una vespa entrata nella maglietta ed invece, quando il leader della generale si leva anche i pantaloni e si abbassa dietro ad un fosso a lato della strada, si capisce che il problema è di natura intestinale e che le cose per il leader della generale iniziano a farsi complicate. In gruppo, nonostante l’assenza della maglia rosa, il ritmo non è affatto alto, tanto che i fuggitivi riescono addirittura a guadagnare. Incomprensibilmente nessuno attacca, nonostante l’elevato distacco che tutti accusano nella generale e nonostante la tappa a cronometro conclusiva costituisca un’altra occasione per Dumoulin. La corsa soffre un eccessivo attendismo in questa fase, mentre davanti Landa stacca i due compagni d’avventura. Dumoulin sembra sofferente in volto, eppure recupera secondi sul gruppo dei migliori, anche se il ritardo è comunque elevato. Solo quando Nibali prova un paio di accelerate, portandosi dietro Quintana e successivamente anche Pozzovivo e Zakarin, il distacco della maglia rosa riprende lentamente a salire. Le accelerazioni di Nibali lasciano sulle ginocchia tutti gli altri importanti uomini di classifica come Mollema, Yates, Jungels e soprattutto Pinot, che alla partenza precedeva il messinese in classifica generale.
Il quartetto va a riprendere e staccare Hirt e Kruijswijk, che non erano riusciti a rispondere all’ultimo attacco di Mikel Landa. L’olandese sarà poi bravissimo a tenere il ritmo del gruppetto di Jungels e, al termine della tappa, guadagnerà una posizione in classifica. Con l’attacco a lunga gittata, Kruijswijk ha rischiato di saltare, perdendo la posizione nella top ten, ma per uno come lui che l’anno scorso ha mancato la vittoria del Giro per via della caduta nella discesa del colle dell’agnello, il decimo posto non significa molto e, pur in una condizione non ottimale, si è dimostrato un duro ed un corridore molto generoso, essendosi sobbarcato il peso del lavoro per molti chilometri.
Il gruppetto di Nibali scollina a 10 secondi da Landa e, nella discesa, Nibali si getta a capofitto, lasciando Quintana un po’ indietro, mentre Zakarin ha gravi problemi ad impostare le traiettorie. Va un po’ meglio Pozzovivo, mentre Nibali raggiunge Landa, altro ottimo discesista. Nella volata, lo Squalo prende l’ultima curva internamente e supera sulla linea del traguardo un Mikel Landa che tira un pugno sul manubrio per la frustrazione di un’impresa sfuggitagli all’ultimo metro. In ogni caso, il basco merita i complimenti per essere partito dalla prima salita in una tappa di oltre 220 km e di essere arrivato a giocarsela in volata con Nibali.
Quintana taglia la linea d’arrivo dopo 12 secondi e conquista l’abbuono per il terzo posto; successivamente arrivano gli altri corridori un po’ alla spicciolata, con Pinot che accusa un grave ritardo da Nibali e scende dal podio provvisorio.
Dumoulin, grazie ad un’ottima difesa, arriva a 2 minuti e 20 secondi e conserva la maglia rosa per 31 secondi.
L’olandese è ancora il favorito del Giro perché, oltre ad avere ancora la maglia rosa sulle spalle, ha anche a disposizione la cronometro finale a Milano ed oggi il gap patito è stato causato non da una crisi ma da un problema intestinale che è sembrato transeunte, visto l’ottimo recupero messo in atto. Bisognerà vedere se la salita dell’Umbrail percorsa a tutta ed in solitudine non gli presenterà il conto nelle prossime tappe. Per sua fortuna domani la tappa non è durissima, ma nelle fasi iniziali qualcuno potrebbe testarne la condizione, anche se la cosa appare francamente improbabile visto l’atteggiamento attendista che ha regnato oggi fino alle fasi caldissime. In ogni caso giovedì, nel tappone dolomitico, si potrà capire se il problema di oggi ha avuto un contraccolpo, anche psicologico, sul forte cronoman che, all’arrivo, non ha nascosto la sua delusione per il tempo perduto.
Nibali, come tutti speravano grazie alle sue caratteristiche di fondista, è in crescendo di condizione, mentre chi non è apparso brillantissimo è stato Quintana, che non ha provato nessun attacco e non ha mostrato le stilettate che gli avevano permesso di staccare tutti sulla Maielletta. E’ possibile che il colombiano, avendo impostato la stagione sulla doppietta Giro/Tour, sia in un momento di calo per poi recuperare la brillantezza nella terza settimana della corsa francese, vista anche la prestazione opaca offerta ad Oropa
Tutte interrogativi che troveranno risposta nei prossimi giorni.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 6:24:22
2 Mikel Landa (Spa) Team Sky
3 Nairo Quintana (Col) Movistar Team 0:00:12
4 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:00:24
5 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:00:34
6 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac 0:01:26
7 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:01:35
8 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors
9 Adam Yates (GBr) Orica-Scott
10 Thibaut Pinot (Fra) FDJ
11 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice
12 Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNl-Jumbo
13 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:02:18
14 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:05:10
15 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:05:17
16 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates 0:05:19
17 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ 0:06:07
18 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 0:06:41
19 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
20 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:07:30
21 Winner Anacona (Col) Movistar Team 0:07:46
22 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
23 Igor Anton (Spa) Dimension Data
24 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team
25 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida
26 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:07:52
27 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:12:05
28 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice 0:13:10
29 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team 0:16:36
30 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin
31 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 0:18:38
32 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac
33 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb 0:20:27
34 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo 0:20:42
35 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott
36 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:21:51
37 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team 0:22:17
38 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team 0:22:27
39 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
40 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
41 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
42 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors
43 Daniel Martinez (Col) Wilier Triestina 0:23:23
44 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe
45 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo
46 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 0:23:42
47 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:24:33
48 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo
49 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac 0:24:37
50 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 0:24:52
51 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice 0:25:03
52 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 0:25:14
53 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac 0:25:51
54 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb 0:29:48
55 Chad Haga (USA) Team Sunweb
56 Jose Herrada (Spa) Movistar Team 0:30:07
57 Philip Deignan (Irl) Team Sky
58 Sebastian Henao (Col) Team Sky
59 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida 0:33:08
60 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida
61 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin
62 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo
63 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott
64 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team
65 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina
66 Steve Morabito (Swi) FDJ
67 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice
68 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
69 Rudy Molard (Fra) FDJ
70 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo
71 Jérémy Roy (Fra) FDJ
72 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
73 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
74 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac
75 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
76 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 0:33:25
77 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:33:58
78 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates 0:34:44
79 Luis León Sánchez (Spa) Astana Pro Team
80 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky 0:36:10
81 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:37:18
82 Omar Fraile (Spa) Dimension Data
83 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 0:40:01
84 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 0:40:26
85 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
86 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
87 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb
88 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
89 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors
90 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo
91 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
92 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
93 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ
94 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 0:47:08
95 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo
96 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal
97 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
98 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe
99 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo
100 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
101 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
102 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 0:47:22
103 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
104 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina
105 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data
106 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo
107 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
108 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
109 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo
110 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina
111 Diego Rosa (Ita) Team Sky
112 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team
113 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
114 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott
115 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
116 Svein Tuft (Can) Orica-Scott
117 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
118 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice
119 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice
120 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice
121 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal
122 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team
123 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal
124 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ
125 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale
126 Michal Golas (Pol) Team Sky
127 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott
128 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates
129 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
130 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale
131 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac
132 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac
133 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina
134 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo
135 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
136 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin 0:47:39
137 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida
138 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina 0:51:21
139 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
140 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo
141 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
142 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors
143 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida
144 Phil Bauhaus (Ger) Team Sunweb
145 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors
146 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
147 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data
148 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo
149 Sacha Modolo (Ita) UAE Team Emirates
150 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo
151 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo
152 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb
153 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac
154 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac
155 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice
156 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo 0:52:04
157 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 0:52:08
158 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team
159 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
160 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 0:52:15
161 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
162 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina 0:52:18
163 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
164 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice 0:52:22
165 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates
166 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF
167 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 0:52:28
168 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors
169 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin 0:52:32

CLASSIFICA GENERALE

1 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 70:14:48
2 Nairo Quintana (Col) Movistar Team 0:00:31
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:12
4 Thibaut Pinot (Fra) FDJ 0:02:38
5 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:02:40
6 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:03:05
7 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:03:49
8 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:04:35
9 Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:06:20
10 Adam Yates (GBr) Orica-Scott 0:07:00
11 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac 0:07:17
12 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:11:29
13 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:12:13
14 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:13:26
15 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:14:46
16 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice 0:19:02
17 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ 0:25:20
18 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:26:50
19 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:28:27
20 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates 0:29:07
21 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 0:30:15
22 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:36:51
23 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:39:07
24 Mikel Landa (Spa) Team Sky 0:41:58
25 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors 0:42:40
26 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team 0:45:39
27 Winner Anacona (Col) Movistar Team 0:45:53
28 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team 0:46:35
29 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team 0:48:31
30 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb 0:51:14
31 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo 0:53:35
32 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 0:56:58
33 Rudy Molard (Fra) FDJ 1:02:46
34 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac 1:02:55
35 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac 1:03:28
36 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice 1:07:33
37 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin 1:09:29
38 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida 1:10:14
39 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:11:11
40 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal 1:11:40
41 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina 1:12:23
42 Igor Anton (Spa) Dimension Data 1:13:36
43 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 1:13:41
44 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott 1:15:22
45 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe 1:16:02
46 Philip Deignan (Irl) Team Sky 1:16:20
47 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 1:20:29
48 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:21:09
49 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 1:22:08
50 Sebastian Henao (Col) Team Sky 1:22:24
51 Luis León Sánchez (Spa) Astana Pro Team 1:24:01
52 Steve Morabito (Swi) FDJ 1:26:25
53 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo 1:27:37
54 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo 1:28:29
55 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale 1:29:48
56 Jose Herrada (Spa) Movistar Team 1:30:38
57 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team 1:32:58
58 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb 1:33:07
59 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 1:34:35
60 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo 1:35:08
61 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team 1:35:22
62 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 1:37:57
63 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo 1:38:33
64 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 1:39:51
65 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 1:40:44
66 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 1:44:30
67 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 1:51:23
68 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott 1:52:16
69 Diego Rosa (Ita) Team Sky 1:54:40
70 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team 1:55:40
71 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:57:36
72 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo 1:58:03
73 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 1:58:09
74 Chad Haga (USA) Team Sunweb 2:01:26
75 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 2:01:43
76 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ 2:03:01
77 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 2:04:30
78 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice 2:06:25
79 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac 2:08:17
80 Jérémy Roy (Fra) FDJ 2:08:36
81 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates 2:11:57
82 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale 2:14:14
83 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac 2:14:30
84 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac 2:14:53
85 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin 2:15:34
86 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 2:15:46
87 Omar Fraile (Spa) Dimension Data 2:16:34
88 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team 2:20:16
89 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice 2:21:24
90 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team 2:21:42
91 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 2:22:01
92 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac 2:22:12
93 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 2:24:08
94 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo 2:24:47
95 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 2:25:10
96 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal 2:28:21
97 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 2:30:25
98 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo 2:30:26
99 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 2:31:40
100 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky 2:33:27
101 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data 2:34:40
102 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ 2:38:26
103 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb 2:38:29
104 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo 2:39:23
105 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 2:39:59
106 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ 2:41:41
107 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 2:44:02
108 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 2:44:25
109 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina 2:44:44
110 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 2:45:08
111 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice 2:46:28
112 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice 2:47:28
113 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo
114 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data 2:48:13
115 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 2:48:42
116 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal 2:49:01
117 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice 2:49:05
118 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 2:50:24
119 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin 2:51:49
120 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice 2:52:37
121 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo 2:52:46
122 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo 2:52:48
123 Jasper De Buyst (Bel) Lotto Soudal 2:53:25
124 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina 2:55:12
125 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors 2:55:17
126 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors
127 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott 2:56:12
128 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 2:57:18
129 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates 2:57:36
130 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale 2:57:49
131 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin 2:58:09
132 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo 2:58:33
133 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott 2:59:24
134 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 3:00:33
135 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 3:01:57
136 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team 3:02:46
137 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:03:08
138 Sacha Modolo (Ita) UAE Team Emirates 3:04:23
139 Daniel Martinez (Col) Wilier Triestina 3:04:47
140 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal 3:05:33
141 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac 3:05:34
142 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe 3:06:26
143 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina 3:06:41
144 Michal Golas (Pol) Team Sky 3:08:04
145 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac 3:08:36
146 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 3:09:06
147 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:10:51
148 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott 3:11:08
149 Svein Tuft (Can) Orica-Scott 3:14:10
150 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors 3:15:57
151 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors 3:16:26
152 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data 3:16:50
153 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates 3:17:02
154 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:17:30
155 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb 3:18:17
156 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo 3:23:32
157 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors 3:23:33
158 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:25:45
159 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin 3:29:02
160 Phil Bauhaus (Ger) Team Sunweb 3:31:06
161 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF 3:32:40
162 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:32:49
163 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe 3:32:53
164 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 3:40:27
165 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 3:41:05
166 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team 3:41:48
167 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice 3:50:49
168 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina 3:52:38
169 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina 4:10:10

Porta la firma di Vincenzo Nibali il successo che lItalia inseguiva da ben due settimane (Getty Images Sport)

Porta la firma di Vincenzo Nibali il successo che l'Italia inseguiva da ben due settimane (Getty Images Sport)

ROVETTA – BORMIO: STELVIO, ANCORA STELVIO, FORTISSIMAMENTE STELVIO

È il giorno del doppio Stelvio, affrontato prima dal versante di Bormio e poi da quello inedito che sale dalla Svizzera. Prima del 23 maggio 2017 non era ancora successo che una grande corsa a tappe proponesse due scalate nella medesima tappa a uno dei suoi “giganti”. E non sarà l’unica difficoltà di un tappone che vedrà i “girini” salire anche sul Passo del Mortirolo, pur se dal suo versante meno impegnativo. Alla fine, quasi 50 Km di salita e un dislivello complessivo che supera i 3600 metri lasceranno sicuramente il segno e cambieranno i connotati al Giro che festeggerà la sua centesima edizione con un tappone d’una durezza quasi estrema.

È il regalo che gli organizzatori del Giro hanno voluto fare alla loro “creatura” e ai suoi “amanti” per solennizzarne la centesima edizione. Mai, in una grande corsa a tappe, era stata proposta nella medesima frazione la doppia scalata a uno dei “moloch” della corsa, ascese come Gavia o Agnello, come Galibier o Tourmalet. Tale lacuna sarà colmata mercoledì 23 maggio quando i corridori dovranno salire per due volte sul re dei passi italiani, lo Stelvio, che sarà al primo “assalto” approcciato dal versante lombardo, quello sulla carta meno impegnativo, per poi scendere in Alto Adige e quindi andare a indagarne l’inedito e difficile versante elvetico, completamente asfaltato da pochissimi anni, completando quest’ultima scalata circa 3 Km sotto lo scollinamento ufficiale per poi lanciarsi in discesa verso Bormio. Infatti, non spalancherà le proprie braccia solamente agli scalatori puri questa tappa dalle “taglie forti” (48 Km di salita, 3645 metri di dislivello, 2758 metri di quota massima) poiché frecce al loro arco ne avranno anche quei “grimpeur” dotati di fondo e che dunque sanno resistere al comando anche quando la salita è finita, senza dimenticare i discesisti di razza, com’è stato Paolo Savoldelli, dal cui paesino di residenza scatterà l’unico vero tappone dell’edizione 2017, che proporrà anche il Passo del Mortirolo, preso però dal lato meno acclive, che comunque facile non è. Sarà una tappa, dunque, dove – rubando e manipolando la celebre frase che Garibaldi disse sul campo di battaglia di Calatafimi – “Qui si fa il Giro d’Italia o si muore!”, anche se nelle giornate successive ci saranno ancora quattro occasioni per cambiare la classifica, se i giochi non si saranno chiusi sullo Stelvio.
Lasciando Rovetta e l’altopiano di Clusone i primi chilometri saranno in dolce discesa – e non poteva essere altrimenti, partendo da casa del “Falco” – in direzione del lago d’Iseo, del quale sarà brevemente costeggiata l’estremità settentrionale, dove s’affaccia sul Sebino la ridente località di villeggiatura di Lovere, nella quale si può visitare uno dei più antichi musei della Lombardia, la galleria dell’Accademia di belle arti Tadini, fondata nel 1829 dal conte Luigi Tadini. S’intraprenderà poi la lunga e lentissima risalita della Valcamonica, che sarà l’”oggetto” dei successivi 70 Km, caratterizzati da un progressivo prender quota ma privi di tratti di strada in reale pendenza. All’inizio di questo tratto si toccherà il celeberrimo centro curativo di Boario Terme, presso le cui fonti – sfruttate sin dalla metà del XIX secolo – lo scorso anno si laureò campione nazionale Giacomo Nizzolo, un titolo che quest’anno difficilmente potrà difendere essendo la gara tricolore prevista su di un tracciato decisamente più impegnativo rispetto a quello del 2016 (si gareggerà in Piemonte, tra Asti e Ivrea, con l’organizzazione tecnica curata da RCS Sport, lo stesso gruppo che allestisce il Giro d’Italia). Il tracciato toccherà poi Breno, transitando ai piedi del colle sul quale sorge quello che fu per secoli il principale castello della valle, posto a dominio dell’imbocco della strada che saliva al Passo di Croce Dominii, vecchia conoscenza della corsa rosa, affrontato in cinque occasioni al Giro e che in passato fece tribolare campioni del calibro di Merckx e Hinault.
In seguito si toccherà uno dei comuni più visitati della valle, Capo di Ponte, meta turistica principalmente frequentata per la presenza del parco archeologico delle incisioni rupestri iscritto nelle liste dei patrimoni dell’umanità ma che merita la sosta anche per ammirarne la Pieve di San Siro e il Monastero di San Salvatore.
Dopo Edolo si andrà incontro alla prima delle tre grandi salite che caratterizzano il percorso, il Passo del Mortirolo che, come anticipato, sarà affrontato dal versante di Monno, conosciuto come il più facile del valico lombardo, anche se non si può certo considerare tale un’ascesa che sposa 962 metri di dislivello a uno sviluppo di 12,6 Km, pari a una pendenza media del 7,6%. È la “faccia” buona del Mortirolo, la prima a essere stata svelata al grande pubblico perchè è da questo lato che si salì il 3 giugno del 1990, la prima volta che la corsa rosa inserì questa salita nel percorso. In cima transitò in testa Leonardo Sierra, che poi s’impose al traguardo dell’Aprica con 52” su Alberto Volpi nonostante le due cadute che subì nella ripidissima discesa su Mazzo e che lo terrorizzarono al punto di convincerlo a scendere di sella e di percorrere a piedi i tratti più pendenti. Per evitare gli stessi pericoli nei quali incappò lo scalatore venezuelano, a un certo punto della discesa i “girini” saranno “dirottati” sul meno ripido versante che scende verso Grosio e che fu percorso anche nel 2012, quando la scalata al Mortirolo fu proposta dal versante di Tovo di Sant’Agata, caratterizzato anche da un impegnativo tratto dal fondo in cemento. Alla periferia di Grosio – centro presso il quale si possono vedere altre interessanti incisioni rupestri – il percorso del tappone inizierà a risalire verso l’alta Valtellina, attraversando dopo un tratto in dolce ascesa la Valdisotto, la gola alle porte di Bormio che alle 7.23 del 28 luglio fu sconvolta da una ciclopica frana precipitata dal Monte Zandila e che, oltre a formare un piccolo lago artificiale, spazzò via per sempre una delle più antiche chiese della valle, quella di San Martino di Serravalle, risalente al X secolo.
Transitati una prima volta dal traguardo e poi dalla centralissima Piazza Cavour – al cui centro troneggia il “Kuérc”, la loggia sotto la quale un tempo si tenevano le assemblee e che fa bello sfoggio di sé in alcune scene del film “Una breve vacanza”, girato nel 1973 dall’indimenticato Vittorio De Sica – arriverà il momento del primo appuntamento con lo Stelvio. La strada che si percorrerà per salire fino a 2758 metri di quota, Cima Coppi non solo del Giro ma anche dell’intera rete stradale italiana, è l’erede di un’antica mulattiera calcata sin dall’antichità e che fu percorsa anche da Leonardo Da Vinci nel 1494, durante il lungo corteo nuziale che condusse da Milano al Tirolo Bianca Maria Sforza e il neomarito, l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. L’attuale rotabile è opera dell’ingegnere bresciano Carlo Donegani, artefice anche della strada che supera il Passo dello Spluga, e fu realizzata tra il 1822 e il 1825 attrezzandola sul lato lombardo con quattro case cantoniere che davano alloggio ai “rottieri”, gli operai incaricati di spalare la neve poiché un tempo il passo era mantenuto aperto anche nei mesi invernali. I quasi 22 Km d’ascesa al 7,2% sono “conditi” da 34 tornanti, rimasti immutati nel numero anche dopo la recente modifica del tratto immediatamente sottostante il passo, che ha definitivamente “pensionato” una porzione particolarmente esposta dell’opera del Donegani. Decisamente più spettacolare è la serie che si affronterà nella discesa verso l’Alto Adige, percorrendo al contrario il versante più celebre del passo, non solo per lo scenario e per le maggiori pendenze ma anche perché è da quel lato che si salì il primo giugno del 1953, che non fu soltanto il giorno della prima scalata allo Stelvio, ma anche quello dell’ultima grande impresa sulle strade della corsa rosa di Fausto Coppi, che riuscì a ribaltare un Giro che sembrava oramai compromesso, apparentemente saldo nelle mani dell’elvetico Hugo Koblet che alla partenza da Bolzano vestiva la maglia rosa con quasi due minuti di vantaggio sul Campionissimo. Attraversata Trafoi – paese natale del celebre ex sciatore Gustav Thöni, presso il quale si trova il venerato santuario delle Tre Fontane Sacre – si scenderà a Prato allo Stelvio, dove incomincerà un tratto decisamente inatteso a queste latitudini, 7 Km di strada perfettamente pianeggiante e quasi interamente rettilinea che permetterà di tirare il fiato tra uno Stelvio e l’altro, pedalando in direzione di Glorenza, uno dei più incantevoli borghi della Val Venosta, la cui cinta muraria che le fece erigere il citato Massimiliano I è giunta intatta ai giorni nostri ed è uno dei vanti della più piccola città dell’Alto Adige.
Terminato l’intervallo, il tracciato tornerà a “lievitare” anche se non è ancora arrivato il momento di affrontare lo Stelvio inedito, preceduto da una quindicina di chilometri di dolce apprendistato risalendo verso Tubre (da non perdere gli affreschi medievali della chiesetta di San Giovanni, inserita nel progetto culturale “Scalinate verso il cielo – la via romanica delle Alpi”) e il valico doganale che introdurrà la corsa in Svizzera, sulle cui strade si rimarrà per poco meno di venti chilometri, nella zona della Val Monastero, la più orientale delle valli elvetiche, geograficamente appartenente al sistema montuoso italiano e il cui nome fa riferimento all’abbazia di San Giovanni Battista, fondata nel 780 a Müstair e i cui affreschi carolingi, casualmente rinvenuti durante un restauro nel secolo scorso, le hanno concesso l’inserimento nella lista dei patrimoni dell’umanità. Giunti a Santa Maria Val Müstair si abbandonerà il fondovalle per andare alla scoperta dello Stelvio elvetico, quell’ascesa che gli appassionati cicloamatori – e anche chi ama salire verso i grandi passi in sella a rombanti moto – conoscono come Giogo di Santa Maria e Umbrailpass, i due nomi ufficiali del valico sul quale si scollina all’altezza del rientro in Italia, dopo aver affrontato 13500 metri di strada inclinati all’8,4%, rimasta in gran parte sterrata fino al mese di agosto del 2015 e che avrebbe potuto non essere stata una novità per il ciclismo professionistico se, 22 anni fa, l’allora direttore della corsa rosa Carmine Castellano fosse riuscito a farla percorrere al Giro del 1995: la salita, infatti, faceva parte del percorso originario della tappa Val Senales – Lenzerheide ma, poche settimane prima della partenza del Giro, la neve costrinse Castellano a ripiegare sul tracciato alternativo. Oggi le insidie della strada bianca non sussistono più, dunque, ma la salita rimane ugualmente molto dura anche perché presenta un tracciato più lineare rispetto agli altri versanti dello Stelvio, pur presentando quasi lo stesso numero di tornanti della strada che sale da Bormio e che, una volta ritrovata la rotta progettata dal Donegani all’altezza dell’ultima cantoniera, sarà nuovamente percorsa dai “girini”, stavolta nel verso della discesa, atto di chiusura del tappone che cambierà la sorti del Giro numero 100.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Breno (342 metri). Vi sorge l’omonimo centro.

Passo della Foppa (1852 metri). È il valico comunemente identificato come Mortirolo, attraversato da una strada provinciale che mette in comunicazione Monno con Mazzo di Valtellina. Sulle cartine del Giro è quotato 1854 metri. In realtà, il vero Mortirolo si trova a breve distanza dal valico stradale. Anzi, ne esistono due, il Passo del Mortirolo-Nord e il Passo del Mortirolo-Sud, entrambi alti 1896 metri: il primo si trova a nord est della Foppa ed è raggiunto da una strada sterrata a fondo cieco, che si stacca dal tratto terminale del versante Edolo / Monno – Foppa; il valico sud, invece, è toccato da una strada di cresta asfaltata che permette di raggiungere la Foppa direttamente dall’Aprica, passando per Trivigno. Il Giro vi è finora salito 12 volte e gli “eroi” di quest’ascesa sono stati, in rigoroso ordine d’apparizione, il citato Sierra nel 1990 (tappa Moena – Aprica, vinta dallo stesso Sierra), Franco Chioccioli nel 1991 (Morbegno – Aprica, identico vincitore), Marco Pantani nel 1994 (Merano – Aprica, idem), Ivan Gotti nel 1996 (Cavalese – Aprica, idem), Wladimir Belli nel 1997 (Malè – Edolo, primo il russo Pavel Tonkov), ancora Gotti nel 1999 (Madonna di Campiglio – Aprica, primo al traguardo lo spagnolo Roberto Heras), Raffaele Illiano nel 2004 (Bormio – Presolana, primo Stefano Garzelli), Ivan Basso nel 2006 (Trento – Aprica, idem), lo spagnolo Antonio Colom nel 2008 (Rovetta – Tirano, vinta da Emanuele Sella), nuovamente Basso nel 2010 (Brescia – Aprica, vinta da Michele Scarponi) e l’elvetico Oliver Zaugg nel 2012 (Caldes – Passo dello Stelvio, vinta dal belga Thomas De Gendt) e l’olandese Steven Kruijswijk nel 2015 (tappa Pinzolo – Aprica, vinta dallo spagnolo Mikel Landa)

Passo della Stelvio (2758 metri). Valicato dalla SS 38 “del Passo Stelvio” tra Bormio e Trafoi, costituisce il punto più elevato della rete stradale italiana. Nella speciale classifica dei valichi carrozzabili più alti d’Italia precede di una manciata di metri il franco-piemontese Colle dell’Agnello (2748m) mentre estendendo la lista anche ai valichi ciclabili su sterrato scende all’ottavo posto (il record è detenuto dai 3000 metri del Colle Sommeiller Est, situato in Piemonte, nei pressi di Bardonecchia). Lo Stelvio è stato regolarmente affrontato undici volte al Giro, mentre in cinque occasioni (1967, 1984, 1988, 1991 e 2013) la corsa è stata respinta dalla neve. Storica la prima scalata, nella tappa Bolzano – Bormio che consentì a Fausto Coppi, primo in vetta e al traguardo, di imporsi nel suo quinto e ultimo Giro d’Italia (1953). Gli altri corridori a tagliare in testa lo Stelvio sono stati: Aurelio Del Rio nel 1956 (Sondrio – Merano, vinta da Cleto Maule); il lussemburghese Charly Gaul nella Trento – Bormio del 1961 (da lui vinta); Graziano Battistini che nel 1965 si impose proprio sul passo, dove si decise di stabilire un traguardo d’emergenza perché la neve non permise di completare la Campodolcino – Solda; gli spagnoli José Manuel Fuente nel 1972 (tappa Livigno – Passo dello Stelvio) e Francisco Galdós nella storica tappa conclusiva del Giro del 1975 (Alleghe – Passo dello Stelvio), con il duello tra il corridore iberico e la maglia rosa Fausto Bertoglio; il francese Jean-René Bernaudeau nella Cles – Sondrio del 1980, che poi vinse davanti al capitano Bernard Hinault; Franco Vona nella non meno storica Merano – Aprica del 1994, la tappa che lanciò Marco Pantani nell’olimpo dei grandi; il colombiano Josè Rujano durante la Egna – Livigno del 2005, vinta dal connazionale Iván Ramiro Parra Pinto; il belga Thomas De Gendt al termine della citata tappa Caldes – Passo dello Stelvio dell’edizione 2012 mentre l’ultimo corridore ad aver conquistato il passo più alto d’Italia è stato Dario Cataldo nel corso della tappa Ponte di Legno – Val Martello del 2014, vinta dal colombiano Nairo Quintana. Nel 2010 vi si è conclusa, prima volta nella storia, anche una tappa del Giro Donne, conquistata dalla statunitense Mara Abbott, che si è imposta anche nella classifica finale.

Giogo di Santa Maria / Umbrailpass (2758 metri). Se lo Stelvio è il più alto valico carrozzabile d’Italia, il Giogo di Santa Maria ha lo stesso titolo per la Confederazione Elvetica. È valicato da una strada aperta nel 1901 che mette in comunicazione Santa Maria Val Müstair con Bormio e il Passo dello Stelvio. Meno di un chilometro oltre lo scollinamento, che coincide con il confine di stato, si trova la quarta ed ultima delle case cantoniere costruite lungo il versante lombardo dello Stelvio, 3,2 Km sotto il passo.

FOTOGALLERY

Rovetta, chiesa parrocchiale

Lovere, Accademia Tadini

Le terme di Boario

Castello di Breno

Capo di Ponte, Pieve di San Siro

Lo scollinamento del Passo del Mortirolo visto dal versante bresciano

Grosio vista dal colle del Castello Vecchio di San Faustino, attorno al quale si estende un piccolo parco archelogico con incisioni rupestri

La cicatrice della famosa frana che sconvolse la Valdisotto nell’estate del 1987

La più alta della quattro case cantoniere dello Stelvio

Scena del film Una breve vacanza girata nel 1973 presso il Kuérc di Bormio (www.davinotti.com)

Scena del film ''Una breve vacanza'' girata nel 1973 presso il ''Kuérc'' di Bormio (www.davinotti.com)

La spettacolare discesa dallo Stelvio

Il borgo fortificato di Glorenza visto dall’ultimo tratto della strada pianeggiante che separa I due “Stelvi”

Tubre, chiesetta di San Giovanni

L’abbazia di San Giovanni Battista a Müstair

Il versante altoatesino dello Stelvio e, in trasparenza, l’altimetria della quindicesima tappa del Giro 2017 (www.altoadigeinnovazione.it)

Il versante altoatesino dello Stelvio e, in trasparenza, l’altimetria della quindicesima tappa del Giro 2017 (www.altoadigeinnovazione.it)