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ULLRICH LASCIA IL TEAM COAST

Era nell'aria, niente sorpresa. Si presumeva da quando, sette giorni fa, per la terza volta quest'anno l'Unione Ciclistica Internazionale, rilevate le mancanze nel versamento degli emolumenti ai corridori, ha dovuto sospendere il Team Coast. Allora Jan Ullrich si è convinto che le garanzie del gruppo tedesco quanto al rispetto degli impegni contrattuali, che è necessario al fine di ottenere il via libera Uci per la partecipazione alle corse, erano infondate. Come infondata era l'ipotesi di un intervento di affiancamento-sostituzione della Coast da parte dell'italiana Bianchi. Il campione di Rostock ha perciò seriamente temuto di rischiare di dover saltare il Tour de France, che è il primo grande obiettivo della stagione del rientro, la Boucle che Jan approccerà prima di darsi alla preparazione per il campionato del mondo. Così, tramite una dichiarazione di Rudy Pevenage, il direttore sportivo che l'ha condotto dall'ammiraglia alla Deutsche Telekom, che l'ha seguito alla Coast e presumibilmente gli sarà affianco ovunque sceglierà di andare, il rosso tedesco ha fatto capire che avrebbe cominciato, se non altro, a guardarsi seriamente attorno. Disse Pevenage: "I contatti con Patrick Lefevre, general manager della Quick-Step - Davitamon, sono ancora aperti e non c'è ragione per negare la possibilità di un futuro di Ullrich sotto le insegne del team belga". Evidentemente era un ultimatum. Alla Coast. Proprio la Quick-Step, invece, è adesso la principale candidata ad ottenere il 'sì' matrimoniale di sua maestà il Kaiser, che cerca una società solida (che per questo possa permettersi di sostenere il peso del suo lauto stipendio) e una squadra competitiva, qual'è, senz'altro, la Davitamon che annovera Bettini, Musseuw, il giovane Boonen, che possono lavorare in pianura (oltre, chiaro, a fare corsa per sè, alla caccia di qualche traguardo parziale) e soprattutto Richard Virenque, che almeno in un paio di frazioni con arrivo in quota - o alternandolo negli attacchi ad Armstrong - potrebbe favorirlo nel confronto con il Texano dal volto di ghiaccio, che si appresta a disporsi a vincere il suo quinto Tour consecutivo. Salvo magari poi, il bel Richard, avere via libera in altre occasioni per le sue azioni libere e solitarie, da lontano o sulle rampe, con l'obiettivo della maglia a pois e di qualche bel colpo come quello di un anno fa sul Mont Ventoux. In verità si sono fatte avanti anche Phonak e, da tempo, la Csc di Bjarne Riis, alla quale però Ullrich pare proprio deciso a non andare. Quando dovette scegliere, in estate, tra i danesi e la Coast, non ebbe poi grosse esitazioni, nonostante (o proprio per questo?, provocano i maligni) alla guida della Csc ci sia il suo vecchio compagno alla Telekom (negli anni della vittoria al Tour) Riis. "La Coast ha un organico più competitivo", spiegò. Ci sarebbe da discuterne. Anche per questo comunque dopo il divorzio coi tedeschi l'ipotesi più probabile resta il suo trasferimento al di là del Reno: alla corte del Conte Lefevre.

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