GIRO D’ITALIA 2019 – LE PAGELLE

Qualche giorno dopo la conclusione della Corsa Rosa ecco le pagelle della 102a edizione del Giro d’Italia

RICHARD CARAPAZ: Dopo il quarto posto dello scorso anno, è stato dai più sottovalutato, da addetti ai lavori e non. Carapaz è il primo ecuadoregno a vincere il Giro d’Italia, corsa conquista meritatamente nella quale ha dimostrato di non essere inferiore a nessuno in salita. Due tappe vinte, la prima di astuzia, la seconda di potenza, otto giorni da leader della classifica generale, si mette anche a disposizione di Landa per aiutarlo nella lotta per il gradino più basso del podio. Grandissimo. VOTO: 10

VINCENZO NIBALI: Sesto podio di fila conquistato al Giro d’Italia, undicesimo considerando anche Tour de France e Vuelta di Spagna: sono numeri che solo i grandissimi della storia del ciclismo possono vantare. Poteva fare di più? Sicuramente, ma contro questo Carapaz e una solidissima Movistar c’era poco da fare. A 34 anni lo Squalo fa ancora paura. Peccato non abbia vinto nessuna tappa. VOTO: 8

GIULIO CICCONE: L’abruzzese vince meritatamente la classifica degli scalatori, attacca sempre al momento giusto e riesce a vincere una grande tappa a Ponte di Legno, il giorno del Mortirolo. Soffre ancora a crono, ma se riuscirà a migliorarsi in questa disciplina potrà diventare un’interessante uomo da classifica. VOTO: 8

PRIMOŽ ROGLIČ: Era uno dei principali favoriti per la vittoria finale e inizia subito a mettere le cose in chiaro nella cronoscalata sul San Luca. Rivince a San Marino, ma va poi calando e termina al terzo posto. Non ha avuto una squadra di altissimo livello al suo fianco, poi sfortuna e cadute gli fanno perdere altro tempo. È un buon ciclsta che può diventare davvero grande, ma ancora gli manca la costanza nella terza settimana. Va detto che sta andando fortissimo sin da gennaio e c’era da aspettarsi un calo fisiologico. VOTO: 8

MIKEL LANDA: Riuscirà a trovare una squadra che gli affiderà finalmente i gradi di capitano indiscusso? Gira e rigira si ritrova sempre a fare il gregario di lusso! Il basco perde il podio per un soffio nella crono finale, ma il suo contributo nella vittoria di Carapaz è enorme: forse era l’unico realmente più forte dell’ecuadoregno in salita. VOTO: 7,5

FAUSTO MASNADA: Il corridore dell’Androni-Sidermec è una delle più belle sorprese di questa edizione del Giro d’Italia. Vince una tappa difficile a San Giovanni Rotondo e ne sfiora un’altra a Ponte di Legno, ma un’incidente meccanico lo mette fuori dai giochi. Sempre all’attacco e propositivo, una bella sorpresa. VOTO: 7,5

PASCAL ACKERMANN: Vince due tappe allo sprint dimostrando di non essere inferiore a nessuno nelle volate di gruppo. Cade, si fa male, resiste dolorante fino a Verona e conquista la maglia a ciclamino nella volata di Santa Maria di Sala. Cuor di Leone. VOTO:7,5

PELLO BILBAO: Quest’anno rinuncia alla classifica generale per puntare alla vittoria di tappa e ne ottiene addirittura due, l’ultima nel tappone del Monte Avena. Quando parte in fuga non lo tiene nessuno. VOTO: 7,5

ANDREY AMADOR: Quando si mette in testa al gruppo a tirare son guai per tutti. Concentrato e sempre attento a difendere il proprio capitano verso il trionfo del Trofeo Senza Fine. VOTO: 7

DAMIANO CIMA: Gli piace andare in fuga e lo si era capito, ma che potesse anche vincere… e invece Damiano va a vincere nella tappa di Santa Maria di Sala beffando i velocisti e regalando al suo team manager Francesco Pelosi e a tutta la Nippo Vini Fantini Faizanè la prima storica vittoria al Giro d’Italia. VOTO: 7

CALEB EWAN: Uno dei velocisti più continuo come numeri in questo Giro d’Italia. L’australiano vince di forza due tappe (Pesaro e Novi Ligure) e sale altre due volte sul podio, dimostrando una caratura internazionale non indifferente. VOTO: 7

DAMIANO CARUSO: Soffre a causa della febbre alta nella prima settimana, ma non cede e cresce di condizione fino a diventare una pedina fondamentale per Nibali nell’ultima settimana. Per lui anche un secondo posto di tappa a Pinerolo. VOTO: 7

VALERIO CONTI: Porta sei giorni la maglia Rosa sulle spalle e la difende egregiamente. Non centra la vittoria di tappa ma sarà ben più che soddisfatto. VOTO: 7

DARIO CATALDO: Lotta per la vittoria, si ferma per ordini di scuderia, non batte ciglio, non mugugna, ci riprova, nessuno lo ferma e va a vincere una grande tappa a Como. VOTO: 7

HÉCTOR CARRETERO: Non ha un passo devastante, ma c’è sempre sulle salite a dettare il passo nel trenino di Carapaz, pedina importante nella Movistar di Unzué. VOTO: 6,5
CHAD HAGA: Dopo il terribile incidente avvenuto in allenamento nel 2016, lo statunitense riesce ad esprimere finalmente il suo potenziale vincendo con determinazione la crono finale di Verona. Prima vittoria nel World Tour per lui. VOTO: 6,5

MATTIA CATTANEO: A Como sfiora la vittoria di tappa a causa di un grande Cataldo, ma corre comunque un Giro d’Italia sempre all’attacco, dimostrandosi un ciclista che farebbe comodo a molte squadre del World Tour. VOTO:6,5

CESARE BENEDETTI: La classe operaia va in Paradiso. Questo è il titolo perfetto per descrivere la sua vittoria nella tappa di Pinerolo dopo una lunga fuga di giornata. Sempre a disposizione dei capitani, finalmente una gioia personale. VOTO: 6,5

DOMENICO POZZOVIVO: Arriva al Giro dopo una brutta caduta alla Freccia Vallone, non sembra faticare troppo la prima settimana, mentre nella seconda e nella terza il lucano si dimostra un ottimo gregario per Nibali. VOTO: 6,5

PAVEL SIVAKOV: Il ventunenne russo, al suo primo Grande Giro corso in carriera, riesce a centrare una top ten nella classifica generale finale. Se non è un predestinato lui… VOTO: 6,5

ESTEBAN CHAVES: Ci sono volute diciannove tappe per vederlo finalmente in azione, ma ne è valsa la pena. Non riesce ad esprimersi come vorrebbe, ma la vittoria a San Martino di Castrozza fa ben sperare per il futuro. Rigenerato. VOTO: 6,5

BAUKE MOLLEMA: Decide di fare classifica e corre da ciclista esperto qual è. Con la sua regolarità e la sua forza a cronometro riesce a terminare il Giro d’Italia al 5° posto. Costante. VOTO: 6,5

JAN POLANC: Prende parte in varie di fughe di giornata E grazie ad una di questa diventa leader della classifica generale portando la Maglia Rosa per due giorni. VOTO: 6,5

NANS PETERS: Il giovane corridore transalpino è una delle belle sorprese di questo Giro. La vittoria ad Antholz, di potenza visti i distacchi, è stata un’azione straordinaria. VOTO: 6,5

RÜDIGER SELIG: Uomo importantissimo del treno Bora-Hansgrohe. Ackermann è stato fortunato ad averlo con lui. Quando il capitano non c’è si mette in proprio e raccoglie un buon terzo posto. VOTO: 6,5

RAFAŁ MAJKA: Il polacco è così: o decide di far classifica e non si fa vedere mai a favore di telecamera stando nell’ombra, o si disinteressa dando spettacolo alla ricerca di vincere qualche tappa di montagna. A questo Giro ha deciso di far classifica terminando al 6° posto. VOTO: 6

ANTONIO NIBALI: In questo Giro d’Italia ha dimostrato ai più di non essere il ‘’solito” fratello raccomandato ma di avere le qualità per stare nel World Tour. Lavora bene per il fratello, specie sul Mortirolo dove dimostra di essere un discreto scalatore. VOTO: 6

FERNANDO GAVIRIA: Non è sicuramente il miglior Gaviria che abbiamo mai visto, però una tappa riesce a vincerla (anche se solo grazie alla squalifica di Viviani). VOTO: 6

ARNAUD DÉMARE: Vince a Modena e sale altre volte sul podio. La pagnotta, pardon, la baguette se la porta a casa. VOTO: 6

VICTOR CAMPENAERTS: Da il meglio di se nelle cronometro (in questa edizione della Corsa Rosa ce n’erano ben tre) nelle quali arriva due volte sul podio, beffato da Roglič prima e da Haga dopo. VOTO: 6

MARCO FRAPPORTI e MIRCO MAESTRI: Sempre in fuga per lo sponsor. VOTO: 6

VALENTIN MADOUAS: il ventiduenne francese della Groupama-FDJ si fa vedere molto, attacca e contrattacca; anche se i risultati non sono arrivati non tarderanno ad arrivare. VOTO: 6

SHO HATSUYAMA: Il nipponico è la maglia nera di questo Giro d’Italia, per lui una vera impresa, ad oltre cinque minuti dal penultimo, Will Clarke. Anche se la vera impresa è stata quella di terminare la corsa…. VOTO: 6

EROS CAPECCHI: Si rivede il buon Eros in azione; saltato Jungels per la classifica generale si mette in proprio in cerca di una vittoria di tappa. I risultati non sono buoni ma l’impegno c’è stato. VOTO: 6

MARCO CANOLA: La Nippo Vini Fantini si aspetta qualche piazzamento in più da lui, come tutti gli addetti ai lavori, però questi piazzamenti non arrivano. Partecipa attivamente alla vittoria di Cima quando si mette a rompere i cambi in testa ai trenini dei velocisti. VOTO: 6

DIEGO ULISSI: Si ritrova prima Conti e poi Polanc in maglia rosa e allora deve lavorae per loro; ma quando ha carta bianca non va oltre un terzo posto di tappa. VOTO: 5,5

GIOVANNI CARBONI: La qualità c’è, ma deve crescere. VOTO: 5,5

GIANLUCA BRAMBILLA: Lo scalatore della Trek-Segafredo cerca di vincere qualche tappa, ma non ha la gamba dei giorni migliori. VOTO: 5,5

MIGUEL ÁNGEL LÓPEZ: L’anno scorso lottava per il gradino più basso del podio con Carapaz, quest’anno invece l’uno puntava alla vittoria del Giro, l’altro a difendersi dalle varie sventure. Termina la corsa al settimo posto della classifica generale, non è in formissima e non riesce a sfruttare lo squadrone che ha disposizione, ed è un peccato. Sfortunatissimo quando un tifoso lo fa cadere a terra nell’ultima tappa in linea. VOTO: 5,5

ILNUR ZAKARIN: Decimo con oltre dodici minuti di ritardo da Carapaz, vince la tappa con arrivoi al Lago Serrù, ma ha potenzialità maggiori. Il problema che una tappa si e una no finisce a terra. VOTO: 5,5

DAVIDE FORMOLO: Il trentino è un corridore che mi piace molto, ma purtroppo quest’anno non riesce a trovare lo spunto buono per vincere una tappa; il problema poi che non riesce nemmeno a far classifica. Un passo indietro. VOTO: 5,5

ALEXIS VUILLERMOZ: Un Giro in vacanza… VOTO: 5

JAKUB MARECKZO: Doveva riscattarsi dopo la brutta prova offerta l’anno scorso, dove dopo un secondo posto in Israele andò calando inesorabilmente fino al ritiro anticipato. Quest’anno fa peggio: coglie come miglior risultato un 6° posto ad Orbetello poi va fuori tempo massimo nella prima tappa sulle Alpi. VOTO: 5

ENRICO BATTAGLIN: Primo Giro d’Italia nel quale il buon Enrico non si vede… peccato. VOTO: 5

ELIA VIVIANI: In questa edizione della Corsa Rosa non gli va bene niente. Non riesce a vincere una volata e quando ci riesce viene declassato dai giudici con delle scelte molto opinabili. Non è lo stantuffo dell’anno scorso, più per demerito suo che per merito degli avversari, non corre sereno e si vede, come se dovesse sempre dimostrare a qualcuno il suo valore. VOTO: 5

SIMON YATES: Si presenta al Giro con fare minaccioso, ma ben presto si ritrova con le gambe appesantite o vuote; sicuramente è un lontano parente del ciclista che ha vinto l’ultimo Grande Giro, la Vuelta di Spagna 2018, e che l’anno scorso al Giro fece sognare il Mondo intero nelle prime due settimane. VOTO: 5

TONY GALLOPIN: Un fantasma. E pensare che tappe adatte alle sue caratteristiche ce n’erano… VOTO:4,5

GIACOMO NIZZOLO e SACHA MODOLO: Una volta c’erano anche loro a contentersi le vittorie di tappa che si decidevano in volata, ora entrare nei primi cinque sembrerebbe già un grande risultato… VOTO: 4,5

ENRICO GASPAROTTO: Fantasma. VOTO: 4,5

BOB JUNGELS: Non riesce a far classifica e ci dispiace, ma il fatto che non riesca nemmeno a far delle crono degne del suo nome non glielo potremo perdonare mai. VOTO: 4

TOM DUMOULIN: Il suo ritiro dovuto ad una caduta nella quarta tappa ha tolto alla Corsa Rosa un grande protagonista. SENZA VOTO

Luigi Giglio

CHE GIRO CHE FA A VERONA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

Il Giro n. 102 è di Carapaz davanti a Nibali, a Verona trionfa Haga – Carapaz: “Un momento incredibile”. Nibali: “Nessun rimpianto” – “Nibali inossidabile a 34 anni, ma il futuro è di Carapaz” (Gazzetta dello Sport)

Giro d’Italia, vittoria finale a Carapaz. Secondo posto a Nibali, terzo Roglic (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Richard Carapaz seals historic Giro d’Italia victory after Chad Haga stuns field to win stage 21 time trial (The Daily Telegraph)

Carapaz clinches surprise Giro d’Italia triumph on streets of Verona (The Independent)

Richard Carapaz becomes Ecuador’s first Giro d’Italia champion (The Times)

Francia

Carapaz, grande première – Carapaz «Un moment unique» – Les grands moments de la 102e édition – Roglic «Je suis vraiment très fier et heureux» – Madouas: «Assez satisfait pour un premier Giro» – Ackermann : «Un moment spécial» – Nibali: «J’ai donné le meilleur de moi-même» – Haga: « Cela me laisse sans voix » (L’Equipe)

Le Tour d’Italie à l’Equatorien Richard Carapaz (Le Figaro)

Spagna

Carapaz gana el Giro y Landa pierde el podio por 8 segundos – Carapaz: “Es la recompensa a todos los esfuerzos” (AS)

Richard ‘Capataz’ del Giro – Los humildes orígenes de Richard Carapaz en Ecuador – Carapaz, una locomotora sin frenos (Marca)

Nibali aprieta pero no ahoga y Carapaz conquista el Giro – Carapaz tras ganar el Giro: “Es un sueño. Es el mayor triunfo que puedo lograr” – “Carapaz era un ciclista que pedaleaba sin fin con unas piernas sin igual” – Movistar, el equipo con más triunfos en grandes vueltas: 15 – “Landa tiene más merito por trabajar para Carapaz que por hacer 4º (El Mundo Deportivo)

Belgio

Hij keek de dood in de ogen bij horrorcrash, nu wint Haga slotrit in de Giro – Carapaz doet Ecuador feesten met eindzege in de Giro, Campenaerts komt tekort voor winst in slottijdrit in Verona – Favoriet Victor Campenaerts grijpt naast tijdritzege: “Zou ook maar saai zijn als ik overal 3 sterren krijg en dan ook nog eens win” – Giro van de middelmaat: middelmatig parcours, middelmatige winnaar en middelmatige Belgen – Carapaz zeker van eindzege, Nibali was tijdens Giro straffer in zijn uitspraken dan in zijn prestaties (Het Nieuwsblad)

Tour d’Italie: Richard Carapaz remporte le 102e Giro, Haga s’impose à Vérone devant Campenaerts et De Gendt (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Emotionele Haga in tranen na Giro-zege – Carapaz maakt heel Ecuador trots – Jumbo-Visma-ploegleider Engels: ’Het kwam uit Roglic’ kleine teen’ – Mollema: ’Misschien mijn beste ronde ooit’ – Carapaz wint Giro, Mollema vijfde (De Telegraaf)

Haga redt de Giro van Sunweb: We zijn erin blijven geloven – Nibali voor elfde keer op podium in grote rondes, evenveel als Froome – Carapaz schrijft geschiede­nis met Gi­ro-ze­ge, Mollema eindigt als vijfde – Nibali voor elfde keer op podium in grote rondes, evenveel als Froome – Trotse Ecuadoria­nen zien Carapaz grootste sportpres­ta­tie ooit leveren – Mollema: Volle bak begonnen, maar daarna geen risico’s genomen (Algemeen Dagblad)

Onvoorziene winnaars, onvoorziene verliezers in een onderhoudende Giro d’Italia (De Volkskrant)

Germania

Carapaz vor Gesamtsieg – Ackermann holt Punktewertung – Ecuador feiert den Sieg von Richard Carapaz – Vom Bauernsohn zum Triumphator: Carapaz lässt Ecuador feiern (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Giro-Sieger Carapaz macht Ecuador glücklich (Luxemburger Wort)

Ecuadorianer Carapaz gewinnt Giro (Tageblatt)

Svizzera

Ein Nobody namens Richard Carapaz triumphiert am Giro d’Italia (Neue Zürcher Zeitung)

Carapaz, premier Équatorien à gagner le Giro (24 Heures)

Slovenia

Primož Roglič Giro končal na zmagovalnem odru (Delo)

Stati Uniti

Carapaz Wins Giro d’Italia, Haga Clinches Final Stage (The New York Times)

Colombia

¡Carapaz, campeón del Giro; Supermán López fue séptimo y mejor joven! – ¡El título de Ríchard Carapaz en imágenes! – ‘Es lo más grande de mi carrera’: Carapaz – Carapaz, de ordeñar vacas a campeón del Giro de Italia – Las cinco razones del título del Giro de Ríchard Carapaz – Los que le dejó a Colombia el Giro de Italia 2019 (El Tiempo)

Richard Carpaz, el gran campeón del Giro de Italia 2019 – El saludo de Nairo Quintana a Richard Carapaz – Miguel Ángel López: “No tuvimos suerte, pero quedan muchas más Vueltas – Carapaz: “Es la recompensa a todos los esfuerzos” – Richard Carapaz, el dueño de la Maglia Rosa – Carapaz, el campeón del Giro de Italia que se hizo en Colombia (El Espectador)

Ecuador

¡Histórico, Carapaz! Primer ecuatoriano que gana el Giro de Italia – Richard Carapaz, de pedalear una bicicleta sin ruedas a comandar el Giro de Italia – Richard Carapaz: Soy capaz de volver a repetir un triunfo como este – ¡El heroico Richard Carapaz ya es uno de los grandes del deporte ecuatoriano de todos los tiempos! – Tulcán estalla de júbilo por el nuevo rey del Giro de Italia, Richard Carapaz – Richard Carapaz ya es campeón del Giro de Italia – Así fue la etapa 21 del Giro de Italia que dejó a Richard Carapaz como campeón – Los precedentes en el Giro de Italia están del lado de Richard Carapaz – ‘Richard Carapaz fue el mejor, nadie pudo con él’, dice la prensa mundial sobre el campeón del Giro de Italia – Playa Alta vivió con intensidad el triunfo de Richard Carapaz – ‘Superman’ López mejor joven del Giro de Italia por segundo año consecutivo – Moreno anuncia retiro de impuestos a bicicletas de competencia y condecoración a Carapaz – El ecuatoriano que triunfó en el Giro de Italia – Desde Tulcán, aficionados alientan a Richard Carapaz (El Universo)

Australia

Carapaz claims Giro to become the first Ecuadorian to win a grand tour (The Sydney Morning Herald)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Marcia trionfale” (”Aida” – Giuseppe Verdi)

a cura di DJ Jorgens

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

De Luca: “Ha perso questa stappa per undici secondi”
Orlando: “Chaga” (Chad Haga)
Garzelli: “Si è rientrato in discesa”
De Luca: “È stato un Giro d’Italia anomale”
Garzelli: “Andremo a vedere se questi rissi andranno a valere il primo posto nell’ordine d’arrivo provvisorio” (rischi)
De Luca: “L’Italia è l’unica nazione che ospita tre Giri d’Italia”
De Luca: “Una strada con il budget così limitato”
De Luca: “Honorè è amante dei libri in filosofia”
De Luca: “Ricordiamo per coloro che si fosse messo in collegamento”
De Luca: “Il papà lo rimprovava”
De Luca: “Il municifio”
Inviato dopo tappa: “I genitori di Carapaz vanno davvero a piedi in treno” (non hanno mai preso l’aereo)
Televideo: “Nato a San Carmelo” (Carapaz è nato a Tulcán e vive a El Carmelo)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo ventunesima ed ultima tappa, Verona (cronometro individuale)

1° Eddie Dunbar
2° Iván Ramiro Sosa a 16″
3° Juan José Lobato a 26″
4° Sho Hatsuyama a 43″
5° Tom Leezer a 44″

Miglior italiano: Manuel Senni, 8° a 47″

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 5′39″
3° Paolo Simion a 30′34″
4° Tom Bohli a 31′06″
5° Miles Scotson a 32′07″

Ultimo: Richard Carapaz a 6h05′56″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

11 GIUGNO 1949 – 18a TAPPA: PINEROLO – TORINO (cronometro individuale, 65 Km)

OGGI TERMINA IL GIRO
A Bevilacqua la Pinerolo-Torino – Sempre incerto Bartali per il Tour

12 GIUGNO 1949 – 19a TAPPA: TORINO – MONZA (267 Km)

IMBATTUTI A BUDAPEST I NOSTRI CALCIATORI (1-1) E TRIONFALE CONCLUSIONE DEL GIRO A MONZA
Una grande giornata per lo sport italiano – Tra ungheresi e italiani tutto risolto nei primi 45’ – La rete di Carapellese e quella di Deak – A Corrieri in volata l’ultimo traguardo – Coppi è stato il dominatore – Si decide per il Tour
Conte vince la tappa volante di Novara – Bartali primo sul Ghisallo – Commenti alla grande corsa – Laboriosa seduta presso l’Associazione corridori – Gino Bartali prenderà il via da Parigi? – Solo stasera il comunicato definitivo

Larena tinta di rosa per il gran finale del Giro a Verona (www.sportfair.it)

L'arena tinta di rosa per il gran finale del Giro a Verona (www.sportfair.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como
16a tappa: Lovere – Ponte di Legno
17a tappa: Commezzadura (Val di Sole) – Anterselva / Antholz
18a tappa: Valdaora / Olang – Santa Maria di Sala
19a tappa: Treviso – San Martino di Castrozza
20a tappa: Feltre – Croce d’Aune / Monte Avena

TRIONFO STORICO PER CARAPAZ, IL TEXANO HAGA FA SUO IL FINALE IN ARENA

L’ecuadoregno Richard Carapaz gestisce il vantaggio che aveva accumulato su Vincenzo Nibali, resistendo e tenendo la maglia rosa mentre Primož Roglič conquista il gradino più basso del podio a discapito di Mikel Landa. Cronometro finale vinta da un grande Chad Haga

Dopo la tappa insidiosa che da Feltre aveva portato il gruppo sul Monte Aven i giochi sembravano ormai definitivamente chiusi per quanto riguardava la lotta alla Maglia Rosa, sempre più salda sulle spalle dell’ecuadoregno Richard Carapaz (Movistar). Per decretare i gradini più bassi del podio finale, invece, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), Mikel Landa (Movistar) e Primož Roglič (Jumbo-Visma) dovevano affrontarsi e dar tutto nella tappa odierna. Dopo tante battaglie, ritiri eccellenti e lo spettacolo altalenante della prima settimana, si era finalmente giunti all’ultimo atto della Corsa Rosa, la cronometro individuale di Verona. L’ultima frazione del Giro d’Italia numero 102 misurava 17 chilometri, con partenza dalla Fiera di Verona e arrivo dentro la magica Arena dopo essere salite sulle Torricelle, 4,5 chilometri di ascesa al 4,6% con una punta massima del 9%.
Erano 142 gli atleti rimasti in gara che sarebbero partiti a distanza di un minuto uno dall’altro, con l’eccezione dei migliori venti corridori in classifica generale, che sarebbero partiti a distanza di 3 minuti ciascuno. Il primo a prendere il via era la maglia nera, il giapponese Sho Hatsuyama ( Nippo-Vini Fantini-Faizanè), che scattava dalla pedana alle 13.45. Era il primo a scattare ma non il primo a tagliare il traguardo perchè il giapponese veniva raggiunto strada facendo dallo svizzero Tom Bohli (UAE Team Emirates), che chiudeva in 22′41″. Tra i primi a partire c’era anche lo spagnolo Markel Irizar della Trek Segafredo, che concludeva oggi il suo 21° grande giro ed anche la carriera.
Jos Van Emden (Jumbo-Visma) e Victor Campenaerts (Lotto Soudal), esperti cronoman, non riuscivano ad esprimersi nei migliori dei modi a causa della stanchezza accumulata nelle ultime tappe dopo aver lavorato per i loro capitani. Lo statunitense Chad Haga (Team Sunweb), invece, faceva segnare un tempone e, dopo esser transitato dietro Campenaerts all’intermedio delle Torricelle, balzava al primo posto della classifica provvisoria con un tempo di 22′07″, ad una media alla media di quasi 46 km/h: nessuno avrebbe più scacciato il texano da questa posizione.
Tra i delusi di questa edizione della Corsa Rosa, Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin) concludeva la crono a 36″ da Haga, Bob Jungels (Deceuninck-Quick-Step) a 44”, terminando in questo modo un Giro da dimenticare per il lussemburghese che, forse, dovrà anche rivedere i i sogni di far classifica in un futuro grande giro. Simon Yates (Mitchelton-Scott) dimostrava ancora la sua condizione non eccelsa, arrivando al traguardo con un minuto di ritardo.
Si era arrivati al momento dei big e scendeva in campo Miguel Ángel López (Astana) che, dopo l’episodio spiacevole di ieri, tagliava il traguardo al 38° posto provvisorio, lontano da Haga ma col tempo necessario per aggiudicarsi per il secondo anno consecutivo la classifica riservata ai giovani, contraddistinta dalla maglia bianca. Era il turno di Roglič, il quale si giocava il podio con Landa e dava fondo a tutte le sue energie cercando – sia in salita, sia in discesa – di recuperare terreno sul basco. Roglič arrivava all’ingressodell’arena con 26” di ritardo da Haga mentre Landa, che aveva dato il suo meglio, pagava un passivo dal rivale di 31”, tempo che lo faceva scivolare giù dal podio.
Un Nibali molto concentrato scattava dalla pedana e spingendo sui pedali arrivava all’intermedio dove registrava un tempo migliore rispetto a quello di Roglic di 2”; spingendo ancora nella discesa e nella pianura successiva ne recuperava un altro chiudendo la cronometro al 9° posto, 3” meglio dello sloveno e addirittura 49” meglio di Carapaz. Lo “Squalo” chiudeva così un grande Giro d’Italia con il secondo posto del podio, un Giro che lasciava l’amaro in bocca al siciliano, con la recriminazione della tappa di Courmayer, quando marcò stretto Roglič e non seguì, sottovalutandolo ingiustamente, ”il Condor” Carapaz. L’ultimo a partire era proprio la maglia Rosa, alla quale il vantaggio accumulato su Nibali nelle tappe precedenti garantiva la tranquillità di fare una crono senza grossi patemi. L’ecuadoregno faceva segnare un ritardo da Nibali contenuto all’intermedio, andando poi a tagliare il traguardo al 36° posto a 1′12 dal vincitore odierno Chad Haga e, come detto, a 49” dal capitano della Bahrain-Merida.
Haga scoppiava in lacrime per la prima vittoria conseguita in una tappa di un Grande Giro, anche pensando al tremendo infortunio che gli era capitato in allenamento qualche anno fa. In lacrime anche Carapaz, primo ecuadoregno a vincere il Giro d’Italia, corsa conquistata a sorpesa ma meritatamente, nella quale ha dimostrato di esser stato il più forte in salita.
Sul podio allestito nell’Arena di Verona Carapaz, raggiunto dalla famiglia, poteva alzare il Trofeo Senza Fine mentre tra le tante bandiere del suo paese risuonava l’inno nazionale dell’Ecuador. Sul secondo gradino del podio saliva Nibali, 1′05” di distacco finale per lui, mentre terzo a 2′30”era Roglič, che aveva scalzato uno sfortunato Mikel Landa. La Maglia Ciclamino della classifica a punti veniva indossata da Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe), mentre Giulio Ciccone (Trek Segafredo) e López conquistavano rispettivamente la classifica riservata agli scalatori (maglia azzurra) e ai giovani (maglia bianca).
Finito il Giro la stagione del ciclismo non si fermerà e proseguirà verso i prossimi appuntamenti dell’UCI World Tour, i giri del Delfinato e della Svizzera che si disputeranno nelle prossime settimane e che vedranno al via i grandi nomi che cominceranno l’avvicinamento al Tour de France di luglio.

Luigi Giglio

ORDINE D’ARRIVO

1 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:22:07
2 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 0:00:04
3 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:00:06
4 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:00:09
5 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 0:00:11
6 Josef Cerny (Cze) CCC Team
7 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:00:17
8 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:00:20
9 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:00:23
10 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:00:26
11 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 0:00:27
12 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 0:00:34
13 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:00:36
14 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:00:37
15 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:00:40
16 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 0:00:42
17 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:00:44
18 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 0:00:48
19 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:00:53
20 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:00:57
21 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
22 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:00:58
23 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:01:00
24 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
25 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:01:03
26 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:01:04
27 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
28 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:01:06
29 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:01:07
30 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 0:01:09
31 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
32 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
33 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 0:01:10
34 Amaro Antunes (Por) CCC Team
35 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott
36 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 0:01:12
37 Joe Dombrowski (USA) EF Education First
38 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 0:01:17
39 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 0:01:18
40 Scott Davies (GBr) Dimension Data
41 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 0:01:19
42 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
43 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:01:20
44 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 0:01:22
45 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:01:23
46 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 0:01:26
47 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 0:01:27
48 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 0:01:28
49 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:01:29
50 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:01:30
50 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
52 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:01:36
53 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 0:01:37
54 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 0:01:38
55 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep
56 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 0:01:39
57 Sean Bennett (USA) EF Education First
58 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:01:40
59 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
60 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:01:42
61 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
62 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 0:01:43
63 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:01:46
64 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:01:48
65 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
66 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 0:01:49
67 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:01:50
68 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:01:51
69 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 0:01:53
70 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
71 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:01:55
72 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:01:58
73 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 0:02:01
74 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
75 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 0:02:07
76 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
77 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:09
78 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
79 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:02:11
80 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
81 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane
82 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 0:02:13
83 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 0:02:15
84 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
85 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 0:02:19
86 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
87 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 0:02:21
88 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
89 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:02:22
90 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:02:23
91 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
92 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 0:02:25
93 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 0:02:27
94 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 0:02:29
95 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
96 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 0:02:31
97 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 0:02:32
98 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
99 José Rojas (Spa) Movistar Team 0:02:33
100 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ
101 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 0:02:34
102 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates
103 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 0:02:35
104 Christian Knees (Ger) Team Ineos
105 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:02:36
106 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:02:37
107 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 0:02:39
108 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 0:02:41
109 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:02:42
110 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
111 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 0:02:43
112 Hector Carretero (Spa) Movistar Team
113 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 0:02:50
114 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
115 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 0:02:54
116 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 0:02:57
117 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 0:02:59
118 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
119 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 0:03:00
120 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 0:03:01
120 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida
122 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 0:03:03
123 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 0:03:05
124 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 0:03:07
125 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:03:08
126 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 0:03:12
127 Nathan Brown (USA) EF Education First 0:03:17
128 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
129 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 0:03:18
130 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:03:21
131 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:03:23
132 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 0:03:25
133 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 0:03:27
134 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 0:03:31
135 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:03:33
136 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
137 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 0:03:34
138 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 0:03:36
139 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:03:37
140 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:03:54
141 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 0:04:04
142 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:04:20

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 90:01:47
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:05
3 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:30
4 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:02:38
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:43
6 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:06:56
7 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:07:26
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:07:49
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:08:56
10 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:12:14
11 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:16:36
12 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:20:12
13 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:21:59
14 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:22:38
15 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
16 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:27:19
17 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott 0:27:46
18 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:30:11
19 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:33:40
20 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:34:52
21 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:39:51
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:42:26
23 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:49:06
24 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:58:45
25 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:04:31
26 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 1:05:28
27 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 1:05:38
28 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:09:11
29 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 1:12:04
30 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:16:55
31 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:17:41
32 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 1:17:49
33 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 1:22:57
34 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:24:02
35 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:28:09
36 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 1:28:25
37 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:32:21
38 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:32:54
39 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 1:33:00
40 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:33:12
41 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:36:40
42 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:38:34
43 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:49:34
44 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:54:16
45 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:54:33
46 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:56:03
47 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:56:44
48 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:57:41
49 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:59:02
50 José Rojas (Spa) Movistar Team 2:03:31
51 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 2:06:26
52 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 2:07:02
53 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:07:24
54 Amaro Antunes (Por) CCC Team 2:09:51
55 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:12:22
56 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 2:15:24
57 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 2:18:35
58 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:20:43
59 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:24:42
60 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 2:27:26
61 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 2:31:42
62 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 2:40:04
63 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:41:00
64 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 2:41:58
65 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 2:43:16
66 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:44:14
67 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:44:52
68 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 2:46:43
69 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 2:50:28
70 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:50:33
71 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:55:14
72 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:57:12
73 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 3:00:02
74 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 3:03:12
75 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 3:03:30
76 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 3:04:26
77 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 3:06:36
78 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 3:09:24
79 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 3:09:32
80 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 3:10:04
81 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:14:04
82 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 3:15:57
83 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 3:18:24
84 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 3:20:58
85 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 3:25:08
86 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 3:25:43
87 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 3:28:10
88 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 3:33:45
89 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 3:35:14
90 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 3:35:32
91 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 3:39:32
92 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 3:43:50
93 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:52:52
94 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 3:53:05
95 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:53:06
96 Christian Knees (Ger) Team Ineos 3:54:54
97 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 3:58:26
98 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 4:00:28
99 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 4:06:17
100 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 4:06:28
101 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 4:07:49
102 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:08:19
103 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 4:11:52
104 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 4:13:34
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 4:13:46
106 Sean Bennett (USA) EF Education First 4:17:00
107 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:18:19
108 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 4:18:35
109 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 4:20:44
110 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 4:22:27
111 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 4:25:03
112 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 4:27:17
113 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 4:29:11
114 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:29:32
115 Josef Cerny (Cze) CCC Team 4:31:48
116 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 4:31:59
117 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 4:35:35
118 Scott Davies (GBr) Dimension Data 4:44:40
119 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 4:51:26
120 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 4:53:09
121 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 4:56:00
122 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:56:45
123 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 4:56:59
124 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 4:58:12
125 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 4:58:58
126 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 5:00:44
127 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 5:02:30
128 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 5:06:26
129 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 5:07:15
130 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 5:08:52
131 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 5:09:31
132 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 5:16:07
133 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 5:21:10
134 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:26:51
135 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 5:26:52
136 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 5:28:23
137 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:29:19
138 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 5:33:49
139 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 5:34:50
140 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 5:35:22
141 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 6:00:17
142 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 6:05:56

Richard Carapaz (Getty Images Sport)

Richard Carapaz (Getty Images Sport)

VA GIRINO VERSO L’INFINITO TROFEO ROSATO

Finale in Arena per il Giro d’Italia e sarà la sesta volta nella storia che una frazione del Giro terminerà all’interno dell’anfiteatro veronese. In 17 Km sapremo se il tradizionale circuito delle Torricelle, erede di due edizioni dei mondiali disputate nel 1999 e nel 2004, riuscirà a scardinare la classifica determinata dalle dure frazioni di montagna affrontate nell’ultima settimana della Corsa Rosa.

Porta la data del 4 giugno del 1967 la prima volta del Giro in Arena. Fu una delle geniali invenzioni partorite dalla vulcanica mente di Vincenzo Torriani, la stessa che in quella stessa edizione aveva inventato il prologo, la stessa che una decina di anni dopo riuscì a portare la Corsa Rosa in un luogo che si pensava irraggiungibile, Piazza San Marco a Venezia. Si dovevano percorrere 45 Km quel giorno e all’interno dell’anfiteatro scaligerò si festeggiò la vittoria per strettissima misura del danese Ole Ritter, che fece meglio per un solo secondo del tedesco Rudy Altig e anche i corridori arrivati subito dietro accusarano tempi molto vicini a quelli di Ritter, con Ferdinand Bracke terzo a 2 secondi e il favoritissimo Jacques Anquetil quarto a 6 secondi e nuova maglia rosa, tolta dalle spalle dello spagnolo José Pérez Francés. Dopo questo precedente l’Arena il Giro non la vedrà più per quattordici anni, fin quando Torriani decise di far terminare nuovamente una cronometro all’interno del celebrato monumento e stavolta in occasione della tappa finale del Giro del 1981, 42 Km con partenza dalla vicina Soave, località conosciuta per il vino che da essa prende il nome. Fu quello un finale di Giro degno dell’Arena perché alla partenza la classifica era ancora apertissima, avendo la maglia rosa Giovanni Battaglin soli 39” di vantaggio su Giuseppe Saronni e 50” sullo svedese Tommy Prim, decisamente più attrezzati a cronometro dello scalatore vicentino che, tra l’altro, pochi giorni prima della partenza della Corsa Rosa aveva vinto il Giro di Spagna, che all’epoca si disputava in primavera. C’erano anche gli abbuoni – quell’anno previsti anche nelle cronometro – a turbare i sonni di Battaglin che, invece, riuscì a difendersi egregiamente, prendendole solo da Prim e facendo meglio di Saronni, così che potè salvare la maglia rosa, definitivamente vestita con 38” sullo svedese e 50” sul piemontese. Il ribaltone sembrava, invece, improbabile il 10 giugno del 1984, quando la corsa terminò ancora con la Soave – Verona, partita con un Laurent Fignon saldamente in maglia rosa con 1’21” su vantaggio su Francesco Moser. Ma l’asso trentino, reduce dalla conquista del record dell’ora, stupì tutti rovesciando le carte in tavola e vincendo la crono a quasi 51 Km/h e distanziando il corridore francese di 2’24” (senza abbuoni, stavolta), che gli consentirono di imporsi in classifica con 1’03” di vantaggio. La conclusione del Giro fu così entusiasmante che si pensò di replicarla l’anno successo anche se a ruoli invertiti e così Lucca – nel 1984 sede del prologo – fu scelta come punto d’arrivo dell’edizione 1985, scattata con una crono lunga poco meno di 7 Km terminata dentro l’Arena, altro appuntamente al quale si fece ancora trovare in perfetto orario Moser, che iniziò in bellezza un Giro nel quale dovrà poi soccombere al francese Bernard Hinault, che così “vendicò” Fignon vicendo il Giro con un vantaggio sul trentino molto simile (1’08”) a quello accusato dodici mesi prima dal connazionale. Nel 2007 un’altra prova contro il tempo terminerà a Verona, ma stavolta l’Arena farà solo da spettatrice e bisognerà attendere altri tre anni per rivedere i “girini” pedalare sulla speciale passerella rosa installata all’interno dell’anfiteatro, quando questo tempio della lirica sarà ancora una volta scelto quale “location” della frazione conclusiva, disputata sul circuito delle Torricelle – quello dei mondiali del 1999 e del 2004 – e vinta dallo svedese Gustav Erik Larsson, mentre la maglia rosa Ivan Basso, forte alla partenza di un vantaggio di 1’15” sullo spagnolo David Arroyo e di un tracciato lungo appena una quindicina di chilometri, non ebbe particolare problemi e, anzi, riuscì anche a dilatare il proprio dominio.
Nel 2019, 52 anni dopo la prima volta, l’Arena tornerà ad accogliere la crono finale del Giro, proposta su di un tracciato dalla distanza non molto dissimile da quella del 2009, ma che si girerà in senso inverso, affrontando la salita dal versante opposto. Contro il tempo si dovranno percorrere 17 Km, non molti ma nemmeno pochi poiché molti dei corridori rimasta in gara avranno ancora nelle gambe il tappone del giorno prima e non vanno escluse sorprese come quella del 1984, anche se lo “spazio” a disposizione sarà più limitato.
La rampa di lancio dell’ultima tappa del 102° Giro d’Italia sarà collocata fuori città, nel piazzale antistante l’ingresso della Fiera di Verona, terzo complesso fieristico per dimensioni d’Italia, conosciuto per manifestazioni come Vinitaly mentre gli appassionati di ciclismo lo frequentano per il CosmoBike Show, erede dello storico Salone del Ciclo di Milano. Scesi dalla pedana, tolte un paio di curve da affrontare nelle prime centinaia di metri, la cronometro inizierà con uno dei suoi tratti più snelli e veloci, percorrendo il rettifilo di Viale Piave che dalle campagne a sud di Verona punta dritto verso il centro. A circa 1500 metri dal via i “girini” arriveranno al cospetto di Porta Nuova, monumentale accesso alla città realizzato nel ‘500 dall’architetto Michele Sanmicheli, operà che colpì il suo più celebre collega aretino Giorgio Vasari che ne disse “già mai altr’opera di maggior grandezza né meglio intesa”. A questo punto il percorso costeggerà per un breve tratto le mura di Verona, uno dei più importanti complessi fortificati esistenti in Italia, costituito da ben cinque cinte innalzate in epoche differenti – dai tempi dell’Impero Romano sino al periodo della dominazione austriaca – e in gran parte giunto ai giorni nostri. Anche per la sua posizione strategica, dopo il 1815 la fortezza di Verona divenne uno dei capisaldi del celebre “Quadrilatero”, il principale sistema difensivo del Regno Lombardo-Veneto, lo stato dell’Impero Austriaco venutosi a costituire dopo la caduta di Napoleone e la successiva Restaurazione. Seguendo al contrario il tracciato dei due mondiali qui disputati, entrambi conquistati dallo spagnolo Óscar Freire, si andrà a superare per la prima volta il corso dell’Adige sul ponte intitolato al poeta romantico Aleardo Aleardi, costruito nel 1879 per collegare il centro di Verona con il cimitero monumentale, uno dei primi eretti in Italia in ottemperanza all’editto napoleonico di Saint-Cloud (1804), che stabiliva di trasferire i campisanti al di fuori delle mura cittadine onde evitare il rischio di contagi. La nuova normativa prevedeva anche tombe uguali per tutti, senza distinzione di classe sociale, e solo le salme illustri, previo benestare di una commissione di magistrati, potevano essere ricordate da epitaffi scolpiti: nel cimitero veronese oggi riposano, tra le altre, le spoglie del “papà” di Sandokan Emilio Salgari, del poeta Ippolito Pindemonte e di Umberto Boccioni, il maggior esponente dell’arte futurista italiana.
All’altezza del cimitero si ritroverà la cinta muraria, costeggiata all’altezza dei bastioni di Campo Marzo e delle Maddalene, il secondo dei quali pure realizzato dal Sammicheli anche se prenderà l’attuale forma dopo il 1839 su incarico del celebre feldmaresciallo Radetzky. Si sfreccerà quindi dinanzi ad un altro tra i più importanti accessi cittadini, Porta Vescovo, aperta in direzione di Venezia e attraverso la quale l’esercito italiano entrò in Verona il 16 ottobre 1866, giorno dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia dopo la cacciata degli austriaci in seguito alla vittoria nella Terza Guerra d’Indipendenza.
Imboccata Via Caroto, quando si saranno percorsi 5 Km dal via s’inizierà la salita delle Torricelle, 4.5 Km al 4.6% per giungere sino a 277 metri di quota dopo aver sfiorato il Forte Biondella, una delle strutture del campo trincerato collinare voluto dal Radetzky e che comprendeva anche le due Torri Massimiliane, le “Torricelle” che s’incontreranno al vertice dell’ascesa e che ne hanno attribuito il tradizionale nome. Seguendo in discesa il versante dei mondiali (4.5 Km al 4.5%) si planerà sul quartiere di Valdonega, dove nel 1957 furono rinvenuti, durante i lavori di costruzione di un condominio, i resti di una villa romana risalente al primo secolo dopo Cristo. Terminata la discesa quando mancheranno poco più di 4 Km al traguardo si ritroveranno prima le mura (rondelle delle Boccare e di San Giorgio, oggi occupata delle serre comunali) e poi il corso dell’Adige, che sarà costeggiato per poche centinaia di metri tra Ponte Garibaldi e Ponte della Vittoria, sul quale s’incontrerà il pavè. Entrati nel centro storico i “sampietrini” accompagneranno la corsa anche dopo la svolta verso Corso Cavour, che si percorrerà in direzione di uno dei più visitati monumenti di Verona, il Castelvecchio, che fu la principale residenza della dinastia Scaligera e che si affianca al romano Arco dei Gavi, innalzato attorno alla metà del primo secolo in un punto che, all’epoca, si trovava al di fuori della cinta muraria, lungo l’antica Via Postumia. Tornati sull’asfalto e transitati di fronte alla barocca chiesa di Santa Teresa degli Scalzi, il cui convento fu trasformato in carcere durante l’epoca napolenica e tale rimase fino alla distruzione durante i bombardamenti dell’ultima guerra mondiale, si ritroverà il porfido quando s’imboccherà il tratto finale di Corso di Porta Nuova, nel punto dov’erano fissati i traguardi mondiali, subito prima di varcare i Portoni della Brà, “doppio” accesso all’omonima piazza dove saranno presi come da tradizione i tempi di gara e conosceremo ufficialmente il nome del vincitore del Giro prima dell’ingresso sulla passerella che nel cuore dell’Arena, ancora per una volta prestata dalla lirica al mondo dello sport, anche in ricordo di una lunga tradizione d’eventi da sempre ospitati nell’anfiteatro costruito dai romani e che già nel ‘800 ospitava le prime gare velocipedistiche che fecero conoscere ai veronesi quel cavallo d’acciaio che oggi chiamiamo bicicletta.

Mauro Facoltosi

FOTOGALLERY

Il piazzale della Fiera di Verona dal quale scatterà la cronometro

Porta Nuova

Ponte Aleardi e il Cimitero Monumentale

Tratto delle mura di Verona in direzione del Bastione delle Maddalene

Porta Vescovo

Il Forte Biondella lungo la salita delle Torricelle

Una delle “Torricelle”

Villa Romana di Valdonega (tripadvisor.com)

Villa Romana di Valdonega (tripadvisor.com)

Rondella di San Giorgio

Il tratto di Lungadige percorso dalla crono (sullo sfondo Ponte della Vittoria)

Ponte della Vittoria in direzione del centro di Verona

Corso Cavour in direzione del Castelvecchio

Castelvecchio e Arco dei Gavi

Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi

Corso di Porta Nuova e i Portoni della Brà

L’ingresso dal quale I “girini” entreranno in Arena visto dall’esterno…

… e dall’interno

L’Arena di Verona vista dal cielo e, in trasparenza, l’altimetria della 21a ed ultima tappa del Giro 2019 (Google Maps)

L’Arena di Verona vista dal cielo e, in trasparenza, l’altimetria della 21a ed ultima tappa del Giro 2019 (Google Maps)