CHE GIRO CHE FA A SAN MARTINO DI CASTROZZA

Ecco il tradizionale contenitore made ne ilciclismo.it che da diverse stagioni accompagna le cronache prima del Giro e poi del Tour. All’interno ritroverete le rubriche riservate alla rassegna stampa internazionale, alla colonna sonora del giorno, alle previsioni del tempo per la tappa successiva, alle “perle” dei telecronisti, al Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e al ricordo di un Giro passato (quest’anno rivisiteremo l’edizione del 1949 nel 100° anniversario della nascita di Fausto Coppi e nel 70° anniversario della prima storica doppietta Giro-Tour siglata dal Campionissimo).

CHE GIRO CHE FA… NEL MONDO

Italia

A San Martino di Castrozza vola il colibrì Chaves. Carapaz sempre in rosa – Chaves: “È incredibile, ho passato anni difficili. Mai mollare” (Gazzetta dello Sport)

A San Martino di Castrozza Chaves vince la 19ª tappa. Classifica invariata – La sorpresa del Giro, racconto che diventa viaggio culturale (Corriere della Sera)

Gran Bretagna

Esteban Chaves roars back to win stage 19 at Giro d’Italia as Richard Carapaz passes one more test in pursuit of pink (The Daily Telegraph)

Carapaz closes in on Giro victory as Chaves claims emotional stage 19 (The Independent)

Francia

Le rebond de Chaves – Le Gac «Je suis déçu» – Bidard «Toujours de l’avant» – Pozzovivo «La chaleur peut conditionner la course» – Roglic «Ce n’est pas fini» (L’Equipe)

Chaves en grimpeur dans la 19e étape du Giro (Le Figaro)

Spagna

Chaves logra su triunfo; López y Roglic animaron el final (AS)

Pacto de no agresión en el Giro – Las espectaculares imágenes del Passo di San Boldo (Marca)

Un poderoso Chaves se impone en el Giro antes de la batalla final (El Mundo Deportivo)

Belgio

Esteban Chaves is Pieter Serry te snel af in eerste Dolomietenrit, leider Carapaz wordt amper onder druk gezet (Het Nieuwsblad)

Giro: la 19e étape pour Esteban Chaves, Carapaz toujours en rose (La Dernière Heure/Les Sports)

Paesi Bassi

Solozege Chaves in Giro, Carapaz houdt stand in roze – Mollema: ’Meer zat er niet in’ – ’Roglic kan Giro nog winnen’ (De Telegraaf)

Chaves krijgt loon naar werken, Lopez pakt tijd op Mollema – Mollema verwacht vuurwerk morgen – Engels blijft hoopvol: ‘Roglic kan nog steeds de Giro winnen’ (Algemeen Dagblad)

26 jaar en een enorme motor: Carapaz zou zomaar de Giro kunnen winnen (De Volkskrant)

Germania

Carapaz in Rosa ins Giro-Finale – Chaves feiert Solosieg (Berliner Zeitung)

Lussemburgo

Carapaz kommt dem Gesamtsieg näher (Luxemburger Wort)

Richard Carapaz bleibt fürs Giro-Finale in Rosa – Chaves feiert Solosieg (Tageblatt)

Svizzera

Giro d’Italia: Esteban Chaves gewinnt Bergetappe (Neue Zürcher Zeitung)

Chaves s’impose, Carapaz reste leader (24 Heures)

Slovenia

Primož Roglič je pripravljen za zadnjo dolomitsko bitko (Delo)

Colombia

¡Fiesta colombiana en el Giro! Chaves ganó la etapa y López descontó tiempo – Las victorias del ‘Chavito de Colombia’, en imágenes – Esta es la brillante carrera deportiva de Esteban Chaves – Este es Brayan, a quien le dedicó el triunfo Esteban Chaves – ‘Siento felicidad, me quité un peso muy grande de encima’: Chaves – La enfermedad que superó Chaves para volver a ganar en el Giro – El conmovedor abrazo de Chaves con sus papás, tras ganar la etapa 19 (El Tiempo)

Esteban Chaves ganó la etapa 19 del Giro de Italia – “El Chavito” volvió a sonreír en el Giro de Italia – Esteban Chaves: “Llegué a odiar el ciclismo” (El Espectador)

Ecuador

¡Sólido, Richard! Carapaz es líder a dos etapas de finalizar el Giro de Italia – Quito rinde homenaje a Richard Carapaz, líder del Giro de Italia – Richard Carapaz consigue su sexta ‘maglia’ rosa como líder del Giro de Italia – Así fue la etapa 19 del Giro de Italia en la que Richard Carapaz conservó el liderato (El Universo)

CHE GIRO CHE FA… SOL… LA… SI… DO… : la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

“Le Dolomiti” (Camillo Moser, Italo Varner)

a cura di DJ Jorgens

CHE METEO CHE FA

Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Treviso : cielo sereno, 21.9°C, vento debole a NNE (5-9 Km/h), umidità al 49%
Telve (Sprint Km 58.8): cielo sereno, 23.3°C, vento debole a ENE (6 Km/h), umidità al 47%
Passo Manghen (Cima Coppi – Km 78): nubi sparse, 12.1°C, vento debole a NE (7-8 Km/h), umidità al 57%
Predazzo (Sprint – Km 112.5): poco nuvoloso, 21.6°C, vento debole da NE (6 Km/h), umidità al 53%
Passo Rolle (GPM – Km 133.1) : cielo sereno, 12.1°C, vento moderato da NE (11-13 Km/h), umidità al 67%
Croce d’Aune / Monte Avena : poco nuvoloso, 17.5°C, vento moderato da NE (10-14 Km/h), umidità al 55%

CHE GHIRO CHE FA

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Garzelli: “Riprendere i discepoli” (fuggitivi)
Saligari: “Stanno rispondendo alla grandissimo gli spettatori”
Garzelli: “Una tribuna naturala”
Saligari: “Tutti hanno stampato la ruota del corridore della Mitchelton”
Garzelli: “Una velocità che gli permette di prendere meno possibile”
De Luca: “Roglic, Carapaz, Landa: i quattro grandi del Giro d’Italia”
Cassani: “Quel breve tratto di saluta dura”
Agnoli: “Io sono in camera da due settimane e mezzo”
Franzelli: “Cima Coppi che ha 120 Km dall’arrivo”
Saligari: “Un anello quasi perfetto di oltre 200 Km” (la tappa di domani misura 194 Km)
Televideo: “Manuel Antunes” (Amaro Antunes, Manuel è il secondo nome del corridore portoghese)
Televideo: “Chavez” (Chaves)

FA CHE GIRO CHE

Le classifiche del Giro viste all’incontrario

Ordine d’arrivo diciannovesima tappa, Treviso – San Martino di Castrozza

1° Simone Consonni
2° Jasha Sütterlin s.t.
3° Michael Schwarzmann s.t.
4° Rüdiger Selig s.t.
5° Pascal Ackermann s.t.

Classifica generale

1° Sho Hatsuyama
2° Will Clarke a 2′24″
3° Tom Bohli a 26′24″
4° Paolo Simion a 28′08″
5° Miles Scotson a 28′10″

CHE GIRO CHE FACEVA: 1949
Ricordiamo quest’anno, attraverso i titoli del quotidiano “La Stampa”, il Giro del 1949, quella della mitica Cuneo-Pinerolo

8 GIUGNO 1949 – GIORNO DI RIPOSO

ALLA VIGILIA DELLA “TAPPA GIGANTE” – IL GIRO AFFRONTA GLI ALTI VALICHI E GLI AZZURRI PARTONO PER L’UNGHERIA – LEONI ANDRÀ AL TOUR
Il Giro affronta oggi la Sanremo-Cuneo, ma l’urto Coppi-Bartali è atteso sull’Izoard e sugli altri passi delle Alpi italo-francesi – Un fine-settimana che elettrizza gli sportivi – Ancora discussioni per la corsa francese
Nel regno delle salite – Cinque colli – La Cuneo-Pinerolo di domani – Tappa… esagerata, pensa Camusso – Ancora discussioni per la corsa francese – Perché Coppi e Bartali difficilmente faranno parte della medesima squadra – Grande aspettativa a Cuneo e Pinerolo – Sabato il “Giro” arriva a Torino – Il via per l’avventura ungherese – Copernico alle prese con il problema dei terzini

9 GIUGNO 1949 – 16a TAPPA: SANREMO – CUNEO (190 Km)

SULLE ALPI OGGI SI DECIDE IL GIRO – È GIUNTA LA TAPPA DELLE GRANDI SCALATE
Cinque “passi” tra le nuvole: Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro e Sestriere
La Sanremo-Cuneo è stata dominata dallo spettro dell’Izoard – Vittoria in volata di Conte – Il traguardo del Col di Nava a Vittorio Rossello – Tra Coppi e Leoni – Dislivello: m. 4812 – I “capitani” del Giro s’affrontano a tu per tu – Le previsioni per il finale – Distacchi di mezze ore – Bartali forse non andrà al Tour

La Baita Segantini, situata poco sopra il Passo Rolle, illuminata di rosa in occasione dellarrivo del Giro a San Martino di Castrozza (www.federciclismo.it)

La Baita Segantini, situata poco sopra il Passo Rolle, illuminata di rosa in occasione dell'arrivo del Giro a San Martino di Castrozza (www.federciclismo.it)

CHE GIRO, CHE ARCHIVIO

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Raduno di partenza Bologna
1a tappa: Bologna – San Luca (cronometro individuale)
2a tappa: Bologna – Fucecchio
3a tappa: Vinci – Orbetello
4a tappa: Orbetello – Frascati
5a tappa: Frascati – Terracina
6a tappa: Cassino – San Giovanni Rotondo
7a tappa: Vasto – L’Aquila
8a tappa: Tortoreto Lido – Pesaro
9a tappa: Riccione – San Marino (cronometro individuale)
10a tappa: Ravenna – Modena
11a tappa: Carpi – Novi Ligure
12a tappa: Cuneo – Pinerolo
13a tappa: Pinerolo – Ceresole Reale (Lago Serrù)
14a tappa: Saint-Vincent – Courmayeur
15a tappa: Ivrea – Como
16a tappa: Lovere – Ponte di Legno
17a tappa: Commezzadura (Val di Sole) – Anterselva / Antholz
18a tappa: Valdaora / Olang – Santa Maria di Sala

IL SORRISO DI CHAVES, IL LAMPO DI LÓPEZ: LA COLOMBIA ILLUMINA UNA TAPPA TIEPIDA

Tappa in tono minore alla vigilia della grande battaglia. Arriva ancora la fuga, ma dietro tuona l’Astana, torna Roglic, e a Nibali non tremano le gambe. Movistar imperturbabile asserragliata attorno alla maglia rosa che appare inscalfibile.

È paradossale che sia un arrivo in salita la tappa – relativamente! – più serena di una seconda metà di Giro all’insegna della nitroglicerina, un’autentica scarica di fuochi artificiali che sembrano susseguirsi senza respiro, tanto da rendere adrenalinica perfino l’unica giornata di riposo attivo su strada, vale a dire l’appuntamento di ieri per i velocisti, culminato in un’ora di inseguimento folle sul filo dei 50 km/h e in un finale degno di un cartone animato giapponese (e in effetti, pare preso tal quale da Nasu – Summer in Andalusia).
E fin lì è stato, senza eccezioni, tutto un concerto di giornate epiche come quelle del Nivolet bianco di neve o del Mortirolo nero di nubi basse e tempestose, di azzardati attacchi da lontano come a Pinerolo o in Val d’Aosta, di colpi di scena e cedimenti piccoli o grandi nella generale come a Como o ad Anterselva. Duelli psicologici, esplicitati a parole come tra Nibali e Roglic oppure sottaciuti e ancor più tesi come tra Landa e Carapaz; girandole tattiche con gregari lanciati all’avanguardia e poi fermati in appoggio; gesta coraggiose, individuali come per Zakarin o collettive come per Mollema… o entrambe le cose, che sia in una stessa tappa o in occasioni distinte, per chi non si è voluto far mancare nulla: Landa, Miguel Ángel López, Carapaz. L’orgoglio ferito di Yates, la lotta accanita per la top ten di Formolo. E questo parlando solo di classifica generale, perché non sono mancate le sottotrame, gli assoli di Ciccone per la maglia dei GPM o lo psicodramma francotedesco in puro stile prima guerra mondiale per la maglia ciclamino degli sprinter.
Insomma, se per metà Giro abbiamo sonnecchiato, scossi giusto dalle belle crono, da qualche capitombolo di troppo e dalla bella impresa di Valerio Conti e Fausto Masnada, a partire dal giro di boa siamo precipitati in una costante insonnia elettrica. E giusto oggi, alla vigilia del Maelstrom verso cui converge tutto il Giro, della madre di tutte le battaglie (almeno sulla carta: prepariamoci psicologicamente a possibile processione con scattino sotto la flamme rouge), il cielo si è chetato nel contesto idilliaco delle Dolomiti, giusto le conifere stroncate dalle bufere e la strada militare del San Boldo ad alludere a passati sconvolgimenti.
È partita subito una bella fuga, e il gruppo dietro ha respirato, almeno fino agli ultimi quindici minuti in apnea. C’era poco da chiedere a una tappa monosalita e va detto che comunque, nei limiti del possibile, c’è stato comunque di che intrattenersi, anche se magari non come l’anno scorso a Pratonevoso, dove, su un arrivo simile, corse il primo sangue, presagio del massacro del Finestre.
Della fuga c’è poco da segnalare: interessante il coriaceo inseguimento del giovane marchigiano Carboni (i più attenti lo ricorderanno provvisoriamente in maglia bianca nella prima parte di questo Giro) che, mancata la fuga, l’ha inseguita per decine e decine di km, sempre a bagnomaria, dietro di un minuto o mezzo minuto addirittura, condannato a un supplizio di Tantalo dagli altri fuggitivi poco propensi ad ammettere un dodicesimo passeggero. Carboni alla fine ce la fa, e nonostante lo sforzo supplementare conclude perfino quarto, peraltro replicando il suo destino di cacciatore in affanno anche sulla salita finale. Ricordiamo poi l’allungo del locale Boaro, in fuga per l’Astana: la squadra gli dà fiducia, e si risparmia in vista di domani, ma in alternativa avrebbero potuto tener chiusa la corsa e puntare a una vittoria di tappa certa col proprio capitano, Superman López. Forte della conoscenza dei luoghi, Boaro cerca di anticipare i più scalatori, ma la mossa non trova compagni e non ha successo.
Fra i fuggitivi il nome grosso è quello del colombiano Chaves, a cui Nibali strappò in extremis il giro 2016. Una fra le figure più positive e amate in gruppo, risorto al professionismo dopo un incidente gravissimo ma non abbandonato dalla sfortuna: vittima di un tracollo l’anno scorso al Giro, quando era secondo e con una tappa nel carniere, da allora non si era più ripreso, con un aleggiante diagnosi di mononucleosi. Ad Anterselva era giunto secondo, ma in tanti avremmo voluto vederlo tornare al successo. Oggi tocca a lui: nonostante una condotta di gara fin troppo generosa, costantemente all’attacco cercando di fare selezione sulla troppo facile salita finale, la sua classe riesce a spiccare, con un piccolo aiuto della sorte, almeno stavolta, nelle vesti di doppio salto di catena dell’italiano Vendrame dell’Androni, che era parso il più astuto e puntuale fra i rivali, e che non per nulla farà secondo. In realtà, siamo convinti che Chaves ce l’avrebbe fatta comunque, troppo perentorio il suo ultimo e decisivo affondo poco dopo il cartello dei meno tre al traguardo, preludio di un arrivo in solitaria con un’esultanza in cui si fondono gioia straripante e sfogo di rabbia repressa. Una vittoria che, dopo il flop di Yates e i “quasi gol” di Nieve, riscatta il Giro di una Mitchelton-Scott partita fra rodomontate e grancasse ma a forte rischio di tornare in Australia a mani vuote.
Tanta rabbia in corpo anche per l’altro colombiano protagonista oggi: Miguel Ángel López sta risalendo la classifica generale a tutta birra, garantendosi o quasi, nel processo, la maglia bianca di miglior giovane (sì, il capitano Astana è ancora un atleta baby!). Un guaio meccanico gli pesa sul tempo della brevissima crono bolognese e foratura in crono pure a San Marino, poi foratura nella Cuneo-Pinerolo, e di nuovo problema meccanico sul Nivolet: nella classifica generale il buon Superman era scivolato in 27esima posizione, poi ha indossato il mantello e di volo in volo è ora sesto, mentre il quinto, Mollema, ne sente il fiato sul collo a meno di 30”.
Non sembrano casi isolati, le disgrazie tecniche di Vendrame oggi e di López nelle tante occasioni citate, né sono loro gli unici, tutt’altro, con conseguenze spesso pesanti, se pensiamo a Roglic nella tappa comasca o a Campenaerts che ci ha perso la vittoria di tappa nella crono di San Marino: assistiamo a un moltiplicarsi di problemi mai così numerosi nel passato (forse nel ciclismo eroico degli sterrati sì, ammettiamolo). Il cambio elettronico ne ha fatte di cotte e di crude, specie col maltempo ma non solo, le combinazioni di pneumatici svariati con i cerchi di carbonio sono fra gli altri imputati. Senza entrare in dettagli tecnici per cui non abbiamo le competenze, senz’altro si richiede una profonda riflessione da parte delle case produttrici: non parliamo di una Roubaix ma di bici sottoposte ogni sera a revisione dai migliori meccanici del mondo, con materiali al top di gamma, su strade spesso asfaltate ad hoc. C’è qualcosa che non va… immaginiamoci poi quando si rifila lo stesso pacchetto al povero cicloamatore di turno, magari con lo slogan “oggigiorno tutti i pro usano questo”. Certo, e ci smenano tappe o minuti in classifica!
Ma dicevamo di López: oggi il mezzo non ha guai, e dopo un forcing del team, quando ormai è chiaro che davanti la fuga arriva, il colombiano parte secchissimo dal gruppo dei favoriti all’altezza dei -5 km. Reagiscono prontamente tutti, Nibali e Roglic fra i primi, ma Landa chiude ogni spiraglio come un implacabile buttafuori. Solo a López si dà libertà, dacché da un lato non minaccia i primissimi e dall’altro gli avversari diretti, come Sivakov dell’ex Sky o Mollema o Majka, proprio non sono all’altezza. Ma c’è da chiedersi se davvero all’altezza qualcuno lo sarebbe stato fino in fondo: López stacca il nuovo record di ascesa a San Martino di Castrozza, 11 km e spicci al 6,2% percorsi a quasi 27 km/h di media, distruggendo i tempi di Di Luca e Riccò, entrambi peraltro giunti a vincere lo sprint in un gruppetto di una decina di atleti, e non in solitaria. Pendenze modeste che favoriscono la scia e i fisici potenti (i due di cui sopra erano in compagnia dei vari Basso, Menchov, Vinokourov, Bruseghin…) e che dunque rendono ancor più clamoroso il numero di Superman, il quale da parte sua rifila 45” ai top della generale viaggiando a circa 1-1,5 km/h più di tutti gli altri per gli undici minuti in cui tritura i 5 km fra attacco e traguardo. Premessa o promessa per una gran giornata domani? Dice Vinokourov: “Dove finisce questo Giro? A Verona. Ecco, a Verona”.
Difficile immaginare stravolgimenti con un Carapaz mai apparso in difficoltà, e supportato, se tutto va come da copione, da un Landa che in salita è apparso globalmente la figura più solida e autorevole, e di gran lunga, a questo Giro. Se qualcuno, tuttavia, può innescare un degno crescendo, almeno dal punto di vista delle emozioni e di un risultato in bilico, per coronare questa serie pirotecnica, questi sono dal punto di vista collettivo gli uomini Astana, e individualmente Nibali. Mettiamo nella miscela un Roglic mai davvero domo e anzi determinatissimo, un Yates a corto di gambe ma non di voglia, una Education First in cui, a turno, han trovato grandi giornate i vari Carthy, Dombrowski, Kangert: ci troveremo fra le mani una molotov di speranza, potenzialmente da seguire fin dal via, alle 11 di mattina del sabato, con speciale attenzione per il Manghen, colosso più vicino alla partenza che all’arrivo. Per le sentenze, c’è la crono veronese di dopodomani – domenica – che chiuderà, senza passerelle rituali, questo Giro che, da quando si è acceso, non ha smesso di bruciare.

Gabriele Bugada

ORDINE D’ARRIVO

1 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 4:01:31
2 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:00:10
3 Amaro Antunes (Por) CCC Team 0:00:12
4 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 0:00:24
5 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 0:00:32
6 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:00:35
7 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:01:02
8 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 0:01:37
9 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 0:01:53
10 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 0:02:33
11 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 0:03:59
12 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:04:47
13 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:05:45
14 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:06:29
15 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
16 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
17 Mikel Landa (Spa) Movistar Team
18 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
19 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
20 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
21 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
22 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:06:33
23 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
24 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:06:35
25 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
26 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
27 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 0:06:48
28 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:07:27
29 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:07:29
30 Victor De La Parte (Spa) CCC Team
31 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:07:36
32 Tanel Kangert (Est) EF Education First
33 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb
34 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
35 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
36 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb
37 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
38 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
39 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
40 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo
41 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data
42 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 0:07:59
43 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 0:08:45
44 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:09:25
45 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team
46 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 0:09:52
47 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy
48 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
49 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 0:11:02
50 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma
51 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 0:11:04
52 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:11:43
53 Ivan Sosa (Col) Team Ineos
54 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal
55 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:13:23
56 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
57 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:14:50
58 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 0:14:57
59 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
60 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo
61 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF
62 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep
63 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
64 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott
65 José Rojas (Spa) Movistar Team
66 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
67 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
68 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
69 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale
70 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
71 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal
72 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida
73 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ
74 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy
75 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma
76 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team
77 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
78 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin
79 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin
80 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe
81 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe
82 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 0:15:19
83 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 0:16:48
84 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 0:18:01
85 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 0:18:30
86 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team
87 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data
88 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida
89 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep
90 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team
91 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos
92 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data
93 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy
94 Christian Knees (Ger) Team Ineos
95 Scott Davies (GBr) Dimension Data
96 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale
97 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data
98 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
99 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec
100 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma
101 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo
102 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale
103 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
104 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First
105 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos
106 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 0:21:41
107 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
108 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo
109 Nathan Brown (USA) EF Education First
110 Sean Bennett (USA) EF Education First
111 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
112 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin
113 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
114 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma
115 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
116 Josef Cerny (Cze) CCC Team
117 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team
118 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo
119 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:22:39
120 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec
121 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale
122 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy
123 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data
124 Chad Haga (USA) Team Sunweb 0:23:11
125 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy
126 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy
127 Kamil Gradek (Pol) CCC Team
128 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 0:23:26
129 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 0:23:48
130 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF
131 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane
132 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane
133 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 0:24:09
134 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 0:27:24
135 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin
136 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy
137 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ
138 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep
139 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 0:27:39
140 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe
141 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe
142 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team
143 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates

CLASSIFICA GENERALE

1 Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team 83:52:22
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:54
3 Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma 0:02:16
4 Mikel Landa (Spa) Movistar Team 0:03:03
5 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:05:07
6 Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team 0:05:33
7 Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe 0:06:48
8 Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott 0:07:17
9 Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos 0:08:27
10 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe 0:10:06
11 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:10:27
12 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:10:36
13 Hugh John Carthy (GBr) EF Education First 0:14:51
14 Joe Dombrowski (USA) EF Education First 0:16:51
15 Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ 0:20:52
16 Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:24:50
17 Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo 0:26:26
18 Victor De La Parte (Spa) CCC Team 0:27:12
19 Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
20 Tanel Kangert (Est) EF Education First 0:29:49
21 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida 0:32:42
22 Edward Dunbar (Irl) Team Ineos 0:37:26
23 Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida 0:44:09
24 Sebastian Henao (Col) Team Ineos 0:51:59
25 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 0:52:24
26 Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 0:56:11
27 Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep 0:58:51
28 Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale 0:59:03
29 Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team 0:59:06
30 Pieter Serry (Bel) Deceuninck-QuickStep 1:00:17
31 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:02:50
32 Lucas Hamilton (Aus) Mitchelton-Scott 1:03:18
33 Ben O’Connor (Aus) Dimension Data 1:04:10
34 Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott 1:07:19
35 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 1:09:43
36 Christopher Hamilton (Aus) Team Sunweb 1:10:30
37 Ion Izagirre Insausti (Spa) Astana Pro Team 1:14:41
38 Jan Bakelants (Bel) Team Sunweb 1:17:01
39 Eros Capecchi (Ita) Deceuninck-QuickStep 1:18:05
40 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 1:18:52
41 Ivan Sosa (Col) Team Ineos 1:19:21
42 Koen Bouwman (Ned) Team Jumbo-Visma 1:21:18
43 Jai Hindley (Aus) Team Sunweb 1:22:03
44 Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates 1:23:47
45 Matteo Montaguti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:28:23
46 Andrea Vendrame (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:31:10
47 Gianluca Brambilla (Ita) Trek-Segafredo 1:33:29
48 Amaro Antunes (Por) CCC Team 1:37:50
49 José Rojas (Spa) Movistar Team 1:37:54
50 Antonio Pedrero (Spa) Movistar Team 1:42:25
51 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 1:42:49
52 Francesco Gavazzi (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 1:44:31
53 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 1:44:32
54 Giovanni Carboni (Ita) Bardiani CSF 1:45:41
55 Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal 1:45:47
56 Davide Villella (Ita) Astana Pro Team 1:48:02
57 Sepp Kuss (USA) Team Jumbo-Visma 1:49:02
58 Nans Peters (Fra) AG2R La Mondiale 1:52:35
59 Amanuel Ghebreigzabhier (Eri) Dimension Data 1:52:53
60 Larry Warbasse (USA) AG2R La Mondiale 1:53:12
61 Manuel Senni (Ita) Bardiani CSF 2:01:49
62 Tosh Van Der Sande (Bel) Lotto Soudal 2:02:20
63 Antwan Tolhoek (Ned) Team Jumbo-Visma 2:03:30
64 Adam Hansen (Aus) Lotto Soudal 2:04:42
65 Enrico Gasparotto (Ita) Dimension Data 2:08:43
66 Christopher Juul Jensen (Den) Mitchelton-Scott 2:12:02
67 Lukasz Owsian (Pol) CCC Team 2:21:21
68 Ruben Plaza (Spa) Israel Cycling Academy 2:22:45
69 Jay Mc Carthy (Aus) Bora-Hansgrohe 2:26:15
70 Kristian Sbaragli (Ita) Israel Cycling Academy 2:26:45
71 Enrico Battaglin (Ita) Katusha-Alpecin 2:26:52
72 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 2:29:39
73 Nicola Conci (Ita) Trek-Segafredo 2:34:07
74 Marco Frapporti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 2:34:39
75 Nathan Brown (USA) EF Education First 2:36:20
76 Antonio Nibali (Ita) Bahrain-Merida 2:37:47
77 Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott 2:38:06
78 Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ 2:38:58
79 Danilo Wyss (Swi) Dimension Data 2:39:07
80 Luca Covili (Ita) Bardiani CSF 2:41:11
81 Miguel Eduardo Florez Lopez (Col) Androni Giocattoli-Sidermec 2:41:49
82 Paul Martens (Ger) Team Jumbo-Visma 2:42:30
83 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 2:44:01
84 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 2:45:04
85 Francisco Ventoso (Spa) CCC Team 2:49:56
86 Jonnathan Narvaez (Ecu) Team Ineos 2:51:00
87 Pawel Poljanski (Pol) Bora-Hansgrohe 2:52:02
88 Salvatore Puccio (Ita) Team Ineos 2:52:18
89 Manuele Boaro (Ita) Astana Pro Team 2:56:32
90 Ryan Gibbons (RSA) Dimension Data 2:57:43
91 Hector Carretero (Spa) Movistar Team 3:03:57
92 Fabio Sabatini (Ita) Deceuninck-QuickStep 3:05:24
93 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:13:25
94 Reto Hollenstein (Swi) Katusha-Alpecin 3:14:24
95 Christian Knees (Ger) Team Ineos 3:15:31
96 Michael Gogl (Aut) Trek-Segafredo 3:16:02
97 Andrea Garosio (Ita) Bahrain-Merida 3:17:57
98 Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott 3:21:27
99 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 3:24:59
100 Krists Neilands (Lat) Israel Cycling Academy 3:28:21
101 Ivan Santaromita (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:28:51
102 Mikkel Frølich Honoré (Den) Deceuninck-QuickStep 3:29:33
103 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:29:53
104 Sean Bennett (USA) EF Education First 3:34:00
105 Chad Haga (USA) Team Sunweb 3:34:16
106 Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma 3:36:04
107 Jonathan Caicedo (Ecu) EF Education First 3:36:40
108 Manuel Belletti (Ita) Androni Giocattoli-Sidermec 3:37:53
109 Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep 3:38:53
110 Marco Canola (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 3:39:16
111 Grega Bole (Slo) Bahrain-Merida 3:42:57
112 Olivier Le Gac (Fra) Groupama-FDJ 3:44:42
113 Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal 3:45:59
114 Guy Niv (Isr) Israel Cycling Academy 3:46:08
115 Michael Schwarzmann (Ger) Bora-Hansgrohe 3:46:39
116 Marco Haller (Aut) Katusha-Alpecin 3:47:21
117 Josef Cerny (Cze) CCC Team 3:52:07
118 Jenthe Biermans (Bel) Katusha-Alpecin 3:56:12
119 Scott Davies (GBr) Dimension Data 4:03:52
120 Thomas Leezer (Ned) Team Jumbo-Visma 4:08:20
121 Jasha Sütterlin (Ger) Movistar Team 4:12:35
122 Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe 4:12:41
123 Dmitrii Strakhov (Rus) Katusha-Alpecin 4:12:54
124 Nico Denz (Ger) AG2R La Mondiale 4:16:15
125 Arnaud Demare (Fra) Groupama-FDJ 4:16:19
126 Guillaume Boivin (Can) Israel Cycling Academy 4:18:39
127 Rüdiger Selig (Ger) Bora-Hansgrohe 4:19:10
128 Luis Mas Bonet (Spa) Movistar Team 4:22:43
129 Awet Andemeskel (Eri) Israel Cycling Academy 4:23:29
130 Davide Cimolai (Ita) Israel Cycling Academy 4:27:01
131 Simone Consonni (Ita) UAE Team Emirates 4:27:11
132 Kamil Gradek (Pol) CCC Team 4:29:18
133 Jacopo Guarnieri (Ita) Groupama-FDJ 4:30:55
134 Ramon Sinkeldam (Ned) Groupama-FDJ 4:39:07
135 Conor Dunne (Irl) Israel Cycling Academy 4:44:06
136 Juan Jose Lobato Del Valle (Spa) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:45:59
137 Markel Irizar (Spa) Trek-Segafredo 4:46:40
138 Damiano Cima (Ita) Nippo-Vini Fantini-Faizane 4:46:41
139 Miles Scotson (Aus) Groupama-FDJ 4:53:00
140 Paolo Simion (Ita) Bardiani CSF 4:53:02
141 Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates 4:54:46
142 Will Clarke (Aus) Trek-Segafredo 5:18:46
143 Sho Hatsuyama (Jpn) Nippo-Vini Fantini-Faizane 5:21:10

Chavez si impone in solitaria nella penultima tappa di montagna del Giro 2019 (foto Bettini)

Chavez si impone in solitaria nella penultima tappa di montagna del Giro 2019 (foto Bettini)

ATTENTI AI “GANCI” DI SAN MARTINO

Sulla carta è una delle frazioni di montagna meno impegnative di questa edizione della Corsa Rosa. Ma siamo agli sgoccioli di un Giro che negli ultimi dieci giorni di corsa ha concentrato tutte le salite previste quest’anno e, a questo punto, un corridore ispirato come furono Pantani a Madonna di Campiglio nel 1999 o Alberto Contador a Fuente Dè nel 2012, potrebbe sfruttare quel poco che offre l’altimetria per affibbiare un doloroso colpo a sorpresa.

In sede di presentazione questa fu additata come una delle frazioni meno belle della Corsa Rosa, per via della facilità del percorso al confronto con le frazioni che la circondavano e per la pendenza media del 5,6% dell’ascesa finale verso San Martino di Castrozza, che fu affrontata come traguardo di tappa e senza sortire grossa selezione al Giro del 2009. Ma, si badi bene, quella era la quarta tappa di quell’edizione del Giro mentre stavolta si sarà a soli tre giorni all’epilogo della corsa, momento nel quale le energie complessive sono in fase calante e può bastare una salita come quella odierna per creare parecchio “casino” in classifica. Ci sono due episodi in particolare che ci ricordano come possano risultare selettive frazioni all’apparenza tenere come questa e ci è particolarmente caro il primo perché coincise con l’ultimo successo sulle strade della Corsa Rosa di Marco Pantani, ottenuto il 4 giugno del 1999, 24 ore prima della sua drammatica esclusione per la vicenda dell’ematocrito alto, quando salendo verso Madonna di Campiglio – ascesa ancor più facile di quella di San Martino – diede a tutti una lezione di classe giungendo in solitaria al traguardo con poco più di un minuto sugli avversari. Un altro grande campione, Alberto Contador, riuscirà in una simile impresa alla Vuelta del 2012 in vetta alla salita di Fuente Dè, ascesa di una facilità disarmante ma che vide l’asso spagnolo trionfare e conquistare la maglia “roja” al termine di una frazione che si pensava di trasferimento, proposta dopo tre tapponi decisamente più duri. Ecco perché chi punterà al successo finale non dovrà assolutamente prendere sottogamba questa frazione, nella quale qualche avversario di classifica potrebbe pensare di sfruttare per un colpo a sorpresa ai rivali quest’occasione d’oro, offerta in una giornata nella quale molti tra i “big” ancora in lotta per la vittoria preferiranno salvare la gara in previsione del tappone molto più impegnativo previsto l’indomani. Non ci sarà la sola ascesa finale in questa terzultima frazione, ma le quattro precedenti saranno del tutto secondarie a causa della loro distanza dal finale di gara. La prima i “girini” l’incontreranno ad una quindicina di chilometri dalla partenza quando, percorso il tratto iniziale in pianura, giungeranno ai piedi del Montello, la vasta collina trevigiana che fu teatro di aspri combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale e che lo scorso anno fu attraversata nel finale della tappa di Nervesa della Battaglia, terminata con il successo allo sprint di Elia Viviani. Dodici mesi fa, però, fu inserita nel tracciato una delle più facili “prese” della zona, il nome con quale sono chiamate le numerose salitelle che scavalcano il Montello, mentre stavolta si salirà dalla più consistente “Via Murada”, 3 Km al 6,8% con il chilometro iniziale che è una sorta di muro con pendenze costantemente in doppia cifra. Raggiunta la strada che percorre la dorsale del Montello nei pressi del borgo di Santa Maria della Vittoria, situato presso il punto più elevato della collina, si farà velocemente ritorno in pianura per poi volgersi nuovamente in direzione delle colline, quelle ammantate dei vigneti del Prosecco. Si giungerà così a Valdobbiadene, che con Conegliano nel 2016 fu insignita del prestigioso titolo di “Capitale della Cultura Enologica Europea”. Attraversato questo centro, nel cui territorio si possono ammirare anche ben sei alberi monumentali dei 22.000 tutelati dalla guardia forestale (il più alto è il tiglio della località Boc che raggiunge i 29 metri, il più largo è il faggio situato in località Zimion, la cui circonferenza è di 6.5 metri), la strada tornerà a lievitare per superare la modesta salitella di Combai, superata la quale si scenderà verso Follina, dov’è possibile visitare l’abbazia cistercense di Santa Maria, citata per la prima volta in un documento del 1127 e oggi officiata dall’ordine dei Servi di Maria. Si toccherà poi Cison di Valmarino, centro iscritto nel club dei “Borghi più belli d’Italia” e che nel 1977 fu set di “Mogliamante” con Marcello Mastroianni (tra i luoghi mostrati nel film ci fu l’antica chiesa dedicata ai Santi Giovanni Battista e Maria Assunta); da qui in epoca romana transitava un’importante via di commerci, la Via Claudia Augusta Altinate, che scavalcava la catena delle Prealpi Bellunesi centrali ai 925 metri del Passo di Praderago, da non molti anni asfaltato su entrambi i versanti. Anche i “girini” supereranno questa catena montuosa ma lo faranno in un altro punto molto più spettacolare perché, attraversata la vicina Tovena, dovranno raggiungere i 701 metri del Passo di San Boldo attraverso la suggestiva “Strada dei 100 giorni”. Il soprannome fa riferimento al tempo impiegato dai militari austriaci per realizzarla nella primavera del 1918, letteralmente strappandola alla roccia nella quale furono scavate cinque gallerie, realizzate in corrispondenza dei tornanti che movimentano il finale di quest’ascesa lunga 6.3 Km e caratterizzata da una pendenza media del 6.8%, con muro di 1000 metri al 13% proprio in corrispondenza del tratto “sbranato” alla montagna, laddove la strada si stringe al punto da rendere necessaria la presenza di semafori per regolare il traffico in salita e in discesa. Decisamente più agevole è la strada che si percorrerà scendendo verso Trichiana, centro presso il quale si trovava il Casteldardo, fortilizio d’epoca medioevale del quale oggi rimane solo una torre di segnalazione e la cui distruzione, avvenuta durante una battaglia combattuta nel 1193, ispirò il cosiddetto “ritmo bellunese”, poema che rappresenta uno dei primi utilizzi della lingua volgare in campo letterario. Inizia ora un ampio tratto nel quale tirare il fiato perché per una buona trentina di chilometri non si avrà più a che fare con le salite, pedalando inizialmente lungo le pianeggianti strade della Val Belluna e portandosi a Mel, centro che deriva il nome da quello del vicino Castello di Zumelle, l’unico sopravvissuto della valle alle sistematiche distruzioni operate dalla Serenissima allo scopo di garantirsi la totale supremazia sui suoi territori. Superato il corso del Piave si giungerà quindi a Feltre, la piccola città d’arte il cui cuore è Piazza Maggiore e dalla quale il giorno successivo scatterà il tappone del Croce d’Aune, per poi infilarsi nel “corridoio” che separa il massiccio del Monte Grappa dal Monte Avena, all’uscità dal quale si transiterà per Fonzaso. È qui che si tornerà a parlare il linguaggio della salita, anche se non ci sarà nulla da temere nell’approcciare i 7.4 Km al 3.7% che conduranno a Lamon, centro conosciuto per la coltivazione di una varietà di fagiolo qui introdotta nel 1500 su iniziativa dell’abate bellunese Pierio Valeriano e che si fregia del marchio di qualità IGP (Indicazione geografica protetta). Si entrerà successivamente in Trentino attraverso la stretta gola dello Schenèr, un tempo percorribile solo mediante un’insidiosa mulattiera a strampiombo mentre oggi un’agevole strada permette di guadagnare dolcemente quota costeggiando le rive dell’omonimo invaso artificiale, completato nel 1963 su progetto di Carlo Semenza, l’ingegnere veneto ricordato soprattutto per aver ideato la diga del Vajont. Sulle strade del Primiero si snoderanno gli ultimi momenti tranquilli di questa tappa, che termineranno con il passaggio da Fiera di Primiero, dove una delle più belle chiese gotiche della regione – l’Arcipretale dell’Assunta – impreziosisce, per rimanere in campo ingegneristico, il paese natale di Luigi Negrelli, austriaco di nascita (1799) e conosciuto per aver “concepito” il Canale di Suez, scorciatoia che consentì alle navi dirette dal Mediterraneo all’Oceano Indiano d’evitare il periplo dell’Africa. Ma di scorciatoie ora non ce ne saranno per i “girini” che dovranno subirsi tutti e 13 (virgola 6) i chilometri dall’ascesa “finto facile” verso San Martino di Castrozza, una salita che con un “gancio” a sorpresa potrebbe mandare al tappeto qualche grosso nome.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella Miane (259 metri). Coincide con l’omonima località, attraversata al termine della discesa da Combai.

Passo di San Boldo (706 metri). Quotato 701 metri sulle cartine del Giro, è valicato dall’ex SS 635 “del Passo di San Boldo” tra Tovena e Sant’Antonio Tortal (Trichiana). Secondo la tradizione il nome del valico deriverebbe da Sant’Ubaldo, mentre lo storico Alberto Alpago-Novello riteneva che derivi dal nome Ippolito, poi “contrattosi” in Poltus e quindi in Boldo. Il Giro d’Italia l’ha affrontato in passato in una sola occasione, durante la tappa Belluno – Vittorio Veneto del 1966, vinta da Gianni Motta dopo che sul San Boldo era transitato in testa Pietro Scandelli.

Sella di Santa Lucia (319 metri). Attraversata dalla SS 50 “del Grappa e del Passo Rolle” tra Feltre e Arten, coincide con il bivio per Caupo.

Sella di Arten (319 metri). Si trova nei pressi dell’omonima località, frazione del comune di Fonzaso.

Sella di Lamon (594 metri). Coincide con l’omonimo centro

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Santa Maria della Vittoria, la chiesa parrocchiale eretta a santuario del Montello

Duomo di Valdobbiadene

Follina, Abbazia di Santa Maria

Cison di Valmarino, la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Maria Assunta in un fotogramma di “Mogliamante” (www.davinotti.com)

Cison di Valmarino, la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Maria Assunta in un fotogramma di “Mogliamante” (www.davinotti.com)

Uno dei stretti tornanti della strada che conduce al Passo di Praderago

Passo di San Boldo

Trichiana, la torre del Casteldardo (tripadvisor.com)

Trichiana, la torre del Casteldardo (tripadvisor.com)

Trichiana, la torre del Casteldardo (tripadvisor.com)

Mel, Castello di Zumelle

Ponte sul Piave

Feltre, Piazza Maggiore

Gola dello Schenèr

Fiera di Primiero, Chiesa Arcipretale dell’Assunta

Le Pale di San Martino e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)

Le Pale di San Martino e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)

Le Pale di San Martino e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2019 (www.sanmartino.com)