CRONOS VS TITANOS, SI RINNOVA LA SFIDA A COLPI DI LANCETTE

35 Km contro il tempo rinnovano la tradizione delle cronoscalate con arrivo a San Marino, una lunga serie inaugurata il primo giugno del 1951 quando Fausto Coppi fu sopravanzato a sorpresa dal conterraneo Giancarlo Astrua. Altre sei sono state le tappe a cronometro terminate nello stato sanmarinese e quella di quest’anno sarà l’ottava, al termine di un tracciato vario che debutterà con una ventina di chilometri pianeggianti prima che entri in scena la salita finale verso il Monte Titano.

Le cronoscalate ritrovano la loro “culla”. Scoperte dal mondo del ciclismo negli anni ‘30 quando la “Corsa Rosa” le propose per la prima volta sulla salita laziale del Terminillo, la nascente stazione di sport invernali voluta dal regime fascista, dagli anni ’50 troveranno un ideale terreno di gara sulle pendici del Monte Titano, che accoglieranno dodici traguardi della corsa rosa – quello del 2019 sarà il tredicesimo – e di questa dozzina d’arrivi a San Marino sette saranno al termine di appassionanti sfide contro l’orologio. La prima volta del Giro nella capitale della piccola repubblica incastonata nell’Appenino Tosco-Romagnolo porta la data del primo giugno 1951 e si trattò proprio di una tappa contro il tempo, salendo dal classico versante di Rimini, che fece registrare un’inattesa sorpresa perché al traguardo il favoritissimo Fausto Coppi sarà preceduto di 20 secondi dal conterraneo Giancarlo Astrua, nettamente meno quotato del “Campionissimo”. Si replicò dal medesimo versante nel 1958, su di un percorso ridotto a 12 Km partendo dalla località Dogana e disputando interamente in territorio sanmarinese questa frazione, che sarà conquista dal lussemburghese Charly Gaul con 18” sul belga Jean Brankart. Su di un tracciato più completo si gareggiò nel 1968 quando la partenza era fissata a Cesenatico e si arrivava a San Marino dopo aver percorso quasi 50 Km prevalentemente pianeggianti con l’ascesa finale dal versante di Acquaviva, in cima al quale fece registrare il tempo migliore Felice Gimondi, primo con 39” sull’eterno rivale Eddy Merckx. I ruoli s’invertirono l’anno successivo quando, sul medesimo tracciato, sarà stavolta l’asso belga a imporsi, rifilando poco più di un minuto al corridore bergamasco, che quell’anno vincerà il Giro in seguito al clamoroso allontanamento dalla corsa rosa per doping del “Cannibale”, dopo la tappa di Savona. Nel 1979 si tornerà a gareggiare sull’asse Rimini-San Marino e, come nel 1951, anche in quest’occasione la tappa fornirà un risultato a sorpresa con l’affermazione del giovane emergente Giuseppe Saronni, che precedette di 32” il norvegese Knut Knudsen mentre l’atteso Francesco Moser sarà solo 4° a 1’24”. Tra le medesime località si gareggerà anche nel 1987, su di un percorso differente rispetto a quello classico che prevedeva di coprire la distanza di 46 Km, salendo a San Marino dal versante marchigiano di Mercatino Conca, sul quale Roberto Visentini dettò legge arrivando al traguardo con 1’11” sull’elvetico Tony Rominger. L’ultima volta, nel 1997, la cronoscalata al Titano partiva dagli stabilimenti della Scrigno – quell’anno sponsor della formazione guidata da Bruno Reverberi – di Santarcangelo di Romagna mentre il traguardo era fissato 18 Km più in alto, dopo esser saliti dal versante di Ventoso, che vide imporsi il russo Pavel Tonkov con 21” sul connazionale Berzin. Siamo così arrivati al presente del 19 maggio 2019, che vedranno i “girini” affrontare un tracciato molto simile nelle caratteristiche a quello delle due tappe disputate alla fine degli anni ’60 con partenza da Cesenatico. Il percorso sarà più breve di una quindicina di chilometri e arriverà a San Marino dalla direzione opposta ma, come in quelle occasioni, prevederà di percorrere un lungo tratto in pianura – 22 Km per la precisione – prima di arrivare all’appuntamento con l’ascesa finale, che sarà approcciata dall’inedito versante di Montegiardino, 7.5 Km al 6,6% di pendenza media suddivisi in due “razioni” da un tratto intermedio in quota lungo quasi 5 Km. Si tratterà, dunque, di una cronometro di difficile gestione a causa delle variazioni di ritmo che imporrà il tracciato e che costringerà i passisti, ai quali strizza l’occhio la ventina di chilometri privi di difficoltà a inizio tappa, a non esagerare nella prima parte di gara per non correre il rischio di trovarsi in panne lungo la discontinua ascesa finale. Il via da Riccione, località balneare tra le più celebri della riviera romagnola, legata alla sede d’arrivo non solo dai quasi 35 Km che si dovranno percorrere oggi ma anche dalle riprese del film “Estate violenta”, girato tra Riccione e San Marino nel 1959 e che ebbe tra gli interpreti Eleonora Rossi Drago e l’attore francese Jean-Louis Trintignant. I primi tre chilometri rappresenteranno il tratto più filante del percorso, disegnati come sono sul rettilineo lungomare che da Riccione conduce verso Rimini, e anche l’ultima porzione del Giro 2019 che si snoderà in riva al mare; cambiata la direzione di marcia si scavalcherà il tracciato dell’Autostrada Adriatica poco prima di giungere alla località di Ospedaletto, la frazione del comune di Coriano dove saranno presi i primi intermedi di gara e nei cui pressi si trova la nota comunità di recupero di San Patrignano, fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli e conosciuta anche agli appassionati di ciclismo per aver ospitato negli anni ’90 l’arrivo di una corsa per dilettanti, la Firenze-San Patrignano. Anche il Giro d’Italia ebbe a toccare con mano questa realtà nel 1985 quando Vincenzo Torriani, su iniziativa di Candido Cannavò, vi mise in programma una sosta di tre minuti per tutto il gruppo, segnalata sin dalla tabella di marcia della Cervia – Jesi, tappa che poi proseguirà alla volta di San Marino e quindi, affrontate le colline del Montefeltro, verso la cittadina marchigiana dove s’impose Orlando Maini.
L’ultimo tratto italiano di questa tappa si snoderà nel parco fluviale del Marano, percorso dall’omonimo torrente che ha le sue sorgenti sul vicino Monte Guelfa e che rivela spunti d’interesse per la sua variegata flora (in particolare salici bianchi e pioppi neri). Poco prima dello scoccare del ventesimo chilometro si supererà il confine di stato all’altezza del piccolo lago artificiale di Faetano, realizzato nel 1968 per la pratica della pesca sportiva della trota. Entrati ufficialmente nel territorio della “Repubblica della Libertà” si dovranno percorrere ancora un paio di chilometri in pianura prima di giungere all’inizio della salita finale, che si attaccherà in corrispondenza del bivio per Faetano, uno dei nove “castelli” nei quali è suddiviso amministrativamente il territorio di San Marino, nel quale è possibile ammirare il più antico orologio presente nel territorio dello stato, oggi collocato sulla facciata della “Casa del Castello” e proveniente dalla Parva Domus di San Marino città. La prima “fetta” di salita è la più consistente, 5.3 Km al 6.6% di pendenza media nel corso dei quali si tocca anche il picco massimo dell’intera ascesa (11%), raggiunto subito dopo il passaggio da Montegiardino, il più piccolo e meno popoloso dei castelli sanmarinesi, poco più di 900 abitanti per questo borgo d’origine longobarda. Arrivati al cosiddetto “Passetto Fiorentino”, terminerà la prima parte dell’ascesa, si confluirà sul versante che sale da Mercatino Conca, quello affrontato nella cronoscalata del 1987, e si svolterà a destra in direzione della capitale lanciandosi nel tratto in quota, caratterizzato da un paio di lievi falsipiani che iniziano dopo il passaggio da Fiorentino, il castello presso il quale si trova un monumento dedicato all’aviatore triestino Gianni Widmer, che il 16 aprile del 1913 fu il primo a volare sui cieli di San Marino: realizzato sulla cima del Monte Carlo, dove il Widmer atterrò, si trattò del secondo in ordine di tempo dedicato a un aviatore, dopo quello innalzato nello stesso anno a Parigi in onore del brasiliano Alberto Santos-Dumont. Raggiunta la “curazia” (frazione) sanmarinese di Murata, presso la quale ha sede l’omonima società sportiva (è stata la prima società calcistica del piccolo stato che ha preso parte alla coppa UEFA, nel 2006-2007, e alla Champions League, nel 2007 e nel 2008), inizierà un tratto in lieve e veloce discesa sul viale che funge da circonvallazione occidentale di San Marino città, nel corso del quale si sfiorerà il piccolo casale sede del Museo della Civiltà Contadina. È l’ultimo tratto veloce di questa tappa, prima che la salita riprenda nei conclusivi 2.2 Km al 6.4% che rimontano le ultime pendici del Monte Titano, ancora una volta teatro di un’appassionante sfida a suon di minuti.

Mauro Facoltosi

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

I VALICHI DELLA TAPPA

Passetto Fiorentino (482 metri). Quotato 506 metri sulle cartine del Giro 2019, vi transita la “Strada della Serra” tra San Marino e il confine di stato verso Montelicciano e Mercatino Conca. Vi confluisce la “Strada Bandirola”, proveniente da Montegiardino e dalla quale saliranno i corridori nel corso della cronoscalata.

FOTOGALLERY

L’attore francese Jean-Louis Trintignant sulla spiagga di Riccione in una scena di “Estate violenta” (www.davinotti.com)

L’attore francese Jean-Louis Trintignant sulla spiagga di Riccione in una scena di “Estate violenta” (www.davinotti.com)

Il porto turistico di Riccione

Un tratto del lungomare che conduce fuori da Riccione

Ospedaletto di Coriano, Comunità di San Patrignano

Attraversamento della valle del Marano

Confine di stato tra Italia e Repubblica di San Marino

Faetano, chiesa di San Paolo e “Casa del Castello”

Montegiardino

Il Monte Titano visto dal punto più ripido della salita, all’uscita di Montegiardino

Passetto Fiorentino

Passaggio da Fiorentino (sullo sfondo il Monte Carlo)

San Marino, il casale sede del Museo della Civiltà Contadina

La veloce discesa che precede la rampa finale verso San Marino

L’ultimo tornante del tratto finale in ascesa

Il Palazzo Pubblico di San Marino come appare nel film “Estate violenta” (www.davinotti.com)

Il Palazzo Pubblico di San Marino come appare nel film “Estate violenta” (www.davinotti.com)

Il Palazzo Pubblico di San Marino come appare nel film “Estate violenta” (www.davinotti.com)

San Marino, basilica di San Marino

Il Monte Titano e, in trasparenza, l’altimetria della nona tappa del Giro 2019 (wikipedia)

Il Monte Titano e, in trasparenza, l’altimetria della nona tappa del Giro 2019 (wikipedia)