100 E ANCOR PIÙ 100: OBIETTIVO ASIAGO

Ne abbiamo modificato il titolo in occasione della centesima edizione del Giro, trasformando in una frase beneaugurante il tenebroso adagio medioevale “mille e non più mille”, ma i contenuti della rubrica saranno quelli soliti dell’Almanacco del dopo tappa made in ilciclismo.it che aveva accompagnato le cronache delle scorse edizione. All’interno ritroverete la rassegna stampa internazionale, il punto di vista dei tifosi, la colonna sonora del giorno (quest’anno raddoppiata), le previsioni del tempo per la tappa successiva, le “perle” dei telecronisti in una rubrica dal titolo rinnovato, il Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e il ricordo di un Giro passato (nell’anno del centesimo Giro abbiamo scelto di riportarvi indietro nel tempo fino al 1967, l’anno della 50a edizione).

GIRO D’ITALIA, GIRO DEL MONDO

Italia

Ad Asiago stappa Pinotò. Nairo rosa, 39″ su Nibali. Dumoulin perde solo 15″ – Nibali: “È ancora tutto aperto. Dumoulin ha speso tanto” – Dumoulin: “Oggi mi sono ammazzato. Favorito? Vedremo domani” – Tom l’olandese, favorito e braccato: attenti alle sorprese – Monza-Milano, 29,3 km: ci si gioca tutto nella crono finale – Quintana non s’illude: “Dumoulin? Ha perso troppo poco…” (Gazzetta dello Sport)

Giro, Quintana rimane in rosa, ma la gara si deciderà nella crono di Milano (Corriere della Sera)

Colombia

Suspenso máximo: Nairo llega a la crono con 53 segundos sobre Dumoulin – ‘Este domingo, cada uno irá a tope a ver que sale’: Nairo Quintana – ‘Tengo un buen estado para la contrarreloj’: Pinot – ‘Ha sido un Giro muy duro; todos estamos igualados’: Nibali La ‘maglia rosa’ de Nairo y otros colombianos que lideraron grandes vueltas (El Tiempo)

Nairo sigue como líder del Giro; Pinot se quedó con la etapa 20 (El Espectador)

Paesi Bassi

Dumoulin: ‘Ik ben Mollema eeuwig dankbaar’ – Dumoulin deelt dit keer complimentjes uit – Dumoulin verliest tijd, maar er is nog hoop – Stand in Giro: Dumoulin moet aan de bak in tijdrit – Knecht Bauke Mollema verklaart bidon-smijten – Kruijswijk naar huis – Wielerfan met wc-papier laat Dumoulin lachen – Weekend van Toppers, zon en Dumoulin (De Telegraaf)

Dappere Dumoulin beperkt tijdverlies, Quintana houdt roze – Dumoulin voelt zich beter: Dat is een understatement (Algemeen Dagblad)

Dumoulin houdt riant zicht op de eindzege na zware strijd in twintigste etappe – Dumoulin zal morgen ‘vechten voor elke seconde’ – Dumoulins flegma brengt hem het dichtst bij de zege(de Volkskrant)

Svizzera

Tour d’Italie: Thibaut Pinot gagne la 20e étape (24 Heures)

Pinot Etappensieger – Quintana bleibt Leader(Neue Zürcher Zeitung)

Slovenia

Giro: Dumoulin še ob nekaj sekund – Kruijswijk kapituliral zaradi želodčnih težav (Delo)

Gran Bretagna

Dumoulin has Giro title in sight as Pinot wins last mountain stage (The Independent)

Thibaut Pinot triumphs on penultimate day ahead of decisive time trial into Milan (The Daily Telegraph)

Francia

Pinot a été grand! – Pinot: «Je voulais gagner l’étape» (L’Equipe)

Giro : Un grand Pinot crée la sensation (Le Figaro)

Spagna

Pinot gana y Nairo y Nibali sacan 15″ más a Dumoulin – Un Giro en 53 segundos (AS)

El Giro de Italia en un puño: los cuatro primeros en 53 segundos – ¡Un aficionado corona el puerto junto a Devenyns con un zorro disecado! (Marca)

Pinot gana y deja el Giro en un pañuelo antes de la crono final – Dumoulin: “Necesito un día realmente bueno para recortar los 53” a Quintana” – Nibali: “Lo hemos intentado una y otra vez” – “Me inclino por Dumoulin para ganar el Giro” (El Mundo Deportivo)

Belgio

Pinot wint laatste bergrit in Giro, Dumoulin houdt kansen op eindwinst gaaf – Nederlanders succesvol in Giro, maar toch krijgt Mollema een klacht van een ‘fan’ (Het Nieuwsblad)

Avant dernière étape du Giro: victoire de Thibaut Pinot (La Dernière Heure/Les Sports)

Lussemburgo

Pinot s’impose à Asiago, les favoris se neutralisent (Luxemburger Wort)

Jungels peilte den Etappensieg an (Tageblatt)

Germania

Quintana in Rosa vor letzter Etappe(Berliner Zeitung)

Stati Uniti

Dumoulin Has Giro Title in Sight as Pinot Wins Last Mountain Stage – Quintana Keeps Lead but Dumoulin Remains Pick to Win Giro -Kruijwijk Abandons Giro With Stomach Problems (The New York Times)

Costa Rica

Andrey Amador cumplió su trabajo como escolta de lujo y ahora todo queda en manos de Nairo Quintana (La Nación)

BOX POPULI

Ogni giorno qui troverete i commenti degli appassionati di ciclismo, gente che le corse non le segue solo davanti alla tv, ma le vive sia andando ad applaudire i campioni lungo le strade, sia ricalcando le stesse rotte e sudando in sella ad una bici.

PRIMA DELLA TAPPA

Mauro Facoltosi: Previsioni?

Nebe1980: Se Dumoulin sta bene potrebbe anche cercare di attaccare sulla salita di Foza che è molto regolare quindi adatta a lui e poi gli ultimi 15 Km in falsopiano nei quali con le sue doti di cronoman potrebbe cercare di guadagnare. Ci proverà anche Pinot che sembra in stato di grazia. Vediamo che faranno gli altri visto l’attendismo. Comunque arrivano da vari giorni di montagna quindi sarà l’uomo con più energie nel serbatoio che potrà fare la differenza. Attenzione alla discesa del Grappa

DOPO LA TAPPA

Mauro Facoltosi: Vittoria allo sprint di Pinot su Zakarin e Nibali, che prende l’abbuono del terzo posto. Quintana con i primi, Dumoulin arriva 15″ secondi dopo. Commenti?

Nebe1980: Non capisco perchè Jungels e Yates si siano messi a tirare. Davanti non c’era nessuno che minacciasse la loro posizione in classifica mentre domani devono darsele di santa ragione per conquistare la maglia bianca quindi sarebbe stato saggio risparmiarsi mentre invece hanno lavorato molto

DISCOGIRO: la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Oggi si attraversavano le terre del Prosecco, poi quelle degli alpini… e alla fine ha vinto Pinot!

“Vinassa Vinassa”

DISCOGIRO 100

In occasione del 100° Giro abbiamo selezionato alcune canzoni da abbinare a momenti storici della Corsa Rosa

28 maggio 2005 – Si sale per la prima volta sul Colle delle Finestre. Entrato nel XXI secolo, il giro ritrova gli sterrati d’inizio secolo

“Strada bianca” (Carlo Buti)

a cura di DJ Jorgens

METEO GIRO
Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Monza (Autodromo Nazionale) – partenza primo corridore: cielo sereno, 26.7°C, vento moderato da ESE (10 Km/h), umidità al 40%
Monza (Autodromo Nazionale) – partenza maglia rosa: cielo sereno, 27.9°C, vento moderato da ESE (8 Km/h), umidità al 39%
Milano (Duomo) – arrivo primo corridore : cielo sereno, 28.4°C, vento moderato da E (11-13 Km/h), umidità al 33%
Milano (Duomo) – arrivo maglia rosa: cielo sereno, 29.7°C, vento moderato da ENE (11 Km/h), umidità al 32%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Pancani: “Ieri Dumoulin ha commesso un errore da principiante, facendoci sorprendere in coda al gruppo” (allora corrono anche i telecronisti RAI!!!)
Martinello: “Questo era il calore di questa bicicletta” (colore)
De Luca: “Tantissima gente ai bordi strada”
De Luca: “Un po’ di innervosismo”
De Luca: “Oggi c’è la possibilità di mettersi in tranquilla”
Pancani: “L’altimetria che devono ancora affrontare”
Martinello: “Simon Yates” (al Giro corre il fratello gemello Adam)
De Luca: “Van Damme” (Ten Dam)
Martinello: “E’ iniziato la salita”
Saligari: “Appena quattro cinquecento metri”
Martinello: “La Nairo rosa”
Saligari: “Ho appena fatto partire il cronometro e assegnato 17 secondi esatti”
Martinello: “Quante energie saranno rimaste sulle gambe”
De Stefano: “Pinot, prima vittoria per la Francia in questo Giro d’Italia” (tre giorni fa ha vinto Rolland)
Garzelli: “Il ciclismo finisce a Milano”
Martinello: “Tom Pinot” (Thibaut Pinot)
Petacchi: “Ha tirato sempre dal GPM fino al chilometro dell’arrivo”
De Stefano a Rizzato: “Puoi tenere Pozzovivo che andiamo un attimo da Pozzovivo?”
De Stefano: “E questi erano i 28 secondi di domani, piatti piatti piatti”
De Luca: “Cronometro per velocisti”
Televideo: “Penaultima tappa”
Televideo: “Sulla Foza ecco le scaramucce”
Televideo: “Herbert Dupont” (Hubert Dupont)

e se vi stesse chiedendo il perchè del titolo…

dalla telecronaca della tappa dell’Alpe di Siusi (Giro 2016)

Pancani: “Silviolo”
Martinello: “Dimmi Pancanolo”

IL GIRO DI GOMEZ
In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della ventesima tappa, Pordenone – Asiago

1° Sergey Lagutin
2° Hugh Carthy s.t.
3° Michael Hepburn s.t.
4° Svein Tuft s.t.
5° Roberto Ferrari s.t.

Classifica generale

1° Giuseppe Fonzi
2° Marcin Bialoblocki a 19′21″
3° Zhandos Bizhigitov a 23′30″
4° Sam Bennett a 28′09″
5° Sergey Lagutin a 34′45″

IL GIRO DI MEZZA ETÀ
Quest’anno la corsa rosa taglia il traguardo della centesima edizione, in un clima di festa certamente non secondo a quello con il quale nel 1967 si celebreva il 50° Giro d’Italia con la prima delle tre vittorie di Felice Gimondi. Noi di ilciclismo.it ricorderemo quell’edizione tutti i giorni, proponendovi la rassegna stampa dell’epoca, con i titoli del quotidiano “La Stampa”

9 GIUGNO 1967 – 20° TAPPA: CORTINA D’AMPEZZO – TRENTO (235 Km)

ANQUETIL RICONQUISTA LA MAGLIA ROSA – ADORNI VITTORIOSO A TRENO – GIMONDI AVANZA IN CLASSIFICA

Il Giro d’Italia sui grandi valichi delle Dolomiti tra la neve ed il maltempo – Da Cortina al traguardo una serie di colpi di scena
L’asso bergamasco riduce a 34” il distacco nei confronti di Anquetil – Se la tappa del Lavaredo non fosse stata annullata sarebbe già ora primo assoluto – Gimondi può ancora vincere il Giro sulle salite di oggi e domani – 21 ritirati, tra cui Altig – Riammessi 45 corridori (fra cui Zilioli) giunti fuori tempo massimo – Oggi niente Stelvio – Nevica: modificato il percorso

10 GIUGNO 1967 – 21° TAPPA: TRENTO – TIRANO (153 Km)

GIMONDI HA VINTO IL GIRO D’ITALIA – ANQUETIL STACCATO DI 3’35” NELLA CLASSIFICA GENERALE

A meno di una clamorosa sorpresa oggi nell’ultima giornata di corsa – Sulle salite aspra lotta tra i due più forti corridori
Si è difeso con coraggio – Sul Tonale ha ceduto, poi si è riportato sul rivale – Gimondi scatta ancora distanziando il normanno – A Tirano primo Mugnaini davanti a Martin Pinera e Cucchietti – Gimondi a 1’2”, Anquetil a 5’11” – Zilioli non ha preso il via – Oggi le ultime frazioni

Sempre accompagnato dal ricordo di Scarponi, il gruppo si accinge ad affrontare le ultime difficoltà del Giro n° 100 (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Sempre accompagnato dal ricordo di Scarponi, il gruppo si accinge ad affrontare le ultime difficoltà del Giro n° 100 (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

ARCHIVIO
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Raduno di partenza Alghero
1a tappa: Alghero – Olbia
2a tappa: Olbia – Tortolì
3a tappa: Tortolì – Cagliari
4a tappa: Cefalù – Etna
5a tappa: Pedara – Messina
6a tappa: Reggio Calabria – Terme Luigiane
7a tappa: Castrovillari – Alberobello
8a tappa: Molfetta – Peschici
9a tappa: Montenero di Bisaccia – Blockhaus
10a tappa: Foligno – Montefalco (cronometro individuale)
11a tappa: Firenze (Ponte a Ema) – Bagno di Romagna
12a tappa: Forlì – Reggio Emilia
13a tappa: Reggio Emilia – Tortona
14a tappa: Castellania – Oropa
15a tappa: Valdengo – Bergamo
16a tappa: Rovetta – Bormio
17a tappa: Tirano – Canazei
18a tappa: Moena – Ortisei
19a tappa: San Candido – Piancavallo

PINOT COGLIE L’ULTIMA OCCASIONE QUINTANA GUADAGNA SECONDI: BASTERANNO?

Verdetto finale rimandato alla cronometro di domani. Dopo il forcing sul grappa della Katusha, il gruppo, momentaneamente esploso, si ricompone e la battaglia va in scena sulla salita di Foza, con Dumoulin che resiste per diversi chilometri prima di staccarsi. Le differenze però sono minime e le energie al lumicino, come dimostrato dal tratto in falsopiano che lascia quasi invariati i distacchi.

Le energie rimaste nel serbatoio saranno la chiave di volta per la vittoria di questo Giro d’Italia. Sulla carta Dumoulin è favorito per le sue doti a cronometro molto superiori rispetto a quelle degli avversari che lo precedono in classifica generale. Come sappiamo, però, la tappa a cronometro finale vede spesso i livelli appiattiti rispetto a quelle che sono le doti e le caratteristiche dei corridori quando essi sono al top della condizione. Ricordiamo tutti Pantani a Lugano nel 1998 quando, se a Trieste aveva perso oltre due minuti da Tonkov, nella cronometro del penultimo giorno aveva viaggiato sugli stessi tempi del russo che si era sfinito nel tentativo di resistere alle sue accelerazioni verso Montecampione.
Nell’intervista rilasciata subito dopo il traguardo Dumoulin ha detto di essersi “ucciso” per cercare di rimanere il più vicino possibile ai suoi avversari in classifica generale che, per il momento, lo hanno messo giù dal podio. In realtà Dumoulin è riuscito a limitare i danni anche grazie all’aiuto di Mollema e Yates, ma soprattutto a quello di un passistone di razza come Jungels. Tuttavia anche lui ha dovuto fare la sua parte e, quando gli avversari davanti hanno trovato l’accordo ed hanno cominciato ad andare pancia a terra, il distacco, che si era ridotto al lumicino, è tornato a salire a dimostrazione del fatto che sono tutti stanchi e che le differenze potrebbero essere molto minori di quanto non ci si aspetti.
Nairo Quintana, che oggi avrebbe dovuto far di tutto per distanziare il più possibile Tom Dumoulin, non ha sferrato neppure in quest’ultima occasione un attacco deciso. Tale comportamento potrebbe avere una duplice lettura: potrebbe essere segno di una condizione che non è delle migliori, anche perché l’intenzione di tentare la doppietta potrebbe aver indotto Quintana a prepararsi in modo da essere al meglio nella parte centrale del Giro per poi riuscire a recuperare la condizione in tempo per il Tour. Questa prima lettura ha dalla sua il distacco che Quintana è riuscito a dare a tutti nella tappa con arrivo sulla Majella, distacchi che non è parso in grado di infliggere agli avversari sulle successive salite.
L’altra lettura possibile è quella che Quintana abbia tentato di risparmiarsi proprio per cercare di conservare energie da mettere sulla strada nella cronometro di domani. Anche questa seconda lettura ha dalla sua alcuni elementi. Ieri, quando è rimasto indietro per un breve problema meccanico, è stato lestissimo a riportarsi, con uno dei suoi proverbiali scatti, sugli avversari in accelerazione ed in particolare su Vincenzo Nibali ed oggi si metteva davanti per pochi metri e poi chiedeva subito il cambio, come a voler cercare di fare meno fatica possibile proprio per risparmiarsi.
Dumoulin e Quintana non sono gli unici pretendenti alla vittoria finale di questo Giro e gli aspiranti al podio sono almeno cinque, con l’ovvia conseguenza che due di essi resteranno a bocca asciutta. Pinot, che fino a qualche anno fa aveva evidenti problemi contro il tempo, è migliorato moltissimo, tanto da conquistare il titolo nazionale di specialità, e sembra in crescendo di condizione rispetto al giorno dello Stelvio. Anche la buona difesa sul Blockhaus ha contributo all’ottima posizione in classifica che il francese vanta. Nibali, dal canto suo, è uno che a cronometro si difende abbastanza bene, anche se non è certo uno specialista. Come si diceva prima, bisognerà vedere la brillantezza che gli è rimasta. Nella cronometro del Tour de France 2014, vinta da Tony Martin, Nibali aveva pagato venti secondi a Dumoulin in 54 Km. Dumoulin è molto migliorato rispetto al 2014, ma la distanza sulla quale si correrà domani è enormemente inferiore.
Paradossalmente quello che rischia di più il podio domani è proprio Nairo Quintana che, tra i vari pretendenti, è quello che ha la caratteristiche meno adatte per fare una buona prova, anche se in certe occasioni è anche riuscito a difendersi abbastanza.
Per tutte queste ragioni è difficile fare previsioni su cosa succederà domani.
Anche oggi, la tappa è stata disputata a grande velocità e, sul Grappa, gli uomini di classifica hanno cercato di far stancare Dumoulin per poi staccarlo sulla salita finale.
Ciò ha impedito alla fuga che si era formata di decollare. Il tentativo si era formato dopo 15 chilometri di scatti e controscatti ed era composto da Dylan Teuns (BMC), Tom-Jelte Slagter (Cannondale-Drapac), Mathieu Ladagnous (FDJ), Dries Devenyns (Quick-Step Floors), Maxim Belkov (Katusha-Alpecin) e Filippo Pozzato (Wilier – Selle Italia).
I sei ricevono, poco dopo la loro uscita, il via libera dal gruppo, dopo un po’ di bagarre sul muro di Ca’ del Poggio. Il vantaggio arriva anche oltre i 7 minuti, mentre Simone Andreetta (Bardiani-CSF) e Gregor Mühlberger (Bora-Hansgrohe), che si erano lanciati al contrattacco, non riescono ad agguantare la testa della corsa.
Lungo la salita del Monte Grappa sono Teuns e Devenyns che se ne vanno da soli, lasciando che i compagni di avventura vengano ripresi da un gruppo in forte rimonta grazie al ritmo imposto di Ilnur Zakarin, ritmo che miete diverse vittime e per molti chilometri non si fa altro che vedere corridori che perdono contatto. Anche Tom Dumoulin in qualche tratto sembrava affaticato nel restare con il gruppetto dei migliori, ma è riuscito con grande carattere a restare attaccato.
Il versante scelto per l’ascesa al Monte Grappa presenta comunque numerosi tratti in contropendenza ed è proprio sfruttando questi tratti che corridori anche importanti come Mollema riescono a rientrare in gruppo. Proprio in vista del GPM prova un allungo Cataldo che verrà ripreso alcuni chilometri dopo. Sono vari quanto vani i tentativi di alcuni corridori di avvantaggiarsi nella tecnica discesa del Monte Grappa.
Ai piedi della salita di Foza il vantaggio della coppia di testa sul gruppo maglia rosa è intorno ai 2 minuti e mezzo, mentre Teuns prova a staccare il compagno d’avventura. In gruppo, è Nibali uno dei primi a tentare una sollecitazione e, già su quest’azione, si vede che Dumoulin perde qualche metro, riuscendo però a rientrare come suo solito grazie al ritmo regolare ma sostenuto che riesce a mantenere. Gli avversari non sembrano, però, in grado di scavare un solco apprezzabile e, dopo il rientro di Dumoulin, c’è un generale rallentamento che permette al gruppo di rinfoltirsi.
L’attacco successivo è di Zakarin e Pozzovivo, con il russo che cerca il podio ed il lucano alla caccia di una vittoria di tappa. I due vanno via abbastanza bene e Quintana allunga con un po’ di ritardo, portandosi dietro Vincenzo Nibali e chiedendogli frequentemente il cambio. Dumoulin non risponde, ma i due faticano a guadagnare mentre Pinot, che in un primo tempo era rimasto sorpreso, accortosi che il suo compagno di squadra non è in brado di dargli una mano decide di riportarsi tutto solo sulla maglia rosa e su Nibali, riuscendoci abbastanza agevolmente.
Il terzetto fa molta fatica nel tentativo di riavvicinare gli avversari, anche perché non c’è un accordo eccezionale tra i tre mentre, dietro, Dumoulin trova la collaborazione del connazionale Mollema, oltre che della maglia bianca Yates e del lussemburghese Jungels. Con la sola eccezione di Mollema, che potrebbe essere intenzionato a cercare di raggiungere Pozzovivo a cronometro domani, non si comprende la verve di Jungels e Yates nel tirare. Essi, infatti, sono entrambi molto attardati in classifica generale dal corridore che li precede e sono in lotta per aggiudicarsi la maglia bianca. Pertanto, sarebbe stato più saggio da parte loro cercare di risparmiarsi per poi dare tutto nella cronometro. Questo aiuto del tutto inaspettato sarà fondamentale per Dumoulin, che ringrazierà pubblicamente i colleghi dopo il traguardo.
Dopo il GPM c’erano, infatti, 14 chilometri per andare all’arrivo, molti dei quali in falsopiano, tratti in cui è fondamentale trovarsi insieme ad altri corridori che si danno cambi. Davanti, però, dopo il ricongiungimento tra il terzetto Pinot-Nibali-Quintana e la coppia di testa non c’è un grande accordo, nonostante tutti abbiano l’interesse a distanziare Dumoulin. In effetti, il colombiano corre molto al risparmio e gli altri si indispettiscono un po’, poiché è proprio il corridore in maglia rosa quello che ha il maggior interesse e distanziare il secondo in generale. Probabilmente Quintana si sente inferiore a cronometro anche rispetto a Nibali e Pinot e non vuole trovarsi a corto di energie domani.
Nell’ultimo tratto del falsopiano finalmente davanti ritrovano la collaborazione ed il vantaggio, che si era quasi annullato, torna a salire nonostante le grandi trenate dei passistoni all’inseguimento.
Alla fine il vantaggio sarà di 15 secondi, con Pinot che coglie la vittoria prendendosi l’abbuono maggiore davanti a Zakarin e Nibali, che rosicchiano così qualche secondo al capoclassifica in vista della crono di domani. Dumoulin è sembrato molto affaticato nel finale, ma può considerarsi tutto sommato soddisfatto per essere riuscito, anche grazie all’aiuto di Jungels e Yates, a difendersi molto bene. Nibali è secondo e potrebbe superare Quintana nella crono di domani, ma dovrà guardarsi da Pinot e sarà difficile riuscire a impedire il rientro di Dumoulin, che è provvisoriamente giù dal podio.
Questo Giro, chiunque vincerà domani, è stato avvincente più per gli imprevisti che per il percorso. Un percorso, torniamo a dire, sbilanciato in favore del grande passista della cronometro. Con il livellamento generale che regna nel ciclismo moderno, la cronometro rimane l’unico terreno nel quale fare distacchi di un certo peso e si è visto in questo giro nella tappa del Sagrantino con minuti volati tra gli uomini di classifica.
Per bilanciare queste tappe ci vorrebbero molti tapponi con salite ripide e indigeste ai cronoman come i rettifili faccia al vento lo sono per gli scalatori. In questo Giro, il tappone vero è stato solo quello di Bormio, mentre le altre tappe presentavano salite tutto sommato comode per i passisti. Non a caso sono state proprio le ascese del Blockhaus e di Piancavallo, che presentavano le pendenze maggiori, a provocare qualche problema al cronoman più forte. Quella del Blockhaus, arrivando nella prima parte di Giro, ha permesso a Dumoulin di difendersi molto bene, mentre quella di Piancavallo, benché complessivamente meno dura, è risultata più indigesta perché arrivata in fin di Giro e ventiquattrore dopo la frazione dolomitica dei cinque passi. L’impressione è che se oggi ci fosse stata una tappa con un’accoppiata di montagne con pendenze più severe, al livello per esempio di Gavia e Mortirolo, i distacchi sarebbero stati molto più elevati.
La classifica corta, infatti, per quanto riguarda Dumoulin, dipende certamente dalla sosta forzata nella tappa di Bormio che ha causato alla maglia rosa un distacco di oltre 2 minuti.
Considerando il ritmo al quale l’olandese ha percorso l’Umbrail si può affermare che, senza quell’imprevisto, Dumoulin sarebbe ora in maglia rosa con un buon vantaggio ed un’altra cronometro a disposizione. La sola crono del Sagrantino gli sarebbe stata sufficiente a vincere il Giro. L’olandese è stato bravo a difendersi in salita ed addirittura ad attaccare ad Oropa, ma non si può negare che le salite dure nella terza settimana, che avrebbero potuto metterlo in difficoltà, sono mancate completamente. Il tappone di Bormio era indovinato, ma ad esso andavano affiancate altre tappe con salite dure.
In ogni caso, le energie al lumicino per tutti i contendenti saranno il sale della tappa a cronometro di domani che servirà ad incoronare il vincitore della prestigiosa edizione numero 100 che, una volta terminata, lascerà negli appassionati quel sentimento di nostalgia che inevitabilmente sopraggiunge alla fine di una corsa comunque molto emozionante.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Thibaut Pinot (Fra) FDJ 4:57:58
2 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
4 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
5 Nairo Quintana (Col) Movistar Team
6 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:00:15
7 Adam Yates (GBr) Orica-Scott
8 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ
9 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
10 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb
11 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice 0:00:20
12 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:02:35
13 Omar Fraile (Spa) Dimension Data
14 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
15 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
16 Philip Deignan (Irl) Team Sky
17 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo 0:04:17
18 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team 0:04:18
19 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac
20 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
21 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe
22 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
23 Mikel Landa (Spa) Team Sky
24 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:06:41
25 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
26 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team
27 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
28 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo
29 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin
30 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
31 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:07:54
32 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
33 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
34 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors
35 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott
36 Sebastian Henao (Col) Team Sky
37 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 0:12:32
38 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team
39 Steve Morabito (Swi) FDJ
40 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
41 Diego Rosa (Ita) Team Sky
42 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac
43 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac
44 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
45 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
46 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott
47 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team
48 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida
49 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac
50 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo 0:14:50
51 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin
52 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:16:41
53 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates 0:16:46
54 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice
55 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
56 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb
57 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin
58 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team
59 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 0:17:10
60 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina 0:21:42
61 Luis Leon Sanchez (Spa) Astana Pro Team
62 Jose Rojas (Spa) Movistar Team
63 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team
64 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac
65 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors
66 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
67 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida
68 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott
69 Jérémy Roy (Fra) FDJ 0:22:12
70 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida
71 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice 0:22:16
72 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal 0:25:53
73 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina
74 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina
75 Winner Anacona (Col) Movistar Team
76 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo
77 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo
78 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
79 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice
80 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
81 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac
82 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida
83 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac 0:28:38
84 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice 0:35:57
85 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina
86 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
87 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice
88 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
89 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
90 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice
91 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team
92 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team
93 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina
94 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal
95 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
96 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
97 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale
98 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
99 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
100 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo
101 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale
102 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb
103 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
104 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates
105 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo
106 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates
107 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
108 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb
109 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ
110 Igor Anton (Spa) Dimension Data
111 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
112 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina
113 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb
114 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
115 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data
116 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors
117 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
118 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo
119 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice
120 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin
121 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
122 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
123 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo
124 Michal Golas (Pol) Team Sky
125 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo
126 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice
127 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
128 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
129 Rudy Molard (Fra) FDJ
130 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo
131 Chad Haga (USA) Team Sunweb
132 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo
133 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
134 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo
135 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ
136 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
137 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
138 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors
139 Jose Herrada (Spa) Movistar Team
140 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin
141 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors
142 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo
143 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe
144 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
145 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data
146 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
147 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
148 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors
149 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
150 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina
151 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF
152 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
153 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo
154 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac
155 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF
156 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo
157 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
158 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates
159 Svein Tuft (Can) Orica-Scott
160 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott
161 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac
162 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo

CLASSIFICA GENERALE

1 Nairo Quintana (Col) Movistar Team 90:00:38
2 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:00:39
3 Thibaut Pinot (Fra) FDJ 0:00:43
4 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:00:53
5 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:01:15
6 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:01:30
7 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:03:03
8 Adam Yates (GBr) Orica-Scott 0:06:50
9 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:07:18
10 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac 0:12:55
11 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:16:58
12 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice 0:17:58
13 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:21:13
14 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:23:33
15 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ 0:26:19
16 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:35:14
17 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:35:57
18 Mikel Landa (Spa) Team Sky 0:36:02
19 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:37:55
20 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team 0:57:00
21 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 0:57:41
22 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac 1:08:36
23 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo 1:13:54
24 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors 1:17:53
25 Winner Anacona (Col) Movistar Team 1:23:32
26 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates 1:26:58
27 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 1:32:10
28 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team 1:32:28
29 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin 1:32:55
30 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team 1:33:18
31 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:33:56
32 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott 1:35:58
33 Sebastian Henao (Col) Team Sky 1:42:14
34 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb 1:44:50
35 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida 1:49:27
36 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 1:56:11
37 Philip Deignan (Irl) Team Sky 1:58:01
38 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac 1:59:40
39 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 2:05:18
40 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo 2:06:34
41 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 2:10:31
42 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo 2:12:47
43 Rudy Molard (Fra) FDJ 2:14:21
44 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice 2:15:29
45 SANCHEZ Luis Leon 2:15:31
46 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo 2:15:54
47 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal 2:18:20
48 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo 2:20:21
49 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe 2:22:56
50 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 2:23:04
51 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale 2:24:04
52 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina 2:24:38
53 Steve Morabito (Swi) FDJ 2:25:19
54 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb 2:28:04
55 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team 2:31:52
56 Diego Rosa (Ita) Team Sky 2:32:19
57 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott 2:32:23
58 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 2:33:03
59 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 2:33:13
60 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 2:37:38
61 Jose Herrada (Spa) Movistar Team 2:38:32
62 Igor Anton (Spa) Dimension Data 2:47:21
63 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo 2:53:52
64 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 2:54:11
65 Omar Fraile (Spa) Dimension Data 2:58:01
66 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 2:58:44
67 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team 3:02:29
68 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 3:03:57
69 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac 3:04:27
70 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac 3:06:32
71 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team 3:08:27
72 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 3:09:35
73 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 3:11:29
74 Jérémy Roy (Fra) FDJ 3:11:30
75 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 3:12:50
76 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 3:13:37
77 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac 3:14:56
78 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice 3:15:57
79 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team 3:22:08
80 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale 3:24:08
81 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 3:24:49
82 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team 3:24:50
83 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates 3:24:57
84 Chad Haga (USA) Team Sunweb 3:28:33
85 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin 3:28:46
86 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 3:28:55
87 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ 3:30:08
88 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 3:34:13
89 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice 3:34:50
90 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 3:37:03
91 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac 3:41:37
92 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal 3:43:34
93 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo 3:44:04
94 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 3:45:21
95 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 3:46:26
96 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:50:04
97 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ 3:52:32
98 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina 3:54:17
99 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 3:54:29
100 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 3:56:22
101 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data 3:59:57
102 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky 4:05:38
103 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina 4:06:12
104 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors 4:08:28
105 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ 4:08:31
106 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott 4:08:59
107 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 4:10:06
108 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 4:10:13
109 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice 4:11:24
110 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice 4:11:53
111 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott 4:12:28
112 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data 4:12:35
113 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 4:13:59
114 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 4:15:13
115 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 4:16:36
116 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo 4:17:56
117 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:18:05
118 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb 4:18:29
119 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin 4:18:56
120 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal 4:19:16
121 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo 4:19:55
122 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:21:30
123 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 4:21:43
124 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:22:23
125 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice 4:22:42
126 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott 4:23:29
127 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin 4:25:50
128 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe 4:27:53
129 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale 4:27:54
130 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors 4:28:32
131 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac 4:28:47
132 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 4:29:03
133 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo 4:29:58
134 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:30:26
135 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac 4:32:41
136 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates 4:32:49
137 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team 4:32:51
138 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice 4:36:07
139 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina 4:36:46
140 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal 4:36:58
141 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 4:37:56
142 Michal Golas (Pol) Team Sky 4:38:09
143 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 4:40:56
144 Svein Tuft (Can) Orica-Scott 4:44:15
145 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors 4:49:44
146 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:55:08
147 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo 4:56:20
148 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin 4:59:07
149 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors 5:00:03
150 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates 5:00:16
151 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 5:00:22
152 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data 5:01:45
153 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF 5:02:04
154 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors 5:03:04
155 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb 5:03:29
156 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina 5:07:41
157 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 5:08:40
158 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo 5:10:40
159 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe 5:17:16
160 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team 5:21:55
161 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice 5:26:04
162 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina 5:45:25

Lo sprint vinto da Pinot al termine dellultima, elettrizzante tappe di montagna del Giro dItalia 2017 (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Lo sprint vinto da Pinot al termine dell'ultima, elettrizzante tappe di montagna del Giro d'Italia 2017 (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

PORDENONE – ASIAGO: L’ULTIMA GRANDE GUERRA

Ultima occasione per gli scalatori sulle strade dove si combattè duramente durante la Grande Guerra. Il Monte Grappa prima e la salita di Foza poi non offriranno pendenze temibili ma la lunghezza delle ascese, i tanti chilometri di dislivello e il fatto d’esser in sella da tre settimane potranno renderle molto più selettive del previsto: l’ultima salita ha gli stessi numeri di quella di Risoul, affrontata lo scorso anno nella tappa che riaprì un Giro che sembra definitivamente chiuso per Vincenzo Nibali. Un precedente che fa ben sperare, pensando anche all’impresa in discesa dello Squalo dello Stretto venendo giù dal Grappa al Giro del 2010.

Il paragone può sembrare irrispettoso verso i militari che in quelle terre hanno combattuto e ci hanno lasciato la vita, ma calza a pennello. Quella che si vivrà lungo il campo di battaglia che si estende per 190 Km spaccati tra Pordenone ad Asiago, passando per la sacra cima del Monte Grappa, sarà davvero l’estrema occasione per i combattimenti corpo a corpo tra i pretendenti alla maglia rosa che, poi, l’indomani, saranno protagonisti nella sfida a distanza della cronometro individuale. Il terreno per azioni e imboscate c’è, anche se apparentemente sembra mancare perché le due salite previste non sono particolarmente “fornite” in pendenze. Ma il Grappa ha lo scollinamento posto al termine di una salita lunga ben 24 km e decisamente incostante, con repentini viraggi di pendenza che, in calce alla terza settimana di un grande giro, possono lasciare il segno. Poi c’è Foza che, numeri alla mano, è quasi una gemella della salita affrontata al Giro dell’anno scorso per arrivare a Risoul e sappiamo tutti come andò a finre quella giornata, con la lotta per la classifica che si riaprì a favore di Nibali dopo il capitombolo di Kruijswijk nella discesa dall’Agnello. Una discesa impegnativa ci sarà anche in questa tappa ed è quella che arriva dopo il Grappa e che ha già visto in passato il corridore messinese in azione, quando al Giro del 2010 staccò tutti proprio nel corso della picchiata per andare a imporsi nella vicina Asolo con 23” di vantaggio sul compagno di squadra Ivan Basso, che poi vincerà quel Giro, e sull’indimenticato Michele Scarponi. Discesa, invece, non ci sarà dopo Foza e quei 15 Km conclusivi disegnati in quota sull’altopiano d’Asiago potrebbero dilatare ancor più i distacchi maturati sull’ultima salita del Giro 2017, mancando una planata vera e propria che consenta ai ritardari più vicini ai primi di tentare di ridurre le distanze.
Il campo base sarà allestito in quel di Pordenone, dal quale si partirà in pianura pedalando in direzione del Veneto, dove si giungerà dopo aver toccato Sacile, cittadina natale di un altro corridore che ci ha lasciati troppo presto – Denis Zanette, scomparso a soli 32 nel 2003 e che ricordiamo vincitore di due tappe alla corsa rosa – ma anche di Giovanni Micheletto, che vinse con l’Atala la Giro del 1912, nell’unica edizione disputata a squadre e non individualmente.
Giunto sulle strade della Marca Trevigiana il percorso della penultima transiterà non distante da Colle Umberto, il piccolo comune dove – per rimanere in tema di natali ciclistici – il primo giorno d’agosto del 1894 nacque Ottavio Bottecchia, primo italiano a vincere il Tour de France imponendosi nel 1924, indossando la maglia gialla ininterrottamente dalla prima all’ultima tappa, e poi ripetendosi l’anno successivo, terzo corridore nella storia ad imporsi in due edizioni consecutive dopo il francese Lucien Petit-Breton (1907-1908) e il belga Philippe Thys (1913-1914). Al Giro partecipò una solta volta, nel 1923, concludendo la corsa rosa al 5° posto, con un ritardo di quasi tre quarti d’ora dal mitico Costante Girardengo e correndo da indipendente, senza legami con nessuna squadra: l’esperienza gli fu utile perché in quell’occasione lo notò il francese Henri Pélissier, che lo inviterà a prendere parte al Tour che sarebbe partito due settimane più tardi, dove vinse la seconda tappa che terminava a Cherbourg, vestì la maglia gialla per sei giorni e alla fine sarà secondo assoluto, a quasi mezz’ora dal vincitore, che fu lo stesso Pélissier.
Continuando a pedalare sul velluto – i primi 37 Km saranno un biliardo perfetto – si giungerà quindi nella terra del Prosecco, che accoglierà il gruppo a Conegliano, cittadina che coniuga l’ebbrezza del vino a quell’arte, con l’affrescata facciata del Duomo, il panoramico castello sul Colle di Giano e le opere di Cima da Conegliano e di Giovanni Bellini, quest’anno protagonista di una mostra allestita presso la pinacoteca comunale di Palazzo Sarcinelli.
Di lì a breve si affronterà la prima delle quattro salite previste dal tracciato, la più corta (1,1 Km) e ripida (media del 12,7%, massima del 18%) del mazzo: è il Muro di Ca’ del Poggio, verticale disegnata tra i vigneti che non farà paura a nessuno a così tanti chilometri dal traguardo e sorprenderà in pochi, conosciuta a molti nel gruppo per essere stata già affrontata in diverse occasioni nel recente passato, sia al Giro, sia al campionato nazionale professionisti del 2010, vinto da Giovanni Visconti.
Si scenderà quindi a Refrontolo, il paese dove viene “spremuto” un delizioso passito DOCG che ebbe l’onore d’esser citato nel “Don Giovanni” di Mozart e dove è possibile ammirare, lungo il corso del torrente Lierza, l’appartato Molinetto della Croda, risalente al XVII secolo e oggi acquistato dal comune che ne ha fatto una sede museale ed espositiva, ospitando tra l’altro l’annuale Mostra internazionale dei presepi.
Raggiunto il vicino centro di Follina – nel quale si trova la cistercense Abbazia di Santa Maria, citata per la prima volta in un documento del 1127 e oggi officiata dall’ordine dei Servi di Maria – si andrà ad affrontare la salita verso il paesino di Combai che, a differenza della precedente, è la più facile tra quelle in programma, al punto che non si troverà nessuno striscione del GPM ad attendere i corridori in cima, una volta percorsi i suoi 5,8 Km al 3,9%. La discesa verso la “capitale del Prosecco”, quella Valdobbiadene che due anni fa ospitò l’arrivo della “wine stage” a cronometro vinta dal bielorusso Vasil’ Kiryenka e nella quale Contador sbaragliò la concorrenza, riporterà in pianura il gruppo che ora pedalerà per un buon tratto in compagnia del corso del Piave, nel punto dove il fiume s’infila nella Stretta di Quero, il corridorio naturale che taglia nel mezzo le Prealpi Bellunesi separando il massiccio del Monte Cesen da quello del Grappa, meta della prossima ascesa. Dovranno scorrere sotto le ruote dei “girini” una buona trentina di chilometri prima di arrivare a quest’appuntamento, che giungerà poco dopo il passaggio per Feltre, cittadina situata all’estremità meridionale dell’area dolomitica, il cui centro storico si stringe attorno alla bellissima Piazza Maggiore, nel 1991 immortalata in alcune scene del film Americano Rosso.
Arriva, dunque, il momento di sorbir la Grappa –il nome del clebre monte nessuna relazione ha con quello della celebre acquavite, che deriva dal “graspo”, ossia dal tralcio d’uva – che i corridori affronteranno dal versante settentrionale, il più chilometrico tra i nove possibili ma anche il meno impegnativo sotto l’aspetto delle pendenze. Quella che si percorrerà nei successivi 50 Km è la “Strada Cadorna”, così chiamata in ricordo del generale Luigi Cadorna, che la fece realizzare tra il 1916 e il 1917 dopo aver intuito che il Monte Grappa sarebbe potuto divenire, come in effetti fu, un importante baluardo per contrastare l’avanzata dell’esercito austro-ungarico. Ricorda quei drammatici e sanguinosi giorni il sacrario militare inaugurato nel 1935 sulla cima più alta del massiccio mentre il nome del generale Cadorna è rimasto a identificare la strada da lui ideata e che per molti decenni rimase priva della copertura d’asfalto. Era ancora sterrata, per esempio, nel 1982, l’ultima volta che il Giro percorse – si era in discesa, però – lo stesso versante dal quale si salirà quest’anno e del quale non conservò un buon ricordo Giuseppe Saronni, che ebbe la sfortuna di incappare in ben sette forature nel volgere di pochi chilometri. Disagi che non s’incontreranno stavolta percorrendo i 24 Km e bruscolini che condurranno dai 333 metri di Caupo allo scollinamento, previsto a 1620 metri di quota nel luogo dove la strada Cadorna si sdoppia e dove i corridori avranno incamerato un dislivello complessivo di 1287 metri: coniugando questi dati ne esce una pendenza media non particolarmente succulenta (5,3%), ma questo valore è mitigato da frequenti contropendenze oltre che dalle numerose variazioni di ritmo delle inclinazioni nei tratti in salita, i più impegnativi dei quali s’incontrano nei primi 10 Km, che salgono al 7% medio e presentano il picco massimo dell’11% subito dopo l’uscita da Caupo, e nella porzione centrale di 3 Km all’8,1%.
I tifosi dello “Squalo dello Stretto” attenderanno con impazienza anche il successivo tratto della Strada Cadorna, quello che in poco più di 25 Km (pendenza media del 5,7%, con un tratto pianeggiante centrale che divide la discesa in due settori più ripidi) condurrà la corsa a Romano d’Ezzellino e che sette anni fa, come rammentavamo in apertura, fu teatro di una delle più belle azioni in discesa di Vincenzo Nibali.
Si ritroverà la pianura nei 13 Km che faranno d’intervallo tra la lezione del Grappa e quella di Foza, durante il quale la corsa s’infilerà nel Canale di Brenta, com’è chiamata quella che geograficamente è la porzione meridionale della Valsugana, politicamente appertenente al Veneto. È su questa stretta valle che prospettano le pendici orientali dell’altopiano d’Asiago, verso il quale sale la scalinata più lunga d’Italia, la Calà del Sasso, 4444 gradini che costituiscono un tracciato lungo quasi 7 Km, realizzato nel XIV secolo e fiancheggiato da una canaletta in pietra calcarea lungo la quale i boscaioli facevano scivolare a valle i tronchi degli alberi tagliati sull’altopiano. Un percorso esattamente inverso e decisamente più agevole dovranno ora compiere i “girini” affrontando la salita – che, a questo punto della corsa, potrebbe comunque rivelarsi un ostacolo non semplice da superare – che da Valstagna conduce alla località di villeggiatura di Foza, centro che dal 1310 al 1807 fece parte della storica Federazione dei Sette Comuni (fu la più piccola tra le federazioni politiche europee e la più antica assieme a quella elvetica). L’abbiamo paragonata a quella che conduce nella stazione invernale di Risoul, che lo scorso anno accolse l’arrivo della terzultima tappa della corsa rosa: l’ascesa francese è più breve di quasi un chilometro rispetto a quella vicentina (14 Km contro 12,8 Km) ma è praticamente identica nella pendenza media (6,7% contro 6,9%) mentre è di un punto percentuale più alta quella massima (11%), in entrambi i casi toccata nella seconda parte dell’ascesa. A essere differente è l’aspetto esteriore perché, se a Risoul si saliva percorrendo un’ampia strada dipartimentale smussata da una decina di agevoli tornanti, qui s’incontreranno una carreggiata nettamente più ristretta e un numero quasi doppio di “tourniquet”, che di solito agevolano la scalata ma che, in queste condizioni e con le energie oramai al lumicino, potrebbero anche sortire l’effetto opposto.
E a quel punto i 15000 metri finali sull’altopiano, all’ombra del famigerato Ortigara sul quale per venti giorni si battagliò “senza il cambio per dismontar”, potrebbero non bastare.
Ta-pum! Ta-pum! Ta-pum!

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Sella di Mire (220m). Valicata dalla SP 86 tra San Pietro di Feletto e Refrontolo, i corridori l’attraversaranno nel corso della discesa successiva al muro di Ca’ del Poggio

Sella Miane (259 metri). Coincide con l’omonima località.

Colle dei Zanghi (1062 metri), Sella di Pramozet (1089 metri), Sella Pontera (1235 metri), Forcelletto (1271 metri), Sella Prassolan (1378 metri), Sella del Col Zaloppa (1379 metri). Valicati dalla SP 148 “Monte Grappa” (ex SS 141 “Strada Cadorna”) lungo la salita da Caupo al Monte Grappa.

Sella di Foza (1083 metri). Coincide con l’omonima località, quotata 1086 metri sulle cartine del Giro 2017.

Sella Gallio (1093 metri). Coincide con l’omonima località, quotata 1081 metri sulle cartine del Giro 2017.

RINGRAZIAMENTI
Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

Duomo di Pordenone

Uno scorcio “veneziano” di Sacile

Colle Umberto, la casa natale di Ottavio Bottecchia

Castello di Conegliano

Refrontolo, Molinetto della Croda

Follina, abbazia di Santa Maria

Il fiume Piave attraversa la Stretta di Quero

Piazza Maggiore di Feltre colta dall’occhio della macchina da presa nel 1991, durante le riprese di ‘’Americano Rosso’’ (www.davinotti.com)

Piazza Maggiore di Feltre colta dall’occhio della macchina da presa nel 1991, durante le riprese di ‘’Americano Rosso’’ (www.davinotti.com)

Piazza Maggiore di Feltre colta dall’occhio della macchina da presa nel 1991, durante le riprese di ‘’Americano Rosso’’ (www.davinotti.com)

Uno degli ultimi tratti della Strada Cadorna verso lo scollinamento del Monte Grappa

Il sacrario militare del Monte Grappa

Valstagna, il paese sul fiume Brenta dal quale ha inizio la salita verso Foza

Un gruppo di escursionisti percorre la Calà del Sasso (Panoramio)

Un gruppo di escursionisti percorre la Calà del Sasso (Panoramio)

Un gruppo di escursionisti percorre la Calà del Sasso

Uno dei tornanti della salita verso Foza

Il sacrario del Leiten ad Asiago e, in trasparenza, l’altimetria della ventesima tappa del Giro 2017 (Google Street View)

Il sacrario del Leiten ad Asiago e, in trasparenza, l’altimetria della ventesima tappa del Giro 2017 (Google Street View)