100 E ANCOR PIÙ 100: OBIETTIVO PIANCAVALLO

Ne abbiamo modificato il titolo in occasione della centesima edizione del Giro, trasformando in una frase beneaugurante il tenebroso adagio medioevale “mille e non più mille”, ma i contenuti della rubrica saranno quelli soliti dell’Almanacco del dopo tappa made in ilciclismo.it che aveva accompagnato le cronache delle scorse edizione. All’interno ritroverete la rassegna stampa internazionale, il punto di vista dei tifosi, la colonna sonora del giorno (quest’anno raddoppiata), le previsioni del tempo per la tappa successiva, le “perle” dei telecronisti in una rubrica dal titolo rinnovato, il Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e il ricordo di un Giro passato (nell’anno del centesimo Giro abbiamo scelto di riportarvi indietro nel tempo fino al 1967, l’anno della 50a edizione).

GIRO D’ITALIA, GIRO DEL MONDO

Italia

Quintana in maglia rosa! Dumoulin a 38″, Nibali 43″. Landa vince per Scarponi – Nibali: “Siamo tutti a tutta Non si poteva fare di più…” – La strategia di Nibali. Ecco dove attaccare – Quintana: “Domani si decide il Giro. Nibali il mio avversario” – Landa, lacrime per Scarponi: “Successo nel suo ricordo” – Dumoulin, sorriso amaro: “Ho fatto un errore da principiante” – Pozzovivo con i grandi del Giro: “Ora voglio il podio”(Gazzetta dello Sport)

Giro, Dumoulin in crisi. Quintana nuova maglia rosa. E domani altre montagne (Corriere della Sera)

Colombia

Nairo, otra vez líder del Giro; le sacó 38 segundos a Dumoulin ‘Las diferencias son cortas y es complicado’: Nairo – ‘Hoy no ha sido mi mejor día’: Tom Dumoulin (El Tiempo)

Nairo Quintana es el nuevo líder del Giro de Italia tras la etapa 19 (El Espectador)

Paesi Bassi

Dumoulin verliest roze trui – Dumoulin: ‘Ik maakte een fout’ – Dumoulin: ‘Met deze benen kom ik in tijdrit niet ver’ – ‘Zonder ons was Tom nooit teruggekomen’ – Vrede gesloten met Nibali – Dumoulin: ‘Als dit karma is, is het goed’ – Pinot: ‘Dumoulin erg sterk, ik ga voor het podium’ – ‘Pact Dumoulin met Mollema en Kruijswijk’ – ‘Quintana en Nibali zagen er uitgeput uit’ (De Telegraaf)

Samenvatting: bekijk hier hoe Dumoulin de roze trui verliest – Dumoulin verliest roze na slopende dag, ritzege Landa –
Mollema: We werkten goed samen met de andere Nederlanders (Algemeen Dagblad)

Dumoulin verliest roze trui en moet hopen dat hij hem zondag in de tijdrit herovert – Dumoulin ruziet met Quintana en Nibali, ook buiten het asfalt – Dumoulin houdt vast aan opgedane kennis: rust bewaren als je bent afgestapt – Dumoulin: ‘Ik maakte een beginnersfout’ (de Volkskrant)

Svizzera

Giro: Quintana en rose, Landa vainqueur – Il jette son bidon sur un autre coureur (24 Heures)

Quintana löst Dumoulin als Leader ab(Neue Zürcher Zeitung)

Slovenia

Quintana po krizi Dumoulina v rožnatem; zmaga Lande (Delo)

Gran Bretagna

Quintana lets legs do the talking by taking lead of Giro d’Italia (The Times)

Francia

Tout est relancé – «Une erreur de débutant» – Landa: «Une grande émotion» (L’Equipe)

Giro: Dumoulin perd la tête, Quintana en rose em>(Le Figaro)

Spagna

Landa conquista Piancavallo y Dumoulin pierde la maglia – El más fuerte del Giro es Landa (AS)

‘Glorioso’ Mikel Landa – El Alavés felicita a Mikel Landa: “Puede ser el comienzo de un gran fin de semana” – ¡Locura en el Giro! Del bidonazo al aficionado que ofreció papel higiénico a Dumoulin(Marca)

Landa remata y Quintana arrebata la maglia rosa a Tom Dumoulin – “Dumoulin ha cedido, pero sigue siendo el favorito para ganar el Giro” – ¡Un ciclista agrede a otro con un bidón! (El Mundo Deportivo)

Belgio

Dumoulin verliest roze trui aan Quintana na inzinking op slotklim, Landa pakt dagzege – Knotsgekke taferelen in Giro: renner gooit bidon in volle finale naar collega (Het Nieuwsblad)

Tour d’Italie: Victoire de Mikel Landa, Nairo Quintana nouveau maillot rose – Tom Dumoulin: “J’ai commis une erreur de débutant” – Giro: Eugenio Alafaci sanctionné pour jet de bidon (La Dernière Heure/Les Sports)

Lussemburgo

Landa l’emporte à Piancavallo, Quintana s’empare du maillot rose (Luxemburger Wort)

Landa entscheidet 19. Etappe für sich (Tageblatt)

Germania

Dumoulin verliert Trikot – Jetzt Quintana beim Giro in Rosa (Berliner Zeitung)

Russia

Испанец Ланда выиграл 19-й этап «Джиро д’Италия», Шалунов занял шестое место (Sovetsky Sport)

Stati Uniti

Quintana Snatches Giro Lead From Dumoulin (The New York Times)

Costa Rica

Nairo Quintana le arrebata el liderato a Tom Dumoulin en el Giro de Italia (La Nación)

Australia

Sutherland ready to ‘empty the tank’ for Movistar (The Sydney Morning Herald)

BOX POPULI

Ogni giorno qui troverete i commenti degli appassionati di ciclismo, gente che le corse non le segue solo davanti alla tv, ma le vive sia andando ad applaudire i campioni lungo le strade, sia ricalcando le stesse rotte e sudando in sella ad una bici.

Mauro Facoltosi: Attacco della Bahrein nella discesa da Cima Sappada: Dumoulin staccato di un minuto. L’attacco è partito nel momento nel quale Dumoulin si era fermato per fare pipì.

Nebe1980: Questo è un bell’attacco modello Formigal, vediamo come va a finire

Mauro Facoltosi: Smentita la notizia: Dumoulin non era fermo a bordo strada quando è partito l’attacco. Ora l’olandese è a una trentina di secondi dai primi, ma tra non molto inizierà la salita verso la Sella Chianzutan

Nebe1980: Ma anche se si fosse fermato per minzione chi se ne frega? Parlano tutti di scorrettezza ma l’attacco quando uno si ferma nn è vietato dal regolamento. La corsa è corsa non è una partita di bridge da signore settantenni. Vince chi arriva prima e quindi i corridori devono usare ogni mezzo possibile ovviamente nei limiti del regolamento che disciplina e sanzione anche le vere scorrettezze. Non è che se uno fora lo devi aspettare. Sul Gavia Massignan forò due volte in discesa e Gaul vinse la tappa. Questi imprevisti sono anche il bello del ciclismo.
Peccato che dietro siano rimasti Yates e Mollema perché diversamente la cosa si sarebbe fatta molto interessante. Lo dico non perché sono contro Dumoulin ma perché così la crono di Milano magari sarà decisiva con emozioni sino all’ultimo dì. Inoltre in un percorso sbilanciato in favore dei passisti automaticamente simpatizzo per gli scalatori

Mauro Facoltosi: Dumoulin rientra su Nibali e Quintana nel corso della salita verso la Sella Chianzutan.

Nebe1980: Una volta quando la maglia rosa si trovava indietro doveva lavorare lui, gli altri che convenienza hanno a salvargli il giro? Lo facessero lavorare dato che Mollema e Yates non hanno da chiedere chissà cosa alla generale

Mauro Facoltosi: Staccato Dumoulin sulla salita finale. Ora Quintana è in rosa con 38″ sull’olandese e 43″ su Nibali. Commenti?

Nebe1980: Ora mi si dirà che Quintana non ne aveva per attaccare però quando ha perso quei metri da Nibali forse per un problema meccanico ha accelerato e con due pedalate ha chiuso il buco mentre gli altri erano a tutta. Io qualche dubbio ce l’ho. Secondo me doveva affondare appena Dumoulin si è staccato e riposare quando trovava i due compagni di squadra che ha trovato lungo la via. Chiaro che tutti erano vicini al limite ma quella accelerata di Quintana mi ha fatto pensare che in realtà il colombiano si stia risparmiando per il Tour

Nisky: Se mai Quintana riuscisse a vincere il Giro quest’anno sarebbe il peggior vincitore dai primi anni 2000! Nullo…..ma nullo nullo….. Cioè, i cronoman son così in salita, gli scalatori no! Non ha battuto ciglio proprio, non sembra neanche in corsa. Avrà anche potenzialità mostruose ma come grinta, carattere e fantasia non ci siamo proprio. Meglio di lui tutti, però lui è davanti….. tant è….

Nebe1980: Grande Landa, sono contentissimo perché lo meritava è stato fortissimo non ha mollato e dopo giorni in fuga da lontano anche oggi è stato grande e non ha nemmeno perso molto dai big sulla salita finale

Succhiaruote: Scusa Nebe, ma a me pare che la classifica cortissima a 2 giorni dal termine dimostri che il percorso sia ben equilibrato. Io oggi i primi 4 li metto tutti più o meno al 25%, e sono 4 atleti con caratteristiche diverse, segno che il percorso ha dato il giusto spazio a tutti.

Nebe1980: Ti ricordo che Dumoulin ha perso 2 minuti per un problema intestinale. Magari è stato un suo errore però se non avesse avuto quel problema che nn è stato neppure una crisi adesso avrebbe ancora oltre due minuti su Quintana. idem oggi ha dovuto inseguire per un’ora per un errore della squadra. la classifica corta viene da errori di Dumoulin non da suoi cedimenti e da un percorso equilibrato. Dumoulin è l’unico specialista della cronometro quindi che gli altri siano lì tutti vicini ci sta con qualsiasi percorso ma un tracciato del genere è favorevole ai grandi specialisti della crono. Indurain che errori non ne commetteva avrebbe vinto a mani basse

Nisky: Ha perso si due minuti ma la corsa è corsa! Senza moto sul Blockhaus magari in rosa oggi ci sarebbero Thomas o Landa….. purtroppo gli imprevisti succedono

Nebe1980: Certo sono d’accordo ma nn si può dire che la classifica corta sia indice di tracciato equilibrato. Uno può avere un tracciato favorevole alle proprie caratteristiche e perdere il giro per un imprevisto. Oltre al fatto che Dumoulin non ha ancora perso perchè ha la crono di domenica e domani la salita finale molto regolare. Se ha accusato il colpo perderà anche domani altrimenti potrebbe andare addirittura come ad Oropa. Domani c’è la discesa del grappa su cui Nibali fece l’impresa nel 2010 ma è molto lontana dall’arrivo e Nibali è in una situazione di gara diversa in cui nn può permettersi di rischiare anche se Pinot ha il punto debole proprio in discesa

MirkoBL: Comunque, per essere un Giro “facile”, mi sembra che siano tutti cotti. Forse farsi una settimana a 40 all’ora lascia scorie nelle gambe anche su salite pedalabili?

DISCOGIRO: la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Dedicata a Scarponi, a cui oggi Landa ha dedicato la vittoria

“A te” (Jovanotti)

DISCOGIRO 100

In occasione del 100° Giro abbiamo selezionato alcune canzoni da abbinare a momenti storici della Corsa Rosa

30 maggio 1999 – L’impresa di Pantani ad Oropa

“Sei un mito” (883)

a cura di DJ Jorgens

METEO GIRO
Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

Pordenone : cielo sereno, 24.6°C, vento debole da S (3 Km/h), umidità al 54%
Muro di Cà del Poggio (GPM – 37.3 Km): poco nuvoloso, 24.1°C, vento debole da S (6 Km/h), umidità al 56%
Feltre (TV – 91.3 Km) : nubi sparse, 23.8°C, vento debole da S (10 Km/h), umidità al 65%
Monte Grappa (GPM – 122.7 Km) : nubi sparse con possibilità di deboli e isolate precipitazioni, 15.2°C, vento moderato da S (10-11 Km/h), umidità al 67%
Valstagna – inizio salita Foza (161.1 Km) : cielo sereno, 25.9°C (percepiti 27°C), vento debole da S (9 Km/h), umidità al 51%
Asiago: cielo sereno, 20.2°C, vento moderato da SSW (11-14 Km/h), umidità al 59%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Martinello: “In montagna Quintana riesce ad essere il migliore di tutte” (cambio di sesso?)
Rosolino: “Pian di Cavallo” (Piancavallo)
Lollobrigida: “Una tappa che tra poco andremo ad ascoltare”
Martinello: “Nella prima parte di questa tappa, quando si era ancora in frazione di Belluno”
Saligari: “E’ un bel gruppo che fa parte della testa”
Pancani: “10′50″ di vantaggio sul gruppo maglia gialla”
Martinello: “Oggi il Giro è al suo ultimo atto” (mancano ancora due tappe, dopo questa)
Martinello: “Staremo attenti a segnarsi il suo tempo”
De Stefano: “Con quel rosa che è rimasto attaccato fino all’ultimo”
Nibali: “Siamo lì a giocarci la classificia”
De Stefano: “Puoi gagnarlo questo Giro?”
Garzelli: “Discese molto tecnice”
Televideo: “Metteo Busato”

e se vi stesse chiedendo il perchè del titolo…

dalla telecronaca della tappa dell’Alpe di Siusi (Giro 2016)

Pancani: “Silviolo”
Martinello: “Dimmi Pancanolo”

IL GIRO DI GOMEZ
In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della diciannovesima tappa, San Candido/Innichen – Piancavallo

1° Tom Stamsnijder
2° Roberto Ferrari a 31″
3° Sam Bennett s.t.
4° Eugenio Alafaci s.t.
5° Davide Martinelli s.t.

Classifica generale

1° Giuseppe Fonzi
2° Marcin Bialoblocki a 19′21″
3° Zhandos Bizhigitov a 23′30″
4° Sam Bennett a 28′09″
5° Sergey Lagutin a 34′45″

IL GIRO DI MEZZA ETÀ
Quest’anno la corsa rosa taglia il traguardo della centesima edizione, in un clima di festa certamente non secondo a quello con il quale nel 1967 si celebreva il 50° Giro d’Italia con la prima delle tre vittorie di Felice Gimondi. Noi di ilciclismo.it ricorderemo quell’edizione tutti i giorni, proponendovi la rassegna stampa dell’epoca, con i titoli del quotidiano “La Stampa”

8 GIUGNO 1967 – 19° TAPPA: UDINE – TRE CIME DI LAVAREDO (170 Km)

CAOS AL GIRO, CORRIDORI SPINTI, TAPPA ANNULLATA

Un provvedimento preso per la prima volta nella storia della corsa italiana – Uno spettacolo antisportivo sulle rampe del Lavaredo – Gimondi (vincitore di tappa) e gli stranieri volevano ritirarsi, ci ripensano: partiranno – Il comunicato della giuria – L’ordine d’arrivo (che non conta) – Come classifica vale quella di mercoledì
Sulla salita da Misurina alle Tre Cime di Lavaredo (metri 2320) l’intervento dei tifosi che aiutano i ciclisti falsa l’ordine d’arrivo – Gimondi vince, Schiavon aumenta il vantaggio in classifica sullo spagnolo Gabica – Anquetil in ritardo – Data l’irregolarità della gara, Torriani decide di non tener conto di essa – Verrano pagati i premi, ma la classifica resta immutata – Oggi la Cortina-Trento con il Falzarego (m 2105), Pordoi (m 2239), Rolle (1970), Brocon (m 1616) – A Sondrio si conferma che il Giro passerà dallo Stelvio – Anche Schiavon protesta – Disperazione di Panizza che aveva staccato tutti nel finale e poi è stato irregolarmente raggiunto dagli altri corridori – Anquetil: «Hanno perfino aiutato me!» – Dure affermazioni di Adorni

Nel giorno di Piancavallo è arrivata anche la dedica per lindimenticato Scarponi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Nel giorno di Piancavallo è arrivata anche la dedica per l'indimenticato Scarponi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

ARCHIVIO
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Raduno di partenza Alghero
1a tappa: Alghero – Olbia
2a tappa: Olbia – Tortolì
3a tappa: Tortolì – Cagliari
4a tappa: Cefalù – Etna
5a tappa: Pedara – Messina
6a tappa: Reggio Calabria – Terme Luigiane
7a tappa: Castrovillari – Alberobello
8a tappa: Molfetta – Peschici
9a tappa: Montenero di Bisaccia – Blockhaus
10a tappa: Foligno – Montefalco (cronometro individuale)
11a tappa: Firenze (Ponte a Ema) – Bagno di Romagna
12a tappa: Forlì – Reggio Emilia
13a tappa: Reggio Emilia – Tortona
14a tappa: Castellania – Oropa
15a tappa: Valdengo – Bergamo
16a tappa: Rovetta – Bormio
17a tappa: Tirano – Canazei
18a tappa: Moena – Ortisei

FORTEPIANO A PIANCAVALLO: LA RUOTA GIRA, LE GAMBE NON TANTO

Sorprese ed emozioni in una tappa che senza un Pantani in gruppo prometteva poco. Vince finalmente Mikel Landa, Dumoulin cede la rosa a Quintana (ma per ora resta ben a tiro di cronometro).

Il mondo gira come una ruota di bicicletta, e a Piancavallo non mancano le sorprese, in una tappa un po’ scarabocchiata e che sembra fuori posto nella terza settimana. Il tracciato non era di quelli che ti mandano in fibrillazione già alla vigilia, con un’unica salita finale di spicco, preceduta da tantissima pianura e quella Sella Chianzutan quasi simbolica, così come solo simbolico pareva il nome di Sappada; Piancavallo, poi, come salita – alla pari di Oropa – brilla soprattutto per la luce riflessa del fulgore pantaniano, ma è tutt’altro che esente da difetti: lo sforzo, per lo meno, è più prolungato che a Oropa, ma un finale morbido prelude a tatticismi, rientri, giochi di squadra e quantomeno sconsiglia assalti all’arma bianca nel tratto più aspro, dove la strada larga e dritta consente pure un prolungato contatto visivo. Niente assalti a meno di chiamarsi Pantani, chiaro, ma di Pantani non se ne vedono all’orizzonte (e poi perfino il Pirata, pur attaccando a oltre 10 km dall’arrivo, non prese mai più di 30” su Tonkov, Zülle o Guerini, con i primi due in pericolosa rimonta nel facile tratto finale).

Da subito se ne va una bella fuga, con oltre una dozzina di uomini di parecchie squadre, insomma può subentrare in gruppo una certa tranquillità. E qui si insinua il germe della battaglia imminente, con una maglia rosa apparsa già nel dopotappa di ieri fin troppo investita di una certa sicumera, che traspariva ad esempio dall’invito a Nibali e Quintana a difendere il podio, ancor più che dal poco cortese auspicio di vederglielo perdere per non aver collaborato con il padrone della corsa. Ma Nibali e Quintana di podi nei Grandi Giri, tra i quali diverse vittorie ciascuno, ne raccolgono uno o due all’anno, pressoché sistematicamente ogni stagione che gli dei del ciclismo mandano in terra fin da età più tenere di quella che ha Dumoulin ora. Nibali parlerà di karma, ma anche la buona vecchia hybris si affaccia sulla scena. Viene da pensare a quella memorabile scena di “Ogni maledetta Domenica” in cui il talentuoso e giovanissimo quarterback emergente viene lasciato scoperto dai compagni in un memorabile match giocato nella tormenta, tanto perché si renda conto che in un ambiente complesso nessuno può considerarsi un fenomeno autarchico e autocrata.
In questo caso il castigo prende il retrogusto della beffa perché avviene in quel di Sappada, teatro del mitico tradimento di Roche a Visentini, che si considera, a torto o a ragione, la pugnalata alle spalle fra compagni di squadra per eccellenza: e allo scollinamento è proprio la squadra della maglia rosa, che guida il gruppo, ad aprire il gas, allungando e spezzando un peloton che spanciava mollemente. Il loro leader, però, è in fondo al gruppo, intento a chiaccherare amabilmente con il vincitore di ieri Van Garderen, pensando chissà mai a procacciarsi un gregario di lusso. La Movistar coglie al volo l’incongruenza e si mette in testa pancia a terra: intuito e prontezza di spirito per una squadra che solo ieri è apparsa tatticamente rivedibile e che queste distrazioni, in passato, le ha pagate sulla propria pelle, specie con Valverde. Si assommano la Bahrein-Merida di Nibali, e poi la Katusha di Zakarin, la FDJ di Pinot, la maggior parte dell’alta classifica vigilava ovviamente in testa al gruppone e ora collabora per condannare la debole Sunweb di Dumoulin ad un duro inseguimento.

Va qui aperta una parentesi sulla “fake news”, diffusa per errore o ad arte, a quanto pare dal General Manager stesso della Sunweb, Spekenbrink, a proposito delle circostanze dell’attacco: la voce incontrollata sostiene che l’attacco sia avvenuto quando il buon Tom era in pausa fisiologica, ma non, come l’altro giorno, a causa di un evento eccezionale e infausto imputabile a suoi errori di alimentazione o cedimenti fisici, no! La vigliaccata l’avrebbero orchestrata gli infidi ispanici durante la normalissima “pausa pipì” che nelle fasi di stanca della tappa è un evento obbligato e collettivamente rispettato (a Valverde ne fecero pagare cara una, però, ma allora nessuno si scandalizzò).
Insistiamo: una notizia falsissima, priva di fondamento alcuno, come poi dimostreranno le immagini registrate della gara e come poi ribadiranno le parole di un’altra ammiraglia Sunweb e dello stesso Dumoulin. Ma – come in ogni buona finzione – si sprecano i dettagli di colore, con il campione spagnolo Rojas accusato di essere la spia che avrebbe tallonato Tom per avvisare via radio i compari del momento esatto in cui perpetrare il blitz. Figuriamoci, dopo tutte le inopinate litanie sul fair play causate dal “pupù-gate” dello Stelvio i commentatori in rete si scatenano finché durano l’azione – e la confusione. A bocce ferme si tratterà di capire chi ha generato l’errore e perché. Già nella Vuelta 2015, e lì pure alla terzultima tappa (alla faccia della coincidenza!), la stessa squadra – e in difesa dello stesso Dumoulin, pure allora in maglia di leader – si lanciò in accuse ad Aru di aver ricevuto dal compagno Astana Luis León Sánchez un vietatissimo “cambio all’americana”, spergiurando di aver testimoni visivi del fattaccio. Che le immagini TV dimostrarono poi non essere mai avvenuto.
Chi invoca il fair play dovrebbe farsi qualche bella domanda. Naturalmente può essere che Spekenbrink sia stato “frainteso” – questa la miserella spiegazione ufficiale – dai giornalisti di Eurosport internazionale, che però di solito le lingue le sanno meglio della gran parte dei nostri, poco poliglotti, giornalisti RAI (salvo qualche nuovo acquisto). Può anche essere che i suoi corridori gli abbiano passato questa versione per salvarsi da una epica lavata di capo. Fatto sta che sia la storia sia la giustificazione poi addotta puzzano parecchio, tanto più che hanno implicato un enorme danno di immagine alle altre squadre e al Giro stesso, rafforzando oltretutto una preesistente e distorta immagine di “Movistar cattiva”, “Nibali cattivo” che, per ovvie ragioni di rivalità, molte testate anglosassoni diffondono irresponsabilmente.

Ma torniamo in gara, perché la gara si fa davvero appassionante, con le quattro formazioni di cui sopra a tirare in testa, la Sunweb dietro, coadiuvata dalla Orica di Yates, per proteggere la classifica pur non altissima, dalla UAE Emirates, per proteggere la fuga (sì, perché la fuga di 14 è ancora davanti e rischia di essere travolta dall’impeto degli inseguitori di alta classifica), dalla Lotto di Kruijswijk, dalla Trek di Mollema, come già sullo Stelvio alleata preziossima del connazionale del proprio capitano.
Il distacco resta attorno al minuto, davanti come dietro i gregari si bruciano come cerini, e quell’apparentemente futile Sella Chianzutan buttata lì con 50 km veloci prima e altrettanti dopo diventa il cardine del Giro d’Italia tutto: se infatti il ricongiungimento non avviene lì, dopo si resta senza gregari e quindi i capitani dovranno tirare tanto davanti come dietro, a tutto discapito di chi insegue che dovrà poi, con energie parimenti compromesse e molte più ansie, affrontare ad handicap l’ascesa finale. Tutti ne sono consci, e da dietro ci si riporta a mezzo minuto all’imbocco della salita. Ben presto si materializza la sfida, e la chiave di volta è il giovane Adam Yates che con una decisa progressione riporta il gruppetto con la maglia rosa, ormai ridosso all’osso, sui primi. Tutto annullato, tutto da rifare.

La fuga, che era stata ripresa frattanto, si rigenera con una buona parte dei medesimi elementi che già la componevano, evidentemente mentalizzati in tal senso, e qualche aggiunta di rilievo: Visconti, gregario di Nibali, e Rojas, per Quintana, che si unisce a Herrada. E poi Landa per la Sky e Luisle Sánchez per l’Astana (proprio un paio di protagonisti delle fantasiose invenzioni del team Giant o Sunweb!). C’è ancora Rui Costa, pezzo forte della prima fuga, alla cui protezione aveva lavorato la sua UAE Emirates. Il gruppo boccheggiante prende fiato e lascia fare, così ci troviamo con la tipica situazione di “due corse nella corsa”. Cominciamo dalla gara per la tappa, in mano ai fuggitivi.

L’uomo Astana prova giustamente ad anticipare in pianura e accumula col francese Molard quasi un minuto di vantaggio, ma quando le pendenze cominciano a fare male si pianta ineluttabilmente e viene ripreso e saltato da un intraprendente Rui Costa, a propria volta – la ruota gira – ribaltato nello stesso modo da Mikel Landa, al terzo tentativo su tre tapponi alpini! Secondo nei precedenti due, in entrambi i casi perdendo la volatina, stavolta ha ben chiaro che deve arrivare solo, e ce la mette tutta scavando ben presto un solco incolmabile che lo possa tutelare negli ultimi km pianeggianti. Il piano è coronato da successo e Mikel, enorme protagonista sulle montagne dopo lo sciagurato scontro con la moto ai piedi del Blockhaus, può dedicare in lacrime la vittoria all’amico Scarponi. Maglia blu di miglior scalatore che raramente fu altrettanto meritata nei Grandi Giri recenti (e vediamo se dopo aver ripristinato il ciclamino per quella a punti torna il verde per le montagne).
Secondo Rui Costa, pure lui collezionista di secondi posti in serie, bravo ma sfortunato, e ormai a corto di occasioni, terzo è Rolland, di nuovo alla ventura dopo la bella vittoria dell’altro giorno, che gli fornì l’occasione per farcelo tifare un po’ di più col racconto del risveglio spontaneo, senza sveglia, all’alba dello Stelvio, per l’emozione di un ciclismo fatto di strade epiche e fughe senza l’occhio sul potenziometro.

A proposito… veniamo agli uomini di classifica. La Movistar predispone i propri uomini, quelli rimasti in gruppo e pian piano quelli ripresi dalla fuga, per impostare un ritmo alto, che immediatamente respinge Dumoulin nella parte arretrata del gruppo nemmeno poi tanto selezionato. Le gambe sono dure per tutti, dopo quella seconda ora di gara a velocità folli, e i gregari del team spagnolo non possono spingere con troppa veemenza, anche se poi i numeri ci diranno che il passo è stato sostenuto. Dumoulin fa l’elastico, la maglia rosa orbita in fondo alla fila o di poco staccata, poi staccata di netto: il sospetto di un bluff o del solito “salire del proprio” inizia a diventare meno realistico. Il compagno Geschke è fondamentale per evitare il naufragio, che peraltro non è propiziato da chissà che andature là davanti.

Finiscono i Movistar e subentra Pellizotti: il pur bravissimo corridore è un po’ attempato e anche con una gran prestazione non si può dire che sgombri il campo. La maglia rosa pencola là dietro, spesso in vista, i migliori restano in dieci, una dozzina quando recuperano elementi dell’avanscoperta. Ma tra i grandi non si vedono quegli scatti che farebbero pensare a una volontà di dare il colpo di grazie. Però forse più che la volontà manca la possibilità, o magari prevale il timore di spendere tante energie per poi vedersi riavvicinati dalla piccola muta di inseguitori nel facile tratto finale. Visconti viene ripreso ed è di scarsissimo aiuto: sembra dare una tirata fin troppo baldanzosa, che nessuno segue, e poi si stacca nel momento del massimo bisogno, il finale! Domani è l’ultima chance, per lui, di dimostrare che è votato alla causa di Nibali più che alle proprie ambizioni di tappa. Pellizotti è invece monumentale… finisce il lavoro, molla, ma poi rifiata e si mette di nuovo in testa, a fronte dell’impasse tra i capitani. Quando mancano 3 km di salita vera, e circa quattro di falsopiani, allunga secco un coraggiosissimo Pinot, già ieri brillante nel finale dopo aver corso in difesa durante la tappa e dopo i tentennamenti sui grandi dislivelli dello Stelvio. Non lo prenderanno più fino alla fine, ma purtroppo si conferma che il conservatorismo non era privo di logica: lo sforzo intenso e solitario gli vale tra i 6” e i 15” rispetto ai più immediati inseguitori. Poca roba… a meno che non si rivelino domenica quelli che gli fanno vincere il Giro! Bravo lo stesso.
Nibali e Quintana si marcano, pochi i timidi accenni di allungo ma l’unico sussulto è un salto di catena di Nairo, dopo il quale il colombiano si fionda sui primi con una rapidità sorprendente: ci è o ci fa? Ne ha o non ne ha? O è stata solo la botta di adrenalina di un momento ad accendere la scintilla nelle gambe?
La corsa si trascina stancamente fino al finale, con Dumoulin dietro in crescente difficoltà (brutto segno vederlo patire proprio in piano, dove solo ieri pareva poter sfasciare tutti – a meno che non fosse pure quello un bluff!).
Zakarin, corsaro degli ultimi km allunga e infligge una decina di secondi al resto, con molto meno sforzo che Pinot peraltro, e assieme lui c’è Pozzovivo, che marca strettissimo il russo con cui lotta per la top 5. Ma tutti e due sono a meno di 90” dalla maglia rosa, dunque a tiro di sorpresona nella classifica finale.
Nibali è sembrato il più in affanno nel finale, saltato anche da Yates e Jungels che duellano per la maglia bianca, arriva assieme a Mollema e al bravissimo e sorprendente ceco Hirt della CCC, in evidenza con la fuga sullo Stelvio e oggi aggrappato ai migliori. Ma parliamo di pochi secondi, anche se, come dicevamo per Pinot, in questa situazione potrebbero essere cruciali.

Poche bordate, è una guerra di trincea. Incursioni, ore al macero contro le mitragliatrici in pianura, poi lottare centimentro a centimetro col sacrificio dei gregari. Niente cariche di cavalleria, più “piano” che “a cavallo” insomma. Inganni, bluff, attese, sorprese, “the fog of the war” insomma. Tutti lì, tutti vicini, e nemmeno si capisce se è perché vanno tutti forte, in fondo al Giro più facile da una dozzina di anni a questa parte, oppure se è perché vanno tutti piano, siccome in un Giro facile si pesta dentro con medie alte e poi la gamba piange, soprattutto quando di colpo compare la salita.
Domani, nel degno scenario del Grappa, può succedere di tutto, un premio al coraggio di chi allunga mentre gli altri si guardano, o un ricompattamento in quel di Asiago con la pace dell’Altipiano a premiare i potenti passisti. Anche se, è comunque chiaro, la lunga e piattissima crono di Milano regala un pesante bonus, un vero bombardamento a tappeto, a chi saprà sfruttarla.

Gabriele Bugada

ORDINE D’ARRIVO

1 Mikel Landa (Spa) Team Sky 4:53:00
2 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:01:49
3 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac 0:01:54
4 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 0:02:12
5 Sebastian Henao (Col) Team Sky 0:03:06
6 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo 0:03:51
7 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
8 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 0:05:05
9 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
10 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina 0:06:44
11 Thibaut Pinot (Fra) FDJ 0:08:09
12 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:08:15
13 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
14 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:08:21
15 Adam Yates (GBr) Orica-Scott
16 Nairo Quintana (Col) Movistar Team
17 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:08:23
18 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
19 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice
20 Jose Herrada (Spa) Movistar Team 0:08:58
21 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott 0:09:18
22 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:09:30
23 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ
24 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac
25 Jose Rojas (Spa) Movistar Team
26 Rudy Molard (Fra) FDJ 0:09:41
27 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 0:09:56
28 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:10:41
29 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
30 Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNl-Jumbo
31 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale 0:10:58
32 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors 0:11:47
33 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale
34 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:12:08
35 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo
36 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
37 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF 0:12:41
38 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 0:13:16
39 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 0:13:41
40 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 0:13:59
41 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo
42 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
43 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
44 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
45 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:16:05
46 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo
47 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 0:17:12
48 Winner Anacona (Col) Movistar Team 0:19:26
49 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
50 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team
51 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team
52 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF
53 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo
54 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors 0:19:38
55 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 0:20:59
56 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin
57 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin
58 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 0:22:31
59 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida
60 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo
61 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale 0:23:23
62 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina
63 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team
64 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo
65 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott
66 Omar Fraile (Spa) Dimension Data
67 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina
68 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team
69 Steve Morabito (Swi) FDJ
70 Jérémy Roy (Fra) FDJ
71 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team
72 Igor Anton (Spa) Dimension Data
73 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team
74 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
75 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
76 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice
77 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo
78 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal
79 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo
80 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
81 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo
82 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 0:23:28
83 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 0:25:12
84 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
85 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 0:25:41
86 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF
87 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo 0:26:23
88 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice 0:28:11
89 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
90 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ
91 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
92 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina
93 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe
94 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
95 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice
96 Diego Rosa (Ita) Team Sky
97 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal
98 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac
99 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
100 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
101 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina
102 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac
103 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb
104 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
105 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data
106 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo
107 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
108 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
109 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice
110 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice
111 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates
112 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
113 Philip Deignan (Irl) Team Sky
114 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
115 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
116 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott
117 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team
118 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale
119 Chad Haga (USA) Team Sunweb
120 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates
121 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac
122 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team
123 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac
124 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
125 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
126 Michal Golas (Pol) Team Sky
127 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice
128 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice
129 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin
130 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo
131 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac
132 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe
133 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data
134 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
135 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo
136 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb
137 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
138 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors
139 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team
140 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors
141 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
142 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors
143 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
144 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo
145 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
146 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac
147 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice
148 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ
149 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team
150 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
151 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
152 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin
153 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac
154 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina
155 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin
156 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott
157 Svein Tuft (Can) Orica-Scott
158 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 0:29:54
159 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
160 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors
161 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo
162 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
163 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates
164 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb 0:30:25

CLASSIFICA GENERALE

1 Nairo Quintana (Col) Movistar Team 85:02:40
2 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:00:38
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:00:43
4 Thibaut Pinot (Fra) FDJ 0:00:53
5 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:01:21
6 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:01:30
7 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:02:48
8 Adam Yates (GBr) Orica-Scott 0:06:35
9 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:07:03
10 Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:07:37
11 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac 0:08:37
12 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:14:13
13 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:14:32
14 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice 0:17:38
15 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:19:15
16 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ 0:26:04
17 Mikel Landa (Spa) Team Sky 0:31:44
18 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:32:39
19 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:33:22
20 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:33:37
21 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 0:45:09
22 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team 0:50:19
23 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac 0:56:04
24 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 0:56:13
25 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:57:13
26 Winner Anacona (Col) Movistar Team 0:57:39
27 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors 1:09:59
28 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team 1:10:46
29 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates 1:20:17
30 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 1:21:19
31 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott 1:23:26
32 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:26:02
33 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin 1:26:14
34 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida 1:27:15
35 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb 1:28:04
36 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team 1:29:00
37 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 1:30:18
38 Sebastian Henao (Col) Team Sky 1:34:20
39 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 1:34:34
40 Rudy Molard (Fra) FDJ 1:38:24
41 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo 1:39:57
42 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo 1:40:41
43 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac 1:47:08
44 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team 1:53:49
45 Philip Deignan (Irl) Team Sky 1:55:26
46 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 1:57:06
47 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 1:57:16
48 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:57:24
49 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo 1:57:57
50 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice 1:58:43
51 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina 1:58:45
52 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 2:01:22
53 Jose Herrada (Spa) Movistar Team 2:02:35
54 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal 2:05:48
55 Igor Anton (Spa) Dimension Data 2:11:24
56 Steve Morabito (Swi) FDJ 2:12:47
57 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo 2:13:40
58 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb 2:15:32
59 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale 2:16:10
60 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe 2:18:38
61 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team 2:19:20
62 Diego Rosa (Ita) Team Sky 2:19:47
63 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 2:20:52
64 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 2:22:47
65 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott 2:24:29
66 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team 2:26:32
67 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 2:28:00
68 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team 2:32:30
69 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 2:33:38
70 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 2:36:53
71 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac 2:37:54
72 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 2:41:39
73 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac 2:42:45
74 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale 2:48:11
75 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 2:48:52
76 Jérémy Roy (Fra) FDJ 2:49:18
77 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo 2:49:35
78 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 2:49:47
79 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice 2:50:04
80 Chad Haga (USA) Team Sunweb 2:52:36
81 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 2:52:58
82 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ 2:54:11
83 Omar Fraile (Spa) Dimension Data 2:55:26
84 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 3:01:06
85 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac 3:02:25
86 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac 3:05:40
87 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 3:06:56
88 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team 3:08:04
89 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates 3:08:11
90 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team 3:09:36
91 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 3:10:29
92 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice 3:12:34
93 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin 3:13:56
94 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:14:07
95 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 3:17:03
96 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal 3:17:41
97 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo 3:18:11
98 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 3:18:32
99 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data 3:24:00
100 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina 3:28:24
101 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky 3:29:41
102 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 3:30:29
103 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ 3:32:34
104 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 3:32:49
105 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:34:16
106 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice 3:35:27
107 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ 3:35:49
108 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice 3:35:56
109 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data 3:36:38
110 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 3:38:02
111 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 3:39:16
112 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 3:40:39
113 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo 3:41:59
114 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:42:08
115 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb 3:42:32
116 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin 3:42:59
117 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal 3:43:09
118 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo 3:43:58
119 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 3:44:13
120 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina 3:44:32
121 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:45:33
122 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 3:45:46
123 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:46:26
124 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice 3:46:45
125 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors 3:46:46
126 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott 3:47:32
127 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott 3:50:46
128 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe 3:51:56
129 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale 3:51:57
130 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors 3:52:35
131 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 3:53:06
132 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo 3:54:01
133 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:54:29
134 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac 3:56:44
135 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates 3:56:52
136 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team 3:56:54
137 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice 4:00:10
138 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina 4:00:49
139 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal 4:01:01
140 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 4:01:59
141 Michal Golas (Pol) Team Sky 4:02:12
142 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott 4:02:18
143 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac 4:02:54
144 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin 4:04:08
145 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 4:04:59
146 Svein Tuft (Can) Orica-Scott 4:08:18
147 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors 4:13:47
148 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:19:11
149 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo 4:19:23
150 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin 4:23:10
151 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors 4:24:06
152 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates 4:24:19
153 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 4:24:25
154 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data 4:25:48
155 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF 4:26:07
156 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors 4:27:07
157 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb 4:27:32
158 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina 4:31:44
159 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 4:32:43
160 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:34:43
161 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe 4:41:19
162 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team 4:45:58
163 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice 4:50:07
164 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina 5:09:28

Mentre alla sue spalle si ridefinisce la classifica del Giro, lo spagnolo Landa vola finalmente a conquistare lagognato successo di tappa da dedicare a Scarponi (Getty Images Sport)

Mentre alla sue spalle si ridefinisce la classifica del Giro, lo spagnolo Landa vola finalmente a conquistare l'agognato successo di tappa da dedicare a Scarponi (Getty Images Sport)

SAN CANDIDO – PIANCAVALLO: AL GALOPPO SULLE TRACCE DEL PIRATA

L’ultimo arrivo in salita del Giro ricondurrà la corsa a Piancavallo, dove nel 1998 Marco Pantani vinse una frazione della corsa rosa. Se il “Pirata” riuscì a lasciare il segno al termine d’una tappa disputata al quattordicesimo giorno di gara e caratterizzata dalla sola ascesa finale, anche gli scalatori in gara quest’anno avranno eguali opportunità, accresciute dal fatto che la frazione è leggermente più impegnativa e arriva in fin di Giro, quando le energie sono oramai in declino.

Ci sono luoghi che sono fortemente incardinati al ricordo di un corridore, soprattutto se questo se ne è andato troppo presto. È successo con Coppi, è successo con Pantani e accadrà anche con Michele Scarponi, del quale rimarrà incisa negli annali, per esempio, la vittoria nell’edizione 2009 della Tirreno-Adriatico, conseguita nella tappa che terminava a Camerino e che prevedeva la salita al Sasso Tetto, che appare già predestinata a entrare nella storia del ciclismo come “Cima Scarponi”. Il campionissimo, invece, ha legato il suo nome non a un solo colle ma a tanti passi, tutti quelli che dal 1965 a oggi si sono fregiati del titolo di “Cima Coppi”, assegnato anno per anno alla salita più elevata del Giro, anche se per antonomasia questo colle è e rimarrà il Passo dello Stelvio. Pantani, invece, non ha mai avuto una salita a lui espressamente dedicata, ma solo perché ci sarebbe l’imbarazzo della scelta; potrebbe meritarsi il titolo di “Cima Pantani” il Mortirolo ma anche Oropa, Plan di Montecampione o l’Alpe di Pampeago… o, perché no, la meno blasonata ascesa verso Piancavallo, l’unica stazione invernale della provincia di Pordenone, dove il “Pirata” si impose il 30 maggio del 1998, al termine della 14a tappa del Giro che vinse, e dove la corsa rosa farà ritorno 19 anni dopo (e sembrano storie dell’altro ieri). La tappa, sulla carta, non sembra delle più “potenti”, ma il suo grafico non particolarmente estremo se riletto alla luce della frazione del 1998 appare in una diversa prospettiva. Se lo scalatore romagnolo riuscì a distanziare i più quotati avversari, anche se non di moltissimo (Tonkov e Zülle giunsero al traguardo con 13” di ritardo), al termine di una tappa che presentava la sola ascesa finale dopo un percorso totalmente pianeggiante, la stessa possibilità l’avranno gli scalatori in gara al Giro del 2017, che affronteranno l’ascesa di Piancavallo in fondo ad frazione altimetricamente più movimentata e, soprattutto, collocata non al quattordicesimo giorno di gara ma a sole 48 ore della conclusione della corsa, in un momento nel quale le energie sono in declino. Dunque, potrebbero essere ben maggiori di quei 13 secondi i distacchi che si segnaleranno al termine di una salita che, quando venne a vederla in sopralluogo nella primavera del 1998, il russo Berzin paragonò all’Alpe d’Huez. Un parallelo solo apparentemente irriverente perché le due salite presentano diversi punti di contatto: simili sono la lunghezza, la pendenza media complessiva ed anche la “struttura” della strada d’accesso, ampia e smussata da tornanti (se ne incontrano complessivamente 14), con la salita che, in entrambi i casi, si presenta impegnativa all’inizio per poi perdere pian piano mordente nella fase conclusiva fino a scomparire letteralmente nei 2000 metri conclusivi.
La penultima tappa di montagna del Giro n° 100 scatterà dall’estremità orientale dell’Alto Adige, da quella San Candido che è una località dal nome caro all’appassionato di sport e di ciclismo (come non pensare all’indimenticato Cannavò), in questo caso derivato da quello del santo patrono, al quale è dedicata la locale collegiata, considerata dagli studiosi d’arte il più importante monumento romanico della provincia di Bolzano. Partenza, dunque, in mezzo alle montagne e, in effetti, la tappa subito debutterà in salita verso i 1636 metri del Passo di Monte Croce di Comelico, tetto della tappa che si raggiungerà al termine di un’ascesa non particolarmente impegnativa (7,9 Km al 4,3%) con la quale si abbandonerà l’area dolomitica per passare nel settore delle Alpi Carniche. Attraversato in discesa il Comelico, vallata che nel 1892 fu decantata in versi da Carducci nella poesia “Cadore” (“di borgate sparso nascose tra i pini e gli abeti
tutto il verde Comelico”
), si andrà subito ad affrontare un’altra salita, ancor più pedalabile della precedente, che avrà come meta il paese di Sappada, località di sport invernali situata ai piedi del Monte Peralba, sul quale ha le sorgenti il fiume Piave, e conosciuta per essere un’isola linguista germanofona, venutasi a formare sin dall’XI secolo quando in quest’angolo del Veneto si stabilirono alcune famiglie provenienti dal paesino austriaco di Innervillgraten, che ricordiamo sede di tappa al recente Tour of the Alps, dove vi s’impose l’australiano Rohan Dennis. Sappada ha, però, legato il suo nome all’episodio che fu la chiave di volta del Giro d’Italia del 1987, rimasto nella storia come “tradimento di Sappada” perché ordito dall’irlandese Stephen Roche ai danni della maglia rosa Roberto Visentini, attaccato nel corso della tappa dal compagno di squadra e andato incontro prima a una crisi fisica e poi a un’altra di nervi, che lo portarono a tagliare il traguardo con quasi sette minuti di ritardo, mentre Roche riprendeva quelle insegne del comando che aveva dovuto cedere al suo capitano qualche giorno prima, dopo la cronoscalata di San Marino. Il “fattaccio” iniziò lungo la discesa della Forca di Monte Rest per poi concretizzarsi sull’ascesa finale di Cima Sappada, percorrendo la strada che ora i “girini” solcheranno in discesa, entrata la corsa in Friuli-Venezia Giulia, verso i Piani di Luzza, dove si trova il Centro Biathlon, secondo stadio internazionale d’Italia per la pratica di questo sport e dello sci di fondo, presso il quale si sono svolti, tra le altre manifestazioni, i mondiali di biathlon estivo nel 2003 e alcune gare delle Universiadi invernali nello stesso anno. Siamo nel comune di Forni Avoltri, il centro di villeggiatura della Val Degano del quale sono originari gli antenati di Gore Vidal, lo scrittore statunitense scomparso nel 2012 che è principalmente ricordato per aver scritto le sceneggiature di film celebri come “Ben Hur” e “Improvvisamente l’estate scorsa”.
La discesa terminerà alle porte di Ovaro, il piccolo paesino il cui nome è particolarmente “temuto” dai partecipanti ai Giri d’Italia (ma non sarà il caso di questa edizione) perché è da questo centro – nel cui territorio si trova il principale edificio religioso della valle, la pieve di Gorto – che ha inizio il ripidissimo versante ovest del Monte Zoncolan, affrontato in quattro occasioni alla corsa rosa e che è già nelle “trame” che sta ordendo Enzo Cainero, disegnatore delle frazioni friulane del Giro, il quale vorrebbe riproporlo agli organizzatori nel 2018, stavolta abbinandolo all’inedito e non meno impegnativo versante che sale da Priola. Stavolta nessun sesto grado attenderà i “girini” che continueranno dolcemente a “scivolare” in direzione di Villa Santina – qui, in frazione Invillino, si trova un’altra interessante pieve, dedicata a Santa Maria Maddalena – dove il percorso della 19a frazione giungerà nella valle del principale fiume friulano, il Tagliamento, le cui sorgenti si trovano presso il non lontano Passo della Mauria, altro storico valico della corsa rosa, che è stato Gran Premio della Montagna in 14 occasioni e qui ci limitiamo a ricordare i passaggi in vetta degli eterni rivali Coppi e Bartali, rispettivamente nel 1946 e nel 1947. Non sarà questa la prossima salita che dovranno affrontare i corridori che, percorsi una decina di chilometri di pianura e attraversato il centro di Tolmezzo, si dirigeranno verso i 955 metri della Sella Chianzutan (11,8 Km al 6,1%), sfiorando a inizio ascesa il lago artificiale di Verzegnis, bacino creato nel 1957 dalla SADE, la società elettrica privata nota per aver progettato la diga del Vajont. Nel corso della successiva discesa si percorrerà la stretta ma spettacolare Val d’Arzino, che prende il nome dal torrente che l’attraversa e che si restringe ulteriormente nel tratto denominato “canale di San Francesco”, all’uscita dal quale si tornerà alla “luce” della pianura che accompagnerà i corridori nei seguenti 40 Km, sino ai piedi dell’ascesa finale. All’inizio di questo tratto si toccherà il centro di Pinzano – non distante dal ponte sul Tagliamento che alla fine degli anni ’60 prese il posto di un precedente manufatto travolto da una piena e che a sua volta aveva sostituito quello fatto saltare dagli alpini nel tentativo di fermare gli austriaci durante la disastrosa battaglia di Caporetto – poi si giungerà a Sequals, il paese del celebre pugile Primo Carnera, che qui nacque il 25 ottobre del 1906 e che vi morì il 29 giugno del 1967 – altro anniversario da ricordare nell’anno del centesimo Giro, trascorsi esattamente 50 anni – circa un mese dopo il suo definitivo rientro in patria dagli Stati Uniti, dei quali era divenuto cittadino dieci anni prima, desideroso di trascorrere i suoi ultimi giorni di vita, gravemente malato di cirrosi epatica, nella sua terra natale.
Fattosi più filante il percorso giungerà sulle strade di Maniago – la “città del coltello” per via delle numerose coltellerie artigiane che vi sono presenti sin dal medioevo – nel cui territorio sarà nel 1971 costituito il comune di Vajont, uno dei più piccoli d’Italia, creato per ospitare gli abitanti di Erto e Casso, sfollato in seguito all’inondazione provocata dalla frana precipitata dal Monte Toc nel sottostante lago. Qui, all’interno di un parco, è esposto un moncone della diga fittizia che fu realizzato nel 2001 quando fu girato l’omonimo film dedicato al quei tragici fatti. Compiuto un lungo “traversone” in direzione ovest, il tracciato della tappa cambierà bruscamente direzione dopo il passaggio da Montereale Valcellina, centro situato nel luogo dove “sfocia” nella pianura friulana la valle del torrente Cellina, non lontano dallo spettacolare orrido che dal 1906 al 1992, l’anno della dismissione da parte dell’ANAS, era percorribile in auto lungo un’impressione strada letteralmente scavata in trincea nella roccia. A questo punto la corsa virerà verso sud, correndo in quest’ultimo tratto di pianura rasente le pendici del Monte Cavallo e toccando la località di Malnisio, presso la quale si trova l’ex centrale “Antonio Pitter”, oggi convertita in museo scientifico e che ebbe l’onore d’esser stata la prima a illuminare Piazza San Marco a Venezia: è l’occasione ideale per far memoria anche della più bizzarra tappa partorita dal genio di Vincenzo Torriani che, dopo averci provato una priva volta nel 1963 senza riuscirvi, nel 1978 ottenne di far terminare una tappa a cronometro del Giro nel cuore della città lagunare, frazione che sarà vinta da Giuseppe Saronni.
Una breve e dolce discesina porrà, infine, termine alla lunga attesa dell’ascesa finale, planando verso il centro di Aviano, principalmente conosciuto per la presenza di una base aerea di proprietà dell’Aeronautica Militare, utilizzata come struttura d’appoggio dalla NATO. Ma ora a decollare verso il cielo saranno solo i “caccia” a pedali, pronti a ricalcare le rotte che, un caldo pomeriggio di quasi vent’anni fa, furono vittoriosamente solcate dal Pirata di Cesenatico.

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Passo di Monte Croce di Comelico (1636 metri). E’ attraversato dalla SS 52 “Carnica”, tra i centri di Sesto e Comelico Superiore. Chiamato in tedesco Kreuzbergpass, vi transita anche il confine tra il Trentino-Alto Adige e il Veneto e quello tra le Dolomiti e le Alpi Carniche. Il Giro d’Italia l’ha finora scalato sei volte: conquistatori di questa cima sono stati Fausto Coppi nel 1948 (tappa Auronzo di Cadore – Cortina d’Ampezzo, vinta proprio dal “campionissimo”), il belga Martin Van Den Bossche nel 1970 (Rocca Pietore – Dobbiaco, Michele Dancelli), il britannico Robert Millar nel 1987 (Sappada – Canazei, Johan van der Velde), lo spagnolo Jon Unzaga nel 1990 (Velden – Dobbiaco, Eric Boyer), Fortunato Baliani nel 2007 (Lienz – Monte Zoncolan, Gilberto Simoni) e Gianluca Brambilla nel 2011 (Lienz – Monte Zoncolan, Igor Antón)

Valico di Cima Sappada (1276 metri). Erbosa sella spartiacque tra le valli del Piave e del Torrente Degano, vi transita la SS 355 “di Val Degano” che mette in comunicazione Sappada con Forni Avoltri. Il confine regionale passa alcune centinaia di metri sotto il passo, sul quale sorge la località di sport invernali di Cima Sappada, la più orientale del Veneto. Sull’atlante stradale del TCI è quotato 1286 metri, sulle cartine del Giro 2017 1296 metri. Il Giro l’ha affrontato due volte come GPM, la prima nel citato precedente del “tradimento di Sappada” del 1987 (tappa Lido di Jesolo – Sappada, vinta dall’olandese Johan van der Velde che transitò per primo anche in vetta alla salita) e la seconda nel 1990 nel corso della tappa Velden-Dobbiaco vinta da Boyer (primo a Cima Sappada Bruno Leali). Quest’anno la salita sarà semplicemente valida come traguardo volante, come avvenne anche nella tappa dello Zoncolan del 2011, quando lo sprint di Sappada fu vinto da Paolo Bettini.

Sella Chianzutan (954 metri). Valico prativo aperto tra i monti Piombada e Verzegnis, vi transita la SP 1 tra Verzegnis e la località Pozzis. Quotata 955 sulle cartine ufficiali del Giro 2017, è stato affrontato nel 2010 durante la tappa partita da Mestre e terminata sullo Zoncolan con il successo di Ivan Basso: a tagliare per primo la linea d’arrivo del GPM della Sella Chianzutan fu il francese Ludovic Turpin

Sella Pian del Cavallo (1277 metri). Vi sorge la stazione di sport invernali di Piancavallo, sede dell’arrivo.

RINGRAZIAMENTI

Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

La collegiata di San Candido e sullo sfondo le Dolomiti, che oggi il Giro saluterà

Passo di Monte Croce di Comelico

La cappella dedicata a Sant’Antonio in Borgata Bach a Sappada; è l’edificio di culto più antico del centro veneto

Lo stadio del biathlon ai Piani di Luzza di Forni Avoltri

Ovaro, Pieve di Gorto

Invillino (Villa Santina), Pieve di Santa Maria Maddalena

Lago di Verzegnis

La villa di Primo Carnera a Sequals, oggi sede di un museo dedicato al celebre pugile


La diga del Vajont come apparte nell’omonimo film del 2001 e un moncone della diga che fu costruita appositamente per le riprese, esposto in un parco del comune pordenonese di Vajont (www.davinotti.com)

Un tratto della dismessa strada che attraversava l’orrido della Valcellina

L’ex centrale di Malnisio

La base NATO di Aviano e, sullo sfondo, le montagne sulle quale sorge Piancavallo

Il massiccio del Monte Cavallo e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2017 (Google Street View)

Il massiccio del Monte Cavallo e, in trasparenza, l’altimetria della diciannovesima tappa del Giro 2017 (Google Street View)