100 E ANCOR PIÙ 100: OBIETTIVO ORTISEI

Ne abbiamo modificato il titolo in occasione della centesima edizione del Giro, trasformando in una frase beneaugurante il tenebroso adagio medioevale “mille e non più mille”, ma i contenuti della rubrica saranno quelli soliti dell’Almanacco del dopo tappa made in ilciclismo.it che aveva accompagnato le cronache delle scorse edizione. All’interno ritroverete la rassegna stampa internazionale, il punto di vista dei tifosi, la colonna sonora del giorno (quest’anno raddoppiata), le previsioni del tempo per la tappa successiva, le “perle” dei telecronisti in una rubrica dal titolo rinnovato, il Giro d’Italia rivisto alla “rovescia” e il ricordo di un Giro passato (nell’anno del centesimo Giro abbiamo scelto di riportarvi indietro nel tempo fino al 1967, l’anno della 50a edizione).

GIRO D’ITALIA, GIRO DEL MONDO

Italia

Nibali, bordate su Dumoulin: “Non sia così spavaldo! Oggi è stato fortunato…” – Dumoulin rosa al veleno “Nibali e Nairo alleati? Bello se perdono il podio” – Il tappone a Van Garderen! E Dumoulin non lascia niente – Pinot, perché hai aspettato? Nairo-Nibali, così non va – Quintana: “Provato in ogni modo, oggi era impossibile staccarlo” – Domani nuovo attacco a Dumoulin sulla salita di Piancavallo (Gazzetta dello Sport)

Giro d’Italia, Van Garderen vince il «tappone» di Ortisei Dumoulin resta in rosa (Corriere della Sera)

Colombia

Nairo lo intentó, pero no pudo; Dumoulin, fuerte, defendió el liderato – ‘Lo intentaré hasta que reviente Dumoulin o lo haga yo’: Nairo – ‘Me sentí bien cuando me atacaron’: Dumoulin – ‘Dumoulin está muy fuerte’: Anacona – Róbinson López, el agricultor que le sigue los pasos a Nairo Quintana (El Tiempo)

Tras la etapa 18 del Giro, Nairo no se sacó diferencias con Dumoulin y sigue a 31 – Dumoulin: “Me gustaría que Nairo y Nibali pierdan el podio” (El Espectador)

Paesi Bassi

IJzersterke Dumoulin pareert alle aanvallen – ‘Quintana, waarom reed je niet?’ – ‘Hoop dat ze plek podium verliezen’ – Nibali: ‘Dumoulin kan gaan betalen’ – Dumoulin ook niet blij met Kruijswijk en Mollema – Dumoulin vreest ‘veldslag’ – ‘Quintana wil vandaag roze van Dumoulin afpakken’ – Breukink: ‘De moeilijkste rit voor Dumoulin’ (De Telegraaf)

IJzersterke Dumoulin zet grote stap richting Giro-zege IJzersterke Dumoulin zet grote stap richting Giro-zege(Algemeen Dagblad)

Dumoulin behoudt roze trui, Van Garderen wint loodzware Dolomieten-etappe – Dumoulin: ‘vreemde tactiek’ van Quintana en Nibali (de Volkskrant)

Svizzera

Van Garderen remporte la 18e étape (24 Heures)

Dumoulin auch in den Dolomiten unantastbar (Neue Zürcher Zeitung)

Austria

Dumoulin behält in den Dolomiten die Giro-Führung (Kronen Zeitung)

Slovenia

Giro: Dumoulin obdržal vodstvo, Polanc zaostal, Van Garderenu 18. etapa (Delo)

Francia

Pinot se rapproche du podium – Pinot: «J’échoue de peu pour la victoire» – Pinot: «Mon objectif, c’est le podium» – Nibali: «Dumoulin fait un peu le fanfaron» (L’Equipe)

Giro: Dumoulin se rapproche de la victoire, Pinot se rapproche du podium (Le Figaro)

Spagna

Otro palo de Landa y Dumoulin controla a Nairo y a Nibali (AS)

Landa se vuelve a quedar con la miel en los labios – Dumoulin resiste los ataques de Nairo(Marca)

“Quintana y Movistar no han estado a la altura del líder” (El Mundo Deportivo)

Belgio

Dumoulin pareert alle aanvallen in Giro, Van Garderen wint lastige etappe – Zware rel in Giro tussen toppers Dumoulin, Quintana en Nibali: “Hier zal hij voor boeten” (Het Nieuwsblad)

Giro: Nibali met en garde Dumoulin – Giro: Tejay Van Garderen s’adjuge la 18e étape, Dumoulin garde son maillot rose (La Dernière Heure/Les Sports)

Lussemburgo

Van Garderen s’impose, Jungels perd son maillot blanc (Luxemburger Wort)

Jungels verliert das Weiße Trikot (Tageblatt)

Germania

Gesamtsieg für Dumoulin immer wahrscheinlicher (Berliner Zeitung)

Russia

Американец Ван Гардерен выиграл 16-й этап «Джиро д’Италия», Закарин – шестой (Sovetsky Sport)

Stati Uniti

Cycling: Dumoulin Fends Off Quintana to Keep Giro Lead (The New York Times)

Costa Rica

Andrey Amador mostró su potencial; el líder Tom Dumoulin se defiende como un titán en la montaña (La Nación)

BOX POPULI

Ogni giorno qui troverete i commenti degli appassionati di ciclismo, gente che le corse non le segue solo davanti alla tv, ma le vive sia andando ad applaudire i campioni lungo le strade, sia ricalcando le stesse rotte e sudando in sella ad una bici.

PRIMA DELLA TAPPA

Mauro Facoltosi: Previsioni sul tappone?

Nebe1980: Davvero difficile fare previsioni poiché gli ultimi 30 Km sono molto strani con megadiscesone e salita facile nel finale. In teoria dovrebbe risolversi la cosa nei 3 Km finali della salita di Pontives Ortisei (gli unici duri) ma la situazione nn lo permette perché Dumoulin ha la crono finale dalla sua e quindi ad esempio Nibali che è a un minuto ne dovrebbe guadagnare almeno 2 e mezzo/3 entro domenica per poter stare tranquillo e lo stesso discorso vale per Quintana anche se Domenica i distacchi a crono potrebbero essere più risicati (ma appunto potrebbero)
Tuttavia questa tappa è per certi aspetti (Chilometraggio e facile salita finale) simile a quella di Formigal della Vuelta 2016 e tutti sappiamo come è andata a finire. Quintana vinse lì la Vuelta ma solo grazie all’attacco organizzato da Contador ed alla ingenuità di Froome. Oggi il Contador di turno potrebbe essere Nibali che pare in grado di superare Quintana a crono domenica però non è detto che Dumoulin si lasci infinocchiare come Froome… staremo a vedere

Salitepuntocià: Nessun tappone oggi, potrebbe assomigliare a qualche tappa appenninica di qualsiasi giro, visto le pendenze dolcissime, cambia solo lo scenario… Per dirla tutta, se c’era ancora Saronni, avrei previsto la sua vittoria in volata su un gruppetto.

DURANTE LA TAPPA

Mauro Facoltosi: Fuga in corso, non ci sono state azioni nel gruppo dei migliori ma a 6 Km dal Pordoi Dumoulin è già rimasto senza compagni di squadra al suo fianco

Salitepuntocià: ah, anche succedesse qualcosa, non è certo per il percorso, cha fa schifo comunque. Una volta Aru vinse la Vuelta su una tappa simile (un po’ piu selettiva ma di poco) sulla Sierra navacerrada… direte, … certo, ma restava pur sempre una tappa del cavolo pure quella, ma perlomeno dopo una Vuelta fra le piu dure di sempre. Quindi a prescindere da chi vincerà il giro, è un percorso sbilanciato per cronoman che si difendono in salita, con le bici di oggi e le preparazioni atletiche di oggi, anche Moser poteva ambire a vincerlo, sto Giro è facile per quello si è internazionalizzato

Mauro Facoltosi: Mi correggo: con Dumoulin è rimasto il solo Ten Dam

Nebe1980: All’attacco del falzarego ci sono di nuovo diversi compagni di Dumoulin perchè, andata via la fuga con tanta gente, il gruppo ha inopinatamente rallentato

Mauro Facoltosi: A 4 Km dal Valparola Dumoulin è rimasto ancora con il solo Ten Dam.

Nebe1980: Se Nibali e Quintana attaccano sulla salita finale hanno perduto il giro salvo episodi come quello di Bormio. Non si può aspettare che vengano le crisi agli altri, le crisi vanno provocate a suon di attacchi. Certo il percorso non aiuta ma il tracciato è quello e si deve sfruttare ciò che c’è. Nella tappa di Formigal l’attacco era già strapartito

MirkoBL: Oggi a me Dumoulin è sembrato il più forte, gli altri non ne hanno. Tra l’altro è stato anche molto intelligente: ora sa che agli scatti di Quintana e Nibali reagiranno anche Pinot, Zakarin e Pozzovivo. Bella classifica, comunque: 6 atleti in 2 minuti a giocarsi il Giro in 3 tappe.

Nebe1980: Bisogna dire che mancano le salite pendenti. Dall’epoca di Pantani in poi c’era sempre qualche salita come Fedaia o Mortirolo nella terza settimana mentre quest’anno la salita più dura era la Maielletta (Blockhaus). Su salite come quelle di oggi il passista va a nozze. Dovevano fare Pordoi Falzarego Giau Fedaia e Sella, sempre 5 salite sempre tappa breve e sempre Moena Ortisei. Pantani disse nel 98 “a cronometro si fanno i distacchi, si fanno anche in salita ma non ci sono le salite che ci vorrebbero per dar fastidio a questi uomini” In quel caso bagliò perchè c’era il Fedaia che infatti mise in croce Zulle che per cercare di limitare i danni crollò sul Sella e poi usci di classifica sul Goletto di Cadino. Dumoulin ricorda molto Indurain e anc’egli pativa le super pendenze, nel 94 reagì bene sul Mortirolo ma poi sul Santa Cristina pagò un conto salatissimo. Ovviamente le salite dure van messe non come arrivo altrimenti si rischia lo scattino a 800 metri o situazioni tipo Zoncolan 2014. Vero che Dumoulin non pesa 80 Kg come Indurain però certamente le pendenze forti le soffre come si è visto al blockhaus, occasione in cui è stato bravissimo ma da Quintana ha perso. A Oropa invece lo ha addirittura staccato.
Speriamo che gli organizzatori capiscano che con queste salite nn si possono mettere 70 Km a crono. Se metti tante salite dure allora puoi mettere anche 90 Km a crono per bilanciare ma così dovevano fare come il Tour de France e mettere una trentina di Km massimo a crono

DISCOGIRO: la colonna sonora della tappa del Giro scelta per voi da ilciclismo.it

Dedicata a Dumoulin, a Pinot (unico tra i big a guadagnare oggi) e gli 80° anni delle Dolomiti al Giro

“La vie en rose” (Edith Piaf)

DISCOGIRO 100

In occasione del 100° Giro abbiamo selezionato alcune canzoni da abbinare a momenti storici della Corsa Rosa

5 giugno 1994 – La consacrazione di Pantani sul Mortirolo nella Merano-Aprica

“Un’emozione per sempre” (Eros Ramazzotti)

a cura di DJ Jorgens

METEO GIRO
Le previsioni si riferiscono agli orari di partenza, passaggio e arrivo della tappa del giorno dopo

San Candido / Innichen: cielo sereno, 19.8°C, vento debole da NNE (8-12 Km/h), umidità al 42%
Sappada (TV – 47.3 Km): cielo sereno, 16.7°C, vento debole da E (4 Km/h), umidità al 47%
Ovaro (74.3 Km) : cielo sereno, 21.6°C, vento debole da SSE (4 Km/h), umidità al 47%
Anduins (128 Km) : cielo sereno, 23.3°C, vento debole da S (5 Km/h), umidità al 47%
Maniago (TV – 156.3 Km) : cielo sereno, 22.9°C, vento debole da SSW (6 Km/h), umidità al 49%
Piancavallo: cielo sereno, 17.5°C, vento debole da SSE (4-6 Km/h), umidità al 53%

L’ANGOLO DI SILVIOLO E PANCANOLO

Gli strafalcioni dei giornalisti al seguito della corsa rosa

Martinello: “Il gruppio allungatissimo”
Martinello: “Con sorprendentemente”
Pancani: “Ten Dem” (Ten Dam)
Saligari: “Il gruppo della maglia rosa tirata da Giovanni Visconti”
Pancani: “Siamo entrati negli ultimi 40 secondi”
Martinello: “Vediamo questo ralenty della giuria” (regia)
Martinello: “Sta cercando di pescare nelle ultime gocce di energia”
De Stefano: “Come la possiamo disegnare questo finale?”
De Stefano: “Sarà la tappa l’argomento della nostra trasmissione” (e certo… di che volevate parlare al “Processo alla tappa”?
De Luca: “Ha dato gli ultimi 50 metri, veramente stoico”
Salvo Aiello (Eurosport): “Philippe Rolland” (Pierre Rolland)
Grafica in sovrarimpressione: “Monte Civitta” (Civetta)
Procyclingstats: “Ortisei/St. Urlich” (Ortisei/St. Ulrich)

e se vi stesse chiedendo il perchè del titolo…

dalla telecronaca della tappa dell’Alpe di Siusi (Giro 2016)

Pancani: “Silviolo”
Martinello: “Dimmi Pancanolo”

IL GIRO DI GOMEZ
In questa rubrica vi faremo rileggere i piani alti della classica, come li avrebbe visti Gomez Addams nelle sue letture del giornale in “verticale”… vale a dire le classifiche giornaliere viste al contrario, dal punto di vista della maglia nera!

Ordine d’arrivo della diciottesima tappa, Moena – Ortisei/St. Ulrich

1° Zhandos Bizhigitov
2° Matteo Busato s.t.
3° Ariel Maximiliano Richeze s.t.
4° Roberto Ferrari s.t.
5° Viacheslav Kuznetsov s.t.

Classifica generale

1° Giuseppe Fonzi
2° Ilia Koshevoy a 16′17″
3° Zhandos Bizhigitov a 18′42″
4° Marcin Bialoblocki a 19′21″
5° Lorenzo Rota a 21′57″

IL GIRO DI MEZZA ETÀ
Quest’anno la corsa rosa taglia il traguardo della centesima edizione, in un clima di festa certamente non secondo a quello con il quale nel 1967 si celebreva il 50° Giro d’Italia con la prima delle tre vittorie di Felice Gimondi. Noi di ilciclismo.it ricorderemo quell’edizione tutti i giorni, proponendovi la rassegna stampa dell’epoca, con i titoli del quotidiano “La Stampa”

7 GIUGNO 1967 – 18° TAPPA: VICENZA – UDINE (167 Km)

DA OGGI IL GIRO AFFRONTA LE DOLOMITI – A UDINE CADONO QUATTRO CORRIDORI: ZANDEGÙ VINCE, CLASSIFICA INVARIATA

Il traguardo alle Tre Cime di Lavaredo, quota 2320 – Emozioni nel finale dopo 167 Km di percorso
Planckaert, Armani, Mealli e Fantinato rotolano a terra a 200 metri dal traguardo – Nessun danno grave – Nella confusione Zandegù trova il varco per piazzare lo spunto decisivo – Balmamion aveva movimentato la tappa – Anquetil e gli assi italiani si erano impegnati nell’inseguimento – Il veneto Schiavon difende la maglia rosa sulle strade di casa – Una difficile impresa – Entrano in azione gli scalatori – Pericolo di valanghe per il Giro allo Stelvio

Lo scenario delle Dolomiti questanno se sovrapposto a quello del ricordo delle gesta di Michele Scarponi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Lo scenario delle Dolomiti quest'anno se sovrapposto a quello del ricordo delle gesta di Michele Scarponi (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

ARCHIVIO
Cliccare sul nome della tappa per visualizzare l’articolo

Raduno di partenza Alghero
1a tappa: Alghero – Olbia
2a tappa: Olbia – Tortolì
3a tappa: Tortolì – Cagliari
4a tappa: Cefalù – Etna
5a tappa: Pedara – Messina
6a tappa: Reggio Calabria – Terme Luigiane
7a tappa: Castrovillari – Alberobello
8a tappa: Molfetta – Peschici
9a tappa: Montenero di Bisaccia – Blockhaus
10a tappa: Foligno – Montefalco (cronometro individuale)
11a tappa: Firenze (Ponte a Ema) – Bagno di Romagna
12a tappa: Forlì – Reggio Emilia
13a tappa: Reggio Emilia – Tortona
14a tappa: Castellania – Oropa
15a tappa: Valdengo – Bergamo
16a tappa: Rovetta – Bormio
17a tappa: Tirano – Canazei

TOH CHI SI RIVEDE… UNO YANKEE A ORTISEI. IN GENERALE IL PIATTO PIANGE.

L’ottimo Mikel Landa, ancora protagonista sulle salite e sempre più in azzurro, manca una seconda volta un successo che avrebbe meritato. Non riesce a levarsi di ruota Van Garderen e in volata non c’è storia. Attendismo esasperato in generale, timidissimi gli allunghi di Quintana e Nibali che, insieme a Dumoulin nel finale, perdono molto dagli altri inquilini della top ten.

La speranza è che la situazione andata in scena oggi induca gli organizzatori ad invertire la tendenza che vede negli ultimi anni dei percorsi che non offrono più nella terza settimana le tappe adatte a mettere in difficoltà i passisti.
Nel 1998 Marco Pantani dopo la cronometro di Trieste aveva sottolineato come, nel ciclismo moderno, contro iil tempo si fanno grandi distacchi e che, per fare gli stessi distacchi in montagna, ci vorrebbero le salite adatte per dar fastidio a questi uomini. E’ esattamente ciò che è mancato in questo Giro d’Italia che comunque riserva ancora un paio di tappe di montagna, comunque meno dure di quella affrontata martedì. Già si era osservato che il finale di questo Giro non convinceva e che, con queste salite, i quasi 70 km contro il tempo sbilanciavano il tracciato nettamente a favore del grande passista, ma a questa considerazione va aggiunta anche quella che è sotto gli occhi di tutti, ovvero che – eccetto Bormio – mancavano veri tapponi lunghi con tante montagne dure.
L’unica salita da scalatori veri era quella verso il traguardo abruzzese sulla Majella ed infatti, in quella tappa lo scalatore puro è riuscito a levarsi di ruota tutti gli altri, anche se Dumoulin si è difeso molto bene. Purtroppo, in questa terza settimana, che è quella in cui viene fuori il fondo ed in cui ci sono le tappe con molte salite, mancavano le ascese con quelle pendenze che non danno vantaggio nello stare a ruota e che mettono più in difficoltà i passisti. Eppure oggi la possibilità di inserire salite come la Marmolada o il Giau c’erano tutte, anche mantenendo il chilometraggio simile e lasciando invariate località di partenza ed arrivo. Si sono, invece, preferite salite nelle quali a ruota si sta molto bene e per fare la differenza bisogna averne molto di più degli altri. Dumoulin certamente ne aveva quanto e più degli avversari, tuttavia, dalla sua ha avuto la fortuna di non dover attaccare in alcun modo.
Nel finale, addirittura imbarazzante la situazione con Nibali e Quintana che lasciano andare Pozzovivo, Pinot, Zakarin, Kruijswick e Mollema, che in tutto il Giro non erano mai apparsi all’altezza di coloro che attualmente occupano i tre gradini del podio delle generale.
La stessa maglia rosa si è sorpresa del fatto che nessuno abbia seguito un uomo pericoloso per il podio come Thibaut Pinot. Nella fase finale i tre di testa sono andati davvero piano, poiché Pozzovivo e Pinot sono andati via al GPM, ovvero quando la salita vera era finita e stava iniziando il falsopiano al 2%. E’ sembrato di rivedere la tappa del 1994 che terminava a Les Duex Alpes, quando Berzin, Indurain e Pantani si punzecchiavano con scattini brevi e poi si fermavano. In quell’occasione, però, Pantani aveva tentato un attacco dalla prima salita, mentre oggi veri attacchi nessuno li ha fatti. Quando Dumoulin ha accelerato nel finale, Quintana e Nibali gli sono andati subito dietro ed è pertanto ragionevole pensare che ne avessero per seguire Pinot e Pozzovivo o, comunque, per impedire che prendessero addirittura un minuto di vantaggio.
La tappa si è infiammata subito dopo la partenza da Moena, come era lecito aspettarsi, visto il ridotto chilometraggio. I primi a portarsi in avanscoperta sono stati Diego Rosa (Sky), Manuele Boaro (Bahrain – Merida), Natnael Berhane (Dimension Data) e Joey Rosskopf (BMC).
Nel gruppo continua ad esserci inquietudine, ma i successivi tentativi di andar via non hanno buon esito. Lungo la salita verso il mitico Passo Pordoi, invece, attaccano uomini di un certo peso. Il plotone di contrattaccanti vede al proprio interno Kanstantsin Siutsou (Bahrain-Merida), Dario Cataldo (Astana), Tejay Van Garderen (BMC), Pierre Rolland, Joe Dombrowski, Davide Villella (Cannondale-Drapac), Jan Hirt (CCC Sprandi Polkowice), Alexander Foliforov (Gazprom-Rusvelo), Andrey Amador, Winner Anacona (Movistar), Ruben Plaza (Orica-Scott), Omar Fraile (Dimension Data), Mikel Landa, Philip Deignan (Team Sky), Mads Pedersen e Jasper Stuyven (Trek-Segafredo). Naturalmente Landa è uno dei maggiori indiziati per la vittoria di tappa, dato che questo è diventato il suo obbiettivo dopo l’uscita dalla classifica generale, e si trova con due compagni di squadra di lusso come Rosa e Deignan nelle fuga. La maglia azzurra è certamente prestigiosa ma non era quello il fine dello scalatore basco. Intanto il vantaggio del gruppo di testa, composto dai fuggitivi della prima ora e dai contrattaccanti successivamente riportatisi sui primi, si stabilizza intorno a due minuti. In gruppo, invece, sono gli uomini di Adam Yates a fare una andatura elevata che provoca una selezione sensibile in gruppo che già al GPM si presenta estremamente ridotto.
Polanc, che ieri con la sua lunga fuga aveva guadagnato diversi minuti in classifica generale, paga lo sforzo e si stacca. Il ritmo elevato degli Orica non erode, però, il vantaggio dei battistrada, grazie all’ottimo lavoro di Diego Rosa che impone, anche nel gruppo di testa, una velocità considerevole.
La musica non cambia sulla salita verso il Passo Gardena, mentre davanti il ritmo di Rosa riduce il drappello dei battistrada, nel quale rimangono oltre a Diego Rosa i soli Plaza, Van Garderen, Anacona, Dombrowski, Berhane, Hirt, Villella e Landa. Nel gruppo maglia rosa si stacca la maglia bianca Bob Jungels, che arriverà al traguardo con un ritardo vicino ai 4 minuti, un passivo tutto sommato contenuto se si pensa che il lussemburghese ha mollato le ruote del gruppo a 60 Km dalla conclusione.
A 53 chilometri dall’arrivo si ha un sussulto con uno scatto di Nairo Quintana, che ha due compagni da prendere lungo la strada e ciò fa pensare che egli sia intenzionato a sferrare un attacco da lontano. In effetti, Quintana riprende quasi subito Amador, che però non sembra in grande spolvero anche perché aveva speso energie in fuga. La Movistar ha quindi commesso lo stesso errore di Bormio, anche se in proporzioni molto minori, in quanto nella tappa dello Stelvio c’era stata anche una grande indecisione che aveva portato ad un dispendio di energie ancora maggiore. Poco dopo anche Nibali esce dal gruppo maglia rosa, ma Dumoulin, rimasto senza compagni di squadra, con la solita tattica della regolarità a lui congeniale riesce a riportarsi sugli avversari che, a dirla tutta, non proseguono a testa bassa nell’azione, come ci si sarebbe potuti aspettare da uomini cui certamente un posto diverso dal primo sta senza dubbio stretto. In ogni caso, questa mini bagarre provoca l’ulteriore assottigliarsi del gruppo maglia rosa che, al GPM, vede in seno ad esso Plaza e Adam Yates (ORICA – Scott), Winner Anacona, Andrej Amador, Nairo Quintana, Kanstantin Siutsou, Vincenzo Nibali, Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale), Bauke Mollema (Trek – Segafredo), Steven Kruijswijk (Lotto NL – Jumbo), Ilnur Zakarin (Katusha – Alpecin), Tom Dumoulin, Dario Cataldo, Thibaut Pinot e Sebastien Reichenbach (FDJ).
Gli allunghi sul Gardena provocano l’estemporanea erosione del vantaggio della fuga che, proprio quando si pensava fosse sul punto di capitolare, ritrova invece nuova linfa grazie al generale rallentamento che segue al ricongiungimento di Tom Dumoulin con coloro che avevano provato il timido attacco.
Sulla salita verso Pontives, nel gruppo di testa, Landa e Van Gardereen salutano gli altri reduci della fuga e se ne vanno da soli mentre, nel gruppo di testa, sono i Movistar a fare l’andatura. Essa non è particolarmente elevata e questo costituisce un ulteriore vantaggio per Dumoulin, che può dormire sonni tranquilli anche in tema di risparmio energetico, specialmente perché le pendenze sono di quelle che permettono a chi sta a ruota di salire con notevole comodità. Il ritmo del gruppetto magliaro rosa è talmente blando che davanti restano con un minuto di vantaggio e, dietro, Anacona, riesce a prenderere qualche metro semplicemente aumentano un po’ il ritmo. E’ il preludio al secondo tentativo di allungo di Quintana, anch’esso molto timido, ma il colombianonon prosegue nell’azione. Stessa cosa dicasi per Nibali che prova anche lui un allungo senza poi proseguire nello sforzo, desistendo non appena la maglia rosa si dimostra pimpante nel rispondere. Un paio di volte sembra anche che sia lo stesso capoclassifica ad attaccare, ma si tratta solo di accenni per dimostrare agli avversari di avere le gambe per rispondere ad eventuali ulteriori sollecitazioni. Tali sollecitazioni, però, non arrivano del secondo e dal terzo in generale, bensì dai componenti della top ten, tra i quali il primo a prendere l’iniziativa è l’ottimo Domenico Pozzovivo che se va in prossimità del GPM, portandosi dietro il transalpino Thibaut Pinot, mentre dietro si guardano in faccia con l’andatura che cala di molto. Mentre Pozzovivo e Pinot guadagnano a ritmo vertiginoso, partono pure Zakarin, Kruijswick e Mollema, che lasciano i tre primi della generale a punzecchiarsi, con Dumoulin che, con gesti plateali, invita Nibali e Quintana a mettersi davanti. Mentre il siciliano fa orecchie da mercante, Quintana risponde alla maglia rosa scuotendo palesemente il capo.
In testa alla corsa sono Landa e Van Gardereen che vanno a giocarsi la vittoria, ma in volata non c’è storia e l’americano vince abbastanza agevolmente, mentre Landa deve nuovamente accontentarsi del secondo posto dopo una tappa corsa tutta all’attacco, anche con la squadra.
Sotto lo striscione d’arrivo Pinot e Pozzovivo guadagnano quasi un minuto nel confronto del terzetto dei migliori, ma anche Zakarin, Kruijswick e Mollema riducono un pochino il ritardo. Ora Pinot è a 24 secondi da Nibali, mentre Zakarin accusa 46 secondi di passivo dal siciliano.
Domani, la tappa di Piancavallo è ancora una volta una frazione non difficilissima, anche se la salita finale, nella prima parte, presenta pendenze cattive ed arrivando dopo due tapponi potrebbe riservare sorprese.
Certamente, da parte di chi vuol vincere il Giro, dovranno esserci attacchi più decisi.
Si spera di non rivedere, negli ultimi due chilometri in falsopiano, uno spettacolo simile a quello vissuto negli ultimi quattro chilometri della tappa odierna che, per pendenze, assomigliano pericolosamente agli ultimi due chilometri della salita friulana.

Benedetto Ciccarone

ORDINE D’ARRIVO

1 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team 3:54:04
2 Mikel Landa (Spa) Team Sky
3 Thibaut Pinot (Fra) FDJ 0:00:08
4 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
5 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice 0:00:11
6 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:00:24
7 Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:00:34
8 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
9 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 0:01:06
10 Nairo Quintana (Col) Movistar Team
11 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
12 Adam Yates (GBr) Orica-Scott 0:01:12
13 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ
14 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:01:48
15 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac
16 Winner Anacona (Col) Movistar Team 0:02:20
17 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac
18 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:03:06
19 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:03:55
20 Andrey Amador (CRc) Movistar Team
21 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida 0:04:28
22 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data
23 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac 0:04:48
24 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:05:06
25 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe
26 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin 0:05:44
27 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:06:57
28 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo
29 Diego Rosa (Ita) Team Sky
30 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo
31 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 0:07:40
32 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida
33 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 0:08:44
34 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott
35 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac 0:09:23
36 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 0:10:16
37 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team 0:14:18
38 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb 0:18:37
39 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
40 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team
41 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott 0:18:48
42 Sebastian Henao (Col) Team Sky
43 Philip Deignan (Irl) Team Sky
44 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin
45 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 0:21:59
46 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 0:32:57
47 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott
48 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ
49 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF
50 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina
51 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott
52 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb
53 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates
54 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo
55 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale
56 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida
57 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates
58 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale
59 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice
60 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo
61 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb
62 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team
63 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice
64 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team
65 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb
66 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice
67 Steve Morabito (Swi) FDJ
68 Jérémy Roy (Fra) FDJ
69 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice
70 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice
71 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
72 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team
73 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team
74 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe
75 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida
76 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac
77 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac
78 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo
79 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors
80 Chad Haga (USA) Team Sunweb
81 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo
82 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo
83 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe
84 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina
85 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team
86 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo
87 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo
88 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo
89 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale
90 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale
91 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo
92 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo
93 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors
94 Omar Fraile (Spa) Dimension Data
95 Jose Herrada (Spa) Movistar Team
96 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo
97 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo
98 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo
99 Igor Anton (Spa) Dimension Data
100 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
101 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac
102 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin
103 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott 0:33:09
104 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team 0:35:55
105 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina
106 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe
107 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
108 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina
109 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal
110 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice
111 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal
112 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ
113 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina
114 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team
115 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates
116 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky
117 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data
118 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ
119 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal
120 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale
121 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac
122 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data
123 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team
124 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb
125 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice
126 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo
127 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo
128 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates
129 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo
130 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe
131 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors
132 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team
133 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin
134 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data
135 Michal Golas (Pol) Team Sky
136 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe
137 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac
138 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal
139 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin
140 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team
141 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates
142 Svein Tuft (Can) Orica-Scott
143 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF
144 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice
145 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors
146 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF
147 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin
148 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina
149 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida
150 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data
151 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF
152 Rudy Molard (Fra) FDJ
153 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors
154 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF
155 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky
156 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo
157 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors
158 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo
159 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors
160 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF
161 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin
162 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates
163 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors
164 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina
165 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team

CLASSIFICA GENERALE

1 Tom Dumoulin (Ned) Team Sunweb 80:00:48
2 Nairo Quintana (Col) Movistar Team 0:00:31
3 Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida 0:01:12
4 Thibaut Pinot (Fra) FDJ 0:01:36
5 Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin 0:01:58
6 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale 0:02:07
7 Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo 0:03:17
8 Steven Kruijswijk (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:05:48
9 Adam Yates (GBr) Orica-Scott 0:07:06
10 Bob Jungels (Lux) Quick-Step Floors 0:07:34
11 Davide Formolo (Ita) Cannondale-Drapac 0:07:59
12 Maxime Monfort (Bel) Lotto Soudal 0:11:16
13 Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates 0:12:24
14 Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team 0:14:08
15 Andrey Amador (CRc) Movistar Team 0:14:18
16 Jan Hirt (Cze) CCC Sprandi Polkowice 0:18:07
17 Sébastien Reichenbach (Swi) FDJ 0:25:26
18 Hubert Dupont (Fra) AG2R La Mondiale 0:30:27
19 Patrick Konrad (Aut) Bora-Hansgrohe 0:30:50
20 Franco Pellizotti (Ita) Bahrain-Merida 0:36:49
21 Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team 0:39:45
22 Mikel Landa (Spa) Team Sky 0:40:46
23 Stef Clement (Ned) Team LottoNl-Jumbo 0:42:42
24 Winner Anacona (Col) Movistar Team 0:47:05
25 Gorka Izagirre (Spa) Movistar Team 0:51:27
26 Simone Petilli (Ita) UAE Team Emirates 1:00:58
27 Pierre Rolland (Fra) Cannondale-Drapac 1:03:08
28 Rui Costa (Por) UAE Team Emirates 1:03:22
29 Laurens De Plus (Bel) Quick-Step Floors 1:07:04
30 Laurens Ten Dam (Ned) Team Sunweb 1:08:45
31 Kanstantsin Siutsou (Blr) Bahrain-Merida 1:13:36
32 Robert Kiserlovski (Cro) Katusha-Alpecin 1:14:07
33 Jesper Hansen (Den) Astana Pro Team 1:18:26
34 Ben Gastauer (Lux) AG2R La Mondiale 1:18:49
35 Giovanni Visconti (Ita) Bahrain-Merida 1:20:15
36 Ruben Plaza (Spa) Orica-Scott 1:23:00
37 Jacques Janse Van Rensburg (RSA) Dimension Data 1:25:11
38 Peter Stetina (USA) Trek-Segafredo 1:25:26
39 Michael Woods (Can) Cannondale-Drapac 1:27:49
40 Gregor Mühlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 1:31:18
41 Alexander Foliforov (Rus) Gazprom – Rusvelo 1:33:28
42 Philip Deignan (Irl) Team Sky 1:36:07
43 Rudy Molard (Fra) FDJ 1:37:35
44 Natnael Berhane (Eri) Dimension Data 1:37:57
45 Michal Schlegel (Cze) CCC Sprandi Polkowice 1:39:24
46 Sebastian Henao (Col) Team Sky 1:40:06
47 Cristian Rodriguez (Spa) Wilier Triestina 1:44:14
48 Tomasz Marczynski (Pol) Lotto Soudal 1:46:29
49 Eros Capecchi (Ita) Quick-Step Floors 1:52:20
50 Julien Bernard (Fra) Trek-Segafredo 1:52:50
51 François Bidard (Fra) AG2R La Mondiale 1:53:00
52 Igor Anton (Spa) Dimension Data 1:56:53
53 Steve Morabito (Swi) FDJ 1:58:16
54 Luis León Sanchez (Spa) Astana Pro Team 1:58:50
55 José Mendes (Por) Bora-Hansgrohe 1:59:19
56 Diego Rosa (Ita) Team Sky 2:00:28
57 Jose Rojas (Spa) Movistar Team 2:00:44
58 José Gonçalves (Por) Katusha-Alpecin 2:01:33
59 Matteo Montaguti (Ita) AG2R La Mondiale 2:01:39
60 Jose Herrada (Spa) Movistar Team 2:02:29
61 Victor De La Parte (Spa) Movistar Team 2:04:49
62 Simon Geschke (Ger) Team Sunweb 2:04:58
63 Bram Tankink (Ned) Team LottoNl-Jumbo 2:06:59
64 Silvan Dillier (Swi) BMC Racing Team 2:07:13
65 Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates 2:08:41
66 Carlos Verona (Spa) Orica-Scott 2:09:58
67 Jesus Hernandez (Spa) Trek-Segafredo 2:10:24
68 Joey Rosskopf (USA) BMC Racing Team 2:13:11
69 Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac 2:18:35
70 Georg Preidler (Aut) Team Sunweb 2:21:31
71 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida 2:23:14
72 Joe Dombrowski (USA) Cannondale-Drapac 2:23:26
73 Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team 2:29:27
74 Felix Großschartner (Aut) CCC Sprandi Polkowice 2:30:45
75 Manuele Boaro (Ita) Bahrain-Merida 2:32:58
76 Chad Haga (USA) Team Sunweb 2:33:17
77 Salvatore Puccio (Ita) Team Sky 2:33:39
78 Jérémy Roy (Fra) FDJ 2:34:47
79 Tobias Ludvigsson (Swe) FDJ 2:34:52
80 Enrico Battaglin (Ita) Team LottoNl-Jumbo 2:35:04
81 Andrey Zeits (Kaz) Astana Pro Team 2:36:32
82 Omar Fraile (Spa) Dimension Data 2:40:55
83 Tom-Jelte Slagter (Ned) Cannondale-Drapac 2:43:06
84 Clement Chevrier (Fra) AG2R La Mondiale 2:46:05
85 Hugh Carthy (GBr) Cannondale-Drapac 2:46:21
86 Dylan Teuns (Bel) BMC Racing Team 2:47:37
87 Edward Ravasi (Ita) UAE Team Emirates 2:48:52
88 Francisco Ventoso (Spa) BMC Racing Team 2:51:10
89 Matteo Busato (Ita) Wilier Triestina 2:52:29
90 Lukasz Owsian (Pol) CCC Sprandi Polkowice 2:53:15
91 Paolo Tiralongo (Ita) Astana Pro Team 2:53:33
92 Manuel Senni (Ita) BMC Racing Team 2:55:05
93 Quentin Jauregui (Fra) AG2R La Mondiale 2:55:59
94 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo 2:57:30
95 Dries Devenyns (Bel) Quick-Step Floors 2:57:44
96 Sergey Firsanov (Rus) Gazprom – Rusvelo 2:59:36
97 Matvey Mamykin (Rus) Katusha-Alpecin 3:01:49
98 Adam James Hansen (Aus) Lotto Soudal 3:03:10
99 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Team LottoNl-Jumbo 3:04:32
100 Julen Amezqueta (Spa) Wilier Triestina 3:09:05
101 Kristian Sbaragli (Ita) Dimension Data 3:09:29
102 Vasil Kiryienka (Blr) Team Sky 3:10:22
103 Benoit Vaugrenard (Fra) FDJ 3:13:15
104 Valerio Agnoli (Ita) Bahrain-Merida 3:14:57
105 Luka Pibernik (Slo) Bahrain-Merida 3:15:53
106 Matthieu Ladagnous (Fra) FDJ 3:16:30
107 Branislau Samoilau (Blr) CCC Sprandi Polkowice 3:16:37
108 Daniel Teklehaimanot (Eri) Dimension Data 3:17:19
109 Cesare Benedetti (Ita) Bora-Hansgrohe 3:19:57
110 Jan Tratnik (Slo) CCC Sprandi Polkowice 3:20:56
111 Lukas Pöstlberger (Aut) Bora-Hansgrohe 3:21:20
112 Giulio Ciccone (Ita) Bardiani CSF 3:22:15
113 Martijn Keizer (Ned) Team LottoNl-Jumbo 3:22:40
114 Sindre Skjøstad Lunke (Nor) Team Sunweb 3:23:13
115 Marco Marcato (Ita) UAE Team Emirates 3:23:31
116 Ángel Vicioso (Spa) Katusha-Alpecin 3:23:40
117 Lars Ytting Bak (Den) Lotto Soudal 3:23:50
118 Ivan Rovny (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:24:37
119 Jos Van Emden (Ned) Team LottoNl-Jumbo 3:24:39
120 Rory Sutherland (Aus) Movistar Team 3:24:54
121 Enrico Barbin (Ita) Bardiani CSF 3:26:27
122 Simone Ponzi (Ita) CCC Sprandi Polkowice 3:27:26
123 Michael Hepburn (Aus) Orica-Scott 3:28:03
124 Filippo Pozzato (Ita) Wilier Triestina 3:30:01
125 Christopher Juul Jensen (Den) Orica-Scott 3:31:27
126 Jan Bárta (Cze) Bora-Hansgrohe 3:32:37
127 Julien Berard (Fra) AG2R La Mondiale 3:32:38
128 Fernando Gaviria (Col) Quick-Step Floors 3:33:16
129 Twan Castelijns (Ned) Team LottoNl-Jumbo 3:34:42
130 Aleksei Tcatevich (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:34:59
131 Pavel Brutt (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:35:10
132 Pieter Serry (Bel) Quick-Step Floors 3:36:00
133 Viacheslav Kuznetsov (Rus) Katusha-Alpecin 3:36:46
134 Alex Howes (USA) Cannondale-Drapac 3:37:25
135 Matej Mohoric (Slo) UAE Team Emirates 3:37:33
136 Manuel Quinziato (Ita) BMC Racing Team 3:37:35
137 Maciej Paterski (Pol) CCC Sprandi Polkowice 3:40:51
138 Mads Pedersen (Den) Trek-Segafredo 3:40:57
139 Eugert Zhupa (Alb) Wilier Triestina 3:41:30
140 Moreno Hofland (Ned) Lotto Soudal 3:41:42
141 Michal Golas (Pol) Team Sky 3:42:53
142 Luka Mezgec (Slo) Orica-Scott 3:42:59
143 Kristijan Koren (Slo) Cannondale-Drapac 3:43:25
144 Mirco Maestri (Ita) Bardiani CSF 3:45:40
145 Maxim Belkov (Rus) Katusha-Alpecin 3:47:48
146 Svein Tuft (Can) Orica-Scott 3:48:59
147 Evgeny Shalunov (Rus) Gazprom – Rusvelo 3:51:27
148 Iljo Keisse (Bel) Quick-Step Floors 3:54:28
149 Eugenio Alafaci (Ita) Trek-Segafredo 3:58:21
150 Roberto Ferrari (Ita) UAE Team Emirates 4:03:17
151 Alberto Losada (Spa) Katusha-Alpecin 4:03:51
152 Dmitriy Kozontchuk (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:04:40
153 Maximiliano Richeze (Arg) Quick-Step Floors 4:04:47
154 Tom Stamsnijder (Ned) Team Sunweb 4:05:59
155 Davide Martinelli (Ita) Quick-Step Floors 4:06:05
156 Johann Van Zyl (RSA) Dimension Data 4:06:29
157 Sergey Lagutin (Rus) Gazprom – Rusvelo 4:15:24
158 Simone Andreetta (Ita) Bardiani CSF 4:15:54
159 Sam Bennett (Irl) Bora-Hansgrohe 4:20:17
160 Nicola Boem (Ita) Bardiani CSF 4:22:19
161 Lorenzo Rota (Ita) Bardiani CSF 4:28:12
162 Marcin Bialoblocki (Pol) CCC Sprandi Polkowice 4:30:48
163 Zhandos Bizhigitov (Kaz) Astana Pro Team 4:31:27
164 Ilia Koshevoy (Blr) Wilier Triestina 4:33:52
165 Giuseppe Fonzi (Ita) Wilier Triestina 4:50:09

Van Garderen porta nella lontana America il tappone dolomitico del 100° Giro dItalia (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

Van Garderen porta nella lontana America il tappone dolomitico del 100° Giro d'Italia (foto Tim de Waele/TDWSport.com)

MOENA – ORTISEI: OTTANT’ANNI DI EMOZIONI IN EN(ROSA)DIRA

Ottant’anni fa si disputava la prima tappa dolomitica della storia. Il Giro celebrerà quest’anniversario nell’anniversario con una tappa breve ma intensa, che nel tratto iniziale porterà i corridori sui grandi passi – nell’ordine Pordoi, Falzarego e Gardena – per poi riservare nel finale salite meno note ma più “cariche” di pendenze che, pur non essendo estreme, sicuramente proporranno quelle emozioni che solo le ascese dei Monti Pallidi sanno donare.

Il 2017 non è soltanto l’anno della centesima edizione della corsa rosa. Esattamente il 26 maggio, il giorno successivo a questa frazione, cadrà un altro importante anniversario, quello della prima tappa dolomitica della storia. Correva l’anno 1937 e la Vittorio Veneto – Merano attraverso i passi Rolle e Costalunga fu ideata dall’allora direttore Armando Cougnet, che era alla ricerca di un qualcosa che rendesse unica la venticinquesima edizione del Giro. Se, 26 anni prima, gli organizzatori del Tour si erano presi degli assassini per aver osato inserire nel tracciato della Grande Boucle i Pirenei, a Cougnet rischiò d’andar peggio poiché, subito dopo la presentazione del percorso e l’annuncio dell’attraversamento delle Dolomiti nel corso della 16a frazione, ci fu chi quasi arrivò a dargli del matto. Si temeva che fosse un azzardo portare la carovana su strade che all’epoca non ancora ricoperte dall’asfalto, letteralmente “scassate”, pressochè prive di protezioni verso i burroni e ancora segnate dalle vicissitudini della Grande Guerra. L’impatto con il Giro avrebbe potuto essere disastroso… e invece ebbe ragione Cougnet, anche se questi forse non si aspettava che quel giorno sarebbe scoccata la scintilla di un amore, quello tra le Dolomiti e il Giro, che continua ad ardere anche nel XXI secolo, anche se talvolta il percorso della corsa le ha un po’ tradite e in alcune edizioni c’è girato al largo e le ha fatte vedere solo da lontano, col binocolo. Di certo non potevano mancare nel tracciato della centesima edizione, che il giorno precedente quello dell’anniversario del primo tappone (per la cronaca vinto dalla maglia rosa Gino Bartali con 5’38” su Enrico Mollo e Walter Generati) proporrà una frazione breve ma intensa che in 137 Km porterà i “girini” da Moena a Canazei: la distanza è breve ma, come si suol dire, il vino nella botte piccola è solitamente il più buono e in questa giornata avrà la corposità di cinque salite che, a fine giornata, avranno fatto complessivamente percorrere 46 Km all’insù. C’è chi ha criticato il fatto che mancano nomi storici come la Marmolada o le Tre Cime, ma non sarebbe bastata una tappa – o forse un Giro intero – se si fossero volute proporre tutte le ascese affrontate tra questi monti in ottant’anni di storia. Altri hanno puntato il dito sulla distanza, ma va ricordato che talvolta le tappe di montagna brevi hanno provocato più selezioni dei tapponi vecchio stile, talvolta affrontati con troppa prudenza nel timore di clamorosi crolli nel finale. E poi c’è anche chi bocciato la collocazione delle ascese perché i tre storici passi in programma – Pordoi, Falzarego e Gardena, che non sono certo i più appetitosi sotto l’aspetto delle pendenze – sono stati posizionati nella prima parte di gara, mentre nel finale si dovranno affrontare le meno nobili ascese del Passo Pinei e di Pontives. Quest’ultima, però, ha pendenze non trascurabili negli ultimi 3 Km e a quel punto – o anche prima – potrebbe improvvisamente spegnersi la luce per qualche corridore di punta, soprattutto se ci sarà stata corsa vera già sui passi affrontati in partenza. È quel che è successo, per esempio, a Ivan Basso nel 2005 quando, attaccato proprio sulla stessa salita finale verso Ortisei, perse circa un minuto dai rivali, prima avvisaglia della profonda crisi che lo colpirà l’indomani nel tappone dello Stelvio quando, complici anche problemi di natura gastrica, giungerà al traguardo di Livigno quasi tre quarti d’ora dopo l’arrivo dei primi.
Il tappone dolomitico dell’edizione n° 100 scatterà da Moena e vedrà nei primi 15 km il gruppo ripercorrere fedelmente il finale della tappa del giorno prima, per tagliare quello che era stato il traguardo di Canazei e da lì andare all’attacco del primo colle di giornata, il mitico Pordoi. È una presenza quasi obbligata quella del passo che svetta a 2239 metri di quota, luogo di sfide belliche prima dell’avvento del ciclismo a queste latitudini come ci ricorda l’ossario militare tedesco costruito lassù negli anni ’50: il Pordoi è, infatti, la salita dolomitica più affrontata dalla corsa rosa e quello di quest’anno sarà il 40° passaggio in assoluto, quaranta come il numero dell’anno del secolo scorso nel quale questo colle fu affrontato per la prima volta e anche in quell’occasione fu Gino Bartali il corridore che vi transitò per primo in vetta davanti al compagno di squadra Fausto Coppi, fasciato della maglia rosa. Quel giorno si salì da Arabba, stavolta l’ascesa sarà affrontata dal versante che sulla carta è il meno impegnativo, ma che è divenuto il più frequentato per la possibilità d’abbinarlo alla Marmolada e che raggiunge il passo in 11,8 Km e 28 tornanti, con una pendenza media del 6,7% e un picco massimo del 9%, raggiunto al secondo chilometro dell’ascesa.
Arrivati ad Arabba, forse l’unica stazione di sport invernali dell’area dolomitica concepita secondo gli schemi delle stazioni “sky-total” delle alpi francesi, in attesa del colle successivo si percorreranno 10 Km privi di difficoltà nella zona del Livinallongo, toponimo con il quale è identificata l’alta valle del torrente Cordevole, terra che porta ancora oggi le “cicatrici” della Prima Guerra Mondiale, la più celebre delle quali è il cratere che sventrò il Col di Lana il 17 aprile del 1916, quando i militari dell’Arma del Genio fecero saltare la montagna con 5 tonnellate di dinamite per impedire all’esercito austo-ungarico di conquistarne la vetta. Oggi non si combatte più da queste parti e le uniche sfide avvengono a colpi di pedale, come accadde lo scorso anno sul Passo Falzarego, che fu l’ascesa chiave del tappone di Corvara vinto dal colombiano Esteban Chaves. Sarà proprio questa la prossima meta del gruppo che, rispetto a dodici mesi fa, salirà dal versante meridionale, il più impegnativo in quanto a pendenze, scandito dalla presenza di 17 tornanti “sorvegliati” dall’imponente Castello di Andraz, che appartenne ai principi-vescovi di Bressanone. Raggiunti i 2117 metri del valico, punto dove la strada principale comincia la discesa verso Cortina, la fatica non sarà ancora terminata perché si dovrà affrontare l’appendice di 1,2 Km verso i 2200 metri del Passo di Valparola, nella quale si raggiunge il punto di pendenza massima (14%) di un’ascesa che complessivamente è lunga 12,2 Km e sale al 6,4% medio. Lasciato il Veneto, sulle cui strade si pedalava dalla cima del Pordoi, nel corso della successiva planata la corsa farà il suo ingresso in Alto Adige, che accoglierà la corsa sulle strade della Val Badia. Si transiterà per La Villa, la più nota tra le frazioni che compongono il comune sparso di Badia per la presenza della celebre pista nera della Gran Risa, che “precipita” per 1,255 Km dal Piz la Ila e che dal 1985 ospita, nel mese di dicembre, uno slalom gigante della Coppa del Mondo di sci alpino. Un dolce falsopiano introdurrà quindi la corsa in Corvara dove, per rimaner in tema d’anniversari, esattamente 70 anni fa era collaudata e aperta al pubblico la prima seggiovia d’Italia, realizzata in legno e che permetteva di raggiungere la zona degli impianti del Col Alto. Non ci saranno “scorciatoie” per i corridori che ora dovranno affrontare il terzo e ultimo dei grandi colli di giornata, il Passo Gardena (2121 metri), che si raggiungerà con un’ascesa di 8,5 Km al 6,8%, movimentata da 17 tornanti dominati dalle verticali pareti del Gruppo del Sella, da questo lato raggiungibile attraverso una delle più spettacolari vie ferrate delle Dolomiti, la Tridentina. Il passo rappresenta la più bassa delle due porte d’accesso in quota alla Val Gardena (l’altra è la Sella di Col de To, situata a 2244 metri d’altezza, poco sopra il celebre Passo Sella), che i corridori percorreranno quasi per intero nei chilometri successivi, incontrando per primo il centro di Plan de Gralba, dove si trovava il più elevato capolinea della “Ferata de Gherdëina”, linea ferroviaria costruita dall’impero austro ungarico durante la Grande Guerra e che, molti anni dopo la cessazione del servizio (28 maggio del 1960), è stata trasformata in una suggestiva pista ciclopedonale. Pochi chilometri più avanti si giungerà sulle strade di Selva, la più rinomata località di villeggiatura della valle, che offre ai turisti anche una piccola “perla” nascosta, gli incantevoli resti di Castel Wolkenstein, costruito nel XIII secolo in un crepaccio del Gruppo delle Odle. Un altro bel maniero, non visitabile poiché ancora abitato, è quello che porta lo stesso nome della valle e che dal 1641 fa buona guardia alla vicina Santa Cristina. Superato il 100° chilometro di gara, la corsa già sarà giunta a Ortisei, ma non sarà ancora giunto il momento di mettere la parola fine al tappone che ora abbandonerà la lunga discesa dal Gardena per affrontare il Passo di Pinei, la più breve tra le cinque salite in programma oggi. Sono appena 4,2 Km, ma non vanno per questo presi troppo sottogamba perché la pendenza media è del 6,2%, con un tratto centrale di 1800 metri all’8,4% (massima del 15%): se il Gardena dava accesso all’omonima valle, questo è uno degli ingressi allo Sciliar, altipiano conosciuto in particolare per il fieno, qui utilizzato sia per corroboranti bagni termali, sia come ingrediente di una deliziosa zuppa, servita all’interno di una scodella di pane. Più impegnativa della salita è la discesa dal Pinei, 12 Km al 7,8% nel corso dei quali si transiterà per Castelrotto, centro del quale sono originari gli sciatori Peter Fill e Denise Karbon e dal quale lo scorso anno scattò la cronoscalata all’Alpe di Siusi, vinta dal russo Alexandr Foliforov per pochissimi centesimi di secondo sull’olandese Kruijswijk, che in quel momento vestiva la maglia rosa. Terminata l’ultima picchiata, una brevissima tregua pianeggiante nella valle dell’Isarco anticiperà l’attacco dell’ultima ascesa, ritornando in Val Gardena percorrendo la vecchia strada d’accesso alla valle, inaugurata il 26 ottobre del 1856 e fortemente voluta dai Moroder, i celebri scultori – prevalentemente d’arte sacra – originari di Ortisei. L’opera si rivelò costosa al punto che, per rientrare nelle spese, si fu costretti a predisporre un casello per il pedaggio a Ponte Gardena, la località dove la salita ha inizio e dove è possibile visitare Castel Trostburg, maniero del XII secolo che oggi ospita un museo dedicato ai castelli della regione. Come avveniva 160 anni, all’epoca dell’apertura di questa strada, anche stavolta sarà chiesto un esborso – in termini d’energie e non pecuniari, però – perché i 9,3 Km al 6,8% verso la località di Pontives, con i 3,3 Km conclusivi al 9,3% medio, anche in quest’occasione potranno rivelarsi indigesti per qualcuno, com’erano stati per Basso dodici anni fa. Anche perché dopo la conclusione ufficiale della salita, questa in realtà continuerà nei rimanenti 4 Km che si dovranno coprire per raggiungere il traguardo, inizialmente in maniera piuttosto blanda per poi riprendere mordente subito dopo esser transitati sotto lo striscione dell’ultimo chilometro, quando un dentello al 13% a 400 metri dalla linea d’arrivo precede la breve discesina finale verso il traguardo. È apparentemente sottono ma potrebbe “suonarle” a molti questo finale disegnato nella patria dei Moroder, che hanno dato al mondo dell’arte non solo scultori ma anche un alto esponente della musica come Giorgio Moroder, conosciuto in particolare per aver composto diverse colonne sonore cinematografiche. Chissà che sinfonie ci soneranno quest’anno le Dolomiti….

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Passo Pordoi (2239 metri). Chiamato anche Pordoijoch, Jouf de Pordoi e Jou de Pordou, è una larga sella prativa costituita dal Sasso Beccè e dal Sass Pordoi. Vi transita la SS 48 “delle Dolomiti” tra Canazei e Arabba. Il Giro l’ha scalato 39 volte e, in alcune occasioni, con due passaggi nella stessa tappa: la prima volta, il 5 giugno del 1940, vi scollinò in testa Gino Bartali nel corso della tappa Pieve di Cadore – Ortisei, vinta dallo stesso corridore toscano; l’ultima scalata risale allo scorso anno, quando Damiano Cunego conquistò questo prestigioso GPM nel corso della tappa Alpago – Corvara vinta dal colombiano Chaves.

Passo di Falzarego (2105 metri). Quotato 2117 sulle cartine del Giro 2017, è aperto tra il Piccolo Lagazuoi e il Nuvolau ed è attraversato dalla SS 48 “delle Dolomiti” tra Cernadoi (Livinallongo del Col di Lana) e Cortina d’Ampezzo. È il terzo valico dolomitico per numero di passaggi del Giro (senza contare le cinque volte nel quale fu “prolungato” verso il Valparola), con 18 traguardi GPM disputati tra il 1940, quando fu conquistato da Bartali durante la citata Pieve di Cadore – Ortisei, e il 2008 quando Emanuele Sella vi transitò in testa durante la tappa Arabba – Passo Fedai vinta proprio dallo scalatore vicentino. Si ricordano inoltre i tre passaggi in testa di Fausto Coppi nel triennio 1946-47-48 e quello di Merckx durante la Misurina – Bassano del Grappa del 1974.
Passo di Valparola (2192 metri). Aperto tra il Sasso di Stria e il Piccolo Lagazuoi e quotato 2200 sulle cartine del Giro 2017, è attraversato dalla SP 24 “del Passo di Valparola” tra il Passo di Falzarego e San Cassiano. È stato inserito sette volte nel percorso del Giro ma nello speciale albo d’oro del Valparola si contano solo 5 passaggi perché la prima volta, nel 1976, lo striscione del GPM fu anticipato al sottostante Falzarego mentre nel 1992 fu tolto all’ultimo momento dal tracciato a causa di una frana. A legare i loro nomi a questo valico sono così stati lo spagnolo Fernández Ovies nel 1977 (tappa Cortina d’Ampezzo – Pinzolo), il francese Charly Mottet nel 1990 (tappa Dobbiaco – Passo Pordoi), l’elvetico Fabian Wegmann nel 2004 (San Vendemiano – Falzes), l’italiano Matteo Rabottini nel 2012 (Falzes – Cortina d’Ampezzo) e dodici mesi fa il colombiano Darwin Atapuma nella citata tappa di Corvara.

Passo di Gardena (2121 metri). Chiamato anche Grödner Joch, separa il gruppo del Sella da quello del Cir e vi transita la SS 243 “del Passo Gardena” tra Corvara e Selva di Val Gardena. Il Giro l’ha scalato 17 volte, tenuto a battesimo da Fausto Coppi che per primo lo conquistò nel tappone Bassano del Grappa – Bolzano del Giro del 1949, da lui vinto. L’ultimo suo successore è stato lo spagnolo Rubén Plaza, sempre in occasione della tappa di Corvara disputata lo scorso anno.

Sella del Culac’ (2018 metri). Chiamata anche Kulatsch Sattel, vi transita la SS 243 “del Passo Gardena” nel corso del tratto iniziale della discesa dal Passo Gardena, tra quest’ultimo e Selva di Val Gardena.

Passo di Pinei (1442 metri). Chiamato anche Panider Sattel, è valicato dalla SP 64 tra Ortisei e Castelrotto. Il Giro l’ha affrontato due volte come GPM, nel 1991 subito dopo la partenza della tappa Selva di Val Gardena – Passo Pordoi (vinta da Franco Chioccioli) e nel 1997 nel corso della tappa Predazzo – Falzes (vinta dallo spagnolo José Luis Rubiera): a conquistare i due traguardi della montagna furono rispettivamente lo spagnolo Iñaki Gastón e il colombiano José Jaime “Chepe” González. Sul Pinei si salì anche nel 2000, durante la tappa Selva di Val Gardena – Bormio, terminata con il successo di Gilberto Simoni, ma in quella occasione il passaggio non era valido per la classifica degli scalatori.

Sella di Telfen (1090m). Si trova nei pressi dell’omonima località ed è attraversata dalla SP 24 tra Castelrotto e Siusi. Coincide con il quadrivio dove inizia la salita verso l’Alpe di Siusi e dove nel 2017 i corridori svolteranno a destra nel corso della discesa dal Passo di Pinei, in direzione di Ponte Gardena

FOTOGALLERY

Passo Pordoi, monumento a Fausto Coppi


L’ossario militare tedesco del Passo Pordoi

Il cratere del Col di Lana

Castello di Andraz

Passo di Falzarego

La Villa, la pista della Gran Risa

La Torre Exner del Gruppo del Sella, sulla quale si sviluppa la Ferrata Tridentina, vista dalla strada per il Passo Gardena

Passo di Gardena

Selva di Val Gardena, Castel Wolkenstein

Santa Cristina Valgardena, Castel Gardena

L’altipiano dello Sciliar visto dalla discesa dal Passo di Pinei

Ponte Gardena, Castel Trostburg

Ortisei, chiesa parrocchiale di Sant’Ulrico e dell’Epifania del Signore

Il Gruppo del Sella visto dalla Val Gardena al momento dell’enrosadira e, in trasparenza, l’altimetria della diciottesima tappa del Giro 2017 (www.garni-astrid.com)

Il Gruppo del Sella visto dalla Val Gardena al momento dell’enrosadira e, in trasparenza, l’altimetria della diciottesima tappa del Giro 2017 (www.garni-astrid.com)