TORTOLÌ – CAGLIARI: SALUTO ALLA SARDEGNA CON VOLATA “BALLERINA”

Il Giro lascia la Sardegna con la più facile delle tre frazioni disegnate nella terra dei nuraghi. Gran parte del tracciato si snoderà su di una filante superstrada, le difficoltà altimetriche saranno poche e lontane dal traguardo, ma il finale proporrà comunque un paio d’insidie da non sottovalutare, quelle del vento (pane quotidiano in queste prime frazioni) e del lastricato che i corridori incontreranno nel rettilineo d’arrivo, lo stesso sul quale s’imposero Cipollini e Förster.

È giunta l’ora di accomiatarsi dalla Sardegna e il Giro lo farà ancora con una tappa destinata ai velocisti, decisamente più “magra” rispetto a quelle affrontante nelle 48 ore precedenti in virtù di un’altimetria priva di grandissimi ostacoli naturali – pur se non completamente pianeggiante – e di un chilometraggio più contenuto, anche in previsione del lungo trasferimento verso la Sicilia, dalla quale la corsa ripartirà, dopo un giorno di riposo, con l’arrivo in salita all’Etna. Gli ultimi 40 Km di pianura pressochè totale dicono volata certa ma la tappa non sarà comunque priva d’insidie poiché basta un occhio alla planimetria per notare come il tracciato si snodi costantemente, tranne brevissime divagazioni, lungo la costa e questo esporrà il gruppo all’influsso del vento per l’intera giornata, con tutti i rischi connessi alla formazione di ventagli, pericolo che potrebbe farsi più concreto nel finale perché alle porte di Cagliari ci sarà un tratto piuttosto lungo, quasi 8 Km, nel quale si pedalerà tra l’incudine del mare e il martello delle acque interne dello Stagno di Quartu. L’ultimo problema lo proporrà, infine, il rettilineo d’arrivo con la sua pavimentazione in lastre di granito, versione “nobile” del pavè sulla quale non conterà soltanto essere veloci ma anche esser capaci di governare la bicicletta in questa particolari condizioni, nelle quali il mezzo tende a “ballare” sotto il sellino. Le distrazioni possono rivelarsi fatali e ne sanno qualcosa due corridori “navigati” del calibro di Adriano Baffi e Damiano Cunego, entrambi andati ad assaggiare la consistenza del granito in occasione degli ultimi due precedenti arrivi del Giro a Cagliari, il primo nel 1991 e l’ultimo nel 2007, quando s’impose Alessandro Petacchi (poi squalificato per doping e la vittoria sarà assegnata al tedesco Förster) al termine di una frazione i cui ultimi 80 Km saranno quasi la fotocopia di quella odierna.
Lasciata Tortolì, i primi quindici chilometri si snoderanno a leggeri saliscendi sulla variante della statale 125 “Orientale Sarda”, della quale s’è scelto di far percorrere in questa frazione ampi tratti per contenere il più possibile il chilometraggio, alla luce dell’imminente e lungo viaggio verso la Sicilia. In questo primo tratto il tracciato sfiorerà senza attraversarli prima il centro di Barì Sardo, il cui nome fu accentato in seguito ad un regio decreto del 1862 firmato da Re Vittorio Emanuele II per evitare confusioni con il capoluogo della Puglia, e poi il giovane comune di Cardedu, costituito negli anni ’50 da un gruppo di abitanti di Gairo costretti a lasciare il loro paese natale in seguito ad una disastrosa alluvione. Mediante il traforo di Is Quaddazzonis, galleria lunga quasi un chilometro e mezzo aperta al transito nel 2002, si supererà uno dei tratti più “impervi” della statale – quello che evita l’ascesa, comunque facilissima, fino ai 267 metri del valico della Genna ‘e Cresia – entrando nella regione storica della Quirra, contea istituita nel 1327 da Alfonso d’Aragona, che aveva conquistato la Sardegna quattro anni prima per conto del padre Giacomo II “Il Giusto”. Sfiorato il centro di Tertenia, nel cui territorio comunale sono stati contati ben 77 complessi nuragici e 34 “tombe dei giganti”, si lascerà quello che era stato il territorio della scomparsa provincia dell’Ogliastra – istituta nel 2001 e abrogata ufficialmente lo scorso anno – per entrare in quella della più giovane provincia d’Italia, quella del Sud Sardegna, venutasi a creare nel 2016 in seguito all’istituzione della città metropolitana di Cagliari e il cui capoluogo provvisiorio è Carbonia. Sempre rimanendo sul filante tracciato della nuova statale, che a questo punto proporrà alcune morbide ondulazioni, si girerà quindi “al largo” dal centro di Villaputzu, situato nella pianura che insiste attorno al tratto terminale del Flumendosa, secondo fiume per lunghezza della regione dopo il Tirso, la cui foce si trova a sud di Porto Corallo, località che deve il nome alle barriere coralline presenti nel fondale di questo tratto del Mar Tirreno e che furono oggetto di sfruttamento tra il XVI e il XVII secolo. Dopo altri 25 Km di superstrada si abbandonerà la nuova SS 125 all’altezza dello svincolo per Villasimius, utilizzato in particolare dai turisti diretti a una delle spiagge più rinomate della Sardegna, quella di Costa Rei, inserita nell’elenco della “top ten” dei litorali più belli del mondo dalla Lonely Planet, prestigiosa e conosciutissima casa editrice specializzata in guide turistiche. Per i “girini” non ci sarà il tempo di distrazioni balneari, anche perché poco dopo esser “sbarcati” sulla viabilità ordinaria dovrà essere superata la più impegnativa tra le tre ascese previste dal tracciato di gara, anche se non ci sarà nessun traguardo GPM ad attenderli al termine dei 2,2 Km al 5,7% – contenenti una strappata di 500 metri al 9,2% – che precederanno la planata su Villasimius, nota località di villeggiatura situata a nord di Capo Carbonara, il promontorio che delimita a oriente il golfo di Cagliari e sul quale si trovano i resti della seicentesca Fortezza Vecchia, presso i quali nel 1964 fu girato il “videoclip” di “Angelita di Anzio”, cantata dal gruppo dei “Los Marcellos Ferial” in occasione del concorso a premi “Jolly Estate 1964″; l’anno successivo lo spezzone sarà inserito all’interno del film musicarello a sketch “Questo pazzo, pazzo mondo della canzone”. Subito dopo fa capolino un’altra salita, l’ultima di giornata e più facile della precedente, ma sarà l’unica che oggi metterà in palio i punti per la classifica degli scalatori, assegnati presso Capo Boi, poco sotto i centi metri di quota. A quel punto mancheranno 41 Km alla conclusione e, tolta la brevissima discesa successiva al GPM e un paio di zampellotti, la pianura sarà l’unica protagonista dell’altimetria, mentre la planimetria si muoverà dolcemente sinuosa sino alle porte di Cagliari, dove il percorso assumerà la fisionomia segaligna di lunghi rettilinei raccordati da rare curve. Questo, però, sarà il tratto più insidioso a causa di un maggior rischio d’incappare in fratture del gruppo provocate dal vento, in particolar modo quando si percorrerà la lingua di terra che separa il Mar Tirreno dal vasto Stagno di Quartu, inserito nella lista delle zone umide d’importanza internazionale redatta sulla base della convenzione di Ramsar e famosa per le saline, sfruttate sin dall’antichità ma il cui utilizzo industriale iniziò in seguito alla realizzazione d’ingenti opere idrauliche promosse dal governo sabaudo, che utilizzò come manodopera per l’estrazione i carcerati condannati ai lavori forzati. Costeggiata la spiaggia del Poetto, il lido dei cagliaritani, e messe nel mirino le verdeggianti pendici settentrionali del Capo Sant’Elia, affrontando una delle ultime curve del tracciato il gruppo volterà le spalle al mare per incontrare la periferia meridionale del capoluogo sardo, dove sfreccerà a pochi passi dall’altro Sant’Elia, lo storico stadio cittadino attualmente in ristrutturazione e che a lavori terminati avrà un nuovo nome e una capienza di 21mila spettatori. Invece, non bisognerà attendere molto per conoscere chi succederà a Oreste Magni (1961), Mario Cipollini (1991) e Robert Förster (2007).
Poi rotta verso la Sicilia….

Mauro Facoltosi

I VALICHI DELLA TAPPA

Arcu Boi (130 metri). Valicato dalla SP 17 tra Villasimius e Solanas, coincide con la salita di Capo Boi, quotata 98 metri sulle cartine del Giro 2017. Ci transitò anche la tappa Barumini-Cagliari del Giro del 2007, ma in quell’occasione il passaggio non era valido come GPM.

RINGRAZIAMENTI
Segnaliamo che le citazioni cinematografiche (nel testo e nella fotogallery) sono frutto della collaborazione con il sito www.davinotti.com, che ringraziamo per la disponibilità.

FOTOGALLERY

La torre costiera di Barì Sardo

Vista panoramica dal primo tratto della variante della SS 125

Tertenia, chiesa dell’Assunta

Il porticciolo turistico di Porto Corallo

Uno scorcio della spiaggia di Costa Rei

La ‘’silhouette’’ di Capo Carbonara vista dalla strada per Capo Boi

La fortezza vecchia di Villasimius vista nel ‘’videoclip’’ di ‘’Angelita di Anzio’’, spezzone inserito nel film ‘’Questo pazzo, pazzo mondo della canzone” (www.davinotti.com)

La fortezza vecchia di Villasimius vista nel ‘’videoclip’’ di ‘’Angelita di Anzio’’, spezzone inserito nel film ‘’Questo pazzo, pazzo mondo della canzone” (www.davinotti.com)

Capo Boi, ‘’location’’ dell’unico GPM di tappa

Il rettilineo tra mare e stagno all’ingresso di Cagliari

La spiaggia del Poetto a Cagliari e, sullo sfondo, il promontorio di Capo Sant’Elia

Il lastricato del rettilineo d’arrivo di Via Roma a Cagliari e, in trasparenza, l’altimetria della terza tappa del Giro 2017

Il lastricato del rettilineo d’arrivo di Via Roma a Cagliari e, in trasparenza, l’altimetria della terza tappa del Giro 2017